Urban Nature 2020 – nuova data

Diversamente da quanto programmato inizialmente e dalla data riportata sulla locandina l’evento è stato spostato al giorno 11 ottobre 2020.

Il WWF Litorale Laziale aderisce alla giornata nazionale del WWF Italia dedicata alla Natura in Città.

Il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del Litorale Laziale, invita i Terracinesi nel parco cittadino della “Fossata” alle ore 10,30. Per l’occasione si potrà scoprire la bellezza e i tesori di questo luogo, e piantare alberi ricordando insieme il Prof. Giovanni Iudicone recentemente scomparso. In particolare verrà piantato un bagolaro, un albero forte e tenace che cresce lentamente e resiste alle avversità, le radici affondano nelle rocce e per questo lo chiamano “spaccasassi”.

Urban Nature promuove un nuovo modo di pensare gli spazi urbani, dando più valore alla natura. Invita amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole ad agire per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani.

La natura rappresenta anche una ‘scuola’ fondamentale per i bambini e i giovani. Purtroppo spesso in città, i bambini hanno stili di vita sempre più sedentari.

Chi lo desidera potrà fermarsi, in autonomia, a mangiare alla Fossata, come è tradizione a Terracina (nel rispetto delle norme sul distanziamento).

Nel Pomeriggio l’appuntamento è a partire dalle 15,30 al Parco della Rimembranza, un’apertura anticipata per visitare il parco. Ci sarà anche un piccolo laboratorio sulle semine per i bambini, al termine dell’attività i bambini potranno portare a casa la loro piantina e i grandi un sacchetto di terriccio prodotto dalle piante del Parco della Rimembranza.

Per assicurare il rispetto delle norme per il contenimento del contagio da COVID-19 e partecipare alle attività gestite dal WWF occorre:

  • Prenotarsi ai seguenti numeri
    • 335 361 352
    • 334 881 4320
    • 347 046 3423

Eventuali partecipanti non prenotati saranno ammessi solo se il numero previsto per ogni gruppo viene mantenuto.

  • Partecipare solo se non sono presenti sintomi riconducibili al Covid-19.
  • Essere muniti di mascherina

Per il laboratorio di semina devono essere rispettate le stesse regole.

Nel caso in cui, a causa del maltempo, l’evento debba essere annullato viene automaticamente rinviato alla domenica successiva, 11 ottobre.

Daini nel Parco Nazionale del Circeo

In questi giorni circola sulla rete una polemica sulla gestione dei daini all’interno del Parco del Circeo che prevede un ridimensionamento degli animali divenuti in numero eccessivo rispetto all’ambiente ristretto che li ospita.

Esistono protocolli imposti dalle diverse Istituzioni scientifiche che vanno seguiti alla lettera per evitare che una specie con la sua crescita facilitata dall’assenza di predatori impedisca lo sviluppo armonico di altre specie animali e vegetali nel proprio areale.

Riguardo alla  notizia citata abbiamo chiesto e ottenuto un comunicato da parte del Parco.

Il comunicato risponde anche ad un’altra questione, quella dei mufloni sull’isola di Zannone.

Eccolo integralmente.

Al Parco nazionale dei Circeo non è prevista e mai sarà prevista una mattanza di daini e nessun cacciatore o sele-controllore sparerà mai dentro l’area protetta.

Tra le finalità dei Parchi nazionali italiani definite dalla legge 394/91 risulta la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici.  La situazione creatasi nel tempo nella foresta del Circeo (Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco) con il sovrannumero di daini e i dannosi effetti collaterali su flora, fauna, sicurezza e altro, ha imposto una definitiva e chiara assunzione di responsabilità dell’Ente Parco per affrontare la problematica dell’espansione della popolazione di daini all’interno della Foresta Demaniale.   Il Parco quindi – seguendo le indicazioni di un autorevole istituto scientifico come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riportate nelle “Linee guida della gestione degli Ungulati – Cervidi e Bovidi” – ha fatto redigere un apposito Piano di gestione di controllo come previsto dalla normativa vigente, approvato con delibera del Consiglio direttivo n.2 del 23/01/2017. Il Piano ha acquisito il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che per altro ha invitato l’Ente Parco “…a voler operare il previsto controllo del daino con la massima efficacia”.  Sempre come previsto dalla normativa in relazione alla Rete Natura 2000, l’Ente Parco ha trasmesso il Piano alla Regione Lazio, con collegato Studio di valutazione di incidenza, ottenendo un parere favorevole.

