La scelta migliore: riqualificare il costruito

Tutti siamo coscienti che la situazione economica del Paese e della Città sia in grave affanno e che, per dare un aiuto alle imprese, si possa e si debbano incentivare gli interventi per migliorare e rinnovare gli edifici con il doppio effetto di migliorare l’aspetto della città e di aiutare le imprese edili e chi ci lavora.

Ma non si può uscire da questa contingenza negativa con la scelta più facile, andrebbe fatto non improvvisando ma facendo la scelta migliore!

Da troppo tempo oramai, Terracina è devastata da previsioni e realizzazioni di nuove cubature edilizie, talvolta rimaste inutilizzate. E improvvisamente spuntano nuove colate di cemento, si  spianano terreni e si alzano muretti anche a pochi metri dalla battigia senza controllo e senza un piano generale che non hanno niente a che fare con l’ecobonus.

Sarebbe invece necessaria una riqualificazione edilizia che, nella sua realizzazione generalizzata, porti un concreto miglioramento architettonico e ambientale.

Un provvedimento come il Decreto Rilancio, relativamente alle possibilità di recupero di cubature esistenti e di incremento della sostenibilità ambientale, potendo cambiare radicalmente l’impronta di una Città come la nostra, si pone come importante alternativa alla realizzazione di nuove cubature, in quanto, oltre a dare nuovo impulso all’ economia locale, renderebbe adeguati ai tempi gli immobili esistenti, oltre ad aumentarne il valore venale.

Da ultimo ma non ultimo gli interventi sarebbero completamente gratuiti per i cittadini, ma solo se comportano un miglioramento energetico ed ambientale.

Umanità, Pace, Natura

Prendersi cura della Natura è un grande atto di democrazia (e la Costituzione ce lo ricorda in molti dei suoi articoli), ma soprattutto rappresenta la cura del Bene Comune.
Prendersi cura del bene comune, disinteressatamente e volontariamente, come fa il WWF, può portare solo alla Pace e alla Condivisione tra i cittadini.

Questo ci hanno insegnato e lasciato in eredità i
fondatori del WWF a Terracina, Emilio Selvaggi e Giovanni Iudicone:
lavorare per la Natura, per la Pace e per la Democrazia.

Ieri invece abbiamo assistito alla umiliazione di questi principi: vedere approvata una mozione di intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante, e ciò che è peggio, associandolo alla figura di Berlinguer, è stato davvero doloroso.
Siamo donne e uomini liberi, nati in un paese liberato dalla dittatura fascista. Per questo siamo contrari a tutte quelle forme di ossequio a fatti e persone che possano ricordare quel terribile periodo e, soprattutto, riabilitarne la memoria, calpestando e riscrivendo la Storia.

La “cattiva stagione” delle piante

di Elisabeth Selvaggi

Ora che la primavera è finita le nostre colline si tingono di oro.

Dove la macchia mediterranea non è abbastanza fitta, magari a causa degli incendi che si sono succeduti nel tempo, alcune piante affrontano la loro “cattiva stagione”, calda e arida e vanno in estivazione. Piante come l’euforbia dopo essersi tinte di rosso violaceo in primavera, ora perdono le foglie e rimangono completamente spoglie. Da noi mantenere verde un prato non è facile, siamo costretti ad annaffiarlo di continuo e se la gramigna si insedia è lei la prima a creare quelle simpatiche macchie gialle di foglie secche nel prato che non a caso si chiama “inglese”. Non avendo una estate piovosa come in Inghilterra il prato verde costa una gran fatica ed energia in un ambiente mediterraneo come il nostro. Ora in nord Europa il grano è ancora verde, mentre da noi è già bello dorato. E i fili d’avena dondolano al vento estivo come i capelli biondi di una fanciulla. Pochi sono i fiori rimasti: i fiori di rovo, i cardi, le scabiose, belle solo se guardate da vicino e le alte carote selvatiche che fanno da posatoio per le leggere farfalle.  

