Al via #amolamiaterra, la campagna di crowdfunding ideata da Lisa Tibaldi in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

#AmolamiaTerra

perchè non siamo solo parole …

Presentazione della Campagna di Crowdfunding.

in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

27 Giugno ore 11:00

Sala Ribaud Comune di Formia

Piazza Municipio, Formia (Latina)

Si può dare un contributo all’ecosostenibilità anche scegliendo degli accessori moda.

Questo è il filo conduttore, l’idea, da cui scaturisce la campagna di crowdfunding #AmolamiaTerra promossa dall’azienda “Lisa Tibaldi Terra Mia”, nata alla fine del 2018 con l’idea e il sogno di creare delle collezioni haute couture di accessori moda donna ecosostenibili, a forte connotazione territoriale, destinate ad un mercato di eccellenza.

Sabato 27 giugno alle ore 11:00 presso la sala Ribaud del Comune di Formia (Latina) verrà presentata e lanciata ufficialmente la campagna promossa in collaborazione con il WWF Litorale Laziale. Interverranno la stilista e ideatrice della campagna Lisa Tibaldi Grassi, il Sindaco del Comune di Formia Paola Villa, Franca Maragoni Vice Presidente del WWF Litorale Laziale, Carmela Cassetta, Presidente del Parco Riviera di Ulisse, Giorgio De Marchis, Direttore del Parco dei Monti Aurunci, Roberta D’Annibale, Presidente della Cna di Latina e Vicepresidente del Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA di Latina e Alfieri Vellucci, Presidente della XVII Comunità montana dei Monti Aurunci.

La campagna di crowdfunding terminerà il 6 settembre 2020.

Inizialmente la campagna era stata schedulata per l’8 marzo scorso, data, purtroppo di inizio del lockdown. Lisa Tibaldi Terra Mia ha deciso di mettere ugualmente on-line il sito di riferimento www.lisatibalditerramia.com anche per sottolineare il ruolo della donna nell’imprenditoria, quale promotrice attiva di una visione ecosostenibile.

Durante la quarantena la startup sud-pontina ha aderito anche al progetto nazionale “Filiera Moda per l’Italia- Emergenza Covid-19”;  progetto, nato dalla volontà di CNA Federmoda, supportata da altri partner quali Unindustria, Sportello Amianto e SMI – Sistema Moda Italia,   con l’importante compitodi creare una rete di imprese per la produzione di materiale sanitario, dai dispositivi medici, al materiale ad uso della collettività.

Accessori moda ecosostenibili a forte connotazione territoriale, questo è il fulcro della collezione bijoux creata da Lisa Tibaldi Grassi, rivisitando in chiave “haute couture” l’uso della “stramma”, fibra vegetale tipica della Terra Aurunca, arricchendola di lavorazioni innovative. 

Già nel 2015 Lisa Tibaldi Grassi era stata ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”, denominata “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio”. Esposizione che ha avuto come location d’eccezione, tra le altre, il prestigioso Museo delle Civiltà – Arti e Tradizioni Popolari di Roma.

#AmolamiaTerra” permetterà con un contributo variabile, non solo di ricevere “special gifts” originali, esclusivi, in edizioni limitate o numerate dal valore ben superiore a quanto donato, ma anche di dare un supporto reale e concreto al WWF Litorale Laziale, al quale una parte del crowdfunding è destinato, per progetti legati alla prevenzione degli incendi, alla tutela e al ripristino del patrimonio boschivo.

La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming Facebook, sulle seguenti pagine:

su https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

su https://www.facebook.com/Telegolfo/ 

su https://www.facebook.com/radioantennaverde

In diretta radio  e video sulle frequenze di  RAV Radio Antenna Verde (media partner dell’evento): https://www.radioantennaverde.it/video.html e video su RTG Telegolfo (media partner dell’evento) canale 810 del digitale terrestre.

