A settembre l’annuale Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a Terracina è ora di andare oltre la celebrazione!

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2019)

Quest’anno la campagna della Settimana Europea della Mobilità punta i riflettori sulla sicurezza del camminare e andare in bicicletta in città e sui vantaggi che può avere per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! Le modalità di trasporto attivo sono prive di emissioni e aiutano a mantenere sani il nostro cuore e il nostro corpo. Anche le città che promuovono la marcia e il ciclismo ​​sono più attraenti, meno congestionate e consentono una migliore qualità della vita.

In termini di benefici per la salute individuali, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto ai non ciclisti e trascorrono il 15% in meno di giorni di lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata veloce al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla vostra vita! (ISPRA)

Questo è il tema centrale della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ma la ripetizione annuale di questa Settimana non deve essere intesa come la ricorrenza di una manifestazione di civiltà e cultura ambientale, ma come un serio stimolo a ricordarsi che il problema è sempre più grande e deve essere affrontato, studiato e possibilmente risolto, non soltanto celebrato.

Anche il Manuale preparato dalla Comunità Europea parla di misure a lungo termine.

Questo aspetto  motiva seriamente la nostra partecipazione attiva a detta Settimana anche in considerazione che quest’anno l’overshoot day cade il 29 luglio, cioè in sette mesi abbiamo consumato tutte le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno 2019 e addirittura l’Italia ha esaurito quelle prodotte sul territorio nazionale il 15 maggio!

Va ricordato che quello che è successo lo scorso autunno nel nostro territorio e in buona parte del Paese, dovrebbe far riflettere sulla necessità di intervenire seriamente sui fattori che hanno contribuito ai rapidi e nefasti cambiamenti climatici, che comunque si stanno manifestando in tutte le stagioni e renderanno la nostra vita e quella delle future generazioni sempre più difficili e precarie.

Intervenire sul tessuto urbano, sul traffico, sulle abitudini sui consumi e gli stili di vita sarà una condizione sempre più indispensabile per garantire la sopravvivenza.

Sicuramente il traffico e le infrastrutture sono elementi che hanno grande ruolo nella produzione del calore, dei gas serra, dell’inquinamento in generale.

Per fortuna Terracina è una media città costiera che in qualche modo si giova delle risorse naturali come il  mare, ampi spazi, correnti e buon clima che permettono di sopportare meglio gli stress. Contemporaneamente, però, anch’essa contribuisce proporzionalmente all’inquinamento ed al surriscaldamento dell’atmosfera e del mare con gli stessi mezzi e sistemi degli altri

L’utilizzo eccessivo delle auto e dei mezzi a motore per gli spostamenti e le necessità di vita e lavoro, produce quota parte dell’inquinamento e del calore che alla lunga condizioneranno pesantemente le nostre  vite. Inoltre, nell’immediato produce sovraffollamento, ingorghi del traffico, pericoli, erosioni di cui tutti soffrono perché sono direttamente coinvolti. Più questi fenomeni aumentano e più cresceranno i valori dei fattori climatici sensibili e gli effetti negativi indotti a livello generale, che a loro volta producono eventi calamitosi sempre più gravi.

Affrontare seriamente il sistema della mobilità è sicuramente un modo per migliorare la vita dei cittadini e di influire meno sui cambiamenti climatici.

Gli interventi più importanti ed urgenti che noi proponiamo sono:

  • Potenziare il più possibile il trasporto pubblico, rendendolo potenzialmente sempre più disponibile su tutto il territorio comunale e per la maggior parte dei possibili utenti. Con la sua diffusione si potranno utilizzare mezzi meno inquinanti e produttori di calore e CO2.
  • Diffondere, facilitare, indirizzare, favorire, l’uso delle biciclette e del muoversi a piedi soprattutto nella vasta zona pianeggiante del territorio comunale, non soltanto con la realizzazione di piste ciclabili, ma con la cura di tutte le superfici utilizzabili, rendendo sicuri l’asfalto e i marciapiedi, i passaggi pedonali, la segnaletica, intervenendo sulle principali direzioni del traffico e realizzando ampie zone di divieto di fermata.
  • Associare all’uso delle biciclette la possibilità di poter usufruire di facilitazioni sui parcheggi di scambio e sugli abbonamenti dei trasporti pubblici. Organizzare con le ditte presenti sul territorio convenzioni sulle manutenzioni e sugli acquisti di nuove. Indicare come vuole il nuovo Codice della strada agli stop e ai semafori un’area di arresto per i ciclisti davanti alle auto.
  • Intervenire seriamente sui marciapiedi, sulla segnalazione e sui varchi per renderli usufruibili ai pedoni, alle carrozzine, agli invalidi. Rendendo possibilmente fruibile per gran parte della città un percorso sicuro e protetto da almeno un lato di ogni strada.
  • Cercare di contenere il volume di traffico, evitando di pensare solo ai parcheggi nelle aree più sensibili, obbligando i mezzi privati esterni a sostare nelle zone periferiche ed ai turisti e visitatori ad utilizzare il trasporto pubblico, come si fa ormai nelle più civili ed avanzate città europee.
  • Individuare isole pedonali in aree centrali e strategiche alla vita sociale.
  • Riportare il passaggio dei mezzi COTRAL per via Badino restaurata dove va imposto il divieto di fermata delle auto su un lato.
  • Rendere gratuito il parcheggio, come già avviene in molte città e come avviene a Roma e Latina, entro le strisce blu per le auto elettriche e ibride.