Tra tutte le piante che si seccano d’estate la più significativa è la “stramma” con le sue foglie sottili e i pennacchi bianchi. Guai provare a strapparne le foglie! Piccoli peli silicei vi tagliano le mani. Tanti sono i nomi di questa che è una delle piante più caratteristiche della natura e della cultura mediterranea come il suo nome scientifico racconta: Ampelodesmos muritanicus. L’indicazione geografica nord africana ci dà una connotazione sul tipo di ambiente in cui vive, mentre il nome del genere che significa “legaccio per le viti” ci ricorda la viticultura per l’uso che si faceva delle sue foglie. Ma tanti altri erano gli usi di questa pianta: le foglie essiccate e battute venivano intrecciate per farne corde, cestini, cappelli, impagliare fiaschi e sedie, per rivestire le capanne e non ultimo come “strame” nelle stalle. La cultura agrosilvopastorale utilizzava molto questa pianta anche perché lasciarla era immangiabile per gli animali e spesso veniva bruciata in modo da farla ricrescere più tenera in autunno.

Purtroppo la sua alta infiammabilità contribuisce agli incendi estivi: brucia velocemente e il pennacchio dissemina scintille trasportate dal vento. La stramma domina là dove la frequenza degli incendi ha fermato lo sviluppo della successione vegetazionale che normalmente avrebbe portato da stramma, ginestra spinosa e cisti a cespugli di lentisco, mirto e alaterno fino all’insediamento della macchia alta di leccio. Basta molto poco per un piromane che conosce la macchia provocare un incendio proprio partendo da questa pianta.

Ma forse proprio la stramma potrebbe trovare un nuovo utilizzo, più attuale, più moderno, per poter aiutare a difendere le nostre montagne dagli incendi estivi.

Al via #amolamiaterra, la campagna di crowdfunding ideata da Lisa Tibaldi in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

#AmolamiaTerra

perchè non siamo solo parole …

Presentazione della Campagna di Crowdfunding.

in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

27 Giugno ore 11:00

Sala Ribaud Comune di Formia

Piazza Municipio, Formia (Latina)

Si può dare un contributo all’ecosostenibilità anche scegliendo degli accessori moda.

Questo è il filo conduttore, l’idea, da cui scaturisce la campagna di crowdfunding #AmolamiaTerra promossa dall’azienda “Lisa Tibaldi Terra Mia”, nata alla fine del 2018 con l’idea e il sogno di creare delle collezioni haute couture di accessori moda donna ecosostenibili, a forte connotazione territoriale, destinate ad un mercato di eccellenza.

Sabato 27 giugno alle ore 11:00 presso la sala Ribaud del Comune di Formia (Latina) verrà presentata e lanciata ufficialmente la campagna promossa in collaborazione con il WWF Litorale Laziale. Interverranno la stilista e ideatrice della campagna Lisa Tibaldi Grassi, il Sindaco del Comune di Formia Paola Villa, Franca Maragoni Vice Presidente del WWF Litorale Laziale, Carmela Cassetta, Presidente del Parco Riviera di Ulisse, Giorgio De Marchis, Direttore del Parco dei Monti Aurunci, Roberta D’Annibale, Presidente della Cna di Latina e Vicepresidente del Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA di Latina e Alfieri Vellucci, Presidente della XVII Comunità montana dei Monti Aurunci.

La campagna di crowdfunding terminerà il 6 settembre 2020.

Inizialmente la campagna era stata schedulata per l’8 marzo scorso, data, purtroppo di inizio del lockdown. Lisa Tibaldi Terra Mia ha deciso di mettere ugualmente on-line il sito di riferimento www.lisatibalditerramia.com anche per sottolineare il ruolo della donna nell’imprenditoria, quale promotrice attiva di una visione ecosostenibile.

Durante la quarantena la startup sud-pontina ha aderito anche al progetto nazionale “Filiera Moda per l’Italia- Emergenza Covid-19”;  progetto, nato dalla volontà di CNA Federmoda, supportata da altri partner quali Unindustria, Sportello Amianto e SMI – Sistema Moda Italia,   con l’importante compitodi creare una rete di imprese per la produzione di materiale sanitario, dai dispositivi medici, al materiale ad uso della collettività.

Accessori moda ecosostenibili a forte connotazione territoriale, questo è il fulcro della collezione bijoux creata da Lisa Tibaldi Grassi, rivisitando in chiave “haute couture” l’uso della “stramma”, fibra vegetale tipica della Terra Aurunca, arricchendola di lavorazioni innovative. 

