Anche Terracina partecipa alla Settimana europea della mobilità sostenibile 2018

Dal 16  al 22  settembre si svolge in tutta Europa la Settimana europea della mobilità sostenibile durante la quale si lasciano nei box o nei parcheggi le auto private per muoversi nelle città a piedi, in bici o con mezzi pubblici.

Terracina partecipa anche quest’anno all’iniziativa europea con il programma presente nella locandina

 

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha aderito alla manifestazione internazionale anche per sollecitare, in particolare, la costruzione in città dell’anello ciclabile senza il quale i monconi esistenti di corsie riservate alle bici non svolgono alcuna funzione di riduzione dell’uso degli inquinanti mezzi motorizzati. La stessa pista azzurra del lungomare sta diventando il luna park del divertimento e giustamente vi circolano bambini su tricicli, grandicelli su mezzi a quattro ruote, ragazzi sui pattini, giovani su skateboard a spinta o elettrici,…..

 

 

 

 

 

 

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Favorire la mobilità dolce su via Badino ma restituire alla collettività i benefici della presenza di alberi

Il comune di Terracina per migliorare la mobilità su una strada molto trafficata ha programmato un progetto dal titolo “Interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di via Badino”.

L’intervento riguarderà un tratto di circa 850 metri a partire da via Pantanelle in direzione esterna alla città.

(Immagine tratta dal Progetto)

Nel progetto si riconoscono in maniera esplicita errori commessi nel passato come l’inserimento di alberi sui marciapiedi e in modo implicito l’inadeguata pavimentazione stradale che non contenendo gli apparati radicali dei pini ha reso la strada quasi impraticabile.

 

 

 

 

 

(Foto di Salvatore Carnevale)

 

Il problema dei dossi prodotti dal sollevamento delle radici viene risolto con tecniche costruttive ormai comuni. Viene a proposito quanto scrive l’ing. Stefano Storoni, che ha alle spalle trent’anni di esperienze di messa in opera di infrastrutture stradali in Italia e all’estero, in una lettera aperta inviata alla presidente del X Municipio di Roma per contestare l’abbattimento di tutti i pini presenti lungo la strada Roma-Ostia.

“Una fondazione-pavimentazione per una importante infrastruttura stradale dovrebbe infatti essere costituita, a partire dal piano di posa, da un adeguato strato:

  • di misto granulare stabilizzato; 
  • di misto granulare cementato; 
  • di conglomerato bituminoso di base; 
  • di conglomerato bituminoso di collegamento detto “binder”; 
  • di conglomerato bituminoso di usura; 

Per rendere la fondazione-pavimentazione ancor più resistente, anche il piano di posa potrebbe essere trattato con una stabilizzazione a calce o cemento ed inoltre si potrebbero anche utilizzare geogriglie di rinforzo.

In altri paesi – quali gli Stati Uniti e l’Australia – per le fondazioni-pavimentazioni stradali si utilizzano anche altre soluzioni come ad esempio il “Continuously Reinforced Concrete Pavement – CRCP” e cioè una vera e propria soletta longitudinale di calcestruzzo armato sulla quale si stende poi il conglomerato bituminoso.”

Il progetto del Comune di Terracina prevede l’abbattimento di sedici pini che impediscono una mobilità dolce per tutti i cittadini lungo l’arteria, la costruzione di un marciapiedi largo 150 cm nel lato attualmente occupato dagli alberi e finalmente, almeno pare, una pavimentazione a regola d’arte intorno ai pini residui per tenerne sotto controllo l’apparato radicale.

L’abbattimento dei pini, cui il progetto assegna un’età compresa tra 20 e 40 anni, non è più procrastinabile per consentire ai cittadini una mobilità lenta e sicura ma richiede una compensazione nell’area per garantire l’azione resiliente realizzata dagli alberi sotto gli aspetti ecologici e ambientali.

Gli alberi in città contribuiscono al miglioramento delle condizioni ambientali urbane, grazie ai loro molteplici effetti di mitigazione e alle loro proprietà ecologiche e ambientali (McPherson et al., 1994).

