Il WWF: la crisi del latte conferma il fallimento della PAC

Le associazioni della coalizione #Cambiamoagricoltura chiedono al Governo un impegno serio per la riforma dell’agricoltura in campo europeo

La crisi del latte esplosa questa settimana dopo le proteste degli allevatori della Sardegna, arrivata a Palazzo Chigi, è l’ennesima conferma del fallimento dell’attuale Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC), che continua a premiare la rendita fondiaria, le grandi aziende agroindustriali e penalizzare i piccoli agricoltori.

Le responsabilità della PAC nella crisi del latte, ma in generale nelle ormai periodiche crisi dei prezzi delle produzioni agricole italiane, viene sottolineata dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che chiede per questo al Governo ed in particolare al Ministro dell’Agricoltura, Gian Mario Centinaio, un impegno serio per una vera riforma della PAC post 2020 che garantisca maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale alla nostra agricoltura.

Partirà oggi la discussione sulla revisione della PAC post 2020 da parte del Parlamento UE per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini oppure continuare come oggi a finanziare lo spopolamento delle campagne, l’impoverimento degli agricoltori e della qualità dei cibi e l’inquinamento da pesticidi.

La Politica Agricola Comune della UE nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. La crisi del latte di questa settimana è la dimostrazione evidente del fallimento della PAC. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. E’ ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi economici delle aziende agricole e non contribuisce a risolvere la crisi ambientale globale, come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti.

“Chiediamo al Governo e al Ministro Centinaio di sostenere la riforma per una Politica Agricola Comune (PAC) più coraggiosa a sostegno dell’ambiente e delle piccole aziende agricole. E’ il momento di decidere se continuare a promuovere un modello di agricoltura non più sostenibile per l’ambiente, i cittadini e i piccoli agricoltori oppure se è possibile fare un’alleanza tra istituzioni, cittadini, agricoltori e Ong per cambiare le cose”.

È questo il messaggio che le Associazioni  AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, Federbio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia, riunite nella Coalizione #CambiamoAgricoltura inviano al Governo e agli allevatori della Sardegna riuniti questa mattina a Palazzo Chigi per trovare soluzioni alla crisi del latte.

Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura non servono più palliativi per dare risposte concrete alle difficoltà dei nostri agricoltori, serve piuttosto una seria riforma della PAC che eviti l’utilizzo di miliardi di euro di fondi pubblici per sussidi perversi e per arricchire coloro che speculano sulla proprietà dei terreni, e favorisca invece le piccole aziende agricole e zootecniche che garantiscono la qualità delle produzioni “made in Italy”.

Gli obiettivi che la coalizione ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche: la zootecnia intensiva, che domina in molte aree europee ma anche in vasti territori del nostro Paese fortemente compromessi sotto il profilo ambientale, rappresenta attualmente la fonte principale di emissioni di gas climalteranti, di azoto e di pressioni insostenibili sui suoli e sulle acque, mentre per le forme di allevamento più sostenibili, che assicurano un autentico presidio del territorio, per gli allevatori non c’è alcuna garanzia di reddito dignitoso.

 (dal sito del WWF Italia)

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A Terracina manifestazione delle associazioni locali contro l’autostrada Roma-Latina

Oggi le associazioni WWF Litorale laziale, Legambiente Pisco montano, Terracina Social Forum, Social Forum Circeo, Città Partecipata insieme al Comitato No corridoio Roma -Latina per la metropolitana leggera hanno animato una manifestazione di dissenso totale nei confronti della costruzione di questa autostrada a pedaggio.

 

 

La manifestazione si è svolta sotto la pioggia sulla Pontina nei pressi di una voragine, questa volta aperta in maniera preventiva, poco distante da quella che ha causato la morte di un nostro concittadino.

 

 

 

I rappresentanti delle diverse associazioni nei loro interventi hanno evidenziato l’assurdità di un progetto di viabilità che ignora lo stato comatoso della mobilità in tutta l’area con la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova chiusa dal 2012, i disagi giornalieri dei nostri pendolari  che usano il treno, la Frosinone-mare interrotta, il ponte sul fiume Sisto abbattuto due anni fa, la Pontina causa di continui incidenti per l’assenza di manutenzione, l’Appia che periodicamente si allaga, le migliare colabrodo.

