Il WWF: la crisi del latte conferma il fallimento della PAC

Le associazioni della coalizione #Cambiamoagricoltura chiedono al Governo un impegno serio per la riforma dell’agricoltura in campo europeo

La crisi del latte esplosa questa settimana dopo le proteste degli allevatori della Sardegna, arrivata a Palazzo Chigi, è l’ennesima conferma del fallimento dell’attuale Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC), che continua a premiare la rendita fondiaria, le grandi aziende agroindustriali e penalizzare i piccoli agricoltori.

Le responsabilità della PAC nella crisi del latte, ma in generale nelle ormai periodiche crisi dei prezzi delle produzioni agricole italiane, viene sottolineata dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che chiede per questo al Governo ed in particolare al Ministro dell’Agricoltura, Gian Mario Centinaio, un impegno serio per una vera riforma della PAC post 2020 che garantisca maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale alla nostra agricoltura.

Partirà oggi la discussione sulla revisione della PAC post 2020 da parte del Parlamento UE per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini oppure continuare come oggi a finanziare lo spopolamento delle campagne, l’impoverimento degli agricoltori e della qualità dei cibi e l’inquinamento da pesticidi.

La Politica Agricola Comune della UE nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. La crisi del latte di questa settimana è la dimostrazione evidente del fallimento della PAC. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. E’ ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi economici delle aziende agricole e non contribuisce a risolvere la crisi ambientale globale, come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti.

“Chiediamo al Governo e al Ministro Centinaio di sostenere la riforma per una Politica Agricola Comune (PAC) più coraggiosa a sostegno dell’ambiente e delle piccole aziende agricole. E’ il momento di decidere se continuare a promuovere un modello di agricoltura non più sostenibile per l’ambiente, i cittadini e i piccoli agricoltori oppure se è possibile fare un’alleanza tra istituzioni, cittadini, agricoltori e Ong per cambiare le cose”.

È questo il messaggio che le Associazioni  AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia, riunite nella Coalizione #CambiamoAgricoltura inviano al Governo e agli allevatori della Sardegna riuniti questa mattina a Palazzo Chigi per trovare soluzioni alla crisi del latte.

Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura non servono più palliativi per dare risposte concrete alle difficoltà dei nostri agricoltori, serve piuttosto una seria riforma della PAC che eviti l’utilizzo di miliardi di euro di fondi pubblici per sussidi perversi e per arricchire coloro che speculano sulla proprietà dei terreni, e favorisca invece le piccole aziende agricole e zootecniche che garantiscono la qualità delle produzioni “made in Italy”.

Gli obiettivi che la coalizione ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche: la zootecnia intensiva, che domina in molte aree europee ma anche in vasti territori del nostro Paese fortemente compromessi sotto il profilo ambientale, rappresenta attualmente la fonte principale di emissioni di gas climalteranti, di azoto e di pressioni insostenibili sui suoli e sulle acque, mentre per le forme di allevamento più sostenibili, che assicurano un autentico presidio del territorio, per gli allevatori non c’è alcuna garanzia di reddito dignitoso.

 (dal sito del WWF Italia)

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A Terracina manifestazione delle associazioni locali contro l’autostrada Roma-Latina

Oggi le associazioni WWF Litorale laziale, Legambiente Pisco montano, Terracina Social Forum, Social Forum Circeo, Città Partecipata insieme al Comitato No corridoio Roma -Latina per la metropolitana leggera hanno animato una manifestazione di dissenso totale nei confronti della costruzione di questa autostrada a pedaggio.

 

 

La manifestazione si è svolta sotto la pioggia sulla Pontina nei pressi di una voragine, questa volta aperta in maniera preventiva, poco distante da quella che ha causato la morte di un nostro concittadino.

 

 

 

I rappresentanti delle diverse associazioni nei loro interventi hanno evidenziato l’assurdità di un progetto di viabilità che ignora lo stato comatoso della mobilità in tutta l’area con la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova chiusa dal 2012, i disagi giornalieri dei nostri pendolari  che usano il treno, la Frosinone-mare interrotta, il ponte sul fiume Sisto abbattuto due anni fa, la Pontina causa di continui incidenti per l’assenza di manutenzione, l’Appia che periodicamente si allaga, le migliare colabrodo.

