Da Terracina a Barbiana: emozioni tra natura, impegno sociale e spiritualità

Giovedì 29 agosto il parco della RIMEMBRANZA ha ospitato Paolo Landi, un ex allievo di don Milani che ha presentato il suo libro “La repubblica di Barbiana”.

Il racconto di Landi degli anni trascorsi con il Priore, dei sacrifici quotidiani all’interno di una natura ostile e la rievocazione di un ambiente affettivo dove l’ultimo era al centro degli interessi di tutti, hanno affascinato oltre ogni dire alcuni nostri concittadini già influenzati, anche professionalmente, dal messaggio che alla fine degli anni 60 arrivava da Barbiana.

Così, dopo un mese, nel fine settimana del 28/29 settembre, un gruppo di amici e soci del WWF di Terracina ha partecipato al Cammino di don Milani, una iniziativa promossa da Viviana Ballini, figlia di Maresco, un ex allievo del Priore quando ancora operava nella chiesa di san Donato di Calenzano.

Sono stati due giorni di cammino per congiungere idealmente Calenzano e Barbiana, i luoghi che hanno visto l’azione educatrice di don Milani per sette anni nella prima città e per tredici nella seconda Parrocchia dove si è conclusa la sua esistenza.

 

Abbiamo camminato nel Parco culturale di Monte Giovi attraversando boschi di faggi e castagni dove la geologia, la botanica e l’architettura dei luoghi sono stati lo scenario in cui hanno operato i giovani partigiani toscani della resistenza al nazifascismo e il don Milani della scuola di Barbiana.

 

Il sabato la nostra comitiva, prima di partire, ha incontrato nella Chiesa di San Donato a Calenzano alcuni ex allievi di don Milani che, dopo aver raccontato l’impegno e il modo di agire del Priore, hanno illustrato come ancora oggi, attraverso una Fondazione, si continua a operare organizzando nella modernissima Biblioteca di Calenzano corsi di integrazione scolastica per ragazzi in difficoltà, incontri e dibattiti sulla figura e gli insegnamenti di don Milani.

 

 

(I camminatori e gli ex allievi a San Donato di Calenzano)

 

 

 

 

A fine giornata abbiamo fatto tappa in quota, in un agriturismo della zona di Prati Nuovi, e qui abbiamo trovato ad attenderci alcuni ex allievi della scuola di Barbiana che hanno voluto ricordare i tanti momenti vissuti nella scuola.

 

 

 

 

Mileno e Fiorella seduti attorno al tavolo ci hanno incantato con le loro parole. Ricordi semplici, di gesti affettuosi, di parole a volte severe, di attenzioni paterne, di un insegnamento a 360 gradi, fatto soprattutto di esempio, di coerenza, di Cura. I CARE. Il motto di don Lorenzo, prendersi cura, preoccuparsi degli altri, capire le cause, le motivazioni, sciogliere i nodi e soprattutto ridare la parola a chi non ce l’ha per renderlo libero.

Una scuola intesa in senso integrale, che non puntava a riempirli soltanto di nozioni ma che li ha preparati ad essere “cittadini sovrani” sottraendoli ad un futuro oscuro di accettazione della realtà e di egoismo individuale.

Fiorella sembra ancora la bambina delle foto, gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso aperto. “Quella sono io” si è riconosciuta con gli occhi lucidi di commozione ed è stato bello vederla commuoversi durante la visione del documentario che avevamo portato da Terracina, in cui si ascoltava don Lorenzo parlare e si vedevano i bambini e le bambine intorno al tavolo fare merenda e i bambini più grandi tuffarsi nella piscina, costruita da loro, dopo aver studiato e realizzato un sistema di purificazione e filtraggio dell’acqua.

 

 

(Il gruppo su Monte Giovi prima della discesa verso Barbiana)

 

 

 

 

Il giorno dopo è cominciata la discesa verso Barbiana, passando per i grandi marroneti, una volta fonte di sostentamento per le famiglie sparse sulla montagna e ora quasi tutti abbandonati. Lungo il sentiero il gruppo ha sostato presso il monumento ai giovani partigiani toscani che su Monte Giovi agirono per la riconquista della libertà dalla barbarie del nazifascismo.

