Da Terracina a Barbiana: emozioni tra natura, impegno sociale e spiritualità

Giovedì 29 agosto il parco della RIMEMBRANZA ha ospitato Paolo Landi, un ex allievo di don Milani che ha presentato il suo libro “La repubblica di Barbiana”.

Il racconto di Landi degli anni trascorsi con il Priore, dei sacrifici quotidiani all’interno di una natura ostile e la rievocazione di un ambiente affettivo dove l’ultimo era al centro degli interessi di tutti, hanno affascinato oltre ogni dire alcuni nostri concittadini già influenzati, anche professionalmente, dal messaggio che alla fine degli anni 60 arrivava da Barbiana.

Così, dopo un mese, nel fine settimana del 28/29 settembre, un gruppo di amici e soci del WWF di Terracina ha partecipato al Cammino di don Milani, una iniziativa promossa da Viviana Ballini, figlia di Maresco, un ex allievo del Priore quando ancora operava nella chiesa di san Donato di Calenzano.

Sono stati due giorni di cammino per congiungere idealmente Calenzano e Barbiana, i luoghi che hanno visto l’azione educatrice di don Milani per sette anni nella prima città e per tredici nella seconda Parrocchia dove si è conclusa la sua esistenza.

 

Abbiamo camminato nel Parco culturale di Monte Giovi attraversando boschi di faggi e castagni dove la geologia, la botanica e l’architettura dei luoghi sono stati lo scenario in cui hanno operato i giovani partigiani toscani della resistenza al nazifascismo e il don Milani della scuola di Barbiana.

 

Il sabato la nostra comitiva, prima di partire, ha incontrato nella Chiesa di San Donato a Calenzano alcuni ex allievi di don Milani che, dopo aver raccontato l’impegno e il modo di agire del Priore, hanno illustrato come ancora oggi, attraverso una Fondazione, si continua a operare organizzando nella modernissima Biblioteca di Calenzano corsi di integrazione scolastica per ragazzi in difficoltà, incontri e dibattiti sulla figura e gli insegnamenti di don Milani.

 

 

(I camminatori e gli ex allievi a San Donato di Calenzano)

 

 

 

 

A fine giornata abbiamo fatto tappa in quota, in un agriturismo della zona di Prati Nuovi, e qui abbiamo trovato ad attenderci alcuni ex allievi della scuola di Barbiana che hanno voluto ricordare i tanti momenti vissuti nella scuola.

 

 

 

 

Mileno e Fiorella seduti attorno al tavolo ci hanno incantato con le loro parole. Ricordi semplici, di gesti affettuosi, di parole a volte severe, di attenzioni paterne, di un insegnamento a 360 gradi, fatto soprattutto di esempio, di coerenza, di Cura. I CARE. Il motto di don Lorenzo, prendersi cura, preoccuparsi degli altri, capire le cause, le motivazioni, sciogliere i nodi e soprattutto ridare la parola a chi non ce l’ha per renderlo libero.

Una scuola intesa in senso integrale, che non puntava a riempirli soltanto di nozioni ma che li ha preparati ad essere “cittadini sovrani” sottraendoli ad un futuro oscuro di accettazione della realtà e di egoismo individuale.

Fiorella sembra ancora la bambina delle foto, gli stessi lineamenti, lo stesso sorriso aperto. “Quella sono io” si è riconosciuta con gli occhi lucidi di commozione ed è stato bello vederla commuoversi durante la visione del documentario che avevamo portato da Terracina, in cui si ascoltava don Lorenzo parlare e si vedevano i bambini e le bambine intorno al tavolo fare merenda e i bambini più grandi tuffarsi nella piscina, costruita da loro, dopo aver studiato e realizzato un sistema di purificazione e filtraggio dell’acqua.

 

 

(Il gruppo su Monte Giovi prima della discesa verso Barbiana)

 

 

 

 

Il giorno dopo è cominciata la discesa verso Barbiana, passando per i grandi marroneti, una volta fonte di sostentamento per le famiglie sparse sulla montagna e ora quasi tutti abbandonati. Lungo il sentiero il gruppo ha sostato presso il monumento ai giovani partigiani toscani che su Monte Giovi agirono per la riconquista della libertà dalla barbarie del nazifascismo.