 

Le osservazioni critiche sono state calate nel contesto più generale dei cambiamenti climatici per cui le strutture viarie come ponti e viadotti costruiti tanti decenni orsono non reggono l’impatto di eventi meteorologici estremi che stanno diventando la norma. Ciò comporta un continuo controllo e una seria  manutenzione delle strutture esistenti.

 

E’ stato anche messo in evidenza l’inquinamento dovuto all’eccessivo uso del trasporto su gomma che oltre all’emissione di gas climalteranti in atmosfera sta facendo correre alla popolazione rischi sanitari gravi.

 

 

Una mobilità sostenibile amica delle persone ha bisogno di treni e metropolitane, di un trasporto pubblico su gomma, di ciclovie all’interno di un contesto naturale integro.

Nei prossimi giorni le associazioni che hanno promosso l’iniziativa di oggi si incontreranno per arrivare ad un’assemblea pubblica cittadina sul tema della mobilità.

 

 

 

 

 

 

 

Con una mobilità provinciale allo stremo ci permettiamo il lusso di un’autostrada!

Sabato 2 febbraio 2019 alle ore 10, in prossimità della voragine che si è aperta sulla Pontina la mattina del 25 novembre scorso, si terrà un presidio del comitato NO CORRIDOIO ROMA – LATINA per richiamare l’attenzione dei cittadini e delle Istituzioni sul grave degrado in cui versa la SR 148 da anni, con tutti i problemi di sicurezza connessi alla percorrenza di quella che era una via ad alta percorribilità.

Occorre sottolineare l’assurdità degli indirizzi politici della Regione che vuole fortemente la costruzione dell’autostrada a pagamento Roma -Latina, con l’esborso di milioni di euro per un tratto di strada di poche decine di chilometri che devasterebbero molte aziende agricole storiche e aree naturali protette come la Riserva Naturale di Decima Malafede e altre aree naturali di pregio.

La nostra associazione si è impegnata fin dal primo momento nel contrastare il progetto di questa nuova arteria; dal 2004, infatti, ci siamo attivati nell’opporci al Corridoio Tirrenico Meridionale voluto dalla Regione a guida Storace e poi ripreso dal presidente Marrazzo.

Ora si ritorna a parlare di Autostrada, con una rivisitazione ulteriore del progetto che però rimane un’opera molto costosa e ad alto impatto ambientale.

Nel frattempo il sistema di trasporto della regione e le condizioni idrogeologiche del territorio hanno subito attacchi gravi quali la frana di Monte Cucca che dal 2012 sta  bloccando la tratta ferroviaria Priverno-Fossanova, il preoccupante e pericoloso deterioramento del manto stradale della Pontina da Terracina a Roma e contestualmente di tutte le Migliare, l’interruzione della Frosinone-mare, il crollo del ponte sul fiume Sisto e il continuo allagamento di tratti dell’Appia a causa di eventi meteorologici straordinari e scarsa manutenzione.

No, questo sistema non è assolutamente sostenibile, per i nostri pendolari, gli studenti, e, cosa non ultima, per i turisti che vogliono raggiungere la nostra bellissima città.

In questo momento le criticità diffuse stanno già colpendo duramente, oltre che la vita delle persone che devono muoversi obbligatoriamente su gomma, non importa se con mezzi pubblici o privati, ma un largo settore dell’economia della città. Con l’arrivo dell’estate la situazione peggiorerà sempre di più perché ad entrare in crisi sarà proprio il settore turistico.

Siamo per una mobilità intermodale e sostenibile dove gli spostamenti su tratti lunghi avvengano soprattutto con il treno, e siamo convinti che i fondi destinati alla costruzione dell’autostrada sarebbero più che sufficienti per mettere in sicurezza la Pontina e il Monte Cucca restituendo finalmente alla città lo storico treno, che abbiamo scoperto essere amato moltissimo anche dai tanti pendolari di Latina che utilizzandolo hanno potuto sperimentare per decenni la metropolitana di superficie.