 

Dopo l’ultimo tratto di Cammino, quando da lontano abbiamo iniziato a intravedere la Canonica e la sagoma del campanile della Chiesa circondati dai cipressi, ci siamo sentiti pervasi da una sensazione di dolcezza e di familiarità.

 

Come poi verrà detto da Sandra, la figlia di Michele, uno dei bambini della scuola, Barbiana era un non luogo, senza case, a parte la Canonica, senza una comunità, senza un’identità, un luogo di infinito dolore. E di miseria, tanta miseria. Don Lorenzo Milani ha fatto il miracolo di creare una comunità con uno spirito critico, che come il lievito madre si è diffusa e allargata, generando consapevolezza, appartenenza e dignità.

E a Barbiana tutti nell’aula della scuola intorno ai tre tavoli, sparpagliati alla rinfusa, come allora. Ad ascoltare. A fare domande. A sentire i racconti dei viaggi all’estero per imparare le lingue, uno dei punti cardine degli insegnamenti di don Milani, dormendo negli ostelli della gioventù “così conoscerete gente nuova e potrete parlare e fare amicizia” e tornando in Italia in autostop, sempre per lo stesso motivo.

Sparpagliati come semi per il mondo. Per poi tornare e germogliare con nuove conoscenze, nuovi saperi, nuove esperienze. Tirando fuori ognuno le proprie predisposizioni, i propri talenti. “Vi vorrei tutti sindacalisti – diceva don Milani – ma dovrete fare quello che vi riesce meglio.” E così è stato. Anche se è proprio la politica, con i suoi meccanismi interni, ma soprattutto la Costituzione, uno dei punti di partenza degli insegnamenti di don Milani ai suoi bambini e bambine.

Ed è stato proprio nella piccola aula di Barbiana, lì seduti intorno a quei tavoli di legno, gli stessi di allora, guardando gli alberi dalla finestra e gli oggetti costruiti dai bambini, l’astrolabio, il sistema solare, le cartine, i grafici colorati, le foto in bianco e nero, i libri catalogati sugli scaffali, le rastrelliere per le cartelle, le sedie di ferro saldate dai ragazzi, tutto esattamente come allora, che abbiamo sentito viva e non solo come un’eco lontana la presenza di don Milani, che sicuramente sorrideva contento, perché noi eravamo lì a continuare il suo lavoro: I CARE

Barbiana-Terracina, andata e ritorno

Il 29 agosto il Parco della Rimembranza ospiterà lo scrittore allievo di Don Milani Paolo Landi, che presenterà il suo libro “La Repubblica di Barbiana- la mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani”.

Terracina non scopre oggi Don Milani e Barbiana: negli anni ’70  alcuni insegnanti che avevano assimilato la lezione della Lettera ad una professoressa si fecero promotori della intitolazione al sacerdote della terza scuola media fino ad allora chiamata Arene.

Veniva condiviso da parte dei proponenti  lo spirito di Barbiana che era la condanna di una scuola che va a rimorchio di processi sociali che si svolgono tumultuosi e senza controllo, stando sempre dalla parte del più forte. Una scuola che finge di insegnare la libertà e insegna l’obbedienza, che dà una mano al determinismo economico e sociale invece di opporvisi con tutte le forze.

Nel 2013 la nostra città ha voluto ricordare Don Milani con una mostra fotografica della Fondazione che porta il nome del sacerdote, allestita nella sala Appio Monti. La mostra aveva come titolo Barbiana: il silenzio diventa voce, un titolo emblematico per un luogo in cui dal silenzio del non sapere, i figli dei poveri e dei contadini hanno acquisito la consapevolezza che il sapere e la parola rendono uguali.

Giovedì 29 agosto alle ore 21 a Terracina, nel Parco della Rimembranza,  si parlerà ancora di Don Milani e di Barbiana.

Paolo Landi, un allievo della famosa scuola, presenterà il suo libro La Repubblica di Barbiana.  Sarà emozionante sentire dalla voce di chi è stato vicino a Don Milani e ha potuto studiare nella sua scuola, il racconto di un’esperienza straordinaria. Durante la  presentazione, che coinvolgerà il pubblico con la lettura di alcuni brani,  saranno proiettate  slides sui luoghi e  i momenti di vita quotidiana a Barbiana.

