Antenne, avanti un’altra, anzi due!

In questi giorni a Terracina si riprende a parlare di antenne e di ripetitori in una situazione di stallo totale in merito al Piano delle emissioni; due impianti addirittura, uno in Viale Europa, bloccato l’anno scorso dalla Commissaria, e l’altro, nuovo, in via Bernini.

In merito possiamo riprodurre integralmente quanto scritto negli scorsi anni sulla diffusione dell’inquinamento elettromagnetico in città.

In particolare, a maggio 2016, in occasione dell’autorizzazione dell’antenna in Viale Europa, scrivevamo

“A Terracina si continua ad autorizzare l’installazione di antenne in assenza di un piano aggiornato delle emissioni facendo correre rischi ai cittadini inconsapevoli.”

E di seguito

trascurando l’osservazione che il Piano delle emissioni (P.R.A.E.E.T.) non è mai stato aggiornato dal 2009 né per la misura del flusso radiativo locale né per gli aspetti tecnologici, come si possono autorizzare installazioni di due antenne in una stessa area? E, pare, addirittura ignorando la destinazione a verde pubblico prevista dal Piano Regolatore? Un’area destinata a verde pubblico viene frequentata assiduamente  da bambini che vi amano giocare, da mamme con piccoli e da anziani pensionati.

Non siamo contrari  alla diffusione delle tecnologie destinate alla comunicazione quando queste siano al servizio dei cittadini senza creare loro disagi di qualsiasi natura, per questo chiediamo il blocco di tutte le autorizzazioni in attesa dell’aggiornamento scientificamente realizzato del P.R.A.E.E.T.

I danni che le radiazioni possono produrre non sono dovuti soltanto ai loro effetti termici ma soprattutto agli effetti biologici; esistono ormai numerosi studi scientifici sull’interazione delle onde elettromagnetiche con la materia vivente. Sono considerazioni tratte da documenti prodotti da medici, fisici, ricercatori e avvalorate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

E’ l’impegno che viene chiesto alla prossima amministrazione comunale.”

 

L’AMMINISTRAZIONE NEL FRATTEMPO E’ STATA ELETTA MA LA SITUAZIONE NON E’ CAMBIATA!

 

Eppure rendevamo noto che “secondo l’ISDE-Medici per l’ambiente  l’elettrosmog è sicuramente uno dei principali problemi del nostro tempo e del mondo moderno in cui viviamo, fatto di wi-fi liberi e illimitati. Proprio per questo è facile accusare dei malesseri dovuti all’inquinamento da elettrosmog.

L’Istituto Superiore di Sanità nella pagina Salute e campi elettromagnetici del sito pur non accettando una causalità stretta tra radiazioni e effetti sanitari suggerisce l’adozione di un principio di precauzione.”

 

SENZA UN PIANO AGGIORNATO DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE CONTINUIAMO A CHIEDERE IL BLOCCO DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI.

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5 dicembre, Giornata mondiale del suolo

