IL WWF LITORALE LAZIALE SULLE DISCARICHE IN PROVINCIA DI LATINA

Stiamo assistendo ad una serie di interventi sulle presunte discariche che la provincia di Latina dovrà autorizzare per deposito degli inerti derivanti dalla raccolta differenziata nei vari comuni.Le posizioni sembrano abbastanza uniformi, almeno nelle dichiarazioni, a rigettare tali ipotesi. Tuttavia, tutti gli attori di questa levata di scudi, offrono soltanto una contrapposizione netta al progetto per vari motivi senza analizzare le cause e poter proporre soluzioni alternative.
Se ancora discutiamo di TMB e discariche vuol dire che, in provincia di Latina, il dato incontrovertibile è ancora uno: la cultura della corretta e sostenibile gestione dei rifiuti è all’anno zero, se solo pensiamo che nel 2012, quando l’obiettivo era del 65% la nostra provincia si trovava al 23,44%; e non solo, dal 2017 la produzione di rifiuti sta aumentando in maniera preoccupante.
Riteniamo miope e pericoloso continuare a dire che servono discariche perché Borgo Montello ormai è out, o che occorrerà sicuramente costruire un nuovo impianto TMB, come il medico che continua a cambiare antibiotici quando la febbre non passa senza indagare sulle cause della febbre.
Il WWF Litorale Laziale si è sempre occupato di questo problema e vorremmo ricordare che fu proprio il referente regionale del WWF, il nostro Giovanni Iudicone, ad organizzare una visita al Priula, il Consorzio di bacino di Treviso, di amministratori e sindaci della provincia di Latina. Fu quello un momento di giro di boa e alcuni comuni nel 2012 avevano già raggiunto il 67%.
Da allora la nostra associazione si è sempre impegnata cercando di far crescere la consapevolezza di politici, amministratori e cittadini, l’abbiamo fatto con innumerevoli progetti nelle scuole e in varie città. Le isole ecologiche itineranti le abbiamo realizzate quando ancora la raccolta era stradale e della peggior specie in gran parte della regione. Abbiamo affiancato amministrazioni comunali per l’avvio della raccolta porta a porta, motore della raccolta differenziata.
Ora per l’ennesima volta facciamo sentire la nostra voce fuori dal coro.
Premesso che la GERARCHIA EUROPEA SUI RIFIUTI prevede:
PREVENZIONE (sostenibilità massima)
RIUSO
RICICLO
RECUPERO
SMALTIMENTO (sostenibilità minima)
La prevenzione è rappresentata dalla riduzione dei rifiuti e lo smaltimento da discariche e inceneritori, ne consegue che l’unica strategia praticabile anche in termini vantaggiosi per l’economia, occupazione e tempi è proprio quella che vede privilegiare almeno i primi tre step.
Le azioni sono di competenza comunale nei primi casi (prevenzione e riuso) e sovracomunali nel caso di riciclo, recupero e smaltimento.
Quello della prevenzione è un vero e proprio mondo virtuoso. Pratiche e strategie che nessuno deve inventare ma solo copiare e mettere in atto, dal mercatino per il riuso associato alle isole ecologiche itineranti, all’acquisto di compostiere domestiche e di comunità per scuole con mensa, casette dell’acqua o concessioni ad attività commerciali per questo servizio; e tanto, tanto altro come insegnano decine di società che hanno a cuore la sostenibilità e una migliore qualità della vita.
Prime strategie indispensabili e propedeutiche a tutto il resto, secondo noi, sono: il passaggio alla tariffa puntuale, le delibere comunali plastic free, una corretta e capillare informazione e formazione dei cittadini. No altri impianti a biogas, no nuovi TMB, no nuove discariche.
Nulla è indolore e soprattutto gratis, ma a fronte di territori devastati dal tanfo o peggio ancora dall’inquinamento causato da grandi impianti, il rischio di ripercussioni gravi sulla salute umana come dimostrato da decine di studi, la possibilità di sanzioni europee e le proteste legittime dei cittadini, noi crediamo che la strada che noi vi proponiamo sia senz’altro da percorrere.
Iniziate a pensare come ATO, iniziate a pensare come un’unica comunità, una comunità di questa provincia, di questi territori così ricchi di natura, storia e tradizioni.