Già nel 2015 Lisa Tibaldi Grassi era stata ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”, denominata “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio”. Esposizione che ha avuto come location d’eccezione, tra le altre, il prestigioso Museo delle Civiltà – Arti e Tradizioni Popolari di Roma.

#AmolamiaTerra” permetterà con un contributo variabile, non solo di ricevere “special gifts” originali, esclusivi, in edizioni limitate o numerate dal valore ben superiore a quanto donato, ma anche di dare un supporto reale e concreto al WWF Litorale Laziale, al quale una parte del crowdfunding è destinato, per progetti legati alla prevenzione degli incendi, alla tutela e al ripristino del patrimonio boschivo.

La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming Facebook, sulle seguenti pagine:

su https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

su https://www.facebook.com/Telegolfo/ 

su https://www.facebook.com/radioantennaverde

In diretta radio  e video sulle frequenze di  RAV Radio Antenna Verde (media partner dell’evento): https://www.radioantennaverde.it/video.html e video su RTG Telegolfo (media partner dell’evento) canale 810 del digitale terrestre.

Di seguito i link dove è possibile visionare la compagna in anteprima e le pagine ufficiali sui social di Lisa Tibaldi Terra Mia:

https://amolamiaterra.lisatibalditerramia.com/index.html

Facebook: https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

Instagram: https://www.instagram.com/lisatibalditerramia/

Twitter: https://twitter.com/TibaldiMia

Linkedin: https://www.linkedin.com/company/lisa-tibaldi-terra-mia/

Il programma dell’evento di presentazione

Brevi cenni biografici su Lisa Tibaldi Grassi

Stilista e designer romana, per diversi anni ha ricoperto il ruolo di Creative Director in aziende di elegante Donna in Italia e in Spagna, ideando e coordinando collezioni nazionali ed internazionali con diversi partners, soprattutto in Cina, India ed Indonesia.

Da anni ha scelto di tornare nella sua terra d’origine dove lavora nell’Atelier di Santi Cosma e Damiano (Latina)  realizzando abiti sartoriali d’Alta Moda e Sposa.

Nel 2013 è stata invitata a chiudere la Montecarlo Fashion Fair, ha vestito l’orchestra ed il coro del Festival di Sanremo e dal 2014 veste trasmissioni televisive nazionali di successo come «Uomini e Donne», «Temptation Island» «Temptation Island Vip» su Canale 5 ed il cambio look di «Detto fatto» su Rai 2.

Dal 2015 è stata impegnata nel progetto “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio” che l’ha vista ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”.

Dal 2018 è ideatrice e fondatrice della start up Lisa Tibaldi Terra Mia. Vincitrice del Bando regionale Fondo della creatività 2018. L’Impresa è stata scelta quale Testimonial 2018 per la presentazione del Bando 2019 e come Impresa Donna per la presentazione del Bando Imprenditoria femminile presentato a Roma. L’Azienda ha ottenuto l’ambito riconoscimento di Impresa iscritta nell’albo regionale dell’artigianato artistico e tradizionale.

CI HA LASCIATI GIOVANNI IUDICONE

Questa mattina ci ha lasciati, dopo una breve malattia, Giovanni Iudicone. E’ una perdita immensa, per tutta la città, la famiglia, gli amici e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo. Se n’è andato un un uomo di cultura, un ambientalista attivo da sempre, un professore amato e stimato, un uomo saggio e gentile, sempre aperto, disponibile e curioso nei confronti della vita. Siamo infinitamente addolorati, ma anche grati di averlo avuto con noi e di aver condiviso con lui tante avventure e battaglie. Non lo dimenticheremo mai.Ciao Giovanni.

Daini nel Parco Nazionale del Circeo

In questi giorni circola sulla rete una polemica sulla gestione dei daini all’interno del Parco del Circeo che prevede un ridimensionamento degli animali divenuti in numero eccessivo rispetto all’ambiente ristretto che li ospita.

Esistono protocolli imposti dalle diverse Istituzioni scientifiche che vanno seguiti alla lettera per evitare che una specie con la sua crescita facilitata dall’assenza di predatori impedisca lo sviluppo armonico di altre specie animali e vegetali nel proprio areale.

