Sette anni senza treno a Terracina

A settembre saranno sette gli anni di interruzione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova.

L’intenzione, soltanto l’intenzione pare, di chi ha voluto l’inserimento  della scritta Terracina Mare nella denominazione della stazione di Monte San Biagio era quella di riservare alla stazione cittadina esistente dal 1892 l’attributo di Centrale.

Non si capirebbe, infatti, il silenzio dell’Amministrazione comunale sulla questione della riapertura della linea Terracina-Fossanova la cui interruzione dura ormai da troppo tempo.

Se l’amministrazione tace, le forze politiche, economiche, sociali e culturali della città non si sbracciano per questo mezzo che garantisce una vera mobilità sostenibile.

Abbiamo vissuto altri tempi in cui la città reagiva compatta alle ricorrenti minacce di soppressione.

Era il 1990

Nasceva un comitato cittadino che non lasciava sulle spalle dei soliti pendolari, costretti per anni a sacrifici giornalieri, tutto il peso della pressione sugli organi decisionali.

Nel 1993 ancora si dibatteva sul tema, ma rimanevano soli i pendolari a fianco della sezione locale del WWF.

A metà degli anni 90 la beffa: dopo l’elettrificazione e la messa in posa delle reti parasassi la linea venne chiusa.

L’esasperazione raggiunse il culmine e i pendolari, insieme ai soci del WWF, si misero in marcia portando un enorme striscione lungo i binari fino alla stazione di Fossanova.

La linea fu riaperta e, fra alterne fortune, il treno l’ha percorsa fino al mese di settembre 2012, quando la frana caduta da Monte Cucca l’ha bloccata.

Erano altri tempi, è vero, ma proprio la nuova consapevolezza della necessità di abbandonare, o almeno ridurre, l’uso dei mezzi altamente inquinanti che intensificano il traffico sulle nostre strade, ci obbliga a riprendere la questione treno, anche alla luce di quanto sta avvenendo a livello planetario. Ne abbiamo ricevuto un assaggio qui a Terracina con l’evento catastrofico del 29 ottobre scorso.

I lavoratori e gli studenti pendolari sono sempre più soli, costretti a tour de force estenuanti, e così i cittadini che per motivi di cure o visite sono costretti a recarsi nella capitale.

Ci sono oggi in città forze politiche, economiche, sociali e culturali disposte a mobilitarsi per il ripristino della linea Terracina-Fossanova?

Il masso sulla linea cadde in un giorno di settembre del 2012 e quando tra poco arriveremo a questo triste anniversario la città sarà coinvolta nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Sarebbe auspicabile che nell’occasione venisse detta da parte dell’Amministrazione comunale una parola chiara sul destino della linea ferroviaria.

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L’esedra romana al km 108 della via Appia a sud di Terracina merita un intervento di recupero conservativo

L’esedra romana situata sull’Appia dopo la torre del Pesce a sud di Terracina ha una storia millenaria alle spalle e ricorda il ricongiungimento delle due vie costruite per l’attraversamento della città ad oltre quattro secoli di distanza l’una dall’altra.

In tutta la sua esistenza ha attraversato periodi bui come quando venne presa, fortunatamente per poco, come cava per materiali da costruzione all’epoca della nascita del Borgo Pio di Terracina. Un disegno di Carlo Labruzzi ne mostra la scomposizione dei grandi massi.

E’ stata vista e apprezzata dai viaggiatori del grand tour e con la nascita della fotografia ha anche impressionato qualche negativo. Thomas Ashby nel 1903 la immortalò in un negativo che porta la didascalia Via Appia near Terracina, hemicycle junction upper e lower road.

In tempi recenti la maggiore sensibilità dell’opinione pubblica non accetta lo stato di abbandono in cui versa da anni e anche la frequenza di camminatori lungo l’Appia, quelli della via Francigena del sud, sta sollecitando un maggior riguardo nei confronti di un’opera che ricorda un evento storico per la città. La via inferiore è collegata al taglio del Pisco montano in epoca traiana.

Per questo cittadini e volontari del WWF negli ultimi anni si sono attivati per una pulizia pur superficiale tagliando l’erba infestante e chiedendo all’amministrazione comunale la collaborazione soltanto per lo smaltimento di quanto raccolto nell’area.