Di seguito i link dove è possibile visionare la compagna in anteprima e le pagine ufficiali sui social di Lisa Tibaldi Terra Mia:

https://amolamiaterra.lisatibalditerramia.com/index.html

Facebook: https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

Instagram: https://www.instagram.com/lisatibalditerramia/

Twitter: https://twitter.com/TibaldiMia

Linkedin: https://www.linkedin.com/company/lisa-tibaldi-terra-mia/

Il programma dell’evento di presentazione

Brevi cenni biografici su Lisa Tibaldi Grassi

Stilista e designer romana, per diversi anni ha ricoperto il ruolo di Creative Director in aziende di elegante Donna in Italia e in Spagna, ideando e coordinando collezioni nazionali ed internazionali con diversi partners, soprattutto in Cina, India ed Indonesia.

Da anni ha scelto di tornare nella sua terra d’origine dove lavora nell’Atelier di Santi Cosma e Damiano (Latina)  realizzando abiti sartoriali d’Alta Moda e Sposa.

Nel 2013 è stata invitata a chiudere la Montecarlo Fashion Fair, ha vestito l’orchestra ed il coro del Festival di Sanremo e dal 2014 veste trasmissioni televisive nazionali di successo come «Uomini e Donne», «Temptation Island» «Temptation Island Vip» su Canale 5 ed il cambio look di «Detto fatto» su Rai 2.

Dal 2015 è stata impegnata nel progetto “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio” che l’ha vista ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”.

Dal 2018 è ideatrice e fondatrice della start up Lisa Tibaldi Terra Mia. Vincitrice del Bando regionale Fondo della creatività 2018. L’Impresa è stata scelta quale Testimonial 2018 per la presentazione del Bando 2019 e come Impresa Donna per la presentazione del Bando Imprenditoria femminile presentato a Roma. L’Azienda ha ottenuto l’ambito riconoscimento di Impresa iscritta nell’albo regionale dell’artigianato artistico e tradizionale.

Daini nel Parco Nazionale del Circeo

In questi giorni circola sulla rete una polemica sulla gestione dei daini all’interno del Parco del Circeo che prevede un ridimensionamento degli animali divenuti in numero eccessivo rispetto all’ambiente ristretto che li ospita.

Esistono protocolli imposti dalle diverse Istituzioni scientifiche che vanno seguiti alla lettera per evitare che una specie con la sua crescita facilitata dall’assenza di predatori impedisca lo sviluppo armonico di altre specie animali e vegetali nel proprio areale.

Riguardo alla  notizia citata abbiamo chiesto e ottenuto un comunicato da parte del Parco.

Il comunicato risponde anche ad un’altra questione, quella dei mufloni sull’isola di Zannone.

Eccolo integralmente.

Al Parco nazionale dei Circeo non è prevista e mai sarà prevista una mattanza di daini e nessun cacciatore o sele-controllore sparerà mai dentro l’area protetta.

Tra le finalità dei Parchi nazionali italiani definite dalla legge 394/91 risulta la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici.  La situazione creatasi nel tempo nella foresta del Circeo (Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco) con il sovrannumero di daini e i dannosi effetti collaterali su flora, fauna, sicurezza e altro, ha imposto una definitiva e chiara assunzione di responsabilità dell’Ente Parco per affrontare la problematica dell’espansione della popolazione di daini all’interno della Foresta Demaniale.   Il Parco quindi – seguendo le indicazioni di un autorevole istituto scientifico come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riportate nelle “Linee guida della gestione degli Ungulati – Cervidi e Bovidi” – ha fatto redigere un apposito Piano di gestione di controllo come previsto dalla normativa vigente, approvato con delibera del Consiglio direttivo n.2 del 23/01/2017. Il Piano ha acquisito il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che per altro ha invitato l’Ente Parco “…a voler operare il previsto controllo del daino con la massima efficacia”.  Sempre come previsto dalla normativa in relazione alla Rete Natura 2000, l’Ente Parco ha trasmesso il Piano alla Regione Lazio, con collegato Studio di valutazione di incidenza, ottenendo un parere favorevole.