 

Dopo l’ultimo tratto di Cammino, quando da lontano abbiamo iniziato a intravedere la Canonica e la sagoma del campanile della Chiesa circondati dai cipressi, ci siamo sentiti pervasi da una sensazione di dolcezza e di familiarità.

 

Come poi verrà detto da Sandra, la figlia di Michele, uno dei bambini della scuola, Barbiana era un non luogo, senza case, a parte la Canonica, senza una comunità, senza un’identità, un luogo di infinito dolore. E di miseria, tanta miseria. Don Lorenzo Milani ha fatto il miracolo di creare una comunità con uno spirito critico, che come il lievito madre si è diffusa e allargata, generando consapevolezza, appartenenza e dignità.

E a Barbiana tutti nell’aula della scuola intorno ai tre tavoli, sparpagliati alla rinfusa, come allora. Ad ascoltare. A fare domande. A sentire i racconti dei viaggi all’estero per imparare le lingue, uno dei punti cardine degli insegnamenti di don Milani, dormendo negli ostelli della gioventù “così conoscerete gente nuova e potrete parlare e fare amicizia” e tornando in Italia in autostop, sempre per lo stesso motivo.

Sparpagliati come semi per il mondo. Per poi tornare e germogliare con nuove conoscenze, nuovi saperi, nuove esperienze. Tirando fuori ognuno le proprie predisposizioni, i propri talenti. “Vi vorrei tutti sindacalisti – diceva don Milani – ma dovrete fare quello che vi riesce meglio.” E così è stato. Anche se è proprio la politica, con i suoi meccanismi interni, ma soprattutto la Costituzione, uno dei punti di partenza degli insegnamenti di don Milani ai suoi bambini e bambine.

Ed è stato proprio nella piccola aula di Barbiana, lì seduti intorno a quei tavoli di legno, gli stessi di allora, guardando gli alberi dalla finestra e gli oggetti costruiti dai bambini, l’astrolabio, il sistema solare, le cartine, i grafici colorati, le foto in bianco e nero, i libri catalogati sugli scaffali, le rastrelliere per le cartelle, le sedie di ferro saldate dai ragazzi, tutto esattamente come allora, che abbiamo sentito viva e non solo come un’eco lontana la presenza di don Milani, che sicuramente sorrideva contento, perché noi eravamo lì a continuare il suo lavoro: I CARE

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Cambiamento climatico: drammatiche conferme. La speranza per un futuro migliore la danno i giovani, anche a Terracina, manifestando oggi 27 settembre per chiedere ai politici di mettere in atto tempestivi interventi che possano portare a una drastica inversione di tendenza del cambiamento climatico.

Un miliardo di persone minacciate dagli effetti del cambiamento climatico

Nessuna parte del mondo verrà risparmiata dagli effetti del cambiamento climatico con il surriscaldamento degli oceani e la fusione delle calotte polari e dei ghiacciai, che potrebbero provocare un rapido innalzamento del livello del mare che, a sua volta, potrebbe colpire un miliardo di persone entro il 2050.

L’accelerazione dei cambiamenti che si verificheranno negli oceani e nella criosfera (ghiaccio marino e terrestre, ai poli e sulle montagne) è una delle conseguenze più drammatiche della crisi climatica. Il nuovo rapporto speciale dell’IPCC, il panel scientifico  sul clima dell’ONU, mostra che questi effetti continueranno e saranno irreversibili anche quando e se il clima si stabilizzerà. Per esempio, alcune specie polari la cui sopravvivenza dipende dalla presenza del ghiaccio marino, come trichechi e pinguini, sono fortemente minacciate perché il loro habitat sta scomparendo.

