La solitudine del pendolare terracinese nella vicenda del treno sparito

BE’ ritornato in piazza a Terracina lo striscione “Ridateci il treno”.

Lo hanno portato esponenti del WWF Litorale Pontino e un gruppo di pendolari.

 

 

 

 

 

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Il silenzio delle Istituzioni, Comune e Regione Lazio, stanno facendo risaltare l’enorme solitudine del pendolare terracinese. Un cittadino che parte la mattina per raggiungere Roma non sapendo come e quando ritornerà a casa tra coincidenze e disservizi e per mitigare i disagi costretto a scegliere nel ritorno di volta in volta tra le stazioni di Fossanova e Monte San Biagio.

Non lo consola l’aggiunta di “Terracina Mare” alla denominazione della stazione di Monte San Biagio (ricorda molto, pur alla lontana, l’invito, attribuito a Maria Antonietta di Francia, a mangiare brioches rivolto al popolo che protestava perché mancava il pane).

 

 

DMercoledì 28 maggio presso la Regione ci terrà un incontro tecnico dal quale dovrebbe uscire una parola definitiva per l’inizio dei lavori. Ci si augura che i nostri rappresentanti istituzionali siano capaci di farsi valere e vogliano comunicare successivamente alla città con una parola chiara e univoca (in questi ultimi tempi sono girate due versioni di un precedente incontro) lo stato della questione. 

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A proposito di consumo di suolo, dopo Sperlonga anche Itri cementifica Punta Cetarola.

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Punta Cetarola è una collina protesa verso il mare al confine tra Sperlonga e Itri.

 

 

 

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Nel passato è già stata oggetto nella parte sperlongana di insediamenti di edifici non proprio di prima necessità.

Ora, tanto per recuperare una certa simmetria, pare stia partendo una lottizzazione, probabilmente con la stessa tipologia di manufatti, nella zona di pertinenza itrana. Una società, la “Cetarola srl”, aveva chiesto in tempi passati l’autorizzazione a costruire incappando in un no della Regione Lazio contro il quale ha fatto ricorso al Tar. Il tribunale ha accolto il ricorso della società mettendo in grave crisi di identità la stessa amministrazione comunale che si era impegnata ad annullare tale lottizzazione con una variante del P.R.G. 

A fermare il cemento non è sufficiente la considerazione che stiamo devastando un territorio dall’evidente e grande valore paesaggistico, naturalistico e archeologico.

Cetarola4E nemmeno basta il fatto che l’area sia completamente circondata da SIC (Siti di interese comunitario) e da ZPS (Zone a protezione speciale) e sia essa stessa una IBA (Important birds area).

 

Continuiamo a farci del male!

Differenziare i rifiuti è bene, ridurne la produzione è meglio; anche a Terracina.

A Terracina sta iniziando finalmente la raccolta differenziata dei rifiuti con un sistema che non fa più uso dei cassonetti stradali e anche se la comunicazione non è delle migliori la risposta dei cittadini, nella loro stragrande maggioranza, si sta rivelando adeguata.

Forse stiamo lasciando dopo decenni il fanalino di coda della graduatoria provinciale dei comuni per quanto riguarda i livelli di raccolta differenziata.

In questa fase transitoria occorrerà fare degli aggiustamenti e mettere a punto qualche elemento del meccanismo ma i cittadini devono fare del tutto per non far fallire l’iniziativa.

Si cominciano a vedere scorci di strade senza più i cassonetti e le relative minidiscariche di rifiuti!

Occorre seguire le indicazioni fornite dall’Azienda per la separazione in casa delle diverse tipologie dei rifiuti e rispettare il calendario per il conferimento nei cassonetti condominiali o nei cassonetti scarrabili dell’IGENIO che interesserà larga parte del centro della città.

 Proprio per confortare i cittadini che stanno affrontando una novità assoluta chiediamo all’Azienda di rendere pubblici periodicamente i dati relativi alla percentuale di raccolta differenziata, al livello di purezza del materiale differenziato e alla destinazione finale dello stesso.

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Differenziare i rifiuti è bene

Ridurne la produzione è meglio

 

Il rifiuto migliore è quello non prodotto, lo sappiamo tutti. E’ il sistema di imballaggio delle merci che ha trasformato in montagne i piccoli cumuli di rifiuti dei nostri nonni. Quindi acquistiamo prodotti sfusi o almeno con il minimo di imballaggio e riutilizziamo quest’ultimo per altri usi, anche creativi.

