Giornata del mare e della cultura marinara. Presente anche il WWF

Nella mattinata del 30 aprile, il gruppo WWF attivo sul litorale pontino ha partecipato attivamente alla “Giornata del mare e della cultura marinara” organizzata dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia a Terracina.

Al Gazebo n. 14, collocato sul litorale libero antistante il Piazzale Aldo Moro, si sono succeduti 6 gruppi scolastici dagli I.C. M. Montessori e I.T.S. A. Bianchini, per un totale di circa 120 studenti, che hanno partecipato al laboratorio “Le tartarughe marine: riconoscimento tracce e ritrovamento di un nido e delle uova di tartaruga”.

Ascoltiamo le testimonianze di Meg e Jacopo, i nostri volontari che hanno partecipato all’evento, rispettivamente come rappresentante dell’OA e come tutor del laboratorio sulle tartarughe (unitamente a Guido Gerosa, docente dell’I.C. Montessori e responsabile scientifico di Tartalazio).

Meg: E’ stato molto emozionante accogliere gli studenti al banchetto con il nostro materiale informativo, per prepararli sulla mission del WWF in generale e, in particolare, alle attività di protezione e salvaguardia delle tartarughe marine Caretta caretta.  Attentissimi, disciplinati anche quando si chiedeva loro di indossare la mascherina, con gli occhi sgranati sotto i cappellini colorati,  tutti gli studenti hanno risposto a domande interlocutorie sul nostro animale icona, il panda e il suo habitat. Hanno anche saputo individuare i rischi insiti nella deposizione e schiusa delle uova di tartaruga marina. Alle docenti che accompagnavano le classi ho esteso l’invito a venirci a trovare al Parco della Rimembranza, per prolungare le attività di educazione outdoor,  in un momento in cui la pandemia ci ha reso consapevoli del “deficit di natura” e delle sue disastrose conseguenze per il benessere psico-fisico delle persone.

Jacopo: Per me è stato un piacere poter collaborare in modo concreto ed attivo alla manifestazione e sfruttare la possibilità di prendere parte all’iniziativa grazie al WWF Terracina, con il quale ho stretto un meraviglioso rapporto.

Durante la mattinata si sono alternate classi provenienti dai vari istituti della città, di ogni ordine e grado. Mi sono confrontato con ragazzi come me, curiosi e affascinati dai meccanismi nascosti della natura; è stato gratificante poter condividere le conoscenze acquisite nel tempo, frutto di lavoro ed impegno. I bambini si sono dimostrati un “audience” fantastico: presi da quello che stavano ascoltando, mi hanno dato modo di spiegare tutto ciò che avevamo preparato e di rispondere alle numerose domande…insomma, possiamo dire che il futuro è in buone mani e il mare non perde il suo fascino.

Alla giornata erano presenti con i loro gazebo altre associazioni ambientaliste. In chiusura delle attività, verso le 11:40, aveva luogo il momento clou della giornata,  la dimostrazione simulata del salvataggio di due natanti in mare, annunciata dalle sirene spiegate della Guardia costiera e effettuata con il concorso di diverse imbarcazioni e di cani addestrati. Un lancio finale di aquiloni simboleggiava l’apertura verso nuovi orizzonti e la forza di una cultura del mare radicata nel territorio, sempre più sensibile alle esigenze di una comunità educante.

Jacopo Dimita e Maria Emanuela Galanti (Meg)

INCENDI BOSCHIVI, LE ASSOCIAZIONI CHIEDONO INCONTRO AI COMUNI

Il Circolo Intercomunale Legambiente “Luigi Di Biasio” Legambienteldb, il Presidio Libera Sud Pontino-don Cesare Boschin e il WWF Litorale Laziale Gruppo Attivo Litorale Pontino hanno inviato una richiesta ai comuni di Fondi, Monte San Biagio, Itri, Lenola, Sperlonga, Campodimele.

La lettera è stata indirizzata anche al Comando provinciale dei carabinieri Forestali, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, al Comando di Polizia Locale, al Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, al Parco Naturale Regionale Monti Aurunci, al Parco Regionale Riviera di Ulisse, all’Arsial, all’ATC/LT2.

