Prime adesioni pontine all’Ora della Terra voluta dal WWF, Itri e Sonnino

Sabato 30 marzo si spegneranno per un’ora anche quest’anno  le luci: dalle ore 20.30 alle 21.30 attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche.

La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo sulla significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando in tal modo ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti nella sfida globale al cambiamento climatico che nessuno può pensare di vincere da solo.

In provincia di Latina cominciano le adesioni dei Comuni.

SONNINO

 

L’amministrazione comunale ha deliberato di spegnere le luci dell’illuminazione pubblica presenti su tutto il territorio comunale e inviterà tutti i cittadini a spegnere le luci che illuminano i piazzali d’accesso delle loro abitazioni.

Inoltre, il Comune si è dichiarato amico del clima impegnandosi a realizzare alcune iniziative utili a contrastare il cambiamento climatico nei diversi settori dalla produzione di energia ai trasporti, dalle opere pubbliche all’industria, dall’agricoltura alla silvicoltura e ai rifiuti.

ITRI

 

Il comune di Itri intende dare un messaggio simbolico a tutti i cittadini spegnendo per un’ora la facciata della Casa comunale.

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Comunicato Stampa Congiunto Global Strike For Future a Terracina-15 marzo 2019

 

“Un fiume in piena”, in migliaia stamattina per il Global Strike For Future delle Scuole di Terracina.

Centinaia di classi,  dai piccoli della Primaria ai  più grandi delle Medie Inferiori e Superiori, hanno affollato dalle 10 il Piazzale Aldo Moro antistante il mare di Terracina, con bandiere, cartelli, striscioni con slogan e disegni insieme ai loro rispettivi docenti, a rappresentanze delle Associazioni Ambientaliste Cittadine che hanno svolto anche il servizio d’ordine della manifestazione garantendo insieme agli Istituti Scolastici che tutto si svolgesse in sicurezza coordinati anche dalla Polizia Municipale, a semplici Cittadini, al Sindaco Nicola Procaccini, all’Assessore all’Ambiente Emanuela Zappone, a alcuni Consiglieri.

Alle 10.45 il Corteo, partito da Piazzale Aldo Moro,  si è snodato lentamente lungo il Viale della Vittoria, lo stesso percorso del terribile Uragano che ha sconvolto la nostra città lo scorso 29 ottobre 2018, con slogan urlati e cantati da piccoli e grandi: “Non rubateci il Futuro”, “Salviamo il nostro Pianeta”, “Non c’è un Pianeta B”, “Salviamo il Clima”, “Basta Plastica”, “Ricicliamo”, “Usiamo le Borracce”, “Basta Usa e Getta”,  “Sciopero per il mio Futuro”, “Ci siamo rotti i polmoni”, “SOS Clima”, “Meno CO2”, “Cambiamo il Sistema- non il Clima”, “Non c’è più tempo…e anche cantando canzoni che hanno fatto la storia della musica come “We are the people” o “Imagine”.

Ha poi proseguito lungo via Derna e via Roma arrivando in piazza Garibaldi, dove hanno preso la parola gli studenti.

Per primi i più piccoli che al megafono hanno recitato poesie sul rispetto dell’Ambiente e della nostra Salute, alcune composte da loro, fatto brevi interventi sulle Pratiche Virtuose che tutti noi Cittadini possiamo portare avanti, per esempio l’uso delle borracce al posto delle bottigliette di plastica, andare a piedi e in bicicletta usando poco l’auto, non usare prodotti usa e getta, non sprecare, fare bene la differenziata…

Poi hanno parlato gli studenti delle Medie inferiori e Superiori che hanno fatto interventi più approfonditi sulle cause dei Cambiamenti Climatici e hanno indicato anche proposte più complessive su come modificare questo Sistema Economico e Sociale che sta portando a tanti disastri ambientali, malattie, estinzione di specie animali e vegetali e, se non prendiamo provvedimenti urgenti, all’estinzione della stessa specie umana.

L’evento di Terracina, inserito nella mappa mondiale e italiana, annunciato sulla maggior parte dei giornali on-line della Provincia, e rimarrà per anni nel ricordo della Città.

Le Associazioni che hanno fortemente voluto questa manifestazione si impegneranno, con le Scuole e l’Amministrazione, a dare subito seguito a questa manifestazione con una serie di impegni per rendere la nostra città “plastic-free” e “carbon-free” e per mitigare il rischio climatico dopo il disastro che purtroppo ha duramente colpito la nostra città.

