Il WWF esprime solidarietà al presidente Antoci del Parco dei Nebrodi

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COMUNICATO STAMPA DEL WWF ITALIA

 

 

PARCO NEBRODI: WWF, SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE ANTOCI

NATURA E CHI LA PRESERVA SONO NEL MIRINO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

“Al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci va tutta la solidarietà e la vicinanza del WWF”. Lo dichiara la presidente del WWF Donatella Bianchi che aggiunge: “Quello di questa notte non è solo un vile attentato ma un attacco a chi ogni giorno attraverso l’arma della legalità difende la natura sempre più oggetto di appetiti criminali e mafiosi”.

“Questo attacco dimostra come proprio la natura e chi la preserva siano diventati uno degli obiettivi principali della criminalità organizzata: quello di questa notte è l’ennesimo atto di guerra che le istituzioni, a cominciare dal governo le associazioni e i cittadini devono respingere con forza – conclude la Bianchi -. I parchi nazionali e le aree protette che anche il WWF gestisce (e dove, anche di recente, ci sono stati gesti intimidatori) in molti casi sono l’ultimo presidio di legalità e sui quali bisogna ricominciare ad investire perché tagli e riduzioni di bilanci ne hanno messo a rischio la stessa sopravvivenza”.

Roma, 18 maggio 2016

Ufficio Stampa WWF Italia

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Referendum, milioni di italiani chiedono un futuro rinnovabile

(dal sito del WWF Italia)

Milioni di italiani hanno chiesto che gli accordi sul clima sottoscritti a Parigi vengano applicati e vogliono per l’Italia un futuro rinnovabile. A conclusione di questa consultazione popolare è bene dire che il governo ha la maggiore responsabilità per aver portato l’Italia al referendum rispetto a una norma sulla proroga delle concessioni delle piattaforme offshore, inserita all’ultimo momento nella Legge di Stabilità 2016, che sapeva sin dall’inizio essere in contrasto con la normativa comunitaria e che sarà obbligato a modificare per intervento dell’Europa.

Si è fatto di tutto per far fallire questo referendum. Dal mancato “Election Day” che accorpasse il voto sulle trivelle alle elezioni amministrative all’estrema politicizzazione della campagna referendaria, all’invito all’astensione. Il quorum non è stato raggiunto ma dalle urne emerge una richiesta fortissima affinché vengano cambiate le politiche energetiche del nostro paese.

Ora ci auguriamo che il governo dimostri di aver compreso la richiesta di milioni e milioni di italiani cominciando a dare attuazione al Green Act fino ad oggi solo annunciato, predisponendo un piano energetico e climatico che manca all’Italia da troppo tempo, nonché la strategia di decarbonizzazione prevista dall’accordo Parigi.
Nonostante il quorum non sia stato raggiunto il WWF, anche alla luce delle informazioni che sono emerse nel corso della campagna referendaria, continuerà ad occuparsi delle piattaforme petrolifere che sono disseminate nei nostri mari, a partire da quelle non operanti e quelle non eroganti: siamo determinati affinché i mari italiani non diventino il cimitero delle piattaforme petrolifere che nessuno vuole smantellare e ad esigere controlli veri ed adeguati.

Lontani ormai da una campagna referendaria dove tanti non hanno voluto/potuto approfondire le ragioni di un voto affermativo al quesito proposto consigliamo una lettura serena di alcune riflessioni in merito.

Il Comitato locale “Vota SI’-Ferma le trivelle” in piazza Garibaldi a Terracina

Oggi pomeriggio il Comitato locale per il SI’ nel referendum del 17 aprile è stato in piazza Garibaldi a diffondere il materiale informativo e a spiegare ai cittadini le ragioni del SI’.

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Domani il Comitato si posizionerà nell’ex piazzale Lido per l’intera giornata; da qui in mattinata alle ore 10.30 partirà una biciclettata sul lungomare e in città.

A Terracina costituito il Comitato “Vota si’ Ferma le Trivelle”

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Il giorno 31 marzo nella sede dell’Associazione Rete Solidale in via Traiano, si è costituito il comitato cittadino VOTA SÌ FERMA LE TRIVELLE a sostegno del referendum abrogativo del 17 aprile 2016.

