Comitati e Associazioni si mobilitano contro la realizzazione della “superpontina” e delle bretelle autostradali Tor Dè Cenci-A12 e Cisterna- Valmontone
Qui puoi leggere l’articolo ed informarti sul Forum Nazionale SALVIAMO IL PAESAGGIO.
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Ecco qualche bella suggestione dal festival, per farlo rivivere a chi c’era e a chi non c’era. Iniziamo con le bellissime foto del bravo fotografo di Monteriggioni Michele Piccardo (lo ricorderete, chioma bianca fluente e torso nudo), tante facce, tante persone, i mille volti del festival, ecco lo slideshow, sono le facce di noi viandanti. Festival della viandanza, foto di Michele Piccardo
Poi un piccolo estratto video dello spettacolo di Paolo Rumiz, il viandante guarda lontano e un altro ancora sulla rivoluzione dell’andare. Infine i pensieri di una partecipante: ![]() Festival della viandanza, foto di Michele Piccardo
Più sotto trovate anche un video pubblicato su YouTube, per rivivere il caldo, i ritmi lenti e la vita di Monteriggioni domenica. VIDEO |
“Rio+20 era una Conferenza sulla vita; sulle future generazioni; sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energia. Era una Conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere.
“Sfortunatamente, i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l’urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibile è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio.”
“Abbiamo visto dei leader farsi avanti a Rio, semplicemente non è stato nell’ambito dei negoziati: un’emozionante leadership cresce nelle comunità, nelle città, nei governi e nelle imprese che stanno gettando le fondamenta per proteggere l’ambiente, alleviare la povertà e portare il pianeta verso un futuro più sostenibile.”
“Abbiamo bisogno di azione ovunque: da individui, villaggi, città, Paesi, piccole e grandi imprese e movimenti e organizzazioni della società civile. Dobbiamo tutti prenderci la responsabilità che i leader del pianeta hanno fallito a Rio. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi e sperare che siano utili ad aprire lo spazio politico per portare a termine un processo multilaterale come Rio+20.”
Sull’Europa, Mariagrazia Midulla, responsabile policy Clima ed Energia WWF Italia, che ha seguito i negoziati a Rio, ha aggiunto:
“L’Europa si é presentata a Rio con proposte relativamente ambiziose, pure ben poche di queste proposte sono sopravissute nel testo finale. E’chiaro che il ruolo della UE é cambiato nel contesto globale, e che oggi le economie emergenti hanno assunto un ruolo politico nuovo e primario. Per questo, l’autorevolezza politica europea non puó che risiedere nella forza dell’esempio. Come WWF, dunque, sfidiamo la UE: dopo Rio, non solo bisogna comunque cercare di costruire sui pochi risultati ottenuti, ma soprattutto bisogna applicare le proprie posizioni a livello europeo, nel concreto. La green economy e’ anche la ricetta per far fronte alla crisi economica: sarebbe suicida continuare con una logica emergenziale senza avere una prospettiva. Per far questo, occorre non cedere alla tentazione di rattoppare l’esistente, se é in contraddizione con la propria visione. Questo vale a livello europeo, per esempio nelle discussione sul budget e sulla politica di coesione che determineranno i prossimi investimenti della comunitá, ed é valido a livello nazionale, in Italia: desta quindi davvero scandalo la notizia dell’autorizzazione concessa dal Governo alla centrale a carbone di Saline Joniche, inutile ed estremamente dannosa per il clima, per la salute e per le stesse prospettive economiche della Calabria, che ha enormi potenzialita’ nell’economia verde. Davvero non un bell’esempio per il Paese, per l’ Europa e per il mondo intero”.
Lunedì 18 giugno 2012
Domenica 17 giugno 2012
Alcune sintetiche osservazioni alla bozza dello Studio di fattibilità per la riorganizzazione del Sistema di gestione dei rifiuti urbani 2012-Terracina presentato dalla società IDECOM.
Questo progetto viene dopo altre proposte tutte abortite, con denaro speso per lo studio e mai alcuna realizzazione; sarà così anche questa volta?
E’ un deciso passo avanti rispetto al passato con l’estensione del porta a porta in zone fuori del centro storico e con l’obiettivo del 50% di differenziazione, ma la città arriva ultima nell’ammodernamento del sistema di gestione dei rifiuti e deve puntare alla soluzione più sostenibile facendo tesoro delle esperienze realizzate da migliaia di comuni italiani.