Come già avvenuto in altri contesti del nostro Paese e dimostrato sulla base di un modello specifico, la popolazione di daino attualmente presente è destinata ad un aumento numerico e ad un’espansione dell’areale, con conseguenze distruttive ed irreparabili sia sulla biocenosi vegetale (complesso di popolazioni vegetali che vivono e interagiscono fra loro in uno stesso ambiente), su parte di quella animale, sia sugli aspetti di carattere socio-economico e sulla sicurezza. Per questi motivi, anche da noi, si è reso necessario programmare azioni di contenimento della popolazione intervenendo attraverso un prelievo pari ad almeno il 30% della sua consistenza, considerata la capacità di crescita della stessa.

Le finalità del piano di gestione prevedono anche interventi di miglioramento dell’ambiente dove vivono piante e animali, evitando quegli squilibri che decimano le specie a discapito del complesso ecosistema del bosco. Nessuna quindi strage di daini o inutile spesa, ma l’adozione di criteri scientifici e gestionali, coerenti con le finalità dei parchi, già sperimentati in altre aree a livello internazionale e applicati per salvaguardare e migliorare un bene comune.

Con la determina n.226 del 30/12/2019, l’Ente Parco ha dato quindi il via alla fase attuativa del piano gestionale, impegnando la somma totale di 195mila euro (170mila sul capitolo “interventi di miglioramento, tutela, recupero e bonifica ambientale + 25mila sul capitolo “realizzazioni aree faunistiche per contenimento daino e cinghiale”), bilancio approvato dal Ministero dell’Ambiente: un costo elevato ma, in linea con la complessità degli interventi previsti e necessario per sanare le conseguenze di passati e scorretti interventi di gestione da parte dell’uomo.

Anche sul tema dei mufloni a Zannone, l’Ente Parco si era fatto carico di affrontare le problematiche legate alla sua presenza sull’isola, richiedendo e ottenendo un parere tecnico-scientifico. Lì la specie è stata introdotta in tempi recenti, con finalità venatorie. Sulla stessa Isola insiste poi Il progetto life PonDerat, coordinato dalla Regione Lazio in partnership con ISPRA, Università degli Studi “La Sapienza”, Nemo Srl e Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e S. Stefano che ha proprio la finalità di migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane; per Zannone, in particolare, prevede la realizzazione di un recinto di esclusione in  una piccola porzione di lecceta al fine di impedire (e avere un’area di confronto a riguardo) l’accesso dei mufloni e quindi limitare gli impatti creati dal pascolamento alla foresta di leccio, una delle più importanti ed estese tra quelle rimaste sulle isole italiane. Nessun confinamento degli animali in recinto, dunque, ma, piuttosto, un intervento di conservazione attiva della lecceta.

Auspichiamo forme non cruente del prelievo di daini per contenerne il numero sotto una soglia di sostenibilità ambientale e la realizzazione in futuro di interventi preventivi che ne impediscano la crescita oltre misura.  

 

Anche il WWF nella “Notte delle Scienze” al liceo di Terracina

Venerdì 10 gennaio il liceo Leonardo Da Vinci aprirà le porte alla città per la Notte delle Scienze, l’ormai consueta manifestazione scientifica che anno dopo anno sta sempre più affermandosi.

IL WWF porterà il proprio contributo sulla crisi climatica illustrando i possibili adattamenti e mitigazioni che devono essere realizzati per evitare una catastrofe annunciata.

Oltre agli insegnanti del liceo cittadino interverranno l’ing. Gaudioso del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il dottor Milo dell‘ISDE di Latina e la dott.ssa Selvaggi del gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

Non bastava l’uragano, a Terracina si continua ad abbattere alberi

Quando finalmente sembra che il problema dei cambiamenti climatici cominci ad essere una priorità per molti, invece di cercare di fare qualcosa per contrastarne le cause, si fa proprio l’opposto: si tagliano gli alberi rimasti in piedi.