LE AREE METROPOLITANE DIVORANO IL TERRITORIO
IN 50 ANNI URBANIZZAZIONE +300%,
180 MILA NUOVI EDIFICI IN ULTIMI 10 ANNI
Nelle 14 aree metropolitane italiane la percentuale della superficie urbanizzata dagli anni 50 ad oggi è più che triplicata (si è passati dal 3% di territorio urbanizzato al 10%) e in città come Milano e Napoli si è andati, nello stesso periodo ben oltre, passando dal 10 al 40% del proprio territorio urbanizzato. In poco più di 50 anni, nelle 14 aree metropolitane italiane sono stati convertiti ad usi urbani circa 3500 kmq di suolo, un’area di poco superiore all’intero territorio della Val D’Aosta.
Alla vigilia della giornata mondiale del suolo del 5 dicembre il WWF ha pubblicato, grazie alle elaborazioni del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila che da anni collabora con l’associazione, un report originale ed inedito sulle 14 aree metropolitane, enti che coprono 50mila kmq e che interessano circa 1300 comuni (16% del totale), dove risiedono 21 milioni di abitanti, pari al 40% della popolazione italiana.
Questa crescita impetuosa è dovuta, ricorda il WWF, ad un incremento demografico che si è concentrato nel territorio dei comuni delle aree metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia) facendo registrare dal 1951 al 2001 un aumento di ben 12 milioni di persone (circa 2,5 milioni di abitanti in più ogni 10 anni), mentre nel decennio dal 2001 al 2011 l’energia del fenomeno è diminuita con solo 600mila nuovi abitanti.
Ecco il dossier
“Un’altra legislatura volge al termine ed ancora l’Italia non ha una legge per limitare il consumo del suolo. È ormai evidente che gli appelli per approvare un provvedimento fermo da mesi al Senato sono caduti nel vuoto. Non solo il 10% del nostro territorio è già occupato da insediamenti urbani o infrastrutture ma quotidianamente s’impoverisce la qualità del nostro patrimonio naturale, dei nostri paesaggi. Come evidenzia il lavoro del gruppo di ricerca dell’Università dell’Aquila la polverizzazione delle edificazioni in aree vastissime (sprinkling) ha portato alla frammentazione, alla “insularizzazione” degli habitat naturali più preziosi del nostro Paese: nella fascia chilometrica in immediata adiacenza ai Siti di Interesse Comunitari (SIC), dal 1950 al 2000, l’urbanizzazione è salita da 84mila ettari a 300 mila ettari, con un aumento medio del 260%”. Dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che conclude: “Se consideriamo che il consumo del suolo in Italia viaggia al ritmo di 30 ettari al giorno (ISPRA 2017) non possiamo non evidenziare come l’inerzia del Parlamento sul disegno di legge sul consumo del suolo (fermo da 553 giorni) ha già provocato la perdita di altri 17mila ettari circa. Non resta quindi che appellarsi ai Comuni che da subito potrebbero diventare gli attori di una rivoluzione nella pianificazione urbanistica”.
I ricercatori dell’Università dell’Aquila, coordinati dal professor Bernardino Romano, membro del comitato scientifico del WWF, evidenziano come si sia passati dal 1950 ad oggi da una densità abitativa di 305 ab/kmq agli attuali 426 ab/kmq valori questi sempre superiori alle medie nazionali del periodo (157 ab/km nel 1951 e 197 ab/km su scala nazionale). Va sottolineato come nelle aree metropolitane di Napoli e Milano l’indice di densità abitativa raggiunge valori di 10 volte superiori al valore medio nazionale.
Come rilevato da ISTAT e ricordato dal WWF, tra il 1946 e il 2000 sono stati costruiti in queste aree oltre 2.000.000 di edifici ad uso residenziale, pari a 37mila edifici ogni anno, corrispondenti a 100 edifici al giorno. I dati degli ultimi 10 anni (2001-2011) mostrano come l’energia di tale fenomeno sia diminuita (180.000 nuovi edifici contro i 400.000 mediamente realizzati per ogni decennio precedente) ma comunque non del tutto esaurita. Gran parte di questi nuovi involucri edilizi sono concentrati nelle aree metropolitana di Roma (circa 35.000) e di Torino (circa 21.000).
Ci sono poi alcune situazioni peculiari che il gruppo di ricerca che collabora col WWF ritiene che sia bene evidenziare nel rapporto tra edificazione e variazione demografica: ad esempio nel territorio della città metropolitana di Messina a fronte di un aumento di circa 200 abitanti (2001-2011) sono stati realizzati nello stesso periodo oltre 8.300 nuovi edifici, quasi 37 per ogni nuovo abitante mentre nella città metropolitana di Napoli ben tre nuovi edifici sono sorti per ogni abitante perso, Cagliari invece ne ha realizzati 2 per ogni nuovo abitante.
L’analisi dell’indice di non occupazione delle abitazioni (numero di abitazioni vuote rispetto al totale delle abitazioni calcolato su base comunale) denota un valore medio molto basso pari al 16% (la metà dell’omologo valore rilevato in Appennino). Il valore più basso si registra nell’area metropolitana di Milano (solo il 6% delle abitazioni risulta essere non occupato) mentre i valori più elevati sono stati riscontrati nei territori delle città metropolitane di Reggio Calabria, Palermo e Messina.

