Per Emilio

Un altro anno è passato e siamo ancora una volta qui, a cercare di esprimere quanto sia profondo il sentimento che ha legato e continua a legare la nostra Città ad Emilio Selvaggi.

La sua scomparsa ha lasciato tutti un poco smarriti, increduli del fatto che un elemento inscindibile dal territorio si fosse invece, di fatto, da esso, scisso ed avesse preso una strada che lo allontanava definitivamente.

Con il tempo però è emersa in molti la convinzione che l’elemento fondamentale non era tanto la disgrazia di averlo perso bensì la fortuna di averlo avuto, averlo avuto come insegnante, come amico, come familiare o anche solo come concittadino.

Tante sono state le sue realizzazioni e non crediamo che sia il caso di ricordarle qui, anche perché è giusto che ognuno ricordi il suo Emilio, unico ed inimitabile.

I nuovi orari di apertura del Parco della Rimembranza

Con l’ora solare cambia anche l’orario di apertura del Parco della Rimembranza anche perché le giornate con l’inverno diventano sempre più corte.

Il sabato il parco apre alle 15,30 e chiude alle 17,30,

La domenica l’apertura viene spostata alla mattina dalle 10,30 alle 12,30.

Inoltre abbiamo aggiunto una apertura infrasettimanale in concomitanza delle attività svolte dai ragazzi che partecipano all’ “Operazione Ghiandaia”, il giovedì dalle 15,00 alle 17,00.

La visita è libera e gratuita, si raccomanda solo di farsi vedere dai volontari che potrebbero essere intenti alla cura del parco per evitare di venir chiusi dentro senza volerlo. Con il tramonto il parco chiude.

Al via il progetto “Operazione Ghiandaia”

Progetto del WWF Litorale Pontino.

Qualche attuale cinquantenne che negli anni ottanta frequentava la scuola media don Milani forse ricorda ancora il “gruppo naturalistico”. Naturalmente fu una idea del Prof. Selvaggi che lì insegnava italiano, storia e geografia, ma che aveva deciso di dedicare un pomeriggio a settimana all’ educazione ambientale. Il punto di incontro era la scuola, ma spesso poi andavamo alla scoperta di luoghi naturali nelle vicinanze, compreso il Parco Nazionale del Circeo.

Allora a Terracina pochi sapevano cosa fosse l’educazione ambientale, oggi, per fortuna, tutti parlano di “Ambiente”, allora noi torneremmo un po’ indietro per parlare di “Natura”!  

Così vorremmo ripartire da lì e ricostruire il “Gruppo Naturalistico” pensando proprio a quella fascia di età che va dai 10 ai 13 anni, ma in una cornice naturale unica! Il Parco della Rimembranza!

I volontari del WWF coinvolgeranno, per ora pochi ragazzi in un progetto, sempre nato dall’ idea del nostro Professore: “Operazione Ghiandaia”! Forse non tutti sanno che la ghiandaia, tra le molte cose strane che fa, ha l’abitudine di mettere da parte le ghiande, ma per fare questo le sotterra! Nonostante la sua memoria di ferro molte ghiande verranno “dimenticate”. In realtà ne mette da parte più di quante non ne mangi o non ne regali alla compagna… e così capita che da quelle ghiande nascano delle querce!

Così i ragazzi che partecipano dovranno rimboccarsi le maniche, sporcarsi di terra, usare attrezzi, per andare alla ricerca di semi, non solo ghiande, piantarli in fitocelle, prendersene cura e nel frattempo, piantare bulbi, raccogliere rametti, piantare talee, e poi seminare piccoli semi, costruire mangiatoie e casette per uccelli, ma anche nidi per pipistrelli e alberghi per insetti.

 Insomma, lavoro ce n’è da fare e magari nel frattempo si imparano pure un sacco di cose sulla Natura e sulla Vita!

Tutto si svolgerà in maniera gratuita, all’aperto, con mascherina, chi lo vuole potrà contribuire in “Natura” (bulbi, semi, talee, fitocelle, piante, palette e guanti da giardinaggio, compensato, ecc), per ora i posti sono limitatissimi (solo 10), ma speriamo di poter presto accogliere più ragazzi.

Per info e prenotazioni chiedete ad Elisabeth tel. 3286915215

Platani e via Francigena

di E. Selvaggi

Leggiamo in questi giorni di un progetto approvato dal Comune di Monte San Biagio che, per far passare la Via Francigena accanto all’Appia, ha proposto di tagliare 46 platani. La motivazione è che i platani impediscono di vedere i pellegrini, mentre un ”bel” guardrail permette agli autisti di evitare di falciarli.

