Da Terracina a Barbiana: emozioni tra natura, impegno sociale e spiritualità

Giovedì 29 agosto il parco della RIMEMBRANZA ha ospitato Paolo Landi, un ex allievo di don Milani che ha presentato il suo libro “La repubblica di Barbiana”.

Il racconto di Landi degli anni trascorsi con il Priore, dei sacrifici quotidiani all’interno di una natura ostile e la rievocazione di un ambiente affettivo dove l’ultimo era al centro degli interessi di tutti, hanno affascinato oltre ogni dire alcuni nostri concittadini già influenzati, anche professionalmente, dal messaggio che alla fine degli anni 60 arrivava da Barbiana.

Così, dopo un mese, nel fine settimana del 28/29 settembre, un gruppo di amici e soci del WWF di Terracina ha partecipato al Cammino di don Milani, una iniziativa promossa da Viviana Ballini, figlia di Maresco, un ex allievo del Priore quando ancora operava nella chiesa di san Donato di Calenzano.

Sono stati due giorni di cammino per congiungere idealmente Calenzano e Barbiana, i luoghi che hanno visto l’azione educatrice di don Milani per sette anni nella prima città e per tredici nella seconda Parrocchia dove si è conclusa la sua esistenza.

 

Abbiamo camminato nel Parco culturale di Monte Giovi attraversando boschi di faggi e castagni dove la geologia, la botanica e l’architettura dei luoghi sono stati lo scenario in cui hanno operato i giovani partigiani toscani della resistenza al nazifascismo e il don Milani della scuola di Barbiana.

 

Il sabato la nostra comitiva, prima di partire, ha incontrato nella Chiesa di San Donato a Calenzano alcuni ex allievi di don Milani che, dopo aver raccontato l’impegno e il modo di agire del Priore, hanno illustrato come ancora oggi, attraverso una Fondazione, si continua a operare organizzando nella modernissima Biblioteca di Calenzano corsi di integrazione scolastica per ragazzi in difficoltà, incontri e dibattiti sulla figura e gli insegnamenti di don Milani.

 

 

(I camminatori e gli ex allievi a San Donato di Calenzano)

 

 

 

 

A fine giornata abbiamo fatto tappa in quota, in un agriturismo della zona di Prati Nuovi, e qui abbiamo trovato ad attenderci alcuni ex allievi della scuola di Barbiana che hanno voluto ricordare i tanti momenti vissuti nella scuola.

 

 

 

 

Mileno e Fiorella seduti attorno al tavolo ci hanno incantato con le loro parole. Ricordi semplici, di gesti affettuosi, di parole a volte severe, di attenzioni paterne, di un insegnamento a 360 gradi, fatto soprattutto di esempio, di coerenza, di Cura. I CARE. Il motto di don Lorenzo, prendersi cura, preoccuparsi degli altri, capire le cause, le motivazioni, sciogliere i nodi e soprattutto ridare la parola a chi non ce l’ha per renderlo libero.

Una scuola intesa in senso integrale, che non puntava a riempirli soltanto di nozioni ma che li ha preparati ad essere “cittadini sovrani” sottraendoli ad un futuro oscuro di accettazione della realtà e di egoismo individuale.

Fiorella sembra ancora la bambina delle foto, gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso aperto. “Quella sono io” si è riconosciuta con gli occhi lucidi di commozione ed è stato bello vederla commuoversi durante la visione del documentario che avevamo portato da Terracina, in cui si ascoltava don Lorenzo parlare e si vedevano i bambini e le bambine intorno al tavolo fare merenda e i bambini più grandi tuffarsi nella piscina, costruita da loro, dopo aver studiato e realizzato un sistema di purificazione e filtraggio dell’acqua.

