Differenziare i rifiuti è bene, ridurne la produzione è meglio; siamo nella Settimana Europea della Riduzione dei rifiuti

La SERR (Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti) in corso di svolgimento vede l’Italia al vertice della Comunità Europea per numero di iniziative programmate, quasi 6.000.

Il Comune di Terracina non ha aderito formalmente ma si è attivato insieme alle associazioni e all’Agenda 21 perché anche nella nostra città venisse affrontato con iniziative divulgative il tema importante della prevenzione della produzione dei rifiuti.

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La riduzione della produzione dei rifiuti ne rende più agevole la gestione e soprattutto fa diminuire il prelievo di risorse naturali da conservare per le future generazioni.

Ecco un bel video curato dalla giornalista Marinella Correggia che sabato parlerà ad alcune classi del liceo e nel pomeriggio interverrà nell’incontro pubblico.

 

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Nel corso per immigrati tenuto da Maison Babel intervento del WWF Litorale Pontino sul tema rifiuti

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E’ venuto proprio opportuno l’invito dell’Associazione interculturale Maison Babel al WWF per una conversazione sui rifiuti agli allievi, tutti migranti, che seguono un corso di lingua italiana.

Il primo incontro, infatti, è caduto durante la Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti ed è servito per una introduzione al tema dei rifiuti con un excursus storico che ha evidenziato la rilevanza data ad esso dalle grandi religioni.

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Si è parlato della necessità di ridurre la produzione dei rifiuti la cui enorme quantità ne rende difficile una gestione sostenibile oltre a sottrarre ingenti risorse naturali alle future generazioni.

 

 

 

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Il secondo incontro si terrà tra due settimane e sarà incentrato sul come comportarsi nella nostra città dove è in corso una nuova metodologia di raccolta dei rifiuti che ha eliminato i cassonetti dalle strade e dalle piazze.

Prevenire è meglio che curare; il WWF contro il consumo di suolo, una delle cause dei disastri alluvionali

 genova_11ottobre2014_fotoyoureporter_16420Intervento di Gaetano Benedetto, Direttore politiche ambientali WWF Italia, durante la conferenza stampa sul tema consumo del suolo indetta  il 20 novembre a Montecitorio  dall’onorevole Catania per presentare il suo disegno di legge sul consumo di suolo.

 

 


La velocità dei fenomeni calamitosi legati ai cambiamenti climatici è inversamente proporzionale a quella delle risposte che siamo in grado di porre in essere. E così accade che in Italia la rapidità e la frequenza dei disastri alluvionali è inversamente proporzionale alle decisioni che dovremmo assumere per fermare la cementificazione del territorio o intervenire almeno nelle aree di massimo rischio.
La vittima predestinata della cementificazione è la campagna, un habitat fondamentale per ‘arginare’ alcuni degli effetti disastrosi del cambiamento climatico. Le aree agricole sono, infatti, in grado di assorbire le acque meteoriche, sono capaci di garantire lo spazio necessario per l’espansione delle acque di piena nelle esondazioni dei fiumi, prima che queste travolgano le città o i nuclei abitati.  Invece, mentre i disastri si susseguono, si continua a costruire ovunque, non si chiudono le pianificazioni paesaggistiche che impongono i vincoli di inedificabilità e si derogano, sino a stravolgerli, i piani regolatori vigenti.

Per il WWF il Parlamento e il Governo in questo quadro dovrebbero mettere come priorità i lavori che riguardano il consumo del suolo e chiuderli con la stessa rapidità con cui sono stati chiusi altri provvedimenti.

Ma se da un lato servono certamente norme nuove, e quelle proposte dall’On. Catania sono fondamentali ed innovative, da un altro occorre applicare quelle vigenti ad iniziare da quelle del Codice dei Beni Culturali, le uniche che tramite i piani paesaggistici sono in grado di dare al territorio una programmazione di tutela sovraordinata rispetto ad ogni altro strumento di pianificazione territoriale ed urbanistica.

In questo quadro, il WWF chiede che almeno per le aree a rischio e per le fasce di rispetto dei corsi d’acqua (150 metri dalla sponda) e delle coste (300 metri dalla battigia), si stabilisca da subito una moratoria per ogni nuova costruzione fino a quando le regioni competenti non completino la pianificazione paesaggistica.

