Antenne come funghi a Terracina, ne sta arrivando un’altra

L’inquinamento elettromagnetico viene studiato da tempo e se ne conoscono gli effetti termici e biologici sulle cellule. Pur non essendoci unanimità nella comunità scientifica sui rischi gravi a carico della popolazione tuttavia “gli effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti “(Wikipedia).

Il principio di precauzione dovrebbe ispirare le azioni di amministratori e il comportamento dei cittadini.

A Terracina le antenne sono numerose, eccone alcune

Ora si parla di introdurne un’altra e il WWF Litorale laziale stamani ha emesso un comunicato stampa che si riproduce qui integralmente.

CONSIDERAZIONI DEL WWF LITORALE LAZIALE SULLA ISTALLAZIONE  DI NUOVE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE

Nel territorio del Comune di Terracina da anni stiamo assistendo a continue, improvvise e incontrollate istallazioni di antenne di telefonia mobile.

La necessità di un collegamento sempre più efficace e veloce e la smania di essere sempre più competitivi sollecitano gli operatori del settore a cercare di coprire quante più aree possibili.

Il nostro riferimento è alla richiesta di autorizzazione per l’istallazione di una Stazione Radio Base per rete di telefonia mobile di ILIAD Italia S.p.A.

Da anni la popolazione giustamente preoccupata si chiede cosa può succedere vista l’assenza di una amministrazione attenta e sollecita che si sia munita di strumenti regolativi e piani che prevedano nei particolari tutti gli aspetti di queste attività.

Le persone che si preoccupano per l’inquinamento elettromagnetico si informano, studiano, magari seguono da anni la questione scoprendo ad esempio che fin dal 2008 il Comune con molta difficoltà ha avviato un processo per dotarsi di un Piano P.R.A.E.E.T., di un regolamento per l’istallazione di impianti di comunicazione elettroniche e di un registro per il monitoraggio e catasto SRB (rispettivamente Deliberazione di C.C. n°71/2009, Delibera di C.C. n°144 XVI del 2/10/2008  art.12 per il registro SRB) ma che fino al 2014 non c’è stata attuazione del regolamento e nel frattempo il Piano  P.R.A.E.E.T. è diventato obsoleto e bisognoso di una revisione. Insomma, l’immobilismo in questo ambito è il più totale.

Nel 2013, infatti, il Forum di Agenda 21 Locale, di cui il WWF fa parte, convocò gli assessori competenti e gli autori della redazione del Piano e manifestò la preoccupazione per questo stallo nelle procedure perché nel frattempo le istallazioni continuavano ad avvenire con il meccanismo del silenzio-assenso su aree di proprietà private.

Si è dovuto aspettare il 2014 con sollecitazioni sempre da parte delle associazioni e dei comitati di cittadini per vedere poi nel mese di giugno un consiglio comunale che delibera l’attivazione di una serie di strategie e procedimenti relativi alla modifica del P.R.A.E.E.T.  e del relativo Regolamento e altre iniziative.

A sostegno di questo, ma solo un anno dopo, nel 2015 il Comune, insieme alla società P.R.A.E.E.T. srl ha proposto oltre alla revisione del P.R.A.E.E.T. e del regolamento una serie di azioni, sette interventi in tutto, che prevedono la regolamentazione puntuale di tutti gli aspetti legati alla gestione del problema compresa l’informazione ai cittadini, le tariffe e il “mantenimento e gestione del piano”.

Dopo quella confortante dichiarazione di intenti tuttavia sulla questione è calato di nuovo il silenzio.

Ci sembra veramente assurdo continuare a chiedere cortesemente all’amministrazione di attivarsi in tal senso e non è più accettabile che essa intervenga puntualmente, a volte anche in modo tardivo o inefficace, solo perché sollecitata da associazioni e cittadini. 

Come cittadini vogliamo sentirci tutelati, la nostra salute e quella dei nostri figli non va barattata con nessuna esigenza commerciale. Per fortuna la ricerca scientifica va avanti e i nostri amministratori possono trovare conforto nella tanta letteratura scientifica in merito alla pericolosità, per la salute umana, dell’esposizione alle emissioni elettromagnetiche.

