Comunicato Stampa Congiunto Global Strike For Future a Terracina-15 marzo 2019

 

“Un fiume in piena”, in migliaia stamattina per il Global Strike For Future delle Scuole di Terracina.

Centinaia di classi,  dai piccoli della Primaria ai  più grandi delle Medie Inferiori e Superiori, hanno affollato dalle 10 il Piazzale Aldo Moro antistante il mare di Terracina, con bandiere, cartelli, striscioni con slogan e disegni insieme ai loro rispettivi docenti, a rappresentanze delle Associazioni Ambientaliste Cittadine che hanno svolto anche il servizio d’ordine della manifestazione garantendo insieme agli Istituti Scolastici che tutto si svolgesse in sicurezza coordinati anche dalla Polizia Municipale, a semplici Cittadini, al Sindaco Nicola Procaccini, all’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, a alcuni Consiglieri.

Alle 10.45 il Corteo, partito da Piazzale Aldo Moro,  si è snodato lentamente lungo il Viale della Vittoria, lo stesso percorso del terribile Uragano che ha sconvolto la nostra città lo scorso 29 ottobre 2018, con slogan urlati e cantati da piccoli e grandi: “Non rubateci il Futuro”, “Salviamo il nostro Pianeta”, “Non c’è un Pianeta B”, “Salviamo il Clima”, “Basta Plastica”, “Ricicliamo”, “Usiamo le Borracce”, “Basta Usa e Getta”,  “Sciopero per il mio Futuro”, “Ci siamo rotti i polmoni”, “SOS Clima”, “Meno CO2”, “Cambiamo il Sistema- non il Clima”, “Non c’è più tempo…e anche cantando canzoni che hanno fatto la storia della musica come “We are the people” o “Imagine”.

Ha poi proseguito lungo via Derna e via Roma arrivando in piazza Garibaldi, dove hanno preso la parola gli studenti.

Per primi i più piccoli che al megafono hanno recitato poesie sul rispetto dell’Ambiente e della nostra Salute, alcune composte da loro, fatto brevi interventi sulle Pratiche Virtuose che tutti noi Cittadini possiamo portare avanti, per esempio l’uso delle borracce al posto delle bottigliette di plastica, andare a piedi e in bicicletta usando poco l’auto, non usare prodotti usa e getta, non sprecare, fare bene la differenziata…

Poi hanno parlato gli studenti delle Medie inferiori e Superiori che hanno fatto interventi più approfonditi sulle cause dei Cambiamenti Climatici e hanno indicato anche proposte più complessive su come modificare questo Sistema Economico e Sociale che sta portando a tanti disastri ambientali, malattie, estinzione di specie animali e vegetali e, se non prendiamo provvedimenti urgenti, all’estinzione della stessa specie umana.

L’evento di Terracina, inserito nella mappa mondiale e italiana, annunciato sulla maggior parte dei giornali on-line della Provincia, e rimarrà per anni nel ricordo della Città.

Le Associazioni che hanno fortemente voluto questa manifestazione si impegneranno, con le Scuole e l’Amministrazione, a dare subito seguito a questa manifestazione con una serie di impegni per rendere la nostra città “plastic-free” e “carbon-free” e per mitigare il rischio climatico dopo il disastro che purtroppo ha duramente colpito la nostra città.

Tutte le foto e i video dell’evento sono scaricabili dalla pagina facebook TERRACINA GLOBAL STRIKE FOR FUTURE del 15 marzo : https://www.facebook.com/events/2388030031209975/

 

 

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Oggi in III Commissione a Terracina presentata la posizione del WWF sull’agricoltura e non solo sull’uso dei pesticidi

Necessari un regolamento e il controllo del suo rispetto sulluso della chimica nelle campagne ma la nostra agricoltura ha bisogno di una inversione di tendenza

Dopo gli ultimi eventi avvenuti nell’autunno del 2018, che hanno colpito pesantemente l’Italia e la nostra provincia, con meteore raramente osservate, nubifragi, trombe d’aria, allagamenti, smottamenti , è giunto il momento di fare alcune considerazioni e appelli a quanti svolgono un ruolo Istituzionale (Regione, Comuni, Associazioni di Categoria , Società Civile, …), per quanto riguarda la salvaguardia del territorio e sul suo utilizzo, sulla attività agricola che rappresenta per noi una grande risorsa economica che utilizza e condiziona la maggior parte del territorio provinciale.

Gli eventi che si sono verificati in quest’ultimo periodo, sono sicuramente legati ad una particolare situazione climatica che ha prodotto nel periodo equinoziale un’atmosfera particolarmente ricca di energia , calore, che ha innescato e sorretto le meteore , ed ha prodotto un’eccezionale piovosità che si è concentrata in poco tempo sul nostro territorio provocando una vera catastrofe.

