Un Piano del verde offerto dal WWF Italia alla città di Terracina

 

Stamani il sindaco ha incontrato il gruppo di esperti organizzato dal WWF Italia per progettare un piano del verde per la città. All’incontro hanno partecipato anche gli assessori Zappone e Marcuzzi e l’architetto Claudia Romagna del Settore urbanistica del comune.

 

Subito dopo l’evento calamitoso del 29 ottobre che ha arrecato lutti e danni alle abitazioni e al patrimonio arboreo cittadino, il WWF Italia nella persona dal segretario generale, Gaetano Benedetto, incontrò il sindaco per esprimere la solidarietà dell’associazione e per mettere a disposizione della città un gruppo di esperti per elaborare gratuitamente un piano di piantumazione di essenze integrato nel contesto del territorio comunale.

Il piano si ispirerà ai principi della sostenibilità ambientale e della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e terrà conto della biodiversità intesa nel senso più ampio. Verranno individuate dapprima le soluzioni per l’emergenza inserendole nella prospettiva del piano.

Il gruppo di lavoro è una somma di competenze urbanistiche, paesaggistiche, botaniche e forestali e sarà coordinato da Andrea Filpa, docente di Progettazione Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura della Università Roma Tre, nonché delegato WWF per il Lazio.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ringrazia la direzione nazionale dell’associazione per questo intervento e tutti gli esperti che hanno accettato di dare di buon grado e gratuitamente il loro contributo di professionalità.

Nella Giornata Nazionale degli Alberi il WWF ha presentato in due scuole un proprio progetto

Oggi in tutta Italia si è celebrata la Giornata Nazionale degli Alberi indetta dal Ministero dell’Ambiente con la legge n.10/2013.

A Terracina il WWF ha voluto superare il momento unicamente celebrativo che spesso consiste in una piantumazione a perdere di alcune piante; in alcune scuole infatti (anche a Terracina) si notano tronchi secchi di piante abbandonate al loro destino soprattutto durante il periodo estivo.

Per superare questo modo di procedere che poi perde per strada il valore educativo, il WWF ha proposto a due scuole un progetto di affido delle piante alle classi facendole seguire da un esperto.

 

Così, stamani, nostri volontari si sono recati nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini che si trova all’interno di un uliveto e in due incontri successivi hanno parlato alle quattro classi della scuola elementare.

 

 

Dopo un’introduzione sul significato della Giornata, sulle modifiche che l’intervento dell’uomo induce sul clima e sull’importanza che in questo ambito svolgono le piante è stato presentato il progetto.

La proposta, accolta con favore dalla direttrice e dalle maestre, consiste nell’attribuire ad ogni classe un albero di ulivo così che ci sarà l’albero della prima, l’albero della seconda e cosi via. Negli anni  successivi i ragazzi avanzando di classe in classe accudiranno a tutti o quasi tutti i cinque ulivi.

Dopo tale assegnazione un esperto del WWF incontrerà le classi con le rispettive maestre davanti al proprio albero per dare le indicazioni per gli eventuali interventi fino alla raccolta delle olive e alla preparazione delle stesse per il consumo.

Il progetto avrà inizio appena l’edificio che è stato coinvolto nell’evento meteorologico catastrofico del 29 ottobre sarà messo in sicurezza.

Nella seconda parte della mattinata i volontari dell’associazione si sono spostati nella sede centrale dell’Istituto Montessori dove erano attesi dagli studenti (uno o due per classe) dell’EcoSchools.

 

Qui, ovviamente, data l’età dei giovani studenti medi, maggiore rispetto a quella degli scolari della scuola precedente, durante la presentazione sono stati approfonditi alcuni temi ecologici.

Si è parlato di effetto serra, della capacità della vegetazione e del mare di catturare la CO2, degli alberi come produttori di ossigeno e di biomassa e così via con grande interesse da parte dei giovani studenti impegnati nel prendere appunti per poi riferire alle rispettive classi.

Nell’esporre il progetto i volontari del WWF hanno comunicato che saranno donati alla scuola e affidati ad ognuna delle sei sezioni presenti nel plesso sei alberi, uno per sezione.