Chiediamo quindi che si completi l’iter proposto nell’ultimo documento e che questo sia finalmente un riferimento sicuro per i cittadini e per le aziende che intendono chiedere autorizzazioni nel nostro territorio comunale.

 

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E’ finito un altro anno senza una vera svolta per clima e biodiversità, il bilancio del WWF Italia

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi facendo un consuntivo dell’anno appena trascorso ha dichiarato:

“L’anno 2018 ci lascia insoddisfatti perché, a livello globale, è mancato di un vero scatto in avanti rispetto alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e alla difesa della biodiversità che, come dimostrano i dati presentati dal WWF con il Living Planet Report continua ad essere in rapido declino in tutto il mondo: in soli 50 anni è scomparso più del 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dall’ultimo rapporto sul cambiamento climatico pubblicato dall’IPCC è riuscito a fare aprire gli occhi ai decisori politici segnalando l’urgenza di un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città”.

 

“Anche per l’Italia il 2018 è stato un anno in cui, spesso, alle attese non sono seguiti i fatti. Da un lato c’è stata finalmente una presa di coscienza contro il nemico dei mari e delle spiagge: la plastica. Si tratta di un tema su cui il WWF si è speso molto nel 2018 (ricordiamo il Tour Spiagge Plastic Free che ha coinvolto 1000 volontari in 41 appuntamenti, la petizione che ha raccolto più di 600.000 firme e il Report Mediterraneo in Trappola) e continuerà ad impegnarsi a fondo anche nel 2019 con tantissime iniziative tra cui la collaborazione con il Jova Beach Party (il tour 2019 di Jovanotti) che supporterà la nostra campagna di contrasto all’inquinamento da plastiche. Su questo tema vanno segnalate le iniziative assunte dal Ministero dell’Ambiente sul tema, anche grazie alla spinta propulsiva del ministro Costa.

È stato, invece, un anno da dimenticare per la biodiversità italiana. A causa dei calendari venatori e altri provvedimenti sulla caccia varati dalle regioni, il 2018 può essere considerato come un vero e proprio annus horribilis. Il WWF ha difeso i nostri animali selvatici nei tribunali con ben 12 ricorsi di cui 9 andati a buon fine”, continua la leader dell’associazione.

“Nonostante il 2018 fosse cominciato con la sottoscrizione in campagna elettorale del Patto per l’ecologia, proposto dal WWF per rilanciare sul piano nazionale ed internazionale il Ministero dell’Ambiente, da parte di tutte le maggiori forze politiche (un segnale che avevamo colto con fiducia) purtroppo nella parte finale abbiamo assistito ad un clamoroso dietrofront, con il decreto Genova, divenuto il contenitore di alcuni provvedimenti gravissimi, come quelli sul condono di Ischia e sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.

Per le nostre aree protette restano aperte tutte le criticità messe in luce dal Check-Up Parchi pubblicato a settembre dal WWF con i Parchi Nazionali che necessitano di un serio rilancio e le Aree marine protette che non solo non possono continuare ad essere ‘aree protette di serie B’ ma che devono acquisire dignità a livello economico e gestionale. Anche il 2018 ha messo in evidenza come il nostro territorio sia particolarmente esposto ai fenomeni estremi che con i cambiamenti climatici tendono ad aumentare in frequenza e intensità. È necessario che gli investimenti annunciati per affrontare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza diventino subito concreti e reali. Infine, le bonifiche: devono uscire dalla carta su cui rimangono da decenni e diventare realtà”.

“Il 2019, sia a livello globale che nazionale dovrà essere un anno di svolta. È necessario porre le basi per un Global Deal, un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità. E serve il coraggio dei governi per concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello nazionale, oltre ai provvedimenti che indichino un reale e rapido percorso di decarbonizzazione del nostro sistema energetico ed economico, ci aspettiamo un cambio di passo netto e concreto nelle politiche ambientali. A cominciare dall’approvazione della legge contro il consumo del suolo (provvedimento essenziale contro la cementificazione, per la sicurezza del territorio e di migliaia di famiglie) che dal 2012 vaga per le aule del Parlamento alla ricerca dei voti che la facciano diventare qualcosa di più che una promessa”, conclude Donatella Bianchi.

