Si ripete la tradizionale passeggiata del Giovedi Santo

Il sentiero CAI 541, è stato intitolato al Professor Emilio Selvaggi nostro amico indimenticabile e indimenticato. Un amante delle nostre colline, della natura, un precursore nell’educazione ambientale e del trekking in una città di mare.

La decisione è stata presa dalla Commissione Sentieri del CAI Regionale ed il nuovo nome “Sentiero Emilio Selvaggi” è stato inserito nel catasto sentieri del CAI Lazio.

Una vita, la sua, impegnata nel far accrescere, nelle nuove generazioni, la consapevolezza dei luoghi per diventare cittadini consapevoli in grado di tutelare il grande patrimonio storico e paesaggistico di cui la città di Terracina dispone. Educare alla complessità della vita attraverso l’esposizione semplice, fatta di storie, racconti ed aneddoti che segnano indelebilmente la memoria di chi li ascolta, e questa intitolazione sembra, a noi tutti che l0 abbiamo amato, il riconoscimento più bello.

Per inaugurare la dedica del sentiero CAI 541 ad Emilio Selvaggi, riprendiamo una vecchia tradizione: la passeggiata del Giovedì Santo.

Ogni anno, il Prof. Selvaggi amava inaugurare le vacanze pasquali con questa bellissima escursione sulle nostre colline; un anello che incontra, a metà percorso circa la fonte di Santo Stefano dove ci si può fermare e riposare.

Percorrere tutto il sentiero, in 4 ore e 30 minuti comporta una difficoltà medio-facile.

L’appuntamento per chi vuole partecipare è nel piazzale del cimitero alle ore 9.00 di giovedì 14 aprile. La partecipazione è libera e senza responsabilità da parte delle associazioni organizzatrici.

I minori dovranno essere accompagnati dai genitori o da un adulto. 

Il 30 marzo si è riunito il tavolo di coordinamento sugli incendi, ecco come è andata.

Le associazioni “APS Le Colline di Santo Stefano” e il “Gruppo Attivo Litorale Pontino del WWF Litorale Laziale” nel mese di febbraio 2022 hanno inviato all’amministrazione del Comune di Terracina e ad Istituzioni e forze dell’ordine competenti sul territorio, l’invito a convocare un tavolo di coordinamento per tutte le attività necessarie alla PREVENZIONE DEGLI INCENDI.

Secondo la nostra esperienza, che abbiamo sempre messo a disposizione di chiunque voglia difendere l’ambiente e il territorio, occorre parlare in primis di PREVENZIONE.

Prevenire può evitare il dramma, la devastazione che potrebbe essere davvero fatale per la salute del territorio. Paradossalmente inoltre c’è un maggior risparmio prevenendo l’evento delittuoso, anche in termini economici, piuttosto che intervenire a incendio già avviato. Siamo convinti che quando l’incendio si sviluppa la comunità ha già perso la sua battaglia di tutela e che è arrivato il momento di un cambio di paradigma nell’approccio al problema; non bisogna arrivare agli incendi.

L’incontro è avvenuto il 30 marzo 2022 e sono intervenute oltre alle associazioni richiedenti, di cui APS Le Colline di Santo Stefano per delega, tutte le Istituzioni invitate e convocate; per l’amministrazione, oltre alla Sindaca, Dott.ssa Roberta Tintari era presente l’Assessora all’Ambiente Dott.ssa Emanuela Zappone; hanno aderito confermando la propria disponibilità al dialogo, il Corpo dei Carabinieri Forestali, la Protezione Civile, il Parco dei Monti Ausoni, il Corpo della Polizia Municipale.

L’incontro ha preso avvio da un documento propositivo, in allegato, inviato contestualmente alla richiesta di convocazione del Tavolo; questo documento è scaturito dall’esperienza che le associazioni hanno maturato nei decenni di attività sul campo circa la prevenzione e lotta agli incendi. Il lascito più importante di questa esperienza consiste nella consapevolezza della necessità della collaborazione stretta tra i molti soggetti che, a vario titolo, sono competenti e operano sul territorio, comprese le associazioni ambientaliste, sportive e di cittadini residenti nelle aree interessate che vivono ogni anno giorni di preoccupazione se non di paura.

La riunione è stata aperta dalla Sindaca che ha ribadito la piena disponibilità dell’amministrazione a tutto quanto necessario per prevenire e combattere l’odioso fenomeno degli incendi, ed ha annunciato la messa in atto di alcuni provvedimenti confermati dall’assessora all’Ambiente.

Il Comandante dei Carabinieri Forestali ha sottolineato l’importanza dell’attenzione al fenomeno del pascolo abusivo sui terreni percorsi dal fuoco ed ha sollecitato l’amministrazione a collaborare nell’azione di convincimento degli allevatori tramite controlli e sanzioni nei confronti degli inadempienti.

Il Comandante della Polizia Municipale Locale auspica una formazione nelle scuole per sensibilizzare i giovani a partecipare alle attività di volontariato di controllo del territorio e chiede per questo la collaborazione del Parco degli Ausoni con le sue competenze e professionalità.