Tutte le foto e i video dell’evento sono scaricabili dalla pagina facebook TERRACINA GLOBAL STRIKE FOR FUTURE del 15 marzo : https://www.facebook.com/events/2388030031209975/

 

 

WWF: TORNA EARTH HOUR, IN TUTTO IL MONDO LUCI SPENTE PER UN’ORA, PER  SALVARE IL PIANETA

Sabato 30 marzo alle 20,30 torna l’appuntamento mondiale con l’Ora della Terra. In centinaia di Paesi, Italia compresa, 60 minuti simbolici di buio e tante iniziative per un futuro sostenibile. L’evento centrale italiano sarà a Matera con l’Earth Hour Concert di Danilo Rea

Torna Earth Hour, la più grande mobilitazione planetaria in tema di cambiamenti climatici. Quest’anno lo slogan è #Connect2Earth a significare lo stretto legame tra uomo e natura, tra cambiamenti climatici e perdita di biodiversità, il capitale naturale sul quale poggia la nostra stessa vita. Gli obiettivi concreti sono fermare la perdita di biodiversità e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 a livello globale.

L’evento WWF, giunto alla sua dodicesima edizione, lo scorso anno ha fatto registrare numeri da record: 188 Paesi coinvolti, 18.000 monumenti storici o simboli spenti, oltre 3 miliardi di messaggi veicolati sui social, più di 250 Ambasciatori e influencer votati alla causa. In Italia sono stati più di 400 i comuni che hanno partecipato, spegnendo le proprie luci grazie alla collaborazione di centinaia di volontari sul territorio e la preziosa collaborazione di ANCI. Quest’anno l’appuntamento centrale per l’Italia si svolgerà a Matera, città Capitale Europea della Cultura 2019 e già sito UNESCO dal 1993, dove l’evento è realizzato in collaborazione con il Comune.

In programma lo spegnimento simbolico, dalle 20,30 alle 21,30, di uno dei luoghi iconici della Città dei Sassi, l’area di S.Pietro Caveoso e della Rupe dell’Idris, con un prima esibizione dal vivo aperta a tutti del pianista Danilo Rea sulla proiezione di immagini di natura e satellitari in collaborazione con l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana).

Sono già centinaia i comuni che hanno aderito a Earth Hour 2019 con eventi e spegnimenti simbolici che, come ogni anno, mirano a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori politici sull’urgenza di agire per fermare il cambiamento climatico. Hanno già aderito tra gli altri Milano, Palermo, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Trieste, Reggio Calabria e Perugia.

Per l’Italia il 2018 è stato l’anno più caldo da quando esistono le registrazioni scientificamente attendibili nel nostro paese (dal 1800 cioè da 219 anni). A livello globale, gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati. Serve una forte inversione di rotta per fermare sia il cambiamento del clima, sia il declino dei sistemi naturali che supportano la vita di noi tutti. Siamo la prima generazione che ha una chiara idea del valore della natura e dell’enorme impatto che abbiamo provocato sul funzionamento degli ecosistemi e sulle singole specie. Possiamo però essere anche l’ultima in grado di agire per invertire questo trend” ha detto Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia.

Il segretario generale dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ha scritto a tutti i sindaci questa lettera sollecitandoli ad aderire all’iniziativa.

 

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha scritto ai sindaci della provincia di Latina rinnovando la richiesta dello spegnimento per un’ora di un monumento o un luogo/simbolo

“Il Pianeta è la nostra “Casa” ed è a rischio perché le attività umane stanno minando la salute del sistema climatico e degli ecosistemi, mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie animali e vegetali, minando le basi della civilizzazione e della sopravvivenza degli esseri umani. 

Earth Hour è un inno collettivo alla bellezza e alla fragilità del Pianeta e un grido per fermarne la distruzione. Insieme è possibile.

Il cambiamento climatico mette a rischio il pianeta come lo conosciamo, la perdita di natura rende tutti più poveri.”

 

 

 

Il WWF sostiene il grande sciopero globale delle ragazze e dei ragazzi sul clima ispirato da Greta Thunberg, a Terracina iniziativa unitaria delle associazioni ambientaliste

Il 15 marzo 2019 si svolgerà un grande sciopero globale delle ragazze e dei ragazzi sul clima, indetto dal movimento #Fridaysforfuture, ispirato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, per chiedere ai decisori politici di rispettare gli impegni presi a partire dall’Accordo di Parigi (2015) mettendo in atto misure concrete per contrastare e fronteggiare i cambiamenti climatici (www.fridaysforfuture.org; www.fridaysforfuture.it).

