Anche Terracina partecipa alla Settimana europea della mobilità sostenibile 2018

Dal 16  al 22  settembre si svolge in tutta Europa la Settimana europea della mobilità sostenibile durante la quale si lasciano nei box o nei parcheggi le auto private per muoversi nelle città a piedi, in bici o con mezzi pubblici.

Terracina partecipa anche quest’anno all’iniziativa europea con il programma presente nella locandina

 

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha aderito alla manifestazione internazionale anche per sollecitare, in particolare, la costruzione in città dell’anello ciclabile senza il quale i monconi esistenti di corsie riservate alle bici non svolgono alcuna funzione di riduzione dell’uso degli inquinanti mezzi motorizzati. La stessa pista azzurra del lungomare sta diventando il luna park del divertimento e giustamente vi circolano bambini su tricicli, grandicelli su mezzi a quattro ruote, ragazzi sui pattini, giovani su skateboard a spinta o elettrici,…..

 

 

 

 

 

 

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Altruismo e generosità caratterizzano da sempre la popolazione terracinese, gesti criminali di individui non ne intaccheranno lo spirito

Il clima da Scene di caccia in bassa Baviera che si sta attestando in Italia ha raggiunto anche Terracina. Il recente ferimento di un indiano lungo la Pontina pare sia soltanto l’ultimo di altri episodi criminali non denunciati per evitare ritorsioni. A queste persone che hanno subito aggressioni va tutta la nostra solidarietà.

Pur non conoscendo esattamente l’origine e le motivazioni di questa caccia ne sta venendo fuori sulla stampa nazionale un’immagine della nostra città decisamente non positiva che chiede una risposta da parte delle Istituzioni e della società civile per riaffermare il carattere generoso della cittadinanza pronta a mobilitarsi a favore degli ultimi, italiani o stranieri che siano.

Terracina non si nasconde di fronte alla richiesta di aiuto proveniente da persone in difficoltà; in privato molti cittadini si sono sempre attivati realizzando iniziative, ne citiamo solo alcune, come le donazioni a ong, le adozioni a distanza di bambini, l’ospitalità dei bambini ucraini colpiti da radiazioni nello scoppio di una centrale nucleare.

In molte altre occasioni è la città intera che si è mossa con altruismo e solidarietà.

Basta ricordare qui la presenza di nostri ragazzi nel Belice nel 1968 quando quella zona della Sicilia fu sconvolta da un terremoto devastante, la grande raccolta di materiali nel Centro sociale A. Olivetti in occasione del terremoto in Irpinia del 1980 e l’aiuto prestato nelle zone terremotate da parte di  molti nostri giovani, l’invio negli anni ’90 nella ex-Jugoslavia di camion carichi di materiali raccolti nella sala Appio Monti per alleviare le sofferenze di popolazioni sotto l’incubo della guerra, la raccolta di generi alimentari realizzate nel 1997 nei locali adiacenti la Banca popolare messi a disposizione gratuitamente da un privato portati in un campo d’accoglienza dopo il terremoto in Umbria e nelle Marche, il contributo economico realizzato con le recite teatrali dell’Associazione Medica Terracinese e con il recital di Poesie e Musica di Catia Mosa con Federica Simonelli al piano e Settimio Savioli alla tromba consegnato al sindaco di Sant’Eusanio e la gran quantità di pesce offerto dalla cooperativa pescatori per gli sfollati dello stesso paese dopo il devastante terremoto dell’Aquila del 2009, la mobilitazione generale in occasione del terremoto di Amatrice del 2016.

Sicuramente ci sono state altre iniziative ma di quelle citate siamo stati testimoni attivi.

Ma Terracina è la città di Alfredo Fiorini, il nostro concittadino che ha dato il massimo agli ultimi della Terra andando a morire in Africa portandovi il suo contributo di giovane medico.

Come, allora, non accogliere chi lascia famiglia, affetti, terra natia spinto dalla devastazione di guerre continue o da una economia inconsistente prodotta dai cambiamenti climatici e aggravata da una classe politica corrotta?

Certamente ci sono problemi di una equa distribuzione degli arrivati nei diversi paesi europei ma quando le imbarcazioni che li trasportano arrivano in prossimità delle coste italiane l’accoglienza è un obbligo morale (per approfondire la conoscenza del fenomeno immigrazione basta leggere il Dossier Viminale del Ministero dell’Interno ATT00043)

E a terra poi, non si può negare, nascono i problemi se vengono lasciati allo sbando senza alcuna assistenza o semplice vicinanza. Qui la società civile è chiamata ad un’azione di accudimento soprattutto morale dei nuovi arrivati per inserirli in un contesto cittadino di cui devono sentirsi parte.