In considerazione dei gravi incendi che puntualmente ogni anno interessano il nostro territorio e che in questo 2022 hanno avuto già delle preoccupanti anticipazioni ben prima della stagione calda, le sottoscritte associazioni hanno chiesto ai Sindaci di convocare urgentemente in merito al problema una riunione intercomunale sulle attività di prevenzione, di controllo, di intervento e di coordinamento, secondo le rispettive competenze e in sinergia e con il coinvolgimento degli operatori economici interessati, delle associazioni venatorie e delle altre associazioni del territorio.

Secondo i dati del “Rapporto ecomafia 2021” di Legambiente, la Regione Lazio è la quinta Regione colpita dagli incendi boschivi in Italia (dati 2020) e la Provincia di Latina è al settimo posto della classifica provinciale in Italia.

EARTH HOUR 2022

In occasione di Earth Hour 2022, l’appuntamento mondiale contro l’inquinamento luminoso, il WWF litorale pontino chiede alle amministrazioni cittadine del litorale di spegnere le luci di monumenti e piazze, dalle ore 20:30 alle ore 21:30 di sabato 26 marzo.

Facciamo buio nelle città per vedere (in cielo e in terra) le bellezze che la luce nasconde. Il buio esalta tutti sensi, oltre la vista, e ci invita a riflettere su noi e sull’ambiente.

In un periodo così difficile, scopriamo come il buio non esiste: se proviamo ad immedesimarci in un gufo scopriremo i segreti per orientarci nella notte!

Facciamoci guidare dalla luna e ascoltiamo le storie che ci racconta.

Il WWF Litorale Pontino invita studenti, famiglie, insegnanti ad arrivare al Parco della Rimembranza di Terracina alle ore 19:30 del 26 marzo con un pensiero scritto sul tema: “Io non ho paura del buio! quando la notte è illuminata solo dalla luna, mi faccio guidare da …”
Tutti i pensieri saranno letti in pubblico da autrici e autori. Seguirà un attività di scoperta della natura di notte con Elisabeth Selvaggi.

Uso delle mascherine all’aperto necessario.

Il WWF Litorale Laziale al seminario sulle tartarughe marine

Si è svolta lo scorso week-end a Sabaudia la “2 giorni con le Tartarughe Marine”, seminario organizzato da Tartalazio al quale hanno partecipato rappresentanti del WWF Litorale Laziale.

Nella prima giornata si è tenuta una sessione teorica mentre domenica 13 si è passati alla pratica con una vera e propria simulazione di ricerca delle uova sulla spiaggia.

Il WWF è ormai al fianco di Tartalazio da tre anni e lo sarà sempre.

Si replica al Castello di Santa Severa il 26 e 27 marzo.

Grazie per le belle emozioni che ci regalate.

OSSERVAZIONI AL PUMS DI TERRACINA

Il 2 febbraio scorso è stata pubblicata sul sito del Comune di Terracina tutta la documentazione relativa al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e dallo stesso giorno è possibile fare osservazioni a quanto prodotto fino ad ora.

Riteniamo l’iniziativa del Comune lodevole perchè consente a tutti i cittadini di documentarsi e prendere parte ad un decisivo cambiamento per la vivibilità futura della città.

Nonostante questo, dalla lettura della documentazione prodotta sono evidenti alcune criticità che riportiamo di seguito in forma di osservazioni proponendo anche dei suggerimenti di intervento:

1.EFFICACIA ED EFFICIENZA DEL SISTEMA DI MOBILITÀ.

Criticità:

Carenza di ‘attenzione e analisi’ relativamente a zone antropizzate, quali: La Valle, Campo Soriano, Santo Stefano, Barchi, La Fiora, il Frasso.

Inoltre,

Per la mobilità pedonale:

assenza di marciapiedi, sicuri e praticabili, in gran parte della città; occupazione, in parte, degli stessi dalla presenza di dehors e ampliamenti sugli stessi degli spazi commerciali.

Anche il sottodimensionamento della sezione dei marciapiedi, associato ai numerosi ‘passi carrabili’, alle auto parcheggiate lungo gli stessi marciapiedi e la mancata manutenzione comporta spesso l’obbligo per i pedoni di camminare sulla sede stradale in condizioni di estrema pericolosità

Nelle zone periferiche, non previste nel piano, ad utilizzo soprattutto agricolo, ma comunque abitate e frequentate per lavoro, la percorrenza a piedi e in bicicletta risulta particolarmente pericolosa (zona la Valle).

