Daini nel Parco Nazionale del Circeo

In questi giorni circola sulla rete una polemica sulla gestione dei daini all’interno del Parco del Circeo che prevede un ridimensionamento degli animali divenuti in numero eccessivo rispetto all’ambiente ristretto che li ospita.

Esistono protocolli imposti dalle diverse Istituzioni scientifiche che vanno seguiti alla lettera per evitare che una specie con la sua crescita facilitata dall’assenza di predatori impedisca lo sviluppo armonico di altre specie animali e vegetali nel proprio areale.

Riguardo alla  notizia citata abbiamo chiesto e ottenuto un comunicato da parte del Parco.

Il comunicato risponde anche ad un’altra questione, quella dei mufloni sull’isola di Zannone.

Eccolo integralmente.

Al Parco nazionale dei Circeo non è prevista e mai sarà prevista una mattanza di daini e nessun cacciatore o sele-controllore sparerà mai dentro l’area protetta.

Tra le finalità dei Parchi nazionali italiani definite dalla legge 394/91 risulta la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici.  La situazione creatasi nel tempo nella foresta del Circeo (Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco) con il sovrannumero di daini e i dannosi effetti collaterali su flora, fauna, sicurezza e altro, ha imposto una definitiva e chiara assunzione di responsabilità dell’Ente Parco per affrontare la problematica dell’espansione della popolazione di daini all’interno della Foresta Demaniale.   Il Parco quindi – seguendo le indicazioni di un autorevole istituto scientifico come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riportate nelle “Linee guida della gestione degli Ungulati – Cervidi e Bovidi” – ha fatto redigere un apposito Piano di gestione di controllo come previsto dalla normativa vigente, approvato con delibera del Consiglio direttivo n.2 del 23/01/2017. Il Piano ha acquisito il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che per altro ha invitato l’Ente Parco “…a voler operare il previsto controllo del daino con la massima efficacia”.  Sempre come previsto dalla normativa in relazione alla Rete Natura 2000, l’Ente Parco ha trasmesso il Piano alla Regione Lazio, con collegato Studio di valutazione di incidenza, ottenendo un parere favorevole.

Come già avvenuto in altri contesti del nostro Paese e dimostrato sulla base di un modello specifico, la popolazione di daino attualmente presente è destinata ad un aumento numerico e ad un’espansione dell’areale, con conseguenze distruttive ed irreparabili sia sulla biocenosi vegetale (complesso di popolazioni vegetali che vivono e interagiscono fra loro in uno stesso ambiente), su parte di quella animale, sia sugli aspetti di carattere socio-economico e sulla sicurezza. Per questi motivi, anche da noi, si è reso necessario programmare azioni di contenimento della popolazione intervenendo attraverso un prelievo pari ad almeno il 30% della sua consistenza, considerata la capacità di crescita della stessa.

Le finalità del piano di gestione prevedono anche interventi di miglioramento dell’ambiente dove vivono piante e animali, evitando quegli squilibri che decimano le specie a discapito del complesso ecosistema del bosco. Nessuna quindi strage di daini o inutile spesa, ma l’adozione di criteri scientifici e gestionali, coerenti con le finalità dei parchi, già sperimentati in altre aree a livello internazionale e applicati per salvaguardare e migliorare un bene comune.

Con la determina n.226 del 30/12/2019, l’Ente Parco ha dato quindi il via alla fase attuativa del piano gestionale, impegnando la somma totale di 195mila euro (170mila sul capitolo “interventi di miglioramento, tutela, recupero e bonifica ambientale + 25mila sul capitolo “realizzazioni aree faunistiche per contenimento daino e cinghiale”), bilancio approvato dal Ministero dell’Ambiente: un costo elevato ma, in linea con la complessità degli interventi previsti e necessario per sanare le conseguenze di passati e scorretti interventi di gestione da parte dell’uomo.