Roma, 4 dicembre 2017
 

Wwf Italia

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La destinazione a parcheggio dell’ex-centro sportivo presente nel molo di Terracina non è condivisa da tanti cittadini

Dopo la pubblicazione della nostra proposta sull’utilizzo dell’area del molo abbiamo ricevuto questa lettera che riproduciamo integralmente; essa rappresenta chiaramente i sentimenti e il buon senso di tanti concittadini.

“Area del molo alcune considerazioni.

Se si osserva dall’alto (tempio, panoramica ecc,) la zona del porto di Terracina, appare, soprattutto in alcune ore assolate, con un enorme riverbero, dovuto al gran numero di auto ed altri  automezzi che sono parcheggiati e lo spettacolo di un parcheggio affollato non è sicuramente affascinante e mal si integra con i luoghi che hanno altre valenze e destinazioni.

Si osserva che oltre lo specchio d’acqua del porto, le darsene ed il canale, le zone libere  sono poche. Dal piazzale di Pisco Montano alla darsena, alla zona del porto e all’area di sosta sino a  Viale Europa e il lungomare è tutto un gran parcheggio. Un parcheggio cosi grande presuppone un numero di autoveicoli molto grande che transita o si ferma continuamente per tutta la giornata. Impressiona inoltre in alcuni periodi o nel fine settimana  il gran numero di Camper parcheggiati nell’area della darsena.

I cittadini che naturalmente accedono alla zona, per cultura, tradizione, abitudine, per sport, ricreazione, per svago, ecc. sono tanti e tutti considerano la zona una parte importante di  Terracina, il genio del luogo, come Pisco Montano, il monte Giove e la Città vecchia.

Tutti nella zona voglio starci, fare, partecipare, vedere il mare, le barche, le navi, farsi una passeggiata, correre, andare in bicicletta, portare i bambini, godere del  benessere, sostare e prendere un caffè, chiacchierare in pace in un luogo unico ed importante, cosi come è; affidandolo ai privati, vorrà dire che la magia del luogo, la fruibilità, la disponibilità, la tranquillità andrà sempre più ad essere compromessa, le aree del molo utilizzate per svago giochi od altro saranno non più disponibili per i cittadini, né per usi migliori di quelli attuali, ma diventeranno un ulteriore parcheggio che attirerà altre auto, asfalterà il tutto e diventerà ulteriormente una fonte di traffico e di inquinamento, impedendo il godimento e la tranquillità dei cittadini.

Si dice: il parcheggio sarà funzionale al porto, ma nella zona esiste già una enorme disponibilità di posti auto. I posti non bastano se si attireranno altre auto, nella zona entro poco tempo neanche quelli realizzati basteranno e non si risolverà il problema.

Il comune non potrà attingere a nuove risorse. Anche le vaste concessioni di occupazione dell’arenile, che hanno di fatto impedito ai cittadini l’accesso al mare ed il godimento di vaste zone del lungomare, non hanno risolto i problemi economici della città, ma hanno ostacolato la fruibilità di un bene pubblico da parte dei cittadini creando difficoltà e malcontento.

Il percorso per essere credibile dovrebbe essere inverso, semplicemente allontanare le auto ed i camper e rafforzare i servizi. Al porto dovrebbero accedere soprattutto i mezzi pubblici e consentire il passaggio delle auto ma non la sosta, salvo che negli spazi concessi.

I camper dovrebbero essere allontanati o realizzare una modesta zona di sosta a pagamento. Al porto potrebbe arrivare un servizio pubblico frequente ed affidabile.

Le zone che attualmente sono in predicato di diventare parcheggio potrebbero essere utilizzate per altre cose migliori che non producono inquinamento, traffico, affollamento, offrendo così alla città altre possibilità,  non soltanto un luogo di sosta per le auto.”