 

Le osservazioni critiche sono state calate nel contesto più generale dei cambiamenti climatici per cui le strutture viarie come ponti e viadotti costruiti tanti decenni orsono non reggono l’impatto di eventi meteorologici estremi che stanno diventando la norma. Ciò comporta un continuo controllo e una seria  manutenzione delle strutture esistenti.

 

E’ stato anche messo in evidenza l’inquinamento dovuto all’eccessivo uso del trasporto su gomma che oltre all’emissione di gas climalteranti in atmosfera sta facendo correre alla popolazione rischi sanitari gravi.

 

 

Una mobilità sostenibile amica delle persone ha bisogno di treni e metropolitane, di un trasporto pubblico su gomma, di ciclovie all’interno di un contesto naturale integro.

Nei prossimi giorni le associazioni che hanno promosso l’iniziativa di oggi si incontreranno per arrivare ad un’assemblea pubblica cittadina sul tema della mobilità.

 

 

 

 

 

 

 

Antenne come funghi a Terracina, ne sta arrivando un’altra

L’inquinamento elettromagnetico viene studiato da tempo e se ne conoscono gli effetti termici e biologici sulle cellule. Pur non essendoci unanimità nella comunità scientifica sui rischi gravi a carico della popolazione tuttavia “gli effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti “(Wikipedia).

Il principio di precauzione dovrebbe ispirare le azioni di amministratori e il comportamento dei cittadini.

A Terracina le antenne sono numerose, eccone alcune

Ora si parla di introdurne un’altra e il WWF Litorale laziale stamani ha emesso un comunicato stampa che si riproduce qui integralmente.

CONSIDERAZIONI DEL WWF LITORALE LAZIALE SULLA ISTALLAZIONE  DI NUOVE ANTENNE DI TELEFONIA MOBILE

Nel territorio del Comune di Terracina da anni stiamo assistendo a continue, improvvise e incontrollate istallazioni di antenne di telefonia mobile.

La necessità di un collegamento sempre più efficace e veloce e la smania di essere sempre più competitivi sollecitano gli operatori del settore a cercare di coprire quante più aree possibili.

Il nostro riferimento è alla richiesta di autorizzazione per l’istallazione di una Stazione Radio Base per rete di telefonia mobile di ILIAD Italia S.p.A.

Da anni la popolazione giustamente preoccupata si chiede cosa può succedere vista l’assenza di una amministrazione attenta e sollecita che si sia munita di strumenti regolativi e piani che prevedano nei particolari tutti gli aspetti di queste attività.

Le persone che si preoccupano per l’inquinamento elettromagnetico si informano, studiano, magari seguono da anni la questione scoprendo ad esempio che fin dal 2008 il Comune con molta difficoltà ha avviato un processo per dotarsi di un Piano P.R.A.E.E.T., di un regolamento per l’istallazione di impianti di comunicazione elettroniche e di un registro per il monitoraggio e catasto SRB (rispettivamente Deliberazione di C.C. n°71/2009, Delibera di C.C. n°144 XVI del 2/10/2008  art.12 per il registro SRB) ma che fino al 2014 non c’è stata attuazione del regolamento e nel frattempo il Piano  P.R.A.E.E.T. è diventato obsoleto e bisognoso di una revisione. Insomma, l’immobilismo in questo ambito è il più totale.

Nel 2013, infatti, il Forum di Agenda 21 Locale, di cui il WWF fa parte, convocò gli assessori competenti e gli autori della redazione del Piano e manifestò la preoccupazione per questo stallo nelle procedure perché nel frattempo le istallazioni continuavano ad avvenire con il meccanismo del silenzio-assenso su aree di proprietà private.

Si è dovuto aspettare il 2014 con sollecitazioni sempre da parte delle associazioni e dei comitati di cittadini per vedere poi nel mese di giugno un consiglio comunale che delibera l’attivazione di una serie di strategie e procedimenti relativi alla modifica del P.R.A.E.E.T.  e del relativo Regolamento e altre iniziative.

