L’ampliamento del porto del Circeo non è ambientalmente sostenibile

COMUNICATO

 

Ciclicamente, purtroppo, politici e imprenditori tornano all’assalto della costa pontina proponendo un porto; l’ultimo in ordine di tempo è l’ex sindaco di San Felice Circeo, Giuseppe Schiboni, che oggi si ricandida e sceglie come cavallo di battaglia proprio l’ampliamento del porto.

Duole constatare come per alcune persone, e i politici tra i primi, il tempo passi invano e invano numerosi ricercatori abbiano prodotto e continuino a produrre enormi quantità di studi non a favore o contrari ad una qualche tesi, ma finalizzati ad interpretare e spiegare fenomeni fisici e geologici.

È successo così per la nostra costa, nel 1972 il prolungamento del molo di San Felice Circeo provocò una disastrosa erosione sulla fascia costiera a sud est coincidente con la costa del comune di Terracina. La spiaggia scomparve completamente, addirittura crollò parte del marciapiede della “promenade” terracinese; inutile dire che da quel momento per molti anni l’economia delle attività balneari fu quasi cancellata.

Nel 2001 e poi nel 2005 la nostra Associazione è intervenuta ancora sui progetti di ampliamento/raddoppio del porto del Circeo anche e soprattutto alla luce degli studi che nel frattempo erano stati pubblicati da gruppi di ricerca italiani e stranieri come ad esempio il famoso Studio Volta di Savona; questo, e altri gruppi, hanno evidenziato, senza ombra di dubbio, l’effetto erosivo devastante conseguente alla costruzione di moli e darsene protese in mare.

Si potrebbe pensare, ora,  ad un intervento mosso da campanilismo, ma allora come adesso le nostre osservazioni vanno ben oltre considerazioni localistiche.

Gli elementi su cui si basa il nostro giudizio contrario a questo disegno sono:

  1. Erosione delle coste per deviazioni delle correnti da nord ovest tra il Circeo e Fondi con gravi ripercussioni oltre che sull’ambiente anche sull’economia balneare dei comuni interessati;
  2. Scomparsa della Posidonia oceanica in seguito all’impatto delle opere a mare con conseguente alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema su larga scala;
  3. Stravolgimento del promontorio a causa dei sostanziali e importanti lavori a terra,  necessari se aumentano i posti barca, per la predisposizione di parcheggi, collegamenti viari e servizi a terra con conseguente scomparsa di un’area di notevole interesse naturalistico e archeologico che attualmente è in parte interna al perimetro del Parco Nazionale del Circeo e della Zona di Protezione Speciale Parco del Circeo nonostante i  numerosi vincoli naturalistici e di tutela cui è sottoposta tutta l’area che chi propone questi progetti continua ad ignorare facendo finta che non esistano.
  4. Problemi di viabilità di accesso al porto e più in generale il problema dell’assetto urbanistico di tutta l’area portuale e delle contigue aree del centro storico e del lungomare, che verrebbero inevitabilmente stravolte dalla creazione di una struttura nautica di così vaste proporzioni. A tutt’oggi, infatti, il porto risulta difficilmente raggiungibile: l’unica strada presente costeggia la battigia su di un lato e numerose ville, attività commerciali e qualche struttura turistica dall’altro. E’ quindi impossibile potenziare l’attuale assetto viario a meno di passare ad un livello superiore di complessità di tutta l’operazione. Qualunque intervento affrontato senza un rigoroso inquadramento urbanistico, stante l’alta qualità dell’area in termini ambientali e naturalistici e la sua particolare vulnerabilità, rischierebbe di tradursi in mera speculazione.

Il WWF si batte per la sostenibilità e non per la privatizzazione insostenibile, la nostra posizione è chiara e decisa, siamo fermamente contrari a progetti sconsiderati che coinvolgono la qualità della costa e non solo; siamo invece per un tavolo di studi per attuare concretamente un’economia turistica sostenibile.

Esortiamo per questo il mondo scientifico, culturale e specialistico a non voler legittimare in nessun modo questo progetto ed esortiamo tutte le forze politiche e sociali ad impegnarsi per evitare questo scempio.

Il nuovo assetto statutario del WWF Litorale Pontino lo rende responsabile della osservazione e tutela dell’ambiente nei comuni di Terracina, Sabaudia e San Felice Circeo e quindi seguirà, come fa ormai anni, le vicende relative alla programmazione e gestione dei relativi territori.

In attesa di visionare i progetti che sono in via di elaborazione, invitiamo il candidato sindaco Schiboni a riflettere sui danni ambientali derivanti dalla “grande opera” inserita nel suo programma elettorale.

Terracina, 21 febbraio 2012

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