Queste criticità sono particolarmente gravi per la mobilità, senza mezzi a motore, di ‘disabili’, anziani e persone che conducono passeggini e carrozzine.

Per la mobilità ciclabile:

assenza di una ‘reale’ e praticabile rete ciclabile perché frammentata, insufficiente, ammalorata ovunque e occupata da attività le più varie.

Suggerimenti di intervento:

Una robusta revisione del piano della circolazione di veicoli a motore con regolazione di sensi marcia e soste, a pagamento e non.

Più che creazione di isole pedonali, circondate poi da un traffico caotico, ci si auspica una reale rete di “percorsi pedonali” che possano essere utilizzati da tutti i cittadini anche disabili, anziani e bambini autonomi nel camminare o trasportati in passeggini o carrozzine.

Revisione delle autorizzazioni agli esercizi commerciali e stretti controlli all’occupazione della sede stradale o peggio ancora delle aree dedicate alla pedonalità.

Realizzazione di una rete ciclabile diffusa in tutta la città per raggiungere i centri di interesse per i cittadini (scuole, uffici, ospedale, lavoro). Una reale ed efficiente rete ciclabile è comunque protetta dal traffico a motore e ben illuminata.

Realizzazione di piste ciclo-pedonali protette e illuminate soprattutto nella zona della Valle e in tutte le aree agricole periurbane molto praticate per lavoro per la presenza di aziende agricole.

2.SOSTENIBILITÀ ENERGETICA E AMBIENTALE

Criticità:

Mezzi pubblici esclusivamente a combustibili fossili.

Eccessivo uso di mezzi privati a combustibili fossili anche per la mancanza di percorsi pedonali e ciclabili.

Impianto stradale insufficiente ad un traffico scorrevole con conseguenti ingorghi e immissione nell’aria di gas nocivi. Particolarmente grave è la situazione intorno alle scuole specie nella zona delle scuole superiori e istituti comprensivi nella zona Arene-via Badino.

Mancanza del trasporto ferroviario da 10 anni con immissioni in atmosfera di enormi quantità di CO2 , metalli pesanti ed altri inquinanti a causa del traffico a motore per sostituire il collegamento con la rete ferroviaria nazionale, trasporto con bus o mezzi privati a Monte San Biagio e Priverno – Fossanova.

Mancanza di incentivazione, per i privati, dell’uso di mezzi ibridi o elettrici. 

Suggerimenti di intervento:

Mezzi pubblici (TPL) elettrici.

Parcheggi esterni di scambio con un efficiente servizio pubblico elettrico di collegamento.

Incentivazione all’uso privato di mezzi ibridi o elettrici, sosta gratuita, anche per i turisti.

Illuminazione a led nelle strade attualmente percorse da molti cittadini e completamente prive di illuminazione.

Ripristino della tratta ferroviaria previa messa in sicurezza del monte Cucca. Coinvolgimento nel progetto di RFI in quanto decisori della distribuzione e realizzazione della rete ferroviaria.

3.SICUREZZA DELLA MOBILITÀ STRADALE

Criticità:

Assenza di marciapiedi, di attraversamenti sicuri e di segnalazione efficace per pedoni, ciclisti e automobilisti.

Intere zone l buio per assenza completa dell’impianto di illuminazione (La Valle, via Croce di Santo Silviano e altre)

Suggerimenti di intervento:

Realizzazione di una rete ciclabile e ciclopedonale difesa dal traffico veicolare a motore, e ben illuminata diffusa in tutto il territorio comunale.

Illuminazione a led nelle strade attualmente percorse da molti cittadini e completamente prive di illuminazione

Adattamento del sistema di illuminazione per impedire l’inquinamento luminoso.

4.SOSTENIBILITÀ SOCIO-ECONOMICA

Criticità:

Circolazione dei mezzi pubblici, PTL, non organica, con orari spesso non rispettati per la congestione del traffico specie in estate quando la città dovrebbe essere per i turisti una piacevole oasi di relax.

Scarsa considerazione della gravità di una situazione come quella attuale e come questo può danneggiare un turismo che non sia il mordi e fuggi o, peggio ancora, quello esclusivamente serale e notturno.

Difficoltà, per i turisti, specie stranieri, per raggiungere agevolmente, la nostra città con mezzi pubblici extraurbani e urbani.