 

 

(Il gruppo su Monte Giovi prima della discesa verso Barbiana)

 

 

 

 

Il giorno dopo è cominciata la discesa verso Barbiana, passando per i grandi marroneti, una volta fonte di sostentamento per le famiglie sparse sulla montagna e ora quasi tutti abbandonati. Lungo il sentiero il gruppo ha sostato presso il monumento ai giovani partigiani toscani che su Monte Giovi agirono per la riconquista della libertà dalla barbarie del nazifascismo.

 

Dopo l’ultimo tratto di Cammino, quando da lontano abbiamo iniziato a intravedere la Canonica e la sagoma del campanile della Chiesa circondati dai cipressi, ci siamo sentiti pervasi da una sensazione di dolcezza e di familiarità.

 

Come poi verrà detto da Sandra, la figlia di Michele, uno dei bambini della scuola, Barbiana era un non luogo, senza case, a parte la Canonica, senza una comunità, senza un’identità, un luogo di infinito dolore. E di miseria, tanta miseria. Don Lorenzo Milani ha fatto il miracolo di creare una comunità con uno spirito critico, che come il lievito madre si è diffusa e allargata, generando consapevolezza, appartenenza e dignità.

E a Barbiana tutti nell’aula della scuola intorno ai tre tavoli, sparpagliati alla rinfusa, come allora. Ad ascoltare. A fare domande. A sentire i racconti dei viaggi all’estero per imparare le lingue, uno dei punti cardine degli insegnamenti di don Milani, dormendo negli ostelli della gioventù “così conoscerete gente nuova e potrete parlare e fare amicizia” e tornando in Italia in autostop, sempre per lo stesso motivo.

Sparpagliati come semi per il mondo. Per poi tornare e germogliare con nuove conoscenze, nuovi saperi, nuove esperienze. Tirando fuori ognuno le proprie predisposizioni, i propri talenti. “Vi vorrei tutti sindacalisti – diceva don Milani – ma dovrete fare quello che vi riesce meglio.” E così è stato. Anche se è proprio la politica, con i suoi meccanismi interni, ma soprattutto la Costituzione, uno dei punti di partenza degli insegnamenti di don Milani ai suoi bambini e bambine.

Ed è stato proprio nella piccola aula di Barbiana, lì seduti intorno a quei tavoli di legno, gli stessi di allora, guardando gli alberi dalla finestra e gli oggetti costruiti dai bambini, l’astrolabio, il sistema solare, le cartine, i grafici colorati, le foto in bianco e nero, i libri catalogati sugli scaffali, le rastrelliere per le cartelle, le sedie di ferro saldate dai ragazzi, tutto esattamente come allora, che abbiamo sentito viva e non solo come un’eco lontana la presenza di don Milani, che sicuramente sorrideva contento, perché noi eravamo lì a continuare il suo lavoro: I CARE

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Nel prossimo fine settimana a Terracina due iniziative a contatto con la natura

Sabato 5 ottobre nell’ambito del programma della rassegna SAVE THE EARTH-SAVE THE WORLD organizzata dalle associazioni Nonsense e Musicinecultura, il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale guiderà una passeggiata lungo un tratto della via Francigena del sud.

Si partirà dalla cava della zona di Barchi per arrivare lungo un sentiero e, dopo aver calpestato i basoli della via Appia superiore di piazza Palatina, fino al parco della Rimembranza.

L’appuntamento è alle ore 10 alla cava.

Questa la locandina dell’iniziativa delle due associazioni.

Domenica 6 ottobre ci sarà l’annuale appuntamento del WWF Italia URBAN NATURE.

Urban Nature sarà anche quest’anno un’occasione per conoscere il valore della natura in città, coinvolgere cittadini e ragazzi in attività per scoprire il verde urbano e imparare insieme cosa possiamo fare per preservare le aree verdi urbane.

A Terracina il WWF aprirà il parco della Rimembranza alle ore 10  e dopo una visita guidata si camminerà fino all’altro parco pubblico della Fossata.

