Eliminare lo spreco riducendo i rifiuti, non si può più aspettare

Il Comune di Milano, l’Assolombarda e il Politecnico fanno sistema nella lotta allo spreco alimentare.

Parte domani a Milano una iniziativa che coinvolge istituzioni diverse impegnate nella riduzione dello spreco recuperando prodotti destinati a diventare rifiuti e che coniuga efficienza, solidarietà e coesione sociale.

Il progetto ha lo scopo di valorizzare le buone pratiche messe in atto dalle aziende premiandole  con l’attribuzione di bollino  “zero sprechi” e di dare vita a circuiti  veloci per la consegna dei prodotti agli enti che li raccolgono. L’idea è quella di creare una sorta di microdistretti del recupero e della redistribuzione tra imprese e associazioni che operano nella stessa area.

 

In Italia ogni anno si sprecano oltre cinque milioni di tonnellate di rifiuti per un valore economico di circa 12 miliardi di euro e diventa quindi impellente un intervento che affronti tale questione dal rilevante impatto ambientale e sociale. Il Comune del capoluogo lombardo ha preso l’iniziativa di riconoscere e promuovere buone pratiche volte a ridurre gli sprechi e redistribuire le eccedenze, come quella messa in atto da Assolombarda e Politecnico di Milano.

Proprio il Politecnico da tempo studia lo spreco censendo anche le buone pratiche esistenti per la costituzione di microdistretti del recupero.

 

Il 90% delle eccedenze alimentari generate all’interno della filiera agro-alimentare viene sprecata, ovvero non è ancora utilizzata per l’alimentazione umana” ha affermato Alessandro Perego, Direttore Vicario del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano. “I nostri studi dicono che l’adozione di processi strutturali di recupero delle eccedenze tra imprese della filiera e operatori del terzo settore possono portare a tassi di recupero decisamente più alti, tra il 30 e il 50%. Nella città di Milano sono già in atto molte iniziative eccellenti. Si tratta di dare loro evidenza e metterla a sistema”. 

Nella lotta allo spreco alimentare si potranno seguire strade diverse ma il progetto del Comune di Milano ha il merito di aver coinvolto la produzione, la distribuzione, la ricerca oltre alle organizzazioni destinatarie dei materiali in un sistema che fa ben sperare. 

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Il 2018 del blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

Anche quest’anno il blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha avuto un buon seguito tra i cittadini e gli internauti a livello mondiale.

Sono stati pubblicati 91 articoli che hanno avuto 16.285 letture con 7.663 accessi.

I dieci articoli più letti

Il monumento sulla spiaggia di Terracina, 392 letture
Improvvisamente cambia il Pisco Montano di Terracina, 302 letture
In Quirinale i ragazzi terracinesi dell’alternanza scuola/lavoro dedicata alla vigilanza antincendi con il WWF, 239 letture
La Regione Lazio introduce i biodistretti, finalmente un primo passo verso il recupero di un’agricoltura che ha cuore la biodiversità , 213 letture
Un maiale vietnamita alla Ciana, come ci sarà arrivato?, 206 letture
Avvistati Cavalieri d’Italia sulla spiaggia, 197 letture
Ancora vandali nell’ex-convento di San Francesco a Terracina, 196 letture
La speleologia a Terracina è stata una grande passione (3), 195 letture
La speleologia a Terracina è stata una grande passione (4), 194 letture
Favorire la mobilità dolce su via Badino ma restituire alla collettività  i benefici della presenza di alberi, 189 letture

Questi sono i primi dieci Paesi su 47 da cui sono partiti gli accessi al blog per una lettura di poco più di due articoli in media.

Italia,15115 letture
Stati Uniti, 657 letture
Germania,91 letture
Canada,80 letture
Irlanda, 69 letture
Svizzera, 44 letture
Regno Unito, 35 letture
Cina, 32 letture
RAS di Hong Kong, 20 letture
Francia,17 letture

Troppo lenti i lavori di bonifica dei danni causati dall’evento del 29 ottobre alla Rimembranza. Il WWF riporta alla memoria della città la straordinaria bellezza del parco con un calendario per il 2019

I danni prodotti all’interno del parco della Rimembranza dall’evento meteorologico estremo del 29 ottobre sono visibili nel raffronto tra queste due fotografie.