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

In uno studio condotto a Tucson, Arizona su 300 alberi di diverse specie in zona residenziale è stato calcolato che in 40 anni il risparmio di CO2 si aggira intorno alle 6000 t (KG 500 x anno x albero) di cui circa 1/5 legato al sequestro di CO2 e il restante al risparmio energetico prevalentemente per condizionamento proprio per le alte temperature registrate in questa città (McPherson, 1999).

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Solo a queste condizioni la collettività, soprattutto quella residente in zona, potrà ritenersi almeno in parte compensata della perdita dei benefici ecologici che i maestosi pini hanno garantito per tanti anni.

Venendo al progetto non si può non notare alcune disattenzioni come l’assenza di pensiline alla fermata dei pullman la cui funzione di riparo dal sole e parzialmente dalle intemperie finora è stata svolta dai pini.

Soprattutto, in un progetto definito di riqualificazione e messa in sicurezza pare grave il fatto che non sia stato preso in esame il problema degli incroci con altre arterie cittadine dove l’attraversamento è spesso funestato da incidenti anche gravi.

 

(Immagine tratta dal Progetto)

La confluenza su via Badino di via Bachelet merita maggiore attenzione da parte dei progettisti; l’immissione da via Bachelet su via Badino è resa rischiosa per la scarsa visibilità a sinistra dovuta alla presenza di un’abitazione.

Ancora più pericoloso si presenta l’incrocio successivo dove via Badino riceve l’affluenza di mezzi da via Borromini diretti in via Pecs, qui gli incidenti sono all’ordine del giorno. Si rende necessario un intervento su questo incrocio che potrebbe essere una minirotatoria che regoli il traffico in tutte le direzioni.  

Bisogna ricordare qui che via Badino essendo una delle vie di snodo della città, seconda soltanto a via Roma, è molto trafficata da macchine, mezzi pesanti, autobus, biciclette, pedoni, e in alcune ore della giornata vi si verificano puntualmente degli intasamenti.

Inoltre, per una lunga parte dell’anno questo tratto di strada è fruito in modo particolare da ragazzi, a piedi o in motorino, in quanto sono presenti nella zona due scuole superiori e una scuola media.

Ci sono, quindi, nella realizzazione del progetto comunale Interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di via Badino, tutte le motivazioni per eliminare le criticità indicate in questa nota.

 

Posterula al centro del secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Molta gente ieri sera al secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza.

E’ stato presentato L’APPIA SBARRATA-Le Porte di Posterula a Terracina di Rosario Malizia (Bookcart Editore).

I presenti, terracinesi e non, hanno potuto conoscere una serie di acquisizioni storico-archeologiche sulla zona di Posterula, note finora soltanto agli studiosi.

Il prof Rosario Malizia con la pacatezza che lo caratterizza e facendo uso di immagini e mappe accattivanti, ha ricostruito la stratificazione di interventi succedutesi nell’area.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente, per rimarcare l’importanza del recupero e della fruizione pubblica di questa parte tanto importante della città che merita una riorganizzazione urbanistica non più rinviabile, sono intervenuti Lavio Grossi e Pino Forlenza.

 

Il primo soffermandosi sugli aspetti storico-archeologici collegati alla mobilità ha elencato tutti i tratti di strade antiche presenti nell’area e in particolare dell’Appia traianea.

 

 

 

 

Il secondo, dopo aver parlato delle essenze arboree presenti nel rinnovato parco di Posterula ricostruito su un’idea di Emilio Selvaggi, ha svolto il suo intervento sulla vegetazione del nostro territorio e in particolare su quella presente sulle mura della città.

“Estate dei libri” alla Rimembranza, mercoledì 18 luglio secondo appuntamento

Continua la rassegna di presentazioni di libri alla Rimembranza.

Dopo l’incontro con Mauro Doglio e la sua produzione letteraria, mercoledì 18 luglio sarà la volta di Rosario Malizia.

Il prof. Malizia, uno dei maggiori esperti locali di cose antiche, illustrerà l’ultimo suo lavoro sull’attraversamento di Terracina da parte della Regina viarum.

L’appuntamento, come al solito, è fissato per le ore 21 alla Rimembranza.

L’iniziativa è promossa dal WWF e dalla libreria Bookcart di Terracina.

Ingresso libero, ovviamente.