Il WWF Litorale Pontino ha partecipato ad un paio di incontri in Comune durante i quali si è parlato di gestione dei rifiuti a Terracina.
Inizialmente sono stati presentati da tecnici della società Idecom alcuni lavori riferiti ad impegni presi nel 2011 con la Terracina Ambiente quali Piano di comunicazione Terracina, Progetto Terracina e Presentazione TerraPulita.
Successivamente si è parlato di un vero Piano Rifiuti sul quale il WWF ha fatto delle osservazioni senza ancora conoscerne la struttura nei dettagli.
Poco tempo dopo arrivava per e-mail la bozza dello Studio di fattibilità per la riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti urbani
Bozza Progetto RACCOLTA RIFIUTI-Terracina
La lettura del Progetto apre nuove prospettive nella gestione dei rifiuti e il WWF si impegna a produrre delle osservazioni/integrazioni.
Mercoledi’ 20 giugno dalle ore 9.00 alle 13.30
il WWF, insieme ad altre Associazioni, organizza presso la Camera dei Deputati, Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Via Poli, 19 – Roma) l’incontro
PARCHI: PATRIMONIO DEL PAESE
Per il rilancio delle Aree Naturali Protette
e della Legge 394
con l’obiettivo di contrastare la riforma della Legge quadro sulle aree naturali protette in discussione al Senato e rilanciare il ruolo dei parchi per la conservazione della biodiversita’.
Stiamo vivendo un momento molto delicato per i parchi italiani, tra taglio dei finanziamenti, riduzione delle piante organiche e la prospettiva di una modifica della Legge quadro 394 che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.
Siete invitati a partecipare e a dare la massima diffusione all’iniziativa inoltrando il programma alla Vs. lista di contatti.
Il recentemente inaugurato polo del trasporto non rispetta il progetto originario, gli autobus di linea sono stanziati lungo una strada dopo aver rischiato di essere collocati nel piazzale antistante l’ingresso principale dell’Ospedale “A.Fiorini” (vedi il Piano del traffico). In questo la situazione somiglia molto a quella dello spostamento del mercato settimanale che ancora non trova soluzione.
Tralasciando qualunque osservazione sullo stato dell’area completamente vuota di servizi, dalle pensiline ai bagni, risalta, e i cittadini sulla rete ne stanno prendendo coscienza, la difficoltà di raggiungere la zona per chi non usa un mezzo privato. E’ stato detto che saranno coordinati gli orari delle circolari interne con quelli dei bus COTRAL.
Le circolari interne non devono servire soltanto a raggiungere il “polo” ma tutti i luoghi della città disincentivando l’uso del mezzo privato. Le circolari viaggiano quasi sempre vuote, da anni, senza che nessuna delle amministrazioni che si sono succedute abbia interrotto questo spreco di denaro pubblico, oltretutto in presenza di un traffico privato ambientalmente ed economicamente insostenibile.
Cosa fare? Non occorre pensare a circuiti su domanda o a pannelli elettronici per comunicare ad ogni fermata il tempo di attesa, basterebbe una misura molto più economica, inserire nelle paline delle fermate l’orario di passaggio che intanto garantirebbe la certezza del passaggio stesso. Per calcolare gli orari di passaggio basta fare dei rilevamenti lungo il percorso in momenti diversi della giornata e registrare il più breve, questo sarà inserito nella palina. I cittadini, così, avrebbero a disposizione un’informazione certa sulle circolari che fermano in una data zona della città e gli orari di passaggio, in caso di traffico particolarmente intenso aspetterebbero soltanto qualche minuto. E’ la soluzione più economica adottata da tante città, in particolare quelle diventate mete di grande affluenza turistica.
Il piazzale della stazione andava sistemato, la stessa navetta per la stazione di Monte san Biagio spesso ha dovuto faticare per entrarvi. Ora ha avuto un primo assetto, ne va controllato il rispetto.
Chi dovrebbe trarre i maggiori benefici dal cosiddetto “polo del trasporto” è sicuramente il treno. Su di esso si addensano già nubi pesanti, l’amministratore delegato delle ferrovie ha affermato recentemente che nel 2013 ci saranno tagli nel trasporto locale. Avrebbe ancora senso il polo senza il treno? Quindi, la strutturazione dell’area in polo del trasporto costringe alla difesa serrata di questo nostro “bene comune”. E questo per il WWF è un obiettivo storico.