Domenica 7 ottobre ritorna “Urban Nature” alla Rimembranza di Terracina

Anche quest’anno l’iniziativa del WWF Italia URBAN NATURE vedrà Terracina partecipare attivamente.

La giornata, tempo permettendo, avrà uno sviluppo ricco di attività all’interno del parco della Rimembranza, dove i cittadini potranno anche apprezzare i lavori di manutenzione in corso realizzati con la collaborazione di un gruppo di migranti.

Ecco il programma

IN CASO DI PIOGGIA  L’EVENTO “URBAN NATURE” SI SVOLGERA’ DOMENICA 14 OTTOBRE

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Al salone nautico di Genova tutti i numeri del tour WWF Spiagge plastic free che ha visto attivarsi anche Terracina con la campagna “Non lasciarmi qui”

È stata una grande azione di conservazione ‘attiva’ collettiva,quella che ha visto tra giugno e settembre animare 41 località costiere italiane con eventi di pulizia nel Tour WWF Spiagge Plastic Free: partito da Catania e lanciato da un appello di Fiorello e Stefania Spampinato, il tour ha toccato spiagge e scogliere dal nord al sud del paese coinvolgendo oltre 1.000 volontari di ogni età che hanno setacciato complessivamente oltre 20 chilometri di litorale. I dati del Tour sono stati presentati oggi presso il Salone Nautico di Genova.

Negli oltre 700 sacchi raccolti il ‘primato’ dei rifiuti è sempre la plastica “usa e getta”. L’evento conclusivo della Campagna #GenerAzioneMare ha lanciato WWF S.U.B una  nuova realtà di volontariato per ripulire i fondali

Coinvolgendo associazioni, enti, istituzioni locali, aziende, i volontari WWF hanno eliminato tonnellate di rifiuti e fatto tornare allo stato naturale alcune tra le più belle spiagge italiane, dalle calette e spiagge sarde alle baie del litorale laziale, dalle scogliere calabresi alle lunghe spiagge dell’adriatico. La gran parte dei rifiuti erano composti da plastica usa-e-getta: al primo posto cotton fioc (in un singolo evento addirittura più di 4.000), e poi buste di plastica, bottiglie e tappi, materiali da imballaggio, polistirolo, retine degli allevamenti di mitili, siringhe, resti di boe. Non sono mancati i rifiuti speciali (paraurti di automobili, copertoni, scaldabagni, materassi, etc.). La maggior parte comunque erano oggetti di uso comune e che, nello stile di vita quotidiano, facilmente sostituibili con altri di lunga durata o realizzati con materiali biodegradabili. La plastica, infatti, è un vero highlander dei mari e minaccia la biodiversità degli oceani.

“Sono almeno 7.000 le specie marine minacciate dalla plastica nel mondo, uccelli, mammiferi marini, tartarughe e altre specie restano intrappolate, o ingeriscono la plastica e in alcuni casi provocano addirittura avvelenamento”. Ha dichiarato la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “Oltre il 90% dei danni provocati dai nostri rifiuti alla fauna selvatica marina è dovuto alla plastica e di queste il 17% è minacciato o in pericolo critico di estinzione secondo l’IUCN. È l’effetto dei nostri comportamenti, del nostro stile di vita e questo ci deve richiamare ad un’attenzione a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello del singolo cittadino. La buona notizia è che pulire e proteggere il mediterraneo dalla plastica si può, ma richiede l’impegno e la collaborazione di tutti. Per questo un grazie speciale va alle centinaia di volontari che questa estate hanno contribuito a rendere più belle le nostre spiagge partecipando al Tour WWF, agli enti, alle istituzioni e ai testimonial che hanno sostenuto questa iniziativa. Impegni importanti sono stati presi al livello europeo, il nostro Ministero dell’Ambiente è fortemente coinvolto in questa battaglia ma non dobbiamo abbassare la guardia. Il nostro impegno continuerà anche il prossimo anno e per questo abbiamo avviato  anche l’attività di controllo e pulizia nei fondali, grazie ad una nuova rete di volontari subacquei”.