Dal canto suo il Direttore del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e del Lago di Fondi, raccoglie l’invito e si dichiara anche disponibile per collaborare alla stesura del documento di mappatura dei terreni percorsi dal fuoco, documento fondamentale per le delibere di divieto di accensione dei fuochi, spesso causa di incendi causati involontariamente.

Le associazioni, oltre a proporre una serie di azioni nel documento presentato, si sono anche dichiarate disponibili alla collaborazione per il progetto di formazione e conoscenza del territorio che non deve essere rivolto solo ai giovani ma soprattutto a coloro che si attivano nelle varie fasi, dal controllo del territorio alla segnalazione dei principi di incendio e al supporto delle squadre di soccorso che potrebbero non conoscere il territorio perché arrivate da Comuni diversi da Terracina. L’incontro si è concluso con soddisfazione di tutti, soprattutto delle associazioni che l’avevano richiesto; tutti i presenti si sono impegnati ad attivarsi subito, ognuno per le proprie competenze, cercando di superare le tante difficoltà organizzative, di rivedersi presto con tutte quelle realtà che negli anni hanno dato la propria disponibilità e affrontare così con maggiore sicurezza la stagione calda che si avvicina.

Di seguito le nostre proposte presentate durante la riunione in oggetto, sollecitata con nostra richiesta prot. 10192 del 14/02/2022.

Azione di regolamentazione dell’uso del territorio

  1. Ordinanza sul divieto di fuochi (anticipare la sua pubblicazione a Marzo)
  2. Toponomastica strade collinari
  3. Manutenzione straordinaria e ordinaria delle strade, strade bianche e strade vicinali
  4. Installazione segnaletica verticale dei sentieri CAI
  5. Obbligo ai proprietari della pulizia dei fondi, altrimenti interviene direttamente il Comune
  6. Contrasto alla caccia di frodo
  7. Contrasto al pascolo abusivo
    1. Definizione e segnalazione delle aree assegnate
    1. Applicazione, con il sostegno del Comune, del pascolo per zone assegnate, con recinto mobile, pascolo che così fatto contribuisce a tenere puliti i terreni e quindi ad abbassare il rischio incendi.
    1. Sanzioni immediate ai trasgressori soprattutto sulle aree percorse dal fuoco
  8. Cartellonistica efficace sull’uso delle aree a scopo ricreativo
  9. Maggior controllo e sanzioni per i picnic in zone vietate, in particolare
    1. nei giorni festivi durante il periodo estivo
    1. il giorno di ferragosto
  10. Regolamentazione del taglio dei rami vicini ai fili elettrici
  11. Utilizzo di aree abbandonate all’uso privato (cava di Casaletti) come punto di coordinamento per mezzi e squadre
  12. Individuazione di aree attrezzate per la raccolta di acqua da utilizzare in caso d’incendio
  13. Sostegno ai privati dell’area collinare per la fornitura minima dell’acqua ad uso domestico

Azioni di formazione e informazione

  1. Conoscenza del territorio da parte degli operatori che intervengono, anche da chi segnala
  2. Telesorveglianza Utile alla individuazione precoce di incendi, abbandono di rifiuti, atti di vandalismo
    1. Ai margini della via Appia (Torre Gregoriana- loc. Acquasanta— Km 105-Km 106 in loc. Barchi— Km 108 cava Picozzi-Km 109 torre Epitaffio)
    1. all’inizio di ogni strada, provinciale-comunale che costituisca accesso alle aree boschive (salita per contrada la Ciana, Via di Piazza Palatina, Contrada Casaletti, strada x Contrada I Colli- S. Stefano, strada per Largo Montagna-Campo dei Monaci – Francolane).
  3. Coinvolgimento nella prevenzione delle categorie di allevatori e cacciatori che potrebbero beneficiare degli incendi
  4. Uso della chat tra istituzioni, volontari e operatori per le segnalazioni da utilizzare anche per incendi o fuochi in aree a rischio o in periodo di divieto (serre, depositi di materiale vario, giardini)
  5. Dialogo con i coltivatori per lo smaltimento delle ramaglie
  6. Sollecitare la Regione per approvazione del PGAF (piano di gestione e assestamento forestale)

INCENDI BOSCHIVI, LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO INCONTRO AI COMUNI

Il Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” Legambienteldb, il Presidio Libera Sud Pontino-don Cesare Boschin e il WWF Litorale Laziale Gruppo Attivo Litorale Pontino hanno inviato una richiesta ai comuni di Fondi, Monte San Biagio, Itri, Lenola, Sperlonga, Campodimele.

La lettera è stata indirizzata anche al Comando provinciale dei carabinieri Forestali, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, al Comando di Polizia Locale, al Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, al Parco Naturale Regionale Monti Aurunci, al Parco Regionale Riviera di Ulisse, all’Arsial, all’ATC/LT2.

In considerazione dei gravi incendi che puntualmente ogni anno interessano il nostro territorio e che in questo 2022 hanno avuto già delle preoccupanti anticipazioni ben prima della stagione calda, le sottoscritte associazioni hanno chiesto ai Sindaci di convocare urgentemente in merito al problema una riunione intercomunale sulle attività di prevenzione, di controllo, di intervento e di coordinamento, secondo le rispettive competenze e in sinergia e con il coinvolgimento degli operatori economici interessati, delle associazioni venatorie e delle altre associazioni del territorio.