La pioggia caduta non è riuscita a defluire regolarmente in mare utilizzando le normali vie naturali e quelle create dall’uomo soprattutto dopo la bonifica, spesso mal gestite o non curate; soprattutto i terreni sotto il livello del mare sono arrivati velocemente alla saturazione capillare e si sono allagati, mettendo in pericolo molte colture in atto.

A tal proposito si possono iniziare a fare alcune considerazioni su come è cambiata l’agricoltura nel nostro territorio, passando da coltivazioni estensive, dove venivano sostanzialmente rispettate la stagionalità e le norme delle ROTAZIONI COLTURALI, alle coltivazioni INTENSIVE, che hanno allargato le dimensioni dei campi coltivati, abolendo fossi e scoline, alla AGRICOLTURA PROTETTA e forzata con estese attività di serricoltura che è arrivata a coprire migliaia di ettari, la SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZABILE (SAU) provinciale.

Fino agli anni ‘80 la superficie agricola del nostro territorio era adibita a coltivazioni di cereali, erbai, ortaggi, barbabietole, vigne, legate spesso alla zootecnia da latte, con ordinamenti che oltre all’habitat naturale e al suolo rispettavano, essendo più confacenti ad esse, le caratteristiche dei territori di pianura.

Tutto questo significava anche rispettare le caratteristiche pedologiche e orografiche, oltre al rispetto dell’AVVICENDAMENTO tra piante miglioratrici e depauperanti, che avevano sui terreni un ruolo importante nel rispetto delle colture e nell’utilizzo dei letami per il miglioramento delle caratteristiche della fertilità del terreno oltre che delle produzioni.

Purtroppo, alla fine gli anni ’80 sono iniziati notevoli cambiamenti socio-economici in agricoltura e con l’avvento delle quote (latte, zucchero e vino) molte aziende agricole non sono riuscite a sopravvivere. Stessa sorte è toccata alle aziende agro-industriali di trasformazione (Caseifici, Zuccherificio, Industrie di Trasformazione del pomodoro, cantine , conserve vegetali), che in poco tempo hanno abbandonato la provincia causando un grande cambiamento delle produzioni agricole con ricadute anche sull’ambiente e sul territorio che si è man mano ricoperto sempre più di serre e di coltivazioni di kiwi e prugne.

Si è passati, così, da un’agricoltura non convenzionale ad un’agricoltura convenzionale che ha portato notevoli cambiamenti introducendo sistemi intensivi di coltivazione ottenendo notevoli vantaggi nella quantità di produzione.

Rispetto a tutto ciò la superficie agricola, ma anche il suolo ha subito un vero stravolgimento, i terreni risultano essere più sfruttati ( stressati ) di prima; sono cambiati, inoltre,i sistemi di coltivazione (ormai solo monocolture e serre) e per questo si sono aggravati i problemi di drenaggio delle acque meteoriche nel terreno.

 

Cosa comportano i sistemi di coltivazione in uso nel nostro territorio:

  • Impoverimento del suolo agricolo con perdita di fertilità;
  • Modifiche dell’equilibrio naturale del territorio, modificazioni delle fitocenosi e zoocenosi anche a livello edafico;
  • Peggioramento dello stato fisico del terreno, eccessi di lavorazioni profonde, utilizzo smodato di correttivi, concimi e geodisinfestanti, minor apporto di sostanza organica;
  • Nuovi patogeni, Insetti,acari, funghi, batteri , virus esotici che non hanno rapporti con l’ecosistema e sfuggono ai processi di omeostasi naturali;
  • Eccessivo utilizzo di concimi, fertilizzanti, antiparassitari, pesticidi,..;
  • Inquinamento delle falde acquifere, soprattutto delle falde freatiche della pianura che sono sempre più salificate e inquinate a maggiore profondità;
  • Inquinamento del mare, laghi, fiumi e canali;
  • Scomparsa di molti insetti e soprattutto di nicchie di rifugio.

Per questi motivi bisogna fare una serie di riflessioni e cominciare a pensare di favorire pratiche agricole sostenibili, incentivare le coltivazioni che abbiano caratteristiche legate al territorio e che i nostri agricoltori sanno produrre molto bene.

