Si succedono le audizioni in Commissione Ambiente a Terracina ma l’area di Morelle resta zona calda

Comunicato stampa

Salta la commissione Ambiente sulla proposta dell’impianto di compostaggio. Cosa vogliono farci?

Ieri è saltata la commissione Ambiente che doveva ratificare l’ordine del giorno proposto da Wwf Litorale Pontino, Il Sestante e Ascom, per far diventare il sito di Morelle un impianto di compostaggio di nuova generazione in grado di produrre compost di qualità. Una decisione che va anche nella direzione di accelerare quel processo virtuoso che ogni Comune dovrebbe fare, ovvero la raccolta differenziata. Un cambio di marcia che è soprattutto culturale e rappresenta l’elemento di crescita civile di una popolazione.

Per questo avevamo spinto affinché la nostra proposta prendesse anche una via istituzionale e coinvolgesse la classe politica della città. E così andammo in commissione Ambiente per ben due volte a spiegare la nostra soluzione per Morelle e l’idea che abbiamo sul ciclo dei rifiuti di cui l’impianto rimane un elemento essenziale. Ne uscimmo con la chiara percezione di aver trasmesso un quadro esaustivo e completo ai membri della commissione tant’è che decisero di mettere nero su bianco la nostra proposta per ratificarla alla prossima commissione utile. Quella di ieri appunto, nella quale ci aspettavamo una presa d’atto prima di far arrivare l’ordine del giorno in consiglio comunale.

E invece è saltata perché abbiamo saputo dai membri della stessa commissione che l’ordine del giorno doveva essere preparato dall’ingegnere comunale Alfredo Sperlonga e non più dagli uffici di segreteria della stessa commissione come era stato deciso. E visto che il documento ancora non era pronto la commissione non si è più tenuta. Insomma la nostra proposta non solo non c’era più ma a questo punto ci chiediamo quale documento l’amministrazione stia preparando.

Ci chiediamo che intenzioni ha il sindaco Nicola Procaccini e la sua maggioranza sul sito di Morelle, ad oggi ricordiamo utilizzato solo in parte dagli operai dell’attuale azienda che gestisce il mega appalto dei rifiuti sul quale abbiamo sempre detto essere contrari. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

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I REGALI INUTILI SONO IN VIA D’ESTINZIONE! L’appello del WWF Italia.

 

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NATALE 2013

WWF: “I REGALI INUTILI SONO IN VIA D’ESTINZIONE!”

www.wwf.it/natale

 

 

 Cari amici/che ,

Quest’anno  i regali inutili sono in via d’estinzione!

Da più di cinquant’anni il WWF è all’azione in tutto il mondo per salvare specie e ambienti straordinari oggi drammaticamente in pericolo a causa del cambiamento climatico, della distruzione degli habitat o della mano diretta dell’uomo. Nel 2050 potrebbe sopravvivere solo il 25% degli orsi polari presenti oggi nella banchisa artica, in tutto il mondo restano solo 3200 tigri (meno 97% dall’inizio del secolo scorso), la maggior parte delle popolazioni di gorilla potrebbe sparire in soli 10 anni. In Italia l’orso bruno, simbolo dei nostri Parchi, conta appena 100 individui tra Alpi e Appennini e ogni anno oltre 100 lupi, su un totale di 800-1000, finiscono nei lacci dei bracconieri, impallinati o vittima di bocconi avvelenati. Per fermare tutto questo servono risorse e aiuti concreti.

Il  WWF ti chiede per questo Natale un gesto  che aiuti il Pianeta e le specie a rischio estinzione da adottare, perché nonostante la crisi il Natale resta il momento per sognare, e il sogno di un pianeta più vivo si può ancora realizzare, anche attraverso regali che sostengono la tutela della natura o pratici eco-consigli per ridurre l’impronta ecologica delle nostre feste!!!

Quest’anno avrete la possibilità di mettere sotto l’albero i celebri pandini di cartapesta che negli ultimi anni hanno animato i più importanti eventi WWF facendo innamorare grandi, piccoli e anche tante celebrities.

Da oggi tutti potranno sceglierli come regalo “esemplare”, in edizione limitata e numerata1600 come gli ultimi 1600 panda rimasti in natura – a fronte di una donazione su www.wwf.it/natale per supportare i progetti WWF sul campo.