E’ ora, ormai, di attivare l’amministrazione per un intervento conservativo che non lasci al volontariato il peso di una supplenza che tra l’altro non può andare oltre una pulizia superficiale. La situazione attuale dell’esedra lo chiede in modo drammatico.

Così si presenta oggi l’esedra a chi le passa davanti, è letteralmente scomparsa sotto un intrico di arbusti e erbe nati su un terriccio che la sta riempiendo.

 

Recentemente il WWF ha chiesto all’assessore Luca Caringi di farsi carico di un intervento risolutivo e proprio oggi l’assessore ha voluto fare un sopralluogo per visionare lo stato del monumento.

Accompagnato sul posto dal geometra Alberto Leone e dal prof. Giovanni Iudicone del WWF ha potuto constatare di persona quanto già si sapeva.

Il primo intervento proposto sarà una pulizia sommaria, senza interferire con la circolazione stradale eseguita dagli operai della ditta della manutenzione del verde. Successivamente si prenderà contatto con l’ANAS per la gestione del traffico in vista della realizzazione di un progetto complessivo di recupero e conservazione dell’esedra. Per la redazione del progetto occorre attendere il rientro dalle vacanze del Soprintendente Di Mario con il quale va progettato il tipo di intervento (pulizia, sterro, staccionata esterna, targa,….).

E’ veramente apprezzabile che l’amministrazione comunale si sia mostrata sollecita nella risposta alla richiesta di intervento, speriamo di non doverci ricredere già a partire da settembre!

 

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A settembre l’annuale Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a Terracina è ora di andare oltre la celebrazione!

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2019)

Quest’anno la campagna della Settimana Europea della Mobilità punta i riflettori sulla sicurezza del camminare e andare in bicicletta in città e sui vantaggi che può avere per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! Le modalità di trasporto attivo sono prive di emissioni e aiutano a mantenere sani il nostro cuore e il nostro corpo. Anche le città che promuovono la marcia e il ciclismo ​​sono più attraenti, meno congestionate e consentono una migliore qualità della vita.

In termini di benefici per la salute individuali, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto ai non ciclisti e trascorrono il 15% in meno di giorni di lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata veloce al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla vostra vita! (ISPRA)

Questo è il tema centrale della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ma la ripetizione annuale di questa Settimana non deve essere intesa come la ricorrenza di una manifestazione di civiltà e cultura ambientale, ma come un serio stimolo a ricordarsi che il problema è sempre più grande e deve essere affrontato, studiato e possibilmente risolto, non soltanto celebrato.

Anche il Manuale preparato dalla Comunità Europea parla di misure a lungo termine.

Questo aspetto  motiva seriamente la nostra partecipazione attiva a detta Settimana anche in considerazione che quest’anno l’overshoot day cade il 29 luglio, cioè in sette mesi abbiamo consumato tutte le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno 2019 e addirittura l’Italia ha esaurito quelle prodotte sul territorio nazionale il 15 maggio!

Va ricordato che quello che è successo lo scorso autunno nel nostro territorio e in buona parte del Paese, dovrebbe far riflettere sulla necessità di intervenire seriamente sui fattori che hanno contribuito ai rapidi e nefasti cambiamenti climatici, che comunque si stanno manifestando in tutte le stagioni e renderanno la nostra vita e quella delle future generazioni sempre più difficili e precarie.

Intervenire sul tessuto urbano, sul traffico, sulle abitudini sui consumi e gli stili di vita sarà una condizione sempre più indispensabile per garantire la sopravvivenza.

Sicuramente il traffico e le infrastrutture sono elementi che hanno grande ruolo nella produzione del calore, dei gas serra, dell’inquinamento in generale.

Per fortuna Terracina è una media città costiera che in qualche modo si giova delle risorse naturali come il  mare, ampi spazi, correnti e buon clima che permettono di sopportare meglio gli stress. Contemporaneamente, però, anch’essa contribuisce proporzionalmente all’inquinamento ed al surriscaldamento dell’atmosfera e del mare con gli stessi mezzi e sistemi degli altri

L’utilizzo eccessivo delle auto e dei mezzi a motore per gli spostamenti e le necessità di vita e lavoro, produce quota parte dell’inquinamento e del calore che alla lunga condizioneranno pesantemente le nostre  vite. Inoltre, nell’immediato produce sovraffollamento, ingorghi del traffico, pericoli, erosioni di cui tutti soffrono perché sono direttamente coinvolti. Più questi fenomeni aumentano e più cresceranno i valori dei fattori climatici sensibili e gli effetti negativi indotti a livello generale, che a loro volta producono eventi calamitosi sempre più gravi.

