Utilizzare il treno a Terracina è diventato un sacrificio

trenoIl treno manca dalla stazione di Terracina da oltre quattro anni e spostarsi con questo mezzo è diventato un vero supplizio tra coincidenze di bus (Cotral/Cotri a Monte san Biagio e Cialone a Priverno), ritardi e interruzioni di servizio inattese. Questo è vero per chiunque voglia raggiungere la capitale o ritornare in città dopo un viaggio ma per chi, per lavoro o per studio, è costretto a farlo quotidianamente è un disagio che incide in maniera decisa sulla qualità della vita.

Ogni semestre con il cambio stagionale degli orari si hanno sempre sorprese spesso negative come quest’inverno; da lunedì 11 dicembre diminuiranno le corse per e da Roma  come denuncia il Comitato pendolari di Terracina “Si passerà dalle attuali 49 corse quotidiane dirette da/per Roma a 40 corse quotidiane dirette da/per Roma, quindi minor possibilità di andata e ritorno,
con il rischio sicuro di aumentare i tempi di percorrenza (casa – lavoro e viceversa) dei pendolari, il tutto ad incidere sulla qualità della vita.”

Il WWF ritiene il treno Terracina/Fossanova un mezzo di trasporto ambientalmente sostenibile e da anni è impegnato per la sua sopravvivenza contro le periodiche minacce di tagli e fino a quando non si riattiverà la linea non rifiuta l’uso dei bus navetta per Priverno o Monte san Biagio invitando i cittadini a non cadere nella tentazione di utilizzare i mezzi privati.

A tutto c’è un limite, però. Se Trenitalia offre un servizio ridotto e di qualità scadente prima o poi una fetta degli attuali utenti si sposterà con i mezzi privati con costi, rischi e inquinamento maggiori.

Occorre evitare tutto ciò e il Comitato pendolari ha mille ragioni per protestare in modo che si ripristini almeno il servizio previsto nell’orario precedente. Ha attivato una raccolta di firme alla quale anche il Gruppo Litorale pontino del WWF partecipa.

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6 dicembre 1991-6 dicembre 2016, 25 anni della Legge sui Parchi

PARCHI: WWF, OGGI ANNIVERSARIO PER I 25 ANNI DELLA LEGGE QUADRO SULLE AREE PROTETTE

“VENTICINQUE ANNI FA LA LEGGE SUI PARCHI NASCEVA GRAZIE AL CONSENSO DI UN PARLAMENTO UNITO PER IL BENE DELLA NATURA ITALIANA. NEL 2016, INVECE, UNA RIFORMA SCRITTA SENZA LA CONDIVISIONE DEL MONDO AMBIENTALISTA RISCHIA DI COMPROMETTERE IL FUTURO DEI PARCHI ITALIANI”.

La Legge Quadro sulle Aree protette, che proprio oggi compie i primi 25 anni, è stata una storia di grande successo per il nostro Paese. La Legge 394/91, infatti, nonostante non abbia mai visto la piena applicazione, non solo è servita a costruire un sistema integrato di aree protette nazionali e regionali ma ha segnato un momento di grande coscienza ambientale nelle istituzioni del nostro Paese che, proprio grazie a questa legge, ha potuto attuare politiche di conservazione della biodiversità fino ad allora impensabili. Un successo che si può leggere attraverso i numeri: 24 parchi nazionali, considerando anche quello del Golfo di Orosei e del Gennargentu (in realtà mai reso operativo), 134 parchi regionali, 27 aree marine protette, 2 parchi sommersi, 1 Santuario internazionale per la protezione dei mammiferi marini (frutto di un accordo internazionale tra Francia, Italia e Principato di Monaco) e 683 riserve tra statali e regionali e di altre tipologie (come ad esempio le oltre 100 oasi WWF). La legge sui Parchi non solo ha segnato una crescita culturale in un’Italia che fino a quel momento non si era posta il problema di come tutelare e preservare i propri tesori di natura che diventavano, finalmente, un tesoro di tutti gli italiani, un bene così importante da meritare la tutela dello Stato. Che oggi i parchi italiani vivano un momento di difficoltà è innegabile. Ma da questa crisi si esce dando più valore alla natura che costituisce la base del nostro benessere e del nostro sviluppo; la ricchezza della natura italiana costituisce infatti il nostro capitale naturale e deve essere al centro dell’economia nazionale. Inoltre dare valore alla natura significa dare centralità alla bellezza della nostra Italia che tutto il mondo ci invidia.
 