Tuttavia, è possibile riuscire a contenere i rischi peggiori, ma solo riducendo drasticamente le emissioni, fattore sul quale i ritardi dell’inazione accumulati sin qui si fanno pienamente sentire. La drastica riduzione delle emissioni darà alle persone e alla natura più tempo per adattarsi. Quando gli ecosistemi sono protetti e ripristinati, possono continuare a garantire i mezzi di sostentamento e il benessere umano, contribuendo anche a mitigare le conseguenze climatiche.

Questo rapporto viene pubblicato dopo il Summit sul clima che si è tenuto lunedì scorso a New York e dove i paesi maggiormente responsabili delle emissioni nel mondo non sono riusciti a rispondere all’appello del Segretario generale delle Nazioni Unite che chiedeva di presentare piani più ambiziosi e concreti per ridurre ulteriormente le loro emissioni di CO2.

Stephen Cornelius, Capo della Delegazione WWF all’IPCC, ha dichiarato: “Non si può giocare d’azzardo con la vita delle persone. La politica non può contraddire la scienza. La posta in gioco è talmente alta che i leader mondiali devono agire ora per garantire un futuro al pianeta e investire in tagli rapidi e profondi alle emissioni di gas serra per contenere il riscaldamento globale entro 1,5° C, incrementando nel contempo in maniera significativa i finanziamenti per la resilienza e l’adattamento”.

La fusione senza precedenti delle calotte glaciali e dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide è ora la causa principale dell’innalzamento del livello del mare globale, e avrà un impatto su centinaia di milioni di persone. I quattro milioni di persone che vivono nell’Artico si trovano  davanti alla scomparsa delle loro fonti alimentari e lottano per impedire alle loro case di scivolare nell’oceano. La sopravvivenza delle regioni polari, dei loro popoli e delle loro specie dipende dalla nostra velocità ad agire.

Entro il 2050, con l’innalzamento del livello del mare e lo spostamento degli stock ittici a causa del riscaldamento dell’oceano e la loro costante riduzione, un miliardo di persone che vivono in zone costiere più basse saranno a rischio. Questo potrebbe portare a una migrazione su larga scala, poiché le persone fuggono dalle inondazioni e seguono i mezzi di sostentamento da cui dipendono. Ecosistemi costieri come mangrovie e saline possono essere parte della soluzione, in quanto proteggono dalle intemperie e dall’erosione costiera, rimuovendo il carbonio dall’aria.

Lo scioglimento dei ghiacciai montani del mondo influenzerà l’accesso delle persone all’acqua, ma avrà anche conseguenze sulla produzione di cibo, di energia e sulle attività economiche lungo interi sistemi fluviali, oltre a condannare molte specie all’estinzione. Ridurre in modo massiccio le emissioni di carbonioper limitare la perdita di ghiacciai e contemporaneamente concentrarsi sull’adattamento, proteggerà i mezzi di sussistenza per centinaia di milioni di persone e favorirà lo sviluppo sostenibile nelle regioni montane e nelle altre aree lungo il corso dei fiumi, fino al mare.
(Dal sito del WWF Italia)

Firma la petizione

Chiedi che i crimini contro la Natura siano riconosciuti come crimini contro l’umanità >>

  1. Temperature dal 1880 al 2019: i venti anni più caldi mai registrati sono negli ultimi 22 anni, i quattro anni più caldi sono 2015-2018   (guarda qui)

2. Per ciascuna località quando c’è stata la temperatura più calda (giallo a questa data/rosso in questo mese/ scuro da quando si è iniziato a tenere archivi (secondo grafico)

3. Non stiamo riuscendo a rispettare gli obiettivi  per affrontare il cambiamento climatico “ se sommiamo tutte le promesse  di tagliare le emissioni fatte dalle nazioni che hanno firmato l’Accordo di Parigi, il mondo si scalderebbe di più di 3°C entro la fine di questo secolo”.