Si può leggere qui il bilancio completo del WWF sul contesto internazionale e nazionale.

(dal sito del WWF Italia)

L’associazione ISDE-Medici per l’Ambiente preoccupata per le conseguenze dei cambiamenti climatici, la sezione di Latina pubblica il documento di posizionamento sul tema

 

Recentemente la sezione dell’ISDE-Medici per l’Ambiente di Latina ha reso pubblico il  posizionamento dell’associazione nazionale in merito al riscaldamento globale e agli effetti dei conseguenti cambiamenti climatici.

 

 

 

 

Il documento dal titolo  Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione affronta innanzitutto le conoscenze recenti sui cambiamenti climatici e le cause dell’effetto serra.

Qui è possibile leggerne una sintesi COMUNICATO CAMBIAMENTI CLIMATICI

Successivamente esamina le conseguenze a carico dell’ambiente, degli esseri viventi e della salute umana

Sono iniziati e sono destinati ad aggravarsi i seguenti effetti dei cambiamenti ambientali:

  • innalzamento del livello delle acque marine, erosione delle coste, inondazioni interne, ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari;
  • intense variazioni nelle quantità di precipitazione;
  • aumento della salinità degli oceani ed eutrofizzazione delle acque costiere;
  • struttura dei venti;
  • eventi meteorologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore);
  • estinzione del 20-30% delle specie sinora classificate, non in grado di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti in atto, se la temperatura media globale supererà di 1,5-2,5°C quella del 1980-1999.

Inoltre, nei diversi settori sono da temere i seguenti rischi:

  • riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni;
  • riduzione delle foreste e desertificazione;
  • riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità;
  • perdita di habitat.

Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.”  

Ecco la sintesi diffusa dalla sezione ISDE di Latina  CAMBIAMENTI CLIMATICI

Un Piano del verde offerto dal WWF Italia alla città di Terracina

 

Stamani il sindaco ha incontrato il gruppo di esperti organizzato dal WWF Italia per progettare un piano del verde per la città. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Zappone e Marcuzzi e l’architetto Claudia Romagna del Settore urbanistica del comune.

 

Subito dopo l’evento calamitoso del 29 ottobre che ha arrecato lutti e danni alle abitazioni e al patrimonio arboreo cittadino, il WWF Italia nella persona dal segretario generale, Gaetano Benedetto, incontrò il sindaco per esprimere la solidarietà dell’associazione e per mettere a disposizione della città un gruppo di esperti per elaborare gratuitamente un piano di piantumazione di essenze integrato nel contesto del territorio comunale.

Il piano si ispirerà ai principi della sostenibilità ambientale e della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e terrà conto della biodiversità intesa nel senso più ampio. Verranno individuate dapprima le soluzioni per l’emergenza inserendole nella prospettiva del piano.

Il gruppo di lavoro è una somma di competenze urbanistiche, paesaggistiche, botaniche e forestali e sarà coordinato da Andrea Filpa, docente di Progettazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura della Università Roma Tre, nonché delegato WWF per il Lazio.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ringrazia la direzione nazionale dell’associazione per questo intervento e tutti gli esperti che hanno accettato di dare di buon grado e gratuitamente il loro contributo di professionalità.

Domenica 7 ottobre ritorna “Urban Nature” alla Rimembranza di Terracina

Anche quest’anno l’iniziativa del WWF Italia URBAN NATURE vedrà Terracina partecipare attivamente.

La giornata, tempo permettendo, avrà uno sviluppo ricco di attività all’interno del parco della Rimembranza, dove i cittadini potranno anche apprezzare i lavori di manutenzione in corso realizzati con la collaborazione di un gruppo di migranti.