“Iniziate a guardare la Terra dalla Luna ricordate che
Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato” (Albert Einstein)

La posizione del WWF Litorale Laziale sulla gestione dei rifiuti in Provincia di Latina

Il WWF Litorale Laziale da anni è attento al tema dei rifiuti. Lo ha fatto con importanti campagne di sensibilizzazione ma anche svolgendo un ruolo di consulente presso diversi comuni della Regione e della nostra Provincia.

Sempre attento alle vicende, soprattutto nella nostra provincia, legate alla gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, i suoi esperti hanno studiato i dati forniti da fonti ufficiali nazionali e internazionali elaborandoli e traendone le logiche valutazioni.

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2019/03/10/le-linee-strategiche-del-piano-rifiuti-della-regione-lazio-impongono-delle-riflessioni-sullintera-gestione-dei-rifiuti-urbani/

E quanto mai attuale ci sembra la lettera inviata alla Presidenza della Provincia pochi anni orsono.

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2017/06/23/sulla-gestione-dei-rifiuti-in-provincia-di-latina-il-wwf-scrive-alla-presidente-eleonora-della-penna/

Da allora poco è cambiato purtroppo e ci sembra che gli (errati e non scritti) indirizzi politici a livello provinciale, i mancati interventi su situazioni critiche pericolose per l’ambiente e per la salute, stiano avviando la nostra provincia e tempi ancor più difficili di quelli che stiamo vivendo.

Tuttavia il copione a cui tentano di farci abituare è quello di una pessima gestione dei rifiuti con interventi tampone sporadici e dannosi; la nostra provincia infatti raggiunge una percentuale di raccolta differenziata del 56,29% (fonte: Rapporto ISPRA-2020)

con valori estremamente bassi per la città più popolosa, Latina, 28,61%.

Ma il giudizio di pessima gestione dei rifiuti non deriva solo da questi scarni dati ma piuttosto da una valutazione generale di come questa incompetenza, nella migliore ipotesi di giudizio in tema di gestione dei rifiuti, abbia minato la qualità della vita dei cittadini in termini di degrado ambientale e rischi reali e purtroppo misurabili della salute delle persone; è ormai assodato infatti che vivere in prossimità, fino a 5 Km, da discariche o termovalorizzatori o impianti a biogas espone le popolazioni ad aumento di patologie gravi tra cui i tumori.

La storia in provincia delle discariche e degli impianti di trattamento dei rifiuti, innumerevoli e privati, ci fa capire come i vertici amministrativi degli enti pubblici continuino pervicacemente e colpevolmente a puntare sulle fasi finali del ciclo dei rifiuti, disattendendo completamente le

indicazioni di Europa e Regione. In queste indicazioni viene più volte richiamata l’attenzione ad evitare l’impatto ambientale in tutte le sue componenti.

L’attenzione va rivolta, al fine di evitare questo impatto, al tipo di impianti, alla quantità dei rifiuti che arrivano ai centri di smaltimento ma soprattutto alla qualità di questi.

Negli anni si è tollerata la nascita dei tanti impianti a biogas e biomasse diffusi sul territorio che vengono annoverati come impianti per la produzione di energia ma che vengono alimentati da materiale organico e quindi andrebbero valutati per il loro uso nel ciclo di smaltimento dei rifiuti, impianti che producono sostanze cancerogene e dannose per la salute e per l’ambiente. Va considerato a questo riguardo che tutti i residui delle lavorazioni agricole, abbondanti nella nostra provincia e avviati a questi impianti, sono gravati dalla presenza di pesticidi che vengono usati in quantità notevoli.

E il comune di Latina che fa?

Autorizza un nuovo e grande impianto a biogas a Latina Scalo. Ecco perché le azioni di questa provincia sono sempre state azioni che hanno adottato un rimedio peggiore del danno. 

Tornando ai due siti scelti, su cui i sindaci stanno prendendo tempo incontrando i cittadini riunitisi in comitati, ci vorremmo soffermare sulla naturalità o comunque sulle caratteristiche naturali che dovrebbe rendere inadatti gli stessi per lo stoccaggio di rifiuti. Per la valutazione tecnica attendiamo dei tecnici nominati dai sindaci di Sabaudia e Latina, e attendiamo di sapere i particolari del progetto e la qualità degli ingombranti destinati alle due zone. Quello in zona Plasmon ha già all’attivo le

difese di Sabaudia, per la prossimità del Parco, e dei comitati cittadini che hanno sottolineato la presenza di attività agricole e abitazioni nonché del passaggio, lungo tutta l’area di canali di raccolta afferenti a Rio Martino, canali che potrebbero veicolare il pericoloso percolato verso il mare. L’area è già abbastanza degradata ed infatti sede di diversi impianti di trattamento dei rifiuti, la Plasmon stessa ha ottenuto l’autorizzazione per la costruzione di un impianto a biogas. Si tratta di un’area

sottratta alla palude che rischia spesso, specie alla luce degli eventi meteorologici estremi causati dai cambiamenti climatici, di subire allagamenti.