Successivamente, come nell’Istituto delle Maestre Pie Filippini, dopo l’attribuzione alle singole sezioni delle piante un esperto guiderà i ragazzi nella cura delle stesse,

Saranno scelte piante tipiche della nostra zona di cui gli studenti potranno durante l’anno scolastico osservare il ciclo naturale della loro esistenza.

Il progetto prenderà l’avvio nei prossimi giorni con l’individuazione delle aree in cui saranno piantumati gli alberi.

Durante l’incontro è intervenuto l’assessore all’Ambiente, Emanuela Zappone, che ha portato il saluto dell’Amministrazione.

 

14 novembre 2018, secondo anniversario della scomparsa di Emilio Selvaggi

 

Il 14 novembre del 2016 è una data che a tutti noi ricorda una grave perdita, la morte di Emilio Selvaggi.

 

 

 

A Terracina  venne a mancare una figura di riferimento unica: storia, tradizioni, ambiente erano alla base dei suoi vasti interessi culturali che cercava di condividere con tutti coloro che lo avvicinavano, fossero studenti della scuola un cui insegnava o cittadini curiosi, frequentatori del parco della Rimembranza, o addirittura amministratori pubblici in cerca di consigli.

In città ancora non appare alcun segno che ricordi questo terracinese che ha formato generazioni di studenti/cittadini fornendo loro gli strumenti per capire le dinamiche dei fenomeni naturali senza trascurare il recupero e il rispetto delle proprie radici sociali e culturali.

Il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale intende tenere desta la memoria di Emilio Selvaggi e in questo secondo anniversario vuole dedicargli due iniziative.

La prima è riferita alla legge n.10/2011 del Ministero dell’Ambiente che istituì per il 21 novembre di ogni anno la Giornata Nazionale degli Alberi allo scopo di incentivare iniziative di riduzione dell’inquinamento, di prevenire dissesti tipici, purtroppo, del territorio nazionale, di tutelare la biodiversità.

Mercoledì 21 novembre, quindi, andremo in alcune scuole di Terracina a piantumare alberi portando agli studenti un messaggio educativo importante.

Per sabato 24 novembre, invece, il Gruppo ha organizzato un convegno scientifico dedicato a Emilio e il tema affrontato dai relatori, anche alla luce di quanto recentemente ha sofferto la città, sarà il cambiamento climatico con i suoi riflessi sull’esistenza di milioni di persone.

Il programma delle due iniziative sarà reso pubblico successivamente.

 

 

 

Per il WWF Italia è urgente convocare una conferenza nazionale sul clima

(dal sito del WWF Italia)

Il WWF chiede che il governo convochi con urgenza una conferenza nazionale sul cambiamento climatico, coinvolgendo tutte le regioni e tutte le istituzioni interessate alla riduzione delle emissioni climalteranti e all’adattamento, vale a dire alla prevenzione, alla cura e alla messa in sicurezza del territorio.

Il moltiplicarsi degli eventi meteorologici estremi rappresenta una tendenza che i climatologi avevano previsto come effetto del riscaldamento globale. Gli effetti sono oggi sotto gli occhi di tutti e hanno provocato morte e devastazione su tutta la penisola, dalla Sicilia al Veneto dove, anche in questo fine settimana si sono registrate numerose vittime: un dolore immenso che impone una reazione immediata e azioni concrete.

Non c’è altro tempo da perdere: è necessario varare il Piano di Adattamento al Cambiamento Climatico e, in quel quadro, predisporre al più presto un Piano nazionale per mettere in sicurezza il territorio.

Proprio in questa fine d’anno, il governo dovrà predisporre la prima bozza del Piano Nazionale Energia Clima, nel quale occorre dare avvio a un vero e proprio cambiamento sistemico in tutti i settori per la decarbonizzazione (zero ‘carbonio’) dell’economia. Occorre anche stimolare obiettivi di riduzione delle emissioni più ambiziosi e stringenti a livello europeo e sollecitare un’accelerazione globale dell’azione sul clima già alla prossima Conferenza delle Parti in Polonia, a dicembre: oggi è più che mai è evidente che va fatto di tutto per scongiurare gli effetti più disastrosi del cambiamento climatico, come è evidente che non siamo preparati ad affrontarli.