4. I più grandi emettitori sono Cina e Stati Uniti, insieme sono responsabili di più del 40% delle emissioni

5. Le aree urbane sono particolarmente sotto minaccia. Quasi tutte (95%) delle città che dovranno affrontare rischi climatici estremi si trovano in Africa o Asia

6. Estensione minima del ghiaccio marino artico dal 1980 al 2018

7. Tutti possiamo fare qualcosa per aiutare:

l’IPCC dice che dobbiamo: comprare meno carne, latte, formaggi e burro/dobbiamo mangiare cibi locali di stagione/buttare via meno/guidare automobili elettriche ma camminare o usare bici per distanze brevi/usare treni e autobus invece degli aerei/ fare videoconferenze invece che viaggi di affari/stendere il bucato invece che asciugatrice/coibentare le abitazioni/per ogni prodotto che consumiamo cercare quello a minor impatto per CO2. Secondo studi recenti il singolo modo più efficace per ridurre il proprio impatto ambientale è di modificare la propria DIETA IN MODO DA MANGIARE MENO CARNE

A questo proposito viene citato un articolo pubblicato su Science secondo il quale ci sono  grandi variazioni per l’impatto ambientale di uno stesso cibo:

ad esempio manzo allevato su terreni deforestati produce 12 volte più emissioni di gas serra rispetto al bestiame allevato su pascoli naturali. Altro punto molto importante: questo studio dimostra che la carne con gli impatti ambientali più bassi tuttavia produce sempre più emissioni di gas serra  in confronto a  verdure e cereali coltivati nei modi meno utili dal punto di vista ambientale. Infine secondo lo studio noi dobbiamo modificare le nostre diete, ma sarà molto importante anche cambiare le pratiche in agricoltura.

In caso di pioggia l’evento della “Lettura teatralizzata su un tema attualissimo, il 5G”si realizzerà nella Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli con inizio alle ore 19.30

La pioggia annunciata anche per domani, lunedì 23 settembre, se confermata nella realtà costringe gli organizzatori a prevedere uno spazio alternativo al coperto spostando l’evento dal Parco della Rimembranza alla Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli con l’inizio anticipato alle ore 19.30.

Un centinaio di cittadini oggi hanno partecipato alla conferenza stampa sulle prospettive della riapertura della linea ferroviaria Terracina-Fossanova indetta dal WWF

Il nuovo striscione preparato dal WWF di Terracina è stato esposto brevemente, giusto il tempo di scattare qualche foto, nelle diverse piazze della città. Era un modo di comunicare che si ricomincia a sperare nella riapertura della tratta ferroviaria.

Dopo una settimana di tale esposizioni stamani si è tenuta una conferenza stampa all’aperto nell’area della stazione.

Contrariamente a quanto avvenuto in altre circostanze quando soltanto qualche decina di cittadini si presentava, stamani almeno un centinaio hanno partecipato e così sono stati informati dall’assessore Emanuela Zappone e dalla consigliera regionale Gaia Pernarella sui finanziamenti regionali e statali previsti per il ripristino della linea.

Ci sono 4 milioni  della Regione per la messa in sicurezza di Monte Cucca il cui procedimento amministrativo è stato affidato al nostro Comune. Per questa incombenza l’Ufficio tecnico sta terminando la raccolta dei pareri dei diversi Enti interessati per poi procedere alla gara di appalto.

Espletata questa fase si procederà all’utilizzo dei 6 milioni stanziati dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per il ripristino della ferrovia.

Alla conferenza stampa dopo gli interventi del prof. Giovanni Iudicone, dell’assessore Emanuela Zappone e della consigliera regionale Gaia Pernarella (entarmbi questi ultimi hanno interloquito con i giornalisti e i cittadini presenti) ha preso la parola uno studente del liceo Leonardo da Vinci.

Gli studenti hanno voluto essere presenti anche con un loro striscione

 

 

I

“Settembre al parco” continua con un appuntamento di lettura teatralizzata su un tema attualissimo, il 5G

DAMMI IL 5

Connessi a tutti i costi

Lettura teatralizzata a cura dell’Associazione Culturale “ Piacere la Conoscenza “

Musiche: BANDANCIA3

La lettura teatralizzata  “ Dammi il 5. Connessi a tutti i costi ” prende spunto da una tendenza del nostro tempo che qualcuno ha definito “La grande cecità ” : non voler vedere alcune realtà  del quotidiano di noi tutti che, se affrontate, potrebbero mettere in crisi il nostro stile di vita  e quindi il modello sociale dominante.

