Sardine e orti domestici per salvare la Terra; Fulco Pratesi sul Corriere della sera di oggi in occasione della Giornata mondiale della Terra

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Limitare la carne e scegliere pesci delle specie più comuni

In 20 anni l’Italia ha perso il 15% di coltivazioni

Gli sprechi

Secondo le stime della Fao un terzo della produzione mondiale di cibo finisce in discarica

Il confronto

La stessa quantità di terreno può produrre un chilo di proteine della carne o otto di soia

FULCO PRATESI

La 43ª Giornata della Terra dell’Onu, celebrata oggi in tutto il mondo, rappresenta un’occasione importante per rendersi conto dello stato di salute del Pianeta, l’unico che abbiamo.

La situazione, nonostante gli impegni, spesso solo cartacei, delle nazioni e delle organizzazioni internazionali, non appare confortante. La popolazione umana continua ad aumentare (si prevedono 9,3 miliardi per il 2050) e la concentrazione di CO2 nell’atmosfera a gennaio ha raggiunto un record di 395 parti per milione, avviando la temperatura globale (il 2012 è stato il nono anno più caldo dal 1880) verso un aumento di più di 2 gradi di media, con gravi danni, soprattutto per l’agricoltura e l’alimentazione. L’Italia, nel suo piccolo, negli ultimi venti anni ha perso il 15% della terra coltivata.

Ed è proprio sull’alimentazione di una umanità in crescita in numeri ed esigenze, che il Wwf punta il dito nell’Earth Day odierno.

La produzione alimentare costituisce infatti una delle maggiori cause del consumo delle terre emerse non coperte dai ghiacci e della perdita della loro biodiversità. L’agricoltura ha già distrutto o trasformato radicalmente il 70% dei pascoli, il 50% delle savane, il 45% delle foreste decidue temperate e delle selve tropicali; l’acqua usata per l’irrigazione assorbe il 70% di quella disponibile sul Pianeta; la sovrappesca sta portando all’estinzione numerose specie ittiche.

Se si esclude l’ultima glaciazione, terminata circa 10 mila anni fa, nessun altro fattore ha avuto un impatto tanto distruttivo sugli ecosistemi.

Ma se può risultare illusorio affidarsi solo alla responsabilità dei governi – i quali più che alle generazioni future puntano alle prossime scadenze elettorali – molto si potrebbe ottenere, in questo specifico settore, dall’impegno di tutti noi. Anche una minima inversione di tendenza nei consumi e negli sprechi, se ripetuta per miliardi di persone, può rappresentare un primo passo verso un futuro più sostenibile.

Innanzitutto limitare il consumo di carni. L’allevamento del bestiame, sopratutto bovino, richiede ampi spazi per il pascolo ma ancor più per la produzione di mangimi, entrambi ottenuti con la distruzione di immense superfici di foreste tropicali: la stessa quantità di terreno e di acqua occorrenti per produrre un chilogrammo di proteine della carne, può consentire una produzione di proteine dalla soia otto volte superiore.

Per quanto riguarda i cibi di origine vegetale, un comportamento più virtuoso deve far preferire prodotti di stagione e di origine locale, meglio se coltivati con sistemi biologici e da orti domestici, evitando anche l’acquisto di derrate provenienti con gran consumo d’energia da luoghi lontanissimi e ottenuti spesso da colture distruttive nei confronti degli ecosistemi naturali. Inoltre, scegliendo specie ittiche non prelevate da stock troppo sfruttati – come quelli del tonno rosso mediterraneo, del pesce spada e altri – e scegliendo specie più comuni come lo sgombro, le alici, le sarde, i cefali, eccetera – si può contribuire a rendere i nostri consumi in fatto di pesce meno impattanti sull’ambiente marino. Il quale oggi è in grave sofferenza per un prelievo delle sue risorse raddoppiato negli ultimi 30 anni grazie a metodi di pesca tecnicizzati e distruttivi nei confronti della biodiversità oceanica.