Riguardo alla  notizia citata abbiamo chiesto e ottenuto un comunicato da parte del Parco.

Il comunicato risponde anche ad un’altra questione, quella dei mufloni sull’isola di Zannone.

Eccolo integralmente.

Al Parco nazionale dei Circeo non è prevista e mai sarà prevista una mattanza di daini e nessun cacciatore o sele-controllore sparerà mai dentro l’area protetta.

Tra le finalità dei Parchi nazionali italiani definite dalla legge 394/91 risulta la conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, di comunità biologiche, di biotopi, di valori scenici e panoramici, di processi naturali, di equilibri idraulici e idrogeologici, di equilibri ecologici.  La situazione creatasi nel tempo nella foresta del Circeo (Riserva della Biosfera tutelata dall’Unesco) con il sovrannumero di daini e i dannosi effetti collaterali su flora, fauna, sicurezza e altro, ha imposto una definitiva e chiara assunzione di responsabilità dell’Ente Parco per affrontare la problematica dell’espansione della popolazione di daini all’interno della Foresta Demaniale.   Il Parco quindi – seguendo le indicazioni di un autorevole istituto scientifico come l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) riportate nelle “Linee guida della gestione degli Ungulati – Cervidi e Bovidi” – ha fatto redigere un apposito Piano di gestione di controllo come previsto dalla normativa vigente, approvato con delibera del Consiglio direttivo n.2 del 23/01/2017. Il Piano ha acquisito il parere positivo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) che per altro ha invitato l’Ente Parco “…a voler operare il previsto controllo del daino con la massima efficacia”.  Sempre come previsto dalla normativa in relazione alla Rete Natura 2000, l’Ente Parco ha trasmesso il Piano alla Regione Lazio, con collegato Studio di valutazione di incidenza, ottenendo un parere favorevole.

Come già avvenuto in altri contesti del nostro Paese e dimostrato sulla base di un modello specifico, la popolazione di daino attualmente presente è destinata ad un aumento numerico e ad un’espansione dell’areale, con conseguenze distruttive ed irreparabili sia sulla biocenosi vegetale (complesso di popolazioni vegetali che vivono e interagiscono fra loro in uno stesso ambiente), su parte di quella animale, sia sugli aspetti di carattere socio-economico e sulla sicurezza. Per questi motivi, anche da noi, si è reso necessario programmare azioni di contenimento della popolazione intervenendo attraverso un prelievo pari ad almeno il 30% della sua consistenza, considerata la capacità di crescita della stessa.

Le finalità del piano di gestione prevedono anche interventi di miglioramento dell’ambiente dove vivono piante e animali, evitando quegli squilibri che decimano le specie a discapito del complesso ecosistema del bosco. Nessuna quindi strage di daini o inutile spesa, ma l’adozione di criteri scientifici e gestionali, coerenti con le finalità dei parchi, già sperimentati in altre aree a livello internazionale e applicati per salvaguardare e migliorare un bene comune.

Con la determina n.226 del 30/12/2019, l’Ente Parco ha dato quindi il via alla fase attuativa del piano gestionale, impegnando la somma totale di 195mila euro (170mila sul capitolo “interventi di miglioramento, tutela, recupero e bonifica ambientale + 25mila sul capitolo “realizzazioni aree faunistiche per contenimento daino e cinghiale”), bilancio approvato dal Ministero dell’Ambiente: un costo elevato ma, in linea con la complessità degli interventi previsti e necessario per sanare le conseguenze di passati e scorretti interventi di gestione da parte dell’uomo.