Un centinaio di cittadini oggi hanno partecipato alla conferenza stampa sulle prospettive della riapertura della linea ferroviaria Terracina-Fossanova indetta dal WWF

Il nuovo striscione preparato dal WWF di Terracina è stato esposto brevemente, giusto il tempo di scattare qualche foto, nelle diverse piazze della città. Era un modo di comunicare che si ricomincia a sperare nella riapertura della tratta ferroviaria.

Dopo una settimana di tale esposizioni stamani si è tenuta una conferenza stampa all’aperto nell’area della stazione.

Contrariamente a quanto avvenuto in altre circostanze quando soltanto qualche decina di cittadini si presentava, stamani almeno un centinaio hanno partecipato e così sono stati informati dall’assessore Emanuela Zappone e dalla consigliera regionale Gaia Pernarella sui finanziamenti regionali e statali previsti per il ripristino della linea.

Ci sono 4 milioni  della Regione per la messa in sicurezza di Monte Cucca il cui procedimento amministrativo è stato affidato al nostro Comune. Per questa incombenza l’Ufficio tecnico sta terminando la raccolta dei pareri dei diversi Enti interessati per poi procedere alla gara di appalto.

Espletata questa fase si procederà all’utilizzo dei 6 milioni stanziati dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per il ripristino della ferrovia.

Alla conferenza stampa dopo gli interventi del prof. Giovanni Iudicone, dell’assessore Emanuela Zappone e della consigliera regionale Gaia Pernarella (entarmbi questi ultimi hanno interloquito con i giornalisti e i cittadini presenti) ha preso la parola uno studente del liceo Leonardo da Vinci.

Gli studenti hanno voluto essere presenti anche con un loro striscione

 

 

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Continua “Settembre al parco” alla Rimembranza con la presentazione del libro PRESUNZIONE di Luca Mercadante

E’ la prima iniziativa frutto della  positiva collaborazione dell’associazione Fuori Quadro con il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale. Ne seguiranno altre nel corso del mese.

 

 

 

Giovedì 5 settembre alle ore 21 il parco della Rimembranza ospiterà Luca Mercadante, autore del libro Presunzione.

 

 

 

Ecco il comunicato stampa dell’associazione FUORI QUADRO.

FUORI DALLE RIGHE AL PARCO

PRESUNZIONE di Luca Mercadante

 Giovedì 5 settembre, ore 21:00

Parco della Rimembranza

Via San Francesco Nuova, Terracina

 Giovedì 5 settembre alle ore 21:00 si terrà il primo di due appuntamenti letterari di “Fuori dalle righe” al bellissimo Parco della Rimembranza a Terracina, promossi dall’associazione Fuori Quadro e dal WWF Litorale laziale.

Apre la mini rassegna ad ingresso libero Luca Mercadante con il romanzo Presunzione (Minimum Fax, 2019). Il secondo appuntamento sarà venerdì 13 settembre con Aisha Cerami, figlia d’arte di Vincenzo Cerami, e il suo “Gli altri” edito da Rizzoli. In caso di pioggia l’incontro si terrà alle ore 19:00 presso l’istituto Gregorio Antonelli.

IL LIBRO

«Non ti stai perdendo niente, la vita vera non è adesso. La vita è dopo». Queste sono le parole che Bruno Guida si ripete tutti i giorni, come un mantra, mentre frequenta l’ultimo anno di liceo a Caserta e cerca di sottrarsi con ogni mezzo a un mondo che lo reclama. Odia senza requie il suo paese, Villa Literno; guarda con superbia alla provincia e ai cafoni che la abitano, ma anche ai vezzi e ai manierismi dei compagni di scuola arricchiti; soprattutto, non è disposto a seguire e assecondare gli sforzi ossessivi di suo padre, che da quando il fratello gemello, il mitico zio Piero, è scomparso senza lasciare traccia, si è convinto di avere di fronte un caso di «lupara bianca», una vittima della camorra, e si è spinto fino a istituire un’associazione per la legalità, a lui dedicata.

