I rifiuti nel ddl collegato alla Legge di stabilità, luci e ombre

E’ provvisorio, d’accordo, ma pur tra qualche miglioramento al testo unico ambientale il Collegato offre un assist straordinario ai Comuni nullafacenti.

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Ecco alcune note positive:

  • abolizione del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti ad elevato potere calorifico (un colpo ai filoinceneritoristi)
  • gli impianti che rispetteranno le norme per l’uscita dei loro prodotti dalla definizione di rifiuto (si pensi al compost e al digestato) potranno avvalersi della procedura semplificata
  •  incentivazione del compostaggio domestico e introduzione del compostaggio di comunità

La nota stridente che copre l’inefficienza di tante amministrazioni comunali soprattutto del centro-sud del Paese riguarda lo slittamento in avanti delle scadenze degli obiettivi di raccolta differenziata. Nemmeno il gioco degli incentivi/disincentivi praticando sconti/aggravi per chi raggiunge in anticipo/ritardo tali obiettivi può annullare l’effetto dirompente di questo spostamento di date.

Ecco le vecchie e le nuove scadenze:

  1. almeno il 35% di rd   al 31/12/2006   si sposta    al 31/12/2014
  2. almeno il 45% di rd   al 31/12/2008   si sposta    al 31/12/2015
  3. almeno il 65% di rd   al 31/12/2012    si sposta    al 31/12/2016

E ancora il ddl collegato alla Legge di stabilità deve passare gli esami degli emendamenti!

Rifiuti tossici sversati, se la Campania piange il Lazio non ride

Le reazioni a scoppio ritardato alle rivelazioni di un pentito di camorra da parte dell’opinione pubblica pontina devono avere un seguito in azioni e iniziative. La presenza del malaffare sul territorio pontino per quanto riguarda i rifiuti tossici non risale a ieri, basta ricordare l’uccisione in stile mafioso del parroco di Borgo Montello, probabilmente a conoscenza di traffici loschi.

Ora il coperchio è stato sollevato e non si potrà più dire di non sapere. Questo articolo del Manifesto unisce passato e futuro della vicenda rifiuti in una provincia che non è capace di gestire nemmeno quelli urbani. Siamo ancora lontanissimi dal 65% di raccolta differenziata, il minimo previsto dalla legge.

ManifeSchiavone

In Campania le popolazioni stanno prendendo coscienza e se pur tardivamente stanno reagendo di fronte alle malattie indotte dall’avvelenamento di acqua, aria e terreno. La stessa reazione, con ugual forza, deve avvenire in provincia di Latina perché non possiamo lasciare soli a lottare i campani su una questione che tocca anche noi.

SABATO  16  NOVEMBRE  MANIFESTAZIONE  A  NAPOLI  CONTRO  LA  STRAGE  IN CORSO  DA  ANNI  

Questa le motivazioni che il fiumeinpiena, organizzazione onnicomprensiva di tante realtà campane, ha messo alla base della manifestazione:

È un fatto che in Campania le aspettative di vita siano più basse che nel resto dell’Italia. È un fatto che i casi di tumore siano in costante aumento. Ed è un fatto che ogni notte, nella Terra dei Fuochi, vengano dati alle fiamme copertoni e residui industriali. È un fatto che a Caivano, dopo gli scavi della Guardia Forestale, siano stati ritrovati bidoni di materiale tossico, fusti di metalli e residui industriali. Non è populismo, non è vittimismo; non è nemmeno disfattismo. Sono, lo ripetiamo, fatti. Ed è in virtù di questi fatti – di questi ed altri cento, mille, diecimila fatti – che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È in virtù di questi fatti che ci siamo raccolti, sotto un’unica bandiera, quella del diritto alla vita e alla salute, del diritto alla nostra terra, per urlare contro un sistema colpevole; per aprire gli occhi non ad una regione ma all’Italia intera. È del rapporto con il nostro territorio che stiamo parlando: di tonnellate e tonnellate di rifiuti sotterrati, di donne, uomini e bambini che muoiono; di fuochi che non si spengono mai, della camorra e della criminalità, della mala politica, della cattiva amministrazione, di un piano gestionale che non abbiamo scelto noi. Noi, i diretti interessati. Noi, i cittadini. Ed è per questo che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È per questo che il 16 Novembre saremo a Napoli,  in piazza  Mancini alle 14.30: per essere un#fiumeinpiena. Insieme faremo sentire la nostra voce di protesta pacifica e apartitica; insieme ribadiremo la nostra sete di verità e di riscatto: chiediamo giustizia, che vengano individuati e processati i responsabili, coloro che hanno consentito questa vergogna. Vogliamo decidere noi tutti, insieme, il Piano di Gestione dei Rifiuti in Campania.