 

Il WWF ha scelto, infatti, il Salone Nautico per presentare una nuova realtà di volontariato nata nell’ambito dell’Associazione, il gruppo specializzato WWF S.U.B. (Save Underwater Biodiversityche ha già realizzato alcune operazioni di recupero di decine di metri di reti abbandonate svolte in collaborazione e supporto della Guardia Costiera.

L’invito lanciato dal Salone Nautico per liberare il Mediterraneo dalla plastica è stato lanciato anche alla comunità di diportisti per i quali il WWF ha stilato una speciale Rosa dei Venti con 8 semplici consigliper orientarsi nella navigazione a vela o a motore con uno stile ‘plastic-free’: dalla cambusa dotata di contenitori di latta o riutilizzabili, al boccione con dispenser per l’acqua al posto delle  bottiglie, dal riciclo delle vele all’uso di saponi senza microplastiche. E poi consigli sull’abbigliamento (no alle microfibre, rilasciano microplastiche ad ogni lavaggio) e sulla navigazione durante la quale si invita ad assicurare in coperta tutti gli oggetti che purtroppo rischiano di volare in mare.

Il WWF sta proseguendo la raccolta firme per la petizione #plasticfree diretta al Ministero dell’Ambiente con 4 richieste tra cui l’introduzione di una cauzione sugli imballaggi di plastica monouso. Finora la  petizione, presente anche su change.org ha raccolto oltre 352.000 firme, ma l’obiettivo è raggiungerne 500.000 entro l’anno.

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Successo della prima serata dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Ieri sera il Parco della Rimembranza ha visto tanti amici, vecchi e nuovi, venuti ad ascoltare Mauro Doglio che ha inaugurato la stagione estiva degli eventi culturali a cura del WWF.

 

Si è parlato di scuola, di comunicazione, di counselling e di tante altre cose ancora.

 

 

 

 

 

La serata è stata vissuta da tutti i partecipanti con emozione e grande intensità.

 

 

A chiusura dell’incontro è stato annunciato il prossimo appuntamento per mercoledì 18 luglio alle ore 21, quando nel parco il prof. Rosario Malizia presenterà il suo ultimo lavoro sull’Appia antica di cui presentiamo qui la copertina.

Inizia l’Estate dei libri alla Rimembranza

Inizia l’Estate dei libri alla Rimembranza!   

Primo appuntamento domenica 8 luglio alle 21 presso il Parco della Rimembranza per un incontro con Mauro Doglio che ci presenterà i suoi libri.
Lo scorso anno lo abbiamo ospitato per presentare il suo Romanzo “ Descrizione di una città- un romanzo sul movimento” Edizioni Change. Quest’anno ci parlerà del suo lavoro di formatore e dell’Istituto Change (Scuola di Counsellig) che lui dirige a Torino.

Come molte altre professioni in cui la comunicazione riveste un ruolo essenziale, anche quella dell’insegnante richiede strumenti adatti ad affrontare le complesse situazioni che si possono creare oggi nel rapporto con studenti, famiglie e colleghi.
L’autore, che ha insegnato per molti anni, ora tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e con loro cerca quotidianamente di individuare modi comunicativi efficaci per favorire la comprensione e il raggiungimento degli obiettivi educativi.

I libri che verranno presentati durante l’incontro sono:
Uscirne vivi. Manuale per sopravvivere a scuola ad uso delle giovani generazioni, Milano, Lupetti, 2005.
Uscirne vivi 2. Manuale per insegnanti, Milano, Lupetti, 2009.
Modi di dire. Cosa deve sapere un insegnante per condurre bene un colloquio, ebookscuola.com, 2017( questo libro è accreditato al MIUR e disponibile sulla piattaforma EBOOKSCUOLA.COM
La lettura del testo e lo svolgimento degli esercizi danno diritto a 20 crediti formativi),

L’autore

Mauro Doglio è nato ad Alessandria (Piemonte) nel 1960. Laureato in Lettere e filosofia ha insegnato per molti anni nelle scuole medie inferiori e superiori. Dal 1995 è presidente dell’Istituto Change (www.counselling.it) e Counsellor Sistemico. Svolge attività di formatore in Italia e in Svizzera.