Mancanza di quelle infrastrutture sostenibili che renderebbero vivibile la città a tutti i cittadini, residenti e non, le a chi non può disporre di un’auto o una moto per motivi di età o di reddito.

Suggerimenti di intervento:

Ripristino della tratta ferroviaria previa messa in sicurezza del monte Cucca. Coinvolgimento nel progetto di RFI in quanto decisori della distribuzione e realizzazione della rete ferroviaria.

Realizzazione di piste ciclo-pedonali protette e illuminate soprattutto nella zona della Valle e in tutte le aree agricole periurbane molto praticate per lavoro per la presenza di aziende agricole.

Realizzazione di linee TPL gratuite, specie nei giorni festivi, per incentivare l’uso dei mezzi pubblici a discapito dei mezzi privati.

Creare, solo in estate e a fronte di un sistema di parcheggi esterni, aree pedonali soprattutto sul lungomare. 

“AGRICOLTURA, RISORSE FORESTALI E MONTANE”, IL NUOVO INDIRIZZO DI STUDIO DELL’IPS FILOSI DI TERRACINA

Il WWF Litorale Laziale, gruppo attivo Litorale Pontino plaude all’iniziativa dell’IPS Filosi di Terracina che, per il prossimo anno scolastico, ha proposto un nuovo indirizzo di studio: “AGRICOLTURA, RISORSE FORESTALI E MONTANE”.

Siamo convinti che proporre ai giovani un corso di studi che si occupi della conoscenza della salvaguardia, della gestione e l’uso sostenibile delle risorse agrarie e forestali del territorio, dia la possibilità di perseguire il raggiungimento di un equilibrio tra la necessità di rispondere ai fabbisogni alimentari delle persone e la necessità di non incidere negativamente sullo stato di salute dell’ambiente.

Boschi e foreste sono ambienti particolarmente fragili ma preziosissimi; sono preda di bracconaggio e troppo spesso di incendi devastanti che distruggono non solo il patrimonio boschivo ma anche quello della fauna selvatica e questo spesso sfugge ai più. Tutti gli anni vengono distrutti dall’attività di criminali incendiari ettari e ettari di boschi.

Conservare il terreno agricolo con un’ agricoltura sostenibile è vitale per mantenerne la biodiversità, proteggerlo dall’erosione e il dilavamento e combattere i danni da cambiamenti climatici.

Gli alberi e tutte le piante non solo producono ossigeno ma sono la nostra unica arma per combattere i cambiamenti climatici da eccesso di CO2.

Il nostro auspicio è che sia sempre la sostenibilità ambientale a muovere scelte e quindi anche l’organizzazione di questo indirizzo come già avviene in altri istituti simili della nostra provincia.

Ci auguriamo che tanti giovani scelgano questo percorso portando tra i banchi l’amore per la Natura e il desiderio di vederla difesa con scienza e coscienza.

GIORNATA NAZIONALE DELL’ALBERO 2021

Il 21 novembre in tutta Italia si celebrerà la Giornata Nazionale dell’Albero.

Tutti quelli della mia generazione ricordano con gioia quel giorno festeggiato a scuola, intorno agli alberi del giardino scolastico con i racconti delle maestre sull’ importanza di questi grandi amici per la nostra vita. Oggi la ricorrenza deve essere invece un momento di riflessione sulle tante questioni aperte, come ferite, sulla presenza, o peggio, sull’assenza degli alberi dal nostro territorio.

Si deve riflettere sul ruolo degli alberi nella mitigazione della temperatura, specie nelle città, che rende invivibili alcuni territori, un ruolo fondamentale nel contrasto dei cambiamenti climatici.

Si deve riflettere sulla necessità di programmare lo sviluppo di un territorio salvandolo dall’abbattimento degli alberi per nuove edificazioni e dalla cementificazione che aumenta l’impermeabilizzazione del suolo favorendo così alluvioni e allagamenti.

Occorre impegnarsi allo stremo per impedire che ettari ed ettari di boschi vadano in fumo per incendi dolosi che si ripetono tutti gli anni, i cui responsabili sono noti, ma agiscono indisturbati.

Noi possiamo fare tutto questo e rispondere positivamente con un semplice gesto: piantare alberi, piccoli, grandi, sempreverdi e non, ma soprattutto prendersene cura, adottarli come si farebbe con un cucciolo.