 

 

Al comitato aderiscono al momento le seguenti associazioni: Città Partecipata, I Circolo Remiero, ISDE medici per l’ambiente, Legambiente Circolo Terracina Pisco Montano, Pasquino, Slow Food Condotta di Terracina, Terracina Vela club, Terracina Social Forum, Zero Waste Terracina, WWF Litorale Laziale. Hanno inoltre dato la loro collaborativa adesione numerosi cittadini.

Il presidente del comitato sarà Franca Maragoni del WWF Litorale Laziale.

Le ragioni del SÌ, 7 buone ragioni, sono facilmente sintetizzabili:

  1. Il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta.
  2. Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e non danno alcun beneficio durevole al Paese. Tutte le riserve di petrolio presenti nel mare italiano basterebbero a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi.
  3. L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente e sull’ecosistema marino. Anche le fasi di ricerca che utilizzano la tecnica dell’airgun, esplosioni di aria compressa, hanno effetti devastanti per l’habitat e la fauna marina.
  4. In un sistema chiuso come il mar Mediterraneo, un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile. Lo conferma l’incidente del 2010 avvenuto nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti.
  5. Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro: bellezza, turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed energie alternative.
  6. Oggi l’Italia produce più del 40% della sua energia elettrica da fonti rinnovabili, con 80mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro.
  7. Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso Dicembre, l’Italia, con altri 194 paesi, ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.

Il comitato sarà impegnato in questo periodo sul territorio e organizzerà punti informativi per i cittadini. Gli appuntamenti saranno i seguenti:

Domenica 3 aprile presso il “Mercato della Terra e del Mare” in via del Rio.

Giovedì 7 aprile presso il mercato settimanale

Sabato 9 aprile, nel pomeriggio, in Piazza Garibaldi.

Domenica 10 aprile, mattina e pomeriggio Piazzale Lido.

Giovedì 14 aprile presso il mercato settimanale.

Presso questi info point i cittadini possono ritirare materiale informativo e chiedere ai volontari chiarimenti sul referendum.

Il comitato ha carattere temporaneo e sarà sciolto al termine della consultazione referendaria.

Si invitano comunque cittadini e associazioni che lo vogliano, ad aderire anche successivamente alla costituzione del comitato. Il contributo di ognuno è prezioso e indispensabile. Per informazioni chiamare il numero 335361352.

Terracina 31.03.2016                                                                                                                                                   Il Presidente del Comitato 

        Prof. Franca Maragoni

Sul referendum del 17 aprile il Governo non ha convinto la Consulta e non convince i cittadini

COMUNICATO STAMPA DEL WWF ITALIA

profilo_delfino_vettoriale_26920“Il presidente del Consiglio Matteo Renzi evidentemente è in difficoltà per la crescente consapevolezza che sta favorendo il fronte del SI’ al referendum del prossimo 17 Aprile e cerca di ridimensionare le responsabilità del Governo sulla modifica normativa sottoposta a referendum”. Lo dichiara il vice presidente del WWF Italia Dante Caserta che aggiunge: “Altro che ‘inutile’ consultazione referendaria. Il Governo non solo non convince gli italiani ma non ha convinto né l’Ufficio centrale per i referendum, né la Corte  Costituzionale che hanno ritenuto più che ‘utile’ la consultazione referendaria per abrogare la furbesca norma proposta dal Governo e approvata dalla maggioranza in Parlamento che vuole tentare di eludere il termine trentennale delle concessioni, stabilito dalle norme europee”.

“E’ la Corte Costituzionale, nella sua sentenza 17/2016, che, citando la Cassazione, ha valutato che la modifica introdotta dal Governo ‘abbia introdotto una modificazione della durata dei titoli abilitativi già rilasciati, commisurandola al periodo «di vita utile del giacimento», prevedendo, quindi, una «sostanziale» proroga degli stessi ove «la vita utile del giacimento» superi la durata stabilita nel titolo’ – conclude Dante Caserta -. E’ questa una forzatura intollerabile del nostro ordinamento e delle regole comunitarie: è singolare che il premier e l’intero Governo facciano finta di ignorare il vero oggetto del contendere”.

 

Roma, 29 marzo 2016

Pasquetta alla Rimembranza di Terracina

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A Pasquetta apertura straordinaria del Parco della Rimembranza di Terracina.

 

IMG_0665Il WWF Litorale Laziale-Gruppo attivo Litorale Pontino nel giorno di Pasquetta terrà aperto il Parco della Rimembranza per l’intera giornata dalle ore 10 alle ore 18.