Per l’area nel comune di Fondi già la scelta di relegare l’Area industriale in località Pantanello è stata una decisione sciagurata. Si trattava, infatti, di una zona molto importante dal punto di vista ambientale, soprattutto per la biodiversità presente, ma allo stesso tempo, come tutte le zone umide, caratterizzata da delicati equilibri che la rendevano molto vulnerabile.

 In questo ambito territoriale erano presenti, e lo sono ancora, ben 4 sorgenti (Vetere, Fontana della Volpe, del Lauro, Setteacque), punti di risorgiva, un laghetto e ben tre corsi d’acqua (canale Rezzola, Vetere e Pedemontano). La zona presentava una vegetazione ricca di specie vegetali ripariali e igrofile e ospitava decine di specie animali abituali frequentatori di zone umide. Si è iniziato con la deturpazione delle sorgenti con l’impianto in rilevato di enormi e orribili tubi da parte del Consorzio di bonifica, poi è stato costruito qualche capannone industriale, sono state allargate le strade e ne sono state costruite delle altre, sono stati cementati grandissimi piazzali e installati gli impianti di illuminazione. Insomma: tutto ciò che è giusto fare in un’area industriale degna di questo nome, non certo in un sito di grande rilevanza naturalistica. La zona è stata arricchita, nel tempo, da un grande impianto per la raccolta di rifiuti inerti di origine edile e da un deposito e centro di smistamento e stoccaggio di tutti i rifiuti raccolti nella città, con il rischio che le acque di origine piovana, di dilavamento o di percolazione possano raggiungere i canali limitrofi.

In definitiva, l’ambito territoriale di Pantanello è un sito, dal punto di vista ambientale, del tutto compromesso, anche se non mancano, qua e là, residuali sprazzi di una naturalità ormai in disarmo, soprattutto nella parte ad est del canale Pedemontano in direzione della Sorgente di Vetere.

Ad un paio di km di distanza da Pantanello vi è l’ex discarica di Quarto Iannotta, una vera bomba ecologica, in cui i rifiuti indifferenziati sono stati accumulati per anni in un terreno permeabile e in cui la falda acquifera è molto superficiale e i percolati hanno continuato ad inquinare le acque che, quando non confluiscono nei canali che alimentano il Lago di Fondi, vengono utilizzate nei terreni circostanti, per irrigare le coltivazioni o abbeverare il bestiame.

Interessante è ciò che avviene nella maggior parte dei corsi d’acqua che si originano non lontano dal centro abitato e che, dopo poche decine di metri, diventano delle fogne a cielo aperto, come i torrenti che nascono dalle sorgenti di Settecannelle e di Capodacqua. Nei pressi di questi fiumiciattoli

sembra che vengano stoccati a terra, e senza alcuna protezione, rifiuti speciali, che puntualmente indirizzano il pericoloso percolato nelle acque correnti sottostanti.

In merito alla Direttiva Consiglio UE relativa allo smaltimento in discarica, l’Unione europea prevede severe prescrizioni tecniche per le discariche, al fine di prevenire e ridurre, per quanto possibile, le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare sulle acque superficiali e freatiche, sul suolo, sull’atmosfera e sulla salute umana.

Si punta l’attenzione sui rifiuti biodegradabili, o meglio, compostabili.

Ma soprattutto, come intervento prioritario, alla RIDUZIONE TOTALE DEI RIFIUTI, azione che necessita di politiche ambientali efficaci e rispettose delle comunità e dell’ambiente in cui queste vivono e della loro salute.

Quindi noi non ne facciamo una questione di NIMBY, in questo caso la nostra attenzione e preoccupazione è su tutta la provincia, regione e oltre.

Meno che meno ci si può dire, come spesso fanno gli amministratori incapaci che non si degnano neanche di rispondere ad una nostra richiesta di incontro o ad una semplice lettera: ma voi dove eravate?

La questione è che in provincia di Latina la gestione dei rifiuti è ancora quasi all’anno zero e che le poche cittadine che realizzano una discreta attività in questo campo, e sono quelle che hanno contribuito a quel modesto 56,29 %, subiscono lo stesso danno di tutti gli altri.

