Posterula al centro del secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Molta gente ieri sera al secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza.

E’ stato presentato L’APPIA SBARRATA-Le Porte di Posterula a Terracina di Rosario Malizia (Bookcart Editore).

I presenti, terracinesi e non, hanno potuto conoscere una serie di acquisizioni storico-archeologiche sulla zona di Posterula, note finora soltanto agli studiosi.

Il prof Rosario Malizia con la pacatezza che lo caratterizza e facendo uso di immagini e mappe accattivanti, ha ricostruito la stratificazione di interventi succedutesi nell’area.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente, per rimarcare l’importanza del recupero e della fruizione pubblica di questa parte tanto importante della città che merita una riorganizzazione urbanistica non più rinviabile, sono intervenuti Lavio Grossi e Pino Forlenza.

 

Il primo soffermandosi sugli aspetti storico-archeologici collegati alla mobilità ha elencato tutti i tratti di strade antiche presenti nell’area e in particolare dell’Appia traianea.

 

 

 

 

Il secondo, dopo aver parlato delle essenze arboree presenti nel rinnovato parco di Posterula ricostruito su un’idea di Emilio Selvaggi, ha svolto il suo intervento sulla vegetazione del nostro territorio e in particolare su quella presente sulle mura della città.

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“Estate dei libri” alla Rimembranza, mercoledì 18 luglio secondo appuntamento

Continua la rassegna di presentazioni di libri alla Rimembranza.

Dopo l’incontro con Mauro Doglio e la sua produzione letteraria, mercoledì 18 luglio sarà la volta di Rosario Malizia.

Il prof. Malizia, uno dei maggiori esperti locali di cose antiche, illustrerà l’ultimo suo lavoro sull’attraversamento di Terracina da parte della Regina viarum.

L’appuntamento, come al solito, è fissato per le ore 21 alla Rimembranza.

L’iniziativa è promossa dal WWF e dalla libreria Bookcart di Terracina.

Ingresso libero, ovviamente.

Il parco della Rimembranza di Terracina ha una targa, finalmente

 

I parchi e i viali della rimembranza furono istituiti nel 1922 con una circolare del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi per ricordare i caduti durante la prima guerra mondiale. Venne piantato un albero per ogni soldato morto e la cura di tutti gli alberi fu affidata agli scolari delle scuole d’Italia.

La circolare confluì nel regio decreto n. 2747 del 9 dicembre 1923 che fissò procedure e tipologie di essenze da piantare nei parchi e nei viali che con la legge n. 559 del 21 marzo 1926 vennero dichiarati pubblici monumenti.

A Terracina si contarono 141 caduti, numero che nel 2015, in occasione della celebrazione del centenario dell’entrata in guerra, un ricerca approfondita portò ad oltre 180.

Nel secondo dopoguerra i parchi e i viali della Rimembranza subirono il destino dei prodotti del ventennio, abbandono e/o distruzione. La gran parte, infatti, fu eliminata quasi subito per soddisfare lo sviluppo urbanistico di un Paese da ricostruire.

Dal punto di vista normativo i viali e i parchi della Rimembranza ancora esistenti sono soggetti alla disciplina del Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 come beni culturali ai sensi dell’art.10,c.1,c.3 lett.d),c.4 lett.f), mentre come beni paesaggistici ai sensi dell’art.136 c.1 lett.a) e b).

A Terracina il parco della Rimembranza è sopravvissuto a quella eliminazione ma è stato lasciato nell’abbandono per decenni.

E’ tornato a nuova vita diventando un’oasi di biodiversità in città soltanto grazie all’impegno iniziale di cittadini che lo hanno ripulito e bonificato.

Successivamente il prof. Emilio Selvaggi con l’aiuto di volontari, soci e non del WWF, lo ha reso un luogo ameno e ospitale in cui la natura fa da cornice ad iniziative culturali.

Il parco per l’assenza di una targa è stato spesso confuso dai turisti con una villa privata e solo oggi si presenta con la sua denominazione.