 

Durante questa estate il Comune ha avviato una iniziativa di inserimento volontario di richiedenti asilo in attività socialmente utili affidando al WWF alcuni migranti africani per realizzare un progetto di accoglienza fondato sulla conoscenza del nostro patrimonio culturale e naturale e sulla realizzazione della piccola manutenzione del parco della Rimembranza.

 

 

E’ soltanto un’inezia di fronte all’entità della questione, è vero, ma ricorda la storia del colibrì che volava con una goccia d’acqua in bocca per spegnere l’incendio della foresta dileggiato da tutti i grandi animali. La storia aveva una morale, “insieme si può”.

 

Intanto, per un primo intervento basterebbe che anche le altre realtà sociali terracinesi si attivassero avvicinandosi a queste persone per realizzare progetti di integrazione.

Si avvicina l’Ora della Terra, sabato il pianeta sarà attraversato da una ola di buio

Sabato 24 marzo dalle ore 20.30 alle 21.30 in tutte le parte del mondo si spegneranno le luci dei monumenti più importanti dando un segnale forte sulla necessità di ridurre i consumi energetici.

 

A Terracina verrà spento il Tempio di Giove mentre nel pomeriggio le strade della città saranno percorse in bicicletta da cittadini per incentivare l’uso di un mezzo veramente sostenibile ambientalmente.

 

A Fondi l’amministrazione comunale terrà spento il Castello baronale.

 

Tra Itri e Fondi l’associazione ATARGATIS farà una fiaccolata lungo l’Appia antica.

 

 

Il cambiamento climatico in corso è ormai stabilmente documentato e deriva essenzialmente dalle attività umane.

 

Si stanno avvicinando impatti catastrofici. Le emissioni di gas serra stanno aumentando più rapidamente del previsto e gli effetti si stanno palesando prima di quanto si potesse supporre solo pochi anni fa.

Il riscaldamento globale avrà effetti catastrofici come l’innalzamento del livello del mare, l’incremento delle ondate di calore e dei periodi di intensa siccità, delle alluvioni, l’aumento per numero e intensità delle tempeste e degli uragani.

Questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo,danneggeranno la produzione alimentaree minaccianospeciedi importanza vitale, gli habitat e gli ecosistemi.

Nonostante nella comunità scientifica ci sia un consenso pressoché unanime sul fatto che il cambiamento climatico sia in atto e che esso derivi particolarmente dalle emissioni di gas serra derivanti dalle attività antropiche, i governi e le aziende stanno rispondendo con colpevole lentezza, come se il cambiamento climatico non rischiasse di mandare a pezzi  le fondamenta della civilizzazione umana e dell’economia.

Anche se i paesi soddisfacessero tutti gli impegni di mitigazione finora assunti, il mondo continuerebbe a confrontarsi con una minaccia di aumento medio della temperatura globale di almeno 4°c rispetto alla temperatura media dell’epoca preindustriale. E’ evidente che gli impegni assunti sinora non sono sufficienti.

Mentre dobbiamo lavorare sodo per ridurre le emissioni, dobbiamo contemporaneamente cominciare ad adattarci agli impatti del cambiamento climatico ormai in atto e crescenti.

Ma se l’aumento di temperatura raggiungesse e superasse la soglia di 2°C, le conseguenze sarebbero in ogni caso molto difficili da affrontare con i mezzi a disposizione.

Oggi gran parte della comunità scientifica indica la soglia di rischio in 1,5°C: questo allerta è facilmente comprensibile se si pensa a tutti i fenomeni già in atto con l’attuale aumento che è di 0,8°C.

Anche l’ANCI sostiene l’iniziativa dell’Ora della Terra di sabato 24 marzo

Il Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), Antonio Decaro, ha scritto a tutti i sindaci dei Comuni Capoluogo di Regione e Provincia per sollecitarli ad aderire all’Ora della Terra 2018.