Pino Forlenza

A Terracina nell’area del molo un Centro sulla cultura del mare dedicato a Emilio Selvaggi (2)

Un Centro sulla cultura del mare dedicato a Emilio Selvaggi 

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale si è inserito nella polemica sorta in città dopo la notizia della decisione dell’amministrazione comunale di costruire nell’ex-centro sportivo presente nell’area del molo un parcheggio. Prima il M5S e successivamente il PD si sono mobilitati per fermare l’iniziativa della maggioranza, il primo con un comitato che ha manifestato nelle strade e sulla rete, il secondo con la presentazione di una mozione che ha fatto propria la richiesta di molti professionisti locali di un concorso pubblico di idee per la destinazione dell’area.

Come già detto in precedenza, il WWF non intende sostituirsi a studi tecnici ma vuole fare una proposta di utilizzo nell’area, prossimo alla vocazione marinaresca della città dedicando la struttura al personaggio che ha lasciato segni anche tangibili nel patrimonio comunale oltre che nella formazione di tante persone, il prof. Emilio Selvaggi.

Non intendiamo imporre una scelta ma offrire una opzione nel caso l’amministrazione comunale aprisse alla città la possibilità di indicare il miglior utilizzo dell’area dell’ex-centro sportivo.

La nostra associazione propone di costruirvi un “Centro sulla Cultura del Mare” invitando tutti a riflettere sulle motivazioni che qui di seguito sinteticamente presentiamo.

Molte sono le motivazioni

  • Mancano strutture che siano allo stesso tempo divulgative sul mare (che potrebbe far parte della rete dei musei scientifici RESINA del Lazio) e sulla cultura del mare (antropologica e sociale oltre che storica),
  • Terracina offre molteplici chiavi di lettura della cultura del mare: le maestranze di pescatori venuti dal Golfo di Napoli nel ‘700 con Pio VI, le continue scorribande di pirati saraceni che impedivano la pesca al largo e la ricchezza in biodiversità delle Paludi Pontine che spingevano a pescare nelle acque interne, il sistema di torri costiere, il porto romano e i sistemi di allevamento ittico dei romani, la mitologia, le rotte dell’ossidiana, etc.,
  • Serve aumentare la qualità del turismo, sia con acquari (che non ci sono in zona) che con la divulgazione scientifica e la formazione,
  • I terracinesi anche quelli che non sono del Borgo Pio, sono cresciuti con il tempo scandito da alcuni rituali legati alla pesca, come l’uscita o il ritorno delle paranze, lo scaricare le cassette del pesce, l’asta e i gruppetti di pescatori in raccolta per riparare le reti da pesca (chi non si è mai soffermato ad osservare queste attività?)
  • La pesca sta morendo. E, seppure viene riconosciuta l’enorme importanza di un alimento fondamentale per la salute e la dieta mediterranea, la maggior parte dei consumatori non è in grado di riconoscere le insidie: pesce congelato proveniente dall’oceano indiano, specie aliene introdotte e spacciate per locali, tropicalizzazione del Mediterraneo…e, detto tra noi, (prima o poi si dimostrerà) il rischio che le microplastiche (stanno entrando) entrino nella catena alimentare e si sia costretti a non mangiare pesce di mare…
  • La posizione dell’area vicina ai traghetti, agli alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e al porto dei pescatori favorisce la possibilità di mettere in rete le isole pontine, il Parco Nazionale del Circeo, Sperlonga e oasi marine etc., per creare un circuito turistico del Mare,
  • Servono dati di corrente lungo la costa per monitorare costantemente e comprendere e far comprendere l’entità dell’erosione delle spiagge.

Pesca non sostenibile (eccessivo impatto sulle risorse ittiche), cambiamenti climatici (innalzamento del mare) e microplastiche nelle acque sono le tre emergenze maggiori per il futuro del rapporto tra città e mare. Va fatta informazione/formazione su questi temi perché i cittadini siano attori consapevoli di un cambiamento di stili di vita e di una inversione di tendenza,

  • Il Centro potrà diventare un polo di attrazione non solo per i turisti italiani e stranieri che frequentano Terracina e dintorni ma anche per le visite di istruzione delle scuole facilmente abbinabile alla visita al centro storico, al Tempio di Giove, al Monumento Naturale di Campo Soriano dando un impulso vitale all’offerta turistica, culturale e scientifica di Terracina.