Come già avvenuto in altri contesti del nostro Paese e dimostrato sulla base di un modello specifico, la popolazione di daino attualmente presente è destinata ad un aumento numerico e ad un’espansione dell’areale, con conseguenze distruttive ed irreparabili sia sulla biocenosi vegetale (complesso di popolazioni vegetali che vivono e interagiscono fra loro in uno stesso ambiente), su parte di quella animale, sia sugli aspetti di carattere socio-economico e sulla sicurezza. Per questi motivi, anche da noi, si è reso necessario programmare azioni di contenimento della popolazione intervenendo attraverso un prelievo pari ad almeno il 30% della sua consistenza, considerata la capacità di crescita della stessa.

Le finalità del piano di gestione prevedono anche interventi di miglioramento dell’ambiente dove vivono piante e animali, evitando quegli squilibri che decimano le specie a discapito del complesso ecosistema del bosco. Nessuna quindi strage di daini o inutile spesa, ma l’adozione di criteri scientifici e gestionali, coerenti con le finalità dei parchi, già sperimentati in altre aree a livello internazionale e applicati per salvaguardare e migliorare un bene comune.

Con la determina n.226 del 30/12/2019, l’Ente Parco ha dato quindi il via alla fase attuativa del piano gestionale, impegnando la somma totale di 195mila euro (170mila sul capitolo “interventi di miglioramento, tutela, recupero e bonifica ambientale + 25mila sul capitolo “realizzazioni aree faunistiche per contenimento daino e cinghiale”), bilancio approvato dal Ministero dell’Ambiente: un costo elevato ma, in linea con la complessità degli interventi previsti e necessario per sanare le conseguenze di passati e scorretti interventi di gestione da parte dell’uomo.

Anche sul tema dei mufloni a Zannone, l’Ente Parco si era fatto carico di affrontare le problematiche legate alla sua presenza sull’isola, richiedendo e ottenendo un parere tecnico-scientifico. Lì la specie è stata introdotta in tempi recenti, con finalità venatorie. Sulla stessa Isola insiste poi Il progetto life PonDerat, coordinato dalla Regione Lazio in partnership con ISPRA, Università degli Studi “La Sapienza”, Nemo Srl e Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e S. Stefano che ha proprio la finalità di migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane; per Zannone, in particolare, prevede la realizzazione di un recinto di esclusione in  una piccola porzione di lecceta al fine di impedire (e avere un’area di confronto a riguardo) l’accesso dei mufloni e quindi limitare gli impatti creati dal pascolamento alla foresta di leccio, una delle più importanti ed estese tra quelle rimaste sulle isole italiane. Nessun confinamento degli animali in recinto, dunque, ma, piuttosto, un intervento di conservazione attiva della lecceta.

Auspichiamo forme non cruente del prelievo di daini per contenerne il numero sotto una soglia di sostenibilità ambientale e la realizzazione in futuro di interventi preventivi che ne impediscano la crescita oltre misura.  

 

Anche il WWF nella “Notte delle Scienze” al liceo di Terracina

Venerdì 10 gennaio il liceo Leonardo Da Vinci aprirà le porte alla città per la Notte delle Scienze, l’ormai consueta manifestazione scientifica che anno dopo anno sta sempre più affermandosi.

IL WWF porterà il proprio contributo sulla crisi climatica illustrando i possibili adattamenti e mitigazioni che devono essere realizzati per evitare una catastrofe annunciata.