Il WWF Litorale Pontino quest’anno propone ai giovani studenti e ai cittadini tutti di “adottare” uno degli alberi che l’associazione ha chiesto e avuto in dono dal Parco Regionale dei Monti Aurunci.

Ognuno di noi può, supportato dal WWF prendersi cura di un albero, anche uno solo e contribuire a questa rinascita della città nel segno del bello, della tutela della Natura.

Domenica mattina, presso il parco della Rimembranza, i volontari raccoglieranno le adesioni al progetto registrando le adozioni. Ci sarà la possibilità di portare via alcune piantine coltivate nel parco e seguire il laboratorio di compostaggio, offerto dalla socia WWF Emanuela Galanti, sulla vermicultura, intitolato “Dagli scarti alla vita”. Nel corso del laboratorio (durata 20 minuti) impareremo a costruire una compostiera domestica a due ripiani e a nutrire i vermi (preferibilmente derivati dal nostro giardino). Il risultato finale, sdoppiato nell’humus di lombrico e nello sciroppo di lombrico, è un concime naturale che può essere efficacemente utilizzato al momento della piantumazione di alberi e in tutte le fasi più delicate della vita delle piante (fioritura, travasi, attacco di parassiti).

Sarà presentato il progetto “Ghiandaia” a cura di Elisabeth Selvaggi sulla semina. I laboratori proposti hanno una forte valenza simbolica, oltre che pratica: piantare semi e rigenerare con i nostri scarti la terra che ci nutre significa instaurare uno di quei cicli funzionali che hanno permesso alla vita di arrivare fino a noi dal “basso”. Un “basso” che spesso calpestiamo senza apprezzarlo, senza conoscerlo.

SULLA STRADA DEL MONDO CHE VERRÀ

È il titolo emblematico dell’assemblea nazionale del WWF in  quest’anno così difficile. Volontari, attivisti, esperti e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati, come nel 2016, funestato dal terremoto umbro, nella simbolica Cittadella dell’ospitalità di Assisi da 5 al 7 novembre..

Gli incontri, costruttivi e animati, hanno offerto l’occasione non soltanto di riflettere sulle grandi sfide che impone il futuro e sulla necessità di vivere in armonia con la natura, ma anche di riaffermare i valori fondativi dell’Associazione.

Un open meeting è stato dedicato a Persone, natura e clima: la sfida del secolo, con interventi di esperti qualificati, come Telmo Piovani e Gianfranco Bologna. Sul tema Visione e azione hanno parlato, tra gli altri, Roberto Danovaro ed Elisabetta Dami, mentre le conclusioni sono state tratte da Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia.

Tutti gli interventi hanno suscitato interesse; emozionante quello della Sindaca di Assisi, Stefania Proietti.

I volontari presenti, tra cui i rappresentanti del Litorale Pontino, e gli assenti da remoto, hanno seguito i lavori dalle reti educazione, mare e cibo & agricoltura.

Le riflessioni che possiamo trarre o rafforzare dopo l’assemblea sono importanti.

A partire da ora, nel prossimo decennio abbiamo davvero l’obbligo di imboccare il percorso giusto per affrontare i gravi problemi che si pongono, strettamente connessi, con la speranza di ridurne la minaccia, o almeno di riuscire a controllarla.

La distruzione della natura, il rischio pandemico e il cambiamento climatico richiedono infatti le stesse azioni concrete di conservazione e difesa degli ecosistemi naturali globali.

Il mondo che verrà potrà essere migliore se un grandissimo numero di persone, anche quelle finora poco sensibili ai temi ambientali, condividerà la “filosofia” (rigorosamente a-partitica) espressa dallo slogan SOLO INSIEME È POSSIBILE, cui danno concretezza ogni giorno i tanti volontari riuniti ad Assisi.

Sarà infatti indispensabile la convinta partecipazione dei cittadini (fondamentali i giovani!)  per adottare nel privato stili di vita meno invasivi e dispendiosi ed esercitare nel pubblico la giusta vigilanza sugli organismi e le istituzioni cui spetta il potere decisionale nei molti settori coinvolti nel cambiamento.

URBAN NATURE 2021

La giornata Urban Nature 2021 al Parco della Rimembranza, inizialmente prevista in data 10 ottobre e rinviata alla domenica successiva per il maltempo, ha poi avuto un tale successo di pubblico da meritare una replica anche nelle domeniche 24 e 31 ottobre.