Il WWF Italia sostiene il movimento (https://www.wwf.it/news/notizie/?45940/wwf-con-studenti-per-manifestazione-15-marzo), sia con il proprio supporto morale che attraverso la community di WWF YOUng, che sarà a fianco dei numerosi studenti che il 15 andranno nelle piazze per manifestare.

A Terracina ci sarà una manifestazione unitaria organizzata dalle associazioni ambientaliste locali che ieri hanno emesso questo comunicato

FFF

 

 

 

Il prossimo Venerdì 15 marzo è il giorno del Global Strike for Future – Sciopero Mondiale per il Futuro. I #fridaysforfuture, nati dalla protesta della quindicenne Greta Thunberga Stoccolma in occasione della COP24, e la manifestazione del 15 marzo, Global Strike For Future, rappresentano una grande occasione per far sentire la voce dei giovani e portare l’emergenza climatica in primo piano.A Terracina scendiamo in piazza uniti con tutte le Associazioni Ambientaliste locali (Fare Verde Terracina, Legambiente Terracina,WWF Litorale Laziale sez. Terracina, Zero Waste Terracina,) e le Scuole per chiedere ai Governi locali, regionali, nazionali e all’ONU di agire subito e senza indugi per fermare i mutamenti climatici.  Da anni le nostre Associazioni, articolazioni locali di organismi nazionalie internazionali, sono impegnate costantemente per diffondere la conoscenza del fenomeno “Cambiamento Climatico” allo scopo di far nascere la consapevolezza che tutti, dai cittadini ai governanti, devono agire in prima persona per difendere il Pianeta.A tale proposito nei giorni scorsi, una rappresentanza delle Associazioni ha incontrato i Dirigenti Scolastici, gli Studenti, i Docenti dell’Istituto A. Filosi, dell’Istituto A. Bianchini e del Liceo Leonardo da Vinci e degli Istituti Comprensivi Maria Montessori, Lorenzo Milani e Alfredo Fiorini, proprio per illustrare le motivazioni e le proposte di organizzazione dell’Evento Mondiale a Terracina;lo scopo è stato quello di sensibilizzare i giovani terracinesi sui rischi ormai attuali dei cambiamenti climatici, anche alla luce del disastro climatico avvenuto a Terracina il 29 ottobre scorso, ma anche di stimolare l’adozione di Strategie finalizzate al contrasto dei Cambiamenti Climatici e del Degrado Ambientale.

Contrastare i mutamenti climatici è infatti attualmente la sfida più grande che abbiamo davanti. Ma la risposta delle politiche mondiali a questa emergenza è ancora inefficace e deludente. E’ quindi importante unirci e contribuire alla nascita di un movimento il più ampio e trasversale possibile che porti sempre più persone a chiedere ai Governi di agire, e farlo in fretta. Non c’è più tempo, sono necessarie strategie coordinate tra i diversi Paesi per rispettare gli impegni presi, a partire dall’Accordo di Parigi. Per ottenere azioni incisive dai Governi c’è bisogno di ognuno di noi per una spinta sempre più pressante e incisiva dal basso.

Faremo un corteo da Piazzale Aldo Moro (ex Piazzale Lido) a Piazza Garibaldi, passando per Viale della Vittoria, ancora in fase di sistemazione dopo il disastroso uragano del 29 ottobre scorso. Raduno e Partenza alle ore 10.30.Gli hashtag ufficiali dell’evento sono #ClimateStrike e #FridaysForFuture. L’evento è stato riportato nella mappa mondiale di tutti i Global Strike al link: https://www.fridaysforfuture.org/events/map.LE NOSTRE ASSOCIAZIONI HANNO SCELTO DI NON SFILARE CON IL PROPRIO SIMBOLO PER NON OSCURARE IL LAVORO DEL COMITATO ORGANIZZATORE INTERNAZIONALE FRIDAYSFORFUTURE https://www.fridaysforfuture.org/

Oggi in III Commissione a Terracina presentata la posizione del WWF sull’agricoltura e non solo sull’uso dei pesticidi

Necessari un regolamento e il controllo del suo rispetto sulluso della chimica nelle campagne ma la nostra agricoltura ha bisogno di una inversione di tendenza

Dopo gli ultimi eventi avvenuti nell’autunno del 2018, che hanno colpito pesantemente l’Italia e la nostra provincia, con meteore raramente osservate, nubifragi, trombe d’aria, allagamenti, smottamenti , è giunto il momento di fare alcune considerazioni e appelli a quanti svolgono un ruolo Istituzionale (Regione, Comuni, Associazioni di Categoria , Società Civile, …), per quanto riguarda la salvaguardia del territorio e sul suo utilizzo, sulla attività agricola che rappresenta per noi una grande risorsa economica che utilizza e condiziona la maggior parte del territorio provinciale.

