Urban Nature 2020 – nuova data

Diversamente da quanto programmato inizialmente e dalla data riportata sulla locandina l’evento è stato spostato al giorno 11 ottobre 2020.

Il WWF Litorale Laziale aderisce alla giornata nazionale del WWF Italia dedicata alla Natura in Città.

Il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del Litorale Laziale, invita i Terracinesi nel parco cittadino della “Fossata” alle ore 10,30. Per l’occasione si potrà scoprire la bellezza e i tesori di questo luogo, e piantare alberi ricordando insieme il Prof. Giovanni Iudicone recentemente scomparso. In particolare verrà piantato un bagolaro, un albero forte e tenace che cresce lentamente e resiste alle avversità, le radici affondano nelle rocce e per questo lo chiamano “spaccasassi”.

Urban Nature promuove un nuovo modo di pensare gli spazi urbani, dando più valore alla natura. Invita amministratori, comunità, cittadini, imprese, università e scuole ad agire per proteggere e incrementare la biodiversità nei sistemi urbani.

La natura rappresenta anche una ‘scuola’ fondamentale per i bambini e i giovani. Purtroppo spesso in città, i bambini hanno stili di vita sempre più sedentari.

Chi lo desidera potrà fermarsi, in autonomia, a mangiare alla Fossata, come è tradizione a Terracina (nel rispetto delle norme sul distanziamento).

Nel Pomeriggio l’appuntamento è a partire dalle 15,30 al Parco della Rimembranza, un’apertura anticipata per visitare il parco. Ci sarà anche un piccolo laboratorio sulle semine per i bambini, al termine dell’attività i bambini potranno portare a casa la loro piantina e i grandi un sacchetto di terriccio prodotto dalle piante del Parco della Rimembranza.

Per assicurare il rispetto delle norme per il contenimento del contagio da COVID-19 e partecipare alle attività gestite dal WWF occorre:

  • Prenotarsi ai seguenti numeri
    • 335 361 352
    • 334 881 4320
    • 347 046 3423

Eventuali partecipanti non prenotati saranno ammessi solo se il numero previsto per ogni gruppo viene mantenuto.

  • Partecipare solo se non sono presenti sintomi riconducibili al Covid-19.
  • Essere muniti di mascherina

Per il laboratorio di semina devono essere rispettate le stesse regole.

Nel caso in cui, a causa del maltempo, l’evento debba essere annullato viene automaticamente rinviato alla domenica successiva, 11 ottobre.

SETTEMBRE AL PARCO

Per il secondo anno consecutivo il WWF Litorale Pontino ospiterà, all’interno del Parco della Rimembranza, la rassegna CERTE SERE QUI, a cura dell’Associazione FUORIQUADRO  di Formia, che tanto ha avuto successo nella precedente edizione.

Venerdì 18 settembre sarà presentato il libro di Veronica Galletta, LE TORRI DI NOLAN (GAFFI ITALOSVEVO EDITORE) vincitore del Premio Campiello opera prima 2020. L’autrice dialoghera’ con lo scrittore Luca Mercadante, ospite lo scorso anno della stessa rassegna. 

Il 23, 24 e 25 settembre sarà la volta della proiezione di tre docufilm pluripremiati, a tema ambientalista.


Nonostante il difficile periodo che stiamo attraversando, il Parco della Rimembranza anche quest’estate ha continuato a offrire occasioni di crescita culturale e sensibilizzazione ai temi ambientali. A partire dal 10 agosto ha ospitato le iniziative culturali e divulgative dell’Associazione TERRACINA CONTRO IL DECLINO e terminerà la stagione estiva con questa rassegna.

Per garantire il rispetto delle norme anti-Covid è necessario prenotarsi al n. 328735697

Ai candidati alla carica di sindaco della Città di Terracina

Il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del più vasto Litorale Laziale, come d’abitudine, ad ogni tornata elettorale per le amministrative, rivolge ai candidati al ruolo di sindaco l’invito a porre attenzione su alcune tematiche che attengono all’ambiente, alla sua tutela e salvaguardia e alle implicazioni che queste azioni possono avere con la vita dei cittadini del Comune che si apprestano a guidare.

Abbiamo sempre organizzato incontri in cui la nostra associazione ha evidenziato i vari temi che ci stanno a cuore e ogni candidato ha dato delle risposte o quanto meno ha preso atto delle nostre istanze.

Questa volta, dopo aver preso visione dei programmi in larga parte prevedibili, visto il nostro interesse continuo per i suddetti temi, vuoi perché la campagna impone ritmi e impegni quotidiani, vuoi per le restrizioni dovute all’emergenza Covid, abbiamo preferito questa forma.

In questo modo i candidati e i loro sostenitori possono avere un promemoria di quello che l’associazione più radicata in città considera prioritario per una visione veramente “sostenibile” del vivere in comunità. Ecco forse la differenza è proprio quella, l’attività della nostra associazione è sempre finalizzata al bene di tutti i cittadini, al Bene Comune, e questo documento è più un promemoria per i cittadini che per i politici con i quali ci confrontiamo quasi quotidianamente.