Per Bruno il sarcasmo e l’isolamento sono l’unica arma di difesa possibile: mostrarsi presuntuoso, per evitare che altri presumano di poterlo ingabbiare e decidere della sua vita; sfidare tutto e tutti per mantenere vivo il sogno di essere «destinato a ben altro». E quando il mondo attorno a lui, a cominciare dalla sua famiglia, si sfalda, è forte la tentazione di vedere nella catastrofe una via di salvezza.

Romanzo di formazione quasi classico, ambientato tra Caserta, il litorale Domizio e la Terra dei Fuochi, Presunzione racconta luoghi ben noti da una prospettiva nuova e tutta interna, incentrata su un ribelle senza ideologie precostituite, il cui unico, semplice desiderio, è di poter cominciare a vivere.

 

L’AUTORE

Ha ricevuto la menzione speciale della Giuria della XXX edizione del Premio Calvino per il romanzo Presunzione. Per Einaudi ha pubblicato, con Luca Trapanese, Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi (2018).

 

Info: assfuoriquadro@gmail.com – 328.6453395.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Barbiana-Terracina, andata e ritorno

Il 29 agosto il Parco della Rimembranza ospiterà lo scrittore allievo di Don Milani Paolo Landi, che presenterà il suo libro “La Repubblica di Barbiana- la mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani”.

Terracina non scopre oggi Don Milani e Barbiana: negli anni ’70  alcuni insegnanti che avevano assimilato la lezione della Lettera ad una professoressa si fecero promotori della intitolazione al sacerdote della terza scuola media fino ad allora chiamata Arene.

Veniva condiviso da parte dei proponenti  lo spirito di Barbiana che era la condanna di una scuola che va a rimorchio di processi sociali che si svolgono tumultuosi e senza controllo, stando sempre dalla parte del più forte. Una scuola che finge di insegnare la libertà e insegna l’obbedienza, che dà una mano al determinismo economico e sociale invece di opporvisi con tutte le forze.

Nel 2013 la nostra città ha voluto ricordare Don Milani con una mostra fotografica della Fondazione che porta il nome del sacerdote, allestita nella sala Appio Monti. La mostra aveva come titolo Barbiana: il silenzio diventa voce, un titolo emblematico per un luogo in cui dal silenzio del non sapere, i figli dei poveri e dei contadini hanno acquisito la consapevolezza che il sapere e la parola rendono uguali.

Giovedì 29 agosto alle ore 21 a Terracina, nel Parco della Rimembranza,  si parlerà ancora di Don Milani e di Barbiana.

Paolo Landi, un allievo della famosa scuola, presenterà il suo libro La Repubblica di Barbiana.  Sarà emozionante sentire dalla voce di chi è stato vicino a Don Milani e ha potuto studiare nella sua scuola, il racconto di un’esperienza straordinaria. Durante la  presentazione, che coinvolgerà il pubblico con la lettura di alcuni brani,  saranno proiettate  slides sui luoghi e  i momenti di vita quotidiana a Barbiana.

Quasi a chiudere l’abbraccio con l’esperienza di Barbiana, un gruppo di soci WWF parteciperà a fine settembre al Cammino di Don Milani, una due giorni sulle strade che congiungono i luoghi che hanno visto all’opera il sacerdote: San Donato di Calenzano e Barbiana.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del Parco sarà vietato.

Sette anni senza treno a Terracina

A settembre saranno sette gli anni di interruzione della linea ferroviaria Terracina-Fossanova.

L’intenzione, soltanto l’intenzione pare, di chi ha voluto l’inserimento  della scritta Terracina Mare nella denominazione della stazione di Monte San Biagio era quella di riservare alla stazione cittadina esistente dal 1892 l’attributo di Centrale.

Non si capirebbe, infatti, il silenzio dell’Amministrazione comunale sulla questione della riapertura della linea Terracina-Fossanova la cui interruzione dura ormai da troppo tempo.