Secondo i dati del “Rapporto ecomafia 2021” di Legambiente, la Regione Lazio è la quinta Regione colpita dagli incendi boschivi in Italia (dati 2020) e la Provincia di Latina è al settimo posto della classifica provinciale in Italia.

FURTO DI PIANTE AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA

Il giorno dopo aver accolto i pellegrini della via Francigena al Parco della Rimembranza, mentre ci preparavamo ad accogliere i ragazzi per sensibilizzare loro e le famiglie al risparmio energetico e all’inquinamento luminoso, abbiamo trovato una brutta sorpresa. Qualcuno si è introdotto nel Parco e ha rubato alcune piante in vaso che decoravano l’ingresso del Parco: una grande Cicas, delle sterlizie in fiore e alcune dracene.

Evidentemente, dato che i vasi erano molto pesanti, i ladri sono venuti in forze, con un camion e hanno prelevato le piante che avevano un valore economico.

Non lo abbiamo visto come un danno economico, ma uno sfregio agli sforzi e alla fatica che i volontari dedicano a questo luogo che dovrebbe significare molto per tutti i Terracinesi.

La Cicas si era appena ripresa da una infestazione di cocciniglia che una nostra volontaria aveva combattuto con un lungo trattamento durato mesi e fatto di tasca sua, le dracene erano avanzate da vecchie campagne del WWF nazionale e conservate e curate per decenni, i fiori di sterlizia facevano da cornice alle foto di tramonti scattate dai visitatori del Parco. Gli uccelli avevano piantato in quei vasi piantine di asparagina, alaterno e oleandro, che noi avevamo lasciato e continuavamo ad innaffiare.

Gestire un’ area verde non è una questione di prestigio, ma un atto di amore e ogni gesto che danneggia questo bene comune è una ferita che ti fa arrabbiare, ti rattrista e ti lascia senza parole!

P.S. I responsabili del furto non devono essere passati inosservati, se avete visto persone che portavano via grossi vasi dal parco tra la sera di venerdì 25 e durante la mattina del 26 marzo, potete contattarci.

Una splendida mattinata in ricordo di Giovanni

Domenica 13 marzo cadeva la ricorrenza della morte di Giovanni Iudicone, uomo giusto e che sarà sempre ricordato da chi lo ha amato e stimato come esempio di Umanità, Pace e Amore per la Natura.

Per ricordarlo si è svolta una piccola cerimonia durante la quale è stata posta una piccola targa nel luogo dove già un’altra ricorda Emilio Selvaggi.

Alla cerimonia hanno partecipato, oltre alla famiglia, gli amici di sempre del WWF e tante altre persone che con lui hanno condiviso sogni, progetti e battaglie; tra questi i rappresentanti di una delle classi di studenti che Giovanni ha guidato alla crescita come donne, uomini e cittadini consapevoli.

Sono stati proprio questi “giovani” che hanno donato al parco una nuova bandiera della Pace con una dedica e le firme di tutti loro.

La targa è stata donata dall’artista Raffaella Menichetti, legata da affetto e stima a Giovanni, dall’idea di Rodolfo Ravasi.

La presenza di tante persone è stata ancora una volta la testimonianza del grande patrimonio morale lasciato da Giovanni Iudicone. Dagli interventi di chi ha voluto contribuire con un proprio pensiero di stima e affetto, è emersa la presenza tangibile di questa figura nella vita di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e fare con lui un tratto di strada.

La sua famiglia WWF continua a mantenere vivo il suo ricordo e il suo insegnamento con la cura del parco della Rimembranza, diffondendo e coltivando lo spirito di giustizia e Pace che erano la sua cifra, praticata fino alla fine della sua vita ricordando, con iniziative culturali, la figura di Don Milani, come faceva ricordare Stefano Soscia.

In questo momento, più che mai, ricordando Giovanni diventiamo strumenti di Pace.

GIOVANNI IUDICONE, UOMO DI PACE

DOMENICA 13 MARZO, ALLE ORE 11.00 PRESSO IL PARCO DELLA RIMEMBRANZA, INCONTRO PER RICORDARE GIOVANNI IUDICONE

Il 13 marzo ricorre il 2° anniversario  della morte  di  Giovanni Iudicone.

Non abbiamo potuto salutarlo e accompagnarlo come avremmo voluto a causa del primo lockdown totale. Ricorderemo Giovanni oltre che come solido riferimento per gli ambientalisti, non solo quelli locali , soprattutto come uomo di pace. Nella sua vita Giovanni ha incarnato nel suo modo di essere e di vivere il più alto esempio di pacifismo. Ed è proprio in questi terribili giorni di guerra che la sua figura continua ad esserci di guida e conforto.

Anni fa Giovanni portò  la bandiera della pace in tutte le scuole di Terracina (questo l’articolo di quell’evento https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2018/09/18/educare-alla-pace-tra-le-persone-tra-i-popoli-e-con-la-natura/), per questo chiediamo a tutte le scuole di esporre quella bandiera e di manifestare, in tutte le forme possibili, il profondo sentimento di opposizione a qualsiasi guerra.