Pubblicazioni

Sui temi educativi ha pubblicato: Media e scuola. Insegnare nell’epoca della comunicazione, Milano, Lupetti, 2000; specificatamente sulle relazioni in ambito scolastico: Uscirne vivi. Manuale per sopravvivere a scuola ad uso delle giovani generazioni, Milano, Lupetti, 2005 e Uscirne vivi 2. Manuale per insegnanti, Milano, Lupetti, 2009.
Sulla formazione in ambito sistemico ha pubblicato: Le avventure della formazione. Formazione e Counselling sistemico, Torino, Edizioni Change, 2007.

Collabora da anni con il Circolo Bateson di Roma; i risultati del suo lavoro su questo autore sono raccolti in: Imparare per ridere. Note in margine al pensiero di Gregory Bateson, Torino, Edizioni Change, 2005.

Si è occupato di retorica e ha cercato di attualizzare questa antica disciplina nel testo: Parlare per tutti. Arte della comunicazione e relazioni umane, Milano, Lupetti, 2004. Con Giorgio Bert e Silvana Quadrino ha scritto: Le parole del counselling sistemico, Torino, Edizioni Change, 2011. Con Giorgio Bert ha pubblicato: Retorica e medicina, Torino, Edizioni Change, 2013.

 

A Terracina WWF e Legambiente insieme per la Pace

Lettera aperta alla Cittadinanza e alla Amministrazione di Terracina sulla guerra in Siria del WWF Litorale Laziale-Gruppo pontino e del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”


 

 

Litorale laziale

 

LA PACE INNANZITUTTO

Ogni volta che la trattativa e la diplomazia lasciano spazio alle armi si innesca un meccanismo che fa strage  di territori portando via da questi la vita cresciuta in essi nel corso di anni e sconvolgendo un’ecologia integrale che vede uniti in maniera strettissima ambiente e essere viventi.

Gli effetti non restano localizzati nelle aree del conflitto ma data la connessione totale si riversano ovunque creando problemi anche nei territori relativamente lontani dall’area calda.

La guerra scatenata in questi giorni nell’area mediorientale non è la prima e non sarà l’ultima e come le precedenti porterà ulteriori devastazioni in una zona dove da tempo sono calpestati i diritti di popoli interi.

Sono sei anni che il conflitto siriano produce ogni giorno nuove morti e nuove distruzioni, trasformandosi da una rivolta interna contro una dittatura, ad un campo di battaglia internazionale dove si scontrano mercenari ed armamenti provenienti da ogni parte del mondo per rivendicare una egemonia religiosa, territoriale, politica ed economica, sulla pelle della popolazione siriana e distruggendo la convivenza di comunità etnicoreligiose millenarie. Oltre 400mila morti, 5 milioni di profughi, 6 milioni di sfollati interni, per una popolazione complessiva di circa 23 milioni di persone, è la fotografia attuale del disastro che non si è voluto fermare.

Abbiamo assistito nel nostro tempo di vita a troppi conflitti che non hanno risolto i problemi che li hanno motivati ma li hanno ingigantiti facendo scempio delle persone e dell’ambiente naturale in cui queste vivevano.

Dopo la seconda guerra mondiale si sono succedute quelle in Corea, nel Vietnam, nel Congo, nel Golfo, nella ex-Jugoslavia e nella miriade di altri luoghi dove si sono accesi i fuochi di guerra ma il Medio Oriente è diventato la culla di tutte le tensioni internazionali.

Spartizioni di territori, annientamento di generazioni di popoli, caccia alla residua fonte energetica fossile hanno prodotto migrazioni una volta definite bibliche e che stanno producendo eterni campi profughi in cui non esiste rispetto della dignità delle persone.

Le sofferenze patite da popoli interi generano risentimenti che non si affievoliscono nemmeno con l’avvicendarsi delle generazioni e spesso sfociano in atti terroristici che possono colpire in qualunque parte del mondo.

