Mese: febbraio 2012
Richiesto incontro con il Sindaco sulla gestione dei rifiuti
Gent.mo Sig. Sindaco,
le scrivo per chiederle un incontro per discutere con lei la questione della gestione dei rifiuti nella nostra città.
La nostra associazione, già nella veste precedente di sezione locale del WWF, ha sempre offerto la propria collaborazione “critica” alle diverse amministrazioni che si sono succedute per la soluzione di problemi riguardanti l’ambiente.
Le associazioni normalmente ricoprono il ruolo di intermediari tra i cittadini e le Istituzioni e in questi giorni riceviamo continui solleciti ad interessarci più del solito della questione rifiuti. E su questo vorremmo avere un confronto con lei anche per darle, se lo ritenesse opportuno e adeguato, un contributo fattivo come è nostra consuetudine.
Le sarei grato se volesse accogliere questa richiesta fissando l’eventuale incontro nel secondo pomeriggio di martedì o giovedì, gli unici momenti in cui sono libero da impegni di lavoro.
In attesa di un suo cortese riscontro le invio i migliori saluti.
Domenico Carafa
5 febbraio 2012 Sul consumo di suolo: il Piano Casa e la bretella Appia-Pontina
COMUNICATO
Il Piano Casa del Comune di Terracina e la bretella Appia-Pontina sono interventi ambientalmente sostenibili?
Proprio in questi giorni il WWF, insieme al FAI, ha pubblicato una road map per fermare il consumo del suolo partendo dall’analisi di ciò che è avvenuto in Italia in cinquant’anni soprattutto per l’abusivismo edilizio, che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi, 75mila l’anno e 207 al giorno, e in favore negli ultimi 16 anni ci sono stati 3 condoni (1985, 1994 e 2003). Terracina in provincia di Latina è un esempio negativo di questo fenomeno.
Poi ci sono le cave che nel solo 2006 hanno mutilato il territorio escavando 375 milioni di tonnellate di inerti e 320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali. E anche qui la nostra città è presente con vecchie e nuove cave.
I progetti delle grandi infrastrutture, invece, mettono a rischio 84 aree protette, 192 Siti di Interesse Comunitario e 64 International Bird Area. Si registra poi in agricoltura dal 2000 al 2010 una diminuzione della Superficie Aziendale Totale (SAT) dell’8% e della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) del 2,3%, mentre il numero delle aziende agricole e zootecniche diminuisce nello stesso periodo del 32,2% in meno di aziende agricole e zootecniche. Il risultato è un territorio meno presidiato e più fragile: in Italia circa il 70% dei Comuni è interessato da frane che, tra il 1950 e il 2009, hanno provocato 6439 vittime tra morti, feriti e dispersi. Allarmante anche il rischio desertificazione: il 4,3% del territorio italiano è considerato “sensibile a fenomeni di desertificazione” e il 12,7% come “vulnerabile”.
Il consumo del suolo ha conseguenze che vanno bel al di là dell’impatto visivo: non solo infatti deturpa il paesaggio – cancellandone la memoria collettiva – ma ha ricadute significative su biodiversità, clima, assetto idrogeologico, energia, economia.
Un altro fattore fortemente impattante sugli ecosistemi e sul paesaggio è rappresentato dalle grandi opere. L’esempio più eclatante, anche in termini di spreco di soldi pubblici, è il programma delle cosiddette Infrastrutture Strategiche previsto dalla Legge Obiettivo del 2001, che negli ultimi 10 anni (dal 2001 al 2011) ha fatto lievitare il numero di opere previste dalle 115 del 2001, per un costo di 125,8 miliardi di euro, alle 390 del 2011 per un costo di 367 miliardi di euro, di cui il 45% delle opere (pari ad oltre 166 miliardi di euro) è rappresentato da strade e il 38% (circa 142 miliardi di euro) da opere ferroviarie.