Domenica 13 marzo, alle ore 11,00 nel Parco della Rimembranza, avrà  luogo una piccola cerimonia, con l’apposizione di una targa a ricordo e un momento di riflessione aperto al contributo di tutti coloro  che vorranno partecipare.

Alcune foto dell’evento del 18 settembre 2018.

OSSERVAZIONI AL PUMS DI TERRACINA

Il 2 febbraio scorso è stata pubblicata sul sito del Comune di Terracina tutta la documentazione relativa al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e dallo stesso giorno è possibile fare osservazioni a quanto prodotto fino ad ora.

Riteniamo l’iniziativa del Comune lodevole perchè consente a tutti i cittadini di documentarsi e prendere parte ad un decisivo cambiamento per la vivibilità futura della città.

Nonostante questo, dalla lettura della documentazione prodotta sono evidenti alcune criticità che riportiamo di seguito in forma di osservazioni proponendo anche dei suggerimenti di intervento:

1.EFFICACIA ED EFFICIENZA DEL SISTEMA DI MOBILITÀ.

Criticità:

Carenza di ‘attenzione e analisi’ relativamente a zone antropizzate, quali: La Valle, Campo Soriano, Santo Stefano, Barchi, La Fiora, il Frasso.

Inoltre,

Per la mobilità pedonale:

assenza di marciapiedi, sicuri e praticabili, in gran parte della città; occupazione, in parte, degli stessi dalla presenza di dehors e ampliamenti sugli stessi degli spazi commerciali.

Anche il sottodimensionamento della sezione dei marciapiedi, associato ai numerosi ‘passi carrabili’, alle auto parcheggiate lungo gli stessi marciapiedi e la mancata manutenzione comporta spesso l’obbligo per i pedoni di camminare sulla sede stradale in condizioni di estrema pericolosità

Nelle zone periferiche, non previste nel piano, ad utilizzo soprattutto agricolo, ma comunque abitate e frequentate per lavoro, la percorrenza a piedi e in bicicletta risulta particolarmente pericolosa (zona la Valle).

Queste criticità sono particolarmente gravi per la mobilità, senza mezzi a motore, di ‘disabili’, anziani e persone che conducono passeggini e carrozzine.

Per la mobilità ciclabile:

assenza di una ‘reale’ e praticabile rete ciclabile perché frammentata, insufficiente, ammalorata ovunque e occupata da attività le più varie.

Suggerimenti di intervento:

Una robusta revisione del piano della circolazione di veicoli a motore con regolazione di sensi marcia e soste, a pagamento e non.

Più che creazione di isole pedonali, circondate poi da un traffico caotico, ci si auspica una reale rete di “percorsi pedonali” che possano essere utilizzati da tutti i cittadini anche disabili, anziani e bambini autonomi nel camminare o trasportati in passeggini o carrozzine.

Revisione delle autorizzazioni agli esercizi commerciali e stretti controlli all’occupazione della sede stradale o peggio ancora delle aree dedicate alla pedonalità.

Realizzazione di una rete ciclabile diffusa in tutta la città per raggiungere i centri di interesse per i cittadini (scuole, uffici, ospedale, lavoro). Una reale ed efficiente rete ciclabile è comunque protetta dal traffico a motore e ben illuminata.

Realizzazione di piste ciclo-pedonali protette e illuminate soprattutto nella zona della Valle e in tutte le aree agricole periurbane molto praticate per lavoro per la presenza di aziende agricole.

2.SOSTENIBILITÀ ENERGETICA E AMBIENTALE

Criticità:

Mezzi pubblici esclusivamente a combustibili fossili.

Eccessivo uso di mezzi privati a combustibili fossili anche per la mancanza di percorsi pedonali e ciclabili.

Impianto stradale insufficiente ad un traffico scorrevole con conseguenti ingorghi e immissione nell’aria di gas nocivi. Particolarmente grave è la situazione intorno alle scuole specie nella zona delle scuole superiori e istituti comprensivi nella zona Arene-via Badino.

Mancanza del trasporto ferroviario da 10 anni con immissioni in atmosfera di enormi quantità di CO2 , metalli pesanti ed altri inquinanti a causa del traffico a motore per sostituire il collegamento con la rete ferroviaria nazionale, trasporto con bus o mezzi privati a Monte San Biagio e Priverno – Fossanova.

Mancanza di incentivazione, per i privati, dell’uso di mezzi ibridi o elettrici. 

Suggerimenti di intervento:

Mezzi pubblici (TPL) elettrici.

Parcheggi esterni di scambio con un efficiente servizio pubblico elettrico di collegamento.

Incentivazione all’uso privato di mezzi ibridi o elettrici, sosta gratuita, anche per i turisti.

Illuminazione a led nelle strade attualmente percorse da molti cittadini e completamente prive di illuminazione.

Ripristino della tratta ferroviaria previa messa in sicurezza del monte Cucca. Coinvolgimento nel progetto di RFI in quanto decisori della distribuzione e realizzazione della rete ferroviaria.

3.SICUREZZA DELLA MOBILITÀ STRADALE

Criticità:

Assenza di marciapiedi, di attraversamenti sicuri e di segnalazione efficace per pedoni, ciclisti e automobilisti.

