Scoperto un insetticida nelle uova, non bastavano gli erbicidi a tavola

Lo scandalo scoppiato a livello mondiale con decine di Paesi coinvolti a partire dall’Europa costretti a distruggere milioni di uova e tonnellate di ovoprodotti destinati all’industria alimentare, ripropone in maniera seria e non più rinviabile la questione dei pesticidi (insetticidi e erbicidi).

Questo nuovo caso porta anche allo scoperto le scelte degli organi politici europei che non riescono a orientare la produzione dei beni alimentari senza far correre rischi alla salute dei cittadini; vedi il caso del glifosato, il potente erbicida, che nonostante l’oltre un milione di firme raccolte in tutta Europa per la sua eliminazione pare ne venga ancora autorizzata la distribuzione.

Questa volta il pesticida coinvolto è il fipronil e Wikipedia fornisce queste informazioni sui suoi effetti sull’uomo

Sintomi: i sintomi che si possono osservare nell’uomo a seguito di esposizione a forti dosi, singola o ripetuta, sono ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, a uno stadio più grave, letargia e convulsioni. I sintomi sono reversibili, una volta terminata l’esposizione.

Certamente mangiare qualche uovo contaminato per un adulto sano non comporta rischi insopportabili, ma un bambino o una persona in età avanzata hanno una maggiore vulnerabilità e anche un piccola dose del contaminante può creare loro dei rischi.

Il ministero della Salute italiano ha dichiarato che il rischio per gli italiani è basso, pare sia stata sequestrata soltanto una partita di un ovoprodotto liquido utilizzato per lavorazioni successive su cui sono in corso accertamenti.

Il caso, comunque, conforta la nostra posizione che è quella che a tavola non ci si deve ammalare.

Via quindi tutti i pesticidi nella produzione degli alimenti!

 

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L’accesso agli arenili non può essere negato

Il WWF Litorale laziale preoccupato dell’atteggiamento di qualche operatore balneare che ha dimenticato che tra gli obblighi della concessione c’è quello del libero transito e accesso agli arenili ha scritto all’amministrazione comunale di Terracina e alla capitaneria di Porto per chiedere il rispetto della norma.

Alla nostra associazione sono pervenute segnalazioni nel corso degli anni, ma una già nel mese di maggio appena trascorso, da parte di cittadini che hanno avuto difficoltà a raggiungere e/o lasciare gli arenili attraverso gli accessi delle diverse aree concesse a privati con atto pubblico.

Qualche concessionario opponendosi al passaggio attraverso il varco dell’area concessa in uso evidentemente non ha memorizzato bene i termini della stessa concessione che impone il rispetto del Regolamento regionale 12 Agosto 2016 n. 19 che all’articolo 13, comma 3, recita

3. I titolari delle concessioni degli stabilimenti balneari hanno comunque l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, anche ai fini della balneazione, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione.

 Il rifiuto del permesso di passaggio attraverso i varchi delle aree concesse a privati essendo una mancanza di rispetto di un obbligo pone le condizioni per la revoca della concessione stessa.

Se ciò non bastasse ricordiamo l’Ordinanza n.2543/2015 del Consiglio di Stato che nel dirimere la questione relativa all’accessibilità pubblica alla battigia e al mare ha affermato che “il demanio marittimo è direttamente ed inscindibilmente connesso con il carattere pubblico della sua fruizione collettiva, cui è naturalmente destinato, rispetto alla quale l’esclusività che nasce dalla concessione costituisce eccezione” precisando inoltre che “di tale principio generale costituisce applicazione, tra l’altro, l’art.1, comma 251 lettera e) della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, a norma della quale costituisce clausola necessaria del provvedimento concessorio l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione.”

 

Pertanto, allo scopo di evitare disagi ai cittadini e manifestazioni di atti arbitrari che non favorirebbero una serena permanenza in città dei numerosi turisti, chiediamo di intervenire per far rispettare le condizioni che accompagnano le concessioni delle aree demaniali riportate anche nelle determine comunali.

 

20 associazioni denunciano rischi per territorio e bene pubblico

Venti Associazioni chiedono al Governo di rinunciare alle Valutazioni di Impatto Ambientale farsa!