L’ex-convento di San francesco non ha perso soltanto la copertura ma non ha più avanti a sé la ricca parata di grandi alberi, quasi tutti cipressi, alcuni dei quali in primavera si ricoprivano di glicini.

I lavori di restauro dell’area toccata dall’evento che ha coinvolto soprattutto la parte sottostante l’ex-convento procedono a rilento.

Questa è la situazione che Alberto Dell’Aquila ha fissato con alcuni suoi scatti

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Il parco deve ritornare allo stato anteriore all’evento catastrofico quando con l’aiuto di un gruppo di migranti i volontari dell’associazione e qualche cittadino avevano ripulito i sentieri, ricostruito alcuni tratti di macera e rinnovato parte dei corrimano lungo i percorsi e soprattutto la piattaforma aerea voluta da Emilio Selvaggi sotto il bastione orientale dell’acropoli.

La bellezza del parco è nella mente di tanti cittadini e turisti che l’hanno visitato e riapparirà quando appena finiti i lavori di messa in sicurezza i volontari potranno ritornare a sistemare i percorsi e a piantare altri alberi.

Proprio per rafforzare il sentimento di rispetto del parco e di amore per un luogo unico in città il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha preparato un calendario per l’anno nuovo con alcune foto che saranno sicuramente apprezzate. In particolare la foto panoramica scattata dall’aula-pergola mostra un aspetto di Terracina che non si vedrà più, il Viale della Vittoria con i suoi pini.

Le foto utilizzate nel calendario sono di Elisabeth Selvaggi e di un gruppo di studenti del liceo Leonardo da Vinci che le hanno scattate nell’ambito di un progetto di alternanza scuola/lavoro sulla fotografia curato dalla socia Emanuela Dell’Aquila. Il lavoro grafico sul calendario ha avuto il contributo di Mauro Amoruso.

 

No Pesticidi, il WWF sostiene l’iniziativa contro la chimica nelle campagne avviata da cittadini di Terracina

A Terracina c’è molta sensibilità verso un tema che riguarda la salute dei cittadini, ne fanno testimonianza il convegno Agricoltura e salute del 20 maggio 2017 organizzato dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale e la raccolta di firme partita da un gruppo facebook di Terracina che ha avuto un successo nazionale.

 

Proprio queste firme, venticinquemila, sono state in questi giorni al centro dell’attenzione della stampa nazionale perché sono state presentate in Parlamento e consegnate alle parlamentari Sara Cunial e Silvia Benedetti.

 

 

 

Franco Ferroni, responsabile del settore Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, ha partecipato per conto dell’associazione alla consegna in Parlamento delle venticinquemila firme contro l’uso spericolato di pesticidi in agricoltura.

Nell’occasione Ferroni ha scritto:

25.000 PIETRE PER ALZARE UN MURO IN DIFESA DEI PRINCIPI FONDANTI LA NOSTRA DEMOCRAZIA…

Oggi con 25mila cittadini, alcuni amici e qualche parlamentare di buona volontà abbiamo invaso la Camera dei Deputati per chiedere tutela della salute e dell’ambiente dalla minaccia pesticidi.

E’ stata una invasione pacifica, con 25mila persone bene nascoste nel librone di alcune centinaia di pagine che Renato Bottiglia ha consegnato alle due parlamentari bipartisan che hanno reso possibile un gesto di alto valore simbolico (guarda case due donne del Veneto, la regione che più di altre vive il dramma dei pesticidi che avvelenano le campagne).

 

L’importanza della conferenza stampa di questa mattina non è solo nelle giuste richieste di migliaia di cittadini per ottenere maggiori tutele dai rischi connessi all’uso dei pesticidi nelle aree rurali a ridosso delle abitazioni. La cosa più importante, di questi tempi, è il valore civile e democratico delle 25mila firme consegnate nelle mani dei decisori politici, le mani pulite di due rappresentanti dei cittadini nel Palazzo della politica. La democrazia rappresentativa rende molto pesante quel volume che contiene speranze, rivendicazioni di diritti negati, senso dello “Stato”, spirito di comunità e custodia di beni comuni. Le parlamentari si sono assunte una grande responsabilità, quella di sostenere nelle aule di Montecitorio le aspettative e i diritti collettivi di 25mila cittadini, che con la loro firma rappresentano in realtà milioni di persone ostaggio dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura. In gioco non c’è solo la salute dei bambini, delle donne in gravidanza, degli stessi agricoltori spesso inconsapevoli dei pericoli e delle centinaia di migliaia di residenti nelle aree rurali, in gioco c’è la “Democrazia” del nostro Paese e la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea, alla vigilia di un voto difficile e pieno di insidie. Perché nulla potrà giustificare decisioni nella revisione del PAN Pesticidi (strumento di attuazione di una Direttiva Europea) nel febbraio 2019, pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2019, che non accolgano le due banali, ragionevoli e lungimiranti richieste di questi 25mila cittadini elettori:

1) Distanze di sicurezza dalle case nei trattamenti con pesticidi nocivi per la salute;

2) Diritto all’informazione ed alla trasparenza con comunicazioni tempestive su giorni, orari e pericolosità dei pesticidi irrorati.

Due legittime richieste che chiamano in causa diritti costituzionali fondamentali previsti daII’Articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…) e dall’Articolo 117 (Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema…).

Tradire le aspettative di questi cittadini che hanno oggi invaso la sala stampa della Camera dei Deputati significa tradire questi principi fondanti la democrazia del nostro Paese. 

…….

Entro febbraio 2019 il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci dovrà essere aggiornato. E’ l’occasione buona per la politica per passare dalle parole ai fatti, dalle prediche alle buone pratiche. 

Fissare limiti di sicurezza per i trattamenti fitosanitari con distanze adeguate dalle abitazioni e I’obbligo di comunicazioni preventive dei giorni ed orari dei trattamenti è l’impegno minimo che 25.000 italiani chiedono ai nostri parlamentari. La politica non ha più alibi, è giunto il momento delle decisioni coraggiose.

 Il WWF Italia è presente per portare la sua solidarietà e vicinanza, in coerenza con il lavoro svolto per dire subito Stop Glifosato, per sostenere le “marce Stop pesticidi”, per denunciare l’abuso della chimica vicino alle case nelle nostre campagne. 

Abbiamo già raccolto l’appello di questi cittadini con le osservazioni inviate al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sul PAN pesticidi attuale, in vista della sua prossima revisione.

Proseguiremo l’azione di lobby sui nostri decisori politici fino a febbraio, in attesa di modifiche sostanziali a questo documento che  detta le regole per l’uso dei pesticidi nel nostro Paese, denunciando ogni indifferenza, ipocrisia ed abuso.

Iniziati all’interno della Rimembranza i lavori di riparazione dei danni provocati dall’evento atmosferico del 29 ottobre

Ad un mese dall’evento catastrofico che ha portato in città lutti e danni alle abitazioni e alla vegetazione l’impresa indicata dal Comune è entrata nel parco della Rimembranza per iniziare i lavori di rimozione degli alberi abbattuti e di riparazione delle strutture coinvolte.

 

 

Nel parco sono caduti soprattutto i grandi cipressi alcuni risalenti all’epoca della sua istituzione.

 

 

 

 

Si è creato un vuoto nell’immagine dell’ex-convento di san Francesco che non si presenta più così.

 

 

 

 

Stamani i migranti che aiutano i volontari del WWF hanno proceduto allo spostamento dei rami tagliati dagli operai accatastandoli in una delle rampe dello scalone di accesso al parco.

 

 

 

 

Da qui saranno poi portati via dai mezzi dell’impresa che sta eseguendo i lavori.

In ricordo di Emilio Selvaggi un interessante Convegno del WWF sui cambiamenti climatici

Ieri all’Hotel Palace di Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha ricordato a due anni dalla scomparsa il prof. Emilio Selvaggi con un convegno scientifico che partendo dall’evento catastrofico del 29 ottobre ha messo a fuoco la questione del cambiamento del clima in connessione anche con le emergenze umanitarie.

 

Franca Maragoni, presidente del WWF Litorale laziale, ha introdotto i lavori davanti a molti cittadini venuti per ricordare Emilio ma anche per informarsi da fonti sicure su cosa stia avvenendo sul pianeta.

 

 

 

 

Subito dopo è stata proiettata l’intervista fatta a Emilio da Daniele Cervelloni nel 2010 per conto dell’Associazione Terracina Rialzati. Alla fine della proiezione un applauso molto sentito è partito dal pubblico sempre più convinto della grande perdita che ha avuto la città con la sua scomparsa.