Quasi a chiudere l’abbraccio con l’esperienza di Barbiana, un gruppo di soci WWF parteciperà a fine settembre al Cammino di Don Milani, una due giorni sulle strade che congiungono i luoghi che hanno visto all’opera il sacerdote: San Donato di Calenzano e Barbiana.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del Parco sarà vietato.

Dopo la pausa estiva Mamadou e i suoi amici sono tornati alla Rimembranza

 

Recentemente è stato rinnovato il protocollo sottoscritto dalla Prefettura di Latina, dal Comune di Terracina e dalla cooperativa Il Quadrifoglio per la realizzazione di un progetto formativo inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” secondo il decreto legge n.13 del 17/2/2017.

 

Così il gruppo di migranti che dal 19 giugno fino a quasi metà agosto aveva collaborato con i volontari del WWF all’interno del parco della Rimembranza oggi è ritornato e ha subito ripreso le attività programmate.

 

 

I volontari saranno impegnati nel parco ogni settimana per tre giorni e oltre a collaborare nella piccola manutenzione apprenderanno nozioni di botanica applicate alla vegetazione locale.

Educare alla pace tra le persone, tra i popoli e con la natura.

Nell’anno scolastico appena avviato le scuole di Terracina mostrano, con grande evidenza alcune e con sobrietà altre, un segno che è un messaggio inequivocabile: la bandiera arcobaleno con la scritta PACE .

Giovanni Iudicone, socio del WWF dal 1987, ha voluto farne dono alle istituzioni scolastiche cittadine senza accompagnare questo segno con parole che sarebbero suonate retoriche  e le scuole l’hanno accolto con altrettanto silenzio che sa di condivisione e che fa ben sperare.

Stiamo vivendo in un periodo dove alle decine di guerre locali in corso in varie parti del mondo che hanno fatto parlare di una terza guerra mondiale diffusa, si aggiungono il cambiamento climatico e il perdurante sfruttamento di popoli interi da parte di gruppi economici. Questa miscela esplosiva sta producendo il fenomeno migratorio sotto i nostri occhi, con milioni di persone in movimento dal sud del mondo verso il nord.

La superficialità con cui vengono trattati e considerati i grandi temi ambientali da parte dei governanti sta causando effetti letali sul pianeta; è una guerra dichiarata alla natura.

Sta apparendo in tutta evidenza il dramma che noi stessi abbiamo prodotto e al quale non siamo capaci di trovare una soluzione se non alzando muri metaforici e reali in ogni parte del mondo per fermare chi scappa dalla guerra o da una situazione di fame, muri che creano divisioni anche all’interno delle società che li costruiscono. In altra epoca Antonio Gramsci scrisse Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri che ben si adatta a questa attuale situazione.

Tra le voci che si alzano in attesa del nuovo mondo che riporti la persona al centro dello sviluppo sociale, economico e politico c’è quella di papa Francesco

“Dobbiamo essere costruttori di pace e le nostre comunità devono essere scuole di rispetto e di dialogo con quelle di altri gruppi etnici o religiosi, luoghi in cui si impara a superare le tensioni, a promuovere rapporti equi e pacifici tra i popoli e i gruppi sociali e a costruire un futuro migliore per le generazioni a venire.”

E a coloro che continuano a creare divisioni ignorando non solo gli aspetti umanitari ma le connessioni mondiali dell’economia quando affermano “prima gli italiani” Don Milani avrebbe detto, come scrisse ai cappellani militari che giustificavano la guerra in nome della patria «Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri».

Le “scuole della pace” di Terracina sono un bel segnale del lavoro sempre fatto da tutti coloro che vi sono impegnati e che in questo periodo diventa essenziale incrementare in modo che l’educazione alla pace e la formazione culturale dei giovani possano fare da argine alla deriva verso forme di egoismo che la società adulta sta assumendo.

Ecco le prime scuole che hanno esposto la bandiera della pace

 

L’istituto comprensivo “Alfredo Fiorini” di Borgo Hermada l’ha posizionato sulla vetrata della Sala docenti.