CORREGGERE IL TESTO, CON:

A) VIA SUL PROGETTO DEFINITIVO,

B) COMMISSIONE VIA SOTTRATTA AL CONTROLLO DIRETTO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE;

C) CONFRONTO TECNICO BASATO SU PIENA INFORMAZIONE E PARTECIPAZIONE

“I cittadini, la pubblica amministrazione e il nostro territorio, se non ci sarà un radicale ripensamento, subiranno le conseguenze ambientali ed economico-finanziarie delle valutazioni ambientali ‘farsa’ proposte nello schema di decreto legislativo elaborato dal Ministero dell’Ambiente, che in questa settimana dovrà avere il parere del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni”. Al centro delle critiche l’Atto di Governo (AG) n. 401, di riforma della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) che “crea un procedura farraginosa e poco trasparente, su elaborati approssimativi, duplicando le fasi autorizzative sui progetti di opere e impianti, favorendo i progettisti e non la corretta informazione e partecipazione dei cittadini”, come denunciato da un’ampia coalizione di venti tra le maggiori associazioni ambientaliste riconosciute (Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, FAI, Federazione Pro Natura, FIAB, Geeenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridico, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, VAS, WWF) che chiede il ritiro del provvedimento o una sua radicale riscrittura.

Gli ambientalisti fanno notare che, una volta data l’autorizzazione ambientale su unvago “progetto di fattibilità” (come previsto nell’AG n. 401), il percorso del proponente dell’opera o dell’impianto diventa in discesa e le varianti sul progetto definitivo, dipendenti dalla cattiva qualità degli elaborati preliminari, portano a diatribe sulla lievitazione dei costi che a quel punto l’amministrazione pubblica, dato il primo OK, difficilmente riesce a contestare. E non si tratta di rischi teorici, per 15 anni (dal 2001 al 2015), questo modello, ricordano gli ambientalisti, è stato applicato alle “infrastrutture strategiche”, derivanti dalla legge Obiettivo, i cui costi(date le necessarie compensazioni e mitigazioni ambientali) a consuntivo sono lievitati in maniera incontrollata, arrivando da un +300% (Autostrada Bre.Be.Mi.) ad un +800%  (terzo Valico dei Giovi) rispetto ai costi iniziali.

Le associazioni nelle loro Osservazioni (inviate alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato,  ai Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti, all’ANAC e alle Regioni) chiedono al Governo di evitare che si affermino valutazioni ambientali farsa, e quindi che: 

a) la VIA venga condotta sul progetto definitivo (come viene  stabilito dalla normativa vigente che si intende smantellare), che consente di valutare pienamente le caratteristiche tecniche e ambientali delle opere a partire da vincoli e tutele del territorio, e non dal progetto di fattibilità, impreciso e lacunoso, che può servire invece nella prima fase istruttoria;

b) la Commissione tecnica di VIA venga sottratta dal controllo politico del Ministro dell’Ambiente di turno che può nominarne direttamente i membri, ma vada selezionata con procedure di evidenza pubblica tra esperti qualificati del mondo della ricerca e dell’università;

c) non si riduca l’amministrazione pubblica a una sorta di sportello a chiamata per le esigenze e interessi dei progettisti e delle aziende di costruzione (i cosiddetti “proponenti”), favorendo invece un confronto tecnico basato su una corrette e completa informazione e partecipazione  dei cittadini nelle varie fasi di definizione progettuale.

Le associazioni in conclusione osservano che “se non si vuole che lo sviluppo sostenibile sia una scatola vuota,  il bene ambiente deve essere centrale nelle valutazioni su progetti e impianti, perché da questo dipende il nostro benessere, la nostra qualità della vita e la credibilità della Pubblica Amministrazione”.

 
Roma, 2 maggio 2017
 
Il presente comunicato viene inviato dall’Ufficio Stampa del WWF in nome e per conto di tutte le associazioni che lo hanno sottoscritto.
 
Wwf Italia
Ufficio Stampa WWF Italia

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Cel. 340 9899147 – 329 8315725

All’Agenda 21 locale di Terracina tocca non solo richiamare l’Amministrazione comunale al rispetto degli impegni presi ma addirittura correggerne gli errori nelle delibere

Riportiamo integralmente il testo apparso sul sito di Agenda 21

“Ponte ciclo pedonale. proposta di corretta riapprovazione dell’atto amministrativo

Il Forum di Agenda 21 Locale del Comune di Terracina svolge, nell’ambito della propria funzione regolamentare, un’azione di monitoraggio dei procedimenti amministrativi, a riguardo delle proposte avanzate, al fine di segnalare le eventuali criticità e suggerire i possibili interventi correttivi.