Gli eventi meteorologici diventano sempre più forti e pericolosi perché l’aumento della concentrazione di gas serra, frutto della combustione, aumenta l’energia del sistema e sta trasformando il clima mite mediterraneo in un clima subtropicale. La soluzione c’è e lo si sa da tempo, come ci ha rinfacciato Greta Thumberg: vanno ridotti i gas serra, per esempio bruciando meno combustibili fossili, ma anche favorendo la fissazione della CO2 da parte delle piante.

Lo sanno i bambini delle elementari! Le piante producono ossigeno consumando CO2 che usano per fare zuccheri, cellulosa e lignina. Ma non basta, al lungo elenco che i bambini delle elementari ci fanno per dire quanto siano utili le piante, possiamo aggiungere che con le loro chiome schermano dal vento e con le loro radici assorbono acqua e consolidano il suolo. Le piante mitigano il clima non solo perché filtrano i raggi del sole ma perché regolano l’umidità che le circondano.

Insomma, in un momento di emergenza climatica, come il Consiglio Comunale ha appena decretato, che facciamo? Tagliamo gli alberi!

Gli eventi atmosferici di intensità mai vista hanno provocato molti danni alla vegetazione arborea. Con la paura che ci cadano in testa, ora, ogni albero è considerato una minaccia e quindi basta che qualcuno si faccia prendere dalla fobia per il verde scatta la motosega! Che incubo per chi ama la natura!!! Per noi ogni albero tagliato o ogni cima capitozzata, è un colpo al cuore! E invece la povertà di amore per la natura e la profonda ignoranza nei confronti delle scienze si traduce in una forzata desertificazione delle nostre città! C’è stato chi ha detto: “L’albero mi toglie l’aria!” che tecnicamente è un paradosso!

Se altrove piantano alberi a centinaia, noi li tagliamo e chissà quando e come li sostituiremo! Come per gli incendi: bastano pochi minuti per distruggere alberi che sono cresciuti in sessanta/ottant’anni, quello che non fa il vento fa l’uomo. L’aspetto della nostra città sarà calvo e caldo ancora per molto!

Pur coscienti della criticità del momento, dal punto di vista della sicurezza, ci auguriamo che l’amministrazione contrasti la psicosi che sembra essersi impossessata dei cittadini e pensi ad un’azione di ripristino dell’efficienza del verde e a nuove piantumazioni. C’è bisogno di un serio e rigoroso piano del verde per la nostra città ed è quello che la nostra associazione farà con l’aiuto dei cittadini, che non vogliono stare ad osservare senza agire questa ennesima offesa.

 

Il 2019 nel blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

L’anno appena trascorso è stato un anno record per gli accessi al blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale, sono stati infatti 20.553.

I visitatori del blog hanno letto i 79 post dell’anno e molti di quelli degli anni precedenti.

I post più letti nel 2019 formano questa statistica

I Paesi da cui i visitatori hanno fatto accesso al blog sono tanti, qui ne mostriamo i primi in termini di letture

Il seguito che questo blog ha tra i cittadini ci spinge a continuare nel trattare i temi ambientali generali e quelli relativi alla nostro territorio.

                                              Buon 2020!

 

 

 

Il WWF in Consiglio comunale con gli studenti liceali dell’alternanza scuola-lavoro

Oggi, insieme ad un gruppo di studenti del liceo che per il secondo anno svolgono attività di alternanza scuola-lavoro con il WWF Litorale Laziale, abbiamo assistito ad una seduta del Consiglio Comunale.

Ci è sembrato opportuno far assistere questi giovani alla più importante assise cittadina. L’occasione non poteva essere migliore in quanto al primo punto all’ordine del giorno era stata iscritta una mozione della consigliera Valentina Berti; la mozione conteneva la richiesta, rivolta all’amministrazione comunale, di dichiarare lo stato di emergenza climatica e dare così l’avvio ad una serie di azioni finalizzate al contrasto dei cambiamenti climatici.