 

 

 

 

 

E’ toccato, quindi, all’oceanografo Daniele Iudicone aprire il convegno illustrando la genesi del fenomeno che lunedì 29 ottobre ha sconvolto mezza città.

 

 

Dopo una breve introduzione sui fenomeni che coinvolgono le masse d’aria intorno al pianeta ha illustrato utilizzando mappe radar e immagini satellitari la formazione della cellula temporalesca che ha scaricato tutta la sua potenza sul centro di Terracina.

 

 

 

 

Al climatologo Vincenzo Artale è toccato il compito di presentare dati alla mano lo stato del pianeta dal punto di vista del clima, con la premessa che al punto in cui siamo arrivati con la produzione di CO2 e l’innalzamento della temperatura globale si potrà soltanto mitigare gli effetti indotti dal cambiamento climatico.

 

Chiarissima la situazione del Mediterraneo che presenta un diffuso riscaldamento da dieci anni ormai disaccoppiato da quello degli altri mari.

 

 

 

Questa la conclusione della relazione del prof. Artale che contrastando i negazionisti ha confermato come il clima stia cambiando perchè è sempre stato collegato alle attività umane e nell’era antropocene il cambiamento sta subendo una accelerazione tale che necessita attivare operazioni di mitigazione.

 

 

 

Ha concluso il convegno l’agronomo Giuseppe Selvaggi da anni impegnato in progetti di sicurezza alimentare in emergenze umanitarie.

 

 

 

Guerre e siccità indotte anche dal cambiamento climatico stanno portando alla fame milioni di persone nel sud del mondo e Selvaggi ne ha portato testimonianza diretta mostrando immagini del suo lavoro. SICUREZZA ALIMENTARE FRA ESTREMI CLIMATICI E GUERRE

 

Le grandi migrazioni per sfuggire alla fame non potranno essere fermate e mostrando campi di rifugiati contenenti fino a cinquantamila persone ha parlato di un obbligo morale da assolvere nell’accoglienza di popoli in difficoltà.

La lezione del convegno è emersa chiaramente: ridurre le cause che determinano l’aumento della temperatura terrestre e effettuare operazioni di mitigazione degli effetti cominciando, per esempio, a sottrarre in qualche modo gas serra dall’atmosfera.

 

 

 

Nella Giornata Nazionale degli Alberi il WWF ha presentato in due scuole un proprio progetto

Oggi in tutta Italia si è celebrata la Giornata Nazionale degli Alberi indetta dal Ministero dell’Ambiente con la legge n.10/2013.

A Terracina il WWF ha voluto superare il momento unicamente celebrativo che spesso consiste in una piantumazione a perdere di alcune piante; in alcune scuole infatti (anche a Terracina) si notano tronchi secchi di piante abbandonate al loro destino soprattutto durante il periodo estivo.

Per superare questo modo di procedere che poi perde per strada il valore educativo, il WWF ha proposto a due scuole un progetto di affido delle piante alle classi facendole seguire da un esperto.

 

Così, stamani, nostri volontari si sono recati nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini che si trova all’interno di un uliveto e in due incontri successivi hanno parlato alle quattro classi della scuola elementare.

 

 

Dopo un’introduzione sul significato della Giornata, sulle modifiche che l’intervento dell’uomo induce sul clima e sull’importanza che in questo ambito svolgono le piante è stato presentato il progetto.

La proposta, accolta con favore dalla direttrice e dalle maestre, consiste nell’attribuire ad ogni classe un albero di ulivo così che ci sarà l’albero della prima, l’albero della seconda e cosi via. Negli anni  successivi i ragazzi avanzando di classe in classe accudiranno a tutti o quasi tutti i cinque ulivi.

Dopo tale assegnazione un esperto del WWF incontrerà le classi con le rispettive maestre davanti al proprio albero per dare le indicazioni per gli eventuali interventi fino alla raccolta delle olive e alla preparazione delle stesse per il consumo.

Il progetto avrà inizio appena l’edificio che è stato coinvolto nell’evento meteorologico catastrofico del 29 ottobre sarà messo in sicurezza.

Nella seconda parte della mattinata i volontari dell’associazione si sono spostati nella sede centrale dell’Istituto Montessori dove erano attesi dagli studenti (uno o due per classe) dell’EcoSchools.