A sostegno di questo, ma solo un anno dopo, nel 2015 il Comune, insieme alla società P.R.A.E.E.T. srl ha proposto oltre alla revisione del P.R.A.E.E.T. e del regolamento una serie di azioni, sette interventi in tutto, che prevedono la regolamentazione puntuale di tutti gli aspetti legati alla gestione del problema compresa l’informazione ai cittadini, le tariffe e il “mantenimento e gestione del piano”.

Dopo quella confortante dichiarazione di intenti tuttavia sulla questione è calato di nuovo il silenzio.

Ci sembra veramente assurdo continuare a chiedere cortesemente all’amministrazione di attivarsi in tal senso e non è più accettabile che essa intervenga puntualmente, a volte anche in modo tardivo o inefficace, solo perché sollecitata da associazioni e cittadini. 

Come cittadini vogliamo sentirci tutelati, la nostra salute e quella dei nostri figli non va barattata con nessuna esigenza commerciale. Per fortuna la ricerca scientifica va avanti e i nostri amministratori possono trovare conforto nella tanta letteratura scientifica in merito alla pericolosità, per la salute umana, dell’esposizione alle emissioni elettromagnetiche.

Chiediamo quindi che si completi l’iter proposto nell’ultimo documento e che questo sia finalmente un riferimento sicuro per i cittadini e per le aziende che intendono chiedere autorizzazioni nel nostro territorio comunale.

 

E’ finito un altro anno senza una vera svolta per clima e biodiversità, il bilancio del WWF Italia

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi facendo un consuntivo dell’anno appena trascorso ha dichiarato:

“L’anno 2018 ci lascia insoddisfatti perché, a livello globale, è mancato di un vero scatto in avanti rispetto alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e alla difesa della biodiversità che, come dimostrano i dati presentati dal WWF con il Living Planet Report continua ad essere in rapido declino in tutto il mondo: in soli 50 anni è scomparso più del 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dall’ultimo rapporto sul cambiamento climatico pubblicato dall’IPCC è riuscito a fare aprire gli occhi ai decisori politici segnalando l’urgenza di un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città”.

 

“Anche per l’Italia il 2018 è stato un anno in cui, spesso, alle attese non sono seguiti i fatti. Da un lato c’è stata finalmente una presa di coscienza contro il nemico dei mari e delle spiagge: la plastica. Si tratta di un tema su cui il WWF si è speso molto nel 2018 (ricordiamo il Tour Spiagge Plastic Free che ha coinvolto 1000 volontari in 41 appuntamenti, la petizione che ha raccolto più di 600.000 firme e il Report Mediterraneo in Trappola) e continuerà ad impegnarsi a fondo anche nel 2019 con tantissime iniziative tra cui la collaborazione con il Jova Beach Party (il tour 2019 di Jovanotti) che supporterà la nostra campagna di contrasto all’inquinamento da plastiche. Su questo tema vanno segnalate le iniziative assunte dal Ministero dell’Ambiente sul tema, anche grazie alla spinta propulsiva del ministro Costa.

È stato, invece, un anno da dimenticare per la biodiversità italiana. A causa dei calendari venatori e altri provvedimenti sulla caccia varati dalle regioni, il 2018 può essere considerato come un vero e proprio annus horribilis. Il WWF ha difeso i nostri animali selvatici nei tribunali con ben 12 ricorsi di cui 9 andati a buon fine”, continua la leader dell’associazione.

“Nonostante il 2018 fosse cominciato con la sottoscrizione in campagna elettorale del Patto per l’ecologia, proposto dal WWF per rilanciare sul piano nazionale ed internazionale il Ministero dell’Ambiente, da parte di tutte le maggiori forze politiche (un segnale che avevamo colto con fiducia) purtroppo nella parte finale abbiamo assistito ad un clamoroso dietrofront, con il decreto Genova, divenuto il contenitore di alcuni provvedimenti gravissimi, come quelli sul condono di Ischia e sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.

Per le nostre aree protette restano aperte tutte le criticità messe in luce dal Check-Up Parchi pubblicato a settembre dal WWF con i Parchi Nazionali che necessitano di un serio rilancio e le Aree marine protette che non solo non possono continuare ad essere ‘aree protette di serie B’ ma che devono acquisire dignità a livello economico e gestionale. Anche il 2018 ha messo in evidenza come il nostro territorio sia particolarmente esposto ai fenomeni estremi che con i cambiamenti climatici tendono ad aumentare in frequenza e intensità. È necessario che gli investimenti annunciati per affrontare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza diventino subito concreti e reali. Infine, le bonifiche: devono uscire dalla carta su cui rimangono da decenni e diventare realtà”.