Alcuni suggerimenti per la concezione della struttura:

  • Piccolo acquario delle specie locali (vedi http://www.acquariocalagonone.it/) con attenzione alle specie di interesse per la pesca e alla sostenibilità
  • attività didattiche e formazione degli operatori per un turismo di qualità (lo si potrebbe associare a qualche Master tenuto da Università, anche)
  • Annesso un piccolo laboratorio scientifico per l’acquario e per analisi dello stato dell’ecosistema.

 Centro di studi scientifici a beneficio delle scuole e dei visitatori.

  • Favorire l’interattività, per esempio con alcune sagome a grandezza naturale di Cetacei delle nostre coste, una barca da pesca in parte interrata che spiega tutte le sue parti e dove i ragazzi possano salire, un laboratorio su come si fanno le reti e i nodi marinari, una vasca tattile, una ricostruzione del porto antico e così via.

Un vero e proprio museo interattivo del mare.

  • La zona è particolarmente accessibile e quindi tutto il Centro potrà essere progettato con un occhio a non creare alcuna barriera fisica e culturale.

Cuore pulsante all’interno di una città accogliente e ospitale.

Centro di studi di alto livello

Sala concerti/convegni dove si possano ospitare eventi legati al tema del mare e altro.

Queste nostre idee potrebbero essere sviluppate dai tanti professionisti con competenza e passione, mentre all’amministrazione cittadina toccherebbe accedere a finanziamenti disponibili a livello regionale ed europeo per realizzare un’opera di tale respiro.

“La raccolta differenziata senza la tariffa puntuale è come un semaforo scollegato dalla rete elettrica”

Questa frase scritta da Roberto Pirani, un esperto di gestione dei rifiuti urbani, sintetizza quanto andiamo sostenendo da diversi mesi.

La tariffa puntuale

  • consolida la raccolta differenziata e l’incrementa fin oltre l’80% perché garantisce una riduzione dei costi a carico dei cittadini;
  • la sua applicazione comporta un controllo totale delle aree di produzione dei rifiuti eliminando l’elusione;
  • a regime  la tariffa puntuale (TARIP) a fronte di un servizio migliore e monitorato in ogni sua fase costa per il cittadino circa la metà della media nazionale.

Oggi a Sabaudia si è tenuto un corso formativo sull’applicazione della tariffa puntuale organizzato dalla società Informatica e Servizi dal titolo Come approcciare l’applicazione della raccolta differenziata per arrivare alla tariffazione puntuale.

Di fronte a rappresentanti di diversi comuni laziali è stato prima illustrato il Decreto ministeriale (GU n.117 del 22/05/2017) che ha fissato le norme applicative della tariffa puntuale e successivamente è stato presentato con argomentazioni pertinenti il percorso necessario per il passaggio dalla TARI alla TARIP.

Sono state trattate tutte le fasi, dal censimento delle utenze alla gestione attuata con l’utilizzo di software ideato per mettere i cittadini nelle condizioni migliori per realizzare la raccolta differenziata.

Il WWF, presente al corso di formazione tra il pubblico, ha distribuito ai rappresentanti dei comuni pontini un volantino con la sintesi dello stato attuale della raccolta differenziata in provincia.

TARI più alta della media a Terracina, almeno secondo il campione di comuni analizzato dall’ISPRA

Una ventina di giorni fa l’ISPRA ha pubblicato il Rapporto Rifiuti 2017 con i dati aggiornati al 2016.

Qui è possibile scaricare il testo 

La produzione dei rifiuti in Italia come nella regione Lazio e nella provincia di Latina ha registrato un leggero aumento rispetto all’anno precedente e non solo per aver conteggiato a partire proprio dal 2016 tra i rifiuti urbani una piccola quantità di rifiuti provenienti da lavori domestici di riparazione/ristrutturazione edilizia.