Non abbiamo mai inteso sostituirci alle Istituzioni ma ci siamo sempre adoperati perché esse agissero al meglio nei confronti dell’ambiente.

Non vogliamo neanche suggerire strategie e fonti di finanziamento che sicuramente sono note a chi si propone di guidare una città che necessita di attenzione non solo per gestire il patrimonio naturale ma per far sì che un ambiente sano generi benessere psico-fisico nei cittadini che vivono in quel territorio.

Di seguito i punti che noi riteniamo degni di azione e attenzione:

  • MOBILITÀ:
    • Una rete ciclabile per vivere la nostra città (scuole, mercato, chiese, ospedale, parchi) non solo fare una passeggiata sul lungomare. Se proprio si vuole accelerare le procedure si possono riprendere tutte le proposte del WWF, confluite poi nelle proposte di Agenda 21, chieste dall’amministrazione e consegnate da Giovanni Iudicone. Quello che invece chiediamo è che non si mandi avanti il mega progetto, 2 milioni di euro da sperperare per una pista a picco sul mare ma che presenta notevoli criticità come l’impatto paesaggistico, idrogeologico, ambientale e soprattutto un rapporto costi beneficio (pochi turisti dei campeggi che vogliono arrivare in città) decisamente sbilanciato e non vantaggioso per la città.
    •  ZTL e aree pedonali specie nelle aree di maggior pregio naturalistico e storico della nostra città, parte di viale della Vittoria e piazzale Moro, come in molte città in altri paesi che hanno un lungomare meraviglioso come il nostro. Il centro storico alto, strade e piazze in prossimità di scuole. Tutto questo necessita di una revisione di tutta la mobilità, non basta chiudere una strada come a volte è stato fatto, ma va prevista una intermodalità con mezzi elettrici o biciclette elettriche (bike sharing). La sostanza è: chi si deve muovere in città deve PREFERIRE lasciare l’auto a casa. Una mobilità sostenibile si concretizza anche nelle problematiche banali di tutti i giorni e basta stare 10 minuti davanti ad una qualsiasi scuola del nostro comune per rendersi conto dell’inquinamento provocato e della congestione che penalizza chi invece va a scuola in bicicletta o a piedi. Non dovrebbe essere complicato adottare e realizzare il PUMS!
    • Non smetteremo mai di chiedere il ripristino della FERROVIA è una battaglia iniziata da Giovanni Iudicone insieme al Comitato Pendolari che noi non vogliamo abbandonare; chiamatelo treno, chiamatelo metropolitana leggera, il concetto è che il treno, o metropolitana, fanno risparmiare tanta CO2 e altri inquinanti immessi in atmosfera; è un mezzo “socialmente sostenibile” perché tutti possono viaggiare evitando avventure da Terzo Mondo. 8 anni sono troppi, difficile credere alle promesse. Il treno è per noi l’icona della sostenibilità e della mobilità sostenibile.
    • Revisione quindi di tutta la mobilità urbana ed extraurbana che ripetiamo, al momento attuale, è assolutamente fuori controllo con conseguente inquinamento ma soprattutto di invivibilità della nostra città.
  • RIFIUTI
    • Introdurre finalmente la tariffa puntuale che già di per sé è un sistema di premialità per i cittadini fermo restando che dovrebbero essere trovate, e ci sono, forme di incentivo per i cittadini che li convincano che differenziare conviene anche economicamente.
    • Plastica: l’amministrazione uscente ha gestito in modo assolutamente inadatto il problema della plastica come fonte di grave inquinamento del Pianeta. Tra gli ultimi, il nostro comune ha visto una timida delibera “plastic free” che all’inizio della stagione estiva è stata addirittura ritirata. Ora, grazie a loro, sempre la vecchia amministrazione, nell’ambiente, e in particolare in mare, sono andati dispersi quintali di plastica. Contiamo molto sulla futura amministrazione.
    • Amianto: il percorso iniziato nel 2015 per dotare la nostra città di un regolamento per eliminare il rischio derivante dalla presenza nell’ambiente di rifiuti di amianto si è bloccato sul nascere, nulla di tutto quanto previsto nel regolamento è stato realizzato. In questi anni l’amianto ha continuato a fare danni e morti e chi dovrebbe tutelare la nostra salute probabilmente ignora anche questo regolamento. Speriamo nella nuova amministrazione.
    • No agli impianti a biogas o biomasse, il termine bio inganna ma si tratta di impianti che, attraverso una combustione e relativa immissione di cattivi odori e fumi tossici, smaltiscono in maniera insostenibile la frazione umida dei rifiuti urbani. Sì agli impianti di compostaggio di qualità