“Il 2019, sia a livello globale che nazionale dovrà essere un anno di svolta. È necessario porre le basi per un Global Deal, un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità. E serve il coraggio dei governi per concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello nazionale, oltre ai provvedimenti che indichino un reale e rapido percorso di decarbonizzazione del nostro sistema energetico ed economico, ci aspettiamo un cambio di passo netto e concreto nelle politiche ambientali. A cominciare dall’approvazione della legge contro il consumo del suolo (provvedimento essenziale contro la cementificazione, per la sicurezza del territorio e di migliaia di famiglie) che dal 2012 vaga per le aule del Parlamento alla ricerca dei voti che la facciano diventare qualcosa di più che una promessa”, conclude Donatella Bianchi.

Si può leggere qui il bilancio completo del WWF sul contesto internazionale e nazionale.

(dal sito del WWF Italia)

Il 22 dicembre di trent’anni fa veniva ucciso Chico Mendes, a Terracina fu piantato un leccio con una targa in suo onore

 

 

Chico Mendes era un raccoglitore di lattice degli alberi della gomma nel periodo di maggiore aggressione della foresta amazzonica da parte di governanti brasiliani e gruppi economici decisi a realizzare progetti di agricoltura intensiva, estrazioni minerarie, allevamenti e utilizzo industriale dei legnami.

 

 

Queste attività, oltre a depauperare l’intera umanità di quello che veniva definito il polmone del mondo, la foresta amazzonica, mettevano a rischio il lavoro tradizionale e la stessa sopravvivenza delle popolazioni locali che traevano proprio dalla produzione naturale degli alberi i mezzi di sostentamento.

La foresta in piedi offre sostentamento, mentre la foresta abbattuta distrugge l’ambiente e la vita delle comunità, usava dire Mendes ai suoi compagni in lotta contro il disboscamento.

Nel decennio che precedette la sua uccisione avvenuta il 22 dicembre del 1988 da parte di due proprietari terrieri organizzò una serie di iniziative di resistenza pacifica contro le aggressioni alla foresta difendendola albero dopo albero, riuscendo a collegare per la prima volta gli interessi degli estrattori di caucciù (seringueiros) di cui faceva parte con le comunità locali. Era l’Unione dei popoli della foresta.

Nel 1987 si raggiunse il massimo della distruzione della foresta amazzonica con la costruzione di una strada che l’attraversava, durante i lavori si registrarono migliaia di incendi che produssero quantità enormi di CO2.

L’impegno di Mendes raggiunse l’opinione pubblica mondiale influenzando le istituzioni internazionali tanto che le sue idee di sostenibilità ambientale, dopo la sua morte, entrarono di diritto nella Conferenza di Rio del 1992.

L’uccisione di Chico Mendes portò alla ribalta mondiale la questione amazzonica e in molte parti si volle ricordare la figura e l’opera di questo ambientalista brasiliano.

Anche a Terracina.

 

Soci del WWF, l’associazione era stata da poco costituita in città, guidati da Emilio Selvaggi piantarono alla presenza di un gruppo di studenti un leccio accanto alla fonte di Santo Stefano e vi posero una targa con il suo nome. Fu tutto distrutto, vigliaccamente, dopo poco tempo da anonimi cittadini.

 

Oggi, a trent’anni dal suo assassinio, vogliamo ricordare Chico Mendes, a chi c’era in quegli anni e a chi è venuto dopo, esprimendogli la nostra gratitudine per aver tra l’altro elevato la questione della deforestazione da un ambito locale a quello mondiale.

L’associazione ISDE-Medici per l’Ambiente preoccupata per le conseguenze dei cambiamenti climatici, la sezione di Latina pubblica il documento di posizionamento sul tema

 

Recentemente la sezione dell’ISDE-Medici per l’Ambiente di Latina ha reso pubblico il  posizionamento dell’associazione nazionale in merito al riscaldamento globale e agli effetti dei conseguenti cambiamenti climatici.