Ecco il programma

IN CASO DI PIOGGIA  L’EVENTO “URBAN NATURE” SI SVOLGERA’ DOMENICA 14 OTTOBRE

Al salone nautico di Genova tutti i numeri del tour WWF Spiagge plastic free che ha visto attivarsi anche Terracina con la campagna “Non lasciarmi qui”

È stata una grande azione di conservazione ‘attiva’ collettiva,quella che ha visto tra giugno e settembre animare 41 località costiere italiane con eventi di pulizia nel Tour WWF Spiagge Plastic Free: partito da Catania e lanciato da un appello di Fiorello e Stefania Spampinato, il tour ha toccato spiagge e scogliere dal nord al sud del paese coinvolgendo oltre 1.000 volontari di ogni età che hanno setacciato complessivamente oltre 20 chilometri di litorale. I dati del Tour sono stati presentati oggi presso il Salone Nautico di Genova.

Negli oltre 700 sacchi raccolti il ‘primato’ dei rifiuti è sempre la plastica “usa e getta”. L’evento conclusivo della Campagna #GenerAzioneMare ha lanciato WWF S.U.B una  nuova realtà di volontariato per ripulire i fondali

Coinvolgendo associazioni, enti, istituzioni locali, aziende, i volontari WWF hanno eliminato tonnellate di rifiuti e fatto tornare allo stato naturale alcune tra le più belle spiagge italiane, dalle calette e spiagge sarde alle baie del litorale laziale, dalle scogliere calabresi alle lunghe spiagge dell’adriatico. La gran parte dei rifiuti erano composti da plastica usa-e-getta: al primo posto cotton fioc (in un singolo evento addirittura più di 4.000), e poi buste di plastica, bottiglie e tappi, materiali da imballaggio, polistirolo, retine degli allevamenti di mitili, siringhe, resti di boe. Non sono mancati i rifiuti speciali (paraurti di automobili, copertoni, scaldabagni, materassi, etc.). La maggior parte comunque erano oggetti di uso comune e che, nello stile di vita quotidiano, facilmente sostituibili con altri di lunga durata o realizzati con materiali biodegradabili. La plastica, infatti, è un vero highlander dei mari e minaccia la biodiversità degli oceani.

“Sono almeno 7.000 le specie marine minacciate dalla plastica nel mondo, uccelli, mammiferi marini, tartarughe e altre specie restano intrappolate, o ingeriscono la plastica e in alcuni casi provocano addirittura avvelenamento”. Ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica marina è dovuto alla plastica e di queste il 17% è minacciato o in pericolo critico di estinzione secondo l’IUCN. È l’effetto dei nostri comportamenti, del nostro stile di vita e questo ci deve richiamare ad un’attenzione a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello del singolo cittadino. La buona notizia è che pulire e proteggere il mediterraneo dalla plastica si può, ma richiede l’impegno e la collaborazione di tutti. Per questo un grazie speciale va alle centinaia di volontari che questa estate hanno contribuito a rendere più belle le nostre spiagge partecipando al Tour WWF, agli enti, alle istituzioni e ai testimonial che hanno sostenuto questa iniziativa. Impegni importanti sono stati presi al livello europeo, il nostro Ministero dell’Ambiente è fortemente coinvolto in questa battaglia ma non dobbiamo abbassare la guardia. Il nostro impegno continuerà anche il prossimo anno e per questo abbiamo avviato  anche l’attività di controllo e pulizia nei fondali, grazie ad una nuova rete di volontari subacquei”.

 

Il WWF ha scelto, infatti, il Salone Nautico per presentare una nuova realtà di volontariato nata nell’ambito dell’Associazione, il gruppo specializzato WWF S.U.B. (Save Underwater Biodiversityche ha già realizzato alcune operazioni di recupero di decine di metri di reti abbandonate svolte in collaborazione e supporto della Guardia Costiera.

L’invito lanciato dal Salone Nautico per liberare il Mediterraneo dalla plastica è stato lanciato anche alla comunità di diportisti per i quali il WWF ha stilato una speciale Rosa dei Venti con 8 semplici consigliper orientarsi nella navigazione a vela o a motore con uno stile ‘plastic-free’: dalla cambusa dotata di contenitori di latta o riutilizzabili, al boccione con dispenser per l’acqua al posto delle  bottiglie, dal riciclo delle vele all’uso di saponi senza microplastiche. E poi consigli sull’abbigliamento (no alle microfibre, rilasciano microplastiche ad ogni lavaggio) e sulla navigazione durante la quale si invita ad assicurare in coperta tutti gli oggetti che purtroppo rischiano di volare in mare.