L’Amministrazione Comunale, con Deliberazione di G.C. n. 94, del 27/12/2016, ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per i lavori di realizzazione del ponte ciclo-pedonale previsto sul lato sud-est dell’attuale Ponte dell’Ospedale, per un importo complessivo di € 321.366,30. In tale atto amministrativo, tuttavia, mentre nella parte declaratoria si fa esplicito e motivato riferimento all’oggetto dell’intervento, cioè ai “Lavori di realizzazione ponte ciclo-pedonale Ponte Ospedale. Approvazione progetto di fattibilità tecnica ed economica”, nella parte dispositiva, invece, e per lo stesso importo, si fa riferimento ad un altro e diverso intervento, deliberando “di approvare il progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza dell’asse viario di Via Badino”.

Si tratta chiaramente di un errore, il quale, tuttavia, rende inattuabile l’atto amministrativo. Pertanto, si è chiesto all’Amministrazione Comunale di procedere all’urgente e necessaria revoca della Deliberazione, alla sua nuova e corretta redazione ed alla sua conseguente approvazione.

Abbiamo ricordato, nel contempo, il quadro di Mobilità Urbana Sostenibile entro cui si inserisce la realizzazione del suddetto ponte ciclo-pedonale. Il Forum di Agenda 21 Locale, infatti, propose, sulla base di quanto previsto dal Piano Urbanistico “C/2” e dal Piano di Azione Ambientale, con riferimento specifico alla viabilità ciclabile, la realizzazione di una pista ciclabile sul Lungomare Circe, da integrare sia con la pista ciclabile di Via Lungo Linea e dell’area archeologica portuale (realizzata nel 2008, ma non completata lungo il fiume Mortacino), sia con la pista ciclabile di Via Pantani da Basso (realizzata sempre nel 2008, ma non completata fino al mare). Tale proposta era finalizzata alla realizzazione di un anello ciclabile, in quanto infrastruttura di mobilità sostenibile per una più ampia rete ciclabile, che consentisse ai cittadini a ai turisti di transitare liberamente su corsie riservate, riunendo così le zone periferiche e il centro della città in un itinerario sicuro, funzionale e di notevole valore ambientale, naturalistico, turistico e sociale, capace dunque di migliorare la salute e il benessere delle persone e di riqualificare la mobilità urbana.

Pertanto, alla luce delle relative decisioni amministrative e delle relative Deliberazioni riguardanti gli interventi di mobilità urbana sostenibile, abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale di integrare la nuova Deliberazione per il ponte ciclo-pedonale previsto a sud-est del Ponte dell’Ospedale, con approvazione congiunta delle altre e connesse opere previste.”

SOSLUPO: MOBILITAZIONE DAL 21 FEBBRAIO AL 23 FEBBRAIO NUOVE AZIONI WWF

lupo1Giovedì 23 febbraio torna in Conferenza Stato – Regioni l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia, dopo il rinvio ottenuto il 2 febbraio u.s. grazie alla nostra mobilitazione con il Twitterstorm.

 11 Presidenti di Regione hanno dichiarato pubblicamente che non voteranno un Piano che introduce la possibilità di applicazione della deroga alle norme di tutela della specie nel nostro paese consentendo la possibilità di realizzare abbattimenti legali.

 Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, sembra intenzionato però a mantenere nel Piano la previsione degli abbattimenti legali e non abbiamo la certezza che in Conferenza Stato – Regioni prevalgano i contrari a questo provvedimento.

 Il WWF Italia considera gli abbattimenti legali inutili e dannosi ed ha richiesto dopo il rinvio del 2 febbraio l’approvazione del Piano, utile e necessario, con lo stralcio del paragrafo III.7 cancellando così l’ipotesi degli abbattimenti legali.

 Abbiamo inviato nei giorni scorsi una lettera ai Presidenti delle Regioni ed al Ministro Gian Luca Galletti con la richiesta di rinvio in sede tecnica del piano per lo stralcio dell’ipotesi degli abbattimenti legali, garanzie sulle risorse finanziarie per l’attuazione delle altre 21 misure del Piano e l’attivazione immediata di un “osservatorio nazionale” per monitorare la sua attuazione.

PER FERMARE GLI ABBATTIMENTI LEGALI SERVE ANCORA IL VOSTRO AIUTO, nei prossimi giorni dobbiamo ancora una volta far sentire la nostra voce e quella dei tanti cittadini italiani contrari a questo provvedimento.