Anche sul tema dei mufloni a Zannone, l’Ente Parco si era fatto carico di affrontare le problematiche legate alla sua presenza sull’isola, richiedendo e ottenendo un parere tecnico-scientifico. Lì la specie è stata introdotta in tempi recenti, con finalità venatorie. Sulla stessa Isola insiste poi Il progetto life PonDerat, coordinato dalla Regione Lazio in partnership con ISPRA, Università degli Studi “La Sapienza”, Nemo Srl e Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e S. Stefano che ha proprio la finalità di migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane; per Zannone, in particolare, prevede la realizzazione di un recinto di esclusione in  una piccola porzione di lecceta al fine di impedire (e avere un’area di confronto a riguardo) l’accesso dei mufloni e quindi limitare gli impatti creati dal pascolamento alla foresta di leccio, una delle più importanti ed estese tra quelle rimaste sulle isole italiane. Nessun confinamento degli animali in recinto, dunque, ma, piuttosto, un intervento di conservazione attiva della lecceta.

Auspichiamo forme non cruente del prelievo di daini per contenerne il numero sotto una soglia di sostenibilità ambientale e la realizzazione in futuro di interventi preventivi che ne impediscano la crescita oltre misura.  

 

Anche il WWF nella “Notte delle Scienze” al liceo di Terracina

Venerdì 10 gennaio il liceo Leonardo Da Vinci aprirà le porte alla città per la Notte delle Scienze, l’ormai consueta manifestazione scientifica che anno dopo anno sta sempre più affermandosi.

IL WWF porterà il proprio contributo sulla crisi climatica illustrando i possibili adattamenti e mitigazioni che devono essere realizzati per evitare una catastrofe annunciata.

Oltre agli insegnanti del liceo cittadino interverranno l’ing. Gaudioso del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il dottor Milo dell‘ISDE di Latina e la dott.ssa Selvaggi del gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

Non bastava l’uragano, a Terracina si continua ad abbattere alberi

Quando finalmente sembra che il problema dei cambiamenti climatici cominci ad essere una priorità per molti, invece di cercare di fare qualcosa per contrastarne le cause, si fa proprio l’opposto: si tagliano gli alberi rimasti in piedi.

Gli eventi meteorologici diventano sempre più forti e pericolosi perché l’aumento della concentrazione di gas serra, frutto della combustione, aumenta l’energia del sistema e sta trasformando il clima mite mediterraneo in un clima subtropicale. La soluzione c’è e lo si sa da tempo, come ci ha rinfacciato Greta Thumberg: vanno ridotti i gas serra, per esempio bruciando meno combustibili fossili, ma anche favorendo la fissazione della CO2 da parte delle piante.

Lo sanno i bambini delle elementari! Le piante producono ossigeno consumando CO2 che usano per fare zuccheri, cellulosa e lignina. Ma non basta, al lungo elenco che i bambini delle elementari ci fanno per dire quanto siano utili le piante, possiamo aggiungere che con le loro chiome schermano dal vento e con le loro radici assorbono acqua e consolidano il suolo. Le piante mitigano il clima non solo perché filtrano i raggi del sole ma perché regolano l’umidità che le circondano.

Insomma, in un momento di emergenza climatica, come il Consiglio Comunale ha appena decretato, che facciamo? Tagliamo gli alberi!

Gli eventi atmosferici di intensità mai vista hanno provocato molti danni alla vegetazione arborea. Con la paura che ci cadano in testa, ora, ogni albero è considerato una minaccia e quindi basta che qualcuno si faccia prendere dalla fobia per il verde scatta la motosega! Che incubo per chi ama la natura!!! Per noi ogni albero tagliato o ogni cima capitozzata, è un colpo al cuore! E invece la povertà di amore per la natura e la profonda ignoranza nei confronti delle scienze si traduce in una forzata desertificazione delle nostre città! C’è stato chi ha detto: “L’albero mi toglie l’aria!” che tecnicamente è un paradosso!

Se altrove piantano alberi a centinaia, noi li tagliamo e chissà quando e come li sostituiremo! Come per gli incendi: bastano pochi minuti per distruggere alberi che sono cresciuti in sessanta/ottant’anni, quello che non fa il vento fa l’uomo. L’aspetto della nostra città sarà calvo e caldo ancora per molto!

Pur coscienti della criticità del momento, dal punto di vista della sicurezza, ci auguriamo che l’amministrazione contrasti la psicosi che sembra essersi impossessata dei cittadini e pensi ad un’azione di ripristino dell’efficienza del verde e a nuove piantumazioni. C’è bisogno di un serio e rigoroso piano del verde per la nostra città ed è quello che la nostra associazione farà con l’aiuto dei cittadini, che non vogliono stare ad osservare senza agire questa ennesima offesa.