Nell’Appia Day 2018 il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale pulirà l’esedra celebrativa del congiungimento dei due percorsi storici

Sabato 19 maggio il WWF pontino con la collaborazione di cittadini si attiverà, come l’anno scorso, per togliere l’erba che sta ricoprendo la bella struttura dell’esedra costruita nel luogo dove l’Appia traianea incontrava quella superiore discendente da Piazza Palatina.

L’iniziativa è inserita nella programmazione dell’Appia Day che l’associazione Legambiente sta realizzando nella nostra zona.

L’iniziativa vuole essere anche un sollecito nei confronti delle Istituzioni competenti (MIBACT, Regione Lazio, Comune di Terracina) per la realizzazione del Parco dell’Appia all’interno del Parco Regionale dei Monti Ausoni con il recupero, la valorizzazione e la fruizione permanente del tracciato superiore della Via Appia a Terracina compreso tra l’acropoli di S. Francesco e l’esedra traianea sul Lago di Fondi.

A queste Istituzioni a maggio dell’anno scorso le associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale rivolsero una raccolta di firme che ancora non trova riscontro.

°°°Un ringraziamento all’azienda De Vizia che porterà via l’erba tagliata.

Un’estate da dimenticare quella del 2017

L’avvicinarsi della bella stagione impone alla Regione Lazio, al Comune e alla Guardia Costiera in base alle leggi ed alle normative vigenti, ognuno per la propria responsabilità e ruolo, ma in modo concorde, di garantire i diritti dei cittadini di poter utilizzare e godere di beni ambientali pubblici quale sono il mare, il sole e la spiaggia e di poter vivere in un ambiente pulito, libero, non rumoroso, protetti e sorvegliati, difesi da tutte le forme di abuso e costrizione.

Si cominci subito con il notificare inequivocabilmente agli operatori del settore i limiti delle loro concessioni, le modalità di gestione, i rapporti da tenere con gli utenti e le  norme di prevenzione e repressione degli abusi, anticipando loro che saranno organizzati un valido sistema di sorveglianza  e repressione ed un ufficio o un recapito a cui gli utenti in caso di trasgressione si possano rivolgere con sicurezza.

Queste misure sono necessarie per evitare quanto è successo negli anni scorsi.

I disagi di questi week end primaverili sono il campanello d’allarme di quanto si riproporrà tra qualche settimana; tutti hanno potuto vedere il traffico caotico, i parcheggi selvatici, il lungomare affollato, i rifiuti sparsi anche sulle panchine.

Vogliamo qui ricordare i molti disagi della scorsa stagione balneare per i soliti problemi  e anche le molte proteste da parte degli utenti e dei cittadini terracinesi che si sono visti negare per buona parte del lungomare orientale l’accesso al mare. I gestori dei vari stabilimenti che hanno occupato quasi per intero detta area, si sentivano in diritto di negare a tutti il passaggio anche sulle discese preesistenti, pubbliche, quelle di cemento e quelle ultime di ferro e legno, ed anche sulle discese facilitate per le  carrozzelle , bambini, handicappati ecc.  Addirittura, in qualche caso queste strutture pubbliche sono state inglobate nelle strutture degli stabilimenti o chioschi e poco o niente si è potuto ottenere dai gestori che hanno mantenuto un comportamento che rasentava l’arroganza e la maleducazione.

Le autorità locali in merito hanno fatto molto poco, mentre gli stessi stabilimenti, diventati ormai ristoranti – pizzerie, si trasformavano di sera in discoteche, sale da ballo o locali da eventi, producendo confusione, ingorghi e soprattutto rumore impossibile sino a notte fonda.

Si dirà che ciò aiuta l’economia di Terracina e molti vivono di questo, ma negli ultimi anni  la cosa è diventata parossistica, volgare e rumorosa. Oltre ad accentuare la stagionalità dell’economia cittadina non si notano i vantaggi dei cittadini, anzi lievitano gli svantaggi: le spiagge libere sono sempre meno e più lottizzate mentre ai padroni della spiaggia e della battigia ogni anno viene concesso sempre di più. Tutto in silenzio in modo che ci sia sempre un dato di fatto di cui rendersi conto e che non si può risolvere sul momento, lasciando la soluzione al prossimo anno. Intanto, come si dice, passato settembre tutto ritorna come prima e tutto si dimentica.