Per questo insieme al Comitato NO CORRIDOIO ROMA -LATINA PER LA METROPOLITANA LEGGERA, Terracina Social Forum, Legambiente “Pisco Montano” Terracina, Social  Forum Circeo, Città Partecipata e ai tanti singoli cittadini che hanno aderito a titolo personale invitiamo la popolazione a partecipare e a far sentire la nostra voce.

E’ finito un altro anno senza una vera svolta per clima e biodiversità, il bilancio del WWF Italia

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi facendo un consuntivo dell’anno appena trascorso ha dichiarato:

“L’anno 2018 ci lascia insoddisfatti perché, a livello globale, è mancato di un vero scatto in avanti rispetto alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e alla difesa della biodiversità che, come dimostrano i dati presentati dal WWF con il Living Planet Report continua ad essere in rapido declino in tutto il mondo: in soli 50 anni è scomparso più del 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dall’ultimo rapporto sul cambiamento climatico pubblicato dall’IPCC è riuscito a fare aprire gli occhi ai decisori politici segnalando l’urgenza di un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città”.

 

“Anche per l’Italia il 2018 è stato un anno in cui, spesso, alle attese non sono seguiti i fatti. Da un lato c’è stata finalmente una presa di coscienza contro il nemico dei mari e delle spiagge: la plastica. Si tratta di un tema su cui il WWF si è speso molto nel 2018 (ricordiamo il Tour Spiagge Plastic Free che ha coinvolto 1000 volontari in 41 appuntamenti, la petizione che ha raccolto più di 600.000 firme e il Report Mediterraneo in Trappola) e continuerà ad impegnarsi a fondo anche nel 2019 con tantissime iniziative tra cui la collaborazione con il Jova Beach Party (il tour 2019 di Jovanotti) che supporterà la nostra campagna di contrasto all’inquinamento da plastiche. Su questo tema vanno segnalate le iniziative assunte dal Ministero dell’Ambiente sul tema, anche grazie alla spinta propulsiva del ministro Costa.

È stato, invece, un anno da dimenticare per la biodiversità italiana. A causa dei calendari venatori e altri provvedimenti sulla caccia varati dalle regioni, il 2018 può essere considerato come un vero e proprio annus horribilis. Il WWF ha difeso i nostri animali selvatici nei tribunali con ben 12 ricorsi di cui 9 andati a buon fine”, continua la leader dell’associazione.

“Nonostante il 2018 fosse cominciato con la sottoscrizione in campagna elettorale del Patto per l’ecologia, proposto dal WWF per rilanciare sul piano nazionale ed internazionale il Ministero dell’Ambiente, da parte di tutte le maggiori forze politiche (un segnale che avevamo colto con fiducia) purtroppo nella parte finale abbiamo assistito ad un clamoroso dietrofront, con il decreto Genova, divenuto il contenitore di alcuni provvedimenti gravissimi, come quelli sul condono di Ischia e sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.

Per le nostre aree protette restano aperte tutte le criticità messe in luce dal Check-Up Parchi pubblicato a settembre dal WWF con i Parchi Nazionali che necessitano di un serio rilancio e le Aree marine protette che non solo non possono continuare ad essere ‘aree protette di serie B’ ma che devono acquisire dignità a livello economico e gestionale. Anche il 2018 ha messo in evidenza come il nostro territorio sia particolarmente esposto ai fenomeni estremi che con i cambiamenti climatici tendono ad aumentare in frequenza e intensità. È necessario che gli investimenti annunciati per affrontare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza diventino subito concreti e reali. Infine, le bonifiche: devono uscire dalla carta su cui rimangono da decenni e diventare realtà”.

“Il 2019, sia a livello globale che nazionale dovrà essere un anno di svolta. È necessario porre le basi per un Global Deal, un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità. E serve il coraggio dei governi per concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello nazionale, oltre ai provvedimenti che indichino un reale e rapido percorso di decarbonizzazione del nostro sistema energetico ed economico, ci aspettiamo un cambio di passo netto e concreto nelle politiche ambientali. A cominciare dall’approvazione della legge contro il consumo del suolo (provvedimento essenziale contro la cementificazione, per la sicurezza del territorio e di migliaia di famiglie) che dal 2012 vaga per le aule del Parlamento alla ricerca dei voti che la facciano diventare qualcosa di più che una promessa”, conclude Donatella Bianchi.

