Ad un anno dalla scomparsa soci WWF e cittadini hanno ricordato Emilio Selvaggi

In un clima piovoso e freddo stamani alla Rimembranza è stato ricordato Emilio Selvaggi ad un anno dalla sua scomparsa.

Nonostante il tempo inclemente scuole e cittadini hanno voluto essere ugualmente presenti alla cerimonia voluta dai soci del WWF locale per lo scoprimento dell’opera che l’artista Raffaella Menichetti ha creato e donato all’associazione.

 

Ha aperto la breve cerimonia la presidente del WWF Litorale laziale, Franca Maragoni, che si è soffermata soprattutto sul lavoro di Emilio nel parco diventato, oltre che sede di importanti eventi culturali, uno scrigno di biodiversità in città per la cui conservazione l’impegno dei volontari non è sufficiente se l’amministrazione non garantisce interventi sistematici. Nello stesso tempo la presidente ha ricordato la proposta del WWF di dedicare a Emilio Selvaggi un centro sulla cultura del mare da insediare nell’area del molo, oggetto di una ipotesi da parte dell’amministrazione comunale di un megaparcheggio.

 

 

Subito dopo ha preso la parola il sindaco, Nicola Procaccini. Dopo aver ringraziato i volontari del WWF che stanno proseguendo il lavoro del prof. Selvaggi il sindaco ha annunciato  che favorirà un collegamento stretto con la scuola Elisabetta Fiorini attualmente in restauro anche per intensificare la frequentazione del parco della Rimembranza.

 

 

 

E’ stato lasciato a Namite, la nipotina di Emilio, il compito di tirar giù la bandiera del WWF che copriva il tondo su terracotta di Raffaella Menichetti.

L’artista ha illustrato l’opera motivando la sua creazione con l’inserimento in essa degli elementi che hanno caratterizzato la vita e l’opera di Emilio Selvaggi: il mare, la natura, la cultura, la narrazione.

A conclusione della cerimonia, protetti da una selva di ombrelli, i giovanissimi violinisti della scuola Montessori sotto la guida di Caterina Bono hanno offerto un omaggio musicale alla memoria di Emilio Selvaggi.

 

 

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A Terracina nell’area del molo un Centro sulla cultura del mare dedicato a Emilio Selvaggi

Proposta di utilizzo dell’area del Molo (ex-centro sportivo)

UN CENTRO SULLA CULTURA DEL MARE, dedicato a Emilio Selvaggi

Il comune di Terracina ha espresso l’intenzione di costruire un grande parcheggio nell’area dell’ex-centro sportivo destinato ai viaggiatori verso le isole ponziane dandolo in concessione ad un privato. Come reazione immediata in città è nato un comitato di cittadini sostenuto dal M5S che ha organizzato una manifestazione per contrastare tale disegno avendo un seguito anche sui social. In tempi più recenti una cinquantina di professionisti hanno scritto al sindaco per chiedere l’indizione di un concorso pubblico di idee per l’utilizzazione dell’area in questione trovando molto risalto sulla stampa. A questa iniziativa e senza la pretesa di partecipare al concorso si aggancia il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale per esprimere una propria proposta sul migliore utilizzo dell’ex-centro sportivo.

Arriva il PUMS 

Il  DECRETO  4 agosto 2017 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce i principi “per la redazione di Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilita’  della  popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico  ed  acustico, la  riduzione  dei  consumi  energetici,  l’aumento  dei  livelli  di sicurezza  del  trasporto  e  della  circolazione   stradale, la minimizzazione dell’uso  individuale  dell’automobile  privata  e  la moderazione del traffico, l’incremento della capacita’ di  trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini  trasportati  dai  sistemi collettivi anche con soluzioni di  car-pooling  e  car-sharing  e  la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane”. 

Nell’ALLEGATO  1 al  DECRETO 4 agosto 2017 si definisce  il PUMS come “uno strumento di pianificazione strategica che, in  un orizzonte temporale di mediolungo periodo (10  anni),  sviluppa  una visione di sistema della mobilita’ urbana  (preferibilmente  riferita all’area della Citta’ metropolitana, laddove definita), proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilita’ ambientale, sociale  ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a  migliorare l’efficacia e l’efficienza del  sistema  della  mobilita’  la  sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali”. 