Oltre agli insegnanti del liceo cittadino interverranno l’ing. Gaudioso del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il dottor Milo dell‘ISDE di Latina e la dott.ssa Selvaggi del gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

A Terracina l’anteprima nazionale della presentazione del libro Le ragazze di Barbiana

Una lettera inedita di don Lorenzo Milani pone le ragazze sullo stesso piano dei ragazzi della scuola di Barbiana.

La lettera è stata ritrovata tra le carte della madre Eugenia Pravettoni da Viviana Ballini, figlia di Maresco uno dei primi allievi del priore quando era a Calenzano.

Nella lettera che porta la data del 23 luglio 1959 don Milani chiede a Eugenia di organizzare a Barbiana una scuola di taglio e cucito per le donne del posto e per le bambine.

Io penso soprattutto a loro perché l’anno prossimo voglio fare loro l’Avviamento come ho fatto coi ragazzi e voglio educarle in tutti i modi per farne delle figliole intelligenti, furbe, sveglie, capaci di difendersi, di guadagnarsi il pane, di mandare avanti la famiglia ecc.

La lettera ha sollecitato la curiosità di Sandra Passerotti, anch’essa legata a Barbiana essendo la moglie di Fabio Fabbiani, un altro allievo della famosa scuola e autore di un libro di ricordi dal titolo Non bestemmiare il tempo.

La scrittrice si è messa alla ricerca di tutte le bambine che sono passate per Barbiana raccogliendone di alcune i ricordi e le testimonianze che poi ha inserito nella sua opera Le ragazze di Barbiana-La scuola al femminile di Don Milani.

 

Questo libro ha avuto l’anteprima nazionale della presentazione a Terracina nell’aula magna del liceo martedì 26 novembre nell’ambito della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne con una iniziativa congiunta FIDAPA e WWF.

 

Le ragazze di Barbiana sono un esempio di emancipazione femminile tramite l’istruzione e la cultura da un contesto sociale, economico e culturale fortemente deprivato.

Ne hanno parlato l’autrice Sandra Passerotti  e Viviana Ballini sostenute dalla testimonianza di Fiorella Tagliaferri, una delle ragazze di Barbiana, la mattina davanti ad una platea di studenti attenti e emozionati e nel pomeriggio per cittadini sensibili al tema.

 

Non è la prima volta, infatti, che a Terracina si materializza la figura e l’opera di don Milani. Giovanni Iudicone del WWF ha ripercorso gli eventi che portarono all’intitolazione al priore della terza scuola media della città, citando i rapporti proficui che si sono instaurati con gli ex allievi anche con la partecipazione al Cammino di don Milani organizzato da Viviana Ballini.

 

Entrambi gli incontri sono stati aperti dalla presidente della FIDAPA, la professoressa Maria Grazia Coccoluto, che ha illustrato le ragioni della scelta di associare alla Giornata internazionale il caso delle ragazze di Barbiana come esempio di emancipazione femminile straordinaria.

 

 

Nella mattinata Barbara Cerilli, assessore alla Cultura del nostro Comune, ha portato il saluto dell’Amministrazione.

 

 

 

La professoressa Arianna Baglioni della scuola media Don Milani ha letto alcuni brani del libro.

 

 

Grandissima emozione ha suscitato negli studenti e nel pubblico adulto la ragazza di Barbiana Fiorella Tagliaferri.

Nell’intervallo tra i due incontri Fiorella si è recata presso la scuola media don Milani dove è stata accolta con entusiasmo dagli studenti di due classi che da tempo sono impegnati nello studio dell’esperienza di Barbiana. Le foto di questo post sono state scattate da una socia della FIDAPA e  dalla professoressa Arianna Baglioni, anch’essa reduce dal Cammino di don Milani percorso nell’ultimo week end di settembre insieme ad alcuni soci del WWF.