Intere zone l buio per assenza completa dell’impianto di illuminazione (La Valle, via Croce di Santo Silviano e altre)

Suggerimenti di intervento:

Realizzazione di una rete ciclabile e ciclopedonale difesa dal traffico veicolare a motore, e ben illuminata diffusa in tutto il territorio comunale.

Illuminazione a led nelle strade attualmente percorse da molti cittadini e completamente prive di illuminazione

Adattamento del sistema di illuminazione per impedire l’inquinamento luminoso.

4.SOSTENIBILITÀ SOCIO-ECONOMICA

Criticità:

Circolazione dei mezzi pubblici, PTL, non organica, con orari spesso non rispettati per la congestione del traffico specie in estate quando la città dovrebbe essere per i turisti una piacevole oasi di relax.

Scarsa considerazione della gravità di una situazione come quella attuale e come questo può danneggiare un turismo che non sia il mordi e fuggi o, peggio ancora, quello esclusivamente serale e notturno.

Difficoltà, per i turisti, specie stranieri, per raggiungere agevolmente, la nostra città con mezzi pubblici extraurbani e urbani.

Mancanza di quelle infrastrutture sostenibili che renderebbero vivibile la città a tutti i cittadini, residenti e non, le a chi non può disporre di un’auto o una moto per motivi di età o di reddito.

Suggerimenti di intervento:

Ripristino della tratta ferroviaria previa messa in sicurezza del monte Cucca. Coinvolgimento nel progetto di RFI in quanto decisori della distribuzione e realizzazione della rete ferroviaria.

Realizzazione di piste ciclo-pedonali protette e illuminate soprattutto nella zona della Valle e in tutte le aree agricole periurbane molto praticate per lavoro per la presenza di aziende agricole.

Realizzazione di linee TPL gratuite, specie nei giorni festivi, per incentivare l’uso dei mezzi pubblici a discapito dei mezzi privati.

Creare, solo in estate e a fronte di un sistema di parcheggi esterni, aree pedonali soprattutto sul lungomare. 

ANARKIKKA AL PARCO DELLA RIMEMBRANZA

Si chiude in bellezza il mese degli incontri letterari organizzati dall’Associazione FUORIQUADRO, in collaborazione con il WWF Litorale Pontino, presso il Parco  della Rimembranza.

Giovedì 29 luglio alle ore 21  sarà la volta di Anarkikka che ci presenterà il suo libro ‘SMETTETELA DI FARCI LA FESTA -Di discriminazioni in genere’ edito da PEOPLE.

Le vignette e i disegni di Stefania Spanò, in arte Anarkikka, raccontano da tempo la storia delle donne, fissandone i momenti più  importanti, ma soprattutto quelli più difficili. In questo libro, attraverso il suo tratto inconfondibile, ci racconta e ci mostra con acume, profondità e forza, quel linguaggio che, attraverso parole fraintese, abusate e stereotipate, continua a ferire tutte le donne.

Per motivi di capienza prenotazione obbligatoria via mail: litoralelaziale@wwf.it

Ai candidati alla carica di sindaco della Città di Terracina

Il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del più vasto Litorale Laziale, come d’abitudine, ad ogni tornata elettorale per le amministrative, rivolge ai candidati al ruolo di sindaco l’invito a porre attenzione su alcune tematiche che attengono all’ambiente, alla sua tutela e salvaguardia e alle implicazioni che queste azioni possono avere con la vita dei cittadini del Comune che si apprestano a guidare.

Abbiamo sempre organizzato incontri in cui la nostra associazione ha evidenziato i vari temi che ci stanno a cuore e ogni candidato ha dato delle risposte o quanto meno ha preso atto delle nostre istanze.

Questa volta, dopo aver preso visione dei programmi in larga parte prevedibili, visto il nostro interesse continuo per i suddetti temi, vuoi perché la campagna impone ritmi e impegni quotidiani, vuoi per le restrizioni dovute all’emergenza Covid, abbiamo preferito questa forma.

In questo modo i candidati e i loro sostenitori possono avere un promemoria di quello che l’associazione più radicata in città considera prioritario per una visione veramente “sostenibile” del vivere in comunità. Ecco forse la differenza è proprio quella, l’attività della nostra associazione è sempre finalizzata al bene di tutti i cittadini, al Bene Comune, e questo documento è più un promemoria per i cittadini che per i politici con i quali ci confrontiamo quasi quotidianamente.

Non abbiamo mai inteso sostituirci alle Istituzioni ma ci siamo sempre adoperati perché esse agissero al meglio nei confronti dell’ambiente.

Non vogliamo neanche suggerire strategie e fonti di finanziamento che sicuramente sono note a chi si propone di guidare una città che necessita di attenzione non solo per gestire il patrimonio naturale ma per far sì che un ambiente sano generi benessere psico-fisico nei cittadini che vivono in quel territorio.