 

 

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A Terracina in un anno abbiamo perso centinaia di alberi riducendo significativamente la superficie a verde per abitante

A Terracina fino all’anno scorso la presenza degli alberi era un fatto riconosciuto e apprezzato anche se non tutte le specie erano ritenute adatte a essere presenti in vie e viali cittadini.

Dal 29 ottobre 2018, giorno in cui il violento e catastrofico evento meteorologico mise in ginocchio parte della città abbattendo alberi, scoperchiando case e purtroppo anche causando lutti, è scoppiata una frenesia parossistica di liberarsi prima possibile di alberi prossimi alle abitazioni, soprattutto pini.

Gli stessi parchi cittadini, Montuno, Chezzi e Rimembranza, che furono devastati in quei pochi e drammatici minuti  perdendo decine di alberi non vedono ancora realizzare un serio intervento di ripiantumazione.

A questo si aggiunge l’abbattimento da parte dell’amministrazione comunale dei platani di via Roma con l’impianto di nuove essenze che ha reso il piazzale dell’ex-autolinee una landa deserta in cui i pendolari in attesa dei bus sono costretti a cercare riparo dal sole cocente sotto due minuscoli carrubi.

 

 

Nella stessa area qualcuno ha capitozzato in maniera indegna un bagolaro storico, operazione  che non si giustifica in alcun modo a meno che si dimostri una sua malattia in corso, ma anche in questo caso l’intervento di un esperto l’avrebbe risanato lasciandolo nella sua maestosità.

 

Questo modo di potare gli alberi eliminandone la chioma, così comune qui a Terracina, indebolisce le piante rendendole brutte e pericolose, come si legge anche nei siti specializzati.

Prima ancora del 29 ottobre erano stati abbattuti i pini di via Badino per rinnovare il manto stradale e creare le condizioni di una mobilità sicura per pedoni, persone in difficoltà e mamme con carrozzine.

Alla presentazione del progetto pur accettando a malincuore l’abbattimento degli alberi chiedemmo delle misure di compensazione oltre a una minirotatoria all’intersezione di via Badino con via Pecs.

Il 30 luglio 2018 scrivemmo

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

Questa nostra richiesta di compensazione pare non essere stata presa in considerazione mentre i lavori sulla strada si sono fermati proprio dove comincia la parte più problematica con marciapiedi sconnessi e quasi inesistenti e fondo stradale al livello di una strada di campagna.

Cena alla Rimembranza per gli ospiti della città gemellata di Exeter che lasciano Terracina

Ieri sera la Rimembranza ha aperto il cancello per ospitare il gruppo di cittadini di Exeter nel loro ultimo giorno di permanenza nella nostra città.

Soci dell’AEDE e del WWF e le famiglie ospitanti hanno voluto salutare questi nostri concittadini europei con una cena in un luogo che proprio al tramonto diventa magico.

Mozzarelle, parmigiana di melanzane, olive, couscous, salumi locali, focacce, ricotta, tartine, ciambelline di magro, vino moscato e poi uva, cocomeri, melone e gelsi hanno solleticato i gusti degli ospiti.

Prima della cena Elisabeth Selvaggi ha illustrato il parco agli amici inglesi utilizzando la loro lingua e subito dopo i due responsabili dei gruppi del gemellaggio, Anna e John, hanno espresso la loro soddisfazione per queste iniziative che vanno oltre le formalità istituzionali creando rapporti di vera amicizia.