Nella premessa all’ALLEGATO 2 viene scritto “Un Piano urbano della mobilita’  sostenibile  (PUMS)  deve  avere come obiettivi principali il miglioramento  dell’accessibilita’  alle aree urbane e periurbane, mediante sistemi di mobilita’  e  trasporti sostenibili e di alta qualita’  anche  sotto  il  profilo  ambientale, economico e sociale, ed  il  miglioramento  della  fruibilita’  dello spazio pubblico.”

Quindi se ne deduce che un eventuale nuovo intervento urbanistico o di semplice insediamento di nuove strutture che possano funzionare come poli attrattori devono essere inseriti nel Piano della Mobilità Sostenibile per garantirne l’efficienza funzionale.

L’area del Molo

Recentemente, preceduta da manifestazioni di cittadini contrari alla costruzione di un parcheggio in un’area così delicata e pregiata del territorio comunale, è apparsa sulla stampa la proposta fatta al Comune di Terracina da parte di decine di professionisti di indire un concorso pubblico di idee per definire la destinazione di tale area.La proposta è condivisibile e viene proprio nel momento in cui si dovrà mettere mano alla progettazione del PUMS. Nell’auspicata ipotesi  che venga subito accantonata la sciagurata idea di costruire nell’area un parcheggio, nella redazione del PUMS si deve prendere in considerazione quanto detto sopra.

In parole povere il PUMS deve essere progettato sapendo già che nell’area del molo potrà inserirsi un polo di attrazione turistica/culturale/scientifica/sportiva/ricreativa/…….. per la cui funzionalità la mobilità sostenibile è essenziale.

L’idea del WWF

In questo eventuale spiraglio di apertura democratica da parte dell’amministrazione comunale convintasi della bontà di indire un concorso pubblico di idee per decidere la destinazione dell’area del Molo sottratta finalmente all’ipotesi di diventare un parcheggio, anche il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale presenta una sua idea.Non vogliamo sostituirci a studi tecnici che poi parteciperebbero al concorso di idee, intendiamo per il momento soltanto esprimere cosa ci piacerebbe nascesse nell’area in questione.

Vi vediamo UN CENTRO SULLA CULTURA DEL MARE, dedicato a Emilio Selvaggi, per diffondere la cultura storica e scientifica del mare, formare i giovani  e tramandare le tradizioni di Terracina, agendo da centro di attività culturali e artistiche e così arricchendo l’offerta di un turismo di qualità. Non isolato ma inserito in un distretto turistico pontino da tutti auspicato ma mai decollato.

In un prossimo incontro pubblico articoleremo la proposta presentando gli scopi, le motivazioni e gli elementi essenziali della struttura.

Martedì 14 novembre sarà un anno da quando è venuto a mancare Emilio Selvaggi

 

I cittadini si dividono tra chi usa prendere più che dare alla propria città e chi, al contrario, dona molto di più di quanto possa prendere in una vita intera. Alla seconda categoria di cittadini  apparteneva Emilio Selvaggi.

 

 

Il 14 novembre sarà il primo anniversario della scomparsa del prof. Selvaggi e nell’occasione gli amici, soci WWF e altri cittadini, metteranno sui muri della Rimembranza un segno, piccolo rispetto a quanto Emilio ha dato alla città, in ricordo del suo insegnamento per la tutela del territorio e della conservazione della natura e, in particolare, del suo impegno nel restituire a tutti noi il Parco.

Martedì 14 novembre la Rimembranza avrà un’apertura straordinaria a partire dalle ore 10 e alle 11 verrà scoperta un’opera che l’artista Raffaella Menichetti, alla quale siamo molto grati, ha creato in onore di Emilio Selvaggi.

Alla cerimonia sono stati invitati il sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali, Agenda 21, le scuole, gli scout e tramite la stampa tutti i cittadini.