Se l’amministrazione tace, le forze politiche, economiche, sociali e culturali della città non si sbracciano per questo mezzo che garantisce una vera mobilità sostenibile.

Abbiamo vissuto altri tempi in cui la città reagiva compatta alle ricorrenti minacce di soppressione.

Era il 1990

Nasceva un comitato cittadino che non lasciava sulle spalle dei soliti pendolari, costretti per anni a sacrifici giornalieri, tutto il peso della pressione sugli organi decisionali.

Nel 1993 ancora si dibatteva sul tema, ma rimanevano soli i pendolari a fianco della sezione locale del WWF.

A metà degli anni 90 la beffa: dopo l’elettrificazione e la messa in posa delle reti parasassi la linea venne chiusa.

L’esasperazione raggiunse il culmine e i pendolari, insieme ai soci del WWF, si misero in marcia portando un enorme striscione lungo i binari fino alla stazione di Fossanova.

La linea fu riaperta e, fra alterne fortune, il treno l’ha percorsa fino al mese di settembre 2012, quando la frana caduta da Monte Cucca l’ha bloccata.

Erano altri tempi, è vero, ma proprio la nuova consapevolezza della necessità di abbandonare, o almeno ridurre, l’uso dei mezzi altamente inquinanti che intensificano il traffico sulle nostre strade, ci obbliga a riprendere la questione treno, anche alla luce di quanto sta avvenendo a livello planetario. Ne abbiamo ricevuto un assaggio qui a Terracina con l’evento catastrofico del 29 ottobre scorso.

I lavoratori e gli studenti pendolari sono sempre più soli, costretti a tour de force estenuanti, e così i cittadini che per motivi di cure o visite sono costretti a recarsi nella capitale.

Ci sono oggi in città forze politiche, economiche, sociali e culturali disposte a mobilitarsi per il ripristino della linea Terracina-Fossanova?

Il masso sulla linea cadde in un giorno di settembre del 2012 e quando tra poco arriveremo a questo triste anniversario la città sarà coinvolta nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. Sarebbe auspicabile che nell’occasione venisse detta da parte dell’Amministrazione comunale una parola chiara sul destino della linea ferroviaria.

L’esedra romana al km 108 della via Appia a sud di Terracina merita un intervento di recupero conservativo

L’esedra romana situata sull’Appia dopo la torre del Pesce a sud di Terracina ha una storia millenaria alle spalle e ricorda il ricongiungimento delle due vie costruite per l’attraversamento della città ad oltre quattro secoli di distanza l’una dall’altra.

In tutta la sua esistenza ha attraversato periodi bui come quando venne presa, fortunatamente per poco, come cava per materiali da costruzione all’epoca della nascita del Borgo Pio di Terracina. Un disegno di Carlo Labruzzi ne mostra la scomposizione dei grandi massi.

E’ stata vista e apprezzata dai viaggiatori del grand tour e con la nascita della fotografia ha anche impressionato qualche negativo. Thomas Ashby nel 1903 la immortalò in un negativo che porta la didascalia Via Appia near Terracina, hemicycle junction upper e lower road.

In tempi recenti la maggiore sensibilità dell’opinione pubblica non accetta lo stato di abbandono in cui versa da anni e anche la frequenza di camminatori lungo l’Appia, quelli della via Francigena del sud, sta sollecitando un maggior riguardo nei confronti di un’opera che ricorda un evento storico per la città. La via inferiore è collegata al taglio del Pisco montano in epoca traiana.

Per questo cittadini e volontari del WWF negli ultimi anni si sono attivati per una pulizia pur superficiale tagliando l’erba infestante e chiedendo all’amministrazione comunale la collaborazione soltanto per lo smaltimento di quanto raccolto nell’area.

E’ ora, ormai, di attivare l’amministrazione per un intervento conservativo che non lasci al volontariato il peso di una supplenza che tra l’altro non può andare oltre una pulizia superficiale. La situazione attuale dell’esedra lo chiede in modo drammatico.