 

La raccolta differenziata ha fatto un piccolo passo avanti

 

Prevedibili i dati relativi ai rifiuti prodotti dal trattamento meccanico biologico di quel che resta dopo la raccolta differenziata.

 

Cosi, come si sapeva, parte dei prodotti vanno negli inceneritori in barba alla sostenibilità ambientale della gestione dei rifiuti prevista da strategie di moda.

 

Il Rapporto affronta anche i costi a carico dei cittadini della gestione dei rifiuti urbani analizzando un campione di 734 Comuni.

“I risultati dell’indagine mostrano che, per tutte le classi di popolazione analizzate, all’aumentare della percentuale di raccolta differenziata, alla quale è legata una diminuzione importante della quantità di  rifiuti pro capite smaltiti in discarica e spesso un aumento della percentuale di rifiuti avviati al trattamento meccanico-biologico, diminuisce il costo totale pro capite annuo.”

Il campione di Comuni di questa tabella si adatta esattamente alla città di Terracina con il suo numero di abitanti e con il livello di raccolta differenziata ma qui da noi il costo per abitante è superiore a 124 €.

Ambiente: WWF, da Parlamento Europeo una mozione per agricoltura amica della biodiversità

Ieri il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che supporta l’Action Plan for nature, people and the economy e chiede che le future politiche agricole dell’Unione europea contribuiscano fortemente alla protezione della natura in Europa.

Sabien Leemans, Senior Policy Officer Biodiversità del WWF, ha dichiarato: “Siamo lieti di vedere che il Parlamento stia sostenendo l’Action Plan dell’UE per intensificare l’attuazione delle leggi europee sulla natura. E, cosa più importante, i deputati europei sottolineano che la lotta contro la perdita della biodiversità richiederà maggiore azione e volontà politica. Affrontare l’impatto di un’agricoltura non sostenibile nella prossima riforma della PAC e investire più fondi UE nella protezione della natura sarà cruciale”.

Mentre la Commissione dovrebbe presentare la sua comunicazione sulla PAC (la Riforma della politica agricola comune) il 29 novembre, il Parlamento europeo ha sottolineato il preoccupante declino delle specie e degli habitat associati all’agricoltura insostenibile e alla necessità che la prossima PAC promuova pratiche agricole sostenibili e fermi i sussidi nocivi per la natura d’Europa.

Il Parlamento ha inoltre sottolineato la necessità cruciale di aumentare il budget associato alla protezione della biodiversità nel prossimo bilancio dell’UE. Il WWF accoglie favorevolmente la richiesta di nuovi meccanismi finanziari per la conservazione della biodiversità e la gestione della Rete Natura 2000. Essi verranno inclusi nei fondi di sviluppo agricolo, rurale e di sviluppo regionale.
Il WWF sottolinea positivamente anche il sostegno del Parlamento alla strategia per fermare il declino degli impollinatori (come le api) e un impegno a realizzare una Rete Trans-Europea di infrastrutture verdi (TEN-G) per migliorare la connettività all’interno della rete Natura 2000.

Gli eurodeputati citano anche le sfide dovute al ritorno dei grandi carnivori in Europa. Per WWF il ritorno di specie come orsi e lupi dimostra che, investendo nella conservazione della natura e nella cooperazione tra i diversi soggetti interessati, si possono raggiungere risultati positivi. Possibili conflitti possono essere evitati con misure preventive per la protezione del bestiame e la messa in campo di un regime di indennizzi.

[1] Il piano d’azione dell’UE è stato adottato dalla Commissione nel mese di aprile

 

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Ad un anno dalla scomparsa soci WWF e cittadini hanno ricordato Emilio Selvaggi

In un clima piovoso e freddo stamani alla Rimembranza è stato ricordato Emilio Selvaggi ad un anno dalla sua scomparsa.