Siamo certi che in questo modo la pianificazioni si farebbero velocemente e si chiuderebbero, e con esse avremmo regole certe d’intervento che con i nuovi strumenti introdotti con le proposte dell’On. Catania porrebbero finalmente una decelerazione al consumo del suolo che in Italia, nonostante tutto, si continua quotidianamente a perpetrare”.  

Il video della conferenza stampa.

L’amianto colpisce anche qui, 90 morti in provincia di Latina (5 a Terracina) in questi primi anni del duemila

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Stamani in Comune si è tenuto l’incontro del Tavolo tecnico sul cemento-amianto gestito dal delegato del sindaco, Valerio Golfieri.

 

 

 

Erano presenti, oltre a Golfieri e all’ing. Sperlonga dell’ Ufficio tecnico, il dottor  Fulvio Cavariani, direttore del CRA (Centro Regionale Amianto) della Regione Lazio, i dottori Ruta e Corpolongo dell’ASL, i rappresentanti del WWF Litorale Pontino e dell’associazione Per vivere, il presidente e il segretario dell’Agenda 21 locale.

L’intervento del direttore del Centro Regionale Amianto è servito a conoscere dati regionali e della provincia di Latina in merito alle tonnellate di RCA (rifiuti contenenti amianto) smaltite nel 2013  (2.000 in provincia) e ai casi di morti per mesotelioma iscritti nel Registro Tumori dal 2001 al 2014 (90 in provincia di cui 5 nella nostra città).

La presenza di Cavariani ha anche dato una spinta ad operare pur in assenza di una legge regionale ad hoc per attivare un monitoraggio della quantità di materiale contenente amianto presente nel territorio comunale e ad avviare un progetto di microraccolta come già realizzato in altre parti d’Italia.

Cavariani tra l’altro ha fatto sapere che in Regione sono disponibili ortofoto di tutto il territorio nazionale prodotte nel progetto GEA  di controllo delle colture agricole, utili per un censimento delle coperture in cemento-amianto. Inoltre ha parlato di un algoritmo predisposto per l’analisi dei materiali contenenti la fibra pericolosa. Si chiama AMLETO

Ha sollecitato la collaborazione dei presenti per una pressione nei confronti della Regione Lazio finalizzata all’approvazione della legge regionale il cui testo è pronto da tempo.

Una discussione molto proficua ha fatto seguito all’intervento del direttore del CRA.

Ora occorre attivarsi per incontrare l’assessore regionale all’Ambiente, Fabio Refrigeri, per recuperare le ortofoto del nostro territorio e per documentarsi sui progetti di microraccolta. Ovviamente, diventa necessaria una delibera di indirizzo da parte dell’Amministrazione comunale.

Per documentarsi sul CRA http://www.prevenzioneonline.net/

Il WWF Litorale Pontino è ancora qui

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Il WWF Italia ha attraversato negli ultimi decenni diversi momenti di ristrutturazione con tutti i traumi conseguenti di adattamento al livello locale e anche oggi ci troviamo in un simile passaggio. Ci sono difficoltà ma come nel passato potremo superarle con spirito di collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. La notizia apparsa ieri su un quotidiano online non proviene dagli organi dell’associazione ma da voci raccolte all’esterno. Ecco la smentita con le firme del presidente del WWF Litorale Pontino e del Delegato regionale del WWf Lazio.

 

 

 

 

Il WWF Litorale Pontino non è a rischio di estinzione.

La Struttura Territoriale Locale “WWF Litorale Pontino” ed il WWF Lazio, in merito all’articolo comparso sul sito “H24Notizie” on line, vuole rassicurare soci e simpatizzanti: l’ombrello del “Panda” non si chiude, ed in particolare non si chiude sul “WWF Litorale Pontino” che in 30 anni ha portato avanti, e continua tutt’ora, ad affrontare importanti battaglie per l’ambiente con il sostegno, la fiducia e la collaborazione di tutto il WWF. Le notizie riportate sono frutto di informazioni fornite da persone evidentemente poco a conoscenza dei fatti e che comunque non rappresentano il WWF.