 

Qui, ovviamente, data l’età dei giovani studenti medi, maggiore rispetto a quella degli scolari della scuola precedente, durante la presentazione sono stati approfonditi alcuni temi ecologici.

Si è parlato di effetto serra, della capacità della vegetazione e del mare di catturare la CO2, degli alberi come produttori di ossigeno e di biomassa e così via con grande interesse da parte dei giovani studenti impegnati nel prendere appunti per poi riferire alle rispettive classi.

Nell’esporre il progetto i volontari del WWF hanno comunicato che saranno donati alla scuola e affidati ad ognuna delle sei sezioni presenti nel plesso sei alberi, uno per sezione.

Successivamente, come nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini, dopo l’attribuzione alle singole sezioni delle piante un esperto guiderà i ragazzi nella cura delle stesse,

Saranno scelte piante tipiche della nostra zona di cui gli studenti potranno durante l’anno scolastico osservare il ciclo naturale della loro esistenza.

Il progetto prenderà l’avvio nei prossimi giorni con l’individuazione delle aree in cui saranno piantumati gli alberi.

Durante l’incontro è intervenuto l’assessore all’Ambiente, Emanuela Zappone, che ha portato il saluto dell’Amministrazione.

 

Ieri pomeriggio danni anche nel Parco della Rimembranza e al sovrastante ex-convento di San Francesco

L’evento atmosferico verificatosi ieri a Terracina ha prodotto danni a persone, alle abitazioni, alle macchine, alle attività, al patrimonio culturale della città e non ha risparmiato la vegetazione presente nelle strade e nei parchi incontrata lungo il percorso.

La città si sta impegnando tutta per il ripristino di condizioni accettabili per la vita cittadina e anche il WWF ha messo a disposizione della Protezione Civile una propria squadra di volontari cui hanno voluto aderire alcuni migranti della Cooperativa Il Quadrifoglio.

Si contano gravi danni all’area Ghezzi ma anche il parco della Rimembranza presenta stamani un aspetto desolante con numerosi cipressi abbattuti, strutture in legno distrutte, i viali coperti di rami caduti dagli alberi.

Qualche grosso ramo è volato sulla strada e nel cortile di un’abitazione vicina.

Dalle finestre dell’ultimo piano dell’ex-convento di San Francesco si vede l’azzurro del cielo, il vento ha portato via tutta la copertura peggiorando gravemente lo stato della struttura.

 

 

Stranamente ma fortunatamente non è stata per nulla toccata l’opera di Raffaella Menichetti presente sulla prima terrazza, come se la natura avesse voluto rispettare la memoria di Emilio Selvaggi.

 

 

I danni nel parco sono concentrati nell’area sotto l’ex-convento di San Francesco, al di fuori di questa zona la vegetazione e la sentieristica sono rimaste indenni.

Il parco resterà momentaneamente chiuso per permettere la rimozione degli alberi abbattuti e il restauro delle opere danneggiate.

 

 

Domenica 7 ottobre ritorna “Urban Nature” alla Rimembranza di Terracina

Anche quest’anno l’iniziativa del WWF Italia URBAN NATURE vedrà Terracina partecipare attivamente.

La giornata, tempo permettendo, avrà uno sviluppo ricco di attività all’interno del parco della Rimembranza, dove i cittadini potranno anche apprezzare i lavori di manutenzione in corso realizzati con la collaborazione di un gruppo di migranti.

Ecco il programma

IN CASO DI PIOGGIA  L’EVENTO “URBAN NATURE” SI SVOLGERA’ DOMENICA 14 OTTOBRE

Dopo la pausa estiva Mamadou e i suoi amici sono tornati alla Rimembranza

 

Recentemente è stato rinnovato il protocollo sottoscritto dalla Prefettura di Latina, dal Comune di Terracina e dalla cooperativa Il Quadrifoglio per la realizzazione di un progetto formativo inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” secondo il decreto legge n.13 del 17/2/2017.

 

Così il gruppo di migranti che dal 19 giugno fino a quasi metà agosto aveva collaborato con i volontari del WWF all’interno del parco della Rimembranza oggi è ritornato e ha subito ripreso le attività programmate.

 

 

I volontari saranno impegnati nel parco ogni settimana per tre giorni e oltre a collaborare nella piccola manutenzione apprenderanno nozioni di botanica applicate alla vegetazione locale.