La prima vittima di questa aggressione del territorio è l’agricoltura. L’espansione incontrollata delle città verso le campagne ha fatto sì che la ben più redditizia economia del mattone prevalesse su quella agricola. La fame di cemento ha infatti letteralmente divorato i terreni agricoli – e i prodotti tipici provenienti da essi – grazie soprattutto ad Amministrazioni compiacenti nei confronti delle lobby del cemento che non esitano a trasformare i terreni agricoli in zone edificabili, cambiandone la destinazione d’uso attraverso improbabili varianti urbanistiche che ne fanno così lievitare il valore. Così progressivamente le terre coltivate hanno ceduto il passo all’affare immobiliare: nel 2010 in Italia si contano 1 milione e 600mila aziende agricole e zootecniche: il 32,2% in meno rispetto al 2000. E, nello stesso periodo, la Superficie Aziendale Totale (SAT) è disunita dell’8% e la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) del 2,3%. A Terracina ne sappiamo qualcosa.
Per contrastare i ladri di territorio ed arrestare il consumo di suolo FAI e WWF presentano in un dossier una road map con 11 linee di intervento:
1. Introdurre contenuti innovativi nella nuova generazione dei piani paesistici ponendo limiti al nuovo edificato con estensione delle tutele alle aree di pregio naturalistico non tutelate e alle aree agricole.
2. Applicare la Valutazione Ambientale Strategica anche ai piani paesaggistici.
3. Procedere su scala locale ad una moratoria del nuovo edificato in attesa della redazione della nuova pianificazione paesistica.
4. Migliorare la qualità degli interventi urbanistici, rivedendo gli standards dei servizi urbani, e integrando nella pianificazione urbanistica i piani per il verde pubblico e dei trasporti.
5. Dare priorità al riuso di suoli già compromessi e già utilizzati da trasformare nell’interesse, anche residenziale, della collettività in alternativa al consumo di nuovo suolo.
6. Debellare l’abusivismo attraverso la completa definizione di pratiche di abusivismo pregresse, la conseguente demolizione di immobili non suscettibili di condono, la definitiva rinuncia ad ogni nuovo condono.
7. Autorizzare i Cambi di Destinazione d’Uso valutando gli effetti che questi comportano per la collettività in termini di trasporto, viabilità, incidenza sulla qualità ambientale e paesistica.
8. Introdurre adeguati meccanismi fiscali che da un lato introducano un più severo regime di tassazione sull’utilizzo di nuove risorse territoriali e, dall’altro, individuino agevolazioni sul riuso di territorio o suo riutilizzo mediante un minor consumo di suolo.
9. Aumentare il grado di tutela delle nostre coste valutando un’estensione generalizzata dei 300 m di salvaguardia dalla linea di battigia sino ad almeno 1000 metri (come aveva meritevolmente fatto in Sardegna il piano paesistico della Giunta Soru).
10. Difendere i fiumi, prevedendo non solo il rispetto delle fasce fluviali indicate nei Piani di Assetto Idrogeologico restituendo naturalità ai corsi d’acqua e procedendo finalmente agli interventi di abbattimento e delocalizzazione degli impianti situati nelle aree a rischio idrogeologico.
11. Stabilire definitivamente che gli interventi di bonifica del siti inquinati devono avvenire nel rispetto del principio comunitario “Chi inquina paga” escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.
Soltanto a queste condizioni il Piano Casa del Comune di Terracina potrà definirsi sostenibile, in quanto conterrebbe una preoccupazione per le future generazioni.
E in questa logica la programmata bretella di collegamento dell’Appia con la Pontina, se proprio fosse ritenuta necessaria, avrà un senso soltanto se utilizzerà i tracciati esistenti sui quali basterà apportare gli opportuni miglioramenti.
31 gennaio 2012 Invito a partecipare al bando regionale sulla riduzione dei rifiuti
Al Sindaco del Comune di Terracina
e p.c. alla Stampa
Gent.mo Sig. Sindaco,
la Regione Lazio ha indetto un Bando per l’assegnazione di contributi per progetti sperimentali dei Comuni in materia di riduzione e riutilizzo dei rifiuti:
E.F. 2011, cap. E32517, € 2.000.000,00, legge regionale n. 9 del 24.12.2010 (art. 2, comma 108) – D.G.R. n. 80/2011.