 

 

 

 

Il liceo “Leonardo da Vinci” l’ha inserito nella parete dei poster.

 

 

 

 

 

L’Istituto “San Giuseppe” delle suore Orsoline ne ha fatto la migliore esposizione.

 

 

 

 

 

Anche la scuola “Montessori” l’ha posizionata in grande evidenza.

 

 

 

 

 BianchiniL’ITC “Bianchini” l’ha posta nel cuore dell’accoglienza degli studenti, del personale della scuola e del pubblico.

 

 

 

 

 

FilosiUn discorso a parte va fatto per l’Istituto “Filosi” che da tanti mesi mostra su via Roma la bandiera della Pace frutto di un’encomiabile iniziativa della compianta professoressa Maria Canta.

 

 

Man mano che arriveranno le foto dalle altre scuole saranno pubblicate qui.

La scuola media Don Milani ha esposto la bandiera nell’ingresso principale.

donMilani

La scuola Elisabetta Fiorini, recentemente restaurata, l’ha posta in bella mostra sulle scale.

Fiorinilama

La scuola Manzi ha esposto la bandiera nell’atrio sulla vetrata che porta alla scuola dell’infanzia.

Manzi

La scuola delle Maestre Pie Filippini ha collocato la bandiera nel grande atrio di accesso alle aule.

Filippini

Bella l’esposizione della bandiera scelta dalla scuola Adriano Bragazzi

Bragazzi

La bandiera della pace tra quelle dell’Europa e dell’Italia nella succursale del Filosi insediata quest’anno nell’edificio dedicato a Francesco Lama

Filosi-Lama

La bandiera della pace nell’ingresso della scuola Giovanni Paolo II proprio sotto l’immagine del Papa

Giovanni Paolo II

 

 

 

 

 

Due belle serate quelle trascorse alla Rimembranza venerdì e sabato scorsi

Serata emozionante quella del 27 Luglio presso il Parco della Rimembranza, nell’ambito dell’ ” Estate dei libri alla Rimembranza”, per la presentazione di OLTRE, raccolta di poesie di Paola Gozzi.

Sulle coinvolgenti note della chitarra di Daniele Vogrig, si sono alternati nella recitazione di alcuni testi, Bruno Maragoni, Raffaella Vanni e Marzia Pacella, impreziosendo l’intervista all’autrice, a cura di Carlo Buonerba.

 

Intanto nel cielo l’eclissi lunare contribuiva alla magia del momento.

Grande soddisfazione dell’autrice per l’attenta partecipazione del pubblico presente .

 

 

 

Sabato, invece, è stato il momento di Paolo Subioli, esperto di Mindfulness e tecnologie digitali, che sollecitato da Angela Dei Giudici dell’Associazione terracinese  “Progetto Mindfulness” ha intrattenuto il pubblico sull’uso spesso trasformato in abuso delle nuove tecnologie.

Una utilizzazione moderata della tecnologia è, invece, alla base di una nuova estensione della mente intesa come interazione tra cervello, corpo e ambiente esterno.

 

Nell’illustrare la sua opera ha parlato del percorso in otto punti della digital mindfulness suscitando interesse nel pubblico che ha interloquito con l’autore ponendo molte domande.

Un week end di presentazioni nell’Estate dei libri alla Rimembranza

ESTATE DEI LIBRI ALLA RIMEMBRANZA

Dopo il successo delle prime due serate con la presentazione dei libri di Mauro Doglio e di Rosario Malizia, altri due appuntamenti dell’Estate dei libri alla Rimembranza, nell’ambito delle iniziative culturali estive organizzate e promosse dal WWF Gruppo Attivo Litorale Pontino.

Venerdì 27 Luglio alle ore 21,00 sarà la volta della poetessa Paola Gozzi che presenterà la sua raccolta di poesie “ Oltre” edita da ALETTI.