Gli eventi che si sono verificati in quest’ultimo periodo, sono sicuramente legati ad una particolare situazione climatica che ha prodotto nel periodo equinoziale un’atmosfera particolarmente ricca di energia , calore, che ha innescato e sorretto le meteore , ed ha prodotto un’eccezionale piovosità che si è concentrata in poco tempo sul nostro territorio provocando una vera catastrofe.

La pioggia caduta non è riuscita a defluire regolarmente in mare utilizzando le normali vie naturali e quelle create dall’uomo soprattutto dopo la bonifica, spesso mal gestite o non curate; soprattutto i terreni sotto il livello del mare sono arrivati velocemente alla saturazione capillare e si sono allagati, mettendo in pericolo molte colture in atto.

A tal proposito si possono iniziare a fare alcune considerazioni su come è cambiata l’agricoltura nel nostro territorio, passando da coltivazioni estensive, dove venivano sostanzialmente rispettate la stagionalità e le norme delle ROTAZIONI COLTURALI, alle coltivazioni INTENSIVE, che hanno allargato le dimensioni dei campi coltivati, abolendo fossi e scoline, alla AGRICOLTURA PROTETTA e forzata con estese attività di serricoltura che è arrivata a coprire migliaia di ettari, la SUPERFICIE AGRICOLA UTILIZZABILE (SAU) provinciale.

Fino agli anni ‘80 la superficie agricola del nostro territorio era adibita a coltivazioni di cereali, erbai, ortaggi, barbabietole, vigne, legate spesso alla zootecnia da latte, con ordinamenti che oltre all’habitat naturale e al suolo rispettavano, essendo più confacenti ad esse, le caratteristiche dei territori di pianura.

Tutto questo significava anche rispettare le caratteristiche pedologiche e orografiche, oltre al rispetto dell’AVVICENDAMENTO tra piante miglioratrici e depauperanti, che avevano sui terreni un ruolo importante nel rispetto delle colture e nell’utilizzo dei letami per il miglioramento delle caratteristiche della fertilità del terreno oltre che delle produzioni.

Purtroppo, alla fine gli anni ’80 sono iniziati notevoli cambiamenti socio-economici in agricoltura e con l’avvento delle quote (latte, zucchero e vino) molte aziende agricole non sono riuscite a sopravvivere. Stessa sorte è toccata alle aziende agro-industriali di trasformazione (Caseifici, Zuccherificio, Industrie di Trasformazione del pomodoro, cantine , conserve vegetali), che in poco tempo hanno abbandonato la provincia causando un grande cambiamento delle produzioni agricole con ricadute anche sull’ambiente e sul territorio che si è man mano ricoperto sempre più di serre e di coltivazioni di kiwi e prugne.

Si è passati, così, da un’agricoltura non convenzionale ad un’agricoltura convenzionale che ha portato notevoli cambiamenti introducendo sistemi intensivi di coltivazione ottenendo notevoli vantaggi nella quantità di produzione.

Rispetto a tutto ciò la superficie agricola, ma anche il suolo ha subito un vero stravolgimento, i terreni risultano essere più sfruttati ( stressati ) di prima; sono cambiati, inoltre,i sistemi di coltivazione (ormai solo monocolture e serre) e per questo si sono aggravati i problemi di drenaggio delle acque meteoriche nel terreno.