 

L’incontro mattutino si è concluso con una foto di gruppo comprendente le ospiti e alcuni esponenti del WWF e della FIDAPA.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: FIDAPA e WWF presentano il libro “LE RAGAZZE DI BARBIANA”

MARTEDI’ 26 NOVEMBRE PRESSO IL LICEO DI TERRACINA
INCONTRO CON LE RAGAZZE DI BARBIANA
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Tutto ha avuto inizio nel maggio di quest’anno. Un’amica, la sociologa Viviana Ballini, venuta a Terracina durante il Festival delle Emozioni per raccontare la sua esperienza di conduttrice di gruppi di meditazione all’interno delle carceri, ci ha parlato del Cammino di Don Milani, inaugurato da lei, figlia di Maresco uno dei primi allievi di Don Milani, e da altri allievi del Priore di Barbiana. Uno di loro, Paolo Landi, aveva appena pubblicato il libro “ La Repubblica di Barbiana”. Viviana e Paolo hanno presentato sia il Cammino che il libro durante la trasmissione Geo & Geo del 17 Maggio. Alcuni dei volontari del WWF erano già stati parecchi anni fa a Barbiana e, come molti, erano rimasti colpiti dall’esperienza pedagogica ed umana maturata a Barbiana, tanto da organizzare a Terracina un convegno su Don Milani, battendosi poi insieme ad altri per l’intitolazione della terza Scuola Media della città a Don Lorenzo Milani.

 

I primi di agosto Paolo Landi è venuto a Terracina a presentare il suo libro nel Parco della Rimembranza, incantando e commuovendo il folto pubblico con i suoi racconti sulla vita e la scuola a Barbiana e sull’incontro con Don Milani. Racconto, il suo, di prima mano, ricco quindi di emozioni e ricordi, supportati da numerosissime foto di quegli anni scattate a Barbiana.

 

Alla fine di Settembre un gruppo di soci del WWF, insieme ad alcuni amici, ha deciso di partecipare al Cammino di Don Milani per incontrare gli altri allievi di Calenzano e Barbiana. Esperienza molto intensa che è stata già raccontata in questo blog. Durante il Cammino abbiamo conosciuto Fiorella Tagliaferri, una delle bambine di Don Milani, e Sandra Passerotti (vedova di Fabio Fabbiani, un allievo di Barbiana) che stava ultimando un libro sulle ragazze di Barbiana.

 

 

 

La presenza femminile a Barbiana non era mai stata studiata e raccontata in maniera approfondita ed era arrivato il momento di colmare questa lacuna.

 

Abbiamo pensato che sarebbe stato bello invitare anche Sandra Passerotti a presentare a Terracina il suo libro, in modo da completare il quadro che già ci aveva delineato Paolo Landi. Ne abbiamo parlato con l’Associazione FIDAPA che tanto si batte per tutelare i diritti delle donne e delle bambine, che ha suggerito la data della celebrazione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne come quella più adatta per presentare un libro che tanto bene descrive, attraverso i racconti dell’esperienza con Don Milani, il riscatto sociale e culturale che ha permesso alle bambine e alle ragazze di Barbiana di diventare donne libere, autonome, emancipate.

 

E così, grazie a questa collaborazione e sinergia, fra il WWF Litorale Pontino e la sezione locale della FIDAPA, martedì 26 Novembre avremo l’occasione di incontrare nell’Aula Magna del Liceo Leonardo da Vinci, Sandra Passerotti, che ci presenterà il suo libro “LE RAGAZZE DI BARBIANA”, Fiorella Tagliaferri e Viviana Ballini che ci emozioneranno con il racconto dell’impatto sulle loro vite dell’incontro con Don Milani.

Sono previsti due appuntamenti: uno alle 10,30 con gli alunni e gli insegnanti e l’altro alle 16,00 con la cittadinanza. Un’occasione da non perdere.
Il libro verrà presentato in anteprima nazionale e di questo siamo molto fieri.

Terracina -Barbiana, un possibile gemellaggio?