Se si progetta un percorso per delle persone che camminano lunghi tratti a piedi, bisogna mettersi nei loro panni, non in quelli degli autisti distratti.

Se stai facendo il cammino, non vuoi vedere macchine e asfalto, vuoi essere protetto da alberi con un fusto di 70/80 cm di diametro, che ti facciano ombra e che schermino in parte il rumore e gli scarichi del traffico. Allora riusciresti, invece che a guadare le auto, a goderti il paesaggio pieno di storia: le tombe antiche, le torri, il confine e il paese arroccato sul monte così ben costruito da sembrare una nave. Protetto dagli alberi riusciresti meglio ad immedesimati negli antichi viaggiatori che hanno percorso questa via.

Se cammini 20km al giorno e magari ci sei venuto da molto lontano, visto che molti pellegrini che percorrono La Francigena del Sud sono stranieri che amano viaggiare lentamente, i tratti lungo la strada carrabile li eviti o cerchi di dimenticarli, fosse pure una via millenaria, Regina di tutte le Vie!

L’albero di Giovanni

Ieri mattina, 11 ottobre, alla presenza dei familiari, presso il Parco della Fossata, con una cerimonia privata, è stata posta una targa in memoria di Giovanni Iudicone ai piedi dell’albero di Bagolaro donato dagli amici del WWF e piantato ieri da Idea Verde. E non è un caso che proprio oggi abbia avuto luogo la Marcia per la Pace Perugia Assisi, alla quale Giovanni Iudicone, uomo di pace, ha più volte dato il suo contributo di organizzazione e partecipazione.
Come già annunciato, l’evento pubblico per ricordare questa figura così importante per la nostra città, è stato annullato per motivi di sicurezza legati alla pandemia in corso.

Appena sarà possibile i familiari e gli amici organizzeranno una cerimonia pubblica per ricordare e commemorare il caro Giovanni.

Urban Nature 2020 – rinvio a data da destinarsi

L’evento Urban Nature 2020 con l’incontro in memoria del nostro caro Giovanni è stato rinviato a data da destinarsi.

“La libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione”.

Queste parole, dette oggi dal Presidente Mattarella, ci hanno spinto a postdatare l’incontro in ricordo del caro amico Giovanni, già fissato per domenica prossima

Infatti, pur non essendoci particolari divieti per lo svolgimento dell’incontro, abbiamo ritenuto comunque opportuno evitare qualsiasi possibilità che il contagio si potesse estendere.

La nostra Città, così provata non ne ha certo bisogno.

E’ comunque nostra ferma intenzione ricordare Giovanni in altra occasione pubblica, non appena possibile.

Ai candidati alla carica di sindaco della Città di Terracina

Il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del più vasto Litorale Laziale, come d’abitudine, ad ogni tornata elettorale per le amministrative, rivolge ai candidati al ruolo di sindaco l’invito a porre attenzione su alcune tematiche che attengono all’ambiente, alla sua tutela e salvaguardia e alle implicazioni che queste azioni possono avere con la vita dei cittadini del Comune che si apprestano a guidare.

Abbiamo sempre organizzato incontri in cui la nostra associazione ha evidenziato i vari temi che ci stanno a cuore e ogni candidato ha dato delle risposte o quanto meno ha preso atto delle nostre istanze.

Questa volta, dopo aver preso visione dei programmi in larga parte prevedibili, visto il nostro interesse continuo per i suddetti temi, vuoi perché la campagna impone ritmi e impegni quotidiani, vuoi per le restrizioni dovute all’emergenza Covid, abbiamo preferito questa forma.

In questo modo i candidati e i loro sostenitori possono avere un promemoria di quello che l’associazione più radicata in città considera prioritario per una visione veramente “sostenibile” del vivere in comunità. Ecco forse la differenza è proprio quella, l’attività della nostra associazione è sempre finalizzata al bene di tutti i cittadini, al Bene Comune, e questo documento è più un promemoria per i cittadini che per i politici con i quali ci confrontiamo quasi quotidianamente.

Non abbiamo mai inteso sostituirci alle Istituzioni ma ci siamo sempre adoperati perché esse agissero al meglio nei confronti dell’ambiente.