L’assessore alla Cultura Barbara Cerilli ha accettato le insistenti richieste del volontari del WWF che gestiscono la Rimembranza in convenzione con l’ente locale e finalmente, forse addirittura dalla sua istituzione, il parco ha una sua targa.

Successo della prima serata dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Ieri sera il Parco della Rimembranza ha visto tanti amici, vecchi e nuovi, venuti ad ascoltare Mauro Doglio che ha inaugurato la stagione estiva degli eventi culturali a cura del WWF.

 

Si è parlato di scuola, di comunicazione, di counselling e di tante altre cose ancora.

 

 

 

 

 

La serata è stata vissuta da tutti i partecipanti con emozione e grande intensità.

 

 

A chiusura dell’incontro è stato annunciato il prossimo appuntamento per mercoledì 18 luglio alle ore 21, quando nel parco il prof. Rosario Malizia presenterà il suo ultimo lavoro sull’Appia antica di cui presentiamo qui la copertina.

Merenda al Parco della Rimembranza con il Sindaco e il Vicesindaco del Consiglio Comunale dei bambini e dei ragazzi

Bel pomeriggio ieri al Parco della Rimembranza.

Il WWF Litorale Pontino ha invitato al Parco della Rimembranza il Sindaco Biancamaria Di Girolamo e il Vicesindaco Pierluigi De Santis, neoeletti dal Consiglio Comunale dei Bambini e dei Ragazzi nella seduta del 13 Giugno, insieme alle loro famiglie.

In un’ atmosfera amichevole, rilassata e informale la Presidente del WWF Litorale Laziale Prof.ssa Franca Maragoni ha fatto gli onori di casa, regalando ai due ragazzi la tessere del WWF e illustrando il lavoro svolto dal WWF per la tutela della natura e dell’ambiente, e offrendo il sostegno e l’apporto del WWF locale alle iniziative che il Consiglio dei Bambini e dei Ragazzi vorrà intraprendere.

Il Prof. Giovanni Iudicone ha poi raccontato la storia e le origini del Parco, ricordando il Prof. Emilio Selvaggi, che con energia, amore e passione, tanto ha contribuito alla sua riapertura e alla sua cura costante.

Infine l’Assessore e Vicesindaco Roberta Tintari ha espresso la sua soddisfazione per l’elezione dei rappresentanti del Consiglio comunale dei Bambini e dei Ragazzi, finalmente diventato una realtà, sottolineando l’impegno che l’Amministrazione ha intenzione di profondere nel sostenere l’operato dei giovani rappresentanti della vita amministrativa della nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La merenda è stata consumata insieme ai ragazzi africani richiedenti asilo che da circa un mese sono stati inseriti in un progetto di lavoro socialmente utile promosso da Amministrazione Comunale e WWF all’interno del Parco della Rimembranza.

Chi ieri si fosse affacciato intorno alle 19 al Parco, avrebbe potuto respirare una gioiosa atmosfera di accoglienza, di integrazione e di amicizia.

Benvenuti ragazzi, nella grande famiglia del WWF!

Mamadou (2), Condè, Daouda, Abdoulaye, Ibrahim, Omar: nuovi volontari alla Rimembranza

La Rimembranza e il WWF Litorale laziale coinvolti in una iniziativa di grande valenza sociale.

Un gruppo di giovani migranti affidati alla cooperativa “Il Quadrifoglio” affiancherà per un certo periodo i volontari del WWF nella piccola manutenzione del parco.

E’ partito in questi giorni un progetto inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” in attuazione del decreto legge n. 13 del 17 febbraio 2017 recante Disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale.

Il progetto prevede una formazione iniziale della durata di 2 (due) settimane. Durante lo svolgimento del progetto, seguiranno ulteriori momenti formativi curati dai volontari dell’organizzazione WWF
Sede del progetto: Parco della Rimembranza, sito nel comune di Terracina, via S. Francesco Nuova, 04019 Terracina (LT).

Ai nuovi volontari verranno fatte conoscere la vegetazione locale sotto la guida di un botanico e, anche se in forma sintetica, la storia e il patrimonio culturale della città.