Proteggere le produzioni del luogo, non come prodotti di “NICCHIA”, che in pochi possono usufruire, ma sostenere ed incentivare:

  • I prodotti tipici della zona;

  • Le qualificazioni delle produzioni e delle varietà preferendo quelle autoctone;

  • Le poltiche di sostegno alla produzione con aiuti agli agricoltori;

  • L’applicazione di nuove modalità produttive o agrotecniche che favoriscano un equilibrio ambientale ed il rispetto dei cicli naturali e produttivi con buona qualità dei prodotti ottenuti, tramite formazione specifica e programmi di sostegno;

  • La trasformazione aziendale o locale ;

  • Lo sviluppo, migliorandone la qualità, dei mercati locali per diminuire i soggetti della filiera di commercializzazione che comportano sempre un aumento del prezzo al consumo;

  • L’integrazione tra la produzione e la trasformazione per aumentare la possibilità di mercato (es. industria farmaceutica).

Se è vero che in molti settori produttivi iniziano a farsi spazio i concetti di SOSTENIBILITA’ ed ECONOMIA CIRCOLARE come elementi essenziali a garanzia del futuro dell’umanità, l’attività produttiva agricola, che è quella più confacente, non può che farli propri.

(a cura di Patrizia Parisella)

Primo grande successo della campagna nazionale NO PESTICIDI partita da Terracina

Da una nota dell’agenzia ANSA si apprende che il Parlamento ha votato all’unanimità una mozione che tra le altre cose impegna il Governo  “a potenziare il sistema dei controlli sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura, incrementando anche i controlli sui prodotti agroalimentari importati dai Paesi terzi per i quali è possibile dimostrare che siano stati trattati con il glifosato oltre la soglia permessa in ambito europeo, al fine di tutelare la filiera produttiva italiana e garantire alti standard di qualità; a vigilare affinché il monitoraggio del livello di contaminazione da pesticidi nelle acque sia omogeneo su tutto il territorio nazionale e che tutte le regioni si dotino di un piano per la tutela delle acque, al fine di assicurare un alto livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente”.

Inoltre, al Governo viene chiesto “prevedere iniziative volte ad un utilizzo più responsabile dei fitofarmaci”, “porre in essere iniziative volte a sostenere l’utilizzo di buone pratiche agricole sempre più sostenibili; intraprendere ogni utile iniziativa volta a rivedere e migliorare il piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”.

Non è proprio la rinuncia all’uso della chimica in agricoltura ma è un primo passo in quella direzione.

Lo afferma il WWF Italia insieme alle altre associazioni impegnate da tempo per una agricoltura senza additivi non naturali.

La votazione della mozione segna il successo di una iniziativa partita dalla nostra città dove ha preso l’avvio il Gruppo Facebook coordinato da Renato Bottiglia

Così scrive sul gruppo Facebook Renato Bottiglia

E dopo ben 5 anni di lotta, oggi in Parlamento è stata votata una mozione unitaria firmata da ben 45 deputati di tutte le forze politiche e votata in aula da 453 deputati su 453 presenti.

TUTTI HANNO VOTATO SI!!!!

La mozione racchiudeva anche la petizione del Gruppo Facebook NO PESTICIDI, che ha raccolto 30.000 firme e chiede tutela per la popolazione rurale.

L’intero PARLAMENTO è d’accordo, ora attendiamo la “traduzione” in un atto legislativo.

Che sia il primo passo concreto verso una agricoltura sostenibile condivisa da tutte le forze politiche?

Grazie a tutti quelli che hanno collaborato a questo risultato.

Grazie anche a tutti quelli che non hanno creduto in questa lotta, perché mi hanno motivato ancora di più.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale esprime soddisfazione per questo primo passo sulla strada dell’abbandono dell’agricoltura industrializzata che contrastiamo e non da oggi.

Andando indietro nel tempo, infatti, si può leggere, tra l’altro, su questo blog

No Pesticidi, il WWF sostiene l’iniziativa contro la chimica nelle campagne avviata da cittadini di Terracina

Era il dicembre del 2018

Ancora pochi i punti di monitoraggio delle acque nel Lazio e in provincia di Latina secondo i dati del Rapporto ISPRA sui pesticidi

Questo a maggio 2018

Il 56% dei pesticidi distribuiti nel Lazio vanno in provincia di Latina

Era il gennaio 2018

STOP PESTICIDI-Appello per la Comunità Alimentare Locale

Un mese prima, dicembre 2017

Dal convegno del WWF Litorale laziale “Agricoltura e Salute” un’interrogazione parlamentare sui pesticidi

Giugno 2017 dopo la Giornata di studio e comunicazione del 20 maggio 2017

Oggi a Terracina il convegno “Agricoltura e Salute” ha fatto conoscere a un pubblico di amministratori, agricoltori, cittadini e studenti i rischi derivanti dall’uso di pesticidi nelle coltivazioni e nello stesso tempo le opportunità anche economiche di un’agricoltura senza chimica