Da Terracina a Barbiana: emozioni tra natura, impegno sociale e spiritualità

Giovedì 29 agosto il parco della RIMEMBRANZA ha ospitato Paolo Landi, un ex allievo di don Milani che ha presentato il suo libro “La repubblica di Barbiana”.

Il racconto di Landi degli anni trascorsi con il Priore, dei sacrifici quotidiani all’interno di una natura ostile e la rievocazione di un ambiente affettivo dove l’ultimo era al centro degli interessi di tutti, hanno affascinato oltre ogni dire alcuni nostri concittadini già influenzati, anche professionalmente, dal messaggio che alla fine degli anni 60 arrivava da Barbiana.

Così, dopo un mese, nel fine settimana del 28/29 settembre, un gruppo di amici e soci del WWF di Terracina ha partecipato al Cammino di don Milani, una iniziativa promossa da Viviana Ballini, figlia di Maresco, un ex allievo del Priore quando ancora operava nella chiesa di san Donato di Calenzano.

Sono stati due giorni di cammino per congiungere idealmente Calenzano e Barbiana, i luoghi che hanno visto l’azione educatrice di don Milani per sette anni nella prima città e per tredici nella seconda Parrocchia dove si è conclusa la sua esistenza.

 

Abbiamo camminato nel Parco culturale di Monte Giovi attraversando boschi di faggi e castagni dove la geologia, la botanica e l’architettura dei luoghi sono stati lo scenario in cui hanno operato i giovani partigiani toscani della resistenza al nazifascismo e il don Milani della scuola di Barbiana.

 

Il sabato la nostra comitiva, prima di partire, ha incontrato nella Chiesa di San Donato a Calenzano alcuni ex allievi di don Milani che, dopo aver raccontato l’impegno e il modo di agire del Priore, hanno illustrato come ancora oggi, attraverso una Fondazione, si continua a operare organizzando nella modernissima Biblioteca di Calenzano corsi di integrazione scolastica per ragazzi in difficoltà, incontri e dibattiti sulla figura e gli insegnamenti di don Milani.

 

 

(I camminatori e gli ex allievi a San Donato di Calenzano)

 

 

 

 

A fine giornata abbiamo fatto tappa in quota, in un agriturismo della zona di Prati Nuovi, e qui abbiamo trovato ad attenderci alcuni ex allievi della scuola di Barbiana che hanno voluto ricordare i tanti momenti vissuti nella scuola.

 

 

 

 

Mileno e Fiorella seduti attorno al tavolo ci hanno incantato con le loro parole. Ricordi semplici, di gesti affettuosi, di parole a volte severe, di attenzioni paterne, di un insegnamento a 360 gradi, fatto soprattutto di esempio, di coerenza, di Cura. I CARE. Il motto di don Lorenzo, prendersi cura, preoccuparsi degli altri, capire le cause, le motivazioni, sciogliere i nodi e soprattutto ridare la parola a chi non ce l’ha per renderlo libero.

Una scuola intesa in senso integrale, che non puntava a riempirli soltanto di nozioni ma che li ha preparati ad essere “cittadini sovrani” sottraendoli ad un futuro oscuro di accettazione della realtà e di egoismo individuale.

Fiorella sembra ancora la bambina delle foto, gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso aperto. “Quella sono io” si è riconosciuta con gli occhi lucidi di commozione ed è stato bello vederla commuoversi durante la visione del documentario che avevamo portato da Terracina, in cui si ascoltava don Lorenzo parlare e si vedevano i bambini e le bambine intorno al tavolo fare merenda e i bambini più grandi tuffarsi nella piscina, costruita da loro, dopo aver studiato e realizzato un sistema di purificazione e filtraggio dell’acqua.

 

 

(Il gruppo su Monte Giovi prima della discesa verso Barbiana)

 

 

 

 

Il giorno dopo è cominciata la discesa verso Barbiana, passando per i grandi marroneti, una volta fonte di sostentamento per le famiglie sparse sulla montagna e ora quasi tutti abbandonati. Lungo il sentiero il gruppo ha sostato presso il monumento ai giovani partigiani toscani che su Monte Giovi agirono per la riconquista della libertà dalla barbarie del nazifascismo.