In questo contesto “Terracina Bandiera blu”, una cosa positiva e che fa onore, va difesa e valorizzata e non utilizzata per farsi scudo sulla validità di un sistema spesso ipocrita basato solo sull’apparenza . Basta ricordare che tra i 32 parametri che la FEE (Foundation for Environmental Education)  analizza per la concessione del riconoscimento  c’è proprio l’accessibilità alle spiagge per tutti.

Per meritare e mantenere il titolo bisogna invece lavorare al contrario realizzando una città sostenibile per tutti i cittadini e per tutto l’anno e non per una sola stagione. Prima o poi qualcuno verrà a verificare.

Iniziare una nuova stagione adottando un piano di mobilità con parcheggi decentrati e le precauzioni che abbiamo indicato sarà il miglior viatico per confermare Terracina come una località balneare, moderna, equilibrata, sostenibile.

Tra sole e nuvole l’escursione odierna alla fonte di Santo Stefano

Oggi sì è svolta come da programma l’escursione alla fonte di Santo Stefano seguendo l’Anello di Emilio organizzata dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

Alla partenza la cima del Monte Giusto intorno al quale si sviluppa l’anello era nascosta dalle nubi ma non tanto da preoccupare i camminatori.

 

 

La salita è stata affrontata in senso antiorario camminando lungo la mulattiera che si affaccia sul lago di Fondi.

 

 

All’arrivo alla fonte il pranzo al sacco è stato consumato in una nuvola ma comodamente seduti sulle nuove strutture predisposte dal parco degli Ausoni dietro l’interessamento della neonata associazione  Le colline di Santo Stefano.

 

 

 

Prima di iniziare il ritorno una foto ricordo davanti alla fonte per la cui tutela il WWF si è impegnato fin dalla sua nascita a Terracina con un adesivo che molti ricorderanno.

 

 

Il ritorno ha avuto inizio nel pratone sotto la fonte camminando nella nuvola da cui si è usciti durante la discesa.

 

 

Ancora pochi i fiori intorno al percorso, i ciclamini che tra qualche giorno tappezzeranno il sottobosco sono rari ma la sorpresa grande è stata la fioritura di orchidee spontanee avvistate lungo la parte finale dell’escursione.

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La giornata è stata segnata da una grande e importante notizia, alcuni soci hanno riferito la presenza del gatto selvatico nella zona di Santo Stefano confermando quanto scritto da Emilio Selvaggi nel suo libro Camminate fuori le mura.

 

 

Giovedì Santo, escursione alla fonte di Santo Stefano percorrendo l’Anello di Emilio

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale riprende la tradizione per anni portata avanti da Emilio Selvaggi di anticipare la pasquetta con una escursione alla fonte di Santo Stefano.

Si percorrerà quasi integralmente un anello che Emilio seguendo mulattiere e sentieri da sempre praticati disegnò sul sito di Terrapontina e che gli amici del WWF oggi individuano come Anello di Emilio.

E’ una camminata che passa per leccete e antiche carbonaie consentendo di apprezzare aspetti paesaggistici notevoli; lo sguardo, infatti, spazia dal lago di Fondi al Circeo passando per il Monte sant’Angelo visto alle spalle.

L’appuntamento è fissato nel piazzale ex-Coop alle ore 8.30 con partenza alle ore 9 dopo la compilazione e la consegna delle liberatorie agli organizzatori.

Il ritorno è previsto per il primo pomeriggio. Ovviamente, chi vuole potrà farsi venire a prendere in auto alla fonte.

E’ necessario, oltre a cibo e acqua, un equipaggiamento adatto con scarpe da trekking e una giacca anti-pioggia.

Si avvicina l’Ora della Terra, sabato il pianeta sarà attraversato da una ola di buio

Sabato 24 marzo dalle ore 20.30 alle 21.30 in tutte le parte del mondo si spegneranno le luci dei monumenti più importanti dando un segnale forte sulla necessità di ridurre i consumi energetici.

 

A Terracina verrà spento il Tempio di Giove mentre nel pomeriggio le strade della città saranno percorse in bicicletta da cittadini per incentivare l’uso di un mezzo veramente sostenibile ambientalmente.

 

A Fondi l’amministrazione comunale terrà spento il Castello baronale.