E’ finito un altro anno senza una vera svolta per clima e biodiversità, il bilancio del WWF Italia

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi facendo un consuntivo dell’anno appena trascorso ha dichiarato:

“L’anno 2018 ci lascia insoddisfatti perché, a livello globale, è mancato di un vero scatto in avanti rispetto alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e alla difesa della biodiversità che, come dimostrano i dati presentati dal WWF con il Living Planet Report continua ad essere in rapido declino in tutto il mondo: in soli 50 anni è scomparso più del 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dall’ultimo rapporto sul cambiamento climatico pubblicato dall’IPCC è riuscito a fare aprire gli occhi ai decisori politici segnalando l’urgenza di un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città”.

 

“Anche per l’Italia il 2018 è stato un anno in cui, spesso, alle attese non sono seguiti i fatti. Da un lato c’è stata finalmente una presa di coscienza contro il nemico dei mari e delle spiagge: la plastica. Si tratta di un tema su cui il WWF si è speso molto nel 2018 (ricordiamo il Tour Spiagge Plastic Free che ha coinvolto 1000 volontari in 41 appuntamenti, la petizione che ha raccolto più di 600.000 firme e il Report Mediterraneo in Trappola) e continuerà ad impegnarsi a fondo anche nel 2019 con tantissime iniziative tra cui la collaborazione con il Jova Beach Party (il tour 2019 di Jovanotti) che supporterà la nostra campagna di contrasto all’inquinamento da plastiche. Su questo tema vanno segnalate le iniziative assunte dal Ministero dell’Ambiente sul tema, anche grazie alla spinta propulsiva del ministro Costa.

È stato, invece, un anno da dimenticare per la biodiversità italiana. A causa dei calendari venatori e altri provvedimenti sulla caccia varati dalle regioni, il 2018 può essere considerato come un vero e proprio annus horribilis. Il WWF ha difeso i nostri animali selvatici nei tribunali con ben 12 ricorsi di cui 9 andati a buon fine”, continua la leader dell’associazione.

“Nonostante il 2018 fosse cominciato con la sottoscrizione in campagna elettorale del Patto per l’ecologia, proposto dal WWF per rilanciare sul piano nazionale ed internazionale il Ministero dell’Ambiente, da parte di tutte le maggiori forze politiche (un segnale che avevamo colto con fiducia) purtroppo nella parte finale abbiamo assistito ad un clamoroso dietrofront, con il decreto Genova, divenuto il contenitore di alcuni provvedimenti gravissimi, come quelli sul condono di Ischia e sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.

Per le nostre aree protette restano aperte tutte le criticità messe in luce dal Check-Up Parchi pubblicato a settembre dal WWF con i Parchi Nazionali che necessitano di un serio rilancio e le Aree marine protette che non solo non possono continuare ad essere ‘aree protette di serie B’ ma che devono acquisire dignità a livello economico e gestionale. Anche il 2018 ha messo in evidenza come il nostro territorio sia particolarmente esposto ai fenomeni estremi che con i cambiamenti climatici tendono ad aumentare in frequenza e intensità. È necessario che gli investimenti annunciati per affrontare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza diventino subito concreti e reali. Infine, le bonifiche: devono uscire dalla carta su cui rimangono da decenni e diventare realtà”.

“Il 2019, sia a livello globale che nazionale dovrà essere un anno di svolta. È necessario porre le basi per un Global Deal, un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità. E serve il coraggio dei governi per concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello nazionale, oltre ai provvedimenti che indichino un reale e rapido percorso di decarbonizzazione del nostro sistema energetico ed economico, ci aspettiamo un cambio di passo netto e concreto nelle politiche ambientali. A cominciare dall’approvazione della legge contro il consumo del suolo (provvedimento essenziale contro la cementificazione, per la sicurezza del territorio e di migliaia di famiglie) che dal 2012 vaga per le aule del Parlamento alla ricerca dei voti che la facciano diventare qualcosa di più che una promessa”, conclude Donatella Bianchi.

Si può leggere qui il bilancio completo del WWF sul contesto internazionale e nazionale.

(dal sito del WWF Italia)

Troppo lenti i lavori di bonifica dei danni causati dall’evento del 29 ottobre alla Rimembranza. Il WWF riporta alla memoria della città la straordinaria bellezza del parco con un calendario per il 2019

I danni prodotti all’interno del parco della Rimembranza dall’evento meteorologico estremo del 29 ottobre sono visibili nel raffronto tra queste due fotografie.

