Allevare api? In autunno un corso teorico-pratico nel parco della Rimembranza di Terracina

Il secondo Venerdì della Rimembranza riserva più di una sorpresa; oltre all’ottima musica dell’ELIANTO ENSEMBLE si parlerà di api e del loro allevamento con l’entomologo Andrea Mengassini.

360px-Bienenkoenigin_43aL’esperto apicoltore terrà un intervento dal titolo: La Rosa e la Regina, storia di fiori, di miele e di passione.

Un’anticipazione: Il WWF Litorale Pontino sta organizzando con l’entomologo Andrea Mengassini un corso teorico-pratico di apicoltura biologica. Il corso si svolgerà nello scenario del parco della Rimembranza in due week end di ottobre con questo programma Corso Apicoltura Biologica Terracina

Le iscrizioni sono aperte

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L’incontro in Regione del Comitato cittadino per la difesa della linea ferroviaria Terracina-Fossanova

COMITATO PER LA DIFESA DELLA LINEA TERRACINA – FOSSANOVA

 Comunicato Stampa

 Terracina 10 luglio 2013

stazioneImportanti passi in avanti per la tratta. In base al ruolino di marcia a giugno del prossimo anno la ferrovia potrà essere riaperta

Nella giornata di lunedì 8 luglio ’13, una delegazione del “Comitato cittadino per la difesa della linea Terracina – Fossanova” si è incontrata con i rappresentati della Regione Lazio per discutere sulla situazione della tratta ferroviaria Terracina – Priverno Fossanova.

Per la Regione erano presenti:  l’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente  Fabio Refrigeri, il Direttore del Dipartimento Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative De Filippis Raniero Vincenzo, l’addetto stampa dell’assessore e, come parte interessata alla vicenda, come terracinese, l’Assessore alle Politiche Sociali Rita Visini.

Nel corso dell’incontro è emersa la disponibilità e l’interesse della Regione per la riapertura della tratta, chiusa a seguito della frana del 12 settembre 2012 in località Monte Cucca (La Fiora del Comune di Terracina).

Il Comitato è stato informato di un incontro preliminare tra Regione e RFI, il 05/07/2013, per verificare le possibili soluzioni per il ripristino della tratta ferroviaria e dare il mandato ad RFI di predisporre un piano esecutivo.

A seguito della riunione RFI ha presentato un piano di massima che prevede la realizzazione di barriere naturali, lungo la linea ferroviaria, che interesserebbero circa 1 Km di costone del Monte Cucca. L’opera può essere divisa in due fasi: la prima diretta alla riapertura del treno, mettendo in sicurezza le parti più a rischio e la seconda, successiva alla prima, con la totale copertura di tutto il costone.

L’assessore ha manifestato più volte il convincimento che è necessaria una compartecipazione “forte” di RFI nella realizzazione del progetto, altrimenti non fattibile in tempi brevi.

Sono state illustrate anche le tempistiche e i possibili costi che il progetto prevede. Per quanto riguarda le tempistiche RFI ha assicurato che per la data del 30/09/2013 consegnerà il progetto definitivo, con tutte le valutazioni ed i costi. Il costo delle verifiche geologiche saranno a cura RFI.

A seguito dell’approvazione del progetto definitivo si procederà alla realizzazione della gara d’appalto che dovrebbe essere effettuato entro e non oltre la data del 30/12/2013.

Se saranno rispettate le tempistiche il completamento dei lavori, relativamente alla prima tratta, potranno essere portati a termine entro la data del 30/06/2014.

Successivamente partiranno i lavori di messa in sicurezza del resto del costone, che non pregiudicano la riapertura della tratta ferroviaria, con una data di completamento ad oggi non ancora indicata.

Per quanto riguarda i costi ad oggi, prima dell’emissione del progetto definitivo si stimano intorno a 3,5 milioni per la prima parte e di circa 8 milioni per l’intero costone. L’assessore ha dichiarato che, per riuscire a rispettare le tempistiche, si è già attivato per il reperimento dei fondi necessari anche con l’interessamento del Ministero e di fondi Comunitari.

 Il Comitato ha appreso con soddisfazione quanto esposto dai rappresentanti della Regione, fermo restando qualche perplessità sulla fattibilità e sull’impatto del progetto, pertanto resterà vigile sul progredire della situazione proponendo ulteriori iniziative di sensibilizzazione e di coinvolgimento della cittadinanza e delle istituzioni locali.