 

Dopo l’ultimo tratto di Cammino, quando da lontano abbiamo iniziato a intravedere la Canonica e la sagoma del campanile della Chiesa circondati dai cipressi, ci siamo sentiti pervasi da una sensazione di dolcezza e di familiarità.

 

Come poi verrà detto da Sandra, la figlia di Michele, uno dei bambini della scuola, Barbiana era un non luogo, senza case, a parte la Canonica, senza una comunità, senza un’identità, un luogo di infinito dolore. E di miseria, tanta miseria. Don Lorenzo Milani ha fatto il miracolo di creare una comunità con uno spirito critico, che come il lievito madre si è diffusa e allargata, generando consapevolezza, appartenenza e dignità.

E a Barbiana tutti nell’aula della scuola intorno ai tre tavoli, sparpagliati alla rinfusa, come allora. Ad ascoltare. A fare domande. A sentire i racconti dei viaggi all’estero per imparare le lingue, uno dei punti cardine degli insegnamenti di don Milani, dormendo negli ostelli della gioventù “così conoscerete gente nuova e potrete parlare e fare amicizia” e tornando in Italia in autostop, sempre per lo stesso motivo.

Sparpagliati come semi per il mondo. Per poi tornare e germogliare con nuove conoscenze, nuovi saperi, nuove esperienze. Tirando fuori ognuno le proprie predisposizioni, i propri talenti. “Vi vorrei tutti sindacalisti – diceva don Milani – ma dovrete fare quello che vi riesce meglio.” E così è stato. Anche se è proprio la politica, con i suoi meccanismi interni, ma soprattutto la Costituzione, uno dei punti di partenza degli insegnamenti di don Milani ai suoi bambini e bambine.

Ed è stato proprio nella piccola aula di Barbiana, lì seduti intorno a quei tavoli di legno, gli stessi di allora, guardando gli alberi dalla finestra e gli oggetti costruiti dai bambini, l’astrolabio, il sistema solare, le cartine, i grafici colorati, le foto in bianco e nero, i libri catalogati sugli scaffali, le rastrelliere per le cartelle, le sedie di ferro saldate dai ragazzi, tutto esattamente come allora, che abbiamo sentito viva e non solo come un’eco lontana la presenza di don Milani, che sicuramente sorrideva contento, perché noi eravamo lì a continuare il suo lavoro: I CARE

Barbiana-Terracina, andata e ritorno

Il 29 agosto il Parco della Rimembranza ospiterà lo scrittore allievo di Don Milani Paolo Landi, che presenterà il suo libro “La Repubblica di Barbiana- la mia esperienza alla scuola di Don Lorenzo Milani”.

Terracina non scopre oggi Don Milani e Barbiana: negli anni ’70  alcuni insegnanti che avevano assimilato la lezione della Lettera ad una professoressa si fecero promotori della intitolazione al sacerdote della terza scuola media fino ad allora chiamata Arene.

Veniva condiviso da parte dei proponenti  lo spirito di Barbiana che era la condanna di una scuola che va a rimorchio di processi sociali che si svolgono tumultuosi e senza controllo, stando sempre dalla parte del più forte. Una scuola che finge di insegnare la libertà e insegna l’obbedienza, che dà una mano al determinismo economico e sociale invece di opporvisi con tutte le forze.

Nel 2013 la nostra città ha voluto ricordare Don Milani con una mostra fotografica della Fondazione che porta il nome del sacerdote, allestita nella sala Appio Monti. La mostra aveva come titolo Barbiana: il silenzio diventa voce, un titolo emblematico per un luogo in cui dal silenzio del non sapere, i figli dei poveri e dei contadini hanno acquisito la consapevolezza che il sapere e la parola rendono uguali.

