Merenda al Parco della Rimembranza con il Sindaco e il Vicesindaco del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi

Bel pomeriggio ieri al Parco della Rimembranza.

Il WWF Litorale Pontino ha invitato al Parco della Rimembranza il Sindaco Biancamaria Di Girolamo e il Vicesindaco Pierluigi De Santis, neoeletti dal Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi nella seduta del 13 Giugno, insieme alle loro famiglie.

In un’ atmosfera amichevole, rilassata e informale la Presidente del WWF Litorale Laziale Prof.ssa Franca Maragoni ha fatto gli onori di casa, regalando ai due ragazzi la tessere del WWF e illustrando il lavoro svolto dal WWF per la tutela della natura e dell’ambiente, e offrendo il sostegno e l’apporto del WWF locale alle iniziative che il Consiglio dei Bambini e dei Ragazzi vorrà intraprendere.

Il Prof. Giovanni Iudicone ha poi raccontato la storia e le origini del Parco, ricordando il Prof. Emilio Selvaggi, che con energia, amore e passione, tanto ha contribuito alla sua riapertura e alla sua cura costante.

Infine l’Assessore e Vicesindaco Roberta Tintari ha espresso la sua soddisfazione per l’elezione dei rappresentanti del Consiglio comunale dei Bambini e dei Ragazzi, finalmente diventato una realtà, sottolineando l’impegno che l’Amministrazione ha intenzione di profondere nel sostenere l’operato dei giovani rappresentanti della vita amministrativa della nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La merenda è stata consumata insieme ai ragazzi africani richiedenti asilo che da circa un mese sono stati inseriti in un progetto di lavoro socialmente utile promosso da Amministrazione Comunale e WWF all’interno del Parco della Rimembranza.

Chi ieri si fosse affacciato intorno alle 19 al Parco, avrebbe potuto respirare una gioiosa atmosfera di accoglienza, di integrazione e di amicizia.

Benvenuti ragazzi, nella grande famiglia del WWF!

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Mamadou (2), Condè, Daouda, Abdoulaye, Ibrahim, Omar: nuovi volontari alla Rimembranza

La Rimembranza e il WWF Litorale laziale coinvolti in una iniziativa di grande valenza sociale.

Un gruppo di giovani migranti affidati alla cooperativa “Il Quadrifoglio” affiancherà per un certo periodo i volontari del WWF nella piccola manutenzione del parco.

E’ partito in questi giorni un progetto inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” in attuazione del decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 recante Disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.

Il progetto prevede una formazione iniziale della durata di 2 (due) settimane. Durante lo svolgimento del progetto, seguiranno ulteriori momenti formativi curati dai volontari dell’organizzazione WWF
Sede del progetto: Parco della Rimembranza, sito nel comune di Terracina, via S. Francesco Nuova, 04019 Terracina (LT).

Ai nuovi volontari verranno fatte conoscere la vegetazione locale sotto la guida di un botanico e, anche se in forma sintetica, la storia e il patrimonio culturale della città.

Inoltre i giovani africani collaboreranno con i volontari dell’associazione nei piccoli lavori di manutenzione.

Ecco Orlando, un cittadino volontario che passa molto del suo tempo nel parco, durante una riparazione effettuata con l’aiuto dei nuovi arrivati.  IMG_8715.JPG

Il WWF Litorale laziale è grato all’assessore agli Affari Sociali, Roberta Tintari, che è stata molto determinata nel voler avviare forme di coinvolgimento dei giovani migranti nel tessuto sociale della città.

I volontari dell’associazione oltre ad apprezzare l’operazione per l’alleggerimento che ne deriverà nell’espletamento dei propri impegni nel parco, sono fieri di poter essere parte attiva in un lodevole esperimento di inserimento sociale.

 

La speleologia a Terracina è stata una grande passione (4)

Foto ricordo del 2 luglio 1967 dopo l’avvenuta rimozione dei massi dal Pisco montano (in piedi da sinistra Giacono Tramonti, Giovanni Spezzaferro, Franco Guadagnoli, ing. Marcello D’Onofrio, Franco Tramonti, il geom. Antonio Bassi, Sabatino Guadagnoli               a terra da sinistra Armando Provitali, Luciano Maiello, Piero Targa-alla macchina fotografica Giorgio Silvestri).