 

Cosa comportano i sistemi di coltivazione in uso nel nostro territorio:

  • Impoverimento del suolo agricolo con perdita di fertilità;
  • Modifiche dell’equilibrio naturale del territorio, modificazioni delle fitocenosi e zoocenosi anche a livello edafico;
  • Peggioramento dello stato fisico del terreno, eccessi di lavorazioni profonde, utilizzo smodato di correttivi, concimi e geodisinfestanti, minor apporto di sostanza organica;
  • Nuovi patogeni, Insetti,acari, funghi, batteri , virus esotici che non hanno rapporti con l’ecosistema e sfuggono ai processi di omeostasi naturali;
  • Eccessivo utilizzo di concimi, fertilizzanti, antiparassitari, pesticidi,..;
  • Inquinamento delle falde acquifere, soprattutto delle falde freatiche della pianura che sono sempre più salificate e inquinate a maggiore profondità;
  • Inquinamento del mare, laghi, fiumi e canali;
  • Scomparsa di molti insetti e soprattutto di nicchie di rifugio.

Per questi motivi bisogna fare una serie di riflessioni e cominciare a pensare di favorire pratiche agricole sostenibili, incentivare le coltivazioni che abbiano caratteristiche legate al territorio e che i nostri agricoltori sanno produrre molto bene.

Proteggere le produzioni del luogo, non come prodotti di “NICCHIA”, che in pochi possono usufruire, ma sostenere ed incentivare:

  • I prodotti tipici della zona;

  • Le qualificazioni delle produzioni e delle varietà preferendo quelle autoctone;

  • Le poltiche di sostegno alla produzione con aiuti agli agricoltori;

  • L’applicazione di nuove modalità produttive o agrotecniche che favoriscano un equilibrio ambientale ed il rispetto dei cicli naturali e produttivi con buona qualità dei prodotti ottenuti, tramite formazione specifica e programmi di sostegno;

  • La trasformazione aziendale o locale ;

  • Lo sviluppo, migliorandone la qualità, dei mercati locali per diminuire i soggetti della filiera di commercializzazione che comportano sempre un aumento del prezzo al consumo;

  • L’integrazione tra la produzione e la trasformazione per aumentare la possibilità di mercato (es. industria farmaceutica).

Se è vero che in molti settori produttivi iniziano a farsi spazio i concetti di SOSTENIBILITA’ ed ECONOMIA CIRCOLARE come elementi essenziali a garanzia del futuro dell’umanità, l’attività produttiva agricola, che è quella più confacente, non può che farli propri.

(a cura di Patrizia Parisella)

A Terracina manifestazione delle associazioni locali contro l’autostrada Roma-Latina

Oggi le associazioni WWF Litorale laziale, Legambiente Pisco montano, Terracina Social Forum, Social Forum Circeo, Città Partecipata insieme al Comitato No corridoio Roma -Latina per la metropolitana leggera hanno animato una manifestazione di dissenso totale nei confronti della costruzione di questa autostrada a pedaggio.

 

 

La manifestazione si è svolta sotto la pioggia sulla Pontina nei pressi di una voragine, questa volta aperta in maniera preventiva, poco distante da quella che ha causato la morte di un nostro concittadino.

 

 

 

I rappresentanti delle diverse associazioni nei loro interventi hanno evidenziato l’assurdità di un progetto di viabilità che ignora lo stato comatoso della mobilità in tutta l’area con la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova chiusa dal 2012, i disagi giornalieri dei nostri pendolari  che usano il treno, la Frosinone-mare interrotta, il ponte sul fiume Sisto abbattuto due anni fa, la Pontina causa di continui incidenti per l’assenza di manutenzione, l’Appia che periodicamente si allaga, le migliare colabrodo.

 

Le osservazioni critiche sono state calate nel contesto più generale dei cambiamenti climatici per cui le strutture viarie come ponti e viadotti costruiti tanti decenni orsono non reggono l’impatto di eventi meteorologici estremi che stanno diventando la norma. Ciò comporta un continuo controllo e una seria  manutenzione delle strutture esistenti.

 

E’ stato anche messo in evidenza l’inquinamento dovuto all’eccessivo uso del trasporto su gomma che oltre all’emissione di gas climalteranti in atmosfera sta facendo correre alla popolazione rischi sanitari gravi.

 

 

Una mobilità sostenibile amica delle persone ha bisogno di treni e metropolitane, di un trasporto pubblico su gomma, di ciclovie all’interno di un contesto naturale integro.

Nei prossimi giorni le associazioni che hanno promosso l’iniziativa di oggi si incontreranno per arrivare ad un’assemblea pubblica cittadina sul tema della mobilità.