Le discariche sono previste come ultima ratio per la gestione dei rifiuti quindi il passo che si accinge a fare l’amministrazione provinciale di Latina ci sembra anacronistico e dannoso.

Il problema della discarica di Borgo Montello è gravissimo e fa specie che le amministrazioni siano arrivate a questa conclusione solo ora, ma spalmare su tutta la provincia questa piaga ci lascia davvero senza parole. Spiace dover dire che di nuovo assistiamo al fallimento della politica che non ha come obiettivo il benessere dei cittadini, possiamo solo augurarci che si rifletta bene sui passi da

fare adottando strategie ormai collaudate da esperienze di successo in tutta Italia che associate alla premialità, e alla tariffa puntuale, porterebbero a risultati eccellenti in pochissimo tempo.

Inviata al Comune di Terracina la richiesta di pulizia straordinaria delle spiagge

Tra il 27 e 28 dicembre la nostra costa è stata flagellata da una tempesta e una mareggiata senza precedenti recenti, a questa si aggiunge una nuova mareggiata in corso proprio in queste ore. Quando la furia del mare si è placata lo spettacolo che si presentava agli occhi di chi è andato a controllare gli effetti dell’evento era davvero spaventoso. 

Sulla spiaggia sono stati lasciati dalle onde quintali di plastica e di rifiuti di ogni tipologia. Si potevano notare anche molte reti e nasse, evidentemente tenuti in mare e strappati dalla forza delle onde. L’impeto delle onde ha anche messo in luce pavimentazioni di lastre di cemento coperte alla fine dell’estate da uno strato di sabbia o strutture “riparate” sotto le scale di accesso alla spiaggia. A questo si sono aggiunte parti distrutte, in materiale vario, appartenenti a strutture balneari. 

Naturalmente il mare a portato a riva, come sempre avviene durante una “naturale mareggiata” grandi quantità di alghe e piante di Posidonia.

Il WWF Litorale Laziale attraverso l’opera dei suoi attivisti sul territorio, ha sempre curato la difesa della costa laziale sia con azione in difesa dal rischio del degrado o di attività di speculazione edilizia sia nella cosante e incisiva azione di pulizia delle spiagge in tutti i periodi dell’anno specie da quando la nostra associazione ha iniziato a spendersi con impegno nel progetto di contrasto dell’inquinamento da plastica.

La nostra associazione non ha le risorse umane per far fronte a questo evento straordinario ma non per questo può tacere e fare a meno di richiamare l’amministrazione ad intervenire e chi ne ha la facoltà e la competenza a far rispettare tutte le norme relative alla gestione dei rifiuti anche sollecitando le categorie commerciali che sono tenute al rispetto di queste regole fosse anche per rispetto dell’ambiente che produce reddito e della città che lo mette loro a disposizione.

Il WWF Litorale Laziale quindi ha segnalato tutto questo agli uffici comunali interessati nonché al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente; la comunicazione è stata inviata anche alla Società De Vizia deputata alla pulizia dell’arenile sia in estate che in inverno per pulizie ordinarie e straordinarie. 

La tempestività nell’intervento sarebbe l’occasione per evitare che molti di questi rifiuti ritornino in mare cosa che sta già avvenendo proprio in queste ore a causa di una nuova mareggiata in atto.

Abbiamo anche segnalato la necessità di non usare mezzi meccanici per la pulizia in quanto tutto il materiale naturale non dovrebbe essere asportato, le conchiglie perché sono il materiale che “produce” con il tempo la sabbia; i cumuli di alghe e alghe e Posidonia invece rappresentano una protezione dall’asporto di sabbia ad opera del mare e del vento in una vera e propria azione erosiva; le alghe e la posidonia poi trattengono grandi quantità di sabbia che non va assolutamente persa.

Ecco, secondo noi una delle azioni di contrasto all’erosione e ai cambiamenti climatici potrebbe cominciare proprio da qui, da azioni non eclatanti ma molto utili alla tutela del territorio. Tutta la comunità dovrebbe mettersi nello spirito di fare tutto il possibile per curare l’ambiente da cui dipende la nostra vita e l’economia di tante famiglie. 

Per i resti delle strutture, infine, sarebbe un bel segnale se gli operatori balneari si adoperassero per ripristinare una ambiente che rappresenta la loro fonte di guadagno.