Non vogliamo neanche suggerire strategie e fonti di finanziamento che sicuramente sono note a chi si propone di guidare una città che necessita di attenzione non solo per gestire il patrimonio naturale ma per far sì che un ambiente sano generi benessere psico-fisico nei cittadini che vivono in quel territorio.

Di seguito i punti che noi riteniamo degni di azione e attenzione:

  • MOBILITÀ:
    • Una rete ciclabile per vivere la nostra città (scuole, mercato, chiese, ospedale, parchi) non solo fare una passeggiata sul lungomare. Se proprio si vuole accelerare le procedure si possono riprendere tutte le proposte del WWF, confluite poi nelle proposte di Agenda 21, chieste dall’amministrazione e consegnate da Giovanni Iudicone. Quello che invece chiediamo è che non si mandi avanti il mega progetto, 2 milioni di euro da sperperare per una pista a picco sul mare ma che presenta notevoli criticità come l’impatto paesaggistico, idrogeologico, ambientale e soprattutto un rapporto costi beneficio (pochi turisti dei campeggi che vogliono arrivare in città) decisamente sbilanciato e non vantaggioso per la città.
    •  ZTL e aree pedonali specie nelle aree di maggior pregio naturalistico e storico della nostra città, parte di viale della Vittoria e piazzale Moro, come in molte città in altri paesi che hanno un lungomare meraviglioso come il nostro. Il centro storico alto, strade e piazze in prossimità di scuole. Tutto questo necessita di una revisione di tutta la mobilità, non basta chiudere una strada come a volte è stato fatto, ma va prevista una intermodalità con mezzi elettrici o biciclette elettriche (bike sharing). La sostanza è: chi si deve muovere in città deve PREFERIRE lasciare l’auto a casa. Una mobilità sostenibile si concretizza anche nelle problematiche banali di tutti i giorni e basta stare 10 minuti davanti ad una qualsiasi scuola del nostro comune per rendersi conto dell’inquinamento provocato e della congestione che penalizza chi invece va a scuola in bicicletta o a piedi. Non dovrebbe essere complicato adottare e realizzare il PUMS!
    • Non smetteremo mai di chiedere il ripristino della FERROVIA è una battaglia iniziata da Giovanni Iudicone insieme al Comitato Pendolari che noi non vogliamo abbandonare; chiamatelo treno, chiamatelo metropolitana leggera, il concetto è che il treno, o metropolitana, fanno risparmiare tanta CO2 e altri inquinanti immessi in atmosfera; è un mezzo “socialmente sostenibile” perché tutti possono viaggiare evitando avventure da Terzo Mondo. 8 anni sono troppi, difficile credere alle promesse. Il treno è per noi l’icona della sostenibilità e della mobilità sostenibile.
    • Revisione quindi di tutta la mobilità urbana ed extraurbana che ripetiamo, al momento attuale, è assolutamente fuori controllo con conseguente inquinamento ma soprattutto di invivibilità della nostra città.
  • RIFIUTI
    • Introdurre finalmente la tariffa puntuale che già di per sé è un sistema di premialità per i cittadini fermo restando che dovrebbero essere trovate, e ci sono, forme di incentivo per i cittadini che li convincano che differenziare conviene anche economicamente.
    • Plastica: l’amministrazione uscente ha gestito in modo assolutamente inadatto il problema della plastica come fonte di grave inquinamento del Pianeta. Tra gli ultimi, il nostro comune ha visto una timida delibera “plastic free” che all’inizio della stagione estiva è stata addirittura ritirata. Ora, grazie a loro, sempre la vecchia amministrazione, nell’ambiente, e in particolare in mare, sono andati dispersi quintali di plastica. Contiamo molto sulla futura amministrazione.
    • Amianto: il percorso iniziato nel 2015 per dotare la nostra città di un regolamento per eliminare il rischio derivante dalla presenza nell’ambiente di rifiuti di amianto si è bloccato sul nascere, nulla di tutto quanto previsto nel regolamento è stato realizzato. In questi anni l’amianto ha continuato a fare danni e morti e chi dovrebbe tutelare la nostra salute probabilmente ignora anche questo regolamento. Speriamo nella nuova amministrazione.
    • No agli impianti a biogas o biomasse, il termine bio inganna ma si tratta di impianti che, attraverso una combustione e relativa immissione di cattivi odori e fumi tossici, smaltiscono in maniera insostenibile la frazione umida dei rifiuti urbani. Sì agli impianti di compostaggio di qualità
    • Roghi tossici: Spesso i rifiuti vengono bruciati nottetempo, soprattutto plastiche. Tutta la zona Nord – Ovest della città è interessata da questo fenomeno; l’aria è irrespirabile e questi fumi contenenti diossina, metalli pesanti, PCB ed altre sostanze estremamente velenose con potere cancerogeno e di interferenti endocrini entrano nelle matrici ambientali, acqua, aria, suolo avvelenando il cibo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo, noi e i nostri figli. L’amministrazione uscente pur consapevole non ha messo in campo il proprio sistema di controllo, la polizia municipale, né tanto meno ha cercato la collaborazione di altre forze come i Carabinieri Forestali.