Non va infine trascurato il problema degli sprechi alimentari. Secondo la Fao, un terzo della produzione totale di cibo destinato al consumo umano a livello globale finisce in discarica. In Italia, ben 108 chili di cibo commestibile sono sprecati ogni anno, contro i 99 della Francia, gli 82 della Germania e i 72 della Svezia.

Anche in questo campo un comportamento più virtuoso e responsabile di ognuno di noi sarebbe molto necessario.

22 aprile, Giornata della Terra; il WWF celebra la ricorrenza focalizzando l’attenzione sull’alimentazione

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L’alimentazione sostenibile è il tema scelto dal  WWF per partecipare all’Earth Day Italia che festeggia la 43ma Giornata della Terra con un grande concerto a Milano, ( info su http://earthdayitalia.org/).

Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia, che parteciperà alla maratona web dell’Earth Day con un video ricorda che “L’alimentazione ha un ruolo prioritario quando si parla di tutela ambientale. Il cibo che scegliamo – e ancor di più quello che sprechiamo – rischia di ‘affamare’ il Pianeta e i suoi abitanti. Per garantire la salute a lungo termine del Pianeta è necessario e urgente ridurre drasticamente l’impatto negativo delle produzioni alimentari. La ricetta per salvare il Pianeta passa anche nel cambiamento della nostra alimentazione quotidiana, tra cui la riscoperta del modello alimentare mediterraneo, il cui valore ambientale e nutrizionale è riconosciuto da tempo dalla comunità scientifica internazionale. ”

Per il WWF la produzione alimentare è infatti responsabile del consumo del 38% delle terre emerse non coperte da ghiacci, del degrado di habitat e della perdita di biodiversità. L’agricoltura ha già distrutto o trasformato radicalmente il 70% dei pascoli, il 50% delle savane, il 45% delle foreste decidue temperate e il 25% delle foreste tropicali mentre l’irrigazione utilizza il 70% dell’acqua dolce disponibile sul Pianeta. I processi produttivi connessi alle produzioni alimentari causano l’inquinamento di fiumi e oceani e l’emissione di  una quantità di gas serra molto elevata.
Se escludiamo l’ultima glaciazione, nessun altro fattore ha avuto un impatto tanto distruttivo sugli ecosistemi.

Se da un lato per vincere questa sfida sono necessarie azioni globali che riguardano l’arrestare l’espansione dei terreni agricoli, il miglioramento dell’efficienza dell’uso di risorse (per unità di acqua, di energia), la riduzione degli sprechi lungo filiere, dall’altro basterebbero alcuni semplici cambiamenti alle nostre scelte alimentari per spingere la produzione di cibo in una direzione più sostenibile. A partire dalla rivalutazione di un’alimentazione ricca di vegetali e frutta di stagione e di provenienza locale, passando per una drastica riduzione dei consumi di carne, soprattutto bovina, evitando i cibi eccessivamente elaborati e trasformati, diversificando il pesce che si acquista (evitando le specie sovrasfruttate) sono tutte misure che possono migliorare la nostra salute e al contempo ridurre i costi ambientali del sistema agroalimentare. E ancora, se nei paesi poveri, gli sprechi sono dovuti principalmente a raccolti perduti e infrastrutture inadeguate, in Europa il 40% avviene nelle nostre dispense e frigoriferi. Anche i piccoli miglioramenti sono importanti.  Sforzi mirati nel ridurre gli sprechi – soprattutto di quegli alimenti che assorbono più risorse, come carne e latticini – potrebbero fare una grande differenza. A questi temi il WWF ha dedicato l’iniziativa ‘One Planet Food’

Il lavoro del WWF  sul tema dell’alimentazione è possibile anche grazie a quanto raccolto grazie al 5×1000 che ogni cittadino può devolvere gratuitamente all’associazione.

Era ora, finalmente abbiamo un Piano Amianto

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Il 21 marzo 2013 il Governo italiano ha approvato il Piano Nazionale Amianto che prevede l’obbligo del censimento dei materiali contenenti amianto, dell’individuazione dei siti per lo smaltimento e dell’accelerazione delle bonifiche.