L’indifferenza di fronte a questi fatti è insostenibile.Si sta accettando la guerra come evento non più straordinario facendo inconsapevolmente il gioco di chi dalla guerra ha sempre tratto vantaggi. E’ un offuscamento della memoria che ci trascinerà in un baratro: c’è tra noi chi ha vissuto gli orrori dell’ultima guerra da militare o da civile e chi, più giovane, ne ha sofferto le conseguenze nell’infanzia e nell’adolescenza almeno in termini di fame e di povertà proprio come sta avvenendo oggi in tante parti del mondo.

Come cittadini attivi e ambientalisti ci sentiamo coinvolti in questa situazione drammatica e non restiamo indifferenti rispetto ai danni che si stanno portando all’umanità che ne risentirà a lungo e al pianeta che dovrà mettere in campo tutta la  resilienza di cui è capace.

Riteniamo, infatti, che ciò che sta avvenendo in Medio Oriente è anche un problema nostro e non solo perché come Paese offriamo basi per le azioni militari ma perché siamo fermamente convinti sulla necessità di rifiutare la guerra innanzitutto in nome della coscienza e poi nel rispetto della nostra legge fondamentale.

La nostra Costituzione all’Art.11 afferma con coraggio e determinazione “L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” con l’intento di eliminare la guerra per sempre dallo scenario della umanità, rifiutando ogni atto di violenza e accettando per questo la preziosa limitazione della propria sovranità a favore di un ordine mondiale che assicuri pace e giustizia.

La comunità internazionale, le potenze mondiali, tutte le istituzioni democratiche che hanno adottato i principi e le convenzioni internazionali quali basi delle proprie costituzioni e del diritto internazionale come norma e strumento per regolare i conflitti tra Stati, hanno la responsabilità di agire in questa direzione, fermare il flusso di armi ed isolare i responsabili dei crimini di guerra per portarli ad un giusto processo.

  • Le Istituzioni, a partire dal nostro governo, l’Unione Europea, l’Assemblea ed al Consiglio delle Nazioni Unite, agiscano per fermare questa nuova escalation di guerra, si impegnino concretamente, oltre le dichiarazioni, a costruire la pace in Siria, negli interessi e nel diritto del popolo siriano, facendo cadere quei veti e quei tatticismi che alimentano la prepotenza e le guerre, e si ponga fine a questa crudele  “rissa da bulli di strada” sulla Siria tra russi ed americani “il cui prezzo è stato e continuerà ad essere pagato solo dalla popolazione siriana”.
  • I cittadini di Terracina riflettano, si interroghino seriamente su quale direzione abbia preso il nostro mondo moderno e per un momento pensino a quale mondo stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi. Considerino con sensibilità e compassione che ogni volta che incontriamo uno “straniero” stiamo incontrando un altro membro della “famiglia umana” che va trattato con rispetto, con affetto, con comprensione ed altruismo come in una famiglia.
  • Chiediamo che l’Amministrazione comunale non resti muta di fronte a questi fatti drammatici ma dia un segno tangibile di rifiuto della guerra e mostri un atteggiamento nuovo, aperto, solidale e compassionevole di fronte all’accoglienza.

Le bandiere della Pace sventolino nella nostra città, nelle sedi comunali, in tutte le scuole, ovunque, come segno chiaro che la nostra Città rifiuta la sofferenza e desidera invece la felicità duratura di tutti i popoli del mondo.

Terracina, 18 aprile 2018

Incendi in estate e crolli e caccia in inverno, le stagioni di Monte Leano.

In questi giorni si sono verificati crolli di massi da Monte Leano che hanno allarmato oggettivamente i residenti nella zona e quanti in città sono preoccupati del pessimo uso che si sta facendo del territorio.

La zona durante l’estate è stata attraversata da un incendio devastante che ha lasciato nuda gran parte della superficie della montagna favorendo così il fenomeno di erosione del terreno.

Nella parte di questa area che ricade nel Parco del Monti Ausoni, in questi stessi giorni sono stati colte in flagrante alcune persone dedite alla caccia al cinghiale.