 

Il Gruppo Speleologico Anxur durante la sua esistenza, dai primi anni Cinquanta alla metà dei Settanta, ha avuto molte adesioni di tanti nuovi Soci alcuni dei quali molto attivi e altri che intervenivano saltuariamente ma sempre presenti se era necessario il loro aiuto.  Franco Guadagnoli ricorda Riccardo Asfogo,  Luciano Maiello,  Franco Tramonti,  Massimo Cicerani,  Guido Libotte,  Carlo Tramonti,  Eolo Savelli,  Aldo Meconi,  Romolo Campagna,  Emilio Selvaggi,  Don Fausto Frateloreto,  Armando Provitali,  Giancarlo Monti,  Umberto Meconi,  Luigi Cerilli,  Orvinio Frattarelli, Franco Legge, Carmine Ferrigni. Ad essi vanno aggiunti amici e simpatizzanti che a volte si univano alle iniziative del Gruppo.

Da altre fonti si sa che negli anni successivi si avviarono  nell’esplorazione di cavità costituendo la seconda generazione del gruppo Anxur, di cui ereditarono non solo i materiali ma anche lo spirito, molti giovani e giovanissimi chi con maggior impegno e chi con meno: Armandino Faiola, Massimo Faiola, Rosario Celio e Nello Leonardi innanzitutto ma spesso operativi anche Franco Marzullo, Stefano Santucci, Francesco Iannacci, solo saltuariamente Franco Turco, Angelo Mosa e Stefano Pietricola. In tempi più recenti anche Ruggero Bottiglia e Angelo Del Duca si sono inseriti nella tradizione  del Gruppo.

Furono veramente tante le iniziative del Gruppo Anxur, tutte caratterizzate da uno spirito d’avventura misto ad un desiderio di conoscenza.

Continua il suo racconto Franco Guadagnoli

Fu importante la partecipazione, in associazione con lo Speleo Club di Roma e con il supporto di un elicottero dell’Aeronautica Militare, alla esercitazione di una simulazione  di soccorso per un incidente alla Grotta del Monte Tavanese a Sonnino. A noi toccò il  compito di “salire” sul “Tavanese”  dove il nostro socio Maiello recitò la parte dell’infortunato. Episodio questo che rientrava tra le iniziative  fatte da vari Gruppi, negli anni Sessanta,  per la costituzione di un Servizio di Soccorso Speleologico;  realizzato e da anni  ormai pienamente attivo nel Servizio Nazionale.

Non è mancata la partecipazione nella difesa del complesso carsico di Camposoriano nelle varie occasioni di incontri e con una mia dettagliata relazione  presentata al Comune.

Partecipammo anche a convegni (a Perugia) e a corsi di aggiornamento di biologia (a L’Aquila).

E ancora

La realizzazione, a Terracina, di una mostra nella sala Appio Monti per far conoscere la ricerca e  l’attività del Gruppo in campo speleologico, preistorico, le attrezzature costruite dai soci come scale, flash per fotografie, telefoni da usare in grotta, vari accorgimenti tecnici utilizzati per superare  o facilitare certe difficoltà incontrate in alcune esplorazioni.

Nella ricerca preistorica il ritrovamento a Terracina del sito   “Riparo Salvini” e la collaborazione con  l’ Istituto Italiano di Paleontologia Umana,  Ente Morale di ricerca di cui sono Socio da molti anni.  Proprio a cura dell’I.I.P.U. e sotto la direzione del compianto Prof. Amilcare Bietti, negli anni Ottanta, è stato condotto un ampio scavo i cui reperti sono stati e vengono ancora studiati e i risultati pubblicati su riviste specializzate nazionali e internazionali. Nel 1987 fu allestita anche una mostra preistorica  e fu presentata la pubblicazione di sintesi “Riparo Salvini  a Terracina”  ma …questa è tutta un’altra storia.

Il Gruppo si fece conoscere anche fuori provincia. Il  25  Marzo 1967, infatti,  quattro Soci del GS Anxur parteciparono ad una spedizione alla  notissima cavità “Antro del Corchia” nelle Alpi Apuane. Fu richiesto l’aiuto del Gruppo dai colleghi dello Speleo Club di Roma per recuperare tutto il materiale che una loro precedente esplorazione aveva lasciato all’interno della vastissima ed impegnativa cavità’; fu un impegno che durò circa venti ore, compreso il viaggio.