Caro Sindaco, come saprai, sabato 24 marzo si svolgerà Earth Hour- l’Ora della Terra, importante iniziativa internazionale promossa dal WWF, quale momento di mobilitazione rispetto ai cambiamenti climatici, sostenuta e patrocinata da diversi anni  dall’ANCI. Quella sera tra le 20:30 e le 21:30 le luci di tutto il mondo si spegneranno per un’ora, per testimoniare l’attenzione e l’impegno di cittadini e istituzioni verso la sfida della riduzione delle emissioni climalteranti. Sono sempre più numerosi i Comuni già  impegnati  in questo ambito e il 24 marzo potrà essere un’occasione per dare visibilità all’impegno dei territori e delle comunità locali che già si stanno muovendo in questa direzione.

Il Presidente Decaro conclude così:

Ti chiederei di segnalare alla segreteria operativa dell’iniziativa – alla mail p.ranieri@wwf.it – entro il 19 marzo le iniziative che il Tuo Comune sta programmando per quella data, ma anche eventuali ulteriori attività in campo energetico ambientale che riterrai utile valorizzare. Sarà quindi cura del WWF contattare la Tua struttura per tutti i dettagli del caso. Successivamente, in occasione della notte di Earth Hour, insieme al WWF, lanceremo un comunicato stampa per promuovere ulteriormente gli impegni dei Comuni.

Tutti i cittadini possono partecipare spegnendo per un’ora le luci e gli elettrodomestici presenti nelle abitazioni.

24 marzo 2018, ritorna l’Ora della Terra

Sabato 24 marzo si spegneranno le luci per un’ora dalle 20.30 alle 21.30 attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche.

La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo sulla significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando in tal modo ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti nella sfida globale al cambiamento climatico che nessuno può pensare di vincere da solo.

 

Quest’anno il WWF chiede alle persone, alle istituzioni, alle collettività e alle imprese di “connettersi” tra loro e agire per salvare il Pianeta, vedendo le connessioni tra i grandi problemi ambientali, dal cambiamento climatico alla perdita di biodiversità, e la nostra vita, il nostro benessere, la nostra salute, il nostro futuro. Lo slogan 2018 è infatti “Connect2earth”.

 

 

Tutti i cittadini possono partecipare spegnendo per un’ora le luci e gli elettrodomestici presenti nelle abitazioni.

Il WWF Litorale laziale-Gruppo Litorale pontino ha invitato tutti i sindaci dei comuni della provincia di Latina a spegnere una strada, un monumento, un edificio come gesto simbolico ma altamente significativo per ricordare ai cittadini i rischi cui il Pianeta sta andando incontro con il cambiamento climatico in corso.

Nello stesso invito il WWF ha chiesto anche di realizzare iniziative concrete e stabili nella direzione della sostenibilità ambientale.

Prima adesione pervenuta è quella del comune di Terracina che sabato 24 marzo spegnerà per un’ora il monumento simbolo della città, il Tempio di Giove Anxur.

Campagna elettorale del WWF per portare l’ambiente nell’attualità politica

La Campagna apartitica del WWF

il WWF ha deciso di intervenire nel dibattito politico attraverso una provocazione: una vera e propria campagna elettorale per portare l’ambiente nell’attualità politica. È, infatti, evidente a tutti anche in questa campagna elettorale che le tematiche ambientali, i mattoni del nostro futuro prossimo, non rientrano tra le priorità della politica.

Mettiamo l’ambiente al centro della politica

Cambiamenti climatici, sostenibilità, inquinamento e capitale naturale: il nostro programma elettorale, dalla parte del Pianeta.

Parlare di ambiente significa parlare di futuro.

Vogliamo riportare la tutela dell’ambiente al centro del dibattito politico. 

Vogliamo che il mare, i parchi, le energie rinnovabili, le specie simbolo del nostro Paese diventino una priorità per tutta la classe politica. 

Vogliamo continuare a difendere la natura, per dare ai nostri figli un Paese e un Pianeta migliori. 

LE NOSTRE RICHIESTE

 

Mentre a Terracina il Comune tarda a rispondere all’accesso agli atti inerenti agli obblighi derivanti dalla normativa sugli incendi il WWF interviene in campo nazionale

A metà settembre abbiamo chiesto, finora inutilmente, al Comune di Terracina di conoscere le planimetrie di rilievo dei soprassuoli percorsi dal fuoco degli anni 2012-2016 con relativo atto di invio alla Regione Lazio e copia delle ordinanze di divieto di caccia, pascolo e costruzione di edifici per 10 anni su tali aree rilevate nonché eventuale deliberazione di approvazione di divieto di cambio d’uso per 15 anni delle zone suddette.