Nonostante il tempo inclemente scuole e cittadini hanno voluto essere ugualmente presenti alla cerimonia voluta dai soci del WWF locale per lo scoprimento dell’opera che l’artista Raffaella Menichetti ha creato e donato all’associazione.

 

Ha aperto la breve cerimonia la presidente del WWF Litorale laziale, Franca Maragoni, che si è soffermata soprattutto sul lavoro di Emilio nel parco diventato, oltre che sede di importanti eventi culturali, uno scrigno di biodiversità in città per la cui conservazione l’impegno dei volontari non è sufficiente se l’amministrazione non garantisce interventi sistematici. Nello stesso tempo la presidente ha ricordato la proposta del WWF di dedicare a Emilio Selvaggi un centro sulla cultura del mare da insediare nell’area del molo, oggetto di una ipotesi da parte dell’amministrazione comunale di un megaparcheggio.

 

 

Subito dopo ha preso la parola il sindaco, Nicola Procaccini. Dopo aver ringraziato i volontari del WWF che stanno proseguendo il lavoro del prof. Selvaggi il sindaco ha annunciato  che favorirà un collegamento stretto con la scuola Elisabetta Fiorini attualmente in restauro anche per intensificare la frequentazione del parco della Rimembranza.

 

 

 

E’ stato lasciato a Namite, la nipotina di Emilio, il compito di tirar giù la bandiera del WWF che copriva il tondo su terracotta di Raffaella Menichetti.

L’artista ha illustrato l’opera motivando la sua creazione con l’inserimento in essa degli elementi che hanno caratterizzato la vita e l’opera di Emilio Selvaggi: il mare, la natura, la cultura, la narrazione.

A conclusione della cerimonia, protetti da una selva di ombrelli, i giovanissimi violinisti della scuola Montessori sotto la guida di Caterina Bono hanno offerto un omaggio musicale alla memoria di Emilio Selvaggi.

 

 

Il WWF aderisce alla manifestazione indetta da LIBERA e FNSI per la legalità e la libertà di stampa

Alla manifestazione indetta da Libera e Federazione Nazionale Stampa Italiana

per giovedì prossimo alle ore 17 a Ostia sarà presente anche il WWF

La gravità di quanto accaduto ad Ostia chiama ciascuno di noi a dare un segnale tangibile contro atti indegni, inaccettabili per una società civile, per la democrazia faticosamente raggiunta nel nostro Paese.

 

In un territorio nel quale è nota la presenza di attività criminali con pesanti risvolti non solo sociali ma anche ambientali – si pensi alla tremenda sequenza di incendi che hanno funestato la scorsa estate o agli abusi in aree protette –  è necessario manifestare con decisione il ripudio di atteggiamenti e comportamenti che in alcun modo e forma possano essere anche solo parzialmente giustificati.

 

Sul Litorale di Roma il WWF è da sempre impegnato nella difesa della legalità, nel contrastare illeciti o irregolarità che abbiano minacciato o rischiato di minacciare questo territorio o il mare che lo bagna.

 

Estendiamo a tutti l’invito lanciato dagli organizzatori a trovarci ad Ostia il 16 novembre per sostenere legalità e libertà di stampa.

 

Per aderire scrivere a:

organizzazione@libera.it

A Terracina nell’area del molo un Centro sulla cultura del mare dedicato a Emilio Selvaggi

Proposta di utilizzo dell’area del Molo (ex-centro sportivo)

UN CENTRO SULLA CULTURA DEL MARE, dedicato a Emilio Selvaggi

Il comune di Terracina ha espresso l’intenzione di costruire un grande parcheggio nell’area dell’ex-centro sportivo destinato ai viaggiatori verso le isole ponziane dandolo in concessione ad un privato. Come reazione immediata in città è nato un comitato di cittadini sostenuto dal M5S che ha organizzato una manifestazione per contrastare tale disegno avendo un seguito anche sui social. In tempi più recenti una cinquantina di professionisti hanno scritto al sindaco per chiedere l’indizione di un concorso pubblico di idee per l’utilizzazione dell’area in questione trovando molto risalto sulla stampa. A questa iniziativa e senza la pretesa di partecipare al concorso si aggancia il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale per esprimere una propria proposta sul migliore utilizzo dell’ex-centro sportivo.