“Quello di oggi è un anniversario importante”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Venticinque anni fa la legge sui parchi nasceva grazie al consenso di un Parlamento unito per il bene della Natura italiana: nel 2016, invece, una riforma, scritta senza la condivisione del mondo ambientalista e senza tener conto di una sensibilità ormai radicata nell’opinione pubblica, rischia di compromettere il futuro dei Parchi italiani, di consentire speculazioni economiche e gestioni localistiche, di affidarne la rappresentanza e la gestione alla politica locale”.
“Ma l’aspetto più grave della modifica approvata dal Senato è quello dello Stato centrale che si ritira dai suoi compiti costituzionali, che delega agli enti locali scelte e strategie di interesse nazionale – conclude Donatella Bianchi –. Allora dovremmo smettere di chiamarli parchi nazionali o aree marine protette e rassegnarci al modello Stelvio: se la riforma dovesse proseguire il suo cammino com’è stata approvata al Senato allora in questo 25 anniversario della 394 ci sarebbe davvero ben poco da festeggiare. Il WWF sarà in prima linea per far sì che i parchi continuino ad essere un Tesoro Nazionale”.

Roma, 6 dicembre 2016
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Il mare: turismo, alimentazione e rifiuti; tre seminari del Progetto MARINA

Sul sito dell’ISPRA sono annunciati tre seminari sul mare in cui saranno affrontati gli aspetti legati al turismo e all’alimentazione senza trascurare il grave problema dei rifiuti marini.

Ispra è partner del Progetto MARINA.

“Nell’ambito del Progetto MARINA – “Marine knowledge sharing platform” finanziato dal programma Science with and for Society di Horizon 2020 si terranno dal 13 al 15 dicembre tre seminari di mobilitazione e apprendimento reciproco con l’obiettivo di approfondire la cooperazione tra scienza e società.

I temi affrontati saranno i seguenti:

13 dicembre: Vivere il mare con chi vive di mareIl turismo come fonte di sviluppo sostenibile delle città costiere                                   flyer_mml-local-ecoturismo                                           

14 dicembre: I prodotti ittici italiani scompariranno dai nostri piatti?                                        flyer_mml-local-prodotti                                   

15 dicembre: Rifiuti marini: dalla terra al mare e dal mare al nostro piatto?”                           flyer_mml-local-rifiuti                               

Tutte tematiche interessanti ma quella dei rifiuti marini desta grandi preoccupazioni e richiede interventi seri, in mare e sulla terraferma, almeno per mitigarne le ricadute sulle altre due.

A dicembre arrivano i dati sull’ambiente e sui rifiuti urbani prodotti e il loro riciclo

La conoscenza di dati relativi a qualsiasi questione è indispensabile per cercare di risolverla positivamente e se questo principio vale in generale a maggior ragione occorre applicarlo per le questioni ambientali data la loro complessità.

Martedì 6 dicembre l’ISPRA presenterà a Roma l’Annuario dei dati ambientali.

leadimage_mini“L’Annuario dei dati ambientali, giunto alla quattordicesima edizione, offre un quadro chiaro sullo stato di salute del sistema delle componenti ambientali e delle complesse interrelazioni che lo caratterizzano, fornendo a decisori politici, pubblici amministratori, tecnici e cittadini informazioni puntuali, oggettive e rigorose a livello scientifico.
Il prodotto è il risultato delle attività di raccolta, monitoraggio, controllo e ricerca svolte dall’ISPRA con il concorso delle Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome.”

Sui rifiuti due sono gli appuntamenti, uno dell’ISPRA e l’altro della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

leadimage_mini-1“Il Rapporto Rifiuti Urbani, giunto alla sua diciottesima edizione, è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Servizio Rifiuti dell’ISPRA, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art. 189 del d.lgs. n. 152/2006.
Attraverso un efficace e completo sistema conoscitivo sui rifiuti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.

Il Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2016 fornisce i dati, aggiornati all’anno 2015, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Riporta, inoltre,  le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario.

Infine, presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2016.”

La presentazione del Rapporto Rifiuti 2016 dell’ISPRA era prevista per il giorno 30 novembre ma è saltata a causa di impegni improvvisi e non procrastinabili. La nuova data sarà comunicata sul sito dell’ISPRA.

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presenterà a Roma il 13 dicembre il rapporto L’Italia del riciclo 2016.

italia_del_riciclo_2016“Torna l’appuntamento annuale con Rapporto “L’Italia del Riciclo 2016”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNIRE. Il Rapporto, che sarà presentato a Roma il 13 dicembre prossimo, oltre al consueto aggiornamento del quadro del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia e delle dinamiche europee e internazionali, presenterà anche un focus sulle Materie Prime Seconde prodotte in Italia.

L’approfondimento della settima edizione del Rapporto è, infatti, dedicato alle quantità di rifiuti effettivamente trasformate in Materie Prime Seconde in Italia, al fine di analizzare la capacità produttiva delle aziende italiane che perseguono i principi dell’economia circolare.

Oggetto specifico dell’analisi sono i rifiuti tipici, ossia quelli che concorrono direttamente alla produzione di materiali secondari, come carta, plastica, vetro, legno e organico, ad esclusione dei rifiuti inerti destinati alla produzione di aggregati riciclati.”

Differenziare i rifiuti è bene, ridurli e riciclarli è meglio.