Così si presenta oggi l’esedra a chi le passa davanti, è letteralmente scomparsa sotto un intrico di arbusti e erbe nati su un terriccio che la sta riempiendo.

 

Recentemente il WWF ha chiesto all’assessore Luca Caringi di farsi carico di un intervento risolutivo e proprio oggi l’assessore ha voluto fare un sopralluogo per visionare lo stato del monumento.

Accompagnato sul posto dal geometra Alberto Leone e dal prof. Giovanni Iudicone del WWF ha potuto constatare di persona quanto già si sapeva.

Il primo intervento proposto sarà una pulizia sommaria, senza interferire con la circolazione stradale eseguita dagli operai della ditta della manutenzione del verde. Successivamente si prenderà contatto con l’ANAS per la gestione del traffico in vista della realizzazione di un progetto complessivo di recupero e conservazione dell’esedra. Per la redazione del progetto occorre attendere il rientro dalle vacanze del Soprintendente Di Mario con il quale va progettato il tipo di intervento (pulizia, sterro, staccionata esterna, targa,….).

E’ veramente apprezzabile che l’amministrazione comunale si sia mostrata sollecita nella risposta alla richiesta di intervento, speriamo di non doverci ricredere già a partire da settembre!

 

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A settembre l’annuale Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, a Terracina è ora di andare oltre la celebrazione!

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (16-22 settembre 2019)

Quest’anno la campagna della Settimana Europea della Mobilità punta i riflettori sulla sicurezza del camminare e andare in bicicletta in città e sui vantaggi che può avere per la nostra salute, il nostro ambiente e il nostro conto in banca! Le modalità di trasporto attivo sono prive di emissioni e aiutano a mantenere sani il nostro cuore e il nostro corpo. Anche le città che promuovono la marcia e il ciclismo ​​sono più attraenti, meno congestionate e consentono una migliore qualità della vita.

In termini di benefici per la salute individuali, gli studi dimostrano che i ciclisti vivono in media due anni in più rispetto ai non ciclisti e trascorrono il 15% in meno di giorni di lavoro per malattia, mentre 25 minuti di camminata veloce al giorno possono aggiungere fino a sette anni alla vostra vita! (ISPRA)

Questo è il tema centrale della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile ma la ripetizione annuale di questa Settimana non deve essere intesa come la ricorrenza di una manifestazione di civiltà e cultura ambientale, ma come un serio stimolo a ricordarsi che il problema è sempre più grande e deve essere affrontato, studiato e possibilmente risolto, non soltanto celebrato.

Anche il Manuale preparato dalla Comunità Europea parla di misure a lungo termine.

Questo aspetto  motiva seriamente la nostra partecipazione attiva a detta Settimana anche in considerazione che quest’anno l’overshoot day cade il 29 luglio, cioè in sette mesi abbiamo consumato tutte le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno 2019 e addirittura l’Italia ha esaurito quelle prodotte sul territorio nazionale il 15 maggio!

Va ricordato che quello che è successo lo scorso autunno nel nostro territorio e in buona parte del Paese, dovrebbe far riflettere sulla necessità di intervenire seriamente sui fattori che hanno contribuito ai rapidi e nefasti cambiamenti climatici, che comunque si stanno manifestando in tutte le stagioni e renderanno la nostra vita e quella delle future generazioni sempre più difficili e precarie.

Intervenire sul tessuto urbano, sul traffico, sulle abitudini sui consumi e gli stili di vita sarà una condizione sempre più indispensabile per garantire la sopravvivenza.

Sicuramente il traffico e le infrastrutture sono elementi che hanno grande ruolo nella produzione del calore, dei gas serra, dell’inquinamento in generale.