Affrontare seriamente il sistema della mobilità è sicuramente un modo per migliorare la vita dei cittadini e di influire meno sui cambiamenti climatici.

Gli interventi più importanti ed urgenti che noi proponiamo sono:

  • Potenziare il più possibile il trasporto pubblico, rendendolo potenzialmente sempre più disponibile su tutto il territorio comunale e per la maggior parte dei possibili utenti. Con la sua diffusione si potranno utilizzare mezzi meno inquinanti e produttori di calore e CO2.
  • Diffondere, facilitare, indirizzare, favorire, l’uso delle biciclette e del muoversi a piedi soprattutto nella vasta zona pianeggiante del territorio comunale, non soltanto con la realizzazione di piste ciclabili, ma con la cura di tutte le superfici utilizzabili, rendendo sicuri l’asfalto e i marciapiedi, i passaggi pedonali, la segnaletica, intervenendo sulle principali direzioni del traffico e realizzando ampie zone di divieto di fermata.
  • Associare all’uso delle biciclette la possibilità di poter usufruire di facilitazioni sui parcheggi di scambio e sugli abbonamenti dei trasporti pubblici. Organizzare con le ditte presenti sul territorio convenzioni sulle manutenzioni e sugli acquisti di nuove. Indicare come vuole il nuovo Codice della strada agli stop e ai semafori un’area di arresto per i ciclisti davanti alle auto.
  • Intervenire seriamente sui marciapiedi, sulla segnalazione e sui varchi per renderli usufruibili ai pedoni, alle carrozzine, agli invalidi. Rendendo possibilmente fruibile per gran parte della città un percorso sicuro e protetto da almeno un lato di ogni strada.
  • Cercare di contenere il volume di traffico, evitando di pensare solo ai parcheggi nelle aree più sensibili, obbligando i mezzi privati esterni a sostare nelle zone periferiche ed ai turisti e visitatori ad utilizzare il trasporto pubblico, come si fa ormai nelle più civili ed avanzate città europee.
  • Individuare isole pedonali in aree centrali e strategiche alla vita sociale.
  • Riportare il passaggio dei mezzi COTRAL per via Badino restaurata dove va imposto il divieto di fermata delle auto su un lato.
  • Rendere gratuito il parcheggio, come già avviene in molte città e come avviene a Roma e Latina, entro le strisce blu per le auto elettriche e ibride.

 

 

A Terracina in un anno abbiamo perso centinaia di alberi riducendo significativamente la superficie a verde per abitante

A Terracina fino all’anno scorso la presenza degli alberi era un fatto riconosciuto e apprezzato anche se non tutte le specie erano ritenute adatte a essere presenti in vie e viali cittadini.

Dal 29 ottobre 2018, giorno in cui il violento e catastrofico evento meteorologico mise in ginocchio parte della città abbattendo alberi, scoperchiando case e purtroppo anche causando lutti, è scoppiata una frenesia parossistica di liberarsi prima possibile di alberi prossimi alle abitazioni, soprattutto pini.

Gli stessi parchi cittadini, Montuno, Chezzi e Rimembranza, che furono devastati in quei pochi e drammatici minuti  perdendo decine di alberi non vedono ancora realizzare un serio intervento di ripiantumazione.

A questo si aggiunge l’abbattimento da parte dell’amministrazione comunale dei platani di via Roma con l’impianto di nuove essenze che ha reso il piazzale dell’ex-autolinee una landa deserta in cui i pendolari in attesa dei bus sono costretti a cercare riparo dal sole cocente sotto due minuscoli carrubi.

 

 

Nella stessa area qualcuno ha capitozzato in maniera indegna un bagolaro storico, operazione  che non si giustifica in alcun modo a meno che si dimostri una sua malattia in corso, ma anche in questo caso l’intervento di un esperto l’avrebbe risanato lasciandolo nella sua maestosità.

 

Questo modo di potare gli alberi eliminandone la chioma, così comune qui a Terracina, indebolisce le piante rendendole brutte e pericolose, come si legge anche nei siti specializzati.