 

 

 

 

Il documento dal titolo  Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione affronta innanzitutto le conoscenze recenti sui cambiamenti climatici e le cause dell’effetto serra.

Qui è possibile leggerne una sintesi COMUNICATO CAMBIAMENTI CLIMATICI

Successivamente esamina le conseguenze a carico dell’ambiente, degli esseri viventi e della salute umana

Sono iniziati e sono destinati ad aggravarsi i seguenti effetti dei cambiamenti ambientali:

  • innalzamento del livello delle acque marine, erosione delle coste, inondazioni interne, ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari;
  • intense variazioni nelle quantità di precipitazione;
  • aumento della salinità degli oceani ed eutrofizzazione delle acque costiere;
  • struttura dei venti;
  • eventi meteorologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore);
  • estinzione del 20-30% delle specie sinora classificate, non in grado di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti in atto, se la temperatura media globale supererà di 1,5-2,5°C quella del 1980-1999.

Inoltre, nei diversi settori sono da temere i seguenti rischi:

  • riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni;
  • riduzione delle foreste e desertificazione;
  • riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità;
  • perdita di habitat.

Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.”  

Ecco la sintesi diffusa dalla sezione ISDE di Latina  CAMBIAMENTI CLIMATICI

I cambiamenti climatici stanno accelerando ma la risposta dei governi resta lenta

Il WWF ha partecipato alla conferenza COP24 sul clima a Katowice in Polonia e pur accogliendo con favore i progressi verso l’adozione di un “Libro delle regole” per rendere operativo l’accordo di Parigi, e anche i segnali di volontà di aumentare le ambizioni venuti dalla Conferenza ONU, non ritiene ancora sufficiente il livello di accelerazione dell’azione necessario per affrontare l’emergenza climatica.

dal sito del WWF Italia:

“I leader mondiali sono arrivati ​​a Katowice con il compito di rispondere agli ultimi rapporti della scienza sul clima, da cui è emerso che abbiamo solo 12 anni per dimezzare le emissioni di CO2 e prevenire un riscaldamento globale catastrofico. Sono stati compiuti importanti progressi, ma ciò a cui abbiamo assistito in Polonia rivela una fondamentale mancanza di comprensione della nostra attuale crisi climatica da parte di alcuni Paesi. Per fortuna, l’Accordo di Parigi è disegnato per essere resiliente alle contingenze e tempeste geopolitiche. Abbiamo bisogno che tutti i paesi si impegnino a innalzare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2020, perché è in pericolo il futuro di tutti”, ha dichiarato Manuel Pulgar-Vidal, Leader internazionale Clima ed Energia del WWF.

  
I negoziati di quest’anno hanno in effetti mandato un segnale positivo sulla possibilità che i Paesi rivedano al rialzo i propri obiettivi climatici entro il 2020, rispondendo all’ulteriore allarme lanciato degli scienziati con il rapporto speciale dell’IPCC 1,5°C.  Paesi chiave, sia di più antica industrializzazione sia in via di sviluppo, hanno manifestato il loro appoggio all’accelerazione degli sforzi globali per garantire un futuro climatico sicuro. L’esito della COP indica nel Summit sul clima del Segretario Generale delle Nazioni Unite (programmato per il 23 settembre 2019) il momento in cui sarà chiesto ai leader di rispondere all’appello, annunciando o impegnandosi con obiettivi climatici nazionali aggiornati e più ambiziosi entro il 2020.

“Questa conferenza ha assegnato una responsabilità diretta ai leader che devono presentarsi al summit sul clima di settembre con obiettivi climatici più in linea con le indicazioni della comunità scientifica o con l’impegno di adeguarli comunque entro il 2020. Qualcosa di meno sarebbe un dichiarazione di incapacità nel fronteggiare l’emergenza climatica e garantire un futuro ai propri cittadini, al proprio Paese, al Pianeta. E questo proprio quando in tutti il mondo si moltiplicano le iniziative dei ragazzi adolescenti che sanno, forse più di chi li governa, cosa rischiano”, ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, a Katowice per la COP24.