E dal 3 dicembre i panda andranno all’asta su EBAY con una serie speciale personalizzata, dipinta, firmata da personaggi come Raphael Gualazzi, che per l’occasione ha girato uno speciale video (http://bit.ly/Video_Gualazzi) con i pandini all’Oasi WWF di Vanzago, Aldo Giovanni e Giacomo, Dario Vergassola e Licia Colò, il fumettista Bevilacqua con il suo “a panda piace… panda!”, la tennista Flavia Pennetta, Giorgia, i Negrita, Massimiliano Rosolino e Natalia Titova, Francesco Facchinetti, la coppia di comici Nuzzo e Di Biase, i ragazzi delle scuole d’arte e tanti altri che hanno sposato la campagna Natale del WWF!

Per saperne di più su tutte le iniziative WWF per il Natale visita il sito alla pagina  www.wwf.it/natale.

 Quest’anno scegli di fare un dono che aiuti la natura!

“Prevenire è meglio che curare”, i materiali tossici a Terracina sono alla luce del sole

Se è difficile individuare i materiali pericolosi per la salute sotterrati è molto più agevole censire e bonificare quelli che sono sotto gli occhi di tutti.
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Sul territorio del comune di Terracina gravano tonnellate di cemento-amianto utilizzato nella costruzione delle coperture di abitazioni e di capannoni, delle tettoie di pensiline, dei tubi dei fumaioli,…quello sparso colpevolmente dai cittadini è soltanto una minima parte dell’esistente.

Il WWF LP ha effettuato un campionamento di tale materiale girando per le strade della città e delle zone periferiche e il 17 ottobre u.s. ha pubblicato i dati con il post  https://wwflitoralepontino.wordpress.com/2013/10/17/il-cemento-amianto-presente-nel-territorio-del-comune-di-terracina-cosa-fare/.

Il giorno dopo l’associazione ha chiesto un incontro all’Amministrazione comunale senza ricevere finora risposta.

Nuovo orario ferroviario, altri disagi per i terracinesi?

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Si avvicina il 10 dicembre, giorno in cui in Regione si terrà la conferenza dei servizi per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza della linea Terracina-Fossanova dopo la caduta della frana sui binari, ma si avvicina anche il 15 dicembre quando l’orario estivo dei treni sarà sostituito da quello invernale.

 

Come ad ogni passaggio dall’orario estivo a quello invernale e viceversa anche in questi giorni a Terracina in attesa della data fatidica ci sono segnali di sofferenza per le voci allarmistiche che si stanno accumulando in città.

Si parla di treni soppressi, di spostamenti di orario insostenibili, di eliminazione della navetta verso Fossanova, della scomparsa di Terracina dall’orario nazionale e così via.

Girano anche delle bozze di orario che non aiutano a dare serenità e tranquillità ai numerosi pendolari e a tutti i cittadini.

Occorre che l’amministrazione comunale si faccia carico di questi forse inutili patemi d’animo e comunichi ufficialmente cosa sta avvenendo in merito al nuovo orario delle Ferrovie dello Stato, cercando di intervenire in tempo se si stesse approntando un ulteriore aggravio dei disagi per chi usa il mezzo ferroviario.

 

 

Legge di stabilità, ritorno al passato

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Un oltraggio al buonsenso e al futuro del Paese: questo il giudizio del WWF Italia sul comma 99 del maxi-emendamento al DDL Stabilità, approvato al Senato, che prevede il capacity payment  anticipato per le centrali termoelettriche a spese delle rinnovabili.