E’ vero che nella struttura del WWF sia in corso un processo di riorganizzazione, ma si tratta di un processo che ha l’obiettivo di integrare maggiormente tutte le dimensioni in cui il WWF opera – ed è la sua forza da tutti riconosciuta – ovvero quella internazionale, nazionale, regionale e locale. “Pensare globalmente ed agire localmente” non è per il WWF un semplice slogan, ma uno stile di lavoro che ne ha fatto la più importante organizzazione ambientalista a livello mondiale.

Presidente del WWF Litorale Pontino   Domenico Carafa

Delegato regionale WWF Lazio            Andrea Filpa

A Ecomondo 2014 si è parlato anche dei mozziconi di sigarette a terra

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Tra i tantissimi espositori presenti a Rimini alla Fiera di Ecomondo dedicata a Rifiuti, Acqua, Energia e Mobilità sostenibile c’era anche chi è impegnato nella raccolta differenziata dei mozziconi di sigarette.

 

 

 

 

 

 

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Questa azienda propone una campagna di sensibilizzazione ambientale che “ha l’intento di divulgare una corretta raccolta dei mozziconi di sigaretta, attraverso l’utilizzo di contenitori idonei e nel contempo sensibilizzare le varie categorie di utenti (amministrazioni pubbliche, enti, associazioni di categoria, imprese, scuole, attività commerciali/industriali/artigianali….) a un maggior rispetto dell’ambiente.”

 

 

 

 

 

Punto di forza dell’azienda è lo studio dell’ENEA presentato a Roma quattro anni fa <<L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato.>>

Questo rifiuto che in Italia proviene da circa 13 milioni di fumatori che consumano ogni anno circa 72 miliardi di sigarette rilascia nell’ambiente:

  • Nicotina                                            324  tonnellate
  • Polonio-210                                1.872  milioni di Bq
  • Composti Organici volatili    1.800  tonnellate
  • Gas tossici                                      21,6  tonnellate
  • Catrame e condensato           1.440  tonnellate
  • Acetato di cellulosa              12.240  tonnellate

Lo studio mette in evidenza che la maggior parte dei mozziconi buttati a terra finisce nelle fognature e nelle acque superficiali contaminandole.

 

 

A Ecomondo 2014 presentato il Progetto pilota di riutilizzo dei rifiuti

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A Rimini il 7 novembre è stato presentato il Progetto PRISCA, il progetto pilota di riutilizzo su scala a partire dal flusso dei rifiuti solidi urbani.

 

 

 

 

Nella gerarchia europea degli interventi nella gestione dei rifiuti dopo la RIDUZIONE viene la PREPARAZIONE AL RIUTILIZZO che è al centro dell’interesse del Progetto PRISCA. Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma Life+Ambiente 2011.

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Allungare la vita degli oggetti dopo l’uso dando opportunità di lavoro è l’obiettivo del progetto.

Ecco il video di presentazione      http://www.youtube.com/watch?v=Ra_tgoskBw0#t=33

Maggiori informazioni sul sito    http://www.progettoprisca.eu

A Ecomondo 2014 gli Stati generali della Green Economy

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Gli Stati generali della Green Economy tenutisi a Rimini nei giorni 5 e 6 novembre hanno avuto al centro lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana.

 

 

 

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L’importanza dell’appuntamento è sottolineata dalla presenza nei due giorni dei ministri Gian Luca Galletti, Ambiente e Tutela del territorio e del Mare, e Giuliano Poletti, Lavoro e Politiche sociali.

 

 

Dopo la presentazione introduttiva del primo giorno i lavori si sono sviluppati in sette sessioni tematiche di approfondimento e consultazione:

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Le relazioni dei coordinatori delle sette sessioni hanno fatto da trampolino di lancio alle premiazioni di tre aziende che hanno realizzato grandi prestazioni sulla strada della sostenibilità ambientale:

Saint-Gobain Vetri-Verallia  Primo premio per l’ecodesign  

Cascina Pulita Primo premio per lo sviluppo ecosostenibile nella gestione dei rifiuti in agricoltura

GreenApes Primo premio per le start up per la green economy con un’App che misura nella quotidianità i comportamenti ecosostenibili delle persone

Altre aziende sono state segnalate per le loro ottime prestazioni.