    • Inseriamo qui un altro tipo di inquinamento, quello da onde elettromagnetiche. Sappiamo che il Comune di Terracina si è dotato di PRAEET e relativo regolamento ma non è sufficiente, così come per l’amianto, avere un regolamento, è necessario vigilare e soprattutto aggiornare il piano; vigilare sulle richieste delle società di telefonia, delle modifiche alle antenne già esistenti, avere sempre la situazione sotto controllo e affidarsi a tecnici non di parte. Ancora purtroppo non è stato dimostrato il danno organico, ma per la tutela dei cittadini, quello che deve guidarvi è il Principio di Precauzione.
  • AREE VERDI:
    •  Nonostante l’amministrazione uscente abbia dichiarato lo “stato di emergenza climatica e ambientale”, con tutti i relativi impegni presi per rispondere a questa emergenza e “Terracina città sostenibile”, la sostenibilità ambientale nella nostra città si è andata sempre più affievolendo. Abbiamo grandi aree verdi extraurbane e aree verdi urbane di grande pregio non solo naturalistico ma anche storico e archeologico tristemente ridotte di molto; le prime oltre ad essere abbandonate alla caccia spesso di frodo e al pascolo abusivo sul bruciato sono, da sempre ma soprattutto dal 2017, vittime di incendi devastanti. Non può essere sufficiente controllare il territorio, anche se siamo grati alle associazioni di volontariato, ma deve essere condotta un’azione precisa di mappatura delle aree percorse dal fuoco, delibere e divieti; severi controlli per poter sanzionare i contravventori e impedire loro di trarre vantaggio dagli incendi. È necessario capire che il patrimonio boschivo è l’elemento fondante della sostenibilità ambientale, della biodiversità e del contrasto ai cambiamenti climatici. Il patrimonio del verde, in città ad esempio, mitiga il calore delle estati che si susseguono sempre più calde con riflessi negativi sulla salute dei cittadini. Sono state proposte linee guida per un “Piano Generale del Verde Pubblico A Terracina” già nel 2010 e poi ancora nel 2018 un “Piano Generale e Regolamento delle aree verdi urbane e periurbane della città e del territorio comunale secondo il principio di sostenibilità e di gestione ecosistemica”. È evidente che non ci si debba inventare niente. La prossima amministrazione avrà vita facile a far tornare Terracina agli standard europei in termini di superficie di verde per abitante e di bellezza. Basta contrastare gli incendi e sostituire gli alberi abbattuti dalle calamità o dall’uomo, controllare il taglio nelle proprietà private, assicurarsi il lavoro di potatori, e non capitozzatori, e la consulenza di esperti per dare lunga vita al nostro verde. I nostri parchi urbani inoltre possono sicuramente diventare parchi letterari, per la sostenibilità culturale della città ed arricchire l’offerta turistica. Piccola nota che ci tocca da vicino come WWF: avevamo chiesto alla amministrazione uscente di includere nel parco della Rimembranza l’area inferiore del convento di San Francesco, area di pregio naturalistico e storico-archeologico abbandonata ai vandali, per poterla curare e completare così la bellezza di quel gioiello di biodiversità che è il Parco della Rimembranza. Stiamo aspettando un famoso lunedì, che non è mai arrivato, in cui l’assessore competente avrebbe depositato tutta la documentazione fornitagli per l’approvazione.
    • Parlare dell’ambiente naturale extraurbano ci dà la possibilità di citare la “Via Francigena del Sud” e “il cammino della Via Appia”. Il WWF Litorale Pontino è sempre stato parte integrante del “Gruppo dei 12”, la storica associazione che ha tracciato i sentieri e fatto conoscere questo cammino straordinario. Siamo fortemente motivati a portare avanti questo progetto perché i cammini sono il nuovo turismo che avanza, un turismo ad impatto zero. È per questo che, quando il 2016 è stato dichiarato “anno dei cammini” e sono partiti numerosi progetti con relativi finanziamenti, per la promozione di questi cammini, la nostra associazione ha spinto e affiancato l’amministrazione perché prendesse parte a tutti i protocolli. Grazie a questa collaborazione il tratto di Terracina è entrato di diritto nella via Francigena del Sud, che ricordiamo non è una via come l’Appia e quindi andava deciso e segnalato. Ma come tanti progetti anche questo è rimasto sulla carta. Un percorso viene vissuto se i camminatori possono poi trovare alberghi, ostelli, B&B dove sostare a prezzi accessibili e Terracina non offre, specie in estate, soluzioni simili. Quello che forse è sfuggito è che i camminatori, moltissimi stranieri, una volta visitati luoghi incantati come Terracina durante il cammino, ci tornano con le famiglie per forme di turismo più vantaggiose per la città. Ecco, catturate il camminatore e attirerete centinaia di turisti.