Nello stesso periodo scrivemmo al sindaco mettendo a disposizione per il futuro le competenze acquisite nel periodo in cui una nostra squadra affiancava quella comunale sugli incendi boschivi.

Lunedì 30 ottobre il WWF Italia ha chiesto al Governo nazionale interventi strutturali contro la piaga degli incendi:

INCENDI: WWF, È EMERGENZA NAZIONALE CHE VA BEN OLTRE PERIODO ESTIVO

PENE ESEMPLARI CONTRO INCENDIARI, CONTROLLO TERRITORIO E CATASTO DEGLI INCENDI, SOSPENSIONE DELLA CACCIA. INDISPENSABILI INTERVENTI STRUTTURALI PER AFFRONTARE IL RISCHIO INCENDIO LEGATO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti sulle “presumibili attività di carattere doloso” rispetto agli incendi che stanno devastando il Piemonte dimostrano che quella degli incendi è un’emergenza nazionale che va ben oltre il periodo estivo e che è fortemente collegata a comportamenti criminali: un’emergenza che va combattuta con forza utilizzando tutte le risorse a disposizione, compresa l’attività d’intelligence.

Il WWF ritiene necessario un intervento deciso e rapido della magistratura affinché ci siano pene esemplari per i criminali che hanno appiccato il fuoco mandando in cenere un bene che appartiene a tutti i cittadini; chiede che ci sia l’intervento delle Prefetture quando i comuni non sono in grado di fare il catasto delle zone attraversate dal fuoco per fare in modo, come prevede la legge quadro sugli incendi, che si impediscano per 10 anni le nuove edificazioni, la caccia e il pascolo.

L’attività criminale degli incendiari ha trovato un terreno fertile grazie alla fortissima siccità che stringe in una morsa insieme ad altre zone d’Italia anche il Piemonte. Gli scenari degli impatti del cambiamento climatico nel Mediterraneo avevano previsto i lunghi periodi di siccità ma il cambiamento climatico contribuisce a dilatare nel tempo il fenomeno e renderlo più intenso. Occorre, quindi, assumere provvedimenti strutturali preventivi per affrontare il rischio non in modo emergenziale, ma sistemico: intervenire quindi per gestire in modo efficiente l’acqua, a cominciare dall’equilibrio degli ecosistemi fluviali e la difesa delle falde, per finire al risparmio e all’uso efficiente della risorsa, la riparazione delle perdite nelle condotte, la raccolta delle acque piovane. Come già visto a settembre, gli incendi aumentano anche i rischi legati alle alluvioni: la minore copertura forestale, infatti, abbrevia il tempo che la pioggia impiega a giungere ai fiumi; questo, sommato all’aridità, alla conseguente impermeabilizzazione dei terreni e alle forti precipitazioni concentrate (flash floods) connesse anch’esse al cambiamento climatico, aumenta i rischi di alluvioni.

….Un incendio di vaste proporzioni che si ripete spesso nel tempo è uno degli eventi più devastanti per la biodiversità e agisce come fattore determinante sugli ecosistemi già sottoposti a forti stress ambientali come la siccità, l’urbanizzazione, l’erosione del suolo.

L’estate degli incendi insieme a questo autunno di fuoco dimostrano che è sempre più urgente un controllo capillare del territorio con l’aggiornamento immediato del catasto degli incendi, previsto dalla legge quadro in materia di prevenzione e lotta agli incendi boschivi n. 353/2000. È ovvio che la priorità deve essere quella di mettere al sicuro i centri abitati e di salvare le vita di chi è in pericolo ma non possiamo non pensare alla strage di animali che si sta compiendo in queste ore. È stato calcolato che un incendio distruttivo in un ettaro può causare la morte di 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti. Ed effetti indiretti, anch’essi causa di aumento della mortalità, come gli spostamenti della fauna superstite verso altre aree, con conseguenti fenomeni di sovraffollamento, di sfruttamento intensivo delle risorse   e di una accentuazione della competizione alimentare e per gli spazi.

Per questa ragione è necessario che si proceda con la sospensione della caccia quale misura indispensabile – come certificato dagli studi dell’ISPRA – per dar modo alla fauna selvatica già sottoposta allo stress del caldo e della siccità estiva prima e degli incendi poi di non dover fare i conti anche con le doppiette.

