Lunedì 11 giugno 2012: inaugurazione del polo del trasporto a Terracina

Accontentiamoci?

Dopo anni di attesa per avere la stazione-mare e un polo del trasporto che migliorasse il servizio all’utenza e riducesse l’inquinamento in centro città, a Terracina viene inaugurato di fatto lo spostamento del capolinea degli autobus in via Napoli.

Ci aspettavamo la realizzazione di questa opera, almeno così veniva prefigurato il polo del trasporto negli uffici comunali del settore urbanistica, con gli stalli degli autobus a coronare il termine dei binari e una viabilità finalmente regolamentata nel piazzale della stazione.

Era ormai diventato difficile anche fermarsi alla navetta che garantisce i collegamenti cadenzati con la stazione di Monte san Biagio.

Ora gli autobus spostati dal centro stazioneranno lungo via Napoli; il piazzale, intanto, non ospita più i camion dell’ortofrutta e la sosta delle auto private è finalmente regolata. Ci si augura che venga potenziato il trasporto interno per consentire a chi viaggia di lasciare la propria auto a casa e che venga risolta positivamente la questione degli studenti pendolari durante il periodo scolastico.

Per il WWF  che ha sempre creduto nella necessità di conservare il treno questo polo del trasporto rappresenta la speranza di non dover più soffrire ad ogni cambio di orario per eventuali soppressioni di corse. Sarebbe paradossale che una volta concentrato tutto il trasporto pubblico nell’area della stazione il treno venisse sottoposto a tagli di qualunque genere. Anzi, ora è il momento di chiedere miglioramenti nel servizio come qualità delle carrozze, puntualità delle corse e incremento delle stesse.        

Accontentiamoci!

Verso Rio+20 (3)

Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre.

Eliminare i sussidi perversi:
In questo momento di crisi globale, eliminare tutti i sussidi che impattano negativamente sull’ambiente è vitale, a cominciare da quelli che promuovono l’uso di combustibili fossili e quelli all’agricoltura e alla pesca non sostenibili. Questo processo deve prevedere fasi di avanzamento e di rendicontazione annuali, e la completa eliminazione di questi sussidi dannosi entro il 2020. E’ necessario assumere misure adeguate per compensare gli impatti sociali negativi.
Necessità di una nuova governance ambientale:
Per aiutare la promozione dello sviluppo sostenibile e l’ottenimento di un adeguato ambito di riferimento per la sua governance, è fondamentale coordinare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio indicati nel 2000 con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che dovrebbero essere indicati a Rio, in un quadro di sviluppo delle nostre società dopo il 2015 (data di scadenza di molti degli indicatori degli Obiettivi del Millennio). Un autorevole Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile, in sede ONU, potrebbe garantire che gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile siano promossi e i risultati raggiunti siano monitorati e valutati.
 CORNICI ISTITUZIONALI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

– Integrazione dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile: il WWF supporta la creazione di un Consiglio per lo Sviluppo Sostenibile per coordinare, consolidare, far progredire e assicurare l’integrazione, attraverso più settori, dello sviluppo sostenibile ai più alti livelli del decision-making.
– Rafforzare la governance ambientale promuovendo l’UNEP a agenzia specializzata, con il mandato di supportare e garantire il rispetto di tutti gli accordi ambientali multilaterali.
– Integrare meglio i criteri di sviluppo sostenibile nelle istituzioni finanziarie internazionali esistenti, per promuovere investimenti davvero sostenibili
Per seguire Rio+20 

Verso Rio+20 (2)

Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre.

Questa è la sfida del WWF lanciata nell’anno di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile in programma a Rio de Janeiro a vent’anni dall’analoga Conferenza del 1992 che ha lanciato per la prima volta a livello mondiale il concetto di sviluppo sostenibile.

La Conferenza di Rio+20 sullo Sviluppo sostenibile presenta ai leader del pianeta un’opportunità straordinaria per arrivare a una nuova visione, condivisa a livello internazionale, che accolga l’equità sociale e la sostenibilità economica e ambientale nel nostro modello di sviluppo. Il WWF esorta le parti a cogliere questa occasione attraverso i seguenti principi fondamentali.

LA GREEN ECONOMY NEL CONTESTO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE E DELLA LOTTA ALLA POVERTÀ
  •  Gestire in maniera sostenibile il capitale naturale: Assicurarsi che le strategie di sviluppo nazionale prendano pienamente in considerazione lo stato degli asset e degli ecosistemi naturali e il loro ruolo nel sostenere il benessere e l’economia umana; investire attivamente nella loro conservazione e rafforzamento per evitare una crisi globale devastante e irreversibile.
  • Andare oltre il PIL: Sviluppare nuovi standard e indicatori per misurare la performance ambientale oltre il PIL e utilizzarli, insieme agli indici di sviluppo umano, per fornire una lettura più accurata dello stato delle nostre economie e per stimolare la conservazione dell’ambiente naturale e uno sviluppo più equo.
  •  Considerazione dei costi ambientali: Definire regole secondo cui tutti i costi ambientali della produzione e del consumo sono integrati in nuovi modelli, per affrontare le cause e non solo i sintomi della perdita ambientale.
  •  Schemi di certificazione trasparenti: Espandere, supportare e standardizzare gli schemi di certificazione, basati sulla migliore conoscenza scientifica disponibile e che coinvolgano più stakeholder, per andare verso consumi e produzioni sostenibili.
  •  Stabilire un veicolo di investimento per facilitare la transizione e l’implementazione di economie verdi attraverso il finanziamento di tecnologie innovative, la cooperazione tecnologica, e programmi di aggiornamento in particolare attraverso una finanza innovativa.