 
Il comma va cancellato, senza se e senza ma. Sarebbe un vero e proprio ‘ritorno al passato’, una indebita regalia a favore delle fonti fossili, pagata dalle fonti del futuro”, commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. “Ricordiamo che l’Unione Europea sta elaborando una strategia comune sul capacity payment, che dovrebbe  in ogni caso favorire, non già minare, la transizione verso le fonti rinnovabili. Non solo il provvedimento è stato anticipato nel 2012, senza aspettare l’Europa con un colpo di mano in Parlamento, ma ora si vuole che entri in vigore subito (e non nel 2017 come già previsto). E’ di tutta evidenza che questo si configura come un indebito e inefficiente sussidio ai combustibili fossili, oltretutto a fondo perduto, e un grave danno per le rinnovabili. Come al solito si proclama la volontà di lasciare ‘ decidere al mercato ’ solo per le fonti del futuro, mentre i poteri forti trovano sempre qualche ‘manina’ che li aiuta a ripagare investimenti che si sono ampiamente dimostrati ciechi e sbagliati. Le rinnovabili stanno crescendo in tutto il mondo, mentre la produzione di energia con i combustibili fossili rappresenta una delle maggiori fonti  di emissione di anidride carbonica, quindi un rischio per il clima.  La politica italiana si dimostra sensibile ai poteri forti e incapace di pensare e attuare un vero piano di transizione verso l’economia a basso tasso di carbonio.

Tutto il contrario di quanto è accaduto in Germania in queste ore, laddove la transizione energetica e la conferma di ambiziosi target di riduzione delle emissioni è al centro dell’accordo di coalizione tra CDU e SPD, e si prevede di studiare un ‘meccanismo di capacità’ solo nel medio periodo e nell’ambito della concertazione europea. Per affrontare il futuro anche in Italia, serve un piano di graduale dismissione delle centrali tradizionali a combustibili fossili (a cominciare dalle più inquinanti per il clima e per la salute, quelle a carbone e a olio combustibile), accanto a un vero impulso per la nuova generazione rinnovabile e per l’efficienza energetica, incluso l’adeguamento delle reti di trasmissione e distribuzione. Tutto il resto è politica fossile, non trasparente negli obiettivi e onerosa per i consumatori i quali vedono ancora una volta l’Autorità dell’Energia in un ruolo improprio: questo pone una pressante questione di ruolo e architettura istituzionale, perché lascia indifesi gli interessi presenti e futuri degli utenti a favore di quelli degli operatori tradizionali”.

Il WWF ricorda che per incentivare le istituzioni finanziarie e i governi del mondo ad agire immediatamente investendo nell’energia rinnovabile e nell’efficienza energetica tutti possiamo fare qualcosa facendo sentire la propria voce, firmando la petizione globale WWF per chiedere di finanziare il futuro delle rinnovabili e non il passato delle energie fossili.

Dopo il fallimento dei negoziati ONU sul clima di Varsavia serve un cambio radicale alla COP20 a Lima

wwwcop19_2_oxfam_8340Alla chiusura dei negoziati sul clima ONU di Varsavia, Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, che ha seguito i lavori in loco, commenta:
“La minaccia del cambiamento climatico ci impone una scelta chiara: un futuro in cui eventi naturali distruttivi come il tifone Haiyan saranno la norma, o un futuro alimentato a energie rinnovabili e basato su un paradigma di risparmio e uso efficiente delle risorse e dell’energia

“La mancanza di un senso di urgenza mostrata dai governi in questo processo è stata nauseante.
350Ed è per questo che abbiamo lasciato i negoziati di Varsavia prima della loro chiusura.
I negoziatori avrebbero dovuto usare il vertice di Varsavia per fare un grosso e fondamentale passo avanti verso un’azione globale e giusta contro il cambiamento climatico. Non è successo. E questo mette a serio rischio i negoziati verso il raggiungimento di un accordo globale nel 2015. Una performance simile anche l’anno prossimo sarebbe disastrosa, non solo per il progresso dei negoziati, ma soprattutto per tutte le comunità vulnerabili e per il mondo naturale da cui tutti noi dipendiamo.”

“Le industrie più inquinanti hanno imposto una lunga ombra su questi negoziati e i governi hanno messo i propri interessi davanti a quelli della comunità globale di cittadini. Tutto questo deve cambiare: non c’è nessun modo per arrivare a un forte accordo globale nel 2015 finché i governi non rifletteranno le preoccupazioni delle persone e non gli interessi dell’industria dei fossili. Accordare agli interessi dei combustibili fossili così tanta influenza sui negoziati è del tutto inaccettabile. Questa dinamica deve cambiare se i governi vogliono convincere i loro cittadini che stanno facendo tutto il possibile per affrontare il cambiamento climatico.”