 

Roma, 30 ottobre 2017

 

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 213

Cel. 340 9899147 – 329 8315718

Domenica 24 settembre 2017, non solo Frecce tricolori a Terracina

Domenica 24 Settembre 2017

 

Non solo Frecce Tricolori a Terracina

 

 

AMIAMO  i colori nazionali

APPREZZIAMO la preparazione dei piloti della pattuglia acrobatica

SOPPORTIAMO il disagio già sperimentato di una città bloccata dal traffico automobilistico,  soffocata dall’inquinamento e bombardata dal rumore

RIUSCIAMO  a metabolizzare un’esibizione aerea invasiva sotto ogni punto di vista a pochi giorni dalla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

POSSIAMO per un momento tralasciare i costi per la collettività di tale show ripetuto in città a distanza di un SOLO anno

Ma ci rifiutiamo di assistere ad una presentazione di aerei che ci ricordano la guerra

VOLONTARIAMENTE SFOLLIAMO IN MONTAGNA!

Domenica 24 settembre andremo in montagna a Camposoriano come nel settembre del 1943 ma per una festa

LA FESTA DELLO SFOLLAMENTO VOLONTARIO

ore 10, 00: arrivo alla Cattedrale. Saluti

ore 10,30-12,00: visita guidata del Campo Carsico con passeggiata alla Ripa;

ore12,15-13,15: yoga;

13,15-14,30: pranzo al sacco;

14,30-15,15: riposiamo, ascoltando letture poetiche scelte (sulla natura);

15,30-17,00 : musica e danze;

17,00-17,45: camminata consapevole o, a scelta, incontro di meditazione di Mindfulness, per stare in contatto con gli odori, i suoni, la brezza della collina e fare un’esperienza di presenza mentale.

17,45-18,00: saluti. Si torna a casa!

Chiunque può aggregarsi autonomamente allo sfollamento assumendosi in proprio ogni responsabilità per gli spostamenti e le attività della giornata.

****Sono ammessi gli animali domestici, anzi è assolutamente consigliabile portarseli dietro per sottrarli al bombardamento acustico della giornata.

 Associazioni:                                                                                                                    Archeoclub-Terracina, Bandancia, Bottega Etica Alter.Azione, Città Partecipata, Cultura e Territorio, Demetra, Piacere la conoscenza, Progetto Mindfulness, Una mano tira l’altra, WWF Litorale Laziale    