Prima ancora del 29 ottobre erano stati abbattuti i pini di via Badino per rinnovare il manto stradale e creare le condizioni di una mobilità sicura per pedoni, persone in difficoltà e mamme con carrozzine.

Alla presentazione del progetto pur accettando a malincuore l’abbattimento degli alberi chiedemmo delle misure di compensazione oltre a una minirotatoria all’intersezione di via Badino con via Pecs.

Il 30 luglio 2018 scrivemmo

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

Questa nostra richiesta di compensazione pare non essere stata presa in considerazione mentre i lavori sulla strada si sono fermati proprio dove comincia la parte più problematica con marciapiedi sconnessi e quasi inesistenti e fondo stradale al livello di una strada di campagna.

Manifestazione a Roma del Comitato No Corridoio tirrenico

COMUNICATO STAMPA

Nella Riunione del 29/5/19 a Latina, i rappresentanti dei Nodi Territoriali dei Comitati NOcorridoio/NObretella, hanno  deciso di organizzare un Presidio al MIT per il 28/6/19 dalle ore 15,00, autorizzato dalla Questura di Roma.

Inoltre, per informare e ottenere una buona partecipazione, si terranno Assemblee nelle città.

Di seguito la lista: Roma, Pomezia, Ardea, Aprilia, Latina, Cisterna di Latina, Giulianello di Cori, Velletri.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonostante due nostre richieste ufficiali, non si è reso disponibile ad incontrare i Nodi dei nostri Comitati. Inoltre, come tutti i suoi predecessori non ha aperto al dibattito pubblico, previsto dal Codice degli Appalti, utile ad informare e ascoltare le comunità interessate dal tracciato della devastante, onerosa e inutile autostrada/bretella a pedaggio. In questi giorni si sta riunendo un “Tavolo Tecnico Istituzionale”, deciso sopra la nostra testa, da Zingaretti e Toninelli, chiuso e blindato, che deciderà in trenta giorni il futuro della Pontina adeguata in sicurezza o dell’autostrada/bretella. Per questi motivi lanciamo un appello alla massima partecipazione al Presidio per fare una breccia nel muro che ci è stato alzato dal MIT e portare le nostre proposte alternative e di buonsenso.

Dopo il rigetto del ricorso del Consorzio Sis da parte del Consiglio di Stato, c’è la possibilità, se ci sarà la volontà politica del Ministro Toninelli, di ritirare il progetto autostradale e di chiudere la Soc. Autostrade del Lazio.

Per questi motivi, invitiamo tutte/i a partecipare al PRESIDIO del 28 Giugno 2019 ore 15,00 davanti al MIT in Piazza di Porta Pia,1 Roma, per scongiurare la costruzione della devastante autostrada a pedaggio e per riaffermare l’urgente necessità di adeguare in sicurezza TUTTA la Via Pontina e NON una minimale e insufficiente manutenzione ordinaria.

Entrambi i mostri di cemento e asfalto dell’autostrada/bretella non devono devastare il nostro territorio!

Gualtiero Alunni
Portavoce Nodi Territoriali del Comitato NO corridoio Roma-Latina

 

L’Appia Day 2019 fa rivivere il latino, iniziativa del Gruppo dei Dodici in sette Comuni da Terracina a Castelforte

Il Centro Studi Via Francigena di Fondi gestito dal Gruppo dei Dodici ha preso l’iniziativa di animare la giornata celebrativa dell’Appia Day fuori Roma inserendovi letture di testi latini lungo il percorso da Terracina a Castelforte.

In un comunicato del Gruppo si legge

L’Appia Day 2019 fa rivivere la lingua latina

Un’occasione per avvicinare i giovani allo studio del latino

La Via Appia Antica voluta dal censore Appio Claudio nel 312 avanti Cristo è un patrimonio in primo luogo d’Italia e poi di tutta l’umanità.

Da quattro anni si tiene la sua festa da Roma fino in Puglia. Uno dei suoi tratti più belli scorre nel sud del Lazio da Terracina al confine con la Campania, che molti chiamano la “Costiera degli Ausoni e Aurunci”.