Per fortuna Terracina è una media città costiera che in qualche modo si giova delle risorse naturali come il  mare, ampi spazi, correnti e buon clima che permettono di sopportare meglio gli stress. Contemporaneamente, però, anch’essa contribuisce proporzionalmente all’inquinamento ed al surriscaldamento dell’atmosfera e del mare con gli stessi mezzi e sistemi degli altri

L’utilizzo eccessivo delle auto e dei mezzi a motore per gli spostamenti e le necessità di vita e lavoro, produce quota parte dell’inquinamento e del calore che alla lunga condizioneranno pesantemente le nostre  vite. Inoltre, nell’immediato produce sovraffollamento, ingorghi del traffico, pericoli, erosioni di cui tutti soffrono perché sono direttamente coinvolti. Più questi fenomeni aumentano e più cresceranno i valori dei fattori climatici sensibili e gli effetti negativi indotti a livello generale, che a loro volta producono eventi calamitosi sempre più gravi.

Affrontare seriamente il sistema della mobilità è sicuramente un modo per migliorare la vita dei cittadini e di influire meno sui cambiamenti climatici.

Gli interventi più importanti ed urgenti che noi proponiamo sono:

  • Potenziare il più possibile il trasporto pubblico, rendendolo potenzialmente sempre più disponibile su tutto il territorio comunale e per la maggior parte dei possibili utenti. Con la sua diffusione si potranno utilizzare mezzi meno inquinanti e produttori di calore e CO2.
  • Diffondere, facilitare, indirizzare, favorire, l’uso delle biciclette e del muoversi a piedi soprattutto nella vasta zona pianeggiante del territorio comunale, non soltanto con la realizzazione di piste ciclabili, ma con la cura di tutte le superfici utilizzabili, rendendo sicuri l’asfalto e i marciapiedi, i passaggi pedonali, la segnaletica, intervenendo sulle principali direzioni del traffico e realizzando ampie zone di divieto di fermata.
  • Associare all’uso delle biciclette la possibilità di poter usufruire di facilitazioni sui parcheggi di scambio e sugli abbonamenti dei trasporti pubblici. Organizzare con le ditte presenti sul territorio convenzioni sulle manutenzioni e sugli acquisti di nuove. Indicare come vuole il nuovo Codice della strada agli stop e ai semafori un’area di arresto per i ciclisti davanti alle auto.
  • Intervenire seriamente sui marciapiedi, sulla segnalazione e sui varchi per renderli usufruibili ai pedoni, alle carrozzine, agli invalidi. Rendendo possibilmente fruibile per gran parte della città un percorso sicuro e protetto da almeno un lato di ogni strada.
  • Cercare di contenere il volume di traffico, evitando di pensare solo ai parcheggi nelle aree più sensibili, obbligando i mezzi privati esterni a sostare nelle zone periferiche ed ai turisti e visitatori ad utilizzare il trasporto pubblico, come si fa ormai nelle più civili ed avanzate città europee.
  • Individuare isole pedonali in aree centrali e strategiche alla vita sociale.
  • Riportare il passaggio dei mezzi COTRAL per via Badino restaurata dove va imposto il divieto di fermata delle auto su un lato.
  • Rendere gratuito il parcheggio, come già avviene in molte città e come avviene a Roma e Latina, entro le strisce blu per le auto elettriche e ibride.

 

 

A Terracina in un anno abbiamo perso centinaia di alberi riducendo significativamente la superficie a verde per abitante

A Terracina fino all’anno scorso la presenza degli alberi era un fatto riconosciuto e apprezzato anche se non tutte le specie erano ritenute adatte a essere presenti in vie e viali cittadini.

Dal 29 ottobre 2018, giorno in cui il violento e catastrofico evento meteorologico mise in ginocchio parte della città abbattendo alberi, scoperchiando case e purtroppo anche causando lutti, è scoppiata una frenesia parossistica di liberarsi prima possibile di alberi prossimi alle abitazioni, soprattutto pini.

Gli stessi parchi cittadini, Montuno, Chezzi e Rimembranza, che furono devastati in quei pochi e drammatici minuti  perdendo decine di alberi non vedono ancora realizzare un serio intervento di ripiantumazione.