Abbiamo spiegato, a questi giovani, che sono questi i passi che possono portare, se percorsi con determinazione, ad un mutamento degli stili di vita, dell’economia della città e della vita intera della comunità al fine di perseguire la sostenibilità ambientale e di conseguenza opporsi agli effetti dei cambiamenti climatici.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’atto sancito oggi in Consiglio Comunale perché quello che gli studenti hanno conosciuto, sotto la nostra guida, dai documenti che abbiamo loro sottoposto, vede la possibilità di concretizzarsi.

Gli studenti, infatti, già dallo scorso anno sono impegnati nella collaborazione con il WWF e durante quest’anno scolastico lavoreranno ad un progetto previsto dall’associazione ambientalista per rinaturalizzare la città. Il futuro che vogliamo tutelare è il loro e i nostri sforzi saranno tesi proprio alla divulgazione del principio della difesa della natura anche aumentando la presenza vegetale in città.

Il progetto sarà presentato durante “La Notte delle Scienze” che si terrà il 10 gennaio presso il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina.

Ancora alberi piantumati in memoria di Emilio Selvaggi

Il 14 novembre ricorreva il terzo anniversario della morte di Emilio Selvaggi e gli amici e soci dell WWF litorale pontino hanno voluto fare un gesto per ricordarlo.

Con la famiglia Selvaggi sono state acquistate delle piante che sono state piantate in collaborazione con il responsabile dell’azienda di manutenzione del verde pubblico, nel Parco delle città gemellate e nella scuola dove Emilio insegnava, la scuola media Don Milani.

Mentre piantavamo, altri amici e soci hanno fatto nuove donazioni e così sono state acquistate nuove piante che oggi sono state messe a dimora nel giardino della scuola media M. Montessori in via dei Volsci.

 

In seguito all’uragano dell’anno scorso molti cittadini terracinesi e alcune associazioni hanno sentito più forte che mai il desiderio di piantare alberi; con piacere vediamo, infatti, che in tutte le scuole, dalle materne alle superiori, i giardini si sono adornati di nuove piante.

 

Il “professore”, come lo chiamavano in molti, non ha assistito all’uragano, eppure da sempre ha sentito il bisogno di rendere la nostra città più verde e molti degli alberi che oggi crescono vigorosi lo hanno conosciuto.

 

 

L’Ospedale Fiorini, il Montuno, la Fossata, il Parco delle Città Gemellate, la sua scuola e chi si ricorda potrebbe aggiungerne altre, oggi sono più verdi grazie a lui. Così noi abbiamo voluto continuare a mettere in pratica il suo insegnamento piantando piante della macchia mediterranea e frutti dimenticati. Da oggi arance dorate orneranno la città alta nel giardino della scuola!

Con l’aiuto di chi vuole, continuiamo a piantare! Prossima tappa?

Piantumazione di alberi in ricordo di Emilio Selvaggi

Due giornate importanti da celebrare: la giornata dell’albero e l’anniversario della morte di Emilio Selvaggi. E quale modo migliore per celebrare se non piantando degli alberi?

Una tregua dopo tante giornate di brutto tempo ha consentito alla famiglia e agli amici del WWF di ricordare Emilio Selvaggi con una iniziativa adeguata ai tempi.

E’ stato deciso di piantumare alberi nel parco delle Città gemellate e nel giardino della scuola media Don Milani, in entrambi i luoghi è passato Emilio lasciandovi un segno duraturo.

Stamani si è proceduto nel parco mentre in uno dei prossimi giorni la piantumazione continuerà nel giardino della scuola che è stato già dedicato a Emilio Selvaggi. Gli amici del WWF si faranno carico della collocazione di una targa ricordo.

 

Anche Terracina nel Cammino europeo della Via Francigena da Canterbury a Santa Maria di Leuca

Abbiamo appreso con piacere la notizia che l’Associazione Europea delle Vie Francigene ha approvato all’unanimità il percorso della via Francigena del Sud che, passando da Terracina, parte da Roma e arriva a Santa Maria di Leuca.