 

Salita in quota con una teleferica spartana, messa a disposizione dai cavatori di marmo, di Luciano Maiello, Franco Guadagnoli e Giorgio Silvestri il 25 marzo 1967 per avvicinarsi all’Antro del Corchia.

 

 

 

Straordinario e probabilmente poco noto in città l’intervento del GS Anxur per la rimozione di materiale franoso dal Pisco Montano.

Dalle parole di Franco

 A causa di un distacco avvenuto a metà della parete Nord-Ovest del “Pisco”,  il  materiale roccioso si era depositato su una cengia sottostante con forte pendenza verso l’esterno della parete e quindi in forte pericolo di smottamento. Poiché alcuni nostri soci “conoscevano bene il Pisco” per essere saliti più di una volta sulla sua cima e senza particolare attrezzatura, per tale occasione fu elaborato un percorso per raggiungere il piano inclinato, sul quale si era fermato  il materiale roccioso, per effettuare una rimozione “guidata”.  Il piano  fu presentato al Commissario Prefettizio (Terracina era senza la Giunta), dopo perplessità e incertezze , grazie anche all’ Ing. Marcello D’Onofrio del Comune che seguiva da tempo la nostra attività, il piano fu accettato e dopo aver superato tutte le lungaggini burocratiche la rimozione fu portata a termine esattamente come prevista il 2 Luglio 1967. 

 

Franco Guadagnoli in uno dei passaggi per attrezzare il percorso nell’intervento sul Pisco montano.

 

 

 

 

 

Sul Pisco montano è visibile l’impronta lasciata dal distacco della frana, meno visibili Giacomo e Franco Tramonti, Franco Guadagnoli, Luciano Maiello, Piero Targa e Giovanni Spezzaferro al lavoro per la rimozione dei massi.

 

 

 

Franco conclude i suoi ricordi con <Un fraterno pensiero  ai tanti  soci che ci hanno lasciato per  “l’ultima esplorazione”.>

 

FOTO di Franco Guadagnoli, Giovanni Spezzaferro, Giorgio Silvestri e Guido Libotte

Martedì 5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente; il WWF a Camposoriano con il Parco degli Ausoni

Martedì 5 giugno in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, il Parco degli Ausoni ha programmato una iniziativa a Camposoriano.
Il programma per la giornata prevede, a partire dalla ore 10, pulizia del sentiero didattico e, nel pomeriggio, un’escursione nel sito naturalistico.
I volontari del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale parteciperanno all’iniziativa e invitano i cittadini a partecipare.
Camposoriano è nel cuore del WWF da quando l’associazione è stata costituita a Terracina.
Oltre trent’anni fa la nostra associazione diffuse in città un adesivo che chiedeva una maggiore tutela di un angolo pregiato del territorio comunale.

“Il capitale naturale, la vera ricchezza del Bel Paese”, un corso per insegnanti al Parco del Circeo

Martedì 5 giugno 2018 presso l’Auditorium del Centro Visitatori del Parco Nazionale del Circeo, Sabaudia (LT), si terrà un evento/corso nell’ambito del Festival ASVIS sullo Sviluppo Sostenibile, che tratterà gli SDGs 6 e 15.  L’incontro è organizzato dal WWF Italia in collaborazione con il Parco del Circeo.

 

 

 

 

Partendo dal Secondo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale pubblicato dal MATTM (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) lo scorso febbraio, l’incontro del Circeo vuole affrontare i temi della valorizzazione del capitale naturale nella programmazione economica, la sua valutazione, anche economica, il ruolo di componenti importanti quali la biodiversità e l’acqua e quello conseguente delle scelte di policy, tasselli imprescindibili per lo sviluppo di una nuova società sostenibile. Gli interventi sono seguiti dalla possibilità di esplorare il capitale naturale del Parco del Circeo, scegliendo tra percorsi guidati di diversa durata.

Il programma aggiornato si trova al link:

http://festivalsvilupposostenibile.it/2018/gli-eventi-nazionali/326-2006/5-giugno-evento-goal-6-acqua-pulita-e-servizi-igienico-sanitari-e-goal-15-vita-sulla-terra.