Di seguito i punti che noi riteniamo degni di azione e attenzione:

  • MOBILITÀ:
    • Una rete ciclabile per vivere la nostra città (scuole, mercato, chiese, ospedale, parchi) non solo fare una passeggiata sul lungomare. Se proprio si vuole accelerare le procedure si possono riprendere tutte le proposte del WWF, confluite poi nelle proposte di Agenda 21, chieste dall’amministrazione e consegnate da Giovanni Iudicone. Quello che invece chiediamo è che non si mandi avanti il mega progetto, 2 milioni di euro da sperperare per una pista a picco sul mare ma che presenta notevoli criticità come l’impatto paesaggistico, idrogeologico, ambientale e soprattutto un rapporto costi beneficio (pochi turisti dei campeggi che vogliono arrivare in città) decisamente sbilanciato e non vantaggioso per la città.
    •  ZTL e aree pedonali specie nelle aree di maggior pregio naturalistico e storico della nostra città, parte di viale della Vittoria e piazzale Moro, come in molte città in altri paesi che hanno un lungomare meraviglioso come il nostro. Il centro storico alto, strade e piazze in prossimità di scuole. Tutto questo necessita di una revisione di tutta la mobilità, non basta chiudere una strada come a volte è stato fatto, ma va prevista una intermodalità con mezzi elettrici o biciclette elettriche (bike sharing). La sostanza è: chi si deve muovere in città deve PREFERIRE lasciare l’auto a casa. Una mobilità sostenibile si concretizza anche nelle problematiche banali di tutti i giorni e basta stare 10 minuti davanti ad una qualsiasi scuola del nostro comune per rendersi conto dell’inquinamento provocato e della congestione che penalizza chi invece va a scuola in bicicletta o a piedi. Non dovrebbe essere complicato adottare e realizzare il PUMS!
    • Non smetteremo mai di chiedere il ripristino della FERROVIA è una battaglia iniziata da Giovanni Iudicone insieme al Comitato Pendolari che noi non vogliamo abbandonare; chiamatelo treno, chiamatelo metropolitana leggera, il concetto è che il treno, o metropolitana, fanno risparmiare tanta CO2 e altri inquinanti immessi in atmosfera; è un mezzo “socialmente sostenibile” perché tutti possono viaggiare evitando avventure da Terzo Mondo. 8 anni sono troppi, difficile credere alle promesse. Il treno è per noi l’icona della sostenibilità e della mobilità sostenibile.
    • Revisione quindi di tutta la mobilità urbana ed extraurbana che ripetiamo, al momento attuale, è assolutamente fuori controllo con conseguente inquinamento ma soprattutto di invivibilità della nostra città.
  • RIFIUTI
    • Introdurre finalmente la tariffa puntuale che già di per sé è un sistema di premialità per i cittadini fermo restando che dovrebbero essere trovate, e ci sono, forme di incentivo per i cittadini che li convincano che differenziare conviene anche economicamente.
    • Plastica: l’amministrazione uscente ha gestito in modo assolutamente inadatto il problema della plastica come fonte di grave inquinamento del Pianeta. Tra gli ultimi, il nostro comune ha visto una timida delibera “plastic free” che all’inizio della stagione estiva è stata addirittura ritirata. Ora, grazie a loro, sempre la vecchia amministrazione, nell’ambiente, e in particolare in mare, sono andati dispersi quintali di plastica. Contiamo molto sulla futura amministrazione.
    • Amianto: il percorso iniziato nel 2015 per dotare la nostra città di un regolamento per eliminare il rischio derivante dalla presenza nell’ambiente di rifiuti di amianto si è bloccato sul nascere, nulla di tutto quanto previsto nel regolamento è stato realizzato. In questi anni l’amianto ha continuato a fare danni e morti e chi dovrebbe tutelare la nostra salute probabilmente ignora anche questo regolamento. Speriamo nella nuova amministrazione.
    • No agli impianti a biogas o biomasse, il termine bio inganna ma si tratta di impianti che, attraverso una combustione e relativa immissione di cattivi odori e fumi tossici, smaltiscono in maniera insostenibile la frazione umida dei rifiuti urbani. Sì agli impianti di compostaggio di qualità
    • Roghi tossici: Spesso i rifiuti vengono bruciati nottetempo, soprattutto plastiche. Tutta la zona Nord – Ovest della città è interessata da questo fenomeno; l’aria è irrespirabile e questi fumi contenenti diossina, metalli pesanti, PCB ed altre sostanze estremamente velenose con potere cancerogeno e di interferenti endocrini entrano nelle matrici ambientali, acqua, aria, suolo avvelenando il cibo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo, noi e i nostri figli. L’amministrazione uscente pur consapevole non ha messo in campo il proprio sistema di controllo, la polizia municipale, né tanto meno ha cercato la collaborazione di altre forze come i Carabinieri Forestali.
    • Inseriamo qui un altro tipo di inquinamento, quello da onde elettromagnetiche. Sappiamo che il Comune di Terracina si è dotato di PRAEET e relativo regolamento ma non è sufficiente, così come per l’amianto, avere un regolamento, è necessario vigilare e soprattutto aggiornare il piano; vigilare sulle richieste delle società di telefonia, delle modifiche alle antenne già esistenti, avere sempre la situazione sotto controllo e affidarsi a tecnici non di parte. Ancora purtroppo non è stato dimostrato il danno organico, ma per la tutela dei cittadini, quello che deve guidarvi è il Principio di Precauzione.
  • AREE VERDI:
    •  Nonostante l’amministrazione uscente abbia dichiarato lo “stato di emergenza climatica e ambientale”, con tutti i relativi impegni presi per rispondere a questa emergenza e “Terracina città sostenibile”, la sostenibilità ambientale nella nostra città si è andata sempre più affievolendo. Abbiamo grandi aree verdi extraurbane e aree verdi urbane di grande pregio non solo naturalistico ma anche storico e archeologico tristemente ridotte di molto; le prime oltre ad essere abbandonate alla caccia spesso di frodo e al pascolo abusivo sul bruciato sono, da sempre ma soprattutto dal 2017, vittime di incendi devastanti. Non può essere sufficiente controllare il territorio, anche se siamo grati alle associazioni di volontariato, ma deve essere condotta un’azione precisa di mappatura delle aree percorse dal fuoco, delibere e divieti; severi controlli per poter sanzionare i contravventori e impedire loro di trarre vantaggio dagli incendi. È necessario capire che il patrimonio boschivo è l’elemento fondante della sostenibilità ambientale, della biodiversità e del contrasto ai cambiamenti climatici. Il patrimonio del verde, in città ad esempio, mitiga il calore delle estati che si susseguono sempre più calde con riflessi negativi sulla salute dei cittadini. Sono state proposte linee guida per un “Piano Generale del Verde Pubblico A Terracina” già nel 2010 e poi ancora nel 2018 un “Piano Generale e Regolamento delle aree verdi urbane e periurbane della città e del territorio comunale secondo il principio di sostenibilità e di gestione ecosistemica”. È