Per anni amministratori pubblici hanno negato la realtà: la malavita organizzata è tra noi.

Vi è stata una delega totale e inammissibile nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine a occuparsi esse sole del problema della mafia…

Questa frase di Paolo Borsellino è stata la cornice entro la quale si è articolato tutto il convegno “Le mani della camorra e della mafia nel Basso Lazio”,  organizzato dall’associazione “Antonino Caponnetto” e svoltosi oggi nell’aula magna dell’ITC “A.Bianchini” di Terracina.

In un sala colma di cittadini provenienti da diversi centri del Lazio sono state ascoltate le esperienze scolastiche dei figli dei camorristi di Scampia, la testimonianza del fratello di una vittima di camorra, gli interventi di giornaliste sul territorio dei casalesi, i consigli del presidente della Commissione per la trasparenza del comune di Sorrento, le difficoltà e i successi delle forze di Polizia della provincia di Latina, l’appello alla Guardia di Finanza ad uno sforzo ulteriore per aggredire il fenomeno seguendo i  movimenti di denaro in terra pontina ma soprattutto un elenco di casi concreti di inflitrazioni camorristiche nel nostro territorio.

 

L’intervento che ha concluso il convegno, quello del Procuratore aggiunto della DDA di Napoli, Federico Cafiero de Raho, ha confermato quanto già circolava tra i cittadini, la malavita organizzata è presente da decenni  nella nostra provincia nella quale ha investito denari proveniente da attività illecite; finora con manovre di accerchiamento delle attività economiche ma sono iniziate, con le macchine bruciate e le minacce a polizia e magistrati, le azioni “militari”.

Le attività economiche, con il favore di politici compiacenti (qualcuno li ha definiti collusi), permettono ai nuovi gestori di condizionare il voto di larga parte dei cittadini.

Il Procuratore ha fatto appello alla dignità dei cittadini;  senza fare gli eroi ma con buon senso civico collaborino con le forze dell’ordine e con la magistratura e nei momenti elettorali scelgano gli amministratori tra persone irreprensibili.

Nel dibattito con il pubblico è emersa, ovviamente, tutta la sfiducia nei confronti dei politici (in sala non era presente alcun amministratore del comune di Terracina) ma non è mancata una nota di rammarico derivante dalle lungaggini dei process da cui spesso le vittime di malefatte camorristiche e/o mafiose  non escono indenni.

Verso Rio+20 (1)

                 Cibo, acqua e energia per tutti
Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere in un mondo di sufficienza – un mondo in cui c’è abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti.

Oltre a seguire il percorso dei negoziati, per scandire le tappe di avvicinamento alla Conferenza di Rio+20 coinvolgendo anche il grande pubblico, il WWF ha organizzato sotto il claim “Food, Water and Energy for all. For ever” (Cibo, acqua e energia per tutti. Per sempre) una serie di iniziative speciali, appuntamenti con ospiti internazionali, eventi di piazza, diffusione di nuovi report e documenti che mostrano come il futuro sostenibile sia una realtà possibile e come il mondo abbia già a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzarlo.

Viviamo in un mondo di eccessi, ma potremmo vivere  in un mondo di sufficienza, in cui ci sono abbastanza cibo, acqua ed energia per tutti, basato su una nuova economia, su una nuova governance per la sostenibilità e su nuovi indicatori di benessere e progresso “oltre il PIL”.

Nell’anno di Rio+20, a vent’anni dalla Conferenza delle Nazioni Unite che ha lanciato per la prima volta a livello globale il concetto di sviluppo sostenibile, il WWF sarà all’opera per diffondere la necessità urgente di una nuova e concreta economia verde,  creando attorno ad essa un favorevole atteggiamento culturale, scientifico, istituzionale, dei media, dell’opinione pubblica.

Le Guardie volontarie del WWF a convegno nel Parco nazionale del Circeo

SEMINARIO NAZIONALE GUARDIE VOLONTARIE AMBIENTALI WWF ITALIA

 PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO – SABAUDIA

SABATO 16 – DOMENICA 17 GIUGNO 2012

 

“Strumenti normativi e modalità operative per la vigilanza ambientale e zoofila”

PROGRAMMA

 SABATO 16 GIUGNO

 

10.30/11.00

Saluti ed introduzione ai lavori

  •  Gaetano Benedetto, Presidente del Parco Nazionale  del Circeo
  • Adriano Paolella, Direttore  generale WWF Italia
  • Patrizia Fantilli, Direttore ufficio legale –legislativo/ Coordinatore nazionale Guardie Volontarie WWF Italia

Raniero Maggini, Vice Presidente nazionale WWF Italia , moderatore

11.00 /11,30

Avv. Vanessa Ranieri , Presidente WWF Lazio,

“ La costituzione di parte civile del WWF nei processi per  reati ambientali: il contributo  delle  Guardie volontarie   WWF  nella raccolta delle prove”  

11.30 / 13.00

Dott.ssa Cristina Avanzo, Responsabile nucleo N.I.R.D.A. (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del Corpo Forestale dello Stato.