Per liberarsi dei rifiuti ingombranti, degli sfalci e delle potature e dei rifiuti elettrici e elettronici è possibile chiedere il prelievo a domicilio tramite il numero verde 800 722030.

In alternativa, queste tipologie di rifiuti possono essere conferite nelle isole ecologiche itineranti che di sabato in sabato passano da una zona all’altra della città.

 Nelle isole ecologiche itineranti dovrebbe essere permesso il prelievo da parte dei cittadini di oggetti ancora utilizzabili sottraendoli così al ciclo dei rifiuti e allungandone la vita.

 

Domenica 18 maggio Giornata delle Oasi WWF, a Terracina la Rimembranza per l’Amazzonia

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Domenica 18 maggio 2014

               Giornata delle Oasi del WWF

 Salviamo l’Amazzonia, Oasi del Mondo

 Missione speciale quest’anno per la Giornata delle Oasi WWF prevista domenica 18 maggio 2014. Le aree protette del WWF scendono in campo per salvare l’Oasi del Pianeta, la grande foresta Amazzonica che negli ultimi 50 anni ha perso quasi un quinto della sua superficie, compresi animali e risorse naturali preziose per le popolazioni locali e di tutto il pianeta.

 Vieni a trovarci al parco della Rimembranza

 Domenica 18 maggio il parco della Rimembranza di Terracina sarà aperto al pubblico dalle ore 10 al tramonto.

 Programma della Giornata

 

  • Visite guidate
  • Mostra fotografica sull’Amazzonia
  • Mostra fotografica Terracina dimenticata di Stefano Del Monte

 

I visitatori potranno passare una giornata serena nel parco più antico della città, dichiarato per legge monumento pubblico, ed eventualmente pranzare al sacco.

Potranno, inoltre, informarsi sulla raccolta differenziata in corso in città e che si pratica anche nel parco.

 

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Scienziati attaccano i sussidi dati all’energia da biomasse, negli Usa non ancora in Italia

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Sul gruppo noinc è apparsa una notizia interessante riguardante le centrali a biomasse.

 

 

 

 

La rete britannica Biomassactionnetwork ha fatto conoscere la presa di posizione di una sessantina di scienziati americani contrari alle politiche energetiche che favoriscono la produzione di elettricità bruciando biomasse.

Hanno scritto al Segretario di Stato britannico per l’Energia ed il Cambiamento Climatico e al suo Capo – Consulente Scientifico manifestando la loro preoccupazione per il crescente uso di legname proveniente da foreste del sud degli USA destinato ad impianti per la produzione di energia elettrica nel Regno Unito ed in Europa (stimano esportazioni di 1,75 milioni di ton di legname nel 2012 che salirebbero a 5,7 milioni di ton nel 2015).

Gli scienziati affermano:

  • la richiesta di legname nel Regno Unito ed in Europa è spinta da politiche energetiche sbagliate che si basano in maniera non corretta sull’assunto che bruciare legname ridurrebbe le emissioni di CO2 e aiuterebbe ad affrontare il cambiamento climatico,
  • nell’assunto viene affermato che bruciare legname è un processo neutro dal punto di vista delle emissioni di carbonio perché nuovi alberi col tempo assorbirebbero e immagazzinerebbero la CO2 che viene liberata quando si brucia legname,
  • gli scienziati contestano questa affermazione in quanto recenti progressi hanno chiarito che bruciare alberi per produrre elettricità in realtà produce più emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili e contribuisce anche ad altri problemi di inquinamento dell’aria,
  • ricerche pubblicate dimostrano che ci possono volere da 35 a 50 anni per consentire a nuovi alberi di arrivare a compensare le emissioni di CO2 rilasciate dalle combustioni precedenti.

Gli scienziati chiedono di cambiare le politiche che spingono a bruciare legna per produrre elettricità in Europa per contrastare i loro impatti avversi sul clima e la biodiversità.

Ecco la lettera degli scienziati USA noincentivi lettera scienziati

 

 

A Mazzocchio vogliono costruire una centrale a biomasse, dobbiamo stare sereni?

Salviamo l’ agricoltura e il turismo del nostro territorio!

Nella località di Mazzocchio del comune di Pontinia una società, la Pontinia Rinnovabili srl, intende insediare una centrale a biomasse. Il progetto ha ormai alle spalle una storia decennale fatta di ricorsi da parte di cittadini e dello stesso Comune e di tentativi da parte della società di scavalcare la volontà popolare superando le Istituzioni locali, Comune Provincia e Regione tutte contrarie, per appellarsi al Governo centrale.