Lo sguardo mancato è la curiosità che ha portato alla realizzazione di questo spettacolo che vuole rappresentare un’occasione in cui si sollecita a forzare il velo di conformismo che protegge le sicurezze acquisite e a interrogarci su un fenomeno che sta sempre più invadendo i nostri giorni: la connessione digitale.

Ciò che colpisce è la potenza mediatica con cui si celebrano le meraviglie delle nuove tecnologie digitali, a fronte di un totale, se non totalizzante, silenzio sulle controindicazioni che, buona parte della ricerca scientifica, prefigura in campo sanitario e non solo.

Il tema diventa centrale, soprattutto all’ annuncio dell’ultima meraviglia che apre le porte non solo ad una maggiore efficienza della circolazione dei dati, ma anche ad una nuova antropologia, l’Internet delle cose, già annunciata dalle forze del marketing planetario.

E’ il 5G, a cui seguirà il 6G e il 7G e altro ancora, a conferma di una spirale di crescita che, non conoscendo limiti, sarebbe opportuno contenere col buon senso della prudenza e  della cautela.

Il mezzo scelto per raccontare questo ” regno a venire ” è l’incontro tra letteratura, informazione e musica, nel tentativo di veicolare anche una dose irrinunciabile di alcune nozioni tecniche.

Bandancia3 conferma la sua vocazione sociale aggiungendo quest’ultimo lavoro ai precedenti “ Aspettando l’Arca “, “ Come i gigli del campo “, “Gente al sole “, in cui ha proposto alcune tematiche relative alla catastrofe ambientale, ai cambiamenti del lavoro e alla società dello spettacolo.

In scena: Giuseppina Piras, voce narrante; Gaetano Pastore, percussioni; Salvatore Vallario, saxofono.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Fitofarmaci illegali o contraffatti nelle campagne dell’Agro Pontino

Si parla anche di Terracina nell’articolo dal titolo “Com’è bella quella mela avvelenata” scritto da Angelo Mastrandrea e Marco Omizzolo e pubblicato a pag. 40 del Venerdì di Repubblica di oggi 13 Settembre.

Un’ inchiesta circostanziata e coraggiosa, quella fatta dai due giornalisti, che mette in luce la consuetudine scellerata dell’abuso, anche nella nostra provincia, di fitofarmaci e di erbicidi, molti dei quali revocati dal Ministero della Salute o contraffatti con sostanze altamente tossiche che provengono dalla Cina.

Si tratta di prodotti che servono ad aumentare le dimensioni dei Kiwi e dell’uva da tavola, di attivatori della crescita delle piante e di sostanze per lucidare la buccia degli agrumi (avete mai letto nelle confezioni di limoni la dicitura “bucce non edibili”?), spesso importati illegalmente.

Un mercato sempre più prospero che se ne infischia degli ormai comprovati effetti sulla salute delle persone.

Secondo l’OCSE un pesticida su 4 nel mondo è contraffatto e accade che, siccome l’acquisto dei fitofarmaci approvati dal Ministero della Salute è consentito solo a chi ha il patentino per l’impiego, i contadini che non hanno l’autorizzazione ricorrano all’acquisto di prodotti non regolamentati o contraffatti presso rivenditori compiacenti. Negli ultimi mesi sono stati sequestrate grandi quantità di prodotti, sia liquidi che in polvere, 500 kg solo a Terracina.

Quello degli agrofarmaci contraffatti, è a detta del del Capitano Felice Egidio dei NAS di Latina, intervistato dai due giornalisti, uno dei dieci business più redditizi per la criminalità organizzata.

E i contenitori dei prodotti, autorizzati o contraffatti, invece di essere ripuliti e restituiti alle ditte produttrici perché li smaltiscano correttamente (per evitare che i veleni vadano a inquinare terreni e falde acquifere), vanno ad accumularsi in pericolose discariche abusive fra le serre e poi dati alle fiamme, con i danni per la salute e per l’ambiente che possiamo immaginare.