 

Viene offerta così alla cittadinanza la possibilità di trascorrere una giornata all’aria aperta senza allontanarsi dalla città con la possibilità di realizzare un picnic (senza accendere fuochi, ovviamente) in un luogo ameno da cui godere un paesaggio straordinario.

Data la limitatezza degli spazi e la struttura morfologica del parco non sarà possibile accogliere tutti, pertanto ai gruppi di persone che vi intendono trascorrere la Pasquetta viene richiesta la prenotazione al n. 347/0463423.

Nel corso della giornata i volontari del parco effettueranno due visite guidate lungo i sentieri che si snodano al suo interno, la prima alle ore 11 e la seconda alle ore 16.

 

 

 

 

 

 

 

Le Iene scovano un bracconiere seriale di lupi

Il 16 febbraio scorso un servizio della trasmissione televisiva Le Iene mostrava un’intervista ad una persona che affermava di aver ucciso una quindicina di lupi.

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Il WWF Italia dopo aver preso visione del servizio televisivo ha presentato un esposto alla Magistratura contro il bracconiere seriale.

 

Ecco il comunicato stampa del WWF Italia

Intervistato dagli inviati de “Le Iene”, si era vantato di aver ucciso “oltre 15 lupi”: ora è partito nei confronti di ignoti un esposto del WWF Italia alla Procura della Repubblica di Parma. Il WWF ricorda che il lupo è specie “particolarmente protetta” a livello comunitario, e che in Italia la sua uccisione è vietata e penalmente sanzionata (art. 30 Legge 157/1992 ).

L’intervista al bracconiere era stata realizzata dalla trasmissione “Le Iene” in onda su “Italia 1” lo scorso 16 febbraio in un servizio, realizzato nelle zone comprese tra Compiano e Borgo Val di Taro, Appennino parmense, dal titolo “ Quando il lupo diventa una minaccia”.

Durante la trasmissione più persone si erano espresse in difesa del bracconaggio ai danni della specie: ecco perché il WWF Italia ha ritenuto doveroso intervenire, chiedendo alla magistratura di “svolgere i dovuti accertamenti finalizzati ad individuare la sussistenza, nei fatti sopra descritti, delle menzionate fattispecie di reato o di altre ravvisabili nelle condotte sopra riferite, a carico di chi ha svolto le suddette dichiarazioni”.

Il WWF ricorda come questo animale non rappresenti una minaccia: l’aggressività del lupo verso l’uomo non è nota, né documentata in Italia da oltre un secolo e mezzo. Intanto prosegue a grandi passi la petizione WWF che chiede al Ministero dell’Ambiente di eliminare la possibilità di  abbattimenti legali di lupi nel Piano di conservazione e gestione della specie attualmente in discussione con le Regioni, ma di puntare su prevenzione, adeguati risarcimenti dei danni alla zootecnia, informazione, lotta al bracconaggio e al randagismo canino, censimenti.

Già superate le 50.000 adesioni alla petizione per evitare l’autorizzazione di abbattimenti legali del lupo nel nostro Paese.

Si può firmare su www.wwf.it/soslupo  #SosLupo

Roma, 25 febbraio 2016  –  Per informazioni:  Ufficio stampa WWF Italia _ 06-84497.266-  213  –  329.8315718  –  329.8315725 Tw  @WWFItalia

 

 

A Terracina l’amministrazione trasparente mostra sconcertanti indecenze

Sul sito del Comune di Terracina è apparsa una nota in cui si invitano i cittadini che intendano documentarsi sulla produzione dei rifiuti urbani a rivolgersi alla pagina dello stesso sito in cui sono disponibili i soli dati ufficiali. I dati si raggiungono con il percorso Amministrazione trasparente—>informazioni ambientali—>produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Ebbene, alla fine del percorso si raggiunge questa tabella relativa alla produzione dei rifiuti urbani dell’anno 2015.

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Bene, questa tabella non informa il cittadino bensì lo confonde.

A parte la grammatica, i dati non sono di facile lettura in quanto sono stati utilizzati i codici CER per individuare le tipologie dei rifiuti e questo è obbligatorio per la compilazione dei formulari che li accompagnano a destinazione. I cittadini, però, giorno per giorno utilizzano cassonetti individuati con nomi (plastica e metalli, carta e cartone, vetro, organico, indifferenziato) ai quali andrebbero aggiunti gli ingombranti, i rifiuti da costruzione e demolizione, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti pericolosi, quindi per loro i dati andrebbero sintetizzati in queste categorie anche mettendo insieme materiali simili ma di origine diverse (es. rifiuti biodegradabili di cucine e mense+rifiuti biodegradabili+altri rifiuti biodegradabili,…).