Non si può continuare, così come la maggior parte dei governi ha fatto fino ad oggi, con un atteggiamento attendista e fatalista ma è necessario agire subito per tagliare le emissioni e fare di tutto per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

Dare seguito all’accordo di Parigi oggi è più necessario che mai.

Ieri pomeriggio danni anche nel Parco della Rimembranza e al sovrastante ex-convento di San Francesco

L’evento atmosferico verificatosi ieri a Terracina ha prodotto danni a persone, alle abitazioni, alle macchine, alle attività, al patrimonio culturale della città e non ha risparmiato la vegetazione presente nelle strade e nei parchi incontrata lungo il percorso.

La città si sta impegnando tutta per il ripristino di condizioni accettabili per la vita cittadina e anche il WWF ha messo a disposizione della Protezione Civile una propria squadra di volontari cui hanno voluto aderire alcuni migranti della Cooperativa Il Quadrifoglio.

Si contano gravi danni all’area Ghezzi ma anche il parco della Rimembranza presenta stamani un aspetto desolante con numerosi cipressi abbattuti, strutture in legno distrutte, i viali coperti di rami caduti dagli alberi.

Qualche grosso ramo è volato sulla strada e nel cortile di un’abitazione vicina.

Dalle finestre dell’ultimo piano dell’ex-convento di San Francesco si vede l’azzurro del cielo, il vento ha portato via tutta la copertura peggiorando gravemente lo stato della struttura.

 

 

Stranamente ma fortunatamente non è stata per nulla toccata l’opera di Raffaella Menichetti presente sulla prima terrazza, come se la natura avesse voluto rispettare la memoria di Emilio Selvaggi.

 

 

I danni nel parco sono concentrati nell’area sotto l’ex-convento di San Francesco, al di fuori di questa zona la vegetazione e la sentieristica sono rimaste indenni.

Il parco resterà momentaneamente chiuso per permettere la rimozione degli alberi abbattuti e il restauro delle opere danneggiate.

 

 

Dopo la pausa estiva Mamadou e i suoi amici sono tornati alla Rimembranza

 

Recentemente è stato rinnovato il protocollo sottoscritto dalla Prefettura di Latina, dal Comune di Terracina e dalla cooperativa Il Quadrifoglio per la realizzazione di un progetto formativo inserito nell’ambito di “attività volontarie di pubblica utilità svolte a favore della popolazione locale” secondo il decreto legge n.13 del 17/2/2017.

 

Così il gruppo di migranti che dal 19 giugno fino a quasi metà agosto aveva collaborato con i volontari del WWF all’interno del parco della Rimembranza oggi è ritornato e ha subito ripreso le attività programmate.

 

 

I volontari saranno impegnati nel parco ogni settimana per tre giorni e oltre a collaborare nella piccola manutenzione apprenderanno nozioni di botanica applicate alla vegetazione locale.

Favorire la mobilità dolce su via Badino ma restituire alla collettività i benefici della presenza di alberi

Il comune di Terracina per migliorare la mobilità su una strada molto trafficata ha programmato un progetto dal titolo “Interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di via Badino”.

L’intervento riguarderà un tratto di circa 850 metri a partire da via Pantanelle in direzione esterna alla città.

(Immagine tratta dal Progetto)

Nel progetto si riconoscono in maniera esplicita errori commessi nel passato come l’inserimento di alberi sui marciapiedi e in modo implicito l’inadeguata pavimentazione stradale che non contenendo gli apparati radicali dei pini ha reso la strada quasi impraticabile.

 

 

 

 

 

(Foto di Salvatore Carnevale)

 

Il problema dei dossi prodotti dal sollevamento delle radici viene risolto con tecniche costruttive ormai comuni. Viene a proposito quanto scrive l’ing. Stefano Storoni, che ha alle spalle trent’anni di esperienze di messa in opera di infrastrutture stradali in Italia e all’estero, in una lettera aperta inviata alla presidente del X Municipio di Roma per contestare l’abbattimento di tutti i pini presenti lungo la strada Roma-Ostia.