 

 

IL CLIMA STA CAMBIANDO MA L’ITALIA NO

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WWF Italia
Maltempo: WWF, subito una sessione parlamentare su caos climatico
Il WWF chiede al Parlamento una sessione urgente e straordinaria sulle azioni messe in campo sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sulla decarbonizzazione: è ormai evidente che il rapporto tra territorio, cambiamenti climatici ed economia senza carbonio non può non essere centrale nell’agenda delle istituzioni.
Nubifragi, frane, smottamenti; e prima siccità in Italia, ma anche in molte altre parti del globo; uragani più intensi e sempre più numerosi nel Pacifico e nell’Atlantico; temperature record anno dopo anno: il clima sta cambiando, noi no. Ma come se non bastasse sembra che si sia rimosso il senso del pericolo a cui l’inazione rispetto alle evoluzioni dei cambiamenti climatici espone le nostre città.
La tragedia di Livorno che ci costringe a piangere altri morti è un caso paradigmatico: tutti sapevano che c’era un torrente “tombato” e che le case erano state costruite nella sua zona di espansione. Eppure si è andati avanti “sperando” che non succedesse nulla. Di situazioni simili, in Italia, ce ne sono a migliaia, aggravate dal mostro dell’abusivismo. A Soverato, esattamente 17 anni fa (il 10 settembre) la situazione era per certi versi analoga (camping sul letto di un fiume), per scavare nella memoria.
L’emergenza climatica ci impone di agire subito, superando i rimpalli tra istituzioni locali, quelle regionali e quelle nazionali: è indispensabile un cambiamento di mentalità e una gigantesca opera di risanamento, riparazione, messa in sicurezza, riprogettazione. Occorre adeguare tutti gli insediamenti e le attività umane alla nuova realtà, soprattutto occorre una gigantesca opera di prevenzione, con un radicale cambio di mentalità e assumendo l’importanza della funzionalità dei sistemi naturali e una accorta ed equa gestione delle risorse naturali (a cominciare dall’acqua) per garantirci la sicurezza e la vitalità del territorio e la disponibilità (equa) delle risorse.
Attualmente sono in corso due importanti consultazioni: una sul piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico, l’altra sulla Strategia Energetica Nazionale. La redazione finale dei due documenti deve diventare una occasione di cambio di passo e di coinvolgimento in uno sforzo comune per decarbonizzare l’energia (e l’economia) e per essere resilienti al clima che sta già cambiando, più velocemente di quanto avessero previsto gli scienziati e sicuramente molto, ma molto più velocemente di noi.
SCHEDA – IMPREPARATI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
L’Italia continua ad essere impreparata a qualsiasi allerta maltempo.Nonostante le piogge torrenziali e le “bombe d’acqua” fossero largamente previste dopo l’eccezionale siccità estiva, anche quest’anno abbiamo iniziato a pagare il tragico tributo di vittime. Purtroppo le cause sono sempre le stesse e sono state denunciate già tantissime volte.
Impreparazione.
Al di là delle polemiche politica, i responsabili istituzionali tutti devono cambiare mentalità rispetto allerta meteo: mentre gli esperti possono dirci che ci sono le condizioni per fenomeni intensi e/o estremi, non possono dirci se e dove effettivamente l’evento si manifesterà. È quindi necessario non prendere sotto gamba gli allarmi, perché il cambiamento climatico moltiplica il pericolo. Ancor più necessario è prepararsi non solo a gestire l’emergenza, ma a evitarla.
Canalizzazione dei corsi d’acqua e consumo del suolo.
Per quanto le precipitazioni che si sono abbattute nel livornese siano state eccezionali (circa 250 mm), le responsabilità umane riguardano la gestione del territorio e dei fiumi, oltre che i cambiamenti climatici: il rio Ardenza è un canalone che nell’ultimo tratto corre al mare tra due stretti argini attraversando il centro abitato e con case, capannoni e manufatti di ogni tipo a ridosso del fiume. Le foto della protezione civile mettono impietosamente in evidenza questo disastro urbanistico. Consumiamo suolo al ritmo di 35 ettari al giorno e tra 2012 e il 2015 * in Toscana, entro la fascia di 150 metri dagli alvei fluviali, ne è stato consumato un ulteriore 7,2%; proprio in quelle aree a maggior rischio idrogeologico. Si è irresponsabilmente continuato a costruire in aree pericolose, così In Italia la percentuale di suolo consumato all’interno delle aree a pericolosità idraulica elevata è del 7,3%, mentre è del 10,5 % nelle aree a pericolosità media, lasciando così oltre 7,7 milioni di italiani a rischio.  (ISPRA, 2016).
Direttive europee inapplicate e scoordinamento tra le istituzioni.
Scontiamo, tra l’altro, il notevole ritardo nell’applicazione delle importanti direttive europee “Acque” (2000/60/CE) e“Alluvioni” (2007/60/CE), la notevole confusione istituzionale con troppi soggetti nazionali e non che si occupano a più livelli di difesa del suolo senza una chiara regia a livello di bacino idrografico come, peraltro, previsto dalle normative europee.
Inoltre, mancano i soldi per prevenzione e pianificazione: ne spendiamo tanti solo a fronte di emergenze che, come quella di questi giorni, sono sempre più frequenti. Per far fronte al dissesto idrogeologico è stato stimato un fabbisogno di 44 miliardi di euro, molti ma nemmeno poi così tanti se confrontati ai circa 175 di miliardi di euro spesi negli ultimi 50 anni soprattutto in emergenze, con una media di 3,5 miliardi di spesa all’anno.
Purtroppo non abbiamo più molto tempo per ulteriori improvvisazioni, dobbiamo far tesoro delle esperienze positive, che ora esistono anche nel nostro Paese, e moltiplicarle; è indispensabile raccogliere la sfida della Conferenza sul Clima (Parigi, 2015) e promuovere un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (oggi alla consultazione del pubblico),  che fornisca anche focus per i diversi bacini/distretti idrografici, tenendo conto dei fenomeni di dissesto idrogeologico e dell’individuazione delle aree a rischio,  e attuare un vasto programma di riqualificazione ambientale per il recupero dei servizi ecosistemici, attraverso la rimozione di opere di difesa obsolete, il ripristino di aree di esondazione naturale, il recupero della capacità di ritenzione del territorio, garantendo cura e manutenzione costanti del territorio. fondamentali per una corretta azione di prevenzione ambientale.