 

Il 2019 nel blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

L’anno appena trascorso è stato un anno record per gli accessi al blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale, sono stati infatti 20.553.

I visitatori del blog hanno letto i 79 post dell’anno e molti di quelli degli anni precedenti.

I post più letti nel 2019 formano questa statistica

I Paesi da cui i visitatori hanno fatto accesso al blog sono tanti, qui ne mostriamo i primi in termini di letture

Il seguito che questo blog ha tra i cittadini ci spinge a continuare nel trattare i temi ambientali generali e quelli relativi alla nostro territorio.

                                              Buon 2020!

 

 

 

Il WWF in Consiglio comunale con gli studenti liceali dell’alternanza scuola-lavoro

Oggi, insieme ad un gruppo di studenti del liceo che per il secondo anno svolgono attività di alternanza scuola-lavoro con il WWF Litorale Laziale, abbiamo assistito ad una seduta del Consiglio Comunale.

Ci è sembrato opportuno far assistere questi giovani alla più importante assise cittadina. L’occasione non poteva essere migliore in quanto al primo punto all’ordine del giorno era stata iscritta una mozione della consigliera Valentina Berti; la mozione conteneva la richiesta, rivolta all’amministrazione comunale, di dichiarare lo stato di emergenza climatica e dare così l’avvio ad una serie di azioni finalizzate al contrasto dei cambiamenti climatici.

Abbiamo spiegato, a questi giovani, che sono questi i passi che possono portare, se percorsi con determinazione, ad un mutamento degli stili di vita, dell’economia della città e della vita intera della comunità al fine di perseguire la sostenibilità ambientale e di conseguenza opporsi agli effetti dei cambiamenti climatici.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’atto sancito oggi in Consiglio Comunale perché quello che gli studenti hanno conosciuto, sotto la nostra guida, dai documenti che abbiamo loro sottoposto, vede la possibilità di concretizzarsi.

Gli studenti, infatti, già dallo scorso anno sono impegnati nella collaborazione con il WWF e durante quest’anno scolastico lavoreranno ad un progetto previsto dall’associazione ambientalista per rinaturalizzare la città. Il futuro che vogliamo tutelare è il loro e i nostri sforzi saranno tesi proprio alla divulgazione del principio della difesa della natura anche aumentando la presenza vegetale in città.

Il progetto sarà presentato durante “La Notte delle Scienze” che si terrà il 10 gennaio presso il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina.

Ancora alberi piantumati in memoria di Emilio Selvaggi

Il 14 novembre ricorreva il terzo anniversario della morte di Emilio Selvaggi e gli amici e soci dell WWF litorale pontino hanno voluto fare un gesto per ricordarlo.

Con la famiglia Selvaggi sono state acquistate delle piante che sono state piantate in collaborazione con il responsabile dell’azienda di manutenzione del verde pubblico, nel Parco delle città gemellate e nella scuola dove Emilio insegnava, la scuola media Don Milani.

Mentre piantavamo, altri amici e soci hanno fatto nuove donazioni e così sono state acquistate nuove piante che oggi sono state messe a dimora nel giardino della scuola media M. Montessori in via dei Volsci.

 

In seguito all’uragano dell’anno scorso molti cittadini terracinesi e alcune associazioni hanno sentito più forte che mai il desiderio di piantare alberi; con piacere vediamo, infatti, che in tutte le scuole, dalle materne alle superiori, i giardini si sono adornati di nuove piante.

 

Il “professore”, come lo chiamavano in molti, non ha assistito all’uragano, eppure da sempre ha sentito il bisogno di rendere la nostra città più verde e molti degli alberi che oggi crescono vigorosi lo hanno conosciuto.

 

 

L’Ospedale Fiorini, il Montuno, la Fossata, il Parco delle Città Gemellate, la sua scuola e chi si ricorda potrebbe aggiungerne altre, oggi sono più verdi grazie a lui. Così noi abbiamo voluto continuare a mettere in pratica il suo insegnamento piantando piante della macchia mediterranea e frutti dimenticati. Da oggi arance dorate orneranno la città alta nel giardino della scuola!

Con l’aiuto di chi vuole, continuiamo a piantare! Prossima tappa?