Il WWF sta proseguendo la raccolta firme per la petizione #plasticfree diretta al Ministero dell’Ambiente con 4 richieste tra cui l’introduzione di una cauzione sugli imballaggi di plastica monouso. Finora la  petizione, presente anche su change.org ha raccolto oltre 352.000 firme, ma l’obiettivo è raggiungerne 500.000 entro l’anno.

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Oggi termina il tour Spiagge plastic free del WWF Italia, a Terracina avrà una coda fino a mercoledì 19

 

Oggi, 15 settembre, si chiude in Sardegna, con un evento di  pulizia dei litorali, il Tour nazionale del WWF Spiagge plastic free, una maratona di eventi che ha coinvolto per tutta l’estate partner di alto profilo scientifico e tecnico, centinaia di volontari e cittadini uniti tutti dallo stesso obiettivo: liberare alcune delle più belle spiagge italiane dall’invasione silenziosa della plastica che rappresenta il 95% dei rifiuti del mare e ha dei primati incredibili di ‘resistenza’ nell’ambiente marino.

 

Nell’occasione i volontari puliranno il tratto di spiaggia di Cala Saccaia (Olbia) dalle 11.00 alle 17.00 in collaborazione con enti e associazioni: l’evento è inserito tra quelli ufficiali del World Clean Up Day, la più grande azione civica per la pulizia dell’ambiente dai rifiuti.
Il WWF ha così scelto l’altra grande isola italiana per celebrare il suo tour, partito il 3 giugno scorso in Sicilia con la partecipazione della madrina della manifestazione, Stefania Spampinato, e l’appello video di Fiorello.

A Terracina la campagna continuerà fino al 19 settembre con l’iniziativa “Non lasciarmi qui” programmata con altre associazioni e l’Assessorato all’Ambiente del Comune. 

Questo il calendario degli interventi Calendario Operazione Non lasciarmi qui ai quali tutti possono partecipare.

La mitica “spiaggetta” di Terracina vittima della mania dei fuochi pirotecnici

Da troppo tempo in città si sta tollerando il malcostume di utilizzare fuochi d’artificio per festeggiare qualunque cosa, sia essa la vittoria di un qualche gruppo sportivo, una festa privata, una immane bevuta collettiva e così via.

L’inquinamento atmosferico e acustico era già noto; era, infatti, alla portata di naso, occhi e orecchie di tutti, compresi gli animali di affezione che ne soffrono alla follia.

Ma non era stato ancora testimoniato il danno ambientale dovuto all’utilizzo intenso di questi fuochi che lasciano sul posto residui di carta e cartone impregnati del particolato prodotto dalla combustione del materiale pirico.

Ancora più grave è il danno se la sede di questi fatui spettacoli è una spiaggia dove l’indomani centinaia di persone, bambini compresi, si muoveranno su una sabbia e si bagneranno in acque che contengono tali residui.

E’ arrivata alla nostra associazione da parte di frequentatori abituali una segnalazione corredata di foto che mostrano cosa si trova la mattina sul bagnasciuga della spiaggetta che è nel cuore di tanti cittadini.

 

 

L’utilizzo dei fuochi artificiali a Terracina pare non sia regolamentato, anzi con il silenzio delle istituzioni i fautori di questa forma di inquinamento totale (aria, acqua, suolo oltre al sistema nervoso delle persone e degli animali) si sentono incoraggiati.

Intervenire con un’ordinanza sindacale per fissare delle norme al riguardo sarebbe un segno di civiltà. La conseguente repressione del fenomeno eventualmente portato avanti da coloro che violassero le norme sarebbe veramente facile; nella notte verrebbero subito individuati.

