Troppa plastica in agricoltura

Da qualche tempo si è ridotto considerevolmente il fenomeno delle fumate nere che si alzano tra i campi coltivati della pianura pontina. E’ il prodotto dello smaltimento spregiudicato da parte dei coltivatori delle plastiche, teli bianchi o neri soprattutto, usate per le coltivazioni e per la copertura delle serre. L’alternativa, anch’essa seguita, è l’abbandono di questi materiali lungo le strade di campagna o gli argini dei fiumi.

Entrambe le soluzioni hanno avuto un forte impatto ambientale e andavano a completare il quadro poco rassicurante di un’agricoltura ormai sempre più industrializzata.

 

Il miglioramento della situazione è dovuto al maggior controllo che le forze dell’ordine hanno messo in campo in questi anni, ma anche all’opera di un imprenditore che partito quarant’anni fa come semplice raccoglitore delle plastiche fuori uso, senza alcun costo per i coltivatori, gestisce oggi un impianto con una decina di dipendenti.

 

 

 

 

All’impianto del signor Enzo Di Natale, questo è il suo nome, oggi affluisce plastica da ogni parte del centro Italia prelevata gratuitamente con i propri mezzi e qui viene lavata e imballata per prendere la strada del riciclo; l’impianto rifornisce le aziende che rigenerano le plastiche presenti in diverse regioni italiane. Insomma, si tratta di un’attività economica inserita nella filiera virtuosa del ciclo dei rifiuti.

 

 

 

L’attività che Di Natale svolge nel suo impianto sito nella zona di san Martino a Terracina compirà tra qualche mese  quarant’anni durante i quali la legislazione sui rifiuti è stata abbondante e anche severa nel condizionarne la gestione: sono state emanate direttive europee, il decreto Ronchi del 1997 e il più recente Testo unico ambientale.

 

 

 

 

Con molti sforzi l’azienda sta cercando di adeguarsi alla normativa che oggi pone paletti stringenti al gestore (deve farlo per sopravvivere), ma è fuori di dubbio che la sua attività è da incentivare perché sottrae le plastiche all’abbandono, ne evita l’incenerimento e le avvia al riciclo inserendosi, così, di diritto in una gestione sostenibile delle risorse.

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