Fra le meraviglie di questo tratto è una serie di bellissimi resti di monumenti romani antichi in ogni cittadina, che si susseguono come perle di una collana: un’antica piazza e teatro a Terracina, la tomba di un imperatore a Monte san Biagio, un bellissimo tratto di strada romana a Fondi e Itri, la tomba di Cicerone a Formia, il mausoleo di Planco, generale di Giulio Cesare a Gaeta, le rovine di un’intera città romana a Minturno e i resti della villa romana di un filosofo a Castelforte.

L’Appia Day è l’occasione di fare rivivere questi antichi monumenti. Tra l’11 e il 19 maggio si  faranno sentire prima in latino e poi in italiano brani della  letteratura dei maggiori autori latini in qualche modo connessi con ciascun  monumento e cioè fra altri di Seneca, Marziale, Tito Livio, Cicerone, Giulio Cesare, Plotino, fino a San Gregorio.

Si creerà così un’atmosfera che attrarrà gli ascoltatori,  ma specialmente i giovani, che potranno apprezzare il grande valore che ha la civiltà antica alla base della cultura del giorno d’oggi.

 

Tutte le iniziative che si svolgeranno nell’occasione sono presenti sul sito dell’Appia Day  http://www.appiaday.it/programma-2019-fuori-roma/

Calorosa accoglienza alla Rimembranza dei camminatori guidati dal Gruppo dei Dodici

Come previsto il gruppo dei viandanti (tedeschi, norvegesi e americani) sulla via Francigena del sud è stato accolto a Piazza Palatina da camminatori locali che li hanno accompagnati fino alla Rimembranza.

Lungo la strada hanno incontrato Francesco Ciccone e Angelo Giuliani, i musici viatores, che con la loro musica di ispirazione medievale li hanno sollecitato a danzare.

 

Quasi in corteo al seguito dei musici i camminatori hanno raggiunto la Rimembranza.

 

Al parco una tavola imbandita con i tipici prodotti gastronomici terracinesi, favette, ciambelle di magro e vino moscato, già solo con la vista ha fatto dimenticare la fatica della lunga camminata.

 

Qui, mentre i musici continuavano la loro esibizione con una lezione sugli strumenti antichi utilizzati, i camminatori apprezzavano il ristoro offerto dal gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

 

 

Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dall’assessore Barbara Cerilli. Francesco Ciccone ha tradotto in inglese le parole dell’assessore.

 

Simpatico e straordinario l’incontro con una viandante, socia WWF di Washington D.C., che ha voluto farsi fotografare con i soci terracinesi e sulla terrazza tenendo avanti la bandiera del panda.

 

 

 

 

Nuovo arrivo di camminatori alla Rimembranza

Sono ormai oltre dieci anni che gruppi di camminatori sulla via Francigena del sud (direttrice Appia) vengono accolti alla Rimembranza sede di tappa voluta dal Gruppo dei Dodici.

Il simbolo della tappa è una mattonella presente all’ingresso del parco che riproduce un graffito con la scritta Quis ut Deus?  lasciato da un pellegrino a Porta San Sebastiano a Roma proprio quasi all’inizio della via Appia.

 

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale, presente a Terracina da oltre trentanni, ha sempre organizzato camminate per conoscere il territorio e gli è venuto naturale aderire ad un progetto che diffonde il movimento lento riprendendo una tradizione medievale.

 

Così, Emilio Selvaggi accettò subito di far parte dei fondatori del Gruppo dei Dodici che attualmente comprende tra i soci alcuni amici del WWF di Terracina. Questi in tempi recenti hanno voluto lasciare un segno utile ai camminatori con un murale disegnato da un giovane writer terracinese lungo l’Appia superiore.

Dopo la bella esperienza con i camminatori norvegesi di venerdì 12 aprile ecco quindi arrivare alla Rimembranza un altro gruppo di viandanti questa volta guidati dai Dodici.

Sono americani, tedeschi e norvegesi partiti ieri da Teano e arriveranno a Terracina martedì 23 aprile.

Saranno accolti alla Rimembranza oltre che da cittadini e soci WWF da rappresentanti dell’Amministrazione comunale; l’assessore alla Cultura, Barbara Cerilli, si sta impegnando a rilanciare questi incontri utili a diffondere la conoscenza del ricco patrimonio culturale della nostra città.

Intanto, alle 15 partirà dalla Rimembranza un gruppo di camminatori che andrà incontro ai viandanti fino oltre Piazza Palatina; chi vuole potrà aggregarsi liberamente.