L’autrice, nata a Roma nel 1961, insegna materie letterarie in un Liceo romano e torna dopo tanto tempo al suo primo amore, la poesia. Dopo aver messo in discussione molte certezze, il verso e la parola restano per lei una possibilità per varcare il confine del reale. Alcuni dei componimenti di questo libro hanno partecipato al 1° Premio Maria Cumani Quasimodo e alla 23° edizione del Premio Internazionale Jacques Prévert risultando tra i finalisti e ottenendo la menzione di merito. Particolare attenzione è stata rivolta al componimento Mediterraneo che ha ottenuto la pubblicazione nell’antologia del 1° Premio Internazionale Maria Cumani Quasimodo e del Premio Città di Melegnano 2015.

Sabato 28 Luglio, sempre alle ore 21,00 Paolo Subioli ci parlerà dei suoi libri “Zen in the City- l’arte di fermarsi in un mondo che corre” pubblicato dalle Edizioni Mediterranee e “Ama il tuo smartphone come te stesso- essere più felici al tempo dei social grazie alla Digital Mindfulness” pubblicato dall’editore Red!.

 

 

 

 

 

 

“Abbiamo perso prima il contatto col nostro corpo e le nostre emozioni, poi con le persone vicine a cui vogliamo più bene. Fermarsi ogni tanto è l’unico antidoto possibile”.

L’incontro sarà moderato da Angela Dei Giudici, dell’Associazione “Progetto Mindfulness” che ha organizzato l’evento.

Paolo Subioli, già giornalista del Sole 24 ore, esperto di Marketing, docente presso lo IED, da molti anni si occupa di Mindfulness e tecnologie digitali, argomento sul quale è pioniere e punto di riferimento in Italia. Ha fondato “Zen in the City”, sito di culto in tema di meditazione e nuovi stili di vita e, recentemente, l’emittente “Radio Zen” (curata da Cristiana Munzi).

Successo della prima serata dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Ieri sera il Parco della Rimembranza ha visto tanti amici, vecchi e nuovi, venuti ad ascoltare Mauro Doglio che ha inaugurato la stagione estiva degli eventi culturali a cura del WWF.

 

Si è parlato di scuola, di comunicazione, di counselling e di tante altre cose ancora.

 

 

 

 

 

La serata è stata vissuta da tutti i partecipanti con emozione e grande intensità.

 

 

A chiusura dell’incontro è stato annunciato il prossimo appuntamento per mercoledì 18 luglio alle ore 21, quando nel parco il prof. Rosario Malizia presenterà il suo ultimo lavoro sull’Appia antica di cui presentiamo qui la copertina.

Inizia l’Estate dei libri alla Rimembranza

Inizia l’Estate dei libri alla Rimembranza!   

Primo appuntamento domenica 8 luglio alle 21 presso il Parco della Rimembranza per un incontro con Mauro Doglio che ci presenterà i suoi libri.
Lo scorso anno lo abbiamo ospitato per presentare il suo Romanzo “ Descrizione di una città- un romanzo sul movimento” Edizioni Change. Quest’anno ci parlerà del suo lavoro di formatore e dell’Istituto Change (Scuola di Counsellig) che lui dirige a Torino.

Come molte altre professioni in cui la comunicazione riveste un ruolo essenziale, anche quella dell’insegnante richiede strumenti adatti ad affrontare le complesse situazioni che si possono creare oggi nel rapporto con studenti, famiglie e colleghi.
L’autore, che ha insegnato per molti anni, ora tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e con loro cerca quotidianamente di individuare modi comunicativi efficaci per favorire la comprensione e il raggiungimento degli obiettivi educativi.

I libri che verranno presentati durante l’incontro sono:
Uscirne vivi. Manuale per sopravvivere a scuola ad uso delle giovani generazioni, Milano, Lupetti, 2005.
Uscirne vivi 2. Manuale per insegnanti, Milano, Lupetti, 2009.
Modi di dire. Cosa deve sapere un insegnante per condurre bene un colloquio, ebookscuola.com, 2017( questo libro è accreditato al MIUR e disponibile sulla piattaforma EBOOKSCUOLA.COM
La lettura del testo e lo svolgimento degli esercizi danno diritto a 20 crediti formativi),

L’autore

Mauro Doglio è nato ad Alessandria (Piemonte) nel 1960. Laureato in Lettere e filosofia ha insegnato per molti anni nelle scuole medie inferiori e superiori. Dal 1995 è presidente dell’Istituto Change (www.counselling.it) e Counsellor Sistemico. Svolge attività di formatore in Italia e in Svizzera.