Il Bando è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale Parte Terza della Regione Lazio in data 14 gennaio 2012 e quindi siamo ad una decina di giorni dalla scadenza.
Il WWF Litorale Pontino, come sa, pone molta attenzione alla corretta gestione dei rifiuti che comincia proprio dalla prevenzione e per questo la sollecita a disporre la partecipazione al Bando regionale. In questa ottica la nostra associazione, se già non avesse provveduto in merito, le propone di fondare il bando sull’acquisto di almeno due “fontane leggere” che erogano acqua microfiltrata nelle due versioni, naturale e gassata, che nella stagione calda potrà essere refrigerata. Sono decine ormai i comuni del Lazio che hanno introdotto questo servizio pubblico, qualcuno ne ha installate tre, e forniscono al costo di 5 centesimi un litro e mezzo di acqua. Qualche amministrazione, quella di Corchiano nel viterbese, ha calibrato il carico dell’acqua su un litro e non per risparmiare ma per invitare i cittadini a tornare al vetro eliminando qualunque uso dei contenitori in plastica. Tutti i dati sull’uso di tali fontane sono estremamente incoraggianti; a Monterotondo la prima fontana installata (ora ne ha due o forse tre) ha erogato in un anno 470.000 litrid’acqua pari a circa 314.000 bottiglie di plastica; 15,7 tonnellate di rifiuti in meno.
Qualora l’Amministrazione da lei presieduta avesse già deciso di partecipare al Bando con questa o altra proposta, ci permettiamo inoltre di anticiparle la lettera che la Campagna Nazionale Porta la Sporta, di cui il WWF è uno dei partner, sta inviando a tutte le Amministrazioni Pubbliche affinché attivino iniziative di riduzione della produzione dei rifiuti nella Settimana Nazionale Porta la Sporta che quest’anno cadrà dal 14 al 22 aprile.
Prima di salutarla, nel dichiararci disposti a riprendere prima possibile le Domeniche degli Ingombranti che tanto successo hanno in città, la invitiamo fortemente a non distruggere quel patrimonio di sensibilità ambientale ormai acquisito da tantissimi cittadini, che giorno dopo giorno separano in casa i rifiuti e trovano i cassonetti della differenziata stracolmi. Faccia continuare il conferimento al centro di riciclo.
Cordiali saluti
Terracina, 31 gennaio 2012 Domenico Carafa
20 gennaio 2012 Rifiuti a Terracina: l’emergenza continua
Rifiuti a Terracina: l’emergenza continua
Dopo il fallimento della Terracina Ambiente e l’intervento dell’Amministrazione comunale per tamponare la situazione con un affidamento temporaneo del servizio ad una ditta della provincia di Latina, i rifiuti stazionano ancora per le strade in gran parte della città.
Gli operatori appena fuori del centro cittadino, cioè non occorre andare a Borgo Hermada ma appena qualche centinaia di metri dal viale della Vittoria per verificarlo, si limitano a caricare i sacchetti a terra lasciando i cassonetti stracolmi. I rifiuti restano “sequestrati” nei cassonetti e con il passare dei giorni la frazione organica sta fermentando; cominciano così a farsi apprezzare odori sgradevoli e tra poco, come sempre, sarà avvistato il primo ratto che si avvicina per nutrirsi.
Stiamo andando verso una situazione a dir poco rischiosa in termini di salute pubblica e comunque preoccupante per la gestione di quel poco di raccolta differenziata messa in atto da qualche mese con i cassonetti posti in alcune strade della città. Cominciano, infatti, le richieste alla nostra associazione di consigli su come comportarsi, conviene continuare a separare in casa i rifiuti in questo marasma?
Il WWF Litorale Pontino, mentre sollecita l’Amministrazione comunale ad intervenire con estrema urgenza a sanare la situazione garantendo il conferimento del differenziato al centro di riciclo, invita i cittadini a trattenere in casa la carta e i contenitori di plastica, di vetro e di metallo in attesa che vengano svuotati i cassonetti stradali. Si rischia, altrimenti, che questi materiali differenziati virtuosamente da ognuno di noi una volta deposti a terra prendano la strada della discarica.