Come richiesto dall’assessore il comitato si prenderà carico di monitorare il servizio sostitutivo, ad oggi effettuato con autobus, al fine di garantire il minor disagio possibile ai pendolari ed a tutti le persone che usufruiscono del servizio.

 

L’area di via delle Morelle va inserita nel Piano regionale dei rifiuti

L’area di via delle Morelle a Terracina e il Piano di gestione dei rifiuti urbani

 L’interesse legittimo della città sull’area delle Morelle si scontra con la perdita della destinazione originaria ad ospitare un impianto di compostaggio.

I timori della perdita del possesso dell’area, l’abbandono in cui è stato lasciato l’impianto precedentemente insediato e la successiva obsolescenza dello stesso, la riduzione talvolta a deposito temporaneo di rifiuti, sono stati i segnali del definitivo colpo di grazia con l’esclusione dal Piano regionale di gestione dei rifiuti.

Le diverse aziende che si sono succedute nell’espletare il servizio di igiene urbana della struttura fatiscente e degradata ne hanno fatto soltanto un punto di appoggio precario.

Nemmeno le mire dell’Amministrazione Provinciale in qualche modo assecondate dal Comune di Terracina potranno recuperare l’area se non la si inserisce in un contesto regionale.

Tocca ai cittadini reindirizzare la politica verso scelte sostenibili che impongano l’abbandono del progetto provinciale e spingere per l’insediamento nell’area di un impianto di compostaggio di qualità. Occorrerà, quindi, intervenire sulla Regione Lazio quando questa passerà alla revisione del Piano precedentemente approvato anche in contrasto con tante realtà per la sua spiccata predilezione di un’impiantistica pesante

Conoscere, quindi, il contesto in cui si trova ad essere la gestione dei rifiuti a tutti i livelli potrebbe dare qualche aiuto.

Il WWF  Litorale Pontino ne presenta una sintesi

1.       La gestione dei rifiuti in Italia e nel Lazio nel Rapporto Rifiuti 2013 dell’ISPRA

2.       L’impiantistica nel Piano regionale di gestione dei rifiuti del Lazio

3.       Terracina nella Pianificazione della gestione dei rifiuti nella Provincia di Latina

Ecco il documento Recuperare Morelle

Appello ai sindaci: l’accordo ANCI-CONAI va rivisto nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente!

dal sito dell’Associazione Comuni Virtuosi

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Come Associazione Comuni Virtuosi riteniamo che l’Accordo ANCI-CONAI in scadenza vada radicalmente riscritto accogliendo le proposte che qui vi presentiamo. Invitiamo tutti i Comuni a sottoscriverle affinché possano arrivare con forza al tavolo delle trattative.

Entro l’autunno l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) deve ridefinire i termini degli accordi con il CONAI, il consorzio che rappresenta tutti i consorzi di filiera degli imballaggi. Questo accordo, se profondamente rivisto, potrebbe portare ingenti risorse economiche ai comuni per finanziare i servizi di raccolta dei rifiuti.

I comuni italiani si trovano in condizioni di grande difficoltà economica: da un lato i continui tagli dei trasferimenti di stato e regioni rendono sempre più difficile garantire livelli minimi di servizi per cittadini, dall’altro le norme di indirizzo dell’UE e nazionali, anche nel settore della raccolta differenziata, indicano correttamente la necessità di raggiungere obiettivi minimi di intercettazione e riciclo di materia dai rifiuti. Questi servizi hanno evidentemente dei costi importanti che, se non compensati da adeguati corrispettivi per vendita degli imballaggi, rischiano di ricadere unicamente nelle bollette di famiglie e imprese.

Gli imballaggi costituiscono il 35-40% in peso e il 55-60 % in volume della spazzatura che si produce ogni anno in Italia. Per ogni imballaggio prodotto e immesso nel mercato, il produttore versa ai consorzi un contributo che dovrebbe essere trasferito ai comuni quando l’imballaggio, passando per la raccolta differenziata, viene riconsegnato ai consorzi. Sono cifre importanti, che dovrebbero essere destinate a coprire i costi di raccolta e, se ben utilizzate, contribuire concretamente a diminuire la bolletta dei cittadini.

Ma delle centinaia di milioni di euro all’anno che vengono incassati dal Sistema Conai, solo poco più di un terzo viene girato ai Comuni e queste risorse spesso non entrano neppure nelle casse comunali poiché vengono in gran parte utilizzate per pagare le piattaforme private che si occupano delle preselezione di tali flussi.