Pubblicazioni

Sui temi educativi ha pubblicato: Media e scuola. Insegnare nell’epoca della comunicazione, Milano, Lupetti, 2000; specificatamente sulle relazioni in ambito scolastico: Uscirne vivi. Manuale per sopravvivere a scuola ad uso delle giovani generazioni, Milano, Lupetti, 2005 e Uscirne vivi 2. Manuale per insegnanti, Milano, Lupetti, 2009.
Sulla formazione in ambito sistemico ha pubblicato: Le avventure della formazione. Formazione e Counselling sistemico, Torino, Edizioni Change, 2007.

Collabora da anni con il Circolo Bateson di Roma; i risultati del suo lavoro su questo autore sono raccolti in: Imparare per ridere. Note in margine al pensiero di Gregory Bateson, Torino, Edizioni Change, 2005.

Si è occupato di retorica e ha cercato di attualizzare questa antica disciplina nel testo: Parlare per tutti. Arte della comunicazione e relazioni umane, Milano, Lupetti, 2004. Con Giorgio Bert e Silvana Quadrino ha scritto: Le parole del counselling sistemico, Torino, Edizioni Change, 2011. Con Giorgio Bert ha pubblicato: Retorica e medicina, Torino, Edizioni Change, 2013.

 

Merenda al Parco della Rimembranza con il Sindaco e il Vicesindaco del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi

Bel pomeriggio ieri al Parco della Rimembranza.

Il WWF Litorale Pontino ha invitato al Parco della Rimembranza il Sindaco Biancamaria Di Girolamo e il Vicesindaco Pierluigi De Santis, neoeletti dal Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi nella seduta del 13 Giugno, insieme alle loro famiglie.

In un’ atmosfera amichevole, rilassata e informale la Presidente del WWF Litorale Laziale Prof.ssa Franca Maragoni ha fatto gli onori di casa, regalando ai due ragazzi la tessere del WWF e illustrando il lavoro svolto dal WWF per la tutela della natura e dell’ambiente, e offrendo il sostegno e l’apporto del WWF locale alle iniziative che il Consiglio dei Bambini e dei Ragazzi vorrà intraprendere.

Il Prof. Giovanni Iudicone ha poi raccontato la storia e le origini del Parco, ricordando il Prof. Emilio Selvaggi, che con energia, amore e passione, tanto ha contribuito alla sua riapertura e alla sua cura costante.

Infine l’Assessore e Vicesindaco Roberta Tintari ha espresso la sua soddisfazione per l’elezione dei rappresentanti del Consiglio comunale dei Bambini e dei Ragazzi, finalmente diventato una realtà, sottolineando l’impegno che l’Amministrazione ha intenzione di profondere nel sostenere l’operato dei giovani rappresentanti della vita amministrativa della nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La merenda è stata consumata insieme ai ragazzi africani richiedenti asilo che da circa un mese sono stati inseriti in un progetto di lavoro socialmente utile promosso da Amministrazione Comunale e WWF all’interno del Parco della Rimembranza.

Chi ieri si fosse affacciato intorno alle 19 al Parco, avrebbe potuto respirare una gioiosa atmosfera di accoglienza, di integrazione e di amicizia.

Benvenuti ragazzi, nella grande famiglia del WWF!

20 maggio 2018, Giornata nazionale delle Oasi WWF; a Terracina apertura straordinaria della Rimembranza

Domenica prossima si apriranno al pubblico tutte le oasi naturalistiche gestite dal WWF; cliccando sulla foto del macaone è possibile vedere dove si trovano nel territorio nazionale.

A Terracina il parco della Rimembranza sarà aperto per tutta la giornata dalle ore 11 alle 20.

Il programma prevede:

  • Visite guidate per gruppi di visitatori
  • Esposizione di pannelli sui crimini ambientali
  • Attività per i bambini di approccio alla natura (nel pomeriggio)

Sarà possibile consumare il pranzo al sacco.

Si potrà anche cogliere  l’occasione, per chi lo desideri, di iscriversi al WWF, la grande associazione internazionale presente in tutto il mondo e attiva nella difesa della natura.