“I negoziatori a Varsavia non avevano dai loro Governi il mandato di portarci verso un futuro migliore. Si sono mostrati impreparati a negoziare in buona fede, anche su questioni che colpisono le popolazioni più vulnerabili. Il governo giapponese ha ritrattato i suoi precedenti impegni per tagliare le emissioni, e il nuovo governo australiano si sta muovendo per annacquare la legislazione Nazionale sul clima, con l’apprezzamento del governo canadese.”

“La questione delle emissioni di CO2 dalla perdita di foreste sarà cruciale per i negoziati di Lima l’anno prossimo e i negoziatori hanno una solida base di lavoro nella cornice e negli accordi positivi raggiunti a Varsavia almeno su questo tema. In particolare, i negoziati di Lima dovranno
affrontare la questione dei finanziamenti all’azione contro la perdita di foreste.”

“Entro l’inizio del prossimo negoziato a Lima, abbiamo urgente bisogno di volontà politica, impegni reali, e un chiaro percorso verso un accordo complessivo e giusto a Parigi nel 2015, dove un nuovo accordo globale sul cambiamento climatico dovrà essere approvato. I Capi di Stato e di Governo dovranno arrivare al Summit dei leader ONU, convocato dal Segretario Generale per il prossimo settembre, con nuovi impegni che corrispondano alle evidenze scientifiche sul cambiamento climatico; dovranno anche impegnarsi direttamente nel percorso del processo negoziale, soprattutto a Lima e in Perù, se si rivelerà necessario, senza per questo duplicare il lavoro dei ministri e dei negoziatori”.

“A Varsavia, il WWF si è unito a un ampio fronte di organizzazioni della società civile, movimenti sociali e sindacati per dire ‘Quando è troppo è troppo’. Ci impegneremo a mobilitare i nostri membri e sostenitori per fare pressione sui governi perché intraprendano azioni più concrete contro il cambiamento climatico. E lavoreremo per costruire un legame diretto tra gli esiti della ‘Social COP’ in Venezuela e le COP in Perù e in Francia.”

Alla chiusura della COP19, ci uniamo ai nostri colleghi della società civile facendo le seguenti richieste ai prossimi presidenti dei negoziati, Perù e Francia:
– Passi concreti per raggiungere la giusta ambizione prima del 2020 e un accordo equo nel 2015
– Rifiutare le industrie sporche come sponsor dei negoziati sul clima
– Garantire il diritto alla libertà di espressione e partecipazione attiva da parte delle organizzazioni della società civile ai negoziati sul clima.

Foreste e clima, le prime mappe dettagliate del cambiamento globale delle foreste

clz2PKOF1cCfTyk-PldWv1HRHbfLqGvrmHI6I1fEnsrjbmT9JSaCAFvzTLtMmNRABw=s2000Dodici anni di lavoro per raccogliere 650.000 immagini del satellite Landsat hanno consentito ad un gruppo di ricercatori di realizzare una mappa con una risoluzione di 30 metri che registra i cambiamenti delle foreste di tutto il mondo nel periodo 2000 -2012. 

E’ stata riscontrata una perdita di copertura forestale di 2,3 milioni di km quadrati contro un incremento è di 0,8 milioni di km quadrati, come scritto nell’articolo  “High –resolution global maps of 21st century forest cover change” di M.C.Hansen et al.  apparso su Science del 15 novembre 2013.

A questo link è possibile leggere una sintesi della ricerca   http://googleresearch.blogspot.it/2013/11/the-first-detailed-maps-of-global.html mentre l’immagine in questo post ha un’animazione che illustra a livello globale i risultati della ricerca.

La deforestazione è rappresentata in rosso, gli aumenti di copertura forestale in blu.

Mettere in sicurezza il territorio, proposte WWF per una risposta immediata ai rischi di calamità

vedutapiave3_vajont2013_fotosbragonzi Il WWF suggerisce alle istituzioni un Piano in quattro mosse che consenta di dare una risposta immediata per garantire condizioni minime di sicurezza ai Comuni e alla popolazioni a rischio a costi contenuti visto che il ripetersi di eventi estremi, amplificati dall’incuria e dal dissesto territoriale, è ormai diventata quotidiana emergenza e che la programmazione degli interventi per la manutenzione del territorio e per l’adattamento ai cambiamenti climatici, che pur devono essere avviati al più presto, implica interventi con un orizzonte a 20 anni, con un impegno di risorse a 40 anni.