Inoltre i giovani africani collaboreranno con i volontari dell’associazione nei piccoli lavori di manutenzione.

Ecco Orlando, un cittadino volontario che passa molto del suo tempo nel parco, durante una riparazione effettuata con l’aiuto dei nuovi arrivati.  IMG_8715.JPG

Il WWF Litorale laziale è grato all’assessore agli Affari Sociali, Roberta Tintari, che è stata molto determinata nel voler avviare forme di coinvolgimento dei giovani migranti nel tessuto sociale della città.

I volontari dell’associazione oltre ad apprezzare l’operazione per l’alleggerimento che ne deriverà nell’espletamento dei propri impegni nel parco, sono fieri di poter essere parte attiva in un lodevole esperimento di inserimento sociale.

 

Con il WWF entrano nella Fondazione “Città di Terracina” i beni ambientali

Ieri pomeriggio il parco della Rimembranza ha ospitato un momento importante della vita del WWF Litorale laziale, l’adesione alla Fondazione “Città di Terracina” dopo aver fatto ampliare l’ambito di interessi della stessa.

Alla presenza dell’assessore alla Cultura, Barbara Cerilli, di cittadini e soci dell’associazione il presidente della Fondazione, Agostino Attanasio, e il direttore generale del WWF Italia, Gaetano Benedetto, hanno espresso la  reciproca soddisfazione e il convincimento che i beni culturali trovano la loro collocazione in un contesto ambientale che va integrato nei primi.

 

 

 

 

Il momento della consegna da parte del presidente Attanasio della tessera di iscrizione del WWF Litorale laziale alla Fondazione “Città di Terracina”.

 

 

 

 

Nell’occasione è stata consegnata al gestore del Villaggio “Le palme”, sponsor dell’operazione, la bandiera del WWF.

 

 

 

Subito dopo nella sala Abbate del Palazzo della Bonificazione pontina si è tenuta la prevista tavola rotonda su un tema sempre di attualità “Turismo e sviluppo sostenibile”.

Al termine, di nuovo nel parco della Rimembranza, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’opera completa dell’artista Raffaella Menichetti dedicata a Emilio Selvaggi.

Namite, la nipotina di Emilio, ha scoperto il “Seme di terra, germoglio di mare”.

 

Raffaella Menichetti ha illustrato il senso profondo dell’intera opera che rappresenta i due mondi della nostra città, mare e terra, collegandoli agli interessi di cui Emilio Selvaggi è stato portatore.

 

 

Il WWF e la “Città di Terracina”

La Fondazione “Città di Terracina”, nata per una gestione coordinata dei beni culturali presenti in città, su richiesta del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha aggiunto a questo patrimonio anche gli elementi naturali diffusi sul territorio comunale.

Questa importante decisione è stata apprezzata da parte della sede nazionale del WWF al punto che il Direttore generale, Gaetano Benedetto, verrà a Terracina venerdì 15 giugno per incontrare Agostino Attanasio, presidente della Fondazione.

Nell’occasione il WWF Litorale laziale durante l’incontro che i due responsabili avranno con la stampa aderirà alla Fondazione “Città di Terracina”.

Subito dopo nella sala Abbate del Palazzo della Bonifica si terrà una tavola rotonda su “Turismo e sviluppo sostenibile”.

La giornata si concluderà nel parco della Rimembranza dove verrà inaugurata l’opera completa di Raffaella Menichetti dedicata a Emilio Selvaggi.

Questa la locandina con tutti gli eventi

 

 

 

La speleologia a Terracina è stata una grande passione (4)

Foto ricordo del 2 luglio 1967 dopo l’avvenuta rimozione dei massi dal Pisco montano (in piedi da sinistra Giacono Tramonti, Giovanni Spezzaferro, Franco Guadagnoli, ing. Marcello D’Onofrio, Franco Tramonti, il geom. Antonio Bassi, Sabatino Guadagnoli               a terra da sinistra Armando Provitali, Luciano Maiello, Piero Targa-alla macchina fotografica Giorgio Silvestri).