 

 

 

 

 

 

 

E’ finito un altro anno senza una vera svolta per clima e biodiversità, il bilancio del WWF Italia

La presidente del Wwf Italia Donatella Bianchi facendo un consuntivo dell’anno appena trascorso ha dichiarato:

“L’anno 2018 ci lascia insoddisfatti perché, a livello globale, è mancato di un vero scatto in avanti rispetto alle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e alla difesa della biodiversità che, come dimostrano i dati presentati dal WWF con il Living Planet Report continua ad essere in rapido declino in tutto il mondo: in soli 50 anni è scomparso più del 20% della superficie delle foreste dell’Amazzonia, mentre gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dall’ultimo rapporto sul cambiamento climatico pubblicato dall’IPCC è riuscito a fare aprire gli occhi ai decisori politici segnalando l’urgenza di un cambio di paradigma nel modo in cui gestiamo l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città”.

 

“Anche per l’Italia il 2018 è stato un anno in cui, spesso, alle attese non sono seguiti i fatti. Da un lato c’è stata finalmente una presa di coscienza contro il nemico dei mari e delle spiagge: la plastica. Si tratta di un tema su cui il WWF si è speso molto nel 2018 (ricordiamo il Tour Spiagge Plastic Free che ha coinvolto 1000 volontari in 41 appuntamenti, la petizione che ha raccolto più di 600.000 firme e il Report Mediterraneo in Trappola) e continuerà ad impegnarsi a fondo anche nel 2019 con tantissime iniziative tra cui la collaborazione con il Jova Beach Party (il tour 2019 di Jovanotti) che supporterà la nostra campagna di contrasto all’inquinamento da plastiche. Su questo tema vanno segnalate le iniziative assunte dal Ministero dell’Ambiente sul tema, anche grazie alla spinta propulsiva del ministro Costa.

È stato, invece, un anno da dimenticare per la biodiversità italiana. A causa dei calendari venatori e altri provvedimenti sulla caccia varati dalle regioni, il 2018 può essere considerato come un vero e proprio annus horribilis. Il WWF ha difeso i nostri animali selvatici nei tribunali con ben 12 ricorsi di cui 9 andati a buon fine”, continua la leader dell’associazione.

“Nonostante il 2018 fosse cominciato con la sottoscrizione in campagna elettorale del Patto per l’ecologia, proposto dal WWF per rilanciare sul piano nazionale ed internazionale il Ministero dell’Ambiente, da parte di tutte le maggiori forze politiche (un segnale che avevamo colto con fiducia) purtroppo nella parte finale abbiamo assistito ad un clamoroso dietrofront, con il decreto Genova, divenuto il contenitore di alcuni provvedimenti gravissimi, come quelli sul condono di Ischia e sullo spandimento dei fanghi in agricoltura.

Per le nostre aree protette restano aperte tutte le criticità messe in luce dal Check-Up Parchi pubblicato a settembre dal WWF con i Parchi Nazionali che necessitano di un serio rilancio e le Aree marine protette che non solo non possono continuare ad essere ‘aree protette di serie B’ ma che devono acquisire dignità a livello economico e gestionale. Anche il 2018 ha messo in evidenza come il nostro territorio sia particolarmente esposto ai fenomeni estremi che con i cambiamenti climatici tendono ad aumentare in frequenza e intensità. È necessario che gli investimenti annunciati per affrontare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza diventino subito concreti e reali. Infine, le bonifiche: devono uscire dalla carta su cui rimangono da decenni e diventare realtà”.

“Il 2019, sia a livello globale che nazionale dovrà essere un anno di svolta. È necessario porre le basi per un Global Deal, un accordo globale, ambizioso ed efficace per la natura e la biodiversità. E serve il coraggio dei governi per concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

A livello nazionale, oltre ai provvedimenti che indichino un reale e rapido percorso di decarbonizzazione del nostro sistema energetico ed economico, ci aspettiamo un cambio di passo netto e concreto nelle politiche ambientali. A cominciare dall’approvazione della legge contro il consumo del suolo (provvedimento essenziale contro la cementificazione, per la sicurezza del territorio e di migliaia di famiglie) che dal 2012 vaga per le aule del Parlamento alla ricerca dei voti che la facciano diventare qualcosa di più che una promessa”, conclude Donatella Bianchi.

Si può leggere qui il bilancio completo del WWF sul contesto internazionale e nazionale.

(dal sito del WWF Italia)

Il 22 dicembre di trent’anni fa veniva ucciso Chico Mendes, a Terracina fu piantato un leccio con una targa in suo onore

 

 

Chico Mendes era un raccoglitore di lattice degli alberi della gomma nel periodo di maggiore aggressione della foresta amazzonica da parte di governanti brasiliani e gruppi economici decisi a realizzare progetti di agricoltura intensiva, estrazioni minerarie, allevamenti e utilizzo industriale dei legnami.