“Una fondazione-pavimentazione per una importante infrastruttura stradale dovrebbe infatti essere costituita, a partire dal piano di posa, da un adeguato strato:

  • di misto granulare stabilizzato; 
  • di misto granulare cementato; 
  • di conglomerato bituminoso di base; 
  • di conglomerato bituminoso di collegamento detto “binder”; 
  • di conglomerato bituminoso di usura; 

Per rendere la fondazione-pavimentazione ancor più resistente, anche il piano di posa potrebbe essere trattato con una stabilizzazione a calce o cemento ed inoltre si potrebbero anche utilizzare geogriglie di rinforzo.

In altri paesi – quali gli Stati Uniti e l’Australia – per le fondazioni-pavimentazioni stradali si utilizzano anche altre soluzioni come ad esempio il “Continuously Reinforced Concrete Pavement – CRCP” e cioè una vera e propria soletta longitudinale di calcestruzzo armato sulla quale si stende poi il conglomerato bituminoso.”

Il progetto del Comune di Terracina prevede l’abbattimento di sedici pini che impediscono una mobilità dolce per tutti i cittadini lungo l’arteria, la costruzione di un marciapiedi largo 150 cm nel lato attualmente occupato dagli alberi e finalmente, almeno pare, una pavimentazione a regola d’arte intorno ai pini residui per tenerne sotto controllo l’apparato radicale.

L’abbattimento dei pini, cui il progetto assegna un’età compresa tra 20 e 40 anni, non è più procrastinabile per consentire ai cittadini una mobilità lenta e sicura ma richiede una compensazione nell’area per garantire l’azione resiliente realizzata dagli alberi sotto gli aspetti ecologici e ambientali.

Gli alberi in città contribuiscono al miglioramento delle condizioni ambientali urbane, grazie ai loro molteplici effetti di mitigazione e alle loro proprietà ecologiche e ambientali (McPherson et al., 1994).

Tra i molti vantaggi della presenza degli alberi in un’area  vanno ricordati la riduzione del rumore, l’assorbimento dell’anidride carbonica (CO2) e la fissazione del carbonio nei tessuti. Inoltre, gli alberi migliorano la qualità dell’aria rimuovendo dall’atmosfera inquinanti quali ad esempio l’ozono (O3), il biossido di azoto (NO2), il monossido di carbonio (CO), l’anidride solforosa (SO2) e il particolato (PM10, PM2.5) attraverso assorbimento stomatico e/o deposizione sui tessuti arborei (foglie, rami, tronco).

L’altra funzione molto importante della presenza di alberi in ambiente urbano è il condizionamento climatico delle abitazioni circostanti che comporta un risparmio energetico, d’estate con il raffreddamento e d’inverno con il riscaldamento, con conseguente riduzione di emissione di anidride carbonica in atmosfera.

In uno studio condotto a Tucson, Arizona su 300 alberi di diverse specie in zona residenziale è stato calcolato che in 40 anni il risparmio di CO2 si aggira intorno alle 6000 t (KG 500 x anno x albero) di cui circa 1/5 legato al sequestro di CO2 e il restante al risparmio energetico prevalentemente per condizionamento proprio per le alte temperature registrate in questa città (McPherson, 1999).

L’abbattimento dei pini di via Badino, quindi, obbliga l’amministrazione a realizzare nell’area una piantumazione di altre piante, di età apprezzabile e scelte dall’apposito Tavolo di Agenda 21, individuando tutti gli spazi pubblici dove sia possibile farlo, a partire dal parco di via Bachelet, dalle aree laterali poste all’imbocco di via Borromini su via Badino e su tutto il terreno incolto della stessa via Borromini ma anche acquisendo eventuali porzioni di terreno poste lungo la strada oggetto della riqualificazione.

Solo a queste condizioni la collettività, soprattutto quella residente in zona, potrà ritenersi almeno in parte compensata della perdita dei benefici ecologici che i maestosi pini hanno garantito per tanti anni.

Venendo al progetto non si può non notare alcune disattenzioni come l’assenza di pensiline alla fermata dei pullman la cui funzione di riparo dal sole e parzialmente dalle intemperie finora è stata svolta dai pini.