DOBBIAMO ESSERE ANCORA PIU’ NUMEROSI E DETERMINATI per far arrivare ai Presidenti delle Regioni la nostra richiesta di cancellazione della parte del Piano che introduce la possibilità di tornare a sparare al lupo, dopo 46 anni di tutela integrale. Abbiamo per questo pensato ad una duplice azione sul Web:

–       un Mailbomber con invio da martedì 21 febbraio a giovedì 23 febbraio di e-mail ai Presidenti ed Assessori all’Ambiente delle Regioni, al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, per rinforzare le richieste del WWF Italia;

–       un Twitter Storm da concentrare giovedì 23 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 14.00 e sempre rivolto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ed ai propri Presidenti delle diverse Regioni per rilanciare in Conferenza Stato – Regioni il nostro ultimo appello per un NO abbattimenti legali del lupo.Mercoledi’ 22 febbraio e’ prevista presso la sede del WWF Italia la conferenza stampa per rilanciare le nostre richieste alla Conferenza Stato – Regioni e per il lancio del Twitterstorm.

Tra martedì 21 febbraio e giovedì 23 febbraio inviare una o più email ai Presidenti ed Assessori all’Ambiente delle Regioni (VEDI INDIRIZZI SOTTO INDICATI), al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, con il seguente testo:

“Chiedo, insieme al WWF Italia, l’approvazione del Piano per la conservazione e gestione del lupo in Italia nella riunione della Conferenza Stato – Regioni di giovedì 23 febbraio, con lo stralcio del paragrafo III.7 che consente gli abbattimenti legali della specie, la certezza delle risorse finanziarie per l’attuazione delle 21 azioni del Piano e l’immediata istituzione della “Piattaforma Nazionale Lupo” indicata al paragrafo II.3.4 per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione del Piano”

(ECCO DI SEGUITO L’ELENCO DEGLI INDIRIZZI EMAIL A CUI INVIARE LE VOSTRE COMUNICAZIONI, CON IL DETTAGLIO DEI PRESIDENTI ED ASSESSORI REGIONALI o Regione):

Paolo Gentiloni, Presidente Consiglio dei Ministri; Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare; Stefano Bonaccini, Conferenza delle Regioni; Presidente della Conferenza delle Regioni: gentiloni@governo.it; segreteria.ministro@minambiente.it; conferenza@regioni.it; segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it

Toscana Presidente Enrico ROSSI; Assessore Federica FRATONI; Assessore Marco REMASCHI

enrico.rossi@regione.toscana.it;federica.frantoni@regione.toscana.it;

marco.remaschi@regione.toscana.it;

Marche Presidente Luca CERISCIOLI; Vice Presidente Anna CASINI; Assessore Angelo SCIAPICHETTI luca.ceriscioli@regione.marche.it;fabio.sturani@regione.marche.it; eliana.maiolini@regione.marche.it;anna.casini@regione.marche.it; adonella.andreucci@regione.marche.it;angelo.sciapichetti@regione.marche.it; mteresa.paglialunga@regione.marche.it

Umbria Presidente Catiuscia MARINI; Assessore Fernanda CECCHINI

presidente@regione.umbria.it; fernanda.cecchini@regione.umbria.it

Valle d’Aosta Presidente Augusto ROLLANDIN; Assessore Luca BIANCHI; Assessore Renzo TESTOLIN presidenza@regione.vda.it; a-ambiente@regione.vda.it; ass-agricoltura@regione.vda.it

Veneto Presidente: Luca ZAIA; Assessore: Gianpaolo E. BOTTACIN; Assessore: Giuseppe PAN presidenza@regione.veneto.it;assessore.bottacin@regione.veneto.it; assessore.pan@regione.veneto.it;

Abruzzo Presidente: Luciano D’ALFONSO; Vice Presidente e Assessore: Giovanni LOLLI; Assessore :Silvio PAOLUCCI; Assessore :Dino PEPE luciano.dalfonso@regione.abruzzo.it;giovanni.lolli@regione.abruzzo.it; silvio.paolucci@regione.abruzzo.it;dino.pepe@regione.abruzzo.it

Calabria Presidente: Gerardo Mario OLIVERIO; Delega Tutela dell’ambiente: Antonietta RIZZO; mario.oliverio@regione.calabria.it; antonella.rizzo@regione.calabria.it;