Si può leggere qui il bilancio completo del WWF sul contesto internazionale e nazionale.

(dal sito del WWF Italia)

I migranti impegnati nella Rimembranza chiamati davanti alla Commissione prefettizia, incrociamo le dita!

L’associazione WWF Litorale laziale è stata inserita nel mese di giugno 2018 in un progetto formativo voluto dal Comune di Terracina e riservato a persone migranti nell’ambito di attività volontarie a favore della popolazione locale in attuazione del decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 recante Disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.

Il progetto, iniziato l’estate scorsa, si sta sviluppando all’interno del parco della Rimembranza di Terracina, gestito da qualche decennio dal WWF con una convenzione sottoscritta con il Comune e rinnovata in data 11 agosto 2016. Dopo una formazione iniziale sulla storia del luogo, sulla vegetazione presente e sulle tecniche di conduzione di un giardino, il progetto è passato ad una fase operativa con piccoli lavori di manutenzione come rifacimento di muri a secco, ripristino di staccionate con la relativa tinteggiatura e pulizia dei sentieri.

I migranti che hanno scelto di entrare volontariamente nel progetto stanno dando un contributo  rilevante alla sistemazione dell’area del parco (appena terminata la bonifica dei danni causati dall’evento del 29 ottobre riprenderanno i loro interventi) ricevendo un attestato da parte del WWF Litorale laziale.

Man mano che arriveranno le convocazioni potranno presentare tale attestato alla Commissione prefettizia che dovrà riconoscere il loro stato di rifugiati.

Mamadou e Omar saranno i primi ad essere ascoltati dalla Commissione prefettizia di Latina, sono stati convocati, infatti, per il mese di gennaio 2019.

Il WWF Litorale laziale è grato all’assessore Roberta Tintari che ha voluto il progetto, alla coop. sociale IL Quadrifoglio cui sono affidati i migranti coinvolti e soprattutto ai ragazzi che si stanno prodigando nella manutenzione del parco.

A questi ultimi auguriamo vivamente che possano restare qui da noi come nuovi cittadini!

Il 22 dicembre di trent’anni fa veniva ucciso Chico Mendes, a Terracina fu piantato un leccio con una targa in suo onore

 

 

Chico Mendes era un raccoglitore di lattice degli alberi della gomma nel periodo di maggiore aggressione della foresta amazzonica da parte di governanti brasiliani e gruppi economici decisi a realizzare progetti di agricoltura intensiva, estrazioni minerarie, allevamenti e utilizzo industriale dei legnami.

 

 

Queste attività, oltre a depauperare l’intera umanità di quello che veniva definito il polmone del mondo, la foresta amazzonica, mettevano a rischio il lavoro tradizionale e la stessa sopravvivenza delle popolazioni locali che traevano proprio dalla produzione naturale degli alberi i mezzi di sostentamento.

La foresta in piedi offre sostentamento, mentre la foresta abbattuta distrugge l’ambiente e la vita delle comunità, usava dire Mendes ai suoi compagni in lotta contro il disboscamento.

Nel decennio che precedette la sua uccisione avvenuta il 22 dicembre del 1988 da parte di due proprietari terrieri organizzò una serie di iniziative di resistenza pacifica contro le aggressioni alla foresta difendendola albero dopo albero, riuscendo a collegare per la prima volta gli interessi degli estrattori di caucciù (seringueiros) di cui faceva parte con le comunità locali. Era l’Unione dei popoli della foresta.

Nel 1987 si raggiunse il massimo della distruzione della foresta amazzonica con la costruzione di una strada che l’attraversava, durante i lavori si registrarono migliaia di incendi che produssero quantità enormi di CO2.

L’impegno di Mendes raggiunse l’opinione pubblica mondiale influenzando le istituzioni internazionali tanto che le sue idee di sostenibilità ambientale, dopo la sua morte, entrarono di diritto nella Conferenza di Rio del 1992.

L’uccisione di Chico Mendes portò alla ribalta mondiale la questione amazzonica e in molte parti si volle ricordare la figura e l’opera di questo ambientalista brasiliano.

Anche a Terracina.