Anche Terracina nel Cammino europeo della Via Francigena da Canterbury a Santa Maria di Leuca

Abbiamo appreso con piacere la notizia che l’Associazione Europea delle Vie Francigene ha approvato all’unanimità il percorso della via Francigena del Sud che, passando da Terracina, parte da Roma e arriva a Santa Maria di Leuca.

Esprimiamo il nostro ringraziamento alla Sindaca ff e all’assessore Barbara Cerilli, perché questo risultato premia il loro impegno; impegno che siamo sempre stati solleciti a sostenere, in qualsiasi momento anche in quelli di maggiore difficoltà nel promuovere questo percorso che invece può arricchire la nostra città di un turismo sostenibile, il turismo lento, rispettoso dell’ambiente e delle persone e di questo ne siamo sempre stati convinti. Nel loro successo vediamo anche un po’ del nostro impegno appassionato, così come siamo felici della decisione della costruzione di un ostello, idea che abbiamo sempre sostenuto con forza.

 

Siamo convinti che l’amministrazione tutta sia convinta della immutata disponibilità della nostra associazione a collaborare come ha sempre fatto affinché questo percorso sia sempre più conosciuto e con esso la nostra bella città. Sono più di dieci anni, infatti, che accogliamo i gruppi di camminatori nel parco della Rimembranza.

 

 

 

Siamo altresì convinti che sia fuori discussione il disappunto per lo spiacevole episodio che ci ha visti protagonisti e che non sarebbe avvenuto se non avessimo avuto la notizia da una fonte attendibile, almeno così credevamo, e non dai social.

 

 

 

Un ringraziamento va anche al “Gruppo dei 12” associazione a cui apparteniamo fin dai tempi di Emilio Selvaggi che ne è stato sempre un grande sostenitore.

Cambiamento climatico: drammatiche conferme. La speranza per un futuro migliore la danno i giovani, anche a Terracina, manifestando oggi 27 settembre per chiedere ai politici di mettere in atto tempestivi interventi che possano portare a una drastica inversione di tendenza del cambiamento climatico.

Un miliardo di persone minacciate dagli effetti del cambiamento climatico

Nessuna parte del mondo verrà risparmiata dagli effetti del cambiamento climatico con il surriscaldamento degli oceani e la fusione delle calotte polari e dei ghiacciai, che potrebbero provocare un rapido innalzamento del livello del mare che, a sua volta, potrebbe colpire un miliardo di persone entro il 2050.

L’accelerazione dei cambiamenti che si verificheranno negli oceani e nella criosfera (ghiaccio marino e terrestre, ai poli e sulle montagne) è una delle conseguenze più drammatiche della crisi climatica. Il nuovo rapporto speciale dell’IPCC, il panel scientifico  sul clima dell’ONU, mostra che questi effetti continueranno e saranno irreversibili anche quando e se il clima si stabilizzerà. Per esempio, alcune specie polari la cui sopravvivenza dipende dalla presenza del ghiaccio marino, come trichechi e pinguini, sono fortemente minacciate perché il loro habitat sta scomparendo.

Tuttavia, è possibile riuscire a contenere i rischi peggiori, ma solo riducendo drasticamente le emissioni, fattore sul quale i ritardi dell’inazione accumulati sin qui si fanno pienamente sentire. La drastica riduzione delle emissioni darà alle persone e alla natura più tempo per adattarsi. Quando gli ecosistemi sono protetti e ripristinati, possono continuare a garantire i mezzi di sostentamento e il benessere umano, contribuendo anche a mitigare le conseguenze climatiche.

Questo rapporto viene pubblicato dopo il Summit sul clima che si è tenuto lunedì scorso a New York e dove i paesi maggiormente responsabili delle emissioni nel mondo non sono riusciti a rispondere all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite che chiedeva di presentare piani più ambiziosi e concreti per ridurre ulteriormente le loro emissioni di CO2.

Stephen Cornelius, Capo della Delegazione WWF all’IPCC, ha dichiarato: “Non si può giocare d’azzardo con la vita delle persone. La politica non può contraddire la scienza. La posta in gioco è talmente alta che i leader mondiali devono agire ora per garantire un futuro al pianeta e investire in tagli rapidi e profondi alle emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale entro 1,5° C, incrementando nel contempo in maniera significativa i finanziamenti per la resilienza e l’adattamento”.