    • Orti urbani: partiti con tanto entusiasmo si sono persi nel nulla. Peccato, avrebbero permesso di curare le tante aree abbandonate con vegetazione incolta ricettacolo di spazzatura specie sotto forma di plastica.
  • AGRICOLTURA
    • Finalmente si inizia a sentire da più parti che il territorio di Terracina è a vocazione agricola, peccato che questa consapevolezza sia arrivata quando la nostra identità, il nostro vanto maggiore, la produzione di Moscato, era ormai ridotta a pochi piccoli appezzamenti di appassionati. La Valle dei Santi, areale d’elezione di questa coltivazione, e tutta l’area agricola di Terracina, è stata trasformata in un mare di serre dove si coltivano produzioni richieste dal mercato, il tutto accompagnato da largo uso e consumo di pesticidi e acqua, con una riduzione della biodiversità preoccupante. È utile ricordare che, in queste zone, parlare di biodiversità significa anche parlare di difesa dal dissesto idrogeologico, fenomeno che invece guadagna sempre più spazio e fa sempre più danni (ricordiamoci l’alluvione che fece crollare la Pontina). La PAC europea privilegia le multinazionali dei pesticidi e degli OGM, ma noi localmente possiamo fare molto. Iniziare con la redazione di un regolamento comunale dell’uso dei pesticidi; queste sostanze sono molto pericolose se ingerite ma lo sono ancor di più se inalate direttamente durante il trattamento delle colture. L’amministrazione uscente ha mostrato attenzione (pensavamo) al problema istituendo un tavolo al quale erano ammesse le associazioni ambientaliste e comitati di cittadini; purtroppo, come spesso accade è stata un’azione di facciata probabilmente per interessi particolari della una parte politica. La politica dovrebbe curare i beni comuni nell’interesse dei cittadini, ma fino ad ora sono tanti i cittadini che si ammalano perché vivono in prossimità dei campi e consumano prodotti trattati con pesticidi e non controllati. Anche in questo caso andrebbe rivista la politica agricola locale e il necessario passo conseguente sarebbe l’istituzione dei distretti agricoli biologici o biodistretti insieme ad altri comuni, come già avvenuto in provincia di Latina o in altre realtà (il distretto di Montalbano è uno dei più famosi) che dopo la transizione hanno visto uno sviluppo economico interessante di pari passo con l’aumento del livello della qualità.
  • MARE E COSTA
    • il mare e la costa hanno bisogno di attenzioni non solo per migliorare l’offerta turistica ma anche per la difesa dell’entroterra e dell’economia legata appunto al mare, nonché per tutelare la salute dei cittadini. Mentre 40 anni fa l’offerta era naturale e semplicemente non abbiamo saputo farne tesoro, oggi il mantenimento e la tutela della costa sono necessari, in termini di conoscenza, per conservare questo patrimonio e difenderlo da inquinamento ed erosione. Poco consola la Bandiera Blu o addirittura la Bandiera Verde di spiaggia per i bambini, perché osservazioni anche solo puntuali ci mostrano un litorale inquinato da microplastiche e scarichi fognari  abusivi con un mare spesso sporco per il rilascio di vere e proprie raccolte di spazzatura che non vengono dalle navi di passaggio, che idiozia si è raccontata per anni! occorre controllare gli allacci alla fogna soprattutto per le periferie nord e sud della città, abitazioni, esercizi commerciali, campeggi; gli scarichi abusivi di reflui industriali, molitura e altro, ben identificabili; scarichi delle barche ormeggiate in porti e canali, scarichi fognari non trattati da depuratori che arrivano dall’entroterra. Va controllato poi il sistema di smaltimento di rifiuti e scarichi degli stabilimenti balneari. Sappiamo che esiste una differenza tra inquinamento e sporcizia ma la presenza di microplastiche rappresentano una fonte di vero e proprio inquinamento per le sostanze che questi frammenti rilasciano nello stomaco o addirittura nella carne del pesce.
    • Va tutelata, per quanto possibile, il residuo di duna che in alcuni punti della nostra costa ha mostrato una progressione confortante. La duna è quella che difendere dall’erosione costiera meglio di qualsiasi barriera soffolta. Vi invitiamo a perseguire nel progetto Mare Nostrum, nell’ampiamento dell’area marina protetta e nella istituzione del parco marino così come indicato nei documenti di Agenda 21 Locale di Terracina.