 

Soci del WWF, l’associazione era stata da poco costituita in città, guidati da Emilio Selvaggi piantarono alla presenza di un gruppo di studenti un leccio accanto alla fonte di Santo Stefano e vi posero una targa con il suo nome. Fu tutto distrutto, vigliaccamente, dopo poco tempo da anonimi cittadini.

 

Oggi, a trent’anni dal suo assassinio, vogliamo ricordare Chico Mendes, a chi c’era in quegli anni e a chi è venuto dopo, esprimendogli la nostra gratitudine per aver tra l’altro elevato la questione della deforestazione da un ambito locale a quello mondiale.

Troppo lenti i lavori di bonifica dei danni causati dall’evento del 29 ottobre alla Rimembranza. Il WWF riporta alla memoria della città la straordinaria bellezza del parco con un calendario per il 2019

I danni prodotti all’interno del parco della Rimembranza dall’evento meteorologico estremo del 29 ottobre sono visibili nel raffronto tra queste due fotografie.

L’ex-convento di San francesco non ha perso soltanto la copertura ma non ha più avanti a sé la ricca parata di grandi alberi, quasi tutti cipressi, alcuni dei quali in primavera si ricoprivano di glicini.

I lavori di restauro dell’area toccata dall’evento che ha coinvolto soprattutto la parte sottostante l’ex-convento procedono a rilento.

Questa è la situazione che Alberto Dell’Aquila ha fissato con alcuni suoi scatti

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Il parco deve ritornare allo stato anteriore all’evento catastrofico quando con l’aiuto di un gruppo di migranti i volontari dell’associazione e qualche cittadino avevano ripulito i sentieri, ricostruito alcuni tratti di macera e rinnovato parte dei corrimano lungo i percorsi e soprattutto la piattaforma aerea voluta da Emilio Selvaggi sotto il bastione orientale dell’acropoli.

La bellezza del parco è nella mente di tanti cittadini e turisti che l’hanno visitato e riapparirà quando appena finiti i lavori di messa in sicurezza i volontari potranno ritornare a sistemare i percorsi e a piantare altri alberi.

Proprio per rafforzare il sentimento di rispetto del parco e di amore per un luogo unico in città il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha preparato un calendario per l’anno nuovo con alcune foto che saranno sicuramente apprezzate. In particolare la foto panoramica scattata dall’aula-pergola mostra un aspetto di Terracina che non si vedrà più, il Viale della Vittoria con i suoi pini.

Le foto utilizzate nel calendario sono di Elisabeth Selvaggi e di un gruppo di studenti del liceo Leonardo da Vinci che le hanno scattate nell’ambito di un progetto di alternanza scuola/lavoro sulla fotografia curato dalla socia Emanuela Dell’Aquila. Il lavoro grafico sul calendario ha avuto il contributo di Mauro Amoruso.

 

Un Piano del verde offerto dal WWF Italia alla città di Terracina

 

Stamani il sindaco ha incontrato il gruppo di esperti organizzato dal WWF Italia per progettare un piano del verde per la città. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Zappone e Marcuzzi e l’architetto Claudia Romagna del Settore urbanistica del comune.

 

Subito dopo l’evento calamitoso del 29 ottobre che ha arrecato lutti e danni alle abitazioni e al patrimonio arboreo cittadino, il WWF Italia nella persona dal segretario generale, Gaetano Benedetto, incontrò il sindaco per esprimere la solidarietà dell’associazione e per mettere a disposizione della città un gruppo di esperti per elaborare gratuitamente un piano di piantumazione di essenze integrato nel contesto del territorio comunale.

Il piano si ispirerà ai principi della sostenibilità ambientale e della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e terrà conto della biodiversità intesa nel senso più ampio. Verranno individuate dapprima le soluzioni per l’emergenza inserendole nella prospettiva del piano.

Il gruppo di lavoro è una somma di competenze urbanistiche, paesaggistiche, botaniche e forestali e sarà coordinato da Andrea Filpa, docente di Progettazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura della Università Roma Tre, nonché delegato WWF per il Lazio.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ringrazia la direzione nazionale dell’associazione per questo intervento e tutti gli esperti che hanno accettato di dare di buon grado e gratuitamente il loro contributo di professionalità.