La fusione senza precedenti delle calotte glaciali e dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide è ora la causa principale dell’innalzamento del livello del mare globale, e avrà un impatto su centinaia di milioni di persone. I quattro milioni di persone che vivono nell’Artico si trovano  davanti alla scomparsa delle loro fonti alimentari e lottano per impedire alle loro case di scivolare nell’oceano. La sopravvivenza delle regioni polari, dei loro popoli e delle loro specie dipende dalla nostra velocità ad agire.

Entro il 2050, con l’innalzamento del livello del mare e lo spostamento degli stock ittici a causa del riscaldamento dell’oceano e la loro costante riduzione, un miliardo di persone che vivono in zone costiere più basse saranno a rischio. Questo potrebbe portare a una migrazione su larga scala, poiché le persone fuggono dalle inondazioni e seguono i mezzi di sostentamento da cui dipendono. Ecosistemi costieri come mangrovie e saline possono essere parte della soluzione, in quanto proteggono dalle intemperie e dall’erosione costiera, rimuovendo il carbonio dall’aria.

Lo scioglimento dei ghiacciai montani del mondo influenzerà l’accesso delle persone all’acqua, ma avrà anche conseguenze sulla produzione di cibo, di energia e sulle attività economiche lungo interi sistemi fluviali, oltre a condannare molte specie all’estinzione. Ridurre in modo massiccio le emissioni di carbonioper limitare la perdita di ghiacciai e contemporaneamente concentrarsi sull’adattamento, proteggerà i mezzi di sussistenza per centinaia di milioni di persone e favorirà lo sviluppo sostenibile nelle regioni montane e nelle altre aree lungo il corso dei fiumi, fino al mare.
(Dal sito del WWF Italia)

Firma la petizione

Chiedi che i crimini contro la Natura siano riconosciuti come crimini contro l’umanità >>

  1. Temperature dal 1880 al 2019: i venti anni più caldi mai registrati sono negli ultimi 22 anni, i quattro anni più caldi sono 2015-2018   (guarda qui)

2. Per ciascuna località quando c’è stata la temperatura più calda (giallo a questa data/rosso in questo mese/ scuro da quando si è iniziato a tenere archivi (secondo grafico)

3. Non stiamo riuscendo a rispettare gli obiettivi  per affrontare il cambiamento climatico “ se sommiamo tutte le promesse  di tagliare le emissioni fatte dalle nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi, il mondo si scalderebbe di più di 3°C entro la fine di questo secolo”.

4. I più grandi emettitori sono Cina e Stati Uniti, insieme sono responsabili di più del 40% delle emissioni

5. Le aree urbane sono particolarmente sotto minaccia. Quasi tutte (95%) delle città che dovranno affrontare rischi climatici estremi si trovano in Africa o Asia

6. Estensione minima del ghiaccio marino artico dal 1980 al 2018

7. Tutti possiamo fare qualcosa per aiutare:

l’IPCC dice che dobbiamo: comprare meno carne, latte, formaggi e burro/dobbiamo mangiare cibi locali di stagione/buttare via meno/guidare automobili elettriche ma camminare o usare bici per distanze brevi/usare treni e autobus invece degli aerei/ fare videoconferenze invece che viaggi di affari/stendere il bucato invece che asciugatrice/coibentare le abitazioni/per ogni prodotto che consumiamo cercare quello a minor impatto per CO2. Secondo studi recenti il singolo modo più efficace per ridurre il proprio impatto ambientale è di modificare la propria DIETA IN MODO DA MANGIARE MENO CARNE

A questo proposito viene citato un articolo pubblicato su Science secondo il quale ci sono  grandi variazioni per l’impatto ambientale di uno stesso cibo:

ad esempio manzo allevato su terreni deforestati produce 12 volte più emissioni di gas serra rispetto al bestiame allevato su pascoli naturali. Altro punto molto importante: questo studio dimostra che la carne con gli impatti ambientali più bassi tuttavia produce sempre più emissioni di gas serra  in confronto a  verdure e cereali coltivati nei modi meno utili dal punto di vista ambientale. Infine secondo lo studio noi dobbiamo modificare le nostre diete, ma sarà molto importante anche cambiare le pratiche in agricoltura.