 

 

Il Piano fissa le linee guida che dovranno seguire tutti gli Enti, locali e nazionali, per la tutela della salute e dell’ambiente e per la sicurezza sul posto di lavoro.

Ecco il Piano 18398_piano_amianto

Appare ovvio che l’applicazione del Piano ridurrebbe il rischio delle discariche abusive di eternit e dell’inquinamento dei terreni in cui si abbandona questo materiale con sicuri vantaggi per la salute di tutti.

 

 

Salviamo il paesaggio, domenica 21 aprile marcia in difesa del paesaggio italiano

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Il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” propone – in concomitanza con l’Earth Day mondiale – una manifestazione generale pubblica a salvaguardia dei terreni liberi e fertili rimasti.

Si tratta di una grande Marcia per la Terra, che si terrà domenica 21 aprile in PiemonteLiguria,LombardiaVenetoLazioPugliaSicilia eSardegna, e sabato 27 aprile in Friuli Venezia Giulia*.

* In Friuli Venezia Giulia la marcia è stata spostata a sabato 27 aprile a causa della concomitanza con il voto per le elezioni regionali).

Guarda il VIDEO

Perugia19-21 aprile, assemblea dei soci WWF e presentazione del programma triennale

IL CUORE DEL PROGRAMMA

web_42331_3674Il Programma triennale del WWF Italia
Il Programma del WWF Italia nasce dall’obiettivo di proteggere il solo pianeta sul quale possiamo vivere.

Tre filoni tematici: Natura d’Italia, Nature Style e Conservazione delle specie prioritarie attorno ai quali si svilupperanno le otto iniziative.

NATURA AL CENTRO IN 8 MOSSE

ALPI
Conservazione dei grandi carnivori e della biodiversità in generale sull’Arco alpino, ecoregione particolarmente delicata e importante.

GREEN HEART OF AFRICA
In connessione con l’omonima Global Initiative internazionale, pone al centro il salvataggio del Bacino del Congo, il secondo “polmone” verde del Pianeta.

MEDITERRANEO
Sviluppare delle aree marine protette, pesca sostenibile e artigianale per un Mediterraneo di qualità, contrasto alle trivellazioni.

RIUTILIZZIAMO L’ITALIA
Un modello di sviluppo che punti sul riuso e il recupero del patrimonio edilizio esistente per arrestare realmente il consumo di suolo in Italia.

CLIMA ED ENERGIA
Per un futuro libero da carbone e petrolio e per lo sviluppo delle energie rinnovabili al 100%, attraverso l’autoproduzione e il contrasto ai monopoli.

OASI E SPECIE
Il nostro impegno per la tutela degli habitat e della fauna selvatica in Italia attraverso la gestione diretta delle aree protette e non solo.

ONE PLANET ECONOMY
Muoversi verso un’economia davvero sostenibile, promuovendo nuovi modi di produrre e di consumare coinvolgendo tutti gli attori interessati.

ONE PLANET FOOD
Promozione di una dieta sostenibile, di un’agricoltura “di cura” e non di rapina, con una forte attenzione alla salute e alla riduzione degli sprechi.

Il cane è il migliore amico dell’uomo (e della donna); va gestito, però.

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A Terracina i problemi ambientali da affrontare e risolvere sono tanti e di peso e potrà sembrare irrilevante sollevare la questione della gestione dei cani, dalla loro conduzione alla raccolta delle loro deiezioni, ma andatelo a dire alla mamma che in un parco pubblico si è trovato il bambino imbrattato dalle feci di un cane.

I cani di compagnia sono cresciuti di numero in maniera eccessiva e  svolgono ormai un importante ruolo sociale concedendo momenti di serenità a donne, uomini e bambini.