Soprattutto, in un progetto definito di riqualificazione e messa in sicurezza pare grave il fatto che non sia stato preso in esame il problema degli incroci con altre arterie cittadine dove l’attraversamento è spesso funestato da incidenti anche gravi.

 

(Immagine tratta dal Progetto)

La confluenza su via Badino di via Bachelet merita maggiore attenzione da parte dei progettisti; l’immissione da via Bachelet su via Badino è resa rischiosa per la scarsa visibilità a sinistra dovuta alla presenza di un’abitazione.

Ancora più pericoloso si presenta l’incrocio successivo dove via Badino riceve l’affluenza di mezzi da via Borromini diretti in via Pecs, qui gli incidenti sono all’ordine del giorno. Si rende necessario un intervento su questo incrocio che potrebbe essere una minirotatoria che regoli il traffico in tutte le direzioni.  

Bisogna ricordare qui che via Badino essendo una delle vie di snodo della città, seconda soltanto a via Roma, è molto trafficata da macchine, mezzi pesanti, autobus, biciclette, pedoni, e in alcune ore della giornata vi si verificano puntualmente degli intasamenti.

Inoltre, per una lunga parte dell’anno questo tratto di strada è fruito in modo particolare da ragazzi, a piedi o in motorino, in quanto sono presenti nella zona due scuole superiori e una scuola media.

Ci sono, quindi, nella realizzazione del progetto comunale Interventi di riqualificazione e messa in sicurezza di via Badino, tutte le motivazioni per eliminare le criticità indicate in questa nota.

 

Posterula al centro del secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza

Molta gente ieri sera al secondo appuntamento dell’Estate dei libri alla Rimembranza.

E’ stato presentato L’APPIA SBARRATA-Le Porte di Posterula a Terracina di Rosario Malizia (Bookcart Editore).

I presenti, terracinesi e non, hanno potuto conoscere una serie di acquisizioni storico-archeologiche sulla zona di Posterula, note finora soltanto agli studiosi.

Il prof Rosario Malizia con la pacatezza che lo caratterizza e facendo uso di immagini e mappe accattivanti, ha ricostruito la stratificazione di interventi succedutesi nell’area.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente, per rimarcare l’importanza del recupero e della fruizione pubblica di questa parte tanto importante della città che merita una riorganizzazione urbanistica non più rinviabile, sono intervenuti Lavio Grossi e Pino Forlenza.

 

Il primo soffermandosi sugli aspetti storico-archeologici collegati alla mobilità ha elencato tutti i tratti di strade antiche presenti nell’area e in particolare dell’Appia traianea.

 

 

 

 

Il secondo, dopo aver parlato delle essenze arboree presenti nel rinnovato parco di Posterula ricostruito su un’idea di Emilio Selvaggi, ha svolto il suo intervento sulla vegetazione del nostro territorio e in particolare su quella presente sulle mura della città.

Il parco della Rimembranza di Terracina ha una targa, finalmente

 

I parchi e i viali della rimembranza furono istituiti nel 1922 con una circolare del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Dario Lupi per ricordare i caduti durante la prima guerra mondiale. Venne piantato un albero per ogni soldato morto e la cura di tutti gli alberi fu affidata agli scolari delle scuole d’Italia.

La circolare confluì nel regio decreto n. 2747 del 9 dicembre 1923 che fissò procedure e tipologie di essenze da piantare nei parchi e nei viali che con la legge n. 559 del 21 marzo 1926 vennero dichiarati pubblici monumenti.

A Terracina si contarono 141 caduti, numero che nel 2015, in occasione della celebrazione del centenario dell’entrata in guerra, un ricerca approfondita portò ad oltre 180.

Nel secondo dopoguerra i parchi e i viali della Rimembranza subirono il destino dei prodotti del ventennio, abbandono e/o distruzione. La gran parte, infatti, fu eliminata quasi subito per soddisfare lo sviluppo urbanistico di un Paese da ricostruire.

Dal punto di vista normativo i viali e i parchi della Rimembranza ancora esistenti sono soggetti alla disciplina del Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 come beni culturali ai sensi dell’art.10,c.1,c.3 lett.d),c.4 lett.f), mentre come beni paesaggistici ai sensi dell’art.136 c.1 lett.a) e b).