    • Roghi tossici: Spesso i rifiuti vengono bruciati nottetempo, soprattutto plastiche. Tutta la zona Nord – Ovest della città è interessata da questo fenomeno; l’aria è irrespirabile e questi fumi contenenti diossina, metalli pesanti, PCB ed altre sostanze estremamente velenose con potere cancerogeno e di interferenti endocrini entrano nelle matrici ambientali, acqua, aria, suolo avvelenando il cibo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo, noi e i nostri figli. L’amministrazione uscente pur consapevole non ha messo in campo il proprio sistema di controllo, la polizia municipale, né tanto meno ha cercato la collaborazione di altre forze come i Carabinieri Forestali.
    • Inseriamo qui un altro tipo di inquinamento, quello da onde elettromagnetiche. Sappiamo che il Comune di Terracina si è dotato di PRAEET e relativo regolamento ma non è sufficiente, così come per l’amianto, avere un regolamento, è necessario vigilare e soprattutto aggiornare il piano; vigilare sulle richieste delle società di telefonia, delle modifiche alle antenne già esistenti, avere sempre la situazione sotto controllo e affidarsi a tecnici non di parte. Ancora purtroppo non è stato dimostrato il danno organico, ma per la tutela dei cittadini, quello che deve guidarvi è il Principio di Precauzione.
  • AREE VERDI:
    •  Nonostante l’amministrazione uscente abbia dichiarato lo “stato di emergenza climatica e ambientale”, con tutti i relativi impegni presi per rispondere a questa emergenza e “Terracina città sostenibile”, la sostenibilità ambientale nella nostra città si è andata sempre più affievolendo. Abbiamo grandi aree verdi extraurbane e aree verdi urbane di grande pregio non solo naturalistico ma anche storico e archeologico tristemente ridotte di molto; le prime oltre ad essere abbandonate alla caccia spesso di frodo e al pascolo abusivo sul bruciato sono, da sempre ma soprattutto dal 2017, vittime di incendi devastanti. Non può essere sufficiente controllare il territorio, anche se siamo grati alle associazioni di volontariato, ma deve essere condotta un’azione precisa di mappatura delle aree percorse dal fuoco, delibere e divieti; severi controlli per poter sanzionare i contravventori e impedire loro di trarre vantaggio dagli incendi. È necessario capire che il patrimonio boschivo è l’elemento fondante della sostenibilità ambientale, della biodiversità e del contrasto ai cambiamenti climatici. Il patrimonio del verde, in città ad esempio, mitiga il calore delle estati che si susseguono sempre più calde con riflessi negativi sulla salute dei cittadini. Sono state proposte linee guida per un “Piano Generale del Verde Pubblico A Terracina” già nel 2010 e poi ancora nel 2018 un “Piano Generale e Regolamento delle aree verdi urbane e periurbane della città e del territorio comunale secondo il principio di sostenibilità e di gestione ecosistemica”. È evidente che non ci si debba inventare niente. La prossima amministrazione avrà vita facile a far tornare Terracina agli standard europei in termini di superficie di verde per abitante e di bellezza. Basta contrastare gli incendi e sostituire gli alberi abbattuti dalle calamità o dall’uomo, controllare il taglio nelle proprietà private, assicurarsi il lavoro di potatori, e non capitozzatori, e la consulenza di esperti per dare lunga vita al nostro verde. I nostri parchi urbani inoltre possono sicuramente diventare parchi letterari, per la sostenibilità culturale della città ed arricchire l’offerta turistica. Piccola nota che ci tocca da vicino come WWF: avevamo chiesto alla amministrazione uscente di includere nel parco della Rimembranza l’area inferiore del convento di San Francesco, area di pregio naturalistico e storico-archeologico abbandonata ai vandali, per poterla curare e completare così la bellezza di quel gioiello di biodiversità che è il Parco della Rimembranza. Stiamo aspettando un famoso lunedì, che non è mai arrivato, in cui l’assessore competente avrebbe depositato tutta la documentazione fornitagli per l’approvazione.
    • Parlare dell’ambiente naturale extraurbano ci dà la possibilità di citare la “Via Francigena del Sud” e “il cammino della Via Appia”. Il WWF Litorale Pontino è sempre stato parte integrante del “Gruppo dei 12”, la storica associazione che ha tracciato i sentieri e fatto conoscere questo cammino straordinario. Siamo fortemente motivati a portare avanti questo progetto perché i cammini sono il nuovo turismo che avanza, un turismo ad impatto zero. È per questo che, quando il 2016 è stato dichiarato “anno dei cammini” e sono partiti numerosi progetti con relativi finanziamenti, per la promozione di questi cammini, la nostra associazione ha spinto e affiancato l’amministrazione perché prendesse parte a tutti i protocolli. Grazie a questa collaborazione il tratto di Terracina è entrato di diritto nella via Francigena del Sud, che ricordiamo non è una via come l’Appia e quindi andava deciso e segnalato. Ma come tanti progetti anche questo è rimasto sulla carta. Un percorso viene vissuto se i camminatori possono poi trovare alberghi, ostelli, B&B dove sostare a prezzi accessibili e Terracina non offre, specie in estate, soluzioni simili. Quello che forse è sfuggito è che i camminatori, moltissimi stranieri, una volta visitati luoghi incantati come Terracina durante il cammino, ci tornano con le famiglie per forme di turismo più vantaggiose per la città. Ecco, catturate il camminatore e attirerete centinaia di turisti.