E nelle campagne pontine la manodopera, composta soprattutto da indiani di etnia Sikh, continua ad essere sfruttata dal caporalato, in giornate di lavoro estenuanti sotto il sole, pagate una miseria. Ormai da anni Marco Omizzolo con le sue inchieste coraggiose continua a scandagliare questo mondo e a portare alla luce soprusi e illegalità.

I lavoratori Sikh, che operosi e infaticabili continuano a lavorare nelle nostre campagne, purtroppo ieri nell’ Oltrepo Pavese hanno dato il loro tributo di sangue andando ad ingrossare di 4 caduti la schiera dei 600 morti sul lavoro dei primi sette mesi del 2019.

Lo scorso 1 settembre la sezione locale del WWF ha organizzato un incontro dal titolo: “Abuso di pesticidi alla luce del Nuovo Pan” con Renato Bottiglia, uno dei fondatori della Pagina NO Pesticidi che ha raccolto più 35.000 firme e si occupa dell’informazione e della sensibilizzazione su questo delicato tema. Durante l’incontro il Dott. Alessandro Rossi, Presidente della LILT di Latina, ha illustrato un’interessante relazione su Tumori e alimentazione, proponendo una piramide alimentare composta dai prodotti pontini fatti crescere senza additivi chimici il cui uso, come risulta da avvalorate ricerche scientifiche, promuove una prevenzione attiva nei confronti delle forme tumorali.

 

Uomo e Natura, inizia alla Rimembranza una rassegna di docufilm

Continua al Parco della Rimembranza la collaborazione dell’Associazione FUORI QUADRO con il Gruppo Pontino del WWF Litorale laziale.

Dopo la presentazione del libro Presunzione dello scrittore Luca Mercadante (Minimum Fax, 2019)  e in attesa  di Aisha Cerami che il 13 settembre inaugurerà il tour di presentazione del suo romanzo Gli altri (Rizzoli 2019) partendo proprio da Terracina,  ecco il programma del minifestival di docufilm organizzato dagli amici di FUORI QUADRO.

Le proiezioni inizieranno sabato 7 e andranno avanti fino a martedì 10 settembre.

Ovviamente, a ingresso libero.



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.

Sana alimentazione come prevenzione oncologica e protezione della popolazione rurale dall’uso indiscriminato dei pesticidi nelle campagne, i due temi al centro dell’incontro di ieri sera organizzato dal WWF nell’ambito di “Settembre al parco”

La minaccia di pioggia che per l’intero pomeriggio di domenica primo settembre ha gravato su Terracina, ha costretto gli organizzatori a spostare l’evento dal Parco della Rimembranza alla Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli.

Probabilmente alcuni cittadini non sono stati raggiunti dalla notizia del cambiamento di sede dell’interessante incontro e si sono presentati alle 21 al parco della Rimembranza trovandolo chiuso.

Per loro, e anche per chi era presente,  pubblichiamo le slides delle presentazioni che i relatori hanno gentilmente messo a disposizioni di tutti.

Il primo relatore, il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT di Latina, ha illustrato la Piramide Alimentare Pontina nell’ambito della dieta mediterranea

Dopo aver presentato la statistica dei tumori più diffusi

ha evidenziato come nella maggioranza dei casi i tumori coinvolgano l’apparato digerente.

Una corretta alimentazione con prodotti delle filiere pontine ne può ridurre l’incidenza in maniera significativa.

Ecco la piramide alimentare che può essere costruita con soli prodotti pontini di qualità.

Tutta la presentazione del dottor Rossi è scaricabile qui Piramide Alimentare Pontina LILT

La qualità dei prodotti deriva soprattutto da un’agricoltura biologica o biodinamica e quindi senza uso della chimica.