A questo si aggiunge l’abbattimento da parte dell’amministrazione comunale dei platani di via Roma con l’impianto di nuove essenze che ha reso il piazzale dell’ex-autolinee una landa deserta in cui i pendolari in attesa dei bus sono costretti a cercare riparo dal sole cocente sotto due minuscoli carrubi.

 

 

Nella stessa area qualcuno ha capitozzato in maniera indegna un bagolaro storico, operazione  che non si giustifica in alcun modo a meno che si dimostri una sua malattia in corso, ma anche in questo caso l’intervento di un esperto l’avrebbe risanato lasciandolo nella sua maestosità.

 

Questo modo di potare gli alberi eliminandone la chioma, così comune qui a Terracina, indebolisce le piante rendendole brutte e pericolose, come si legge anche nei siti specializzati.

Prima ancora del 29 ottobre erano stati abbattuti i pini di via Badino per rinnovare il manto stradale e creare le condizioni di una mobilità sicura per pedoni, persone in difficoltà e mamme con carrozzine.

Alla presentazione del progetto pur accettando a malincuore l’abbattimento degli alberi chiedemmo delle misure di compensazione oltre a una minirotatoria all’intersezione di via Badino con via Pecs.

Il 30 luglio 2018 scrivemmo

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

Questa nostra richiesta di compensazione pare non essere stata presa in considerazione mentre i lavori sulla strada si sono fermati proprio dove comincia la parte più problematica con marciapiedi sconnessi e quasi inesistenti e fondo stradale al livello di una strada di campagna.

Manifestazione a Roma del Comitato No Corridoio tirrenico

COMUNICATO STAMPA

Nella Riunione del 29/5/19 a Latina, i rappresentanti dei Nodi Territoriali dei Comitati NOcorridoio/NObretella, hanno  deciso di organizzare un Presidio al MIT per il 28/6/19 dalle ore 15,00, autorizzato dalla Questura di Roma.

Inoltre, per informare e ottenere una buona partecipazione, si terranno Assemblee nelle città.

Di seguito la lista: Roma, Pomezia, Ardea, Aprilia, Latina, Cisterna di Latina, Giulianello di Cori, Velletri.

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonostante due nostre richieste ufficiali, non si è reso disponibile ad incontrare i Nodi dei nostri Comitati. Inoltre, come tutti i suoi predecessori non ha aperto al dibattito pubblico, previsto dal Codice degli Appalti, utile ad informare e ascoltare le comunità interessate dal tracciato della devastante, onerosa e inutile autostrada/bretella a pedaggio. In questi giorni si sta riunendo un “Tavolo Tecnico Istituzionale”, deciso sopra la nostra testa, da Zingaretti e Toninelli, chiuso e blindato, che deciderà in trenta giorni il futuro della Pontina adeguata in sicurezza o dell’autostrada/bretella. Per questi motivi lanciamo un appello alla massima partecipazione al Presidio per fare una breccia nel muro che ci è stato alzato dal MIT e portare le nostre proposte alternative e di buonsenso.

Dopo il rigetto del ricorso del Consorzio Sis da parte del Consiglio di Stato, c’è la possibilità, se ci sarà la volontà politica del Ministro Toninelli, di ritirare il progetto autostradale e di chiudere la Soc. Autostrade del Lazio.

Per questi motivi, invitiamo tutte/i a partecipare al PRESIDIO del 28 Giugno 2019 ore 15,00 davanti al MIT in Piazza di Porta Pia,1 Roma, per scongiurare la costruzione della devastante autostrada a pedaggio e per riaffermare l’urgente necessità di adeguare in sicurezza TUTTA la Via Pontina e NON una minimale e insufficiente manutenzione ordinaria.

Entrambi i mostri di cemento e asfalto dell’autostrada/bretella non devono devastare il nostro territorio!

Gualtiero Alunni
Portavoce Nodi Territoriali del Comitato NO corridoio Roma-Latina