    • Orti urbani: partiti con tanto entusiasmo si sono persi nel nulla. Peccato, avrebbero permesso di curare le tante aree abbandonate con vegetazione incolta ricettacolo di spazzatura specie sotto forma di plastica.
  • AGRICOLTURA
    • Finalmente si inizia a sentire da più parti che il territorio di Terracina è a vocazione agricola, peccato che questa consapevolezza sia arrivata quando la nostra identità, il nostro vanto maggiore, la produzione di Moscato, era ormai ridotta a pochi piccoli appezzamenti di appassionati. La Valle dei Santi, areale d’elezione di questa coltivazione, e tutta l’area agricola di Terracina, è stata trasformata in un mare di serre dove si coltivano produzioni richieste dal mercato, il tutto accompagnato da largo uso e consumo di pesticidi e acqua, con una riduzione della biodiversità preoccupante. È utile ricordare che, in queste zone, parlare di biodiversità significa anche parlare di difesa dal dissesto idrogeologico, fenomeno che invece guadagna sempre più spazio e fa sempre più danni (ricordiamoci l’alluvione che fece crollare la Pontina). La PAC europea privilegia le multinazionali dei pesticidi e degli OGM, ma noi localmente possiamo fare molto. Iniziare con la redazione di un regolamento comunale dell’uso dei pesticidi; queste sostanze sono molto pericolose se ingerite ma lo sono ancor di più se inalate direttamente durante il trattamento delle colture. L’amministrazione uscente ha mostrato attenzione (pensavamo) al problema istituendo un tavolo al quale erano ammesse le associazioni ambientaliste e comitati di cittadini; purtroppo, come spesso accade è stata un’azione di facciata probabilmente per interessi particolari della una parte politica. La politica dovrebbe curare i beni comuni nell’interesse dei cittadini, ma fino ad ora sono tanti i cittadini che si ammalano perché vivono in prossimità dei campi e consumano prodotti trattati con pesticidi e non controllati. Anche in questo caso andrebbe rivista la politica agricola locale e il necessario passo conseguente sarebbe l’istituzione dei distretti agricoli biologici o biodistretti insieme ad altri comuni, come già avvenuto in provincia di Latina o in altre realtà (il distretto di Montalbano è uno dei più famosi) che dopo la transizione hanno visto uno sviluppo economico interessante di pari passo con l’aumento del livello della qualità.
  • MARE E COSTA
    • il mare e la costa hanno bisogno di attenzioni non solo per migliorare l’offerta turistica ma anche per la difesa dell’entroterra e dell’economia legata appunto al mare, nonché per tutelare la salute dei cittadini. Mentre 40 anni fa l’offerta era naturale e semplicemente non abbiamo saputo farne tesoro, oggi il mantenimento e la tutela della costa sono necessari, in termini di conoscenza, per conservare questo patrimonio e difenderlo da inquinamento ed erosione. Poco consola la Bandiera Blu o addirittura la Bandiera Verde di spiaggia per i bambini, perché osservazioni anche solo puntuali ci mostrano un litorale inquinato da microplastiche e scarichi fognari  abusivi con un mare spesso sporco per il rilascio di vere e proprie raccolte di spazzatura che non vengono dalle navi di passaggio, che idiozia si è raccontata per anni! occorre controllare gli allacci alla fogna soprattutto per le periferie nord e sud della città, abitazioni, esercizi commerciali, campeggi; gli scarichi abusivi di reflui industriali, molitura e altro, ben identificabili; scarichi delle barche ormeggiate in porti e canali, scarichi fognari non trattati da depuratori che arrivano dall’entroterra. Va controllato poi il sistema di smaltimento di rifiuti e scarichi degli stabilimenti balneari. Sappiamo che esiste una differenza tra inquinamento e sporcizia ma la presenza di microplastiche rappresentano una fonte di vero e proprio inquinamento per le sostanze che questi frammenti rilasciano nello stomaco o addirittura nella carne del pesce.
    • Va tutelata, per quanto possibile, il residuo di duna che in alcuni punti della nostra costa ha mostrato una progressione confortante. La duna è quella che difendere dall’erosione costiera meglio di qualsiasi barriera soffolta. Vi invitiamo a perseguire nel progetto Mare Nostrum, nell’ampiamento dell’area marina protetta e nella istituzione del parco marino così come indicato nei documenti di Agenda 21 Locale di Terracina.