Esprimiamo il nostro ringraziamento alla Sindaca ff e all’assessore Barbara Cerilli, perché questo risultato premia il loro impegno; impegno che siamo sempre stati solleciti a sostenere, in qualsiasi momento anche in quelli di maggiore difficoltà nel promuovere questo percorso che invece può arricchire la nostra città di un turismo sostenibile, il turismo lento, rispettoso dell’ambiente e delle persone e di questo ne siamo sempre stati convinti. Nel loro successo vediamo anche un po’ del nostro impegno appassionato, così come siamo felici della decisione della costruzione di un ostello, idea che abbiamo sempre sostenuto con forza.

 

Siamo convinti che l’amministrazione tutta sia convinta della immutata disponibilità della nostra associazione a collaborare come ha sempre fatto affinché questo percorso sia sempre più conosciuto e con esso la nostra bella città. Sono più di dieci anni, infatti, che accogliamo i gruppi di camminatori nel parco della Rimembranza.

 

 

 

Siamo altresì convinti che sia fuori discussione il disappunto per lo spiacevole episodio che ci ha visti protagonisti e che non sarebbe avvenuto se non avessimo avuto la notizia da una fonte attendibile, almeno così credevamo, e non dai social.

 

 

 

Un ringraziamento va anche al “Gruppo dei 12” associazione a cui apparteniamo fin dai tempi di Emilio Selvaggi che ne è stato sempre un grande sostenitore.

Da Terracina a Barbiana: emozioni tra natura, impegno sociale e spiritualità

Giovedì 29 agosto il parco della RIMEMBRANZA ha ospitato Paolo Landi, un ex allievo di don Milani che ha presentato il suo libro “La repubblica di Barbiana”.

Il racconto di Landi degli anni trascorsi con il Priore, dei sacrifici quotidiani all’interno di una natura ostile e la rievocazione di un ambiente affettivo dove l’ultimo era al centro degli interessi di tutti, hanno affascinato oltre ogni dire alcuni nostri concittadini già influenzati, anche professionalmente, dal messaggio che alla fine degli anni 60 arrivava da Barbiana.

Così, dopo un mese, nel fine settimana del 28/29 settembre, un gruppo di amici e soci del WWF di Terracina ha partecipato al Cammino di don Milani, una iniziativa promossa da Viviana Ballini, figlia di Maresco, un ex allievo del Priore quando ancora operava nella chiesa di san Donato di Calenzano.

Sono stati due giorni di cammino per congiungere idealmente Calenzano e Barbiana, i luoghi che hanno visto l’azione educatrice di don Milani per sette anni nella prima città e per tredici nella seconda Parrocchia dove si è conclusa la sua esistenza.

 

Abbiamo camminato nel Parco culturale di Monte Giovi attraversando boschi di faggi e castagni dove la geologia, la botanica e l’architettura dei luoghi sono stati lo scenario in cui hanno operato i giovani partigiani toscani della resistenza al nazifascismo e il don Milani della scuola di Barbiana.

 

Il sabato la nostra comitiva, prima di partire, ha incontrato nella Chiesa di San Donato a Calenzano alcuni ex allievi di don Milani che, dopo aver raccontato l’impegno e il modo di agire del Priore, hanno illustrato come ancora oggi, attraverso una Fondazione, si continua a operare organizzando nella modernissima Biblioteca di Calenzano corsi di integrazione scolastica per ragazzi in difficoltà, incontri e dibattiti sulla figura e gli insegnamenti di don Milani.

 

 

(I camminatori e gli ex allievi a San Donato di Calenzano)

 

 

 

 

A fine giornata abbiamo fatto tappa in quota, in un agriturismo della zona di Prati Nuovi, e qui abbiamo trovato ad attenderci alcuni ex allievi della scuola di Barbiana che hanno voluto ricordare i tanti momenti vissuti nella scuola.