evidente che non ci si debba inventare niente. La prossima amministrazione avrà vita facile a far tornare Terracina agli standard europei in termini di superficie di verde per abitante e di bellezza. Basta contrastare gli incendi e sostituire gli alberi abbattuti dalle calamità o dall’uomo, controllare il taglio nelle proprietà private, assicurarsi il lavoro di potatori, e non capitozzatori, e la consulenza di esperti per dare lunga vita al nostro verde. I nostri parchi urbani inoltre possono sicuramente diventare parchi letterari, per la sostenibilità culturale della città ed arricchire l’offerta turistica. Piccola nota che ci tocca da vicino come WWF: avevamo chiesto alla amministrazione uscente di includere nel parco della Rimembranza l’area inferiore del convento di San Francesco, area di pregio naturalistico e storico-archeologico abbandonata ai vandali, per poterla curare e completare così la bellezza di quel gioiello di biodiversità che è il Parco della Rimembranza. Stiamo aspettando un famoso lunedì, che non è mai arrivato, in cui l’assessore competente avrebbe depositato tutta la documentazione fornitagli per l’approvazione.
    • Parlare dell’ambiente naturale extraurbano ci dà la possibilità di citare la “Via Francigena del Sud” e “il cammino della Via Appia”. Il WWF Litorale Pontino è sempre stato parte integrante del “Gruppo dei 12”, la storica associazione che ha tracciato i sentieri e fatto conoscere questo cammino straordinario. Siamo fortemente motivati a portare avanti questo progetto perché i cammini sono il nuovo turismo che avanza, un turismo ad impatto zero. È per questo che, quando il 2016 è stato dichiarato “anno dei cammini” e sono partiti numerosi progetti con relativi finanziamenti, per la promozione di questi cammini, la nostra associazione ha spinto e affiancato l’amministrazione perché prendesse parte a tutti i protocolli. Grazie a questa collaborazione il tratto di Terracina è entrato di diritto nella via Francigena del Sud, che ricordiamo non è una via come l’Appia e quindi andava deciso e segnalato. Ma come tanti progetti anche questo è rimasto sulla carta. Un percorso viene vissuto se i camminatori possono poi trovare alberghi, ostelli, B&B dove sostare a prezzi accessibili e Terracina non offre, specie in estate, soluzioni simili. Quello che forse è sfuggito è che i camminatori, moltissimi stranieri, una volta visitati luoghi incantati come Terracina durante il cammino, ci tornano con le famiglie per forme di turismo più vantaggiose per la città. Ecco, catturate il camminatore e attirerete centinaia di turisti.
    • Orti urbani: partiti con tanto entusiasmo si sono persi nel nulla. Peccato, avrebbero permesso di curare le tante aree abbandonate con vegetazione incolta ricettacolo di spazzatura specie sotto forma di plastica.
  • AGRICOLTURA
    • Finalmente si inizia a sentire da più parti che il territorio di Terracina è a vocazione agricola, peccato che questa consapevolezza sia arrivata quando la nostra identità, il nostro vanto maggiore, la produzione di Moscato, era ormai ridotta a pochi piccoli appezzamenti di appassionati. La Valle dei Santi, areale d’elezione di questa coltivazione, e tutta l’area agricola di Terracina, è stata trasformata in un mare di serre dove si coltivano produzioni richieste dal mercato, il tutto accompagnato da largo uso e consumo di pesticidi e acqua, con una riduzione della biodiversità preoccupante. È utile ricordare che, in queste zone, parlare di biodiversità significa anche parlare di difesa dal dissesto idrogeologico, fenomeno che invece guadagna sempre più spazio e fa sempre più danni (ricordiamoci l’alluvione che fece crollare la Pontina). La PAC europea privilegia le multinazionali dei pesticidi e degli OGM, ma noi localmente possiamo fare molto. Iniziare con la redazione di un regolamento comunale dell’uso dei pesticidi; queste sostanze sono molto pericolose se ingerite ma lo sono ancor di più se inalate direttamente durante il trattamento delle colture. L’amministrazione uscente ha mostrato attenzione (pensavamo) al problema istituendo un tavolo al quale erano ammesse le associazioni ambientaliste e comitati di cittadini; purtroppo, come spesso accade è stata un’azione di facciata probabilmente per interessi particolari della una parte politica. La politica dovrebbe curare i beni comuni nell’interesse dei cittadini, ma fino ad ora sono tanti i cittadini che si ammalano perché vivono in prossimità dei campi e consumano prodotti trattati con pesticidi e non controllati. Anche in questo caso andrebbe rivista la politica agricola locale e il necessario passo conseguente sarebbe l’istituzione dei distretti agricoli biologici o biodistretti insieme ad altri comuni, come già avvenuto in provincia di Latina o in altre realtà (il distretto di Montalbano è uno dei più famosi) che dopo la transizione hanno visto uno sviluppo economico interessante di pari passo con l’aumento del livello della qualità.
  • MARE E COSTA
    • il mare e la costa hanno bisogno di attenzioni non solo per migliorare l’offerta turistica ma anche per la difesa dell’entroterra e dell’economia legata appunto al mare, nonché per tutelare la salute dei cittadini. Mentre 40 anni fa l’offerta era naturale e semplicemente non abbiamo saputo farne tesoro, oggi il mantenimento e la tutela della costa sono necessari, in termini di conoscenza, per conservare questo patrimonio e difenderlo da inquinamento ed erosione. Poco consola la Bandiera Blu o addirittura la Bandiera Verde di spiaggia per i bambini, perché osservazioni anche solo puntuali ci mostrano un litorale inquinato da microplastiche e scarichi fognari  abusivi con un mare spesso sporco per il rilascio di vere e proprie raccolte di spazzatura che non vengono dalle navi di passaggio, che idiozia si è raccontata per anni! occorre controllare gli allacci alla fogna soprattutto per le periferie nord e sud della città, abitazioni, esercizi commerciali, campeggi; gli scarichi abusivi di reflui industriali, molitura e altro, ben identificabili; scarichi delle barche ormeggiate in porti e canali, scarichi fognari non trattati da depuratori che arrivano dall’entroterra. Va controllato poi il sistema di smaltimento di rifiuti e scarichi degli stabilimenti balneari. Sappiamo che esiste una differenza tra inquinamento e sporcizia ma la presenza di microplastiche rappresentano una fonte di vero e proprio inquinamento per le sostanze che questi frammenti rilasciano nello stomaco o addirittura nella carne del pesce.
    • Va tutelata, per quanto possibile, il residuo di duna che in alcuni punti della nostra costa ha mostrato una progressione confortante. La duna è quella che difendere dall’erosione costiera meglio di qualsiasi barriera soffolta. Vi invitiamo a perseguire nel progetto Mare Nostrum, nell’ampiamento dell’area marina protetta e nella istituzione del parco marino così come indicato nei documenti di Agenda 21 Locale di Terracina.