Probabilmente riceverete gli stessi suggerimenti da altre fonti; ne siamo contenti perché vuol dire che la nostra preoccupazione per le questioni ambientali è condivisa da altri cittadini.

Inoltre, se tutte queste tematiche sono presenti nei vostri programmi ne siamo ancor più felici perché abbiamo speranza che le nostre istanze saranno accolte.

Auguriamo buon lavoro a chi governerà la città nei prossimi anni e ai nostri concittadini di assistere e partecipare alla rinascita di Terracina, davvero città sostenibile.

Non bastava l’uragano, a Terracina si continua ad abbattere alberi

Quando finalmente sembra che il problema dei cambiamenti climatici cominci ad essere una priorità per molti, invece di cercare di fare qualcosa per contrastarne le cause, si fa proprio l’opposto: si tagliano gli alberi rimasti in piedi.

Gli eventi meteorologici diventano sempre più forti e pericolosi perché l’aumento della concentrazione di gas serra, frutto della combustione, aumenta l’energia del sistema e sta trasformando il clima mite mediterraneo in un clima subtropicale. La soluzione c’è e lo si sa da tempo, come ci ha rinfacciato Greta Thumberg: vanno ridotti i gas serra, per esempio bruciando meno combustibili fossili, ma anche favorendo la fissazione della CO2 da parte delle piante.

Lo sanno i bambini delle elementari! Le piante producono ossigeno consumando CO2 che usano per fare zuccheri, cellulosa e lignina. Ma non basta, al lungo elenco che i bambini delle elementari ci fanno per dire quanto siano utili le piante, possiamo aggiungere che con le loro chiome schermano dal vento e con le loro radici assorbono acqua e consolidano il suolo. Le piante mitigano il clima non solo perché filtrano i raggi del sole ma perché regolano l’umidità che le circondano.

Insomma, in un momento di emergenza climatica, come il Consiglio Comunale ha appena decretato, che facciamo? Tagliamo gli alberi!

Gli eventi atmosferici di intensità mai vista hanno provocato molti danni alla vegetazione arborea. Con la paura che ci cadano in testa, ora, ogni albero è considerato una minaccia e quindi basta che qualcuno si faccia prendere dalla fobia per il verde scatta la motosega! Che incubo per chi ama la natura!!! Per noi ogni albero tagliato o ogni cima capitozzata, è un colpo al cuore! E invece la povertà di amore per la natura e la profonda ignoranza nei confronti delle scienze si traduce in una forzata desertificazione delle nostre città! C’è stato chi ha detto: “L’albero mi toglie l’aria!” che tecnicamente è un paradosso!

Se altrove piantano alberi a centinaia, noi li tagliamo e chissà quando e come li sostituiremo! Come per gli incendi: bastano pochi minuti per distruggere alberi che sono cresciuti in sessanta/ottant’anni, quello che non fa il vento fa l’uomo. L’aspetto della nostra città sarà calvo e caldo ancora per molto!

Pur coscienti della criticità del momento, dal punto di vista della sicurezza, ci auguriamo che l’amministrazione contrasti la psicosi che sembra essersi impossessata dei cittadini e pensi ad un’azione di ripristino dell’efficienza del verde e a nuove piantumazioni. C’è bisogno di un serio e rigoroso piano del verde per la nostra città ed è quello che la nostra associazione farà con l’aiuto dei cittadini, che non vogliono stare ad osservare senza agire questa ennesima offesa.

 

Cambiamento climatico: drammatiche conferme. La speranza per un futuro migliore la danno i giovani, anche a Terracina, manifestando oggi 27 settembre per chiedere ai politici di mettere in atto tempestivi interventi che possano portare a una drastica inversione di tendenza del cambiamento climatico.

Un miliardo di persone minacciate dagli effetti del cambiamento climatico

Nessuna parte del mondo verrà risparmiata dagli effetti del cambiamento climatico con il surriscaldamento degli oceani e la fusione delle calotte polari e dei ghiacciai, che potrebbero provocare un rapido innalzamento del livello del mare che, a sua volta, potrebbe colpire un miliardo di persone entro il 2050.

L’accelerazione dei cambiamenti che si verificheranno negli oceani e nella criosfera (ghiaccio marino e terrestre, ai poli e sulle montagne) è una delle conseguenze più drammatiche della crisi climatica. Il nuovo rapporto speciale dell’IPCC, il panel scientifico  sul clima dell’ONU, mostra che questi effetti continueranno e saranno irreversibili anche quando e se il clima si stabilizzerà. Per esempio, alcune specie polari la cui sopravvivenza dipende dalla presenza del ghiaccio marino, come trichechi e pinguini, sono fortemente minacciate perché il loro habitat sta scomparendo.

Tuttavia, è possibile riuscire a contenere i rischi peggiori, ma solo riducendo drasticamente le emissioni, fattore sul quale i ritardi dell’inazione accumulati sin qui si fanno pienamente sentire. La drastica riduzione delle emissioni darà alle persone e alla natura più tempo per adattarsi. Quando gli ecosistemi sono protetti e ripristinati, possono continuare a garantire i mezzi di sostentamento e il benessere umano, contribuendo anche a mitigare le conseguenze climatiche.

Questo rapporto viene pubblicato dopo il Summit sul clima che si è tenuto lunedì scorso a New York e dove i paesi maggiormente responsabili delle emissioni nel mondo non sono riusciti a rispondere all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite che chiedeva di presentare piani più ambiziosi e concreti per ridurre ulteriormente le loro emissioni di CO2.