  •  Stop ai roghi, agli sversamenti e ai traffici di rifiuti tossici!
  •  Sì alle bonifiche solo dopo aver bloccato le attività illecite e solo sotto il controllo delle comunità!
  • No agli inceneritori e ad ogni forma di combustione dei rifiuti!
  • Sì all’individuazione dei suoli contaminati, alla tutela e alla promozione del settore agroalimentare campano sano!
  • No all’attuale piano di gestioni rifiuti della regione Campania!

 

Gli stati generali della Green Economy a Ecomondo coniugano l’economia con l’ambiente

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In questi giorni si sono tenuti a Rimini gli Stati Generali della Green Economy con una grande partecipazione di studiosi, operatori economici, ambientalisti, cittadini.

 

 

Nei due giorni si sono alternati i ministri Orlando (Ambiente) e Zanonato (Sviluppo economico)

Il Consiglio Nazionale della Green Economy ha illustrato alla presenza del ministro Orlando un pacchetto di misure per un GREEN NEW DEAL  che  si articola in 10 punti

  1. Attuare una riforma fiscale ecologica che sposti il carico fiscale, senza aumentarlo, a favore dello sviluppo degli investimenti e dell’occupazione green.
  2. Attivare programmi per un migliore utilizzo delle risorse europee e per sviluppare strumenti finanziari innovativi per le attività della green economy.
  3. Attivare investimenti che si ripagano con la riduzione dei costi economici, oltre che ambientali, per le infrastrutture verdi, la difesa del suolo e le acque.
  4. Varare un programma nazionale di misure per l’efficienza e il risparmio energetico.
  5. Attuare misure per sviluppare le attività di riciclo dei rifiuti.
  6. Promuovere il rilancio degli investimenti per lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
  7. Attuare programmi di rigenerazione urbana, di recupero di edifici esistenti, di bonifica, limitando il consumo di suolo non urbanizzato.
  8. Investire nella mobilità sostenibile urbana.
  9. Valorizzare le potenzialità di crescita della nostra agricoltura di qualità.
  10. Attivare un piano nazionale per l’occupazione giovanile per una green economy.

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Il ministro Orlando in un lungo intervento ha condiviso completamente l’impostazione generale del pacchetto di misure.

 

 

Questi i passaggi  più apprezzati dalla platea

  • la mancata prevenzione nella gestione dei rifiuti, del dissesto idrogeologico e della depurazione delle acque genera un debito per il futuro
  • occorre introdurre l’ambiente nel PIL
  • l’economia come sempre poggia sull’edilizia ma questa non potrà occupare altro suolo se non dopo aver riutilizzato tutto il costruito esistente
  • si farà carico di un incontro dei ministri dell’ambiente e del lavoro della Comunità Europea

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Nel pomeriggio in una tavola rotonda tra assessori regionali all’ambiente  è intervenuto per la Regione Lazio Fabio Refrigeri.  L’assessore ha riferito tra l’altro che la nostra Regione sta approntando in collaborazione con ENEA e ANCI il piano energetico regionale, che è stata definita la stazione unica appaltante per gli acquisti che dovranno essere ispirati al green public procurement (GPP) e che è stato regolamentato il Codice degli appalti.

 

 

In una successiva tavola rotonda riservata alle associazioni ambientaliste il WWF Italia è stato rappresentato da Gaetano Benedetto.

Sta passando un altro anno con cassonetti tracimanti di rifiuti per le strade e nelle piazze di Terracina; il nuovo appalto è stato firmato da tempo, che si aspetta ad avviare la comunicazione per il nuovo sistema di raccolta? Chiediamo troppo?

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L’appalto per la nuova gestione dei rifiuti dopo aver superato l’ostacolo dei ricorsi ha avuto il battesimo delle firme ma tarda a trovare attuazione.

 

Sull’entità dell’appalto abbiamo insieme ad altre associazioni espresso i nostri dubbi   e siamo rimasti in attesa dell’applicazione che per quanto riguarda la raccolta differenziata (porta a porta o di prossimità nei 4/5 della città) prometteva performances eccezionali, il 70% al secondo anno. L’avvio di tale nuova metodologia avrebbe ridotto in misura notevole il problema del pretrattamento con la diminuzione dei viaggi verso Colfelice.