D’altra parte la Bandiera Blu, tanto faticosamente conquistata, comporta un’oculata gestione dell’ambiente urbano. Noblesse oblige!

20 maggio 2018, Giornata nazionale delle Oasi WWF; a Terracina apertura straordinaria della Rimembranza

Domenica prossima si apriranno al pubblico tutte le oasi naturalistiche gestite dal WWF; cliccando sulla foto del macaone è possibile vedere dove si trovano nel territorio nazionale.

A Terracina il parco della Rimembranza sarà aperto per tutta la giornata dalle ore 11 alle 20.

Il programma prevede:

  • Visite guidate per gruppi di visitatori
  • Esposizione di pannelli sui crimini ambientali
  • Attività per i bambini di approccio alla natura (nel pomeriggio)

Sarà possibile consumare il pranzo al sacco.

Si potrà anche cogliere  l’occasione, per chi lo desideri, di iscriversi al WWF, la grande associazione internazionale presente in tutto il mondo e attiva nella difesa della natura.

 

 

Natura in città: rapaci notturni segnalati a Terracina.

Nuove segnalazioni della presenza di rapaci notturni nei giardini della città!

Udire il verso di un rapace notturno, una volta ritenuto segno di sventura, per noi del WWF è solo motivo di gioia! Sulla chat dei soci attivi è iniziata una gara a chi riesce a registrare il verso di civette, assioli, allocchi.

Invece di fare birdwatching notturno, la sera proviamo a stare in silenzio, aprire le finestre ed ascoltare, comodamente a casa, il verso di questi animali. Sono predatori e si trovano in cima alla piramide alimentare (trofica), la loro presenza, quindi, è indice di un ambiente ecologicamente funzionale (sano), se possiamo ascoltarli da casa significa che viviamo in un ambiente sano!

 

La più conosciuta, piccola, con due grandi occhi gialli è la civetta, Atena noctua, il nome comune ci fa pensare ad una donna svenevole, il nome scientifico richiama la mitologia classica e ricorda la dea greca della sapienza che era la patrona della capitale della Grecia. Il suo canto è molto acuto e si diffonde lontano per ricordare ai suoi simili il suo territorio. La possiamo sentire nelle campagne, ma spesso anche nelle città.

 

Spesso questi animali notturni vengono associati a sventura, ma uno dei più belli è il Barbagianni (Tyto alba) con la faccia bianca a forma di cuore, ventre bianco e dorso marroncino. I barbagianni vivono in vecchi edifici come torri medioevali, campanili e case diroccate… Il loro verso è un soffio, un respiro pesante, un rantolo un po’ inquietante. Quando ci facciamo coraggio per cercare di capire di cosa si tratti, dai ruderi ecco che esce una sagoma bianca che al buio e alla sola luce della luna non può che farci pensare ad un fantasma!

 

Se invece abitiamo nei pressi di un bosco con alberi molto alti potrebbe sentirsi il richiamo dell’allocco (Strix aluco) che ci permette di distinguere il maschio dalla femmina: il primo un rauco Uhuhuuuuuh! La seconda più acuta quasi a confondersi con la civetta. Forse non ha proprio una fama di intelligentone, ma l’allocco, di notte, quando noi dormiamo diventa un abile predatore.

A Terracina in questo mese ne è stato registrato il verso in un parco pubblico da un socio del WWF, ecco l’audio

 

Il più buffo, piccolo ma potente è l’assiolo: la sua voce monotona chìuuu chìuuu fa pensare ad un allarme di una automobile e si diffonde per le campagne. Quando lo si sorprende di giorno ecco che spunta un gufetto piccolo  piccolo con i due occhietti vispi, curioso che muove continuamente il collo per capire quale animale sei. Neanche le due penne a forma di corna lo rendono più spaventevole! Non si può che sorridere e un senso di tenerezza ci assale, anche se ci ha fatto passare la notte svegli con il suo chìuuu! Ed eccolo alla ricerca di un fessura, una crepa, un anfratto per nascondersi a pancia in giù!

A Terracina è stato segnalato da soci del WWF in due zone diverse della città. Ecco la registrazione del suo verso effettuata pochi giorni fa.