Stephen Cornelius, Capo della Delegazione WWF all’IPCC, ha dichiarato: “Non si può giocare d’azzardo con la vita delle persone. La politica non può contraddire la scienza. La posta in gioco è talmente alta che i leader mondiali devono agire ora per garantire un futuro al pianeta e investire in tagli rapidi e profondi alle emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale entro 1,5° C, incrementando nel contempo in maniera significativa i finanziamenti per la resilienza e l’adattamento”.

La fusione senza precedenti delle calotte glaciali e dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide è ora la causa principale dell’innalzamento del livello del mare globale, e avrà un impatto su centinaia di milioni di persone. I quattro milioni di persone che vivono nell’Artico si trovano  davanti alla scomparsa delle loro fonti alimentari e lottano per impedire alle loro case di scivolare nell’oceano. La sopravvivenza delle regioni polari, dei loro popoli e delle loro specie dipende dalla nostra velocità ad agire.

Entro il 2050, con l’innalzamento del livello del mare e lo spostamento degli stock ittici a causa del riscaldamento dell’oceano e la loro costante riduzione, un miliardo di persone che vivono in zone costiere più basse saranno a rischio. Questo potrebbe portare a una migrazione su larga scala, poiché le persone fuggono dalle inondazioni e seguono i mezzi di sostentamento da cui dipendono. Ecosistemi costieri come mangrovie e saline possono essere parte della soluzione, in quanto proteggono dalle intemperie e dall’erosione costiera, rimuovendo il carbonio dall’aria.

Lo scioglimento dei ghiacciai montani del mondo influenzerà l’accesso delle persone all’acqua, ma avrà anche conseguenze sulla produzione di cibo, di energia e sulle attività economiche lungo interi sistemi fluviali, oltre a condannare molte specie all’estinzione. Ridurre in modo massiccio le emissioni di carbonioper limitare la perdita di ghiacciai e contemporaneamente concentrarsi sull’adattamento, proteggerà i mezzi di sussistenza per centinaia di milioni di persone e favorirà lo sviluppo sostenibile nelle regioni montane e nelle altre aree lungo il corso dei fiumi, fino al mare.
(Dal sito del WWF Italia)

Firma la petizione

Chiedi che i crimini contro la Natura siano riconosciuti come crimini contro l’umanità >>

  1. Temperature dal 1880 al 2019: i venti anni più caldi mai registrati sono negli ultimi 22 anni, i quattro anni più caldi sono 2015-2018   (guarda qui)

2. Per ciascuna località quando c’è stata la temperatura più calda (giallo a questa data/rosso in questo mese/ scuro da quando si è iniziato a tenere archivi (secondo grafico)

3. Non stiamo riuscendo a rispettare gli obiettivi  per affrontare il cambiamento climatico “ se sommiamo tutte le promesse  di tagliare le emissioni fatte dalle nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi, il mondo si scalderebbe di più di 3°C entro la fine di questo secolo”.

4. I più grandi emettitori sono Cina e Stati Uniti, insieme sono responsabili di più del 40% delle emissioni

5. Le aree urbane sono particolarmente sotto minaccia. Quasi tutte (95%) delle città che dovranno affrontare rischi climatici estremi si trovano in Africa o Asia

6. Estensione minima del ghiaccio marino artico dal 1980 al 2018

7. Tutti possiamo fare qualcosa per aiutare:

l’IPCC dice che dobbiamo: comprare meno carne, latte, formaggi e burro/dobbiamo mangiare cibi locali di stagione/buttare via meno/guidare automobili elettriche ma camminare o usare bici per distanze brevi/usare treni e autobus invece degli aerei/ fare videoconferenze invece che viaggi di affari/stendere il bucato invece che asciugatrice/coibentare le abitazioni/per ogni prodotto che consumiamo cercare quello a minor impatto per CO2. Secondo studi recenti il singolo modo più efficace per ridurre il proprio impatto ambientale è di modificare la propria DIETA IN MODO DA MANGIARE MENO CARNE

A questo proposito viene citato un articolo pubblicato su Science secondo il quale ci sono  grandi variazioni per l’impatto ambientale di uno stesso cibo:

ad esempio manzo allevato su terreni deforestati produce 12 volte più emissioni di gas serra rispetto al bestiame allevato su pascoli naturali. Altro punto molto importante: questo studio dimostra che la carne con gli impatti ambientali più bassi tuttavia produce sempre più emissioni di gas serra  in confronto a  verdure e cereali coltivati nei modi meno utili dal punto di vista ambientale. Infine secondo lo studio noi dobbiamo modificare le nostre diete, ma sarà molto importante anche cambiare le pratiche in agricoltura.

In caso di pioggia l’evento della “Lettura teatralizzata su un tema attualissimo, il 5G”si realizzerà nella Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli con inizio alle ore 19.30

La pioggia annunciata anche per domani, lunedì 23 settembre, se confermata nella realtà costringe gli organizzatori a prevedere uno spazio alternativo al coperto spostando l’evento dal Parco della Rimembranza alla Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli con l’inizio anticipato alle ore 19.30.