Arriva il PUMS 

Il  DECRETO  4 agosto 2017 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti stabilisce i principi “per la redazione di Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) al fine di soddisfare i fabbisogni di mobilita’  della  popolazione, assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico  ed  acustico, la  riduzione  dei  consumi  energetici,  l’aumento  dei  livelli  di sicurezza  del  trasporto  e  della  circolazione   stradale, la minimizzazione dell’uso  individuale  dell’automobile  privata  e  la moderazione del traffico, l’incremento della capacita’ di  trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini  trasportati  dai  sistemi collettivi anche con soluzioni di  car-pooling  e  car-sharing  e  la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane”. 

Nell’ALLEGATO  1 al  DECRETO 4 agosto 2017 si definisce  il PUMS come “uno strumento di pianificazione strategica che, in  un orizzonte temporale di mediolungo periodo (10  anni),  sviluppa  una visione di sistema della mobilita’ urbana  (preferibilmente  riferita all’area della Citta’ metropolitana, laddove definita), proponendo il raggiungimento di obiettivi di sostenibilita’ ambientale, sociale  ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a  migliorare l’efficacia e l’efficienza del  sistema  della  mobilita’  la  sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali”. 

Nella premessa all’ALLEGATO 2 viene scritto “Un Piano urbano della mobilita’  sostenibile  (PUMS)  deve  avere come obiettivi principali il miglioramento  dell’accessibilita’  alle aree urbane e periurbane, mediante sistemi di mobilita’  e  trasporti sostenibili e di alta qualita’  anche  sotto  il  profilo  ambientale, economico e sociale, ed  il  miglioramento  della  fruibilita’  dello spazio pubblico.”

Quindi se ne deduce che un eventuale nuovo intervento urbanistico o di semplice insediamento di nuove strutture che possano funzionare come poli attrattori devono essere inseriti nel Piano della Mobilità Sostenibile per garantirne l’efficienza funzionale.

L’area del Molo

Recentemente, preceduta da manifestazioni di cittadini contrari alla costruzione di un parcheggio in un’area così delicata e pregiata del territorio comunale, è apparsa sulla stampa la proposta fatta al Comune di Terracina da parte di decine di professionisti di indire un concorso pubblico di idee per definire la destinazione di tale area.La proposta è condivisibile e viene proprio nel momento in cui si dovrà mettere mano alla progettazione del PUMS. Nell’auspicata ipotesi  che venga subito accantonata la sciagurata idea di costruire nell’area un parcheggio, nella redazione del PUMS si deve prendere in considerazione quanto detto sopra.

In parole povere il PUMS deve essere progettato sapendo già che nell’area del molo potrà inserirsi un polo di attrazione turistica/culturale/scientifica/sportiva/ricreativa/…….. per la cui funzionalità la mobilità sostenibile è essenziale.

L’idea del WWF

In questo eventuale spiraglio di apertura democratica da parte dell’amministrazione comunale convintasi della bontà di indire un concorso pubblico di idee per decidere la destinazione dell’area del Molo sottratta finalmente all’ipotesi di diventare un parcheggio, anche il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale presenta una sua idea.Non vogliamo sostituirci a studi tecnici che poi parteciperebbero al concorso di idee, intendiamo per il momento soltanto esprimere cosa ci piacerebbe nascesse nell’area in questione.

Vi vediamo UN CENTRO SULLA CULTURA DEL MARE, dedicato a Emilio Selvaggi, per diffondere la cultura storica e scientifica del mare, formare i giovani  e tramandare le tradizioni di Terracina, agendo da centro di attività culturali e artistiche e così arricchendo l’offerta di un turismo di qualità. Non isolato ma inserito in un distretto turistico pontino da tutti auspicato ma mai decollato.

In un prossimo incontro pubblico articoleremo la proposta presentando gli scopi, le motivazioni e gli elementi essenziali della struttura.