1.    Preallerta delle popolazioni residenti
La comunicazione delle previsioni meteorologiche estreme non può fermarsi negli uffici delle Istituzioni. Occorre codificare standard operativi per cui le popolazioni residenti interessate possano essere messe a conoscenza per tempo del potenziale pericolo e quindi adottare comportamenti idonei.

2.    Inedificabilità assoluta nelle pertinenze fluviali

In attesa di regole più strutturali e di una vera riforma urbanistica che dal dopo guerra non è mai arrivata, è necessario vincolare le aree più esposte all’effetto dei cambiamenti climatici e tra queste certamente coste e sponde dei fiumi. In Italia il tasso medio di urbanizzazione negli ultimi 50 anni è passato dall’1,9% al 7,5%,

3.    Pianificazione territoriale integrata
Si deve arrivare finalmente ad un processo di co-pianificazione tra lo Stato e le Regioni (idrogeologica. sismica, paesaggistico-naturalistica e agricola). E’ necessario che questa co-pianificazione, definita in coerenza anche con la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici (che il Governo sta preparando).

4.    Prevenzione fatta dai cittadini
I cittadini possono adottare una serie di azioni preventive soprattutto in occasione di ristrutturazione delle abitazioni.Come gli interventi dry-proof, finalizzati ad impedire o minimizzare l’ingresso dell’acqua negli edifici .

Il WWF ricorda che le misure descritte evidentemente non sostituiscono gli interventi di messa in sicurezza già individuati e in attesa di finanziamenti, o avere influenza sulla frequenza o sull’intensità degli eventi disastrosi, ma possono però, a costo contenuto, favorire il buon governo del territorio e limitare significativamente i rischi per le popolazioni.

Il tutto in attesa che questo Paese possa trovare il modo per porre rimedio allo scempio compiuto in decenni di speculazioni edilizie attraverso interventi che vanno ben oltre quelli dell’assetto idrogeologico, ma necessariamente dovranno prevedere delocalizzazioni, riqualificazioni, recuperi ambientali, abbattimenti, insomma interventi che restituiscano quella bellezza e qualità che ha fatto la nostra storia e che stiamo sempre più perdendo.

Gli equivoci dei negoziati sul clima a Varsavia dove il carbone la fa da padrone

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A Varsavia le associazioni hanno messo in scena una trovata provocatoria evidenziando l’ipocrisia del governo polacco che promuove il carbone come fonte di energia, mentre allo stesso tempo ospita i negoziati sul clima Cop19.
Amici della Terra-  Europa, Oxfam , ActionAid , WWF, Greenpeace e Christian Aid  hanno dichiarato ” I negoziati di Varsavia si svolgono quando le prove scientifiche evidenziano  il ruolo centrale che i combustibili fossili, e in particolare il carbone,  hanno come principale fonte di inquinamento del clima.” 

Le ONG hanno organizzato un evento all’ingresso della conferenza COP questa mattina , mettendo in evidenza il trattamento speciale riservato all’industria del carbone  da parte del governo polacco nel corso dei negoziati sul clima . 
Ai delegati in arrivo è stato chiesto di camminare su un tappeto verde ( che rappresenta l’energia pulita), mentre su un tappeto rosso adiacente  attivisti  ben vestiti, che rappresentano il governo polacco, hanno accolto l’industria del carbone, raffigurato da attivisti che indossavano maschere a forma di centrali a carbone.

Il mese scorso il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha pubblicato un nuovo rapporto sul cambiamento climatico che presenta i risultati della comunità scientifica che avverte dell’urgente necessità di adottare misure per evitare le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico . Il rapporto IPCC mette in guardia da una preoccupante escalation degli impatti climatici, ma mostra anche che prevenire il caos climatico è ancora possibile. Gli scienziati sono stati chiari, avremo bisogno di mantenere sottoterra almeno i due terzi, e più probabilmente oltre l’80 %, dei combustibili fossili noti  se vogliamo mantenere l’aumento del riscaldamento globale sotto l’ obiettivo concordato di 2 ° C. 
Anche i 2 ° C non sono considerati sicuri da molti scienziati del mondo, dalla società civile globale e da più di 100 paesi nel corso dei negoziati  che invece richiedono un limite di temperatura di 1,5 ° C  e quindi anche ulteriori restrizioni alla industria dei combustibili fossili.