Lazio Presidente: Nicola ZINGARETTI; Assessore Mauro BUSCHINI; Assessore Carlo HAUSMANN segreteria.presidente@regione.lazio.it;assessore.buschini@regione.lazio.it; assessoratoagricoltura@regione.lazio.it;

TESTI PER TWITTER:

#Soslupo il lupo non si uccide. @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini Stop ad un piano che permette di abbattere i lupi @WWFitalia (+ EVENTUALE PROFILO TW PRESIDENTE REGIONE)

Il lupo si tutela, non si uccide. Via gli abbattimenti dal piano lupo. @WWFitalia #soslupo @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini

Con abbattimenti non si fa prevenzione. Sì a indennizzi, no a uccisioni lupo @WWFitalia #soslupo @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini

(Tutela lupo + indennizzi agricoltori) = prevenzione. Uccisione legale lupo = inciviltà. #soslupo @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini

Per la nostra Regione

NICOLA ZINGARETTI Lazio @nzingaretti

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Lupo ucciso: WWF, Lupo ‘Claudio’ ennesima vittima del bracconaggio

GRAVE PERDITA: COLPITO LUPO DOTATO DI RADIOCOLLARE CHE STAVA FORNENDO IMPORTANTI ELEMENTI A STUDIO SPECIE

L’uccisione del lupo “Claudio”, ucciso nelle Marche, non solo dimostra come ormai i bracconieri siano senza freni ma rappresenta una perdita enorme sia per la specie che per la scienza. Quello, ucciso, infatti, è un esemplare che, dopo essere stato vittima di un incidente in provincia di Teramo, era stato curato e dotato di radiocollare nell’ambito del Progetto Life MircoLupo che vede la partecipazione del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: tramite il radiocollare il lupo è stato seguito per mesi fornendo importanti informazioni sulle sue abitudini, sui suoi spostamenti, sulle sue interazioni con il branco.

16640896_10154477187057869_7760669550970616723_nIl WWF chiede che i responsabili di questo crimine di natura siano individuati al più presto e puniti. Purtroppo i precedenti non fanno ben sperare. Gli atti di bracconaggio restano, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, impuniti e anche quando vengono individuati i colpevoli le pene sono ridicole. Per questa ragione il WWF ha predisposto una proposta di legge per l’inasprimento delle pene a tutela della fauna selvatica protetta: proposta che è diventato il disegno di legge n. 1812 che, però, giace ancora in qualche cassetto della Camera dei Deputati.

Non è la prima volta che lupi dotati di radiocollare vengono uccisi illegalmente, nel mese di novembre 2014 su 9 lupi radiocollarati nel Parco Nazionale della Maiella, 5 sono stati vittime di lacci o veleno e 2 investiti. La percentuale di lupi colpiti dal bracconaggio, sarebbe quindi del 55%; se si considerano quelli morti per cause antropiche la percentuale sale al 77%. Mentre nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 2013 al 2016 su 3 lupi dotati di radiocollare satellitare 2 sono stati rinvenuti morti per bracconaggio dopo pochi mesi dall’avvio del monitoraggio, con percentuali della mortalità per cause antropiche simili a quelle della Maiella. I dati del monitoraggio svolto nei Sibillini, nell’area dove è stato rinvenuto anche questo ultimo esemplare ucciso, indicano nel 2016 un numero di lupi nel territorio dell’area protetta compreso tra 35 e 43. La mortalità per cause antropiche è piuttosto alta, tra il 2103 e il 2016, sono stati ritrovati 12 lupi morti, di cui 3 per avvelenamento, 5 investiti da autoveicoli, 2 per bracconaggio, 1 per rogna e 1 per cause ignote. E in questi due esempi siamo all’interno di aree naturali protette che dovrebbero essere i territori dove il lupo è maggiormente protetto.

Anche per questo è necessario stralciare qualsiasi ipotesi di abbattimento legale dei lupi dal Piano di gestione del Lupo presentato dal Ministero dell’Ambiente. I tantissimi cittadini italiani che hanno aderito alla campagna #soslupo del WWF Italia hanno chiesto di tutelare il lupo e non certo di consentirne gli abbattimenti legali. Ogni anno in Italia si stima muoiono circa 300 lupi per colpa della caccia illegale, di trappole, bocconi avvelenati e incidenti stradali, ma il numero è probabilmente sottostimato perché sfuggono tutti i lupi uccisi illegalmente nell’omerta generale.