 

Il Gruppo Speleologico Anxur durante la sua esistenza, dai primi anni Cinquanta alla metà dei Settanta, ha avuto molte adesioni di tanti nuovi Soci alcuni dei quali molto attivi e altri che intervenivano saltuariamente ma sempre presenti se era necessario il loro aiuto.  Franco Guadagnoli ricorda Riccardo Asfogo,  Luciano Maiello,  Franco Tramonti,  Massimo Cicerani,  Guido Libotte,  Carlo Tramonti,  Eolo Savelli,  Aldo Meconi,  Romolo Campagna,  Emilio Selvaggi,  Don Fausto Frateloreto,  Armando Provitali,  Giancarlo Monti,  Umberto Meconi,  Luigi Cerilli,  Orvinio Frattarelli, Franco Legge, Carmine Ferrigni. Ad essi vanno aggiunti amici e simpatizzanti che a volte si univano alle iniziative del Gruppo.

Da altre fonti si sa che negli anni successivi si avviarono  nell’esplorazione di cavità costituendo la seconda generazione del gruppo Anxur, di cui ereditarono non solo i materiali ma anche lo spirito, molti giovani e giovanissimi chi con maggior impegno e chi con meno: Armandino Faiola, Massimo Faiola, Rosario Celio e Nello Leonardi innanzitutto ma spesso operativi anche Franco Marzullo, Stefano Santucci, Francesco Iannacci, solo saltuariamente Franco Turco, Angelo Mosa e Stefano Pietricola. In tempi più recenti anche Ruggero Bottiglia e Angelo Del Duca si sono inseriti nella tradizione  del Gruppo.

Furono veramente tante le iniziative del Gruppo Anxur, tutte caratterizzate da uno spirito d’avventura misto ad un desiderio di conoscenza.

Continua il suo racconto Franco Guadagnoli

Fu importante la partecipazione, in associazione con lo Speleo Club di Roma e con il supporto di un elicottero dell’Aeronautica Militare, alla esercitazione di una simulazione  di soccorso per un incidente alla Grotta del Monte Tavanese a Sonnino. A noi toccò il  compito di “salire” sul “Tavanese”  dove il nostro socio Maiello recitò la parte dell’infortunato. Episodio questo che rientrava tra le iniziative  fatte da vari Gruppi, negli anni Sessanta,  per la costituzione di un Servizio di Soccorso Speleologico;  realizzato e da anni  ormai pienamente attivo nel Servizio Nazionale.

Non è mancata la partecipazione nella difesa del complesso carsico di Camposoriano nelle varie occasioni di incontri e con una mia dettagliata relazione  presentata al Comune.

Partecipammo anche a convegni (a Perugia) e a corsi di aggiornamento di biologia (a L’Aquila).

E ancora

La realizzazione, a Terracina, di una mostra nella sala Appio Monti per far conoscere la ricerca e  l’attività del Gruppo in campo speleologico, preistorico, le attrezzature costruite dai soci come scale, flash per fotografie, telefoni da usare in grotta, vari accorgimenti tecnici utilizzati per superare  o facilitare certe difficoltà incontrate in alcune esplorazioni.

Nella ricerca preistorica il ritrovamento a Terracina del sito   “Riparo Salvini” e la collaborazione con  l’ Istituto Italiano di Paleontologia Umana,  Ente Morale di ricerca di cui sono Socio da molti anni.  Proprio a cura dell’I.I.P.U. e sotto la direzione del compianto Prof. Amilcare Bietti, negli anni Ottanta, è stato condotto un ampio scavo i cui reperti sono stati e vengono ancora studiati e i risultati pubblicati su riviste specializzate nazionali e internazionali. Nel 1987 fu allestita anche una mostra preistorica  e fu presentata la pubblicazione di sintesi “Riparo Salvini  a Terracina”  ma …questa è tutta un’altra storia.