Ricordando anche il rinvenimento avvenuto giorni fa di una mucca al pascolo sul bruciato, cosa altro deve accadere sui nostri monti per poter vedere una reale azione di tutela?

La presidente del WWF Litorale laziale, Franca Maragoni, ha inviato alla stampa un comunicato:

Lo sport della caccia

Nel Parco Naturale Regionale? A caccia chiusa? Su terreno percorso dal fuoco? Niente può fermare l’esercizio dello sport.

Si apprende  che, a seguito di diverse segnalazioni, tre soggetti tra coloro i quali amano definirsi cacciatori sportivi, sono stati colti dal Nipaf alle pendici del Monte Leano, in chiaro ed evidente atteggiamento di caccia al cinghiale. Ora, aldilà delle facili battute sulla loro sportività, ci si chiede, cosa sia stato fatto per impedirglielo.

Certo, il WWF come chiunque altro, non può ritenersi portatore della Verità, ma qualcosa da dire e da suggerire all’Amministrazione Comunale ce l’ ha.

La disponibilità a collaborare è stata più volte offerta ma, ad oggi, il Dirigente del Settore competente, seppur dimostratosi, sin da settembre, interessato, non ha trovato modo di incontrarci.

Intanto l’esercizio dello sport continua!

Il 2017 è stato un anno record per il blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

Già il 2016 era stato un anno in cui il blog aveva raggiunto un numero altissimo di visite (15.470) ma nell’anno appena concluso questo numero è stato superato abbondantemente; le visite nel 2017 sono state quasi mille in più (16.421).

Nel corso dell’anno sono stati pubblicati 128 articoli e ogni visitatore ne ha letto in media poco più di due.

6 sono stati gli articoli letti da più di 200 persone.

Eccoli

Il traffico aereo fonte di grave inquinamento, l’analisi dell’ISDE-Medici per l’Ambiente   (245)

Benessere in natura, cultura e sostenibilità nel cartellone delle attività estive alla Rimembranza  (239)

A Terracina è in funzione l’isola ecologica, utilizziamola  (235)

Aspettando l’Ora della Terra, a Terracina proiezione pubblica del film di Leonardo Di Caprio “Before the Flood”   (229)

Alternanza scuola-lavoro con il WWF, a Terracina e nel capoluogo  (223)

Oggi a Terracina il convegno “Agricoltura e Salute” ha fatto conoscere a un pubblico di amministratori, agricoltori, cittadini e studenti i rischi derivanti dall’uso di pesticidi nelle coltivazioni e nello stesso tempo le opportunità anche economiche di un’agricoltura senza chimica  (202).

Le medie giornaliere delle visite nei diversi mesi si sono distribuite in questo modo

Ovviamente, sulla rete i lettori sono globali e questa è la statistica delle provenienze geografiche numericamente più rilevanti delle visite

 

Gli argomenti maggiormente presenti sul blog sono stati nell’ordine:

 