Un centinaio di cittadini oggi hanno partecipato alla conferenza stampa sulle prospettive della riapertura della linea ferroviaria Terracina-Fossanova indetta dal WWF

Il nuovo striscione preparato dal WWF di Terracina è stato esposto brevemente, giusto il tempo di scattare qualche foto, nelle diverse piazze della città. Era un modo di comunicare che si ricomincia a sperare nella riapertura della tratta ferroviaria.

Dopo una settimana di tale esposizioni stamani si è tenuta una conferenza stampa all’aperto nell’area della stazione.

Contrariamente a quanto avvenuto in altre circostanze quando soltanto qualche decina di cittadini si presentava, stamani almeno un centinaio hanno partecipato e così sono stati informati dall’assessore Emanuela Zappone e dalla consigliera regionale Gaia Pernarella sui finanziamenti regionali e statali previsti per il ripristino della linea.

Ci sono 4 milioni  della Regione per la messa in sicurezza di Monte Cucca il cui procedimento amministrativo è stato affidato al nostro Comune. Per questa incombenza l’Ufficio tecnico sta terminando la raccolta dei pareri dei diversi Enti interessati per poi procedere alla gara di appalto.

Espletata questa fase si procederà all’utilizzo dei 6 milioni stanziati dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per il ripristino della ferrovia.

Alla conferenza stampa dopo gli interventi del prof. Giovanni Iudicone, dell’assessore Emanuela Zappone e della consigliera regionale Gaia Pernarella (entarmbi questi ultimi hanno interloquito con i giornalisti e i cittadini presenti) ha preso la parola uno studente del liceo Leonardo da Vinci.

Gli studenti hanno voluto essere presenti anche con un loro striscione

 

 

I

“Settembre al parco” continua con un appuntamento di lettura teatralizzata su un tema attualissimo, il 5G

DAMMI IL 5

Connessi a tutti i costi

Lettura teatralizzata a cura dell’Associazione Culturale “ Piacere la Conoscenza “

Musiche: BANDANCIA3

La lettura teatralizzata  “ Dammi il 5. Connessi a tutti i costi ” prende spunto da una tendenza del nostro tempo che qualcuno ha definito “La grande cecità ” : non voler vedere alcune realtà  del quotidiano di noi tutti che, se affrontate, potrebbero mettere in crisi il nostro stile di vita  e quindi il modello sociale dominante.

Lo sguardo mancato è la curiosità che ha portato alla realizzazione di questo spettacolo che vuole rappresentare un’occasione in cui si sollecita a forzare il velo di conformismo che protegge le sicurezze acquisite e a interrogarci su un fenomeno che sta sempre più invadendo i nostri giorni: la connessione digitale.

Ciò che colpisce è la potenza mediatica con cui si celebrano le meraviglie delle nuove tecnologie digitali, a fronte di un totale, se non totalizzante, silenzio sulle controindicazioni che, buona parte della ricerca scientifica, prefigura in campo sanitario e non solo.

Il tema diventa centrale, soprattutto all’ annuncio dell’ultima meraviglia che apre le porte non solo ad una maggiore efficienza della circolazione dei dati, ma anche ad una nuova antropologia, l’Internet delle cose, già annunciata dalle forze del marketing planetario.

E’ il 5G, a cui seguirà il 6G e il 7G e altro ancora, a conferma di una spirale di crescita che, non conoscendo limiti, sarebbe opportuno contenere col buon senso della prudenza e  della cautela.

Il mezzo scelto per raccontare questo ” regno a venire ” è l’incontro tra letteratura, informazione e musica, nel tentativo di veicolare anche una dose irrinunciabile di alcune nozioni tecniche.

Bandancia3 conferma la sua vocazione sociale aggiungendo quest’ultimo lavoro ai precedenti “ Aspettando l’Arca “, “ Come i gigli del campo “, “Gente al sole “, in cui ha proposto alcune tematiche relative alla catastrofe ambientale, ai cambiamenti del lavoro e alla società dello spettacolo.

In scena: Giuseppina Piras, voce narrante; Gaetano Pastore, percussioni; Salvatore Vallario, saxofono.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Fitofarmaci illegali o contraffatti nelle campagne dell’Agro Pontino

Si parla anche di Terracina nell’articolo dal titolo “Com’è bella quella mela avvelenata” scritto da Angelo Mastrandrea e Marco Omizzolo e pubblicato a pag. 40 del Venerdì di Repubblica di oggi 13 Settembre.

Un’ inchiesta circostanziata e coraggiosa, quella fatta dai due giornalisti, che mette in luce la consuetudine scellerata dell’abuso, anche nella nostra provincia, di fitofarmaci e di erbicidi, molti dei quali revocati dal Ministero della Salute o contraffatti con sostanze altamente tossiche che provengono dalla Cina.

Si tratta di prodotti che servono ad aumentare le dimensioni dei Kiwi e dell’uva da tavola, di attivatori della crescita delle piante e di sostanze per lucidare la buccia degli agrumi (avete mai letto nelle confezioni di limoni la dicitura “bucce non edibili”?), spesso importati illegalmente.