Nella Giornata Nazionale degli Alberi il WWF ha presentato in due scuole un proprio progetto

Oggi in tutta Italia si è celebrata la Giornata Nazionale degli Alberi indetta dal Ministero dell’Ambiente con la legge n.10/2013.

A Terracina il WWF ha voluto superare il momento unicamente celebrativo che spesso consiste in una piantumazione a perdere di alcune piante; in alcune scuole infatti (anche a Terracina) si notano tronchi secchi di piante abbandonate al loro destino soprattutto durante il periodo estivo.

Per superare questo modo di procedere che poi perde per strada il valore educativo, il WWF ha proposto a due scuole un progetto di affido delle piante alle classi facendole seguire da un esperto.

 

Così, stamani, nostri volontari si sono recati nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini che si trova all’interno di un uliveto e in due incontri successivi hanno parlato alle quattro classi della scuola elementare.

 

 

Dopo un’introduzione sul significato della Giornata, sulle modifiche che l’intervento dell’uomo induce sul clima e sull’importanza che in questo ambito svolgono le piante è stato presentato il progetto.

La proposta, accolta con favore dalla direttrice e dalle maestre, consiste nell’attribuire ad ogni classe un albero di ulivo così che ci sarà l’albero della prima, l’albero della seconda e cosi via. Negli anni  successivi i ragazzi avanzando di classe in classe accudiranno a tutti o quasi tutti i cinque ulivi.

Dopo tale assegnazione un esperto del WWF incontrerà le classi con le rispettive maestre davanti al proprio albero per dare le indicazioni per gli eventuali interventi fino alla raccolta delle olive e alla preparazione delle stesse per il consumo.

Il progetto avrà inizio appena l’edificio che è stato coinvolto nell’evento meteorologico catastrofico del 29 ottobre sarà messo in sicurezza.

Nella seconda parte della mattinata i volontari dell’associazione si sono spostati nella sede centrale dell’Istituto Montessori dove erano attesi dagli studenti (uno o due per classe) dell’EcoSchools.

 

Qui, ovviamente, data l’età dei giovani studenti medi, maggiore rispetto a quella degli scolari della scuola precedente, durante la presentazione sono stati approfonditi alcuni temi ecologici.

Si è parlato di effetto serra, della capacità della vegetazione e del mare di catturare la CO2, degli alberi come produttori di ossigeno e di biomassa e così via con grande interesse da parte dei giovani studenti impegnati nel prendere appunti per poi riferire alle rispettive classi.

Nell’esporre il progetto i volontari del WWF hanno comunicato che saranno donati alla scuola e affidati ad ognuna delle sei sezioni presenti nel plesso sei alberi, uno per sezione.

Successivamente, come nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini, dopo l’attribuzione alle singole sezioni delle piante un esperto guiderà i ragazzi nella cura delle stesse,

Saranno scelte piante tipiche della nostra zona di cui gli studenti potranno durante l’anno scolastico osservare il ciclo naturale della loro esistenza.

Il progetto prenderà l’avvio nei prossimi giorni con l’individuazione delle aree in cui saranno piantumati gli alberi.

Durante l’incontro è intervenuto l’assessore all’Ambiente, Emanuela Zappone, che ha portato il saluto dell’Amministrazione.

 

Per ricordare Emilio Selvaggi a due anni dalla sua scomparsa un convegno sui cambiamenti climatici

Esiste una categoria di cittadini che amano dare più che prendere dalla propria città, ad essa è appartenuto Emilio Selvaggi.

Per ricordarlo a due anni dalla sua scomparsa il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha organizzato un convegno sui cambiamenti climatici che partirà proprio dall’evento atmosferico catastrofico che la città ha subito lunedì 29 ottobre 2018.

Il convegno, che ha avuto il patrocinio del Comune di Terracina, si terrà sabato 24 novembre a partire dalle ore 16 nel salone dell’Hotel PALACE messo gentilmente a disposizione dalla Direzione.

Ecco la locandina dell’evento che prevede anche la proiezione di un filmato in cui Emilio mostra l’importanza della connessione necessaria tra la Grande storia e quella locale  e espone fatti minuti con la sua solita arguzia. Per questa proiezione il Gruppo ringrazia l’Associazione Terracina Rialzati.