Analizzando i numeri, poi, si notano vistosi errori dovuti presumibilmente ad un operatore distratto o poco esperto nella costruzione di un foglio excel. Se sommiamo tutti i totali di riga salta all’occhio una discrepanza macroscopica con la somma dei totali di colonna, la differenza supera le 1500 tonnellate. 

Come giustificare questa differenza?

I totali di colonna della produzione dei dodici mesi divisi tra rifiuti differenziati e indifferenziati sono tutti precisi ad eccezione di gennaio dove quelli differenziati hanno avuto un ritocco aggiuntivo di circa 70 tonnellate. Giusto quel tanto per raggiungere in cifra tonda la percentuale del 60% di raccolta differenziata su base annua?

“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” usava dire un noto politico.

In conclusione, l’invito apparso sul sito del comune a documentarsi soltanto con i dati ufficiali in esso presenti questa volta almeno pare avventato.

Il WWF non condivide l’abolizione della Forestale, a Terracina è in prima linea contro l’abusivismo

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Oggi il WWF Italia ha espresso il proprio dissenso sulla paventata soppressione del Corpo Forestale dello Stato con il seguente comunicato.

CORPO FORESTALE DELLO STATO

WWF: ACCORPAMENTO DELLA FORESTALE ALLA POLIZIA NON TAGLIA COSTI E NON AUMENTA EFFICIENZA

Il Corpo Forestale dello Stato non è solo un corpo di polizia cioè di repressione dei reati ambientali perché oltre a questa funzione opera nei campi della gestione delle aree naturali protette, della prevenzione anti incendio, dell’educazione ambientale e della ricerca scientifica, ricorda il WWF Italia presente oggi a Roma al sit-in in difesa della Forestale. L’ipotesi di accorpamento alla Polizia di Stato tramite legge delega non considera che a molte di queste funzioni sono poi strettamente legati i parchi nazionali che godono dei servizi del Corpo Forestale anche in relazione all’utilizzo dei beni demaniali che vengono gestiti dai parchi per conto del Ministero politiche agricole MIPAAF.

 Il rischio che si corre è che serviranno altre disposizioni normative per regolamentarle e che quindi nella migliore delle ipotesi questi servizi rimarranno quantomeno sospesi se non abbandonati.

Il provvedimento voluto dal Governo ha due obiettivi dichiarati, tagliare i costi e aumentare l’efficienza. I costi non verranno però ridotti ma rischiano anzi di aumentare: il WWF ha più volte ricordato che il CFS rappresenta il 3% di tutte le forze di polizia e il 90% del suo costo è per il personale. Il trasferimento dei servizi oggi della Forestale ad altra amministrazione aumenterà i costi, si perderà l’economia di scala oggi garantita.

 

Riguardo l’efficienza il primo obiettivo da porsi è quello di avere un vero e proprio corpo di Polizia ambientale unendo e coordinando le molte attività che vari enti fanno in questo settore. Oggi il primo obiettivo dunque sarebbe quello di non disperdere le polizie provinciali e unirle in una strategia nazionale. Secondo il WWF questa potrebbe coincidere con una riforma innovativa del CFS e con un suo rafforzamento, senza aumentarne i costi perché le polizie provinciali trasferite alle Regioni sarebbero sempre sul bilancio della Pubblica Amministrazione.

Nella campagna STOP SI CRIMINI DI NATURA lanciata lo scorso ottobre il WWF aveva già sollevato il problema mettendo un esplicito richiamo nella petizione online già sottoscritta da più di 55.000 persone per  ‘precise garanzie per il mantenimento e il rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato’ http://criminidinatura.wwf.it/cosa-facciamo/petizione.php

 

Roma, 31 marzo 2015

Ufficio Stampa WWF Italia,  06 84497213/265 –  349 0514472, 02 83133233 – 329 8315718

 

IL WWF: CON LO SBLOCCA ITALIA SALDI DA FINE STAGIONE PER L’AMBIENTE

“SCELTE INNOVATIVE PER L’ITALIA NON DEROGHE PERICOLOSE”