L’ex-convento di San francesco non ha perso soltanto la copertura ma non ha più avanti a sé la ricca parata di grandi alberi, quasi tutti cipressi, alcuni dei quali in primavera si ricoprivano di glicini.

I lavori di restauro dell’area toccata dall’evento che ha coinvolto soprattutto la parte sottostante l’ex-convento procedono a rilento.

Questa è la situazione che Alberto Dell’Aquila ha fissato con alcuni suoi scatti

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Il parco deve ritornare allo stato anteriore all’evento catastrofico quando con l’aiuto di un gruppo di migranti i volontari dell’associazione e qualche cittadino avevano ripulito i sentieri, ricostruito alcuni tratti di macera e rinnovato parte dei corrimano lungo i percorsi e soprattutto la piattaforma aerea voluta da Emilio Selvaggi sotto il bastione orientale dell’acropoli.

La bellezza del parco è nella mente di tanti cittadini e turisti che l’hanno visitato e riapparirà quando appena finiti i lavori di messa in sicurezza i volontari potranno ritornare a sistemare i percorsi e a piantare altri alberi.

Proprio per rafforzare il sentimento di rispetto del parco e di amore per un luogo unico in città il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha preparato un calendario per l’anno nuovo con alcune foto che saranno sicuramente apprezzate. In particolare la foto panoramica scattata dall’aula-pergola mostra un aspetto di Terracina che non si vedrà più, il Viale della Vittoria con i suoi pini.

Le foto utilizzate nel calendario sono di Elisabeth Selvaggi e di un gruppo di studenti del liceo Leonardo da Vinci che le hanno scattate nell’ambito di un progetto di alternanza scuola/lavoro sulla fotografia curato dalla socia Emanuela Dell’Aquila. Il lavoro grafico sul calendario ha avuto il contributo di Mauro Amoruso.

 

L’associazione ISDE-Medici per l’Ambiente preoccupata per le conseguenze dei cambiamenti climatici, la sezione di Latina pubblica il documento di posizionamento sul tema

 

Recentemente la sezione dell’ISDE-Medici per l’Ambiente di Latina ha reso pubblico il  posizionamento dell’associazione nazionale in merito al riscaldamento globale e agli effetti dei conseguenti cambiamenti climatici.

 

 

 

 

Il documento dal titolo  Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione affronta innanzitutto le conoscenze recenti sui cambiamenti climatici e le cause dell’effetto serra.

Qui è possibile leggerne una sintesi COMUNICATO CAMBIAMENTI CLIMATICI

Successivamente esamina le conseguenze a carico dell’ambiente, degli esseri viventi e della salute umana

Sono iniziati e sono destinati ad aggravarsi i seguenti effetti dei cambiamenti ambientali:

  • innalzamento del livello delle acque marine, erosione delle coste, inondazioni interne, ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari;
  • intense variazioni nelle quantità di precipitazione;
  • aumento della salinità degli oceani ed eutrofizzazione delle acque costiere;
  • struttura dei venti;
  • eventi meteorologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore);
  • estinzione del 20-30% delle specie sinora classificate, non in grado di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti in atto, se la temperatura media globale supererà di 1,5-2,5°C quella del 1980-1999.

Inoltre, nei diversi settori sono da temere i seguenti rischi:

  • riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni;
  • riduzione delle foreste e desertificazione;
  • riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità;
  • perdita di habitat.

Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.”  

Ecco la sintesi diffusa dalla sezione ISDE di Latina  CAMBIAMENTI CLIMATICI

No Pesticidi, il WWF sostiene l’iniziativa contro la chimica nelle campagne avviata da cittadini di Terracina

A Terracina c’è molta sensibilità verso un tema che riguarda la salute dei cittadini, ne fanno testimonianza il convegno Agricoltura e salute del 20 maggio 2017 organizzato dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale e la raccolta di firme partita da un gruppo facebook di Terracina che ha avuto un successo nazionale.

 

Proprio queste firme, venticinquemila, sono state in questi giorni al centro dell’attenzione della stampa nazionale perché sono state presentate in Parlamento e consegnate alle parlamentari Sara Cunial e Silvia Benedetti.

 

 

 

Franco Ferroni, responsabile del settore Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, ha partecipato per conto dell’associazione alla consegna in Parlamento delle venticinquemila firme contro l’uso spericolato di pesticidi in agricoltura.