Roma, 11 settembre 2017

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 213

Cel. 340 9899147 – 329 8315718

* ISPRA, 2016 – Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizioni 2016. 248/2016

Un’artista alla Rimembranza, Raffaella Menichetti presenta il suo mare fecondo

Le attività culturali estive nel parco della Rimembranza di Terracina stanno concludendosi in una maniera straordinaria; nell’ultima settimana di agosto questo storico polmone verde della città sarà il palcoscenico di una mostra di ceramiche d’arte di una nostra affermata artista, Raffaella Menichetti.

Raffaella Menichetti nell’occasione presenterà la sua ultima produzione artistica che ha al centro l’elemento cittadino senza il quale Terracina perderebbe parte del suo fascino, il mare; il mare come forza vitale.

“Mare fecondo

La bellezza, la forza, l’immensa suggestione di un elemento che ci appare eterno: il mare. Misterioso universo capovolto in cui perdersi, moto perpetuo di sentimenti contrastanti e vitali, si mescola con il nostro essere, abita il nostro immaginario, ridisegna col sale la nostra pelle restituendoci pensieri nuovi , occhi nuovi … Forza rigeneratrice cui attingere per riprendere il cammino …Linfa vitale di una terra, di una storia che vorremmo tutti … feconda.”

Raffaella Menichetti

VOTO FINALE CAMERA SU RIFORMA LEGGE PARCHI LETTERA DI 12 ASSOCIAZIONI AI DEPUTATI “VI CHIEDIAMO UN VOTO FINALE NEGATIVO”

Questa la lettera con cui 12 Associazioni ambientaliste (ASSOCIAZIONE AMBIENTE E LAVORO, CTS, ENPA, GREENPEACE, GRUPPO INTERVENTO GIURIDICO, ITALIA NOSTRA, LAV, LIPU, MAREVIVO, MOUNTAIN WILDERNESS, PRO NATURA, WWF) chiedono a tutti i Parlamentari della Camera dei Deputati, alla vigilia del voto finale sul disegno di legge n. 4144 sulle aree protette che è previsto  oggi, di bocciare la Riforma.