In queste tre domeniche, il parco è rimasto aperto mattina e pomeriggio per un programma di visite guidate a cura della Dott.ssa Elisabeth Selvaggi. I visitatori sono stati accompagnati nelle zone più recondite delle terrazze, a godere della vista sul golfo, delle oltre 40 specie di piante autoctone e della storia del complesso, seguendone le trasformazioni nel tempo.

Nel cuore delle giornate si sono collocate però nuovamente le tartarughe Caretta caretta, se pure in forma più indiretta di quella corporea avuta durante l’estate, con le sue calde notti in attesa della schiusa delle uova depositate nei tre nidi del litorale pontino.  Interessatisi alle tartarughe durante le giornate di formazione in spiaggia di cui al post del 29 settembre, alcuni studenti nelle classi di II e III media dell’IC Milani e Montessori avevano infatti deciso di approfondire l’argomento, sviluppandolo in una mostra allestita su pannelli mobili, collocati per l’occasione sopra l’ingresso al parco, dove era invece stato allestito il banchetto per l’accoglienza ai visitatori.

Accompagnati dalle loro insegnanti le studentesse e gli studenti hanno presentato verbalmente i contenuti della mostra, organizzati visivamente in moduli molto chiari sulle caratteristiche corporee, di nutrizione, accoppiamento, durata di vita, ecc. delle Caretta caretta. Tutti hanno dato prova di grandi capacità di comunicazione, a volte superando una timidezza iniziale, ma comunque stimolando le capacità attentive e la curiosità dei molti adulti intervenuti, tra cui numerosi genitori.  La mostra, vivace e colorata ma anche basata su conoscenze scientifiche è poi rimasta sul luogo, fungendo anche da sensibilizzazione sui problemi collegati al riscaldamento climatico e alla difesa delle specie protette.

Tutti i visitatori del parco in queste giornate hanno portato a casa un “pezzetto” di natura, piantine aromatiche inviate per l’occasione dal WWF Nazionale, ma anche piantine messe in vaso nel parco, glicine, lecci ed altre querce, o anche semi come quelli di carrubo, raccolti sui sentieri del parco, brulicanti di vita in cerca di espressione.

In chiusura di questa cronaca, non stoni una nota di approfondimento sulle cosiddette “comunità educanti”, di cui si sente molto parlare, ma che sono poi difficilissime da realizzare. Secondo tale paradigma educativo, la scuola, invece che fungere da anello di trasmissione di saperi parcellizzati, dovrebbe essere sensibile alle esigenze dei territori e coinvolgere in processi partecipativi famiglie e società civile. L’esperienza culminata in Urban Nature al Parco della rimembranza di Terracina va considerata proprio come uno di tali processi, iniziato dal momento di educazione outdoor a fine settembre, consolidato dalle attività più propriamente curriculari e infine esteso a visitatori del parco e famiglie.

Potrebbe questa esperienza dare vita a un processo virtuoso di rinnovamento dei programmi scolastici, attento alle esigenze del territorio e a un futuro che veda l’aumento di posti di lavoro nei settori “green”? Noi ce lo auguriamo!

di Emanuela Galanti

La posizione del WWF Litorale Laziale sulla gestione dei rifiuti in Provincia di Latina

Il WWF Litorale Laziale da anni è attento al tema dei rifiuti. Lo ha fatto con importanti campagne di sensibilizzazione ma anche svolgendo un ruolo di consulente presso diversi comuni della Regione e della nostra Provincia.

Sempre attento alle vicende, soprattutto nella nostra provincia, legate alla gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, i suoi esperti hanno studiato i dati forniti da fonti ufficiali nazionali e internazionali elaborandoli e traendone le logiche valutazioni.

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2019/03/10/le-linee-strategiche-del-piano-rifiuti-della-regione-lazio-impongono-delle-riflessioni-sullintera-gestione-dei-rifiuti-urbani/

E quanto mai attuale ci sembra la lettera inviata alla Presidenza della Provincia pochi anni orsono.

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2017/06/23/sulla-gestione-dei-rifiuti-in-provincia-di-latina-il-wwf-scrive-alla-presidente-eleonora-della-penna/

Da allora poco è cambiato purtroppo e ci sembra che gli (errati e non scritti) indirizzi politici a livello provinciale, i mancati interventi su situazioni critiche pericolose per l’ambiente e per la salute, stiano avviando la nostra provincia e tempi ancor più difficili di quelli che stiamo vivendo.