A Terracina il parco della Rimembranza è sopravvissuto a quella eliminazione ma è stato lasciato nell’abbandono per decenni.

E’ tornato a nuova vita diventando un’oasi di biodiversità in città soltanto grazie all’impegno iniziale di cittadini che lo hanno ripulito e bonificato.

Successivamente il prof. Emilio Selvaggi con l’aiuto di volontari, soci e non del WWF, lo ha reso un luogo ameno e ospitale in cui la natura fa da cornice ad iniziative culturali.

Il parco per l’assenza di una targa è stato spesso confuso dai turisti con una villa privata e solo oggi si presenta con la sua denominazione.

L’assessore alla Cultura Barbara Cerilli ha accettato le insistenti richieste del volontari del WWF che gestiscono la Rimembranza in convenzione con l’ente locale e finalmente, forse addirittura dalla sua istituzione, il parco ha una sua targa.

Natura in città: rapaci notturni segnalati a Terracina.

Nuove segnalazioni della presenza di rapaci notturni nei giardini della città!

Udire il verso di un rapace notturno, una volta ritenuto segno di sventura, per noi del WWF è solo motivo di gioia! Sulla chat dei soci attivi è iniziata una gara a chi riesce a registrare il verso di civette, assioli, allocchi.

Invece di fare birdwatching notturno, la sera proviamo a stare in silenzio, aprire le finestre ed ascoltare, comodamente a casa, il verso di questi animali. Sono predatori e si trovano in cima alla piramide alimentare (trofica), la loro presenza, quindi, è indice di un ambiente ecologicamente funzionale (sano), se possiamo ascoltarli da casa significa che viviamo in un ambiente sano!

 

La più conosciuta, piccola, con due grandi occhi gialli è la civetta, Atena noctua, il nome comune ci fa pensare ad una donna svenevole, il nome scientifico richiama la mitologia classica e ricorda la dea greca della sapienza che era la patrona della capitale della Grecia. Il suo canto è molto acuto e si diffonde lontano per ricordare ai suoi simili il suo territorio. La possiamo sentire nelle campagne, ma spesso anche nelle città.

 

Spesso questi animali notturni vengono associati a sventura, ma uno dei più belli è il Barbagianni (Tyto alba) con la faccia bianca a forma di cuore, ventre bianco e dorso marroncino. I barbagianni vivono in vecchi edifici come torri medioevali, campanili e case diroccate… Il loro verso è un soffio, un respiro pesante, un rantolo un po’ inquietante. Quando ci facciamo coraggio per cercare di capire di cosa si tratti, dai ruderi ecco che esce una sagoma bianca che al buio e alla sola luce della luna non può che farci pensare ad un fantasma!

 

Se invece abitiamo nei pressi di un bosco con alberi molto alti potrebbe sentirsi il richiamo dell’allocco (Strix aluco) che ci permette di distinguere il maschio dalla femmina: il primo un rauco Uhuhuuuuuh! La seconda più acuta quasi a confondersi con la civetta. Forse non ha proprio una fama di intelligentone, ma l’allocco, di notte, quando noi dormiamo diventa un abile predatore.

A Terracina in questo mese ne è stato registrato il verso in un parco pubblico da un socio del WWF, ecco l’audio

 

Il più buffo, piccolo ma potente è l’assiolo: la sua voce monotona chìuuu chìuuu fa pensare ad un allarme di una automobile e si diffonde per le campagne. Quando lo si sorprende di giorno ecco che spunta un gufetto piccolo  piccolo con i due occhietti vispi, curioso che muove continuamente il collo per capire quale animale sei. Neanche le due penne a forma di corna lo rendono più spaventevole! Non si può che sorridere e un senso di tenerezza ci assale, anche se ci ha fatto passare la notte svegli con il suo chìuuu! Ed eccolo alla ricerca di un fessura, una crepa, un anfratto per nascondersi a pancia in giù!

A Terracina è stato segnalato da soci del WWF in due zone diverse della città. Ecco la registrazione del suo verso effettuata pochi giorni fa.