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Ora, però, occorre prendere coscienza che il cane verso cui esprimiamo il nostro affetto e che curiamo con visite veterinarie e talvolta con cure estetiche pone dei problemi ai nostri concittadini. Basta un piccolo gesto per evitare che il nostro migliore amico diventi oggetto dell’insofferenza di molti.

images (1)In tantissimi Comuni italiani sono state realizzate campagne di sensibilizzazione sul tema e basta girare sulla rete per trovarne conferma.

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I comuni dopo una campagna informativa passano all’applicazione di sanzioni previste in appositi regolamenti o ordinanze.

A Roma esiste questo regolamento

Norma di Legge Descrizione della norma Sanzioni
Delibera Consiglio Comunale n. 46/2002 che modifica l’art. 180 del regolamento del Servizio Veterinario del Comune di Roma Raccolta deiezioni canine. È vietato lasciare defecare i cani sui marciapiedi, comunque, dinnanzi ad ingressi di immobili (abitazioni, negozi, uffici in genere), nel raggio di cento metri da scuole, asili nido e aree attrezzate per bambini.
Nelle aree e strade pubbliche o private aperte al pubblico transito è fatto obbligo a tutti i conduttori di cani:
1. di essere muniti di appositi involucri o sacchetti o buste di plastica richiudibili e comunque impermeabili a liquidi, per permettere la raccolta delle deiezioni canine;
2. di provvedere alla immediata e totale asportazione delle deiezioni dei cani facendo uso della suddetta attrezzatura, provvedendo a depositare gli involucri adeguatamente chiusi negli appositi contenitori e nei sacchetti stradali per la raccolta dei rifiuti oppure, limitatamente alle aree che ne risultano sprovviste, nei cestelli portarifiuti. Il personale di vigilanza è tenuto ad esercitare che gli accompagnatori degli animali dimostrino il possesso dell’attrezzatura sopraindicata.
€ 103.00

Anche a Terracina qualche anno fa fu avviata una simile campagna con manifesti e distribuzione di palette; venne anche emessa un’ordinanza sindacale  Ord_Sind_n_022AG_2005 – Condotta cani che prevede sanzioni molto serie sintetizzate nella tabella seguente

Infrazione

Sanzione

Abbandono animali

Da 309,87 a 1549,37 €

Mancata iscrizione anagrafe canina

51,00 €

Mancata raccolta escrementi o assenza di opportuni contenitori per la raccolta

75,00 €

Mancanza di guinzaglio in luogo pubblico

75,00 €

Introduzione di cani nelle aiuole e spazi a verde di aree pubbliche

75,00 €

Come sempre, non c’è nessuno che faccia rispettare le norme costringendo i cittadini a discussioni che spesso travalicano la convivenza civile.

Cosa fare? Proponiamo al Comune di fare affiggere un manifesto ricordando ai cittadini l’Ordinanza in vigore e subito dopo dare l’incarico a persone autorizzate al controllo per il rispetto della stessa. Potrebbero essere utilizzati i controllori ausiliari del traffico?  

Non ci siamo ancora, caro Co.Tri, occorre un altro piccolo sforzo.

Il trasporto pubblico interno a Terracina non riesce a decollare, per anni si sono spese somme rilevanti senza evidenti risultati. Bus quasi sempre vuoti e mezzi privati ad intasare il traffico cittadino a scapito della qualità della vita.

Attualmente con la gestione affidata al Co.Tri ci si aspettava un passo avanti decisivo per convincere i terracinesi a lasciare a casa l’auto e ad abbandonare l’abitudine del “passeggiosugomma” tipico soprattutto dei fine settimana.

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Sono state finalmente installate alle fermate le tabelle contenenti le indicazioni delle linee che vi transitano con i relativi percorsi.

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Alle fermate da qualche giorno sono apparsi anche gli orari delle diverse linee.

Era proprio così difficile inserire gli orari di passaggio e non quelli di partenza dal capolinea?

I cittadini per poter abbandonare il mezzo privato e utilizzare le circolari devono avere la certezza dei passaggi e gli orari sicuri di questi (vedi Rimini).