 

 

Queste attività, oltre a depauperare l’intera umanità di quello che veniva definito il polmone del mondo, la foresta amazzonica, mettevano a rischio il lavoro tradizionale e la stessa sopravvivenza delle popolazioni locali che traevano proprio dalla produzione naturale degli alberi i mezzi di sostentamento.

La foresta in piedi offre sostentamento, mentre la foresta abbattuta distrugge l’ambiente e la vita delle comunità, usava dire Mendes ai suoi compagni in lotta contro il disboscamento.

Nel decennio che precedette la sua uccisione avvenuta il 22 dicembre del 1988 da parte di due proprietari terrieri organizzò una serie di iniziative di resistenza pacifica contro le aggressioni alla foresta difendendola albero dopo albero, riuscendo a collegare per la prima volta gli interessi degli estrattori di caucciù (seringueiros) di cui faceva parte con le comunità locali. Era l’Unione dei popoli della foresta.

Nel 1987 si raggiunse il massimo della distruzione della foresta amazzonica con la costruzione di una strada che l’attraversava, durante i lavori si registrarono migliaia di incendi che produssero quantità enormi di CO2.

L’impegno di Mendes raggiunse l’opinione pubblica mondiale influenzando le istituzioni internazionali tanto che le sue idee di sostenibilità ambientale, dopo la sua morte, entrarono di diritto nella Conferenza di Rio del 1992.

L’uccisione di Chico Mendes portò alla ribalta mondiale la questione amazzonica e in molte parti si volle ricordare la figura e l’opera di questo ambientalista brasiliano.

Anche a Terracina.

 

Soci del WWF, l’associazione era stata da poco costituita in città, guidati da Emilio Selvaggi piantarono alla presenza di un gruppo di studenti un leccio accanto alla fonte di Santo Stefano e vi posero una targa con il suo nome. Fu tutto distrutto, vigliaccamente, dopo poco tempo da anonimi cittadini.

 

Oggi, a trent’anni dal suo assassinio, vogliamo ricordare Chico Mendes, a chi c’era in quegli anni e a chi è venuto dopo, esprimendogli la nostra gratitudine per aver tra l’altro elevato la questione della deforestazione da un ambito locale a quello mondiale.

L’associazione ISDE-Medici per l’Ambiente preoccupata per le conseguenze dei cambiamenti climatici, la sezione di Latina pubblica il documento di posizionamento sul tema

 

Recentemente la sezione dell’ISDE-Medici per l’Ambiente di Latina ha reso pubblico il  posizionamento dell’associazione nazionale in merito al riscaldamento globale e agli effetti dei conseguenti cambiamenti climatici.

 

 

 

 

Il documento dal titolo  Cambiamenti climatici, salute, agricoltura e alimentazione affronta innanzitutto le conoscenze recenti sui cambiamenti climatici e le cause dell’effetto serra.

Qui è possibile leggerne una sintesi COMUNICATO CAMBIAMENTI CLIMATICI

Successivamente esamina le conseguenze a carico dell’ambiente, degli esseri viventi e della salute umana

Sono iniziati e sono destinati ad aggravarsi i seguenti effetti dei cambiamenti ambientali:

  • innalzamento del livello delle acque marine, erosione delle coste, inondazioni interne, ritiro dei ghiacciai e delle calotte polari;
  • intense variazioni nelle quantità di precipitazione;
  • aumento della salinità degli oceani ed eutrofizzazione delle acque costiere;
  • struttura dei venti;
  • eventi meteorologici estremi (siccità, precipitazioni eccezionali, inondazioni, cicloni tropicali, ondate di calore);
  • estinzione del 20-30% delle specie sinora classificate, non in grado di adattarsi alla rapidità dei cambiamenti in atto, se la temperatura media globale supererà di 1,5-2,5°C quella del 1980-1999.

Inoltre, nei diversi settori sono da temere i seguenti rischi:

  • riduzione delle produzioni agricole per siccità e inondazioni;
  • riduzione delle foreste e desertificazione;
  • riduzione della disponibilità di acque e peggioramento della loro qualità;
  • perdita di habitat.