Da Wikipedia:

Una centrale a biomasse è una centrale elettrica che utilizza l’energia rinnovabile ricavata dalle biomasse, attraverso diverse tecniche: l’energia può essere estratta sia per combustione diretta delle biomasse, mediante particolari procedimenti tendenti a migliorare l’efficienza, sia mediante pirolisi, sia mediante estrazione di gas di sintesi (syngas) tramite gassificazione. Il termine biomassa definisce qualsiasi materia organica (cioè derivata dal processo di fotosintesi clorofilliana) con esclusione dei combustibili fossili e delle plastiche di origine petrolchimica. Questa definizione raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può trattarsi, ad esempio, di cascami dell’industria, di legname da ardere, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di scarti dell’industria agroalimentare, reflui degli allevamenti, oli vegetalirifiuti urbani, ma anche specie vegetali coltivate per lo scopo, come il pioppo, il miscanto, ecc.

 

Il W W F prese posizione contro un tale intervento già nel 2007 con un documento redatto dall’associazione locale e firmato dal presidente regionale pro-tempore.  centraleBiomasse

Tale posizione venne confortata in un documento successivo, l’Energy Report WWF del 2011, in cui venivano elencate le modalità per raggiungere entro il 2050 il 100% di energia da fonti rinnovabili. L’elenco conteneva, ovviamente, energia solare, eolica, idroelettrica e geotermica e solo in mancanza d’altro e per centrali di piccolissima taglia si ipotizzava l’uso di biocombustibili liquidi e biomasse solide.

La biomassa è assimilata per legge ad una fonte rinnovabile (lo è anche la frazione organica dei rifiuti!) in quanto, in un calcolo molto approssimato, ha assorbito nella sua crescita tanta anidride carbonica quanta ne emette nella combustione ma ha un forte e preoccupante impatto ambientale e sanitario a causa del processo di combustione cui viene sottoposta nell’impianto.

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La diffusione di tali industrie private, così vanno considerati tali impianti, è dovuto soprattutto ai meccanismi di incentivazione con denaro pubblico di cui godono.

La localizzazione dell’impianto nel zona di Mazzocchiio chiama in causa tutti i Comuni che vi confinano; il territorio di Terracina è lì a due passi e ancora non si conosce una eventuale energica reazione della politica locale e dell’Amministrazione comunale.

Il WWF Litorale Pontino che ha aderito al Comitato “NO BIOMASSE PONTINIA” sollecita i cittadini e gli amministratori a prendere coscienza della minaccia che grava sul nostro territorio e a sostenere le azioni del Comitato spontaneo.

nobiomassepontinia@gmail.com

http://nobiomassepontinia.blogspot.it/

 

GREENPEACE E WWF SU DECRETO EFFICIENZA

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greenpeace-logo

 

       

SALVAGUARDARE LA PROGRESSIVITA’ DELLA TARIFFA ELETTRICA

MENO CONSUMI, MENO PAGHI

Presentato documento a Commissioni Attività produttive Senato e Camera

 

Non eliminare la progressività della tariffa elettrica e potenziare gli strumenti già esistenti a sostegno di tecnologie innovative per consentirne la diffusione nel mercato: questa la richiesta avanzata da Greenpeace e WWF  nel corso del ciclo di audizioni sul recepimento della Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica (Atto Governo n. 90).

“L’obiettivo dell’efficienza deve essere quello di riuscire a far calare i consumi di energia, mantenendo elevati livelli di servizi”, ribadiscono Greenpeace e WWF. Il ruolo essenziale dell’efficienza energetica negli usi finali è oggi ampiamente riconosciuto come elemento chiave delle politiche energetiche, ma gli obiettivi quantitativi assegnati finora a questa “prima fonte di energia” sono stati meramente indicativi nel pacchetto 20-20-20, come anche nel dibattito attuale per il pacchetto clima- energia 2030. Questo appare un vero controsenso, specie a fronte del dibattito sulla minimizzazione dei costi del pacchetto clima. L’efficienza energetica è anche una misura che ha grandi potenziali di occupazione e di innovazione in interi settori dell’economia nazionale (per esempio la ristrutturazione ad alta efficienza del parco edilizio può essere realizzata in gran parte con tecnologie e lavoro italiani) . “E’ necessario imporre a livello europeo un obiettivo legalmente vincolante del 40% di maggiore efficienza” dicono Greenpeace e WWF.