In questo contesto è profondamente problematico che il processo di pre- COP e gli attuali negoziati hanno dato risalto e privilegio alle grandi aziende  che hanno investito ingenti risorse in progetti sui combustibili fossili: estrazione del petrolio nella regione artica , sfruttamento delle sabbie bituminose o all’ampliamento dell’ uso del carbone, piuttosto che le aziende che stanno passando a fonti energetiche più pulite. Di particolare interesse è il modo in cui il governo polacco ha consentito la sponsorizzazione commerciale per COP19 e un maggiore accesso per le grandi aziende dei combustibili fossili e gli interessi industriali di ampi aspetti della COP. Si tratta di un cambiamento senza precedenti e altamente preoccupante per la modalità di funzionamento per il processo di clima dell’UNFCCC “ hanno detto le associazioni.

E’ evidente che per prevenire la violazione di punti critici  e le potenzialità catastrofiche del cambiamento climatico, dobbiamo fermare l’estrazione e l’uso di tutte le nuove fonti di combustibili fossili, in particolare carbone, il più abbondante e più sporco in uso oggi. 
Il passaggio dai combustibili fossili verso sistemi energetici rinnovabili e puliti, in particolare per i paesi in via di sviluppo e le comunità povere, deve essere una giusta transizione sostenuta da finanziamenti pubblici e il trasferimento tecnologico . 

Ecco il dossier WWF sul carbone dossier_carbonewwf2013

Morelle, ancora un sì ad un impianto di compostaggio di qualità a Terracina

175484_comune-di-terrac_1 Venerdì 15 novembre nella sala Giunta del Comune si è riunita la Commissione Ambiente per approfondire la discussione sull’utilizzo dell’area di via delle Morelle. Alla riunione hanno partecipato anche la Consigliera regionale Gaia Pernarella e il Consigliere provinciale Rossano Alla e  come auditori i rappresentanti delle associazioni Ascom, Sestante e WWF Litorale Pontino.

La discussione ha ripreso le fila della riunione precedente durante la quale era stata esaminata una proposta, presentata dalle tre associazioni, in cui si sollecitava di ribadire la scelta dell’amministrazione comunale di dedicare l’area di Morelle alla costruzione di un impianto per la produzione di compost di qualità chiedendo contestualmente alla Regione di riabilitare il sito di Terracina in modo da inserirlo nel nuovo piano regionale dei rifiuti.

La scelta è dettata da una serie di circostanze che si sono venute a creare: l’imminente avvio della nuova gestione del ciclo dei rifiuti, alcuni finanziamenti concessi dalla Provincia, la necessità di tutelare la salute dei cittadini, l’ambiente e le casse dell’amministrazione;  per tutto questo la strategia risolutiva è proprio quella, concorde con tutte le direttive europee e nazionali, di promuovere il compostaggio di qualità a discapito di altri tipi trattamento.

Si sono approfondite alcune questioni come ad esempio il progetto che prevede il ripristino del cilindro Dano per riattivare l’impianto abbandonato da anni. Tuttavia, alla luce del dato incontrovertibile che l’amministrazione di Terracina dal 2007 in poi, attraverso una serie di delibere, ha sempre ribadito la volontà di andare nella direzione di sottrarre al ciclo dei rifiuti la frazione organica per trasformarla nel nostro stesso territorio in compost di qualità, la Commissione al completo ha dato parere positivo alla deliberazione a favore di un impianto di compostaggio.

Ora la parola passa alla Conferenza dei Capigruppo e infine al Consiglio Comunale per la deliberazione finale.

Auspichiamo che in tutte e due i casi il parere sia positivo dimostrando così che attraverso il dialogo tra amministrazione e cittadini si può arrivare ad una sintesi nel solo interesse e beneficio della città.

**Tutti coloro che desiderano aggiornarsi sul tema del compostaggio di qualità possono scaricare qui la presentazione di Massimo Centemero, direttore tecnico del Consorzio Italiano Compostatori, illustrata il 7 novembre scorso a Ecomondo 2013  Massimo_Ecomondo_2013