Fitofarmaci illegali o contraffatti nelle campagne dell’Agro Pontino

Si parla anche di Terracina nell’articolo dal titolo “Com’è bella quella mela avvelenata” scritto da Angelo Mastrandrea e Marco Omizzolo e pubblicato a pag. 40 del Venerdì di Repubblica di oggi 13 Settembre.

Un’ inchiesta circostanziata e coraggiosa, quella fatta dai due giornalisti, che mette in luce la consuetudine scellerata dell’abuso, anche nella nostra provincia, di fitofarmaci e di erbicidi, molti dei quali revocati dal Ministero della Salute o contraffatti con sostanze altamente tossiche che provengono dalla Cina.

Si tratta di prodotti che servono ad aumentare le dimensioni dei Kiwi e dell’uva da tavola, di attivatori della crescita delle piante e di sostanze per lucidare la buccia degli agrumi (avete mai letto nelle confezioni di limoni la dicitura “bucce non edibili”?), spesso importati illegalmente.

Un mercato sempre più prospero che se ne infischia degli ormai comprovati effetti sulla salute delle persone.

Secondo l’OCSE un pesticida su 4 nel mondo è contraffatto e accade che, siccome l’acquisto dei fitofarmaci approvati dal Ministero della Salute è consentito solo a chi ha il patentino per l’impiego, i contadini che non hanno l’autorizzazione ricorrano all’acquisto di prodotti non regolamentati o contraffatti presso rivenditori compiacenti. Negli ultimi mesi sono stati sequestrate grandi quantità di prodotti, sia liquidi che in polvere, 500 kg solo a Terracina.

Quello degli agrofarmaci contraffatti, è a detta del del Capitano Felice Egidio dei NAS di Latina, intervistato dai due giornalisti, uno dei dieci business più redditizi per la criminalità organizzata.

E i contenitori dei prodotti, autorizzati o contraffatti, invece di essere ripuliti e restituiti alle ditte produttrici perché li smaltiscano correttamente (per evitare che i veleni vadano a inquinare terreni e falde acquifere), vanno ad accumularsi in pericolose discariche abusive fra le serre e poi dati alle fiamme, con i danni per la salute e per l’ambiente che possiamo immaginare.

E nelle campagne pontine la manodopera, composta soprattutto da indiani di etnia Sikh, continua ad essere sfruttata dal caporalato, in giornate di lavoro estenuanti sotto il sole, pagate una miseria. Ormai da anni Marco Omizzolo con le sue inchieste coraggiose continua a scandagliare questo mondo e a portare alla luce soprusi e illegalità.

I lavoratori Sikh, che operosi e infaticabili continuano a lavorare nelle nostre campagne, purtroppo ieri nell’ Oltrepo Pavese hanno dato il loro tributo di sangue andando ad ingrossare di 4 caduti la schiera dei 600 morti sul lavoro dei primi sette mesi del 2019.

Lo scorso 1 settembre la sezione locale del WWF ha organizzato un incontro dal titolo: “Abuso di pesticidi alla luce del Nuovo Pan” con Renato Bottiglia, uno dei fondatori della Pagina NO Pesticidi che ha raccolto più 35.000 firme e si occupa dell’informazione e della sensibilizzazione su questo delicato tema. Durante l’incontro il Dott. Alessandro Rossi, Presidente della LILT di Latina, ha illustrato un’interessante relazione su Tumori e alimentazione, proponendo una piramide alimentare composta dai prodotti pontini fatti crescere senza additivi chimici il cui uso, come risulta da avvalorate ricerche scientifiche, promuove una prevenzione attiva nei confronti delle forme tumorali.

 

Uomo e Natura, inizia alla Rimembranza una rassegna di docufilm

Continua al Parco della Rimembranza la collaborazione dell’Associazione FUORI QUADRO con il Gruppo Pontino del WWF Litorale laziale.

Dopo la presentazione del libro Presunzione dello scrittore Luca Mercadante (Minimum Fax, 2019)  e in attesa  di Aisha Cerami che il 13 settembre inaugurerà il tour di presentazione del suo romanzo Gli altri (Rizzoli 2019) partendo proprio da Terracina,  ecco il programma del minifestival di docufilm organizzato dagli amici di FUORI QUADRO.

Le proiezioni inizieranno sabato 7 e andranno avanti fino a martedì 10 settembre.

Ovviamente, a ingresso libero.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.