Roma, 09 febbraio 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Bracconaggio: primo sequestro nel 2017 per le Guardie WWF in collaborazione con Carabinieri

 

Cominciamo bene!

download-1Oggi nel pavese le Guardie volontarie del WWF, in collaborazione con i Carabinieri, hanno effettuato il primo sequestro del 2017 contro il bracconaggio: sono stati sequestrati al cacciatore fermato un’alzavola da richiamo, perché priva di anello, e un fucile che al momento del controllo conteneva 7 cartucce, dunque irregolare.

 

 

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Quella sequestrata è un’arma molto particolare e costosa, di produzione artigianale che riesce a caricare sino a 8 cartucce. È un fucile semiautomatico-basculante, con la caratteristica di aprirsi come una doppietta. Il serbatoio delle cartucce si trova all’interno del calcio.

 

La Legge 157/92 (che norma l’attività venatoria) all’articolo 13 Comma 1 sancisce che la caccia è consentita con l’uso del fucile con canna ad anima liscia fino a due colpi, a ripetizione e semiautomatico, con caricatore contenente non più di due cartucce. Il fucile in questione, che all’atto del controllo conteneva 7 cartucce, è stato perciò sequestrato dai carabinieri della Stazione di Gravellona Lomellina (Pavia).

Roma, 09 gennaio 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

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Un’altra grave perdita per il WWF, è morto Maurizio Santoloci

WWF: Morte Maurizio Santoloci gravissima perdita per ambiente e per Italia
Con la scomparsa di Maurizio Santoloci il nostro Paese ha perso uno dei più tenaci garanti della giustizia ambientale”. Lo dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Santoloci è stato un vero e proprio pioniere della difesa dell’ambiente contro i ‘crimini di natura’ e contro i delitti dell’inquinamento: un punto di riferimento per il WWF, di cui è stato per diversi anni vicepresidente, e per le guardie volontarie del WWF che hanno spesso utilizzato la sua giurisprudenza e i suoi articoli giuridici come guida nella loro attività antibracconaggio”.

Ci mancherà tantissimo il giurista appassionato e competente, in grado di guardare all’ambiente, alla natura, alla biodiversità come un patrimonio comune da difendere e custodire dagli attacchi che quotidianamente subisce – conclude Donatella Bianchi – Sono certa che l’esempio di Maurizio Santoloci continuerà a ispirare tutti coloro che si battono per nella difesa dell’ambiente”.


Roma, 07 gennaio 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

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Arrestiamo il consumo di suolo in Italia, proposta di legge del Forum Salviamo il Paesaggio

 

Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori ha emesso questo comunicato stampa che riproduciamo integralmente.                

Comunicato stampa

La Rete delle oltre 1.000 organizzazioni che compongono il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (più noto come “Forum nazionale Salviamo il Paesaggio, difendiamo i Territori“) ha avviato oggi l’attività di elaborazione di una propria Proposta di Legge per l'”Arresto del consumo di suolo in Italia“.

Tale iniziativa intende portare a compimento un percorso iniziato nell’ottobre del 2011 all’atto della costituzione del Forum stesso e interrotto successivamente in attesa del completamento dell’azione normativa del Parlamento in materia di consumo del suolo agricolo, avviata nel 2012 dal Consiglio dei Ministri del Governo Monti allora in carica, su proposta del ministro Catania, e attualmente giunta in discussione al Senato, dopo molteplici revisioni che il Forum giudica un utile primo passo, ma insufficiente per intervenire con efficacia su quella che deve, invece, essere considerata una assoluta emergenza cui porre rimedio.

Per tale motivo, nei giorni scorsi è stato composto un apposito Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare, che conta al momento 70 persone: architetti, urbanisti, docenti universitari, ricercatori, pedologi, geologi, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, giornalisti/divulgatori, psicanalisti, tecnici di primarie associazioni nazionali, sindacalisti, paesaggisti, biologi ecc.

Tra essi, alcuni dei principali esperti nazionali in materia quali Anna Marson, Luca Mercalli, Paolo Pileri, Fabio Terribile, Michele Munafò, Paola Bonora, Paolo Berdini, Luisa Calimani, Giorgio Ferraresi, Tiziano Tempesta, il Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena, il segretario nazionale della Fillea/Cgil Salvatore Lo Balbo, il primo Sindaco a “crescita zero urbanistica” Domenico Finiguerra, tecnici di primarie associazioni nazionali.