11 gennaio 2012 Sul blocco della raccolta dei rifiuti a Terracina
Sul blocco della raccolta dei rifiuti a Terracina
Chi dice che a Terracina è scattata l’emergenza rifiuti si riferisce soltanto alla raccolta perché tutto il ciclo di gestione degli oggetti dopo l’uso si può dire non sia mai iniziato.
Per anni il dibattito si è incentrato su gestione pubblica-privata-mista con alcun riferimento alle modalità della stessa raccolta e alla normativa che impone riduzione e riuso prima di una seria raccolta differenziata destinata al riciclo il cui target lungo gli anni è passato dal 25, al 35, al 50 per arrivare al 65% a fine 2012.
La città è rimasta immobile mentre si accumulavano direttive europee, leggi nazionali, piani regionali; eppure, nel territorio provinciale qualcosa si è mosso, alcuni comuni si sono attivati correndo anche qualche rischio derivante dall’assenza di impianti di filiera come quelli di compostaggio cui destinare l’organico raccolto separatamente.
Le amministrazioni che si sono succedute in città pare abbiano avuto un comportamento da nobiltà decaduta, all’apparenza non si sono mai interessate di gestire materiali spesso maleodoranti.
Solo all’apparenza, però. Come dimenticare il dibattito SLIA sì SLIA no, il passaggio alla mista, i piani di gestione dell’ultimo decennio?
Stiamo pagando lotte tra fronti contrapposti ognuno con propri interessi in gioco o soltanto un gap culturale spaventoso delle classi dirigenti locali? Oppure entrambi le cose?
La nostra associazione ha sempre privilegiato la dimensione educativa i cui effetti si misurano con la buona resa della raccolta differenziata praticata in una piccola parte della città con una modalità, quella stradale, che deve essere superata prima possibile per passare alla raccolta domiciliare, e con la risposta dei cittadini alle Domeniche degli ingombranti.
In questi venticinque anni siamo andati nelle scuole, abbiamo attivato iniziative di bonifiche di luoghi, abbiamo sollecitato le amministrazioni per una gestione virtuosa (tra l’altro, alcuni amministratori invitati da noi visitarono il Consorzio Priula nel trevigiano da sempre all’avanguardia nella raccolta e recupero dei materiali dopo l’uso), abbiamo realizzato le Domeniche degli ingombranti ottenendo, questo sì, risposte positive soltanto dai cittadini.
C’è ormai una sensibilità ambientale in città, frutto non solo di nostre iniziative ma di una crescita culturale collettiva, che urta contro un muro di gomma costruito da personaggi che si improvvisano amministratori e la cui competenza risalta tutta dalla non risoluzione dei problemi.
Non ci sentiamo di dar lezione a nessuno ma mentre noi nel nostro piccolo cerchiamo di realizzare quello che ci compete, educare ad un uso sostenibile delle risorse che appunto si sprecano in una pessima gestione dei rifiuti, vorremmo che anche la politica riprendesse il suo ruolo originario di dare risposte certe, trasparenti, sostanziali alle richieste che salgono dalla società.
Così, mentre noi ci appelliamo ai cittadini perché sperimentino proprio in questa rinnovata emergenza le più varie forme di riduzione dei rifiuti, chiediamo alle forze politiche in Consiglio comunale di prendere decisioni nel solo interesse della città, tenendo presente il monito del giudice Borsellino secondo il quale la politica deve lottare il malaffare altrimenti finirà con l’allearsi con esso.
4 gennaio 2012 Annullamento delle Domeniche degli Ingombranti
COMUNICATO
Le Domeniche degli ingombranti
Le vicende della Terracina Ambiente, prima posta in amministrazione giudiziaria e successivamente dichiarata fallita almeno da come si legge sulla stampa, unite alle legittime rivendicazioni sindacali degli operatori rendono irrealizzabile la seconda domenica degli ingombranti già programmata per l’otto gennaio nella zona di San Silviano.
Resta da parte della nostra associazione l’impegno a riprendere l’iniziativa appena le condizioni la renderanno possibile.

