 

All’arrivo al parco un ristoro rinfrancherà tutti i camminatori mentre ascolteranno musiche medievali eseguite dal violinista Francesco Ciccone che accompagnò per un tratto Paolo Rumiz, quando percorse tutta l’Appia da Roma a Brindisi facendo tappa a Terracina.

L’artista che suona violino, viella e ribeca nell’occasione sarà accompagnato dalle percussioni e dai tamburi a cornice di Angelo “Cignale” Giuliani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Certe amministrazioni pubbliche più si appellano allo sviluppo sostenibile e più continuano a dare messaggi negativi sull’uso delle risorse naturali: ritorna l’offshore al Circeo.

Sul sito del comune di San Felice Circeo fa bella mostra di sé un comunicato stampa in cui tra l’altro è scritto:

Ad un anno dalla fortunata edizione 2018, che aveva visto un numerosissimo pubblico assistere alla gara di Campionato Italiano Offshore, i bolidi del mare saranno nuovamente in scena nella perla del litorale laziale a partire dal giorno 12 Aprile con la prima gara valida per il Campionato Europeo Classe 3D e la seconda gara Domenica dalle ore 14:00 valevole come finale del Campionato Europeo e prima gara stagionale del Campionato Italiano.

Al via previste circa 18 imbarcazioni suddivise in tre categorie: i veloci catamarani della categoria 3D/5000; i monocarena della classe Endurance Sport ed i battelli pneumatici della categoria Federale in collaborazione con Honda Marine. Questa categoria rappresenta la novità ed è una vera opportunità per quanti volessero avvicinarsi al mondo dell’offshore in maniera del tutto accessibile.

Iscritti al Campionato Italiano anche piloti dalla Francia, Belgio e Svizzera.

Durante il week-­‐end di gara si cercherà di raggiungere il Record Mondiale di velocità sulla distanza della Tommy One di Maurizio Schepici, una potente imbarcazione Offshore V1 di 14 metri motorizzata con due motori biturbo da 950 cv l’uno.

Non è proprio una gara ambientalmente sostenibile.

E pensare che il comune pontino è inserito in un Parco nazionale e sulla carta può vantare diverse iniziative in campo ambientale fino all’introduzione del Marchio ecologico del Circeo che nel disciplinare afferma:

Con il riconoscimento del “Marchio Ecologico del Circeo” il Comune di San Felice Circeo si pone l’obiettivo di qualificare le strutture che adempiono agli obblighi sul corretto svolgimento della raccolta differenziata e che dimostrano una attenzione alle tematiche ambientali.

In questa iniziativa l’aspetto ambientale, ma soprattutto l’impatto negativo sull’ambiente non è stato minimamente preso in considerazione.

Una gara di offshore non è compatibile con la presenza della posidonia oceanica del SIC (Habitat 1120, codice IT6000013) istituito dalla Regione Lazio con deliberazione di G.R. n. 1534 del 21.11.2002 per la conservazione della diversità biologica dell’area marina e del progetto di ripopolamento del mare tanto desiderato dalla marineria della pesca.

La nostra associazione è già intervenuta sulla questione quando l’offshore sbarcò a Terracina

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2013/10/15/mondiali-offshore-a-terracina-incrociamo-le-dita-per-il-nostro-mare/

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2014/08/29/altre-gare-di-offshore-a-terracina-no-grazie-abbiamo-gia-dato/

Attendiamo amministratori avveduti e coerenti che finalmente prendano a cuore la tutela di questa risorsa naturale rappresentata dal mare che è una fonte ragguardevole dell’economia di tutta la costa.

Esistono altre forme di gare marine in cui la mobilità è decisamente sostenibile e possono servire da richiamo per un turismo di qualità rispettoso dell’ambiente.

In altre zone d’Italia per attrarre turisti si fanno gare di nuoto, tornei a remi e regate veliche.

La vela, appunto.

Abbiamo circoli velici su tutta la costa e amministratori capaci di uscire da uno stretto municipalismo potrebbero promuovere in maniera corretta la cultura del mare avviando regate da Gaeta al Circeo passando per Sperlonga e Terracina.

 

Certamente all’inizio non avremmo una partecipazione tipo barcolana triestina ma avvicineremmo al mare i cittadini durante tutte le stagioni e non solo nelle affollate giornate estive.