Il Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico, coordinato da Alessandro Mortarino e Federico Sandrone, si è dato 6 settimane di tempo per definire un testo condiviso da tutti i suoi componenti, da sottoporre successivamente all’analisi e all’approvazione delle migliaia di aderenti – individuali e associazioni – al Forum, in modo da poter consentire la sua “validazione” da un gruppo di giuristi tra la fine dell’anno corrente e i primi giorni del 2017.

L’avvio odierno dei lavori è stato accompagnato da una prima bozza di testo normativo, che verrà ora “emendato” da tutti gli esperti e progressivamente arricchito per offrire alle forze politiche, sociali e economiche e a tutto il Parlamento uno strumento in grado di orientare concretamente il comparto edile verso la grande sfida del recupero e riuso di quell’enorme stock di abitazioni vuote, sfitte, non utilizzate esistente nel nostro Paese: circa 7 milioni di opportunità di lavoro che attendono solo un segnale forte di cambiamento.

 

Per ulteriori informazioni:

Alessandro Mortarino (email)
333 7053420

Federico Sandrone (email) 

Segreteria Forum Salviamo il Paesaggio (email) 


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L’ex-convento di san Francesco è un pericolo per l’incolumità dei frequentatori della Rimembranza

L’ex-convento di san Francesco negli ultimi venticinque anni ha vissuto (si fa per dire, visto il disfacimento in cui versa) queste vicende

  • Inizi anni ’90 del secolo scorso per opera del famigerato decreto De Lorenzo viene tolto alla collettività per inserirlo nel patrimonio della ASL
  • dopo oltre vent’anni di abbandono, documentato anche su questo blog, è oggetto di una petizione popolare per riportarlo all’uso pubblico
  • il Comune fa richiesta alla Regione Lazio di inserire la struttura e il sottostante parco della Rimembranza nel perimetro del Parco degli Ausoni
  • non si hanno notizie in merito ma intanto l’ex-convento continua a rappresentare un vero pericolo per l’incolumità di chi vi entra abusivamente ma soprattutto di chi visita la Rimembranza.

 

Il parco della Rimembranza è sovrastato dal complesso dell’ex-convento e i suoi spazi sono facilmente raggiungibili da oggetti lanciati da malintenzionati introdottisi furtivamente nei locali abbandonati della struttura ormai quasi fatiscente.

 

 

Più volte si sono verificati episodi rischiosi per i volontari al lavoro nel parco ma quello che è successo domenica pomeriggio poco prima della chiusura e con una visita guidata in corso è di una gravità estrema; da una finestra dell’ex-ospedale sono piombati sui sentieri del parco oggetti tra cui lastre di vetro tolte alle finestre ormai cadenti.

Stamani la presidente del WWF Litorale Laziale ha presentato una denuncia contro ignoti al Comando del Carabinieri e alla Polizia Locale, sollecitando anche il sindaco ad intervenire presso la proprietà affinché il complesso dell’ex-convento venga reso finalmente inaccessibile ai vandali.

“Con la convenzione appena approvata tra gli impegni che l’associazione si è assunta nel condurre la gestione della Rimembranza figura anche l’organizzazione di visite guidate ed escursioni all’interno del parco.

Per questi motivi nei due giorni di apertura i volontari dell’associazione accompagnano i visitatori alla conoscenza del parco.

Il giorno 2 ottobre scorso alle ore 18.30 circa mentre si svolgeva tale attività e i visitatori percorrevano i viali del parco sono stati fatti oggetto, da parte di ignoti che si erano introdotti nell’area sovrastante facente parte del complesso dell’ex-Convento di San Francesco e come tutto il complesso in stato di completo abbandono, del lancio di oggetti di vario genere tra cui vetri delle finestre e bottiglie di vetro che rompendosi sui sassi arrivavano sui presenti sotto forma di schegge pericolose.

Per quanto descritto la sottoscritta denuncia quanto accaduto dal momento che costituisce grave pericolo per l’incolumità dei cittadini che frequentano il parco.

La sottoscritta fa notare che non è la prima volta che dai locali dell’ex-convento vengono lanciati oggetti nel parco sottostante e che quindi a questo punto si rende necessario un intervento definitivo a carico della proprietà con la muratura delle porte e delle finestre, visto che la chiusura dei cancelli non è sufficiente ad impedire l’accesso all’immobile.”