La COP24 ha dato vita al “Libro delle regole” per rendere operativo l’accordo di Parigi, ma permangono lacune critiche da affrontare nei futuri negoziati. Sono arrivate al traguardo molte regole per gestire la trasparenza e la contabilità sui progressi climatici dei paesi, offrendo una certa flessibilità ai paesi in via di sviluppo. La conferenza si conclude, però, con poca chiarezza su come si debba contabilizzare il finanziamento sul clima fornito dai paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, su come si raggiungerà l’obiettivo dei 100 miliardi entro il 2020 o su come sarà concordato l’obiettivo finanziario globale dopo il 2025.

Prima di Katowice ci si domandava se sarebbero emersi paesi“campioni” del clima, la risposta è arrivata mercoledì sera con la “High Ambition Coalition”: una coalizione che comprende le Isole Marshall, Fiji, Etiopia, Unione Europea (inclusa l’Italia), Norvegia, Regno Unito, Canada, Germania, Nuova Zelanda, Messico e Colombia, e che si è impegnata a migliorare i piani climatici nazionali prima del 2020 e a incrementare l’azione sul clima a breve e lungo termine.

La 25ª sessione della Conferenza delle parti (COP25) delle Nazioni Unite si svolgerà in Cile dall’11 al 25 novembre 2019, con la PreCOP in Costa Rica.

No Pesticidi, il WWF sostiene l’iniziativa contro la chimica nelle campagne avviata da cittadini di Terracina

A Terracina c’è molta sensibilità verso un tema che riguarda la salute dei cittadini, ne fanno testimonianza il convegno Agricoltura e salute del 20 maggio 2017 organizzato dal Gruppo pontino del WWF Litorale laziale e la raccolta di firme partita da un gruppo facebook di Terracina che ha avuto un successo nazionale.

 

Proprio queste firme, venticinquemila, sono state in questi giorni al centro dell’attenzione della stampa nazionale perché sono state presentate in Parlamento e consegnate alle parlamentari Sara Cunial e Silvia Benedetti.

 

 

 

Franco Ferroni, responsabile del settore Agricoltura e Biodiversità del WWF Italia, ha partecipato per conto dell’associazione alla consegna in Parlamento delle venticinquemila firme contro l’uso spericolato di pesticidi in agricoltura.

Nell’occasione Ferroni ha scritto:

25.000 PIETRE PER ALZARE UN MURO IN DIFESA DEI PRINCIPI FONDANTI LA NOSTRA DEMOCRAZIA…

Oggi con 25mila cittadini, alcuni amici e qualche parlamentare di buona volontà abbiamo invaso la Camera dei Deputati per chiedere tutela della salute e dell’ambiente dalla minaccia pesticidi.

E’ stata una invasione pacifica, con 25mila persone bene nascoste nel librone di alcune centinaia di pagine che Renato Bottiglia ha consegnato alle due parlamentari bipartisan che hanno reso possibile un gesto di alto valore simbolico (guarda case due donne del Veneto, la regione che più di altre vive il dramma dei pesticidi che avvelenano le campagne).

 

L’importanza della conferenza stampa di questa mattina non è solo nelle giuste richieste di migliaia di cittadini per ottenere maggiori tutele dai rischi connessi all’uso dei pesticidi nelle aree rurali a ridosso delle abitazioni. La cosa più importante, di questi tempi, è il valore civile e democratico delle 25mila firme consegnate nelle mani dei decisori politici, le mani pulite di due rappresentanti dei cittadini nel Palazzo della politica. La democrazia rappresentativa rende molto pesante quel volume che contiene speranze, rivendicazioni di diritti negati, senso dello “Stato”, spirito di comunità e custodia di beni comuni. Le parlamentari si sono assunte una grande responsabilità, quella di sostenere nelle aule di Montecitorio le aspettative e i diritti collettivi di 25mila cittadini, che con la loro firma rappresentano in realtà milioni di persone ostaggio dell’uso della chimica di sintesi in agricoltura. In gioco non c’è solo la salute dei bambini, delle donne in gravidanza, degli stessi agricoltori spesso inconsapevoli dei pericoli e delle centinaia di migliaia di residenti nelle aree rurali, in gioco c’è la “Democrazia” del nostro Paese e la fiducia dei cittadini nell’Unione Europea, alla vigilia di un voto difficile e pieno di insidie. Perché nulla potrà giustificare decisioni nella revisione del PAN Pesticidi (strumento di attuazione di una Direttiva Europea) nel febbraio 2019, pochi mesi prima delle elezioni europee del maggio 2019, che non accolgano le due banali, ragionevoli e lungimiranti richieste di questi 25mila cittadini elettori:

1) Distanze di sicurezza dalle case nei trattamenti con pesticidi nocivi per la salute;

2) Diritto all’informazione ed alla trasparenza con comunicazioni tempestive su giorni, orari e pericolosità dei pesticidi irrorati.

Due legittime richieste che chiamano in causa diritti costituzionali fondamentali previsti daII’Articolo 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…) e dall’Articolo 117 (Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema…).

Tradire le aspettative di questi cittadini che hanno oggi invaso la sala stampa della Camera dei Deputati significa tradire questi principi fondanti la democrazia del nostro Paese. 

…….

Entro febbraio 2019 il Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci dovrà essere aggiornato. E’ l’occasione buona per la politica per passare dalle parole ai fatti, dalle prediche alle buone pratiche. 

Fissare limiti di sicurezza per i trattamenti fitosanitari con distanze adeguate dalle abitazioni e I’obbligo di comunicazioni preventive dei giorni ed orari dei trattamenti è l’impegno minimo che 25.000 italiani chiedono ai nostri parlamentari. La politica non ha più alibi, è giunto il momento delle decisioni coraggiose.

 Il WWF Italia è presente per portare la sua solidarietà e vicinanza, in coerenza con il lavoro svolto per dire subito Stop Glifosato, per sostenere le “marce Stop pesticidi”, per denunciare l’abuso della chimica vicino alle case nelle nostre campagne. 

Abbiamo già raccolto l’appello di questi cittadini con le osservazioni inviate al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo sul PAN pesticidi attuale, in vista della sua prossima revisione.

Proseguiremo l’azione di lobby sui nostri decisori politici fino a febbraio, in attesa di modifiche sostanziali a questo documento che  detta le regole per l’uso dei pesticidi nel nostro Paese, denunciando ogni indifferenza, ipocrisia ed abuso.

A proposito di clima, la comunità internazionale ne parlerà in Polonia dal 3 al 14 dicembre

+ AZIONI  PER  IL  CLIMA

A Katowice dal 3 al 14 dicembre si terrà la Conferenza delle Parti COP 24; sarà l’occasione per verificare l’attuazione degli impegni presi da tutti i Paesi in materia di riduzione di emissione di CO2.

La Conferenza delle Parti, arrivata alla ventiquattresima edizione, è una emanazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici; venne istituita allo scopo di  trovare un accordo mondiale mirante a limitare i danni ambientali e sociali provocati dall’inquinamento globale e dall’innalzamento delle temperature.

In Italia oltre 200 organizzazioni e migliaia di cittadini nel 2015 costituirono la COALIZIONE CLIMA con <<l’obiettivo di costruire iniziative e mobilitazioni comuni, nazionali e territoriali, per raggiungere la massima sensibilizzazione possibile sulla lotta ai cambiamenti climatici e perché si giunga a un accordo equo, vincolante ed efficace per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2° C.>>

In questi giorni la COALIZIONE CLIMA, di cui fa parte anche il WWF, chiama alla mobilitazione tutte le espressioni della società civile con questo appello

Il cambiamento climatico è ormai una realtà che sta già colpendo persone, comunità, ecosistemi, provocando vittime e sofferenze. Numerosi e preoccupanti sono i segnali di accelerazione: dal livello dei mari osservati dal satellite, alla fusione dei ghiacci artici, alle modificazioni delle correnti marine e di quelle ventose, alle ondate di calore e i fenomeni alluvionali sempre più frequenti. Gli scienziati, con il recente rapporto speciale IPCC, ci dicono che per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C abbiamo bisogno di mettere in campo azioni senza precedenti.

A livello politico, però, non ci sono adeguati segnali di preoccupazione e di azione per azzerare le emissioni di gas serra e cercare quindi di evitare i fenomeni più catastrofici.