E’ passata la stagione estiva durante la quale modificare il sistema di raccolta dei rifiuti sarebbe stata un’avventura ma ora ci stiamo avviando verso la fine dell’anno e ancora non si vede nulla all’orizzonte.

La tassa sui rifiuti è stata prontamente aggiornata ma il servizio resta ancora quello vecchio.

Lo stesso dibattito sul destino dell’impianto di via delle Morelle è inquinato dal mancato avvio del nuovo sistema di raccolta. Più indifferenziato si produce e più si fa strada l’ipotesi di riattivare il biostabilizzatore con produzione di cdr,  invece con un raccolta differenziata sui livelli dell’appalto (quindi non derivanti da “speculazioni ambientaliste” come qualcuno ha affermato) un eventuale impianto non potrà essere che di compostaggio di qualità per trattare la consistente frazione organica prodotta dai cittadini di Terracina e dei comuni vicini.

Gli amministratori comunali stanno facendo registrare un record di lentezza nell’applicazione dell’appalto che non vorremmo fosse premonitore di una totale inefficienza nella gestione del nuovo sistema.

E’ ora di darsi una mossa, oltretutto la nostra associazione non si tirerà indietro quando e se si passerà alla fase educativa. L’ha fatto in tempi non sospetti con amministrazioni di ogni tipo che non davano nessuna prospettiva di miglioramento del servizio.

 

 

Il presidio ospedaliero Terracina-Fondi non deve essere sciolto, va invece potenziato

 La prevenzione primaria delle malattie si realizza evitando l’inquinamento di acqua, aria e terra e con un’alimentazione naturale.

Un ambiente sano garantisce la buona salute dei cittadini.

Se alle malattie indotte da cattivo uso dell’ambiente in cui viviamo si aggiungono i traumi di qualunque origine viene fuori la necessità della presenza sul territorio di presidi ospedalieri pronti ad alleviare le sofferenze dei cittadini.

Nella provincia di Latina esistono tre presidi geograficamente indicati Nord, Centro e Sud. Gli ospedali Alfredo Fiorini di Terracina e San Giovanni di Dio di Fondi costituiscono il presidio Centro e sono come due padiglioni di un unico ospedale.

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Ora un atto dirigenziale dell’ASL intende smembrare tale presidio accorpando il Fiorini all’ICOT di Latina (struttura privata) e il San Giovanni di Dio al Dono svizzero di Formia impoverendo in maniera drastica un presidio sanitario per un ambito territoriale di oltre 150 mila abitanti che di estate superano il doppio.

La reazione a tale decisione è partita da Fondi dove si è costituito un comitato pro-ospedale molto attivo e a cui sta facendo seguito in questi giorni un’altrettanto forte iniziativa da parte di cittadini terracinesi sollecitati dagli operatori sanitari, i primi a cogliere la gravità di questa disaggregazione in un momento in cui si stavano realizzando miglioramenti nel servizio rivolto ai cittadini.

Si è formato anche a Terracina un comitato in difesa del presidio Centro che nella sua prima riunione ha inviato alla Regione una richiesta di incontro a sostegno del proprio no allo scioglimento di tale struttura sanitaria. Nel secondo incontro tenuto ieri nei locali dell’ospedale Fiorini è stato emesso questo comunicato:

Come preannunciato, il giorno 31 ottobre, alle ore 16,30, si è riunito per la seconda volta, il comitato per la difesa del presidio ospedaliero centro, nel quale dopo ampio dibattito, si è deciso:
• Che, l’esecutivo sarà composto di sei persone, di cui almeno due provenienti dalla società civile;
• Che, temporaneamente vengono nominati i seguenti primi quattro componenti dell’esecutivo: Bernardi Antonio, Giovanni Colandrea, Pernarella Agostino, Genosini Celestino, gli altri due saranno individuati, nominati e integrati nella prossima riunione;
• Di promuovere una petizione popolare indirizzata al Presidente della Giunta Regionale del Lazio e al nuovo Direttore Generale della ASL, quando sarà sostituito Renato Sponsilli, per chiedere, tra l’altro, di non approvare la proposta del Direttore Generale in carica, con la quale, di fatto, si sancisce lo scioglimento del presidio ospedaliero centro e di migliorare i reparti e servizi esistenti;
• Di provvedere ad una prima raccolta di firme, per mercoledì 6 novembre dalle ore 9, presso l’ospedale di Terracina e per giovedi 7 novembre, dalle ore 9, presso il mercato settimanale.

Il WWF Litorale Pontino invita tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione e, dopo aver stampato il modulo seguente, a farsi promotori nel proprio ambiente della raccolta delle firme :

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