Un riferimento a ciò è venuto dalla seconda relazione illustrata da Renato Bottiglia, animatore del Gruppo facebook NO PESTICIDI che ha raccolto 35 mila firme per la salvaguardia delle popolazioni rurali dall’uso indiscriminato di erbicidi e pesticidi nelle campagne.

Queste firme sono andate a sostegno di una mozione in Parlamento per chieder l’impegno del Governo su questo delicato tema.

Questo il risultato della votazione

Unanimità!

Bottiglia ha illustrato la bozza del Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci in cui finalmente è presente il rispetto delle distanze dalle abitazioni e dalle loro pertinenze.

Entro il 15 ottobre sarà possibile presentare osservazioni, dopo quella data il PAN potrà essere pubblicato diventando norma di legge.

Tutta la presentazione di Renato Bottiglia si può scaricare qui RenatoBottiglia

Oggi andare per boschi e campagne sarà rischioso, i camminatori si troveranno in piena preapertura della caccia

Il primo settembre, infatti, inizia la caccia anche da noi in deroga alla legge nazionale 157/1992 che fissa l’apertura alla terza domenica del mese. La legge consente deroghe soltanto in casi rigorosamente delimitati e certificati dall’ISPRA.

Il WWF Italia ha emanato un comunicato lamentando le troppe aperture anticipate della caccia in tante regioni. L’associazione metterà in atto qualsiasi azione legale e di pressione per respingere queste illecite e ingiustificabili carneficine di animali selvatici, comprese denunce penali e alla Corte dei Conti.

Gli amministratori delle Regioni devono assumersi le proprie responsabilità, politiche, legali ed economiche, dinanzi ai cittadini, all’Europa e alla natura. Ancora una volta la tutela della fauna selvatica, per un numero di regioni ancora troppo elevato, al centro e al sud, appare l’ultima delle preoccupazioni.

Contro le preaperture gli avvocati del Wwf hanno avviato diversi ricorsi, due dei quali hanno già avuto esito positivo: tra il 27 e il 28 agosto i Tribunali amministrativi di Abruzzo e Marche, con un decreto cautelare ‘urgente’ hanno bloccato le preaperture, ritenendo che nel bilanciamento dei diversi interessi, appare prevalente l’interesse pubblico generale alla conservazione della fauna selvatica per cui deve disporsi la sospensione interinale degli atti impugnati. Molti giorni di caccia in meno e migliaia e migliaia di animali salvati.

 

Nel Lazio purtroppo già oggi e domenica 8, a partire dalle ore 5 e 40 e fino alle ore 19 e 40, si sentiranno colpi di fucili contro la tortora selvatica.

 

 

PERCHE’ SIAMO CONTRO LA CACCIA

 

 

 

La riflessione del presidente onorario del WWF Italia, FULCO PRATESI

 

 

Molti si chiedono perché, mentre in quasi tutti i Paesi del mondo la caccia non solleva contestazioni e repulsione, da noi sia odiata dalla grande maggioranza dei cittadini. Le ragioni di questo malanimo sono diverse. Innanzitutto l’inaccettabilità morale ed etica verso l’uccisione per diletto di creature indifese. Inaccettabilità maggiormente sentita in Italia, ove la stragrande maggioranza delle vittime del piombo sono uccellini di pochi grammi di peso, dal merlo al fringuello, dal tordo all’allodola, dalla peppola al passero, oltretutto canori e in gran parte migratori, appartenenti cioè a un patrimonio mobile dei Paesi europei e africani che loro attraversano due volte l’anno, in cui nidificano e svernano. Una seconda causa di avversione risiede in un assurdo articolo del Codice Civile che, introdotto nella legislazione nel 1942 per favorire la preparazione bellica degli italiani allora in guerra, autorizza i soli cacciatori a entrare nei terreni altrui senza il consenso dei proprietari.
Infine l’arroganza delle associazioni venatorie le quali, pur rappresentando solo l’1% della popolazione, riescono a ottenere dai Governi Regionali sempre maggiori deroghe e norme in contrasto alla legislazione italiana e alle direttive dell’Unione Europea. Le deroghe richieste riguardano l’allungamento del periodo di caccia, l’ampliamento della lista di uccelli cacciabili (ampliamenti che riguardano soprattutto piccoli uccelli come fringuelli, peppole, pispole e altri) e la possibilità di cacciare nelle aree protette. 