Anche sul tema dei mufloni a Zannone, l’Ente Parco si era fatto carico di affrontare le problematiche legate alla sua presenza sull’isola, richiedendo e ottenendo un parere tecnico-scientifico. Lì la specie è stata introdotta in tempi recenti, con finalità venatorie. Sulla stessa Isola insiste poi Il progetto life PonDerat, coordinato dalla Regione Lazio in partnership con ISPRA, Università degli Studi “La Sapienza”, Nemo Srl e Area Marina Protetta Riserva Naturale Statale Isole di Ventotene e S. Stefano che ha proprio la finalità di migliorare lo stato di conservazione di specie e habitat delle Isole Ponziane; per Zannone, in particolare, prevede la realizzazione di un recinto di esclusione in  una piccola porzione di lecceta al fine di impedire (e avere un’area di confronto a riguardo) l’accesso dei mufloni e quindi limitare gli impatti creati dal pascolamento alla foresta di leccio, una delle più importanti ed estese tra quelle rimaste sulle isole italiane. Nessun confinamento degli animali in recinto, dunque, ma, piuttosto, un intervento di conservazione attiva della lecceta.

Auspichiamo forme non cruente del prelievo di daini per contenerne il numero sotto una soglia di sostenibilità ambientale e la realizzazione in futuro di interventi preventivi che ne impediscano la crescita oltre misura.  

 

Anche il WWF nella “Notte delle Scienze” al liceo di Terracina

Venerdì 10 gennaio il liceo Leonardo Da Vinci aprirà le porte alla città per la Notte delle Scienze, l’ormai consueta manifestazione scientifica che anno dopo anno sta sempre più affermandosi.

IL WWF porterà il proprio contributo sulla crisi climatica illustrando i possibili adattamenti e mitigazioni che devono essere realizzati per evitare una catastrofe annunciata.

Oltre agli insegnanti del liceo cittadino interverranno l’ing. Gaudioso del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il dottor Milo dell‘ISDE di Latina e la dott.ssa Selvaggi del gruppo pontino del WWF Litorale laziale.

Non bastava l’uragano, a Terracina si continua ad abbattere alberi

Quando finalmente sembra che il problema dei cambiamenti climatici cominci ad essere una priorità per molti, invece di cercare di fare qualcosa per contrastarne le cause, si fa proprio l’opposto: si tagliano gli alberi rimasti in piedi.

Gli eventi meteorologici diventano sempre più forti e pericolosi perché l’aumento della concentrazione di gas serra, frutto della combustione, aumenta l’energia del sistema e sta trasformando il clima mite mediterraneo in un clima subtropicale. La soluzione c’è e lo si sa da tempo, come ci ha rinfacciato Greta Thumberg: vanno ridotti i gas serra, per esempio bruciando meno combustibili fossili, ma anche favorendo la fissazione della CO2 da parte delle piante.

Lo sanno i bambini delle elementari! Le piante producono ossigeno consumando CO2 che usano per fare zuccheri, cellulosa e lignina. Ma non basta, al lungo elenco che i bambini delle elementari ci fanno per dire quanto siano utili le piante, possiamo aggiungere che con le loro chiome schermano dal vento e con le loro radici assorbono acqua e consolidano il suolo. Le piante mitigano il clima non solo perché filtrano i raggi del sole ma perché regolano l’umidità che le circondano.

Insomma, in un momento di emergenza climatica, come il Consiglio Comunale ha appena decretato, che facciamo? Tagliamo gli alberi!

Gli eventi atmosferici di intensità mai vista hanno provocato molti danni alla vegetazione arborea. Con la paura che ci cadano in testa, ora, ogni albero è considerato una minaccia e quindi basta che qualcuno si faccia prendere dalla fobia per il verde scatta la motosega! Che incubo per chi ama la natura!!! Per noi ogni albero tagliato o ogni cima capitozzata, è un colpo al cuore! E invece la povertà di amore per la natura e la profonda ignoranza nei confronti delle scienze si traduce in una forzata desertificazione delle nostre città! C’è stato chi ha detto: “L’albero mi toglie l’aria!” che tecnicamente è un paradosso!

Se altrove piantano alberi a centinaia, noi li tagliamo e chissà quando e come li sostituiremo! Come per gli incendi: bastano pochi minuti per distruggere alberi che sono cresciuti in sessanta/ottant’anni, quello che non fa il vento fa l’uomo. L’aspetto della nostra città sarà calvo e caldo ancora per molto!

Pur coscienti della criticità del momento, dal punto di vista della sicurezza, ci auguriamo che l’amministrazione contrasti la psicosi che sembra essersi impossessata dei cittadini e pensi ad un’azione di ripristino dell’efficienza del verde e a nuove piantumazioni. C’è bisogno di un serio e rigoroso piano del verde per la nostra città ed è quello che la nostra associazione farà con l’aiuto dei cittadini, che non vogliono stare ad osservare senza agire questa ennesima offesa.