Tuttavia il copione a cui tentano di farci abituare è quello di una pessima gestione dei rifiuti con interventi tampone sporadici e dannosi; la nostra provincia infatti raggiunge una percentuale di raccolta differenziata del 56,29% (fonte: Rapporto ISPRA-2020)

con valori estremamente bassi per la città più popolosa, Latina, 28,61%.

Ma il giudizio di pessima gestione dei rifiuti non deriva solo da questi scarni dati ma piuttosto da una valutazione generale di come questa incompetenza, nella migliore ipotesi di giudizio in tema di gestione dei rifiuti, abbia minato la qualità della vita dei cittadini in termini di degrado ambientale e rischi reali e purtroppo misurabili della salute delle persone; è ormai assodato infatti che vivere in prossimità, fino a 5 Km, da discariche o termovalorizzatori o impianti a biogas espone le popolazioni ad aumento di patologie gravi tra cui i tumori.

La storia in provincia delle discariche e degli impianti di trattamento dei rifiuti, innumerevoli e privati, ci fa capire come i vertici amministrativi degli enti pubblici continuino pervicacemente e colpevolmente a puntare sulle fasi finali del ciclo dei rifiuti, disattendendo completamente le

indicazioni di Europa e Regione. In queste indicazioni viene più volte richiamata l’attenzione ad evitare l’impatto ambientale in tutte le sue componenti.

L’attenzione va rivolta, al fine di evitare questo impatto, al tipo di impianti, alla quantità dei rifiuti che arrivano ai centri di smaltimento ma soprattutto alla qualità di questi.

Negli anni si è tollerata la nascita dei tanti impianti a biogas e biomasse diffusi sul territorio che vengono annoverati come impianti per la produzione di energia ma che vengono alimentati da materiale organico e quindi andrebbero valutati per il loro uso nel ciclo di smaltimento dei rifiuti, impianti che producono sostanze cancerogene e dannose per la salute e per l’ambiente. Va considerato a questo riguardo che tutti i residui delle lavorazioni agricole, abbondanti nella nostra provincia e avviati a questi impianti, sono gravati dalla presenza di pesticidi che vengono usati in quantità notevoli.

E il comune di Latina che fa?

Autorizza un nuovo e grande impianto a biogas a Latina Scalo. Ecco perché le azioni di questa provincia sono sempre state azioni che hanno adottato un rimedio peggiore del danno. 

Tornando ai due siti scelti, su cui i sindaci stanno prendendo tempo incontrando i cittadini riunitisi in comitati, ci vorremmo soffermare sulla naturalità o comunque sulle caratteristiche naturali che dovrebbe rendere inadatti gli stessi per lo stoccaggio di rifiuti. Per la valutazione tecnica attendiamo dei tecnici nominati dai sindaci di Sabaudia e Latina, e attendiamo di sapere i particolari del progetto e la qualità degli ingombranti destinati alle due zone. Quello in zona Plasmon ha già all’attivo le

difese di Sabaudia, per la prossimità del Parco, e dei comitati cittadini che hanno sottolineato la presenza di attività agricole e abitazioni nonché del passaggio, lungo tutta l’area di canali di raccolta afferenti a Rio Martino, canali che potrebbero veicolare il pericoloso percolato verso il mare. L’area è già abbastanza degradata ed infatti sede di diversi impianti di trattamento dei rifiuti, la Plasmon stessa ha ottenuto l’autorizzazione per la costruzione di un impianto a biogas. Si tratta di un’area

sottratta alla palude che rischia spesso, specie alla luce degli eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici, di subire allagamenti.

Per l’area nel comune di Fondi già la scelta di relegare l’Area industriale in località Pantanello è stata una decisione sciagurata. Si trattava, infatti, di una zona molto importante dal punto di vista ambientale, soprattutto per la biodiversità presente, ma allo stesso tempo, come tutte le zone umide, caratterizzata da delicati equilibri che la rendevano molto vulnerabile.