Queste alcune delle immagine inviateci per segnalare l’attuale situazione delle nostre spiagge.

Giornata mondiale del volontariato

Nella giornata mondiale del volontariato ci ritroviamo come ogni settimana al Parco della Rimembranza e nonostante siano pochi i visitatori di questi tempi, i volontari non si fermano!

Molti pensano che l’estate sia il momento migliore per stare nella natura, ma i colori autunnali delle foglie e il sole che colora le nuvole fanno compagnia a chi vuole passare il tempo libero nel Parco della Rimembranza. Un po’ di lavoro manuale è un toccasana dopo lunghe giornate di lavoro passate con gli occhi fissi sullo schermo di un computer. C’è sempre qualcosa da fare per chi non sa stare con le mani in mano e vedere sbocciare una rosa con questo tempaccio o spuntare una nuova piantina da una ghianda o da un bulbo è la soddisfazione che ripaga del lavoro svolto. Folla non ce né e ognuno si dedica ad un angolo per rendere il parco accogliente.

E il volontariato è tanto altro: raccolta di rifiuti, specie sulla spiaggia, visite guidate nelle altre aree verdi della città, partecipazione a progetti di monitoraggio sulla riproduzione delle tartarughe marine, progetti di educazione ambientale nelle scuole, quindi ogni nuovo volontario è il benvenuto!

Se hai voglia di darci una mano, per il Parco della Rimembranza o per i nostri altri progetti puoi scrivere alla nostra pagina Facebook: Gruppo Amici del Parco della Rimembranza o Gruppo WWF Litorale Pontino

Per Emilio

Un altro anno è passato e siamo ancora una volta qui, a cercare di esprimere quanto sia profondo il sentimento che ha legato e continua a legare la nostra Città ad Emilio Selvaggi.

La sua scomparsa ha lasciato tutti un poco smarriti, increduli del fatto che un elemento inscindibile dal territorio si fosse invece, di fatto, da esso, scisso ed avesse preso una strada che lo allontanava definitivamente.

Con il tempo però è emersa in molti la convinzione che l’elemento fondamentale non era tanto la disgrazia di averlo perso bensì la fortuna di averlo avuto, averlo avuto come insegnante, come amico, come familiare o anche solo come concittadino.

Tante sono state le sue realizzazioni e non crediamo che sia il caso di ricordarle qui, anche perché è giusto che ognuno ricordi il suo Emilio, unico ed inimitabile.

I nuovi orari di apertura del Parco della Rimembranza

Con l’ora solare cambia anche l’orario di apertura del Parco della Rimembranza anche perché le giornate con l’inverno diventano sempre più corte.

Il sabato il parco apre alle 15,30 e chiude alle 17,30,

La domenica l’apertura viene spostata alla mattina dalle 10,30 alle 12,30.

Inoltre abbiamo aggiunto una apertura infrasettimanale in concomitanza delle attività svolte dai ragazzi che partecipano all’ “Operazione Ghiandaia”, il giovedì dalle 15,00 alle 17,00.

La visita è libera e gratuita, si raccomanda solo di farsi vedere dai volontari che potrebbero essere intenti alla cura del parco per evitare di venir chiusi dentro senza volerlo. Con il tramonto il parco chiude.

Al via il progetto “Operazione Ghiandaia”

Progetto del WWF Litorale Pontino.

Qualche attuale cinquantenne che negli anni ottanta frequentava la scuola media don Milani forse ricorda ancora il “gruppo naturalistico”. Naturalmente fu una idea del Prof. Selvaggi che lì insegnava italiano, storia e geografia, ma che aveva deciso di dedicare un pomeriggio a settimana all’ educazione ambientale. Il punto di incontro era la scuola, ma spesso poi andavamo alla scoperta di luoghi naturali nelle vicinanze, compreso il Parco Nazionale del Circeo.

Allora a Terracina pochi sapevano cosa fosse l’educazione ambientale, oggi, per fortuna, tutti parlano di “Ambiente”, allora noi torneremmo un po’ indietro per parlare di “Natura”!  

Così vorremmo ripartire da lì e ricostruire il “Gruppo Naturalistico” pensando proprio a quella fascia di età che va dai 10 ai 13 anni, ma in una cornice naturale unica! Il Parco della Rimembranza!