IL CLIMA STA CAMBIANDO MA L’ITALIA NO

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WWF Italia
Maltempo: WWF, subito una sessione parlamentare su caos climatico
Il WWF chiede al Parlamento una sessione urgente e straordinaria sulle azioni messe in campo sull’adattamento ai cambiamenti climatici e sulla decarbonizzazione: è ormai evidente che il rapporto tra territorio, cambiamenti climatici ed economia senza carbonio non può non essere centrale nell’agenda delle istituzioni.
Nubifragi, frane, smottamenti; e prima siccità in Italia, ma anche in molte altre parti del globo; uragani più intensi e sempre più numerosi nel Pacifico e nell’Atlantico; temperature record anno dopo anno: il clima sta cambiando, noi no. Ma come se non bastasse sembra che si sia rimosso il senso del pericolo a cui l’inazione rispetto alle evoluzioni dei cambiamenti climatici espone le nostre città.
La tragedia di Livorno che ci costringe a piangere altri morti è un caso paradigmatico: tutti sapevano che c’era un torrente “tombato” e che le case erano state costruite nella sua zona di espansione. Eppure si è andati avanti “sperando” che non succedesse nulla. Di situazioni simili, in Italia, ce ne sono a migliaia, aggravate dal mostro dell’abusivismo. A Soverato, esattamente 17 anni fa (il 10 settembre) la situazione era per certi versi analoga (camping sul letto di un fiume), per scavare nella memoria.
L’emergenza climatica ci impone di agire subito, superando i rimpalli tra istituzioni locali, quelle regionali e quelle nazionali: è indispensabile un cambiamento di mentalità e una gigantesca opera di risanamento, riparazione, messa in sicurezza, riprogettazione. Occorre adeguare tutti gli insediamenti e le attività umane alla nuova realtà, soprattutto occorre una gigantesca opera di prevenzione, con un radicale cambio di mentalità e assumendo l’importanza della funzionalità dei sistemi naturali e una accorta ed equa gestione delle risorse naturali (a cominciare dall’acqua) per garantirci la sicurezza e la vitalità del territorio e la disponibilità (equa) delle risorse.
Attualmente sono in corso due importanti consultazioni: una sul piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico, l’altra sulla Strategia Energetica Nazionale. La redazione finale dei due documenti deve diventare una occasione di cambio di passo e di coinvolgimento in uno sforzo comune per decarbonizzare l’energia (e l’economia) e per essere resilienti al clima che sta già cambiando, più velocemente di quanto avessero previsto gli scienziati e sicuramente molto, ma molto più velocemente di noi.
SCHEDA – IMPREPARATI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
L’Italia continua ad essere impreparata a qualsiasi allerta maltempo.Nonostante le piogge torrenziali e le “bombe d’acqua” fossero largamente previste dopo l’eccezionale siccità estiva, anche quest’anno abbiamo iniziato a pagare il tragico tributo di vittime. Purtroppo le cause sono sempre le stesse e sono state denunciate già tantissime volte.
Impreparazione.
Al di là delle polemiche politica, i responsabili istituzionali tutti devono cambiare mentalità rispetto allerta meteo: mentre gli esperti possono dirci che ci sono le condizioni per fenomeni intensi e/o estremi, non possono dirci se e dove effettivamente l’evento si manifesterà. È quindi necessario non prendere sotto gamba gli allarmi, perché il cambiamento climatico moltiplica il pericolo. Ancor più necessario è prepararsi non solo a gestire l’emergenza, ma a evitarla.
Canalizzazione dei corsi d’acqua e consumo del suolo.
Per quanto le precipitazioni che si sono abbattute nel livornese siano state eccezionali (circa 250 mm), le responsabilità umane riguardano la gestione del territorio e dei fiumi, oltre che i cambiamenti climatici: il rio Ardenza è un canalone che nell’ultimo tratto corre al mare tra due stretti argini attraversando il centro abitato e con case, capannoni e manufatti di ogni tipo a ridosso del fiume. Le foto della protezione civile mettono impietosamente in evidenza questo disastro urbanistico. Consumiamo suolo al ritmo di 35 ettari al giorno e tra 2012 e il 2015 * in Toscana, entro la fascia di 150 metri dagli alvei fluviali, ne è stato consumato un ulteriore 7,2%; proprio in quelle aree a maggior rischio idrogeologico. Si è irresponsabilmente continuato a costruire in aree pericolose, così In Italia la percentuale di suolo consumato all’interno delle aree a pericolosità idraulica elevata è del 7,3%, mentre è del 10,5 % nelle aree a pericolosità media, lasciando così oltre 7,7 milioni di italiani a rischio.  (ISPRA, 2016).
Direttive europee inapplicate e scoordinamento tra le istituzioni.
Scontiamo, tra l’altro, il notevole ritardo nell’applicazione delle importanti direttive europee “Acque” (2000/60/CE) e“Alluvioni” (2007/60/CE), la notevole confusione istituzionale con troppi soggetti nazionali e non che si occupano a più livelli di difesa del suolo senza una chiara regia a livello di bacino idrografico come, peraltro, previsto dalle normative europee.
Inoltre, mancano i soldi per prevenzione e pianificazione: ne spendiamo tanti solo a fronte di emergenze che, come quella di questi giorni, sono sempre più frequenti. Per far fronte al dissesto idrogeologico è stato stimato un fabbisogno di 44 miliardi di euro, molti ma nemmeno poi così tanti se confrontati ai circa 175 di miliardi di euro spesi negli ultimi 50 anni soprattutto in emergenze, con una media di 3,5 miliardi di spesa all’anno.
Purtroppo non abbiamo più molto tempo per ulteriori improvvisazioni, dobbiamo far tesoro delle esperienze positive, che ora esistono anche nel nostro Paese, e moltiplicarle; è indispensabile raccogliere la sfida della Conferenza sul Clima (Parigi, 2015) e promuovere un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (oggi alla consultazione del pubblico),  che fornisca anche focus per i diversi bacini/distretti idrografici, tenendo conto dei fenomeni di dissesto idrogeologico e dell’individuazione delle aree a rischio,  e attuare un vasto programma di riqualificazione ambientale per il recupero dei servizi ecosistemici, attraverso la rimozione di opere di difesa obsolete, il ripristino di aree di esondazione naturale, il recupero della capacità di ritenzione del territorio, garantendo cura e manutenzione costanti del territorio. fondamentali per una corretta azione di prevenzione ambientale.

Roma, 11 settembre 2017

Wwf Italia

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* ISPRA, 2016 – Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici. Edizioni 2016. 248/2016