Probabilmente riceverete gli stessi suggerimenti da altre fonti; ne siamo contenti perché vuol dire che la nostra preoccupazione per le questioni ambientali è condivisa da altri cittadini.

Inoltre, se tutte queste tematiche sono presenti nei vostri programmi ne siamo ancor più felici perché abbiamo speranza che le nostre istanze saranno accolte.

Auguriamo buon lavoro a chi governerà la città nei prossimi anni e ai nostri concittadini di assistere e partecipare alla rinascita di Terracina, davvero città sostenibile.

La “cattiva stagione” delle piante

di Elisabeth Selvaggi

Ora che la primavera è finita le nostre colline si tingono di oro.

Dove la macchia mediterranea non è abbastanza fitta, magari a causa degli incendi che si sono succeduti nel tempo, alcune piante affrontano la loro “cattiva stagione”, calda e arida e vanno in estivazione. Piante come l’euforbia dopo essersi tinte di rosso violaceo in primavera, ora perdono le foglie e rimangono completamente spoglie. Da noi mantenere verde un prato non è facile, siamo costretti ad annaffiarlo di continuo e se la gramigna si insedia è lei la prima a creare quelle simpatiche macchie gialle di foglie secche nel prato che non a caso si chiama “inglese”. Non avendo una estate piovosa come in Inghilterra il prato verde costa una gran fatica ed energia in un ambiente mediterraneo come il nostro. Ora in nord Europa il grano è ancora verde, mentre da noi è già bello dorato. E i fili d’avena dondolano al vento estivo come i capelli biondi di una fanciulla. Pochi sono i fiori rimasti: i fiori di rovo, i cardi, le scabiose, belle solo se guardate da vicino e le alte carote selvatiche che fanno da posatoio per le leggere farfalle.  

Tra tutte le piante che si seccano d’estate la più significativa è la “stramma” con le sue foglie sottili e i pennacchi bianchi. Guai provare a strapparne le foglie! Piccoli peli silicei vi tagliano le mani. Tanti sono i nomi di questa che è una delle piante più caratteristiche della natura e della cultura mediterranea come il suo nome scientifico racconta: Ampelodesmos muritanicus. L’indicazione geografica nord africana ci dà una connotazione sul tipo di ambiente in cui vive, mentre il nome del genere che significa “legaccio per le viti” ci ricorda la viticultura per l’uso che si faceva delle sue foglie. Ma tanti altri erano gli usi di questa pianta: le foglie essiccate e battute venivano intrecciate per farne corde, cestini, cappelli, impagliare fiaschi e sedie, per rivestire le capanne e non ultimo come “strame” nelle stalle. La cultura agrosilvopastorale utilizzava molto questa pianta anche perché lasciarla era immangiabile per gli animali e spesso veniva bruciata in modo da farla ricrescere più tenera in autunno.

Purtroppo la sua alta infiammabilità contribuisce agli incendi estivi: brucia velocemente e il pennacchio dissemina scintille trasportate dal vento. La stramma domina là dove la frequenza degli incendi ha fermato lo sviluppo della successione vegetazionale che normalmente avrebbe portato da stramma, ginestra spinosa e cisti a cespugli di lentisco, mirto e alaterno fino all’insediamento della macchia alta di leccio. Basta molto poco per un piromane che conosce la macchia provocare un incendio proprio partendo da questa pianta.

Ma forse proprio la stramma potrebbe trovare un nuovo utilizzo, più attuale, più moderno, per poter aiutare a difendere le nostre montagne dagli incendi estivi.