Anche al Comune va chiesto qualche intervento per incentivare l’uso del mezzo pubblico in tutti i giorni e per eliminare il carosello automobilistico dei fine settimana lungo il circuito Via Roma-Viale della Vittoria-Lungomare.

Intanto, per chi viene a passare qualche ora in città occorre individuare parcheggi periferici serviti da bus navetta. Un prima soluzione potrebbe essere fornita dalla nuova area destinata al mercato settimanale. In tante città l’area del mercato viene utilizzata negli altri giorni come parcheggio. Si farebbe così un drenaggio del flusso veicolare diretto al centro della città. Un’altra area potrebbe essere quella intorno alla stazione ferroviaria. Quindi, chi giunge a Terracina da ovest e da nord troverebbe centinaia di posti macchina, altrettanti sarebbero a disposizione tra Pisco montano e l’area una volta occupata dalle giostre per chi entra in città da est.

Insomma, occorre creare nel cuore della città un’area vivibile a misura di bambino bloccando il traffico veicolare ma senza impedire la mobilità delle persone.

Al Co.Tri e al Comune chiediamo un maggiore impegno per una mobilità ambientalmente sostenibile che favorisca una migliore qualità della vita per i cittadini e i turisti.

Le performances di Nettuno nella gestione dei rifiuti

Nettuno

 

 

La città della costa romana ha da poco avviato un nuovo piano rifiuti e subito ha raggiunto traguardi nemmeno pensabili fino all’anno scorso in termini di raccolta differenziata come riportato oggi dal giornale La Provincia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche nel recente passato, però, la città non è stata del tutto immobile, ha cercato con la raccolta stradale di realizzare piccoli obiettivi, che il MUD (Modello Unico di Dichiarazione) del 2011 testimonia, anche per i costi abbastanza contenuti per una città di 47.332 residenti.

Produzione (ton)

Indifferenziato + spazzam. stradale

25.518,3

Raccolta differenziata

1938,98

Gestione in convenzione

559,08

RAEE

111,36

TOTALE

28.127,72

 

Costi (€)

Raccolta + trasporto

3.129.398

Trattamento + smaltimento

3.066.423

Gestione in convenzione

59.877

TOTALE

6.255.698

 

Al costo totale vanno tolti i proventi della vendita dei materiali differenziati che ha portato nelle casse del comune la somma di                238.192 €

Far parti uguali fra disuguali è ingiusto, affermava don Milani

1Cinquant’anni fa, il messaggio di don Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana poneva sotto accusa la scuola pubblica che si era aperta ai ceti meno abbienti senza modificare il proprio impianto pedagogico-didattico. Venivano così respinti dalla scuola che avrebbe dovuto accoglierli proprio gli ultimi arrivati, quei ragazzi “senza parola” dei ceti popolari.

Oggi la scuola è sottoposta a tagli economici insostenibili e mostra di non poter svolgere il suo ruolo sociale con edifici decrepiti, servizi inefficienti, insegnanti fortemente demotivati e costretti spesso a sopperire di tasca propria alle prime necessità….

Oltre alla scuola, è la cultura nel suo complesso a subire un arretramento con i tagli ai musei, al cinema, al teatro, alla musica….

E ancora una volta sono i ceti meno abbienti che subiscono privazioni non potendosi permettere spese oltre il necessario alla sopravvivenza.

Allora riproporre il messaggio di don Milani cinquant’anni dopo deve servire a rilanciare nelle coscienze prima e nelle Istituzioni poi la necessità di un recupero forte della scuola, dell’istruzione e della cultura.

Anche per questo a Terracina si terrà una mostra sul priore di Barbiana che sarà presentata giovedì 4 aprile alle ore 18 nella sala Valadier dell’Ist. Filosi e che poi resterà aperta nella sala Appio Monti fino al 15 aprile. Durante la presentazione verrà proiettato un video sulla vicenda umana di don Milani con immagini riprese a Barbiana mentre vi si svolgeva la vita quotidiana.

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