Uso e abuso di pesticidi alla luce del nuovo PAN: incontro Domenica primo settembre a Terracina al Parco della Rimembranza.

I prodotti agricoli per la cui crescita vengono utilizzati concimi, fertilizzanti, antiparassitari, pesticidi, hanno un impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

Domenica primo settembre ne parleranno alla Rimembranza, a partire dalle ore 21, il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Latina, e Renato Bottiglia, uno dei fondatori e coordinatori del Gruppo Facebook NO PESTICIDI.

Il Parlamento italiano a febbraio di quest’anno ha votato all’unanimità una mozione che chiedeva al Governo di

potenziare il sistema dei controlli sull’uso corretto dei pesticidi in agricoltura, incrementando anche i controlli sui prodotti agroalimentari importati dai Paesi terzi per i quali è possibile dimostrare che siano stati trattati con il glifosato oltre la soglia permessa in ambito europeo, al fine di tutelare la filiera produttiva italiana e garantire alti standard di qualità; a vigilare affinché il monitoraggio del livello di contaminazione da pesticidi nelle acque sia omogeneo su tutto il territorio nazionale e che tutte le regioni si dotino di un piano per la tutela delle acque, al fine di assicurare un alto livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente”.

Inoltre, al Governo veniva chiesto di “prevedere iniziative volte ad un utilizzo più responsabile dei fitofarmaci”, “porre in essere iniziative volte a sostenere l’utilizzo di buone pratiche agricole sempre più sostenibili; intraprendere ogni utile iniziativa volta a rivedere e migliorare il piano d’azione nazionale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”.

La mozione si poteva interpretare come un primo passo verso l’abbandono della chimica in agricoltura.

Renato Bottiglia, il nostro concittadino animatore del Gruppo Facebook No Pesticidi, che ha portato 30 mila firme a sostegno della mozione, all’indomani della votazione in Parlamento scriveva così

E dopo ben 5 anni di lotta, oggi in Parlamento è stata votata una mozione unitaria firmata da ben 45 deputati di tutte le forze politiche e votata in aula da 453 deputati su 453 presenti.

TUTTI HANNO VOTATO SI!!!!

La mozione racchiudeva anche la petizione del Gruppo Facebook NO PESTICIDI, che ha raccolto 30.000 firme e chiede tutela per la popolazione rurale.

L’intero PARLAMENTO è d’accordo, ora attendiamo la “traduzione” in un atto legislativo.

Che sia il primo passo concreto verso una agricoltura sostenibile condivisa da tutte le forze politiche?

Sono avvenuti ritardi nell’emanazione del nuovo PAN (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) che solo recentemente è stato pubblicato per ricevere le osservazioni delle associazioni interessate.

Il WWF Italia si è interessato da sempre a questi temi sui quali il 20 maggio 2017 il Gruppo pontino di Terracina ha voluto organizzare un importante convegno dal titolo Agricoltura e Salute.

Ancora una volta, quindi,  affronteremo in maniera approfondita questi argomenti, nell’incontro che si terrà  al Parco della Rimembranza domenica primo settembre, a partire dalle ore 21.

 

Il dottor Alessandro Rossi, responsabile scientifico della LILT di Latina, riferirà dei rischi per la salute derivanti da una alimentazione con prodotti contenenti residui chimici.

 

 

 

 

 

Renato Bottiglia illustrerà i passi seguiti per arrivare al nuovo PAN e le prospettive per il futuro.

 

 

 

In caso di cattivo tempo l’incontro si terrà alle ore 19 nella Sala Conferenze dell’Istituto Gregorio Antonelli (ingresso lato parcheggio del Liceo).



Le nuove norme di sicurezza impongono un limite alla partecipazione agli eventi, pertanto arrivati alla capienza programmata l’accesso all’area eventi del parco sarà vietato.