Giovedì 29 agosto alle ore 21 a Terracina, nel Parco della Rimembranza,  si parlerà ancora di Don Milani e di Barbiana.

Paolo Landi, un allievo della famosa scuola, presenterà il suo libro La Repubblica di Barbiana.  Sarà emozionante sentire dalla voce di chi è stato vicino a Don Milani e ha potuto studiare nella sua scuola, il racconto di un’esperienza straordinaria. Durante la  presentazione, che coinvolgerà il pubblico con la lettura di alcuni brani,  saranno proiettate  slides sui luoghi e  i momenti di vita quotidiana a Barbiana.

Quasi a chiudere l’abbraccio con l’esperienza di Barbiana, un gruppo di soci WWF parteciperà a fine settembre al Cammino di Don Milani, una due giorni sulle strade che congiungono i luoghi che hanno visto all’opera il sacerdote: San Donato di Calenzano e Barbiana.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del Parco sarà vietato.

Dopo la pausa estiva Mamadou e i suoi amici sono tornati alla Rimembranza

 

Recentemente è stato rinnovato il protocollo sottoscritto dalla Prefettura di Latina, dal Comune di Terracina e dalla cooperativa Il Quadrifoglio per la realizzazione di un progetto formativo inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” secondo il decreto legge n.13 del 17/2/2017.

 

Così il gruppo di migranti che dal 19 giugno fino a quasi metà agosto aveva collaborato con i volontari del WWF all’interno del parco della Rimembranza oggi è ritornato e ha subito ripreso le attività programmate.

 

 

I volontari saranno impegnati nel parco ogni settimana per tre giorni e oltre a collaborare nella piccola manutenzione apprenderanno nozioni di botanica applicate alla vegetazione locale.

Educare alla pace tra le persone, tra i popoli e con la natura.

Nell’anno scolastico appena avviato le scuole di Terracina mostrano, con grande evidenza alcune e con sobrietà altre, un segno che è un messaggio inequivocabile: la bandiera arcobaleno con la scritta PACE .

Giovanni Iudicone, socio del WWF dal 1987, ha voluto farne dono alle istituzioni scolastiche cittadine senza accompagnare questo segno con parole che sarebbero suonate retoriche  e le scuole l’hanno accolto con altrettanto silenzio che sa di condivisione e che fa ben sperare.

Stiamo vivendo in un periodo dove alle decine di guerre locali in corso in varie parti del mondo che hanno fatto parlare di una terza guerra mondiale diffusa, si aggiungono il cambiamento climatico e il perdurante sfruttamento di popoli interi da parte di gruppi economici. Questa miscela esplosiva sta producendo il fenomeno migratorio sotto i nostri occhi, con milioni di persone in movimento dal sud del mondo verso il nord.

La superficialità con cui vengono trattati e considerati i grandi temi ambientali da parte dei governanti sta causando effetti letali sul pianeta; è una guerra dichiarata alla natura.

Sta apparendo in tutta evidenza il dramma che noi stessi abbiamo prodotto e al quale non siamo capaci di trovare una soluzione se non alzando muri metaforici e reali in ogni parte del mondo per fermare chi scappa dalla guerra o da una situazione di fame, muri che creano divisioni anche all’interno delle società che li costruiscono. In altra epoca Antonio Gramsci scrisse Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri che ben si adatta a questa attuale situazione.

Tra le voci che si alzano in attesa del nuovo mondo che riporti la persona al centro dello sviluppo sociale, economico e politico c’è quella di papa Francesco

“Dobbiamo essere costruttori di pace e le nostre comunità devono essere scuole di rispetto e di dialogo con quelle di altri gruppi etnici o religiosi, luoghi in cui si impara a superare le tensioni, a promuovere rapporti equi e pacifici tra i popoli e i gruppi sociali e a costruire un futuro migliore per le generazioni a venire.”