Gent.me e gent.mi Deputati,
la Camera si accinge a cambiare una legge fondamentale e strategica per la conservazione della natura del nostro Paese, la legge quadro sulle aree protette.
Le scriventi Associazioni sono convinte che il testo finale abbia un’impostazione ed elementi talmente pregiudizievoli da richiedere un voto finale negativo. Nel corso del confronto, sia al Senato che alla Camera, le Associazioni hanno presentato analisi, proposte, soluzioni possibili rispetto alle molteplici questioni emerse. Ebbene, tali istanze sono rimaste quasi totalmente inascoltate e ciò a causa del ruolo che la politica intende oggi assegnare ai parchi e alle aree protette: non più primari attori della conservazione della natura, nel nome di un interesse nazionale costituzionalmente sovraordinato, ma attori territoriali di concertazione in un contesto in cui l’elemento della promozione economica risulta spesso prevalente.
Così, nel suo complesso, il disegno di legge n. 4144 sposterà il fondamentale asse valoriale dalla natura all’economia e al localismo, con conseguenze pericolosissime per la conservazione della biodiversità e del territorio del nostro Paese.
Il Parlamento sta dunque apprestandosi a sancire un gravissimo passo indietro dello Stato rispetto al dovere della tutela di specie ed habitat: non sono più in maggioranza i rappresentanti degli interessi statali nell’ambito dei Consiglio Direttivi dei Parchi Nazionali, l’approccio scientifico alla gestione dei parchi viene completamente svalutato, lo Stato arretra a favore degli enti locali financo nella gestione delle Aree Marine Protette, la procedura di nomina dei Presidenti Nazionali di fatto mette la scelta nelle mani di Regioni ed Enti Locali, la nomina dei Direttori dei Parchi Nazionali è nelle mani del Presidente e dei Consigli Direttivi degli Enti e si è rinunciato a fare la cosa più logica che era quella del concorso pubblico per titoli ed esami.
Rispetto ad un quadro in cui saranno gli interessi locali ad essere prevalenti, la riapertura della possibilità di attività petrolifere, la debolezza del sistema della royalties, la gestione “fai da te” per l’utilizzo dei marchi del parco, la cancellazione della previsione di Parco Nazionale del Delta del Po, il cattivo sistema di “controllo faunistico” costituiscono segnali inequivocabili dello spostamento dei parchi verso un approccio economicistico che confonde e diluisce le primarie competenze di conservazione e tutela e non farà bene né alla natura né all’economia.
Per tutte queste ragioni, pur riconoscendo alcuni elementi puntuali positivi che le nuove norme introducono, per il profondo spostamento valoriale che la riforma della legge afferma, per il peso schiacciante che rischiano di avere le influenze politiche e gli interessi localistici, per la tutela della natura che non solo non aumenta ma è messa ulteriormente a rischio, per il gravissimo strappo scientifico e culturale che si sta per consumare con questa legge, chiediamo a Lei e a tutti i deputati di esprimere voto contrario.
NB: Il seguente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF Italia in nome e per conto delle associazioni che hanno sottoscritto la lettera.
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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L’accesso agli arenili non può essere negato

Il WWF Litorale laziale preoccupato dell’atteggiamento di qualche operatore balneare che ha dimenticato che tra gli obblighi della concessione c’è quello del libero transito e accesso agli arenili ha scritto all’amministrazione comunale di Terracina e alla capitaneria di Porto per chiedere il rispetto della norma.

Alla nostra associazione sono pervenute segnalazioni nel corso degli anni, ma una già nel mese di maggio appena trascorso, da parte di cittadini che hanno avuto difficoltà a raggiungere e/o lasciare gli arenili attraverso gli accessi delle diverse aree concesse a privati con atto pubblico.

Qualche concessionario opponendosi al passaggio attraverso il varco dell’area concessa in uso evidentemente non ha memorizzato bene i termini della stessa concessione che impone il rispetto del Regolamento regionale 12 Agosto 2016 n. 19 che all’articolo 13, comma 3, recita

3. I titolari delle concessioni degli stabilimenti balneari hanno comunque l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, anche ai fini della balneazione, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione.

 Il rifiuto del permesso di passaggio attraverso i varchi delle aree concesse a privati essendo una mancanza di rispetto di un obbligo pone le condizioni per la revoca della concessione stessa.

Se ciò non bastasse ricordiamo l’Ordinanza n.2543/2015 del Consiglio di Stato che nel dirimere la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare ha affermato che “il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “di tale principio generale costituisce applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, a norma della quale costituisce clausola necessaria del provvedimento concessorio l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

 

Pertanto, allo scopo di evitare disagi ai cittadini e manifestazioni di atti arbitrari che non favorirebbero una serena permanenza in città dei numerosi turisti, chiediamo di intervenire per far rispettare le condizioni che accompagnano le concessioni delle aree demaniali riportate anche nelle determine comunali.