 

Tra Itri e Fondi l’associazione ATARGATIS farà una fiaccolata lungo l’Appia antica.

 

 

Il cambiamento climatico in corso è ormai stabilmente documentato e deriva essenzialmente dalle attività umane.

 

Si stanno avvicinando impatti catastrofici. Le emissioni di gas serra stanno aumentando più rapidamente del previsto e gli effetti si stanno palesando prima di quanto si potesse supporre solo pochi anni fa.

Il riscaldamento globale avrà effetti catastrofici come l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani.

Questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo,danneggeranno la produzione alimentaree minaccianospeciedi importanza vitale, gli habitat e gli ecosistemi.

Nonostante nella comunità scientifica ci sia un consenso pressoché unanime sul fatto che il cambiamento climatico sia in atto e che esso derivi particolarmente dalle emissioni di gas serra derivanti dalle attività antropiche, i governi e le aziende stanno rispondendo con colpevole lentezza, come se il cambiamento climatico non rischiasse di mandare a pezzi  le fondamenta della civilizzazione umana e dell’economia.

Anche se i paesi soddisfacessero tutti gli impegni di mitigazione finora assunti, il mondo continuerebbe a confrontarsi con una minaccia di aumento medio della temperatura globale di almeno 4°c rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale. E’ evidente che gli impegni assunti sinora non sono sufficienti.

Mentre dobbiamo lavorare sodo per ridurre le emissioni, dobbiamo contemporaneamente cominciare ad adattarci agli impatti del cambiamento climatico ormai in atto e crescenti.

Ma se l’aumento di temperatura raggiungesse e superasse la soglia di 2°C, le conseguenze sarebbero in ogni caso molto difficili da affrontare con i mezzi a disposizione.

Oggi gran parte della comunità scientifica indica la soglia di rischio in 1,5°C: questo allerta è facilmente comprensibile se si pensa a tutti i fenomeni già in atto con l’attuale aumento che è di 0,8°C.

Giovedì 22 marzo, Giornata Mondiale dell’Acqua, facciamo un uso sostenibile di questa risorsa preziosa!

L’Agenda 21 locale di Terracina nel comunicare l’evento ha chiesto all’Amministrazione Comunale, “di continuare l’impegno per il raggiungimento degli importanti obiettivi di sostenibilità già avviati e di seguito indicati: 1) Area Marina Protetta, in forma permanente e in quanto “Oasi Marina di Terracina”. 2) Fitodepurazione delle acque superficiali secondo ill progetto “Rewetland” e il “Contratto di Fiume” per il bacino idrico dell’Amaseno. 3) Completamento della rete fognaria urbana e territoriale. 4) Attivazione del Punto Informativo”.  

A che punto sono i consumi di acqua?

Dal dossier del WWF risulta che l’abitante medio del Pianeta consuma 1.240 metri cubi l’anno di acqua, l’italiano ogni giorno usa in media 380 litri di acqua solo per gli scopi domestici, quantitativo che aumenta di 17 volte se si considera anche l’acqua impiegata per produrre ciò che mangiamo e indossiamo. Si arriva a 6.400 litri a testa ogni giorno, 2.334 metri cubi l’anno, questa è la nostra impronta idrica che ci fa guadagnare il 4° post per il più elevato consumo individuale, preceduto solo dagli abitanti di USA, GRECIA e MALESIA.

Inoltre, solo il 49% di quest’acqua proviene da risorse italiane: il 51% arriva dall’estero, incorporata nei prodotti che viaggiano sulle rotte del commercio internazionale.

Il nostro Paese è il quinto importatore d’acqua del pianeta, il che vuol dire che sottraiamo acqua a Paesi che ne hanno già poca. Quando mangiamo un uovo consumiamo 200 litri d’acqua, per un chilo di pasta i litri diventano 1.924. Per indossare una maglietta di cotone ne abbiamo utilizzati 2.700. E se per pranzo ordiniamo un hamburger da 150 grammi, dobbiamo sapere che è costato 2.400 litri. E’ tutta l’acqua servita per far crescere la gallina, per coltivare il grano, il cotone, il foraggio, per sfamare e dissetare un manzo.

Il maggior consumo di acqua si ha in agricoltura.

Cosa possono fare i cittadini nel quotidiano? 

Ecco alcuni consigli del WWF.