 

Il razionale di una tariffa progressiva (prezzo del kWh crescente col consumo, prezzo del limite contrattuale sui kW crescente) è quello di aumentare l’attrattività economica degli utilizzi di tecnologie più efficienti, premiando indirettamente scelte dei consumatori più lungimiranti e le imprese che producono apparecchiature più efficienti e innovative. Al contrario, l’appiattimento della tariffa rende meno rilevante la scelta di apparecchiature energeticamente efficienti e rappresenta una spinta contraria al perseguimento dell’obiettivo di riduzione della domanda netta di energia, senza di cui gli obiettivi definiti dalla Roadmap 2050 sono difficilmente raggiungibili. La tariffa piatta implicherebbe un tempo di ritorno doppio per gli investimenti in tecnologie efficienti rispetto all’attuale tariffa progressiva.

La tariffa progressiva italiana costituisce un esempio a livello europeo (la Francia l’ha presa a modello). Anche Giappone, California e Belgio hanno prezzi unitari dell’energia che crescono col consumo. Grazie a questa e altre politiche la California è l’unico stato americano ad avere mantenuto costanti i consumi pro-capite negli ultimi 15 anni. I consumatori vengono informati in tempo reale ogni mese quando hanno superato un certo consumo e il prezzo unitario dell’energia per loro aumenta. Secondo Greenpeace e WWF, le “elettrotecnologie” innovative che coprono utilizzi termici utilizzando elettricità (come le pompe di calore efficienti, cucine a induzione, etc) possono dare un contributo al miglioramento dell’efficienza, ma la loro promozione non può essere perseguita distruggendo uno dei pilastri che finora ha contribuito alla diffusione di tecnologie più efficienti nel mercato.

Lo strumento più consono è quello di specializzare opportunamente i certificati bianchi su queste tecnologie. Inoltre l’introduzione di tariffe particolari per promuovere specifiche tecnologie è imprecisa (il kWh diventa meno caro per tutti gli usi finali sotto quel contratto) ed incoerente con ogni teoria razionale delle tariffe”, concludono Greenpeace e WWF.

Roma, 6 maggio 2014

Ufficio stampa – Greenpeace 06.68136061

Ufficio stampa WWF Italia – 06 84497213 –   02 83133233

Il parco della Rimembranza di Terracina è un monumento pubblico, occorre riconoscerlo anche nei fatti

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 Comunicato stampa

 Il parco della Rimembranza è un monumento pubblico.

 E’ ora che l’Amministrazione comunale prenda coscienza del fatto e che destini una posta del proprio bilancio alla manutenzione della Rimembranza.

In tutti questi anni la manutenzione ordinaria del parco è stata sulle spalle del WWF che ha messo a disposizione non solo la manodopera ma anche i soldi sottraendoli alla mission dell’associazione nazionale. Finora per avere del materiale (legname per le staccionate e per le scale interne, la vernice per trattare le recinzioni, rete e paletti per chiudere il parco contro l’intrusione dei cinghiali,….) l’associazione ha dovuto piatire presso questo o quel funzionario comunale ottenendo, sempre con forte ritardo, la metà del necessario mentre l’altra metà è venuta fuori da donazioni e dalle debolissime casse dell’associazione. Senza parlare dei furti di attrezzature che finora sono state rimpiazzate con sacrifici personali dei soci e con il contributo di privati.

E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che la tenuta del parco sia il frutto dell’impegno dei volontari del WWF e di alcuni cittadini sotto la guida di Emilio Selvaggi.

E’ arrivato il momento di garantire i mezzi necessari per l’ordinaria manutenzione del parco senza la quale si rischia un declino simile a quello da cui il WWF lo sottrasse una ventina di anni fa.

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La Rimembranza è un parco diverso dalle altre aree verdi della città non solo per la storia ma per legge; dal 1926, infatti, è un monumento pubblico come è scritto sul numero 88 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, una copia della quale è stata fornita  dell’Archeoclub di Terracina.

 

Questo documento è stato consegnato da rappresentanti del WWF Litorale Pontino all’assessore Paolo Cerilli che, nell’apprezzare il lavoro finora svolto dai volontari, ha riconosciuto la legittimità della richiesta decidendo di porre nel bilancio preventivo del 2014 la somma di diecimila € per la manutenzione ordinaria del parco della Rimembranza.

 

Quando questa somma sarà disponibile, si provvederà, oltre alla sostituzione di lunghi tratti di staccionate ormai fatiscenti, ad ultimare l’illuminazione della scalinata che va dal bagno al cancello della villa in basso sul lato est, i cui lavori sono stati interrotti per la mancanza di materiale e si metterà  in sicurezza lo stesso bagno, il cui pavimento si è deteriorato con il tempo.

 

 

Terracina, 2 maggio 2014