 

RiservAmica dei carabinieri forestali e Giornata delle Oasi del WWF affiancate nel Parco Nazionale del Circeo

La Giornata delle Oasi 2017 ha visto la collaborazione del WWF Litorale laziale con i Carabinieri forestali che gestiscono la Riserva naturale all’interno del Parco Nazionale del Circeo.

Nella mattinata i soci del WWF hanno allestito uno stand nell’area del Parco destinata all’iniziativa RiservAmica.

Sono stati approntati diversi laboratori molto apprezzati dai visitatori, specialmente dai bambini.

Il WWF ha caratterizzato il proprio stand con una esposizione di foto e reperti di rifiuti marini e ha presentato una simulazione di una spiaggia sabbiosa. In una vasca contenente sabbia i bambini cercando con le mani ne hanno estratto molti oggetti per niente naturali.

 

21 maggio 2017 Giornata delle Oasi e RiservAmica, WWF e Carabinieri Forestali insieme nel Parco Nazionale del Circeo

La classica Giornata delle Oasi WWF quest’anno viene affiancata dall’iniziativa RiservAmica dei Carabinieri forestali che in Italia vedrà aperte al pubblico non solo le Oasi ma tutte le Riserve dello Stato.

In provincia di Latina l’iniziativa si realizzerà nel Parco Nazionale del Circeo dove è presente la Riserva Forestale naturale che protegge la parte più pregiata e integra dello stesso Parco.

Ecco il programma

Il WWF Litorale laziale-Gruppo pontino parteciperà alla Giornata nel Parco Nazionale del Circeo con un proprio stand focalizzando l’attenzione dei visitatori sullo stato del mare e delle spiagge dove si accumulano di anno in anno rifiuti di ogni genere.

Dichiarazione di Malta MedFish4Ever ultima opportunità per salvare la pesca del Mediterraneo

Alla fine della conferenza ministeriale sulla pesca nel Mediterraneo a Malta, il WWF ha espresso pieno sostegno alla Dichiarazione di Malta MedFish4Ever  sul futuro della pesca nel Mediterraneo, firmata oggi dai ministri della pesca della regione.

La Dichiarazione Malta MedFish4Ever è un piano strategico ambizioso per trasformare il settore della pesca del Mediterraneo e garantire la sostenibilità e la disponibilità degli stock ittici a lungo termine sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili. Questo settore è estremamente importante per il Mediterraneo, che impiega oltre 250.000 persone (il 55% sono pescatori artigianali) direttamente, oltre al lavoro fornito da mercati del pesce, produzione, distribuzione e altri settori connessi con la pesca nel Mediterraneo. La strategia definita nella presente Dichiarazione integra con forza gli aspetti socio-economici e una migliore gestione in mare.

Gli stock ittici del Mediterraneo non possono più essere sostenuti da parole e buone intenzioni. Abbiamo bisogno di azioni concrete, visibili lungo le coste, in mare e a livello di governance. La Dichiarazione di Malta è l’ultima occasione per salvare gli stock ittici del Mediterraneo e garantire i mezzi di sussistenza a lungo termine per le generazioni future”, ha detto Giuseppe Di Carlo, Direttore della Mediterranean Marine Initiative del WWF.

Il WWF ha lavorato per oltre 15 anni allo sviluppo e supporto di soluzioni per superare lo stato terribile degli stock ittici del Mediterraneo e per promuovere una nuova e più efficace governance per la pesca. Il WWF ha mostrato che il processo partecipativo – in cui il settore della pesca, l’amministrazione, la scienza e le ONG hanno pari dignità – è la chiave per fermare il declino degli stock ittici, gestire lo sforzo di pesca in modo più efficace e migliorare la selettività in mare.

L’unione delle forze ha dimostrato di essere lo strumento più efficace. Attraverso la cogestione stiamo vedendo risultati che superano le nostre speranze. D’ora in avanti ci aspettiamo di vedere azioni concrete a seguito degli accordi presi in questa dichiarazione, che possano via via consegnarci un Mediterraneo sano e produttivo. A tal fine il WWF offre un supporto completo alla Commissione Europea, ai paesi del Mediterraneo e alla CGPM per plasmare insieme un futuro migliore per la pesca nel Mediterraneo”, ha aggiunto Giuseppe Di Carlo.

Roma, 30 marzo 2017
 
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Cel. 340 9899147 – 329 8315725