5 dicembre, Giornata mondiale del suolo

LE AREE METROPOLITANE DIVORANO IL TERRITORIO
IN 50 ANNI URBANIZZAZIONE +300%,
180 MILA NUOVI EDIFICI IN ULTIMI 10 ANNI
Nelle 14 aree metropolitane italiane la percentuale della superficie urbanizzata dagli anni 50 ad oggi è più che triplicata (si è passati dal 3% di territorio urbanizzato al 10%) e in città come Milano e Napoli si è andati, nello stesso periodo ben oltre, passando dal 10 al 40% del proprio territorio urbanizzato. In poco più di 50 anni, nelle 14 aree metropolitane italiane sono stati convertiti ad usi urbani circa 3500 kmq di suolo, un’area di poco superiore all’intero territorio della Val D’Aosta.
Alla vigilia della giornata mondiale del suolo del 5 dicembre il WWF ha pubblicato, grazie alle elaborazioni del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila che da anni collabora con l’associazione, un report originale ed inedito sulle 14 aree metropolitane, enti che coprono 50mila kmq e che interessano circa 1300 comuni (16% del totale), dove risiedono 21 milioni di abitanti, pari al 40% della popolazione italiana.
Questa crescita impetuosa è dovuta, ricorda il WWF, ad un incremento demografico che si è concentrato nel territorio dei comuni delle aree metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) facendo registrare dal 1951 al 2001 un aumento di ben 12 milioni di persone (circa 2,5 milioni di abitanti in più ogni 10 anni), mentre nel decennio dal 2001 al 2011 l’energia del fenomeno è diminuita con solo 600mila nuovi abitanti.
Ecco il dossier
“Un’altra legislatura volge al termine ed ancora l’Italia non ha una legge per limitare il consumo del suolo. È ormai evidente che gli appelli per approvare un provvedimento fermo da mesi al Senato sono caduti nel vuoto. Non solo il 10% del nostro territorio è già occupato da insediamenti urbani o infrastrutture ma quotidianamente s’impoverisce la qualità del nostro patrimonio naturale, dei nostri paesaggi. Come evidenzia il lavoro del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila la polverizzazione delle edificazioni in aree vastissime (sprinkling) ha portato alla frammentazione, alla “insularizzazione” degli habitat naturali più preziosi del nostro Paese: nella fascia chilometrica in immediata adiacenza ai Siti di Interesse Comunitari (SIC), dal 1950 al 2000, l’urbanizzazione è salita da 84mila ettari a 300 mila ettari, con un aumento medio del 260%”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che conclude: “Se consideriamo che il consumo del suolo in Italia viaggia al ritmo di 30 ettari al giorno (ISPRA 2017) non possiamo non evidenziare come l’inerzia del Parlamento sul disegno di legge sul consumo del suolo (fermo da 553 giorni) ha già provocato la perdita di altri 17mila ettari circa. Non resta quindi che appellarsi ai Comuni che da subito potrebbero diventare gli attori di una rivoluzione nella pianificazione urbanistica”.
I ricercatori dell’Università dell’Aquila, coordinati dal professor Bernardino Romano, membro del comitato scientifico del WWF, evidenziano come si sia passati dal 1950 ad oggi da una densità abitativa di 305 ab/kmq agli attuali 426 ab/kmq valori questi sempre superiori alle medie nazionali del periodo (157 ab/km nel 1951 e 197 ab/km su scala nazionale). Va sottolineato come nelle aree metropolitane di Napoli e Milano l’indice di densità abitativa raggiunge valori di 10 volte superiori al valore medio nazionale.
Come rilevato da ISTAT e ricordato dal WWF, tra il 1946 e il 2000 sono stati costruiti in queste aree oltre 2.000.000 di edifici ad uso residenziale, pari a 37mila edifici ogni anno, corrispondenti a 100 edifici al giorno. I dati degli ultimi 10 anni (2001-2011) mostrano come l’energia di tale fenomeno sia diminuita (180.000 nuovi edifici contro i 400.000 mediamente realizzati per ogni decennio precedente) ma comunque non del tutto esaurita. Gran parte di questi nuovi involucri edilizi sono concentrati nelle aree metropolitana di Roma (circa 35.000) e di Torino (circa 21.000).
Ci sono poi alcune situazioni peculiari che il gruppo di ricerca che collabora col WWF ritiene che sia bene evidenziare nel rapporto tra edificazione e variazione demografica: ad esempio nel territorio della città metropolitana di Messina a fronte di un aumento di circa 200 abitanti (2001-2011) sono stati realizzati nello stesso periodo oltre 8.300 nuovi edifici, quasi 37 per ogni nuovo abitante mentre nella città metropolitana di Napoli ben tre nuovi edifici sono sorti per ogni abitante perso, Cagliari invece ne ha realizzati 2 per ogni nuovo abitante.
L’analisi dell’indice di non occupazione delle abitazioni (numero di abitazioni vuote rispetto al totale delle abitazioni calcolato su base comunale) denota un valore medio molto basso pari al 16% (la metà dell’omologo valore rilevato in Appennino). Il valore più basso si registra nell’area metropolitana di Milano (solo il 6% delle abitazioni risulta essere non occupato) mentre i valori più elevati sono stati riscontrati nei territori delle città metropolitane di Reggio Calabria, Palermo e Messina.