Per scaricarlo:

http://festivalsvilupposostenibile.it/public/asvis/files/Programma_Goal_6-15_210518.pdf

L’evento è riconosciuto come corso di formazione per i docenti

 

Oggi alla Rimembranza Giornata delle Oasi WWF e Prima Giornata Mondiale delle Api istituita dall’ONU

Oggi bellissima giornata al Parco della Rimembranza.

Il parco, in occasione della giornata nazionale delle Oasi WWF, come da tradizione ha spalancato i cancelli per accogliere fin dalla mattina i tanti visitatori che avevano voglia di godere della calma  e della bellezza di questa straordinaria oasi di Biodiversità. Il focus dell’evento è stato dedicato al grave problema dei Crimini di Natura: bracconaggio, la strage continua di lupi; e poi quello che ci ha toccato molto da vicino: gli incendi boschivi; il nostro territorio è stato devastato da questi incendi  la scorsa estate e i volontari WWF hanno sorvegliato giorno e notte il territorio per evitare che gli incendi si potessero sviluppare anche in prossimità delle case.

Infine, poichè oggi è la giornata mondiale dedicata alle api abbiamo dato particolare attenzione a questi utilissimi animali allestendo anche  un banchetto informativo sul miele e i prodotti preparati da derivati delle api.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davvero molti gli ospiti già dal primo mattino, tante le famiglie con bambini. I ragazzi del liceo, i nostri “Alfieri della Repubblica”, hanno condotto interessanti visite guidate e alla fine della visita i bambini hanno partecipato ad attività ludico-didattiche sulle mangiatoie per uccelli e sul problema delle plastiche a mare e sulle spiagge.

La Giornata ha coinciso con la conclusione del murale che due giovani artisti hanno dipinto nell’ambito dell’iniziativa Memorie Urbane sui contrafforti di cemento esterni al parco.

 

 

La Rimembranza ha ispirato i visitatori che hanno lasciato al parco numerose testimonianze tramite le loro foto.

 

L’esedra sull’Appia al km 108 ha ritrovato una sua visibilità

Stamani un gruppo di volontari (Giampiero, Giovanni, Salvatore, Patrizio e Pino) coordinati dal WWF pontino hanno ripulito l’area dell’esedra posta nel punto di incontro dei due tracciati cittadini della via Appia.

Ora la costruzione è ben visibile anche da chi vi passa accanto velocemente in auto.

Giampiero ha tagliato l’erba e gli altri ne hanno fatto una quindicina di sacchi che poi la De Vizia, cui va il ringraziamento per la puntuale collaborazione, ha portato via.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’iniziativa vuole essere un sollecito nei confronti delle Istituzioni alle quali l’anno scorso le Associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale indirizzarono una raccolta di firme per avviare l’iter di apertura del Parco dell’Appia superiore.

Questa esperienza di pulizia dell’esedra ripetuta a distanza di un anno ha convinto ancora di più il WWF che è ormai arrivato il momento di portar via tutto il terriccio che si è accumulato nell’area. Ne ha ridotto lo spazio interno sottraendo alla vista parte dei massi posti alla base e forse una pavimentazione se questa era presente fin dall’origine.

A lavori conclusi una targa che ricordi l’importanza del luogo sarebbe d’obbligo.

Ovviamente, questo obiettivo è compito di Comune e Sovrintendenze ma, se può servire, i volontari del WWF offrono fin da ora la propria collaborazione.

Nell’Appia Day 2018 il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale pulirà l’esedra celebrativa del congiungimento dei due percorsi storici

Sabato 19 maggio il WWF pontino con la collaborazione di cittadini si attiverà, come l’anno scorso, per togliere l’erba che sta ricoprendo la bella struttura dell’esedra costruita nel luogo dove l’Appia traianea incontrava quella superiore discendente da Piazza Palatina.

L’iniziativa è inserita nella programmazione dell’Appia Day che l’associazione Legambiente sta realizzando nella nostra zona.