Nell’occasione Ferroni ha scritto:

25.000 PIETRE PER ALZARE UN MURO IN DIFESA DEI PRINCIPI FONDANTI LA NOSTRA DEMOCRAZIA…

Oggi con 25mila cittadini, alcuni amici e qualche parlamentare di buona volontà abbiamo invaso la Camera dei Deputati per chiedere tutela della salute e dell’ambiente dalla minaccia pesticidi.

E’ stata una invasione pacifica, con 25mila persone bene nascoste nel librone di alcune centinaia di pagine che Renato Bottiglia ha consegnato alle due parlamentari bipartisan che hanno reso possibile un gesto di alto valore simbolico (guarda case due donne del Veneto, la regione che più di altre vive il dramma dei pesticidi che avvelenano le campagne).

 

L’importanza della conferenza stampa di questa mattina non è solo nelle giuste richieste di migliaia di cittadini per ottenere maggiori tutele dai rischi connessi all’uso dei pesticidi nelle aree rurali a ridosso delle abitazioni. La cosa più importante, di questi tempi, è il valore civile e democratico delle 25mila firme consegnate nelle mani dei decisori politici, le mani pulite di due rappresentanti dei cittadini nel Palazzo della politica. La democrazia rappresentativa rende molto pesante quel volume che contiene speranze, rivendicazioni di diritti negati, senso dello “Stato”, spirito di comunità e custodia di beni comuni. Le parlamentari si sono assunte una grande responsabilità, quella di sostenere nelle aule di Montecitorio le aspettative e i diritti collettivi di 25mila cittadini, che con la loro firma rappresentano in realtà milioni di persone ostaggio dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura. In gioco non c’è solo la salute dei bambini, delle donne in gravidanza, degli stessi agricoltori spesso inconsapevoli dei pericoli e delle centinaia di migliaia di residenti nelle aree rurali, in gioco c’è la “Democrazia” del nostro Paese e la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea, alla vigilia di un voto difficile e pieno di insidie. Perché nulla potrà giustificare decisioni nella revisione del PAN Pesticidi (strumento di attuazione di una Direttiva Europea) nel febbraio 2019, pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2019, che non accolgano le due banali, ragionevoli e lungimiranti richieste di questi 25mila cittadini elettori:

1) Distanze di sicurezza dalle case nei trattamenti con pesticidi nocivi per la salute;

2) Diritto all’informazione ed alla trasparenza con comunicazioni tempestive su giorni, orari e pericolosità dei pesticidi irrorati.

Due legittime richieste che chiamano in causa diritti costituzionali fondamentali previsti daII’Articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…) e dall’Articolo 117 (Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema…).

Tradire le aspettative di questi cittadini che hanno oggi invaso la sala stampa della Camera dei Deputati significa tradire questi principi fondanti la democrazia del nostro Paese. 

…….

Entro febbraio 2019 il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci dovrà essere aggiornato. E’ l’occasione buona per la politica per passare dalle parole ai fatti, dalle prediche alle buone pratiche. 

Fissare limiti di sicurezza per i trattamenti fitosanitari con distanze adeguate dalle abitazioni e I’obbligo di comunicazioni preventive dei giorni ed orari dei trattamenti è l’impegno minimo che 25.000 italiani chiedono ai nostri parlamentari. La politica non ha più alibi, è giunto il momento delle decisioni coraggiose.

 Il WWF Italia è presente per portare la sua solidarietà e vicinanza, in coerenza con il lavoro svolto per dire subito Stop Glifosato, per sostenere le “marce Stop pesticidi”, per denunciare l’abuso della chimica vicino alle case nelle nostre campagne. 

Abbiamo già raccolto l’appello di questi cittadini con le osservazioni inviate al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sul PAN pesticidi attuale, in vista della sua prossima revisione.

Proseguiremo l’azione di lobby sui nostri decisori politici fino a febbraio, in attesa di modifiche sostanziali a questo documento che  detta le regole per l’uso dei pesticidi nel nostro Paese, denunciando ogni indifferenza, ipocrisia ed abuso.

Un Piano del verde offerto dal WWF Italia alla città di Terracina

 

Stamani il sindaco ha incontrato il gruppo di esperti organizzato dal WWF Italia per progettare un piano del verde per la città. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Zappone e Marcuzzi e l’architetto Claudia Romagna del Settore urbanistica del comune.

 

Subito dopo l’evento calamitoso del 29 ottobre che ha arrecato lutti e danni alle abitazioni e al patrimonio arboreo cittadino, il WWF Italia nella persona dal segretario generale, Gaetano Benedetto, incontrò il sindaco per esprimere la solidarietà dell’associazione e per mettere a disposizione della città un gruppo di esperti per elaborare gratuitamente un piano di piantumazione di essenze integrato nel contesto del territorio comunale.