“Il maltrattamento degli animali: normativa, giurisprudenza  e attività operativa”

13.00/13.30

Spazio riservato ad  interventi e domande

14.30/15.30

Avv.  Roberto Casini, Dirigente Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Salerno.

 “Poteri e limiti delle Guardie Giurate nell’accesso a proprietà privata per l’accertamento di reati ed illeciti amministrativi”

15.30/16.30

Dott. ssa Stefania Pallotta , esperta di Diritto ambientale

“La constatazione delle violazioni amministrative  ambientali”

16,30 /17,30  Massimiliano Rocco  –Responsabile Ufficio Traffic – specie WWF Italia

“La Campagna del WWF Internazionale sul commercio del Wild Life”

17.30/18.00

Chiusura lavori


DOMENICA 17 GIUGNO

9.30 

Incontro interno. A seguire visita guidata del Parco.


Fonte Santo Stefano a Terracina, terra di nessuno?

Nello scorso autunno il WWF Litorale pontino volle  esprimere pubblicamente in un comunicato stampa il proprio plauso alle guardie del Parco degli Ausoni che erano intervenute a sanzionare un cittadino per aver realizzato potature drastiche di alberi in prossimità della fonte di Santo Stefano.

Questa stessa persona ora viene indicata dal rappresentante del Comitato Cittadino Colline Terracinesi, Guido Gerosa, come responsabile di un prelievo abusivo dell’acqua della fonte.

 Ci risiamo. Proprio quando l’acqua sta diventando “il bene prezioso” delle colline terracinesi e quando tutti guardano con preoccupazione le proprie cisterne (riempite dalla pioggia) sapendo che il periodo di magra è iniziato e che bisognerà utilizzare il prezioso liquido con parsimonia, alcuni furbetti pensano di continuare a colmare i serbatoi utilizzando l’unica fonte di approvvigionamento di acqua potabile per tutti gli abitanti di Santo Stefano.

Come lo scorso anno (ad ottobre aveva già provato a prelevare l’acqua impunemente), la stessa persona che non ha avuto rispetto del bosco (e per questo si è preso una denuncia dalla Forestale), continua a non considerare l’equilibrio ambientale che gli abitanti della zona hanno con saggezza e attenzione conservato per tutto questo tempo.

Dopo che il sole tramonta, pensando di poter agire indisturbato, il nostro protagonista smonta il rubinetto della Fonte di Santo Stefano (manomettendo una “cosa pubblica”) allaccia il suo tubo direttamente all’uscita dell’acqua potabile e grazie ad una linea di 600 metri impropriamente installata su suolo pubblico (è stato tagliato anche l’asfalto della strada di S. Stefano per poter far attraversare il tubo) porta al cancello della propria abitazione l’acqua “corrente”.

Le foto fornite da Guido Gerosa dimostrano oltre ogni possibile dubbio l’abuso che si sta perpetrando intorno alla fonte di Santo Stefano e che chiama in causa chi di dovere per imporre il ripristino dello stato dei luoghi sanzionando il responsabile.

Ci risiamo: il commissario Sottile insiste sull’uso delle discariche e sceglie Pian dell’Olmo a Riano come sito per la nuova discarica romana

IL PREFETTO NON FACCIA PASSI FALSI

Si concentri sulla raccolta differenziata spinta

In merito alle ultime notizie stampa che arrivano dalla riunione in corso sulla scelta del sito per la nuova discarica, Vanessa Ranieri, Presidente del WWF Lazio, dichiara:

“Ormai siamo alla ‘roulette russa’ e le popolazioni a turno vedono tirare il grilletto dai vari prefetti illuminati. Se Pian dell’Olmo fosse stato un sito idoneo l’avrebbe scelto sin dall’inizio anche Pecoraro. Così non e’ avvenuto! Certo rimaniamo stupiti dalla rapidità con la quale il nuovo Commissario e’ riuscito a indicare in pochi giorni un luogo che avrà la capacità di ricevere i rifiuti per non più di un anno; luogo fortemente voluto dalla Provincia di Roma, la stessa che ad oggi non e’ stata in grado di aprire neanche un sito di compostaggio.

L’invito pressante che rivolgiamo anche al nuovo Commissario straordinario Sottile è quello di non insistere sulla discarica, che non può più essere scelta con leggerezza come in passato, ma di concentrarsi con serietà sulla raccolta differenziata spinta e sulla apertura dei siti di compostaggio, sollecitando con tutti i suoi poteri gli attori ad agire con tempestività e piena capacità su questa strada, vera soluzione al corretto ciclo dei rifiuti”.

Roma, 4 giugno 2012

 

Per informazioni stampa

WWF Lazio  Cesare Budoni – cell. 349-6040937