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Le valutazioni della presidente del WWF Italia , Donatella Bianchi

 

Il decreto legge Sblocca Italia dà il via libera ai saldi di fine stagione per il territorio e le risorse del nostro Paese. Deroghe alla normativa ordinaria di tutela del paesaggio e dell’ambiente, mani sul territorio e sul demanio dei privati e dei concessionari autostradali, depotenziamento delle procedure di valutazione ambientale, tutto sotto la regia del Governo centrale, che emargina Regioni, enti locali e cittadini grazie alla estensione della “strategicità” a intere categorie di interventi senza che si abbia una lontana idea sulle priorità. Il WWF nelle sue osservazioni e proposte di emendamento inviate a suo tempo alla Camera stigmatizza i contenuti del decreto legge 133/2014.

“l’Italia dovrebbe imparare a tutelare e valorizzare il proprio capitale naturale, anziché dissiparlo in questa maniera. Con il decreto Sblocca Italia, si favoriscono  i soliti insostenibili interessi speculativi, tutto ciò è pericoloso e controproducente per il futuro del Paese. Sulle scelte fondamentali servono proposte lungimiranti e innovative, che tengano conto della crescente sensibilità ambientale dei cittadini” osserva la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi, che aggiunge: ”Il WWF Italia propone :

per l’energia, definizione di una roadmap di de carbonizzazione che consenta di coprire il 100% del fabbisogno nazionale con fonti rinnovabili e punti sul risparmio e l’efficienza energetica;

per le infrastrutture, abbandono del Programma delle infrastrutture strategiche (che ha fatto triplicare i costi in 13 anni, da 125,8 miliardi di euro a 375, e quasi quadruplicare il numero delle opere, da 115 a 405) a favore di un piano per ammodernare e potenziare le infrastrutture di trasporto esistente e per la realizzazione di piccole e medie opere immediatamente cantierabili, e di un programma per il risanamento del territorio e per l’adattamento ai cambiamenti climatici”.

Il WWF ricorda i punti critici del decreto:

Valutazioni ambientali depotenziate – si va dalle norme che consentono al Commissario per l’AV/AC Napoli Bari di forzare il dissenso dei Ministeri dell’ambiente e dei beni culturali, all’estensione indiscriminata delle procedure accelerate autorizzative derivanti dalla legge Obiettivo a tutti gli inceneritori di rifiuti, gasdotti, rigassificatori, stoccaggi di gas, attività di ricerca, prospezione e stoccaggio sotterraneo di idrocarburi.

Tutto è “strategico” – senza alcuna indicazione di priorità si forza su incenerimento, gasdotti e piattaforme petrolifere a mare e a terra, con il dichiarato intento di mettere fuori gioco regioni, enti locali e cittadini, quando:

  1.  l’Italia è il terzo Paese in Europa (dopo Francia e Germania) per numero di inceneritori e entro il 2025 l’Europa ha stabilito lo stop all’incenerimento dei rifiuti riciclabili,
  2.  non indicare priorità su gasdotti e rigassificatori rischia di far scoppiare una bolla speculativa del gas;
  3.  le riserve di idrocarburi in Italia sono scarse, il totale delle riserve certe di petrolio potrebbero coprire il fabbisogno nazionale solo per 13 mesi, mentre i danni ambientali a terra e a mare sono certi, a cominciare da quello in Basilicata che dovrebbe cedere ¾ del proprio territorio alle “servitù petrolifere”.

Mano libera sul territorio – ai concessionari autostradali si permette di rinnovare senza gara i rapporti concessori con ANAS attraverso “l’unificazione di tratte interconnesse, contigue, ovvero tra loro complementari” ipotecando lo sviluppo territoriale e in parallelo si introducono forme di compensazione e di deroga alla pianificazione urbanistica, si costruisce un meccanismo per eludere il nulla osta delle Soprintendenze sulle autorizzazione paesaggistiche e si rendono disponibili i beni demaniali solo sulla base di una contrattazione in sede di “accordo di programma”.

Il WWF osserva in conclusione che il cosiddetto decreto “Sblocca Italia” non è altro che la riproposizione di vecchie formule, che favoriscono antichi e nuovi appetiti che prescindono dalla sostenibilità ambientale che costituisce il futuro dell’economia.

Ecco il testo degli emendamenti proposti dal WWF al decreto Sblocca Italia DL SbloccaItalia Osservazioni e Emendamenti WWF