Il piano si ispirerà ai principi della sostenibilità ambientale e della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e terrà conto della biodiversità intesa nel senso più ampio. Verranno individuate dapprima le soluzioni per l’emergenza inserendole nella prospettiva del piano.

Il gruppo di lavoro è una somma di competenze urbanistiche, paesaggistiche, botaniche e forestali e sarà coordinato da Andrea Filpa, docente di Progettazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura della Università Roma Tre, nonché delegato WWF per il Lazio.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ringrazia la direzione nazionale dell’associazione per questo intervento e tutti gli esperti che hanno accettato di dare di buon grado e gratuitamente il loro contributo di professionalità.

CAMBIAMO AGRICOLTURA, APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

 

#CAMBIAMOAGRICOLTURA

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE

La PAC (Politica Agricola Comune) è oggi il principale strumento finanziario dell’Unione Europea a sostegno di un settore economico, ma dovrebbe in realtà essere molto di più.

La PAC 2014 – 2020 impegna il 38% delle risorse finanziarie dell’Unione Europa e questo imponente impegno di fondi pubblici viene giustificato dal ruolo ambientale e sociale dell’agricoltura. Gli agricoltori europei potrebbero in effetti essere protagonisti delle sfide globali e locali per uno sviluppo sostenibile, garantendo la sicurezza alimentare e contribuendo allo stesso tempo al contrasto dei cambiamenti climatici e ad arrestare la perdita della biodiversità. Purtroppo i fatti dimostrano che questo non avviene perché prevale ancora il modello di produzione agricola basata sull’uso massiccio della chimica di sintesi, sulle produzioni intensive che inquinano l’acqua, il suolo e l’aria.

La PAC ha una grande responsabilità nell’impatto ambientale e sociale dell’agricoltura europea ed è ancora profondamente ingiusta per gli stessi agricoltori, premiando i più grossi e forti e penalizzando i piccoli e deboli.

Le coltivazioni e gli allevamenti intensivi concorrono a causare cambiamenti climatici, perdita di biodiversità, deforestazioni, carenza d’acqua e inquinamento, sia all’interno dell’Unione Europea che nei paesi extracomunitari. La diffusione di grandi coltivazioni intensive per la produzione di cereali e soia importate dagli allevamenti europei costringe milioni di famiglie ad abbandonare le loro terre e ad emigrare. Le multinazionali e le grandi aziende prosperano mentre le piccole aziende agricole familiari soccombono o hanno difficoltà ad assicurare un reddito equo dignitoso.

Tutto questo accade perché agricoltori e allevatori che producono e distribuiscono cibo in modo sostenibile sono marginalizzati e penalizzati dalla PAC a favore delle aziende che producono esternalità negative per l’ambiente e la società.

Gli ultimi mesi del 2018 ed i primi sei mesi del 2019 saranno fondamentali per il futuro dell’agricoltura in Europa e in Italia: a Bruxelles è in corso il negoziato tra Commissione, Consiglio e Parlamento sulla riforma della PAC post 2020. L’obiettivo è l’approvazione del nuovo Regolamento UE per la PAC, prima delle elezioni europee 2019.

Il rischio che le decisioni sul futuro dell’agricoltura europea siano prese in modo strumentale all’interesse elettorale delle diverse forze politiche e per tutelarele potenti lobby agroindustriali,invece che nell’interesse generale dei cittadini e dei molti agricoltori autentici custodi del suolo, del clima, dell’acqua e della biodiversità, è già evidente nelle discussioni avviate negli ultimi mesi sulla riforma della PAC post 2020.

È quindi il momento di farsi sentire!Abbiamo bisogno di politiche che difendano gli interessi della gente, degli animali e dell’ambiente. Ecco perché nei prossimi mesi dobbiamo sentirci tutti coinvolti nel movimento di cittadini, vivace, variopinto e rumoroso che stachiedendo ai decisori politici europei e nazionali di cambiare la PAC per una buona agricoltura.

#CambiamoAgricoltura è una grande iniziativa che vuole coinvolgere privati cittadini, associazioni, onlus, aziende agricole, GAS, altre organizzazioni ed individui di diversi settori economici e della società civile.

#CambiamoAgricolturaè già una ampia coalizione di Associazioni e movimenti che in Italia riunisce le Associazioni ambientaliste storiche e le Associazioni dell’agricoltura biologica e biodinamica. https://www.cambiamoagricoltura.it/chi-siamo/ e che lavora in rete con le altre Associazioni, movimenti e coalizioni degli altri Stati europei, ricercando alleanze e creando sinergie per sostenere le stesse proposte e richieste per una vera  riforma della PAC, più equa, pulita e giusta.