L’iniziativa vuole essere anche un sollecito nei confronti delle Istituzioni competenti (MIBACT, Regione Lazio, Comune di Terracina) per la realizzazione del Parco dell’Appia all’interno del Parco Regionale dei Monti Ausoni con il recupero, la valorizzazione e la fruizione permanente del tracciato superiore della Via Appia a Terracina compreso tra l’acropoli di S. Francesco e l’esedra traianea sul Lago di Fondi.

A queste Istituzioni a maggio dell’anno scorso le associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale rivolsero una raccolta di firme che ancora non trova riscontro.

°°°Un ringraziamento all’azienda De Vizia che porterà via l’erba tagliata.

A Terracina WWF e Legambiente insieme per la Pace

Lettera aperta alla Cittadinanza e alla Amministrazione di Terracina sulla guerra in Siria del WWF Litorale Laziale-Gruppo pontino e del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”


 

 

Litorale laziale

 

LA PACE INNANZITUTTO

Ogni volta che la trattativa e la diplomazia lasciano spazio alle armi si innesca un meccanismo che fa strage  di territori portando via da questi la vita cresciuta in essi nel corso di anni e sconvolgendo un’ecologia integrale che vede uniti in maniera strettissima ambiente e essere viventi.

Gli effetti non restano localizzati nelle aree del conflitto ma data la connessione totale si riversano ovunque creando problemi anche nei territori relativamente lontani dall’area calda.

La guerra scatenata in questi giorni nell’area mediorientale non è la prima e non sarà l’ultima e come le precedenti porterà ulteriori devastazioni in una zona dove da tempo sono calpestati i diritti di popoli interi.

Sono sei anni che il conflitto siriano produce ogni giorno nuove morti e nuove distruzioni, trasformandosi da una rivolta interna contro una dittatura, ad un campo di battaglia internazionale dove si scontrano mercenari ed armamenti provenienti da ogni parte del mondo per rivendicare una egemonia religiosa, territoriale, politica ed economica, sulla pelle della popolazione siriana e distruggendo la convivenza di comunità etnicoreligiose millenarie. Oltre 400mila morti, 5 milioni di profughi, 6 milioni di sfollati interni, per una popolazione complessiva di circa 23 milioni di persone, è la fotografia attuale del disastro che non si è voluto fermare.

Abbiamo assistito nel nostro tempo di vita a troppi conflitti che non hanno risolto i problemi che li hanno motivati ma li hanno ingigantiti facendo scempio delle persone e dell’ambiente naturale in cui queste vivevano.

Dopo la seconda guerra mondiale si sono succedute quelle in Corea, nel Vietnam, nel Congo, nel Golfo, nella ex-Jugoslavia e nella miriade di altri luoghi dove si sono accesi i fuochi di guerra ma il Medio Oriente è diventato la culla di tutte le tensioni internazionali.

Spartizioni di territori, annientamento di generazioni di popoli, caccia alla residua fonte energetica fossile hanno prodotto migrazioni una volta definite bibliche e che stanno producendo eterni campi profughi in cui non esiste rispetto della dignità delle persone.

Le sofferenze patite da popoli interi generano risentimenti che non si affievoliscono nemmeno con l’avvicendarsi delle generazioni e spesso sfociano in atti terroristici che possono colpire in qualunque parte del mondo.

L’indifferenza di fronte a questi fatti è insostenibile.Si sta accettando la guerra come evento non più straordinario facendo inconsapevolmente il gioco di chi dalla guerra ha sempre tratto vantaggi. E’ un offuscamento della memoria che ci trascinerà in un baratro: c’è tra noi chi ha vissuto gli orrori dell’ultima guerra da militare o da civile e chi, più giovane, ne ha sofferto le conseguenze nell’infanzia e nell’adolescenza almeno in termini di fame e di povertà proprio come sta avvenendo oggi in tante parti del mondo.

Come cittadini attivi e ambientalisti ci sentiamo coinvolti in questa situazione drammatica e non restiamo indifferenti rispetto ai danni che si stanno portando all’umanità che ne risentirà a lungo e al pianeta che dovrà mettere in campo tutta la  resilienza di cui è capace.

Riteniamo, infatti, che ciò che sta avvenendo in Medio Oriente è anche un problema nostro e non solo perché come Paese offriamo basi per le azioni militari ma perché siamo fermamente convinti sulla necessità di rifiutare la guerra innanzitutto in nome della coscienza e poi nel rispetto della nostra legge fondamentale.