Relativamente agli effetti sulla salute, l’OMS ha stimato la perdita per ogni anno di 5 Milioni di anni di vita in buona salute (DALY) e un incremento del 3% della mortalità per ogni grado di aumento della temperatura terrestre.”  

Ecco la sintesi diffusa dalla sezione ISDE di Latina  CAMBIAMENTI CLIMATICI

I cambiamenti climatici stanno accelerando ma la risposta dei governi resta lenta

Il WWF ha partecipato alla conferenza COP24 sul clima a Katowice in Polonia e pur accogliendo con favore i progressi verso l’adozione di un “Libro delle regole” per rendere operativo l’accordo di Parigi, e anche i segnali di volontà di aumentare le ambizioni venuti dalla Conferenza ONU, non ritiene ancora sufficiente il livello di accelerazione dell’azione necessario per affrontare l’emergenza climatica.

dal sito del WWF Italia:

“I leader mondiali sono arrivati ​​a Katowice con il compito di rispondere agli ultimi rapporti della scienza sul clima, da cui è emerso che abbiamo solo 12 anni per dimezzare le emissioni di CO2 e prevenire un riscaldamento globale catastrofico. Sono stati compiuti importanti progressi, ma ciò a cui abbiamo assistito in Polonia rivela una fondamentale mancanza di comprensione della nostra attuale crisi climatica da parte di alcuni Paesi. Per fortuna, l’Accordo di Parigi è disegnato per essere resiliente alle contingenze e tempeste geopolitiche. Abbiamo bisogno che tutti i paesi si impegnino a innalzare i propri obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2020, perché è in pericolo il futuro di tutti”, ha dichiarato Manuel Pulgar-Vidal, Leader internazionale Clima ed Energia del WWF.

  
I negoziati di quest’anno hanno in effetti mandato un segnale positivo sulla possibilità che i Paesi rivedano al rialzo i propri obiettivi climatici entro il 2020, rispondendo all’ulteriore allarme lanciato degli scienziati con il rapporto speciale dell’IPCC 1,5°C.  Paesi chiave, sia di più antica industrializzazione sia in via di sviluppo, hanno manifestato il loro appoggio all’accelerazione degli sforzi globali per garantire un futuro climatico sicuro. L’esito della COP indica nel Summit sul clima del Segretario Generale delle Nazioni Unite (programmato per il 23 settembre 2019) il momento in cui sarà chiesto ai leader di rispondere all’appello, annunciando o impegnandosi con obiettivi climatici nazionali aggiornati e più ambiziosi entro il 2020.

“Questa conferenza ha assegnato una responsabilità diretta ai leader che devono presentarsi al summit sul clima di settembre con obiettivi climatici più in linea con le indicazioni della comunità scientifica o con l’impegno di adeguarli comunque entro il 2020. Qualcosa di meno sarebbe un dichiarazione di incapacità nel fronteggiare l’emergenza climatica e garantire un futuro ai propri cittadini, al proprio Paese, al Pianeta. E questo proprio quando in tutti il mondo si moltiplicano le iniziative dei ragazzi adolescenti che sanno, forse più di chi li governa, cosa rischiano”, ha aggiunto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia, a Katowice per la COP24.

La COP24 ha dato vita al “Libro delle regole” per rendere operativo l’accordo di Parigi, ma permangono lacune critiche da affrontare nei futuri negoziati. Sono arrivate al traguardo molte regole per gestire la trasparenza e la contabilità sui progressi climatici dei paesi, offrendo una certa flessibilità ai paesi in via di sviluppo. La conferenza si conclude, però, con poca chiarezza su come si debba contabilizzare il finanziamento sul clima fornito dai paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, su come si raggiungerà l’obiettivo dei 100 miliardi entro il 2020 o su come sarà concordato l’obiettivo finanziario globale dopo il 2025.

Prima di Katowice ci si domandava se sarebbero emersi paesi“campioni” del clima, la risposta è arrivata mercoledì sera con la “High Ambition Coalition”: una coalizione che comprende le Isole Marshall, Fiji, Etiopia, Unione Europea (inclusa l’Italia), Norvegia, Regno Unito, Canada, Germania, Nuova Zelanda, Messico e Colombia, e che si è impegnata a migliorare i piani climatici nazionali prima del 2020 e a incrementare l’azione sul clima a breve e lungo termine.

La 25ª sessione della Conferenza delle parti (COP25) delle Nazioni Unite si svolgerà in Cile dall’11 al 25 novembre 2019, con la PreCOP in Costa Rica.