I volontari del WWF coinvolgeranno, per ora pochi ragazzi in un progetto, sempre nato dall’ idea del nostro Professore: “Operazione Ghiandaia”! Forse non tutti sanno che la ghiandaia, tra le molte cose strane che fa, ha l’abitudine di mettere da parte le ghiande, ma per fare questo le sotterra! Nonostante la sua memoria di ferro molte ghiande verranno “dimenticate”. In realtà ne mette da parte più di quante non ne mangi o non ne regali alla compagna… e così capita che da quelle ghiande nascano delle querce!

Così i ragazzi che partecipano dovranno rimboccarsi le maniche, sporcarsi di terra, usare attrezzi, per andare alla ricerca di semi, non solo ghiande, piantarli in fitocelle, prendersene cura e nel frattempo, piantare bulbi, raccogliere rametti, piantare talee, e poi seminare piccoli semi, costruire mangiatoie e casette per uccelli, ma anche nidi per pipistrelli e alberghi per insetti.

 Insomma, lavoro ce n’è da fare e magari nel frattempo si imparano pure un sacco di cose sulla Natura e sulla Vita!

Tutto si svolgerà in maniera gratuita, all’aperto, con mascherina, chi lo vuole potrà contribuire in “Natura” (bulbi, semi, talee, fitocelle, piante, palette e guanti da giardinaggio, compensato, ecc), per ora i posti sono limitatissimi (solo 10), ma speriamo di poter presto accogliere più ragazzi.

Per info e prenotazioni chiedete ad Elisabeth tel. 3286915215

Platani e via Francigena

di E. Selvaggi

Leggiamo in questi giorni di un progetto approvato dal Comune di Monte San Biagio che, per far passare la Via Francigena accanto all’Appia, ha proposto di tagliare 46 platani. La motivazione è che i platani impediscono di vedere i pellegrini, mentre un ”bel” guardrail permette agli autisti di evitare di falciarli.

Se si progetta un percorso per delle persone che camminano lunghi tratti a piedi, bisogna mettersi nei loro panni, non in quelli degli autisti distratti.

Se stai facendo il cammino, non vuoi vedere macchine e asfalto, vuoi essere protetto da alberi con un fusto di 70/80 cm di diametro, che ti facciano ombra e che schermino in parte il rumore e gli scarichi del traffico. Allora riusciresti, invece che a guadare le auto, a goderti il paesaggio pieno di storia: le tombe antiche, le torri, il confine e il paese arroccato sul monte così ben costruito da sembrare una nave. Protetto dagli alberi riusciresti meglio ad immedesimati negli antichi viaggiatori che hanno percorso questa via.

Se cammini 20km al giorno e magari ci sei venuto da molto lontano, visto che molti pellegrini che percorrono La Francigena del Sud sono stranieri che amano viaggiare lentamente, i tratti lungo la strada carrabile li eviti o cerchi di dimenticarli, fosse pure una via millenaria, Regina di tutte le Vie!

L’albero di Giovanni

Ieri mattina, 11 ottobre, alla presenza dei familiari, presso il Parco della Fossata, con una cerimonia privata, è stata posta una targa in memoria di Giovanni Iudicone ai piedi dell’albero di Bagolaro donato dagli amici del WWF e piantato ieri da Idea Verde. E non è un caso che proprio oggi abbia avuto luogo la Marcia per la Pace Perugia Assisi, alla quale Giovanni Iudicone, uomo di pace, ha più volte dato il suo contributo di organizzazione e partecipazione.
Come già annunciato, l’evento pubblico per ricordare questa figura così importante per la nostra città, è stato annullato per motivi di sicurezza legati alla pandemia in corso.

Appena sarà possibile i familiari e gli amici organizzeranno una cerimonia pubblica per ricordare e commemorare il caro Giovanni.

Urban Nature 2020 – rinvio a data da destinarsi

L’evento Urban Nature 2020 con l’incontro in memoria del nostro caro Giovanni è stato rinviato a data da destinarsi.

“La libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri, richiedendo responsabilità e collaborazione”.

Queste parole, dette oggi dal Presidente Mattarella, ci hanno spinto a postdatare l’incontro in ricordo del caro amico Giovanni, già fissato per domenica prossima

Infatti, pur non essendoci particolari divieti per lo svolgimento dell’incontro, abbiamo ritenuto comunque opportuno evitare qualsiasi possibilità che il contagio si potesse estendere.

La nostra Città, così provata non ne ha certo bisogno.

E’ comunque nostra ferma intenzione ricordare Giovanni in altra occasione pubblica, non appena possibile.