 In questo ambito territoriale erano presenti, e lo sono ancora, ben 4 sorgenti (Vetere, Fontana della Volpe, del Lauro, Setteacque), punti di risorgiva, un laghetto e ben tre corsi d’acqua (canale Rezzola, Vetere e Pedemontano). La zona presentava una vegetazione ricca di specie vegetali ripariali e igrofile e ospitava decine di specie animali abituali frequentatori di zone umide. Si è iniziato con la deturpazione delle sorgenti con l’impianto in rilevato di enormi e orribili tubi da parte del Consorzio di bonifica, poi è stato costruito qualche capannone industriale, sono state allargate le strade e ne sono state costruite delle altre, sono stati cementati grandissimi piazzali e installati gli impianti di illuminazione. Insomma: tutto ciò che è giusto fare in un’area industriale degna di questo nome, non certo in un sito di grande rilevanza naturalistica. La zona è stata arricchita, nel tempo, da un grande impianto per la raccolta di rifiuti inerti di origine edile e da un deposito e centro di smistamento e stoccaggio di tutti i rifiuti raccolti nella città, con il rischio che le acque di origine piovana, di dilavamento o di percolazione possano raggiungere i canali limitrofi.

In definitiva, l’ambito territoriale di Pantanello è un sito, dal punto di vista ambientale, del tutto compromesso, anche se non mancano, qua e là, residuali sprazzi di una naturalità ormai in disarmo, soprattutto nella parte ad est del canale Pedemontano in direzione della Sorgente di Vetere.

Ad un paio di km di distanza da Pantanello vi è l’ex discarica di Quarto Iannotta, una vera bomba ecologica, in cui i rifiuti indifferenziati sono stati accumulati per anni in un terreno permeabile e in cui la falda acquifera è molto superficiale e i percolati hanno continuato ad inquinare le acque che, quando non confluiscono nei canali che alimentano il Lago di Fondi, vengono utilizzate nei terreni circostanti, per irrigare le coltivazioni o abbeverare il bestiame.

Interessante è ciò che avviene nella maggior parte dei corsi d’acqua che si originano non lontano dal centro abitato e che, dopo poche decine di metri, diventano delle fogne a cielo aperto, come i torrenti che nascono dalle sorgenti di Settecannelle e di Capodacqua. Nei pressi di questi fiumiciattoli

sembra che vengano stoccati a terra, e senza alcuna protezione, rifiuti speciali, che puntualmente indirizzano il pericoloso percolato nelle acque correnti sottostanti.

In merito alla Direttiva Consiglio UE relativa allo smaltimento in discarica, l’Unione europea prevede severe prescrizioni tecniche per le discariche, al fine di prevenire e ridurre, per quanto possibile, le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare sulle acque superficiali e freatiche, sul suolo, sull’atmosfera e sulla salute umana.

Si punta l’attenzione sui rifiuti biodegradabili, o meglio, compostabili.

Ma soprattutto, come intervento prioritario, alla RIDUZIONE TOTALE DEI RIFIUTI, azione che necessita di politiche ambientali efficaci e rispettose delle comunità e dell’ambiente in cui queste vivono e della loro salute.

Quindi noi non ne facciamo una questione di NIMBY, in questo caso la nostra attenzione e preoccupazione è su tutta la provincia, regione e oltre.

Meno che meno ci si può dire, come spesso fanno gli amministratori incapaci che non si degnano neanche di rispondere ad una nostra richiesta di incontro o ad una semplice lettera: ma voi dove eravate?

La questione è che in provincia di Latina la gestione dei rifiuti è ancora quasi all’anno zero e che le poche cittadine che realizzano una discreta attività in questo campo, e sono quelle che hanno contribuito a quel modesto 56,29 %, subiscono lo stesso danno di tutti gli altri.

Le discariche sono previste come ultima ratio per la gestione dei rifiuti quindi il passo che si accinge a fare l’amministrazione provinciale di Latina ci sembra anacronistico e dannoso.

Il problema della discarica di Borgo Montello è gravissimo e fa specie che le amministrazioni siano arrivate a questa conclusione solo ora, ma spalmare su tutta la provincia questa piaga ci lascia davvero senza parole. Spiace dover dire che di nuovo assistiamo al fallimento della politica che non ha come obiettivo il benessere dei cittadini, possiamo solo augurarci che si rifletta bene sui passi da

fare adottando strategie ormai collaudate da esperienze di successo in tutta Italia che associate alla premialità, e alla tariffa puntuale, porterebbero a risultati eccellenti in pochissimo tempo.