Roma, 4 dicembre 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 332 – 266 – 213

Cel. 340 9899147 – 329 8315718

Ambiente: WWF, da Parlamento Europeo una mozione per agricoltura amica della biodiversità

Ieri il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che supporta l’Action Plan for nature, people and the economy e chiede che le future politiche agricole dell’Unione europea contribuiscano fortemente alla protezione della natura in Europa.

Sabien Leemans, Senior Policy Officer Biodiversità del WWF, ha dichiarato: “Siamo lieti di vedere che il Parlamento stia sostenendo l’Action Plan dell’UE per intensificare l’attuazione delle leggi europee sulla natura. E, cosa più importante, i deputati europei sottolineano che la lotta contro la perdita della biodiversità richiederà maggiore azione e volontà politica. Affrontare l’impatto di un’agricoltura non sostenibile nella prossima riforma della PAC e investire più fondi UE nella protezione della natura sarà cruciale”.

Mentre la Commissione dovrebbe presentare la sua comunicazione sulla PAC (la Riforma della politica agricola comune) il 29 novembre, il Parlamento europeo ha sottolineato il preoccupante declino delle specie e degli habitat associati all’agricoltura insostenibile e alla necessità che la prossima PAC promuova pratiche agricole sostenibili e fermi i sussidi nocivi per la natura d’Europa.

Il Parlamento ha inoltre sottolineato la necessità cruciale di aumentare il budget associato alla protezione della biodiversità nel prossimo bilancio dell’UE. Il WWF accoglie favorevolmente la richiesta di nuovi meccanismi finanziari per la conservazione della biodiversità e la gestione della Rete Natura 2000. Essi verranno inclusi nei fondi di sviluppo agricolo, rurale e di sviluppo regionale.
Il WWF sottolinea positivamente anche il sostegno del Parlamento alla strategia per fermare il declino degli impollinatori (come le api) e un impegno a realizzare una Rete Trans-Europea di infrastrutture verdi (TEN-G) per migliorare la connettività all’interno della rete Natura 2000.

Gli eurodeputati citano anche le sfide dovute al ritorno dei grandi carnivori in Europa. Per WWF il ritorno di specie come orsi e lupi dimostra che, investendo nella conservazione della natura e nella cooperazione tra i diversi soggetti interessati, si possono raggiungere risultati positivi. Possibili conflitti possono essere evitati con misure preventive per la protezione del bestiame e la messa in campo di un regime di indennizzi.

[1] Il piano d’azione dell’UE è stato adottato dalla Commissione nel mese di aprile

 

Wwf Italia

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Il WWF aderisce alla manifestazione indetta da LIBERA e FNSI per la legalità e la libertà di stampa

Alla manifestazione indetta da Libera e Federazione Nazionale Stampa Italiana

per giovedì prossimo alle ore 17 a Ostia sarà presente anche il WWF

La gravità di quanto accaduto ad Ostia chiama ciascuno di noi a dare un segnale tangibile contro atti indegni, inaccettabili per una società civile, per la democrazia faticosamente raggiunta nel nostro Paese.

 

In un territorio nel quale è nota la presenza di attività criminali con pesanti risvolti non solo sociali ma anche ambientali – si pensi alla tremenda sequenza di incendi che hanno funestato la scorsa estate o agli abusi in aree protette –  è necessario manifestare con decisione il ripudio di atteggiamenti e comportamenti che in alcun modo e forma possano essere anche solo parzialmente giustificati.

 

Sul Litorale di Roma il WWF è da sempre impegnato nella difesa della legalità, nel contrastare illeciti o irregolarità che abbiano minacciato o rischiato di minacciare questo territorio o il mare che lo bagna.

 

Estendiamo a tutti l’invito lanciato dagli organizzatori a trovarci ad Ostia il 16 novembre per sostenere legalità e libertà di stampa.

 

Per aderire scrivere a:

organizzazione@libera.it