Un mercato sempre più prospero che se ne infischia degli ormai comprovati effetti sulla salute delle persone.

Secondo l’OCSE un pesticida su 4 nel mondo è contraffatto e accade che, siccome l’acquisto dei fitofarmaci approvati dal Ministero della Salute è consentito solo a chi ha il patentino per l’impiego, i contadini che non hanno l’autorizzazione ricorrano all’acquisto di prodotti non regolamentati o contraffatti presso rivenditori compiacenti. Negli ultimi mesi sono stati sequestrate grandi quantità di prodotti, sia liquidi che in polvere, 500 kg solo a Terracina.

Quello degli agrofarmaci contraffatti, è a detta del del Capitano Felice Egidio dei NAS di Latina, intervistato dai due giornalisti, uno dei dieci business più redditizi per la criminalità organizzata.

E i contenitori dei prodotti, autorizzati o contraffatti, invece di essere ripuliti e restituiti alle ditte produttrici perché li smaltiscano correttamente (per evitare che i veleni vadano a inquinare terreni e falde acquifere), vanno ad accumularsi in pericolose discariche abusive fra le serre e poi dati alle fiamme, con i danni per la salute e per l’ambiente che possiamo immaginare.

E nelle campagne pontine la manodopera, composta soprattutto da indiani di etnia Sikh, continua ad essere sfruttata dal caporalato, in giornate di lavoro estenuanti sotto il sole, pagate una miseria. Ormai da anni Marco Omizzolo con le sue inchieste coraggiose continua a scandagliare questo mondo e a portare alla luce soprusi e illegalità.

I lavoratori Sikh, che operosi e infaticabili continuano a lavorare nelle nostre campagne, purtroppo ieri nell’ Oltrepo Pavese hanno dato il loro tributo di sangue andando ad ingrossare di 4 caduti la schiera dei 600 morti sul lavoro dei primi sette mesi del 2019.

Lo scorso 1 settembre la sezione locale del WWF ha organizzato un incontro dal titolo: “Abuso di pesticidi alla luce del Nuovo Pan” con Renato Bottiglia, uno dei fondatori della Pagina NO Pesticidi che ha raccolto più 35.000 firme e si occupa dell’informazione e della sensibilizzazione su questo delicato tema. Durante l’incontro il Dott. Alessandro Rossi, Presidente della LILT di Latina, ha illustrato un’interessante relazione su Tumori e alimentazione, proponendo una piramide alimentare composta dai prodotti pontini fatti crescere senza additivi chimici il cui uso, come risulta da avvalorate ricerche scientifiche, promuove una prevenzione attiva nei confronti delle forme tumorali.

 

Sana alimentazione come prevenzione oncologica e protezione della popolazione rurale dall’uso indiscriminato dei pesticidi nelle campagne, i due temi al centro dell’incontro di ieri sera organizzato dal WWF nell’ambito di “Settembre al parco”

La minaccia di pioggia che per l’intero pomeriggio di domenica primo settembre ha gravato su Terracina, ha costretto gli organizzatori a spostare l’evento dal Parco della Rimembranza alla Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli.

Probabilmente alcuni cittadini non sono stati raggiunti dalla notizia del cambiamento di sede dell’interessante incontro e si sono presentati alle 21 al parco della Rimembranza trovandolo chiuso.

Per loro, e anche per chi era presente,  pubblichiamo le slides delle presentazioni che i relatori hanno gentilmente messo a disposizioni di tutti.

Il primo relatore, il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT di Latina, ha illustrato la Piramide Alimentare Pontina nell’ambito della dieta mediterranea

Dopo aver presentato la statistica dei tumori più diffusi

ha evidenziato come nella maggioranza dei casi i tumori coinvolgano l’apparato digerente.

Una corretta alimentazione con prodotti delle filiere pontine ne può ridurre l’incidenza in maniera significativa.

Ecco la piramide alimentare che può essere costruita con soli prodotti pontini di qualità.

Tutta la presentazione del dottor Rossi è scaricabile qui Piramide Alimentare Pontina LILT

La qualità dei prodotti deriva soprattutto da un’agricoltura biologica o biodinamica e quindi senza uso della chimica.

Un riferimento a ciò è venuto dalla seconda relazione illustrata da Renato Bottiglia, animatore del Gruppo facebook NO PESTICIDI che ha raccolto 35 mila firme per la salvaguardia delle popolazioni rurali dall’uso indiscriminato di erbicidi e pesticidi nelle campagne.

Queste firme sono andate a sostegno di una mozione in Parlamento per chieder l’impegno del Governo su questo delicato tema.

Questo il risultato della votazione

Unanimità!

Bottiglia ha illustrato la bozza del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci in cui finalmente è presente il rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle loro pertinenze.

Entro il 15 ottobre sarà possibile presentare osservazioni, dopo quella data il PAN potrà essere pubblicato diventando norma di legge.

Tutta la presentazione di Renato Bottiglia si può scaricare qui RenatoBottiglia