 

Prevenire è meglio che curare, dal Festival della scienza di Genova un appello per un’economia basata sul valore della natura

Dopo Genova 2014, clima, suolo e futuro. L’appello del WWF

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E’ partito dalla città simbolo degli effetti disastrosi del cambiamento climatico l’Appello firmato da oltre 30 esponenti del mondo della scienza e delle scienze sociali italiani dal titolo emblematico “Dopo Genova 2014 – Clima, suolo e futuro: per un’economia basata sul valore della natura” . 

 

Promosso  dal WWF Italia, in collaborazione con l’Associazione Festival della Scienza e Telecom Italia, l’Appello è stato presentato il primo novembre nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

Gli scienziati vogliono richiamare l’attenzione del mondo della politica, dell’economia, delle imprese e dei media per scongiurare nuovi episodi come quello recente di Genova evidenziando nove categorie di potenziali impatti attesi dei cambiamenti climatici e le principali vulnerabilità per il nostro paese insieme ad una lista di sei punti urgenti, veri e propri ‘pacchetti di azioni’ che, nella direzione della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, si chiede vengano attuate subito dal Governo e dalle istituzioni territoriali.

Nell’Appello si sottolinea l’esigenza non solo di sbloccare finanziamenti per un risanamento del territorio, ma di ‘instradare’ in maniera efficace ed efficiente tali risorse.

Gli scienziati richiamano la necessità  di uno straordinario salto di qualità innovativa ed anticipatrice per passare da politiche che continuano a perseguire azioni che provocano uno stravolgimento di un territorio delicato e intrinsecamente fragile dal punto di vista idrogeologico come quello della nostra Italia, a politiche che inseriscano prioritariamente la difesa, il ripristino e la riqualificazione del nostro territorio.

Nell’Appello è ribadita con forza soprattutto la necessità che nei processi di programmazione economica venga dato valore alla natura e ai servizi offerti dagli ecosistemi al benessere e allo sviluppo umano.

“Appare evidente come le questioni ambientali restino ancora ‘ghettizzate’ nell’ambito delle funzioni di un solo Ministero – dichiarano gli scienziati –Chiediamo l’istituzione di un Comitato Nazionale per il Capitale Naturale ai massimi livelli istituzionali (con la presenza anche del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro per lo Sviluppo Economico e del Governatore della Banca d’Italia nonché dell’ISTAT e gli altri enti di ricerca ed esperti di chiara fama sulla materia) che produca un rapporto sul capitale naturale italiano inserito nel processo annuale di programmazione economica. Questo punto è già inserito nel disegno di legge del collegato ambiente alla scorsa legge di stabilità  ed è in discussione alla Camera dei Deputati. Chiediamo inoltre sistemi di contabilità nazionale capaci di tenere in conto le dimensioni ambientali”.
Tra le richieste, l’adozione della Strategia nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, l’applicazione delle direttive europee sulle acque e sul rischio alluvionale, la promozione di un rilevamento delle situazioni di compromissione che abbiano turbato le naturali condizioni di deflusso dei corsi d’acqua, la promozione di un’azione diffusa di ripristino ecologico, indispensabile per le politiche di adattamento e infine, la manutenzione del territorio.

“L’Appello che viene rivolto al Governo e alle istituzioni che gestiscono il territorio è quello di cambiare rotta dal punto di vista culturale in maniera da dare finalmente valore alla natura – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia –  Se i sistemi naturali sono vulnerabili gli effetti che si hanno sui sistemi sociali provocheranno un incremento delle situazioni di vulnerabilità anche per essi. Una natura sana è la vera garanzia per il benessere e lo sviluppo umano. Il nuovo quinto Assessment dell’IPCC che ha rilasciato in questi giorni a Copenhagen il suo rapporto di sintesi lo conferma in maniera molto chiara: è ora di dire basta all’inazione, più tardi agiremo più costoso (economicamente, ecologicamente e socialmente) sarà il conto”.

Ecco l’appello dopogenova2014_festscienzaappello

Per approfondimenti  www.wwf.it/il_pianeta/clima_ed_energia/