E a coloro che continuano a creare divisioni ignorando non solo gli aspetti umanitari ma le connessioni mondiali dell’economia quando affermano “prima gli italiani” Don Milani avrebbe detto, come scrisse ai cappellani militari che giustificavano la guerra in nome della patria «Non mi piacciono queste divisioni. Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri».

Le “scuole della pace” di Terracina sono un bel segnale del lavoro sempre fatto da tutti coloro che vi sono impegnati e che in questo periodo diventa essenziale incrementare in modo che l’educazione alla pace e la formazione culturale dei giovani possano fare da argine alla deriva verso forme di egoismo che la società adulta sta assumendo.

Ecco le prime scuole che hanno esposto la bandiera della pace

 

L’istituto comprensivo “Alfredo Fiorini” di Borgo Hermada l’ha posizionato sulla vetrata della Sala docenti.

 

 

 

 

Il liceo “Leonardo da Vinci” l’ha inserito nella parete dei poster.

 

 

 

 

 

L’Istituto “San Giuseppe” delle suore Orsoline ne ha fatto la migliore esposizione.

 

 

 

 

 

Anche la scuola “Montessori” l’ha posizionata in grande evidenza.

 

 

 

 

 BianchiniL’ITC “Bianchini” l’ha posta nel cuore dell’accoglienza degli studenti, del personale della scuola e del pubblico.

 

 

 

 

 

FilosiUn discorso a parte va fatto per l’Istituto “Filosi” che da tanti mesi mostra su via Roma la bandiera della Pace frutto di un’encomiabile iniziativa della compianta professoressa Maria Canta.

 

 

Man mano che arriveranno le foto dalle altre scuole saranno pubblicate qui.

La scuola media Don Milani ha esposto la bandiera nell’ingresso principale.

donMilani

La scuola Elisabetta Fiorini, recentemente restaurata, l’ha posta in bella mostra sulle scale.

Fiorinilama

La scuola Manzi ha esposto la bandiera nell’atrio sulla vetrata che porta alla scuola dell’infanzia.

Manzi

La scuola delle Maestre Pie Filippini ha collocato la bandiera nel grande atrio di accesso alle aule.

Filippini

Bella l’esposizione della bandiera scelta dalla scuola Adriano Bragazzi

Bragazzi

La bandiera della pace tra quelle dell’Europa e dell’Italia nella succursale del Filosi insediata quest’anno nell’edificio dedicato a Francesco Lama

Filosi-Lama

La bandiera della pace nell’ingresso della scuola Giovanni Paolo II proprio sotto l’immagine del Papa

Giovanni Paolo II

 

 

 

 

 

Due belle serate quelle trascorse alla Rimembranza venerdì e sabato scorsi

Serata emozionante quella del 27 Luglio presso il Parco della Rimembranza, nell’ambito dell’ ” Estate dei libri alla Rimembranza”, per la presentazione di OLTRE, raccolta di poesie di Paola Gozzi.

Sulle coinvolgenti note della chitarra di Daniele Vogrig, si sono alternati nella recitazione di alcuni testi, Bruno Maragoni, Raffaella Vanni e Marzia Pacella, impreziosendo l’intervista all’autrice, a cura di Carlo Buonerba.

 

Intanto nel cielo l’eclissi lunare contribuiva alla magia del momento.

Grande soddisfazione dell’autrice per l’attenta partecipazione del pubblico presente .

 

 

 

Sabato, invece, è stato il momento di Paolo Subioli, esperto di Mindfulness e tecnologie digitali, che sollecitato da Angela Dei Giudici dell’Associazione terracinese  “Progetto Mindfulness” ha intrattenuto il pubblico sull’uso spesso trasformato in abuso delle nuove tecnologie.

Una utilizzazione moderata della tecnologia è, invece, alla base di una nuova estensione della mente intesa come interazione tra cervello, corpo e ambiente esterno.

 

Nell’illustrare la sua opera ha parlato del percorso in otto punti della digital mindfulness suscitando interesse nel pubblico che ha interloquito con l’autore ponendo molte domande.