Probabilmente riceverete gli stessi suggerimenti da altre fonti; ne siamo contenti perché vuol dire che la nostra preoccupazione per le questioni ambientali è condivisa da altri cittadini.

Inoltre, se tutte queste tematiche sono presenti nei vostri programmi ne siamo ancor più felici perché abbiamo speranza che le nostre istanze saranno accolte.

Auguriamo buon lavoro a chi governerà la città nei prossimi anni e ai nostri concittadini di assistere e partecipare alla rinascita di Terracina, davvero città sostenibile.

La scelta migliore: riqualificare il costruito

Tutti siamo coscienti che la situazione economica del Paese e della Città sia in grave affanno e che, per dare un aiuto alle imprese, si possa e si debbano incentivare gli interventi per migliorare e rinnovare gli edifici con il doppio effetto di migliorare l’aspetto della città e di aiutare le imprese edili e chi ci lavora.

Ma non si può uscire da questa contingenza negativa con la scelta più facile, andrebbe fatto non improvvisando ma facendo la scelta migliore!

Da troppo tempo oramai, Terracina è devastata da previsioni e realizzazioni di nuove cubature edilizie, talvolta rimaste inutilizzate. E improvvisamente spuntano nuove colate di cemento, si  spianano terreni e si alzano muretti anche a pochi metri dalla battigia senza controllo e senza un piano generale che non hanno niente a che fare con l’ecobonus.

Sarebbe invece necessaria una riqualificazione edilizia che, nella sua realizzazione generalizzata, porti un concreto miglioramento architettonico e ambientale.

Un provvedimento come il Decreto Rilancio, relativamente alle possibilità di recupero di cubature esistenti e di incremento della sostenibilità ambientale, potendo cambiare radicalmente l’impronta di una Città come la nostra, si pone come importante alternativa alla realizzazione di nuove cubature, in quanto, oltre a dare nuovo impulso all’ economia locale, renderebbe adeguati ai tempi gli immobili esistenti, oltre ad aumentarne il valore venale.

Da ultimo ma non ultimo gli interventi sarebbero completamente gratuiti per i cittadini, ma solo se comportano un miglioramento energetico ed ambientale.