 

Il 2019 nel blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale

L’anno appena trascorso è stato un anno record per gli accessi al blog del Gruppo pontino del WWF Litorale laziale, sono stati infatti 20.553.

I visitatori del blog hanno letto i 79 post dell’anno e molti di quelli degli anni precedenti.

I post più letti nel 2019 formano questa statistica

I Paesi da cui i visitatori hanno fatto accesso al blog sono tanti, qui ne mostriamo i primi in termini di letture

Il seguito che questo blog ha tra i cittadini ci spinge a continuare nel trattare i temi ambientali generali e quelli relativi alla nostro territorio.

                                              Buon 2020!

 

 

 

Quando gli eventi vanno oltre le aspettative, un censimento di piante si trasforma in una pulizia di un parco cittadino: giovani e anziani collaborano per il miglioramento delle condizioni di Villa Tomassini

Non è un episodio prodotto dal tipico clima natalizio in cui si esalta la bontà dei gesti perché l’iniziativa di un gruppo di liceali era programmata da tempo.

Nel mese di novembre, infatti, ha preso avvio, come già da alcuni anni, la collaborazione del WWF Litorale Laziale con il Liceo Leonardo da Vinci di Terracina per le attività dei P.C.T.O. (ex alternanza scuola lavoro). Quest’anno, vista la critica situazione vegetazionale della città il WWF ha deciso di promuovere la piantumazione di essenze vegetali non solo nel parco della Rimembranza ma un po’ in tutta la città, specie nell’area urbana. Gli studenti sono stati divisi in gruppi e ad ogni gruppo è stata affidata un’area con il solo compito di elencare le essenze vegetali e catalogarle, riportandole su una mappa dell’area stessa. Il compimento di questa “missione” è stata stabilito di realizzarlo  prima del rientro dalle vacanze natalizie.

Il 23 dicembre la Prof.ssa Maragoni, tutor interno per il percorso P.C.T.O., ha ricevuto questo messaggio corredato da foto:

 ” Professoressa Maragoni oggi io e il mio gruppo formato da Carlotta, Daniele, Luca, Serena e da Michelangelo e me Francesco, abbiamo fatto il censimento delle piante di villa Tomassini e inoltre abbiamo pulito il parco e abbiamo raccolto 6 bustoni di immondizia che abbiamo lasciato in consegna agli anziani lì presenti nel centro e che provvederanno allo smaltimento. Le invio la foto di quanto abbiamo fatto. Buona serata e buone feste.”

Questi giovani studenti, semi di responsabilità e civiltà, ci hanno dato una lezione straordinaria.

Non c’è molto da aggiungere a questo; sono ragazzi di 16 anni che si sono appassionati alla conoscenza della città dove vivono, che non hanno esitato, non solo a svolgere il compito assegnato in un giorno di vacanza, ma che non hanno rinunciato davanti alla sporcizia a rimboccarsi le maniche e raccogliere la spazzatura.

I giovani e gli anziani del centro. Che meraviglia di persone ci sono nella nostra città.

Basterebbe pensare a loro quando è grande la tentazione di lasciare cicche e altri rifiuti per strada.

Basterebbe pensare a loro quando si prende l’impegno di rendere la nostra città “sostenibile” e  l’unica cura del verde diventa la capitozzatura o l’abbattimento degli alberi, anche quelli che nonostante l’incuria ancora non rappresentano un pericolo.

Basterebbe pensare a loro quando si spendono migliaia di euro per mettere a disposizione una pista di ghiaccio con un impatto pesante sulla città.

Basterebbe pensare a loro anche quando si abbandona la città in balia del traffico selvaggio lasciando un vuoto, nella costruzione di una rete ciclabile seria e funzionale, di quasi cinque anni.

Basterebbe poco, davvero, per mantenere le promesse fatte ai cittadini, non solo elettori, ma anche a questi giovani e ai nostri bambini, i nostri nel senso stretto del termine, figli, nipoti.

Basterebbe pensare a loro per decidere quale futuro progettare.