 

 

 

 

Mileno e Fiorella seduti attorno al tavolo ci hanno incantato con le loro parole. Ricordi semplici, di gesti affettuosi, di parole a volte severe, di attenzioni paterne, di un insegnamento a 360 gradi, fatto soprattutto di esempio, di coerenza, di Cura. I CARE. Il motto di don Lorenzo, prendersi cura, preoccuparsi degli altri, capire le cause, le motivazioni, sciogliere i nodi e soprattutto ridare la parola a chi non ce l’ha per renderlo libero.

Una scuola intesa in senso integrale, che non puntava a riempirli soltanto di nozioni ma che li ha preparati ad essere “cittadini sovrani” sottraendoli ad un futuro oscuro di accettazione della realtà e di egoismo individuale.

Fiorella sembra ancora la bambina delle foto, gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso aperto. “Quella sono io” si è riconosciuta con gli occhi lucidi di commozione ed è stato bello vederla commuoversi durante la visione del documentario che avevamo portato da Terracina, in cui si ascoltava don Lorenzo parlare e si vedevano i bambini e le bambine intorno al tavolo fare merenda e i bambini più grandi tuffarsi nella piscina, costruita da loro, dopo aver studiato e realizzato un sistema di purificazione e filtraggio dell’acqua.

 

 

(Il gruppo su Monte Giovi prima della discesa verso Barbiana)

 

 

 

 

Il giorno dopo è cominciata la discesa verso Barbiana, passando per i grandi marroneti, una volta fonte di sostentamento per le famiglie sparse sulla montagna e ora quasi tutti abbandonati. Lungo il sentiero il gruppo ha sostato presso il monumento ai giovani partigiani toscani che su Monte Giovi agirono per la riconquista della libertà dalla barbarie del nazifascismo.

 

Dopo l’ultimo tratto di Cammino, quando da lontano abbiamo iniziato a intravedere la Canonica e la sagoma del campanile della Chiesa circondati dai cipressi, ci siamo sentiti pervasi da una sensazione di dolcezza e di familiarità.

 

Come poi verrà detto da Sandra, la figlia di Michele, uno dei bambini della scuola, Barbiana era un non luogo, senza case, a parte la Canonica, senza una comunità, senza un’identità, un luogo di infinito dolore. E di miseria, tanta miseria. Don Lorenzo Milani ha fatto il miracolo di creare una comunità con uno spirito critico, che come il lievito madre si è diffusa e allargata, generando consapevolezza, appartenenza e dignità.

E a Barbiana tutti nell’aula della scuola intorno ai tre tavoli, sparpagliati alla rinfusa, come allora. Ad ascoltare. A fare domande. A sentire i racconti dei viaggi all’estero per imparare le lingue, uno dei punti cardine degli insegnamenti di don Milani, dormendo negli ostelli della gioventù “così conoscerete gente nuova e potrete parlare e fare amicizia” e tornando in Italia in autostop, sempre per lo stesso motivo.

Sparpagliati come semi per il mondo. Per poi tornare e germogliare con nuove conoscenze, nuovi saperi, nuove esperienze. Tirando fuori ognuno le proprie predisposizioni, i propri talenti. “Vi vorrei tutti sindacalisti – diceva don Milani – ma dovrete fare quello che vi riesce meglio.” E così è stato. Anche se è proprio la politica, con i suoi meccanismi interni, ma soprattutto la Costituzione, uno dei punti di partenza degli insegnamenti di don Milani ai suoi bambini e bambine.

Ed è stato proprio nella piccola aula di Barbiana, lì seduti intorno a quei tavoli di legno, gli stessi di allora, guardando gli alberi dalla finestra e gli oggetti costruiti dai bambini, l’astrolabio, il sistema solare, le cartine, i grafici colorati, le foto in bianco e nero, i libri catalogati sugli scaffali, le rastrelliere per le cartelle, le sedie di ferro saldate dai ragazzi, tutto esattamente come allora, che abbiamo sentito viva e non solo come un’eco lontana la presenza di don Milani, che sicuramente sorrideva contento, perché noi eravamo lì a continuare il suo lavoro: I CARE