Noi chiediamo che:

  •  Si acceleri l’azione climatica perché le emissioni comincino una stabile traiettoria di discesa entro il 2020, per arrivare all’ economia a carbonio zero nel minor tempo possibile
  • Si aumentino gli impegni di riduzione delle emissioni presentati nel quadro dell’Accordo di Parigi, rendendoli coerenti con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale
  • Si faccia tutto il possibile e l’impossibile per limitare l’aumento medio della temperatura globale a 1,5°C rispetto all’era pre-industriale
  • Si definisca il Piano Nazionale Energia Clima, con un percorso partecipato, facendone un vero e proprio piano di decarbonizzazione che individui le azioni necessarie in tutti i settori e con una visione sistemica, avviando una “Giusta transizione”.
  • Si sostenga fortemente la necessità di target più ambiziosi a livello europeo, con regole e politiche coerenti e conseguenti.

Per questo chiamiamo ognuno a fare la propria parte in questa mobilitazione.

 

 

In ricordo di Emilio Selvaggi un interessante Convegno del WWF sui cambiamenti climatici

Ieri all’Hotel Palace di Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha ricordato a due anni dalla scomparsa il prof. Emilio Selvaggi con un convegno scientifico che partendo dall’evento catastrofico del 29 ottobre ha messo a fuoco la questione del cambiamento del clima in connessione anche con le emergenze umanitarie.

 

Franca Maragoni, presidente del WWF Litorale laziale, ha introdotto i lavori davanti a molti cittadini venuti per ricordare Emilio ma anche per informarsi da fonti sicure su cosa stia avvenendo sul pianeta.

 

 

 

 

Subito dopo è stata proiettata l’intervista fatta a Emilio da Daniele Cervelloni nel 2010 per conto dell’Associazione Terracina Rialzati. Alla fine della proiezione un applauso molto sentito è partito dal pubblico sempre più convinto della grande perdita che ha avuto la città con la sua scomparsa.

 

 

 

 

 

E’ toccato, quindi, all’oceanografo Daniele Iudicone aprire il convegno illustrando la genesi del fenomeno che lunedì 29 ottobre ha sconvolto mezza città.

 

 

Dopo una breve introduzione sui fenomeni che coinvolgono le masse d’aria intorno al pianeta ha illustrato utilizzando mappe radar e immagini satellitari la formazione della cellula temporalesca che ha scaricato tutta la sua potenza sul centro di Terracina.

 

 

 

 

Al climatologo Vincenzo Artale è toccato il compito di presentare dati alla mano lo stato del pianeta dal punto di vista del clima, con la premessa che al punto in cui siamo arrivati con la produzione di CO2 e l’innalzamento della temperatura globale si potrà soltanto mitigare gli effetti indotti dal cambiamento climatico.

 

Chiarissima la situazione del Mediterraneo che presenta un diffuso riscaldamento da dieci anni ormai disaccoppiato da quello degli altri mari.

 

 

 

Questa la conclusione della relazione del prof. Artale che contrastando i negazionisti ha confermato come il clima stia cambiando perchè è sempre stato collegato alle attività umane e nell’era antropocene il cambiamento sta subendo una accelerazione tale che necessita attivare operazioni di mitigazione.

 

 

 

Ha concluso il convegno l’agronomo Giuseppe Selvaggi da anni impegnato in progetti di sicurezza alimentare in emergenze umanitarie.

 

 

 

Guerre e siccità indotte anche dal cambiamento climatico stanno portando alla fame milioni di persone nel sud del mondo e Selvaggi ne ha portato testimonianza diretta mostrando immagini del suo lavoro. SICUREZZA ALIMENTARE FRA ESTREMI CLIMATICI E GUERRE

 

Le grandi migrazioni per sfuggire alla fame non potranno essere fermate e mostrando campi di rifugiati contenenti fino a cinquantamila persone ha parlato di un obbligo morale da assolvere nell’accoglienza di popoli in difficoltà.

La lezione del convegno è emersa chiaramente: ridurre le cause che determinano l’aumento della temperatura terrestre e effettuare operazioni di mitigazione degli effetti cominciando, per esempio, a sottrarre in qualche modo gas serra dall’atmosfera.