Il Gruppo si fece conoscere anche fuori provincia. Il  25  Marzo 1967, infatti,  quattro Soci del GS Anxur parteciparono ad una spedizione alla  notissima cavità “Antro del Corchia” nelle Alpi Apuane. Fu richiesto l’aiuto del Gruppo dai colleghi dello Speleo Club di Roma per recuperare tutto il materiale che una loro precedente esplorazione aveva lasciato all’interno della vastissima ed impegnativa cavità’; fu un impegno che durò circa venti ore, compreso il viaggio.

 

Salita in quota con una teleferica spartana, messa a disposizione dai cavatori di marmo, di Luciano Maiello, Franco Guadagnoli e Giorgio Silvestri il 25 marzo 1967 per avvicinarsi all’Antro del Corchia.

 

 

 

Straordinario e probabilmente poco noto in città l’intervento del GS Anxur per la rimozione di materiale franoso dal Pisco Montano.

Dalle parole di Franco

 A causa di un distacco avvenuto a metà della parete Nord-Ovest del “Pisco”,  il  materiale roccioso si era depositato su una cengia sottostante con forte pendenza verso l’esterno della parete e quindi in forte pericolo di smottamento. Poiché alcuni nostri soci “conoscevano bene il Pisco” per essere saliti più di una volta sulla sua cima e senza particolare attrezzatura, per tale occasione fu elaborato un percorso per raggiungere il piano inclinato, sul quale si era fermato  il materiale roccioso, per effettuare una rimozione “guidata”.  Il piano  fu presentato al Commissario Prefettizio (Terracina era senza la Giunta), dopo perplessità e incertezze , grazie anche all’ Ing. Marcello D’Onofrio del Comune che seguiva da tempo la nostra attività, il piano fu accettato e dopo aver superato tutte le lungaggini burocratiche la rimozione fu portata a termine esattamente come prevista il 2 Luglio 1967. 

 

Franco Guadagnoli in uno dei passaggi per attrezzare il percorso nell’intervento sul Pisco montano.

 

 

 

 

 

Sul Pisco montano è visibile l’impronta lasciata dal distacco della frana, meno visibili Giacomo e Franco Tramonti, Franco Guadagnoli, Luciano Maiello, Piero Targa e Giovanni Spezzaferro al lavoro per la rimozione dei massi.

 

 

 

Franco conclude i suoi ricordi con <Un fraterno pensiero  ai tanti  soci che ci hanno lasciato per  “l’ultima esplorazione”.>

 

FOTO di Franco Guadagnoli, Giovanni Spezzaferro, Giorgio Silvestri e Guido Libotte

L’esedra sull’Appia al km 108 ha ritrovato una sua visibilità

Stamani un gruppo di volontari (Giampiero, Giovanni, Salvatore, Patrizio e Pino) coordinati dal WWF pontino hanno ripulito l’area dell’esedra posta nel punto di incontro dei due tracciati cittadini della via Appia.

Ora la costruzione è ben visibile anche da chi vi passa accanto velocemente in auto.

Giampiero ha tagliato l’erba e gli altri ne hanno fatto una quindicina di sacchi che poi la De Vizia, cui va il ringraziamento per la puntuale collaborazione, ha portato via.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’iniziativa vuole essere un sollecito nei confronti delle Istituzioni alle quali l’anno scorso le Associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale laziale indirizzarono una raccolta di firme per avviare l’iter di apertura del Parco dell’Appia superiore.

Questa esperienza di pulizia dell’esedra ripetuta a distanza di un anno ha convinto ancora di più il WWF che è ormai arrivato il momento di portar via tutto il terriccio che si è accumulato nell’area. Ne ha ridotto lo spazio interno sottraendo alla vista parte dei massi posti alla base e forse una pavimentazione se questa era presente fin dall’origine.

A lavori conclusi una targa che ricordi l’importanza del luogo sarebbe d’obbligo.

Ovviamente, questo obiettivo è compito di Comune e Sovrintendenze ma, se può servire, i volontari del WWF offrono fin da ora la propria collaborazione.