La nostra Costituzione all’Art.11 afferma con coraggio e determinazione “L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” con l’intento di eliminare la guerra per sempre dallo scenario della umanità, rifiutando ogni atto di violenza e accettando per questo la preziosa limitazione della propria sovranità a favore di un ordine mondiale che assicuri pace e giustizia.

La comunità internazionale, le potenze mondiali, tutte le istituzioni democratiche che hanno adottato i principi e le convenzioni internazionali quali basi delle proprie costituzioni e del diritto internazionale come norma e strumento per regolare i conflitti tra Stati, hanno la responsabilità di agire in questa direzione, fermare il flusso di armi ed isolare i responsabili dei crimini di guerra per portarli ad un giusto processo.

  • Le Istituzioni, a partire dal nostro governo, l’Unione Europea, l’Assemblea ed al Consiglio delle Nazioni Unite, agiscano per fermare questa nuova escalation di guerra, si impegnino concretamente, oltre le dichiarazioni, a costruire la pace in Siria, negli interessi e nel diritto del popolo siriano, facendo cadere quei veti e quei tatticismi che alimentano la prepotenza e le guerre, e si ponga fine a questa crudele  “rissa da bulli di strada” sulla Siria tra russi ed americani “il cui prezzo è stato e continuerà ad essere pagato solo dalla popolazione siriana”.
  • I cittadini di Terracina riflettano, si interroghino seriamente su quale direzione abbia preso il nostro mondo moderno e per un momento pensino a quale mondo stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi. Considerino con sensibilità e compassione che ogni volta che incontriamo uno “straniero” stiamo incontrando un altro membro della “famiglia umana” che va trattato con rispetto, con affetto, con comprensione ed altruismo come in una famiglia.
  • Chiediamo che l’Amministrazione comunale non resti muta di fronte a questi fatti drammatici ma dia un segno tangibile di rifiuto della guerra e mostri un atteggiamento nuovo, aperto, solidale e compassionevole di fronte all’accoglienza.

Le bandiere della Pace sventolino nella nostra città, nelle sedi comunali, in tutte le scuole, ovunque, come segno chiaro che la nostra Città rifiuta la sofferenza e desidera invece la felicità duratura di tutti i popoli del mondo.

Terracina, 18 aprile 2018

Ancora vandali nell’ex-convento di San Francesco a Terracina

 

In questi giorni alcuni sconosciuti si sono intrufolati nelle sostruzioni romane alla base della costruzione dell’ex-convento di San Francesco dopo aver rotto il  lucchetto.

La vicenda preoccupa non poco i volontari del WWF che lavorano nel sottostante parco della Rimembranza; nel passato dal vecchio ospedale ogni tanto venivano fatti oggetto di lanci di sassi, sedie, carrelli.

 

 

Indisturbati i nuovi vandali hanno messo a soqquadro l’area esterna e i locali lasciando segni evidenti del loro passaggio.

 

 

 

Si sono introdotti nei locali manomettendo il materiale che gli scout hanno lasciato dopo essere stati costretti ad abbandonare la sede.

 

 

E’ opportuno ricordare la vicenda di questo storico gruppo dello scautismo terracinese da anni senza sede e costretto ad appoggiarsi a strutture inadatte per garantire un minimo di aggregazione giovanile.

 

Lo scorso anno questa vicenda fu resa nota a tutta la città con un articolo apparso su Latinaoggi.

 

 

 

Il 27 luglio del 2017 il WWF Litorale laziale-Gruppo Litorale pontino, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia- sede di Terracina, l’associazione Cultura e Territorio e il Gruppo 1 degli Scout di Terracina, presentò all’Amministrazione comunale una nota con documentazione allegata in cui veniva richiesto l’inglobamento nel parco della Rimembranza dell’area in precedenza occupata dagli scout.

Tale ampliamento della Rimembranza, oltre a garantire una migliore tutela, valorizzazione, fruizione e sicurezza del parco, avrebbe garantito anche la ripresa e la continuità d’uso dell’attività educativa e didattica che nel corso degli ultimi decenni era stata svolta nell’area.

Sono trascorsi nove mesi senza risposta da parte dell’Amministrazione comunale; come interpretare questo silenzio?