Noi siamo parte della soluzione: sempre più persone si preoccupano della provenienza e dei metodi di produzione del cibo, comprando prodotti stagionali, biologici e locali. Questo dimostra che un buon cibo e una buona agricoltura per tutti sono possibili, adesso e in futuro. E’ necessario per questo cambiare agricoltura con una nuova PAC.

Insieme è possibile: tutti possono contribuire ad un cambiamento radicale della PAC post 2020. È fondamentale dimostrare che esiste un ampio consenso per una vera riforma della PAC che garantisca davvero un maggiore sostegno agli agricoltori che producono cibo sano, che non inquinano il suolo, l’acqua e l’aria e che conservano la Natura!

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE: per questo nei prossimi mesi le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura inviteranno tutti i propri soci, volontari e simpatizzanti, alla mobilitazione per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini in piccole azioni simboliche per fare tutti insieme lobby sui decisori politici europei e nazionali.

Il WWF Italia chiede una correzione sui fanghi in agricoltura e annuncia un esposto per danno erariale sul condono a Ischia

(dal sito del WWF Italia)

Sull’ambiente non si deroga.

Lo dice il WWF annunciando che se ci sarà l’approvazione al Senato del testo approvato dalla Camera del  decreto Genova (dl n. 109/2018) senza modifiche, l’associazione è pronta ad azioni  per la difesa del territorio, delle acque della salute e della filiera agroalimentare, messe a rischio sulla norme riguardanti il condono di Ischia (art. 25 del decreto) e lo spargimento dei fanghi da depurazione sui nostri campi (art. 41).
Proprio rispetto alla norma sui fanghi in agricoltura il WWF sta redigendo una proposta di norma correttiva, che chiederà venga inserita nel primo provvedimento utile che stabilisca limiti e prescrizioni per evitare l’inquinamento dei terreni agricoli, mentre per il condono di Ischia l’associazione è pronta a un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti campana in cui si segnala il rischio di danni ambientali e erariali.

Nel caso che non venga accolta la modifica approvata in Commissione, il WWF rileva che l’art. 25 del decreto Genova presenta una doppia criticità che sarà evidenziata nell’Esposto del WWF alla Corte dei Conti. In primo luogo il danno ambientale perché le norme approvate consentono di bypassare i vincoli paesaggistici esistenti nei comuni ischitani colpiti dal sisma del 2017 di Casamicciola Terme, Forio d’Ischia e Lacco Ameno, sulla base dei meccanismi consentiti dal condono tombale del 1985 e non sulla base dei due successivi condoni edilizi del 1994 e del 2003 che, invece, escludevano la sanatoria tout court di opere abusive in aree vincolate. In secondo luogo il danno erariale perché la l’esame affrettato delle domande per sanare gli abusi edilizi, legittima e perpetua  il pregiudizio arrecato alle casse pubbliche per la omessa acquisizione della disponibilità materiale degli immobili abusivi in aree vincolate, la omessa riscossione dei canoni di occupazione e delle imposte locali sugli immobili abusivi oggetto di ordinanze di demolizione non ottemperate, omessa irrogazione di sanzioni amministrative.

Per quanto riguarda l’art. 41 del Decreto Genova sullo spargimento dei fanghi di depurazione nei campi il WWF chiede di intervenire subito con una norma correttiva per limitare l’uso in agricoltura dei soli residui provenienti da insediamenti civili, abbassando i limiti dei contaminanti ambientali ammessi, fissando, ad esempio il limite, indicato dalla Unione Europea, a 500 mg/kg di sostanza secca per gli idrocarburi pesanti e vietando l’uso in agricoltura di fanghi che contengano sostanze chimiche pericolose e persistenti come diossine, IPA – Idrocarburi Policiclici Aromatici e PCB. Il WWF chiederà, inoltre, di fissare prescrizioni chiare relative alle analisi dei terreni precedenti e successive lo spandimento dei fanghi e degli stessi fanghi e vietare lo spargimento nei terreni con distanza inferiore ai 500 metri dalle abitazioni. Infine, per il WWF, è necessario prevedere l’obbligo di lavorazione del suolo entro 12 ore dallo spandimento dei fanghi e vietare l’uso di diserbanti nei terreni dove saranno riversati i fanghi e  stabilire l’obbligo di rotazione quinquennale delle colture al fine di incrementare la biodiversità  favorendo i processi naturali di autodepurazione del suolo.

Ecco un documento dell’associazione sui fanghi di depurazione documento_fanghi_1