Rifiuti tossici sversati, se la Campania piange il Lazio non ride

Le reazioni a scoppio ritardato alle rivelazioni di un pentito di camorra da parte dell’opinione pubblica pontina devono avere un seguito in azioni e iniziative. La presenza del malaffare sul territorio pontino per quanto riguarda i rifiuti tossici non risale a ieri, basta ricordare l’uccisione in stile mafioso del parroco di Borgo Montello, probabilmente a conoscenza di traffici loschi.

Ora il coperchio è stato sollevato e non si potrà più dire di non sapere. Questo articolo del Manifesto unisce passato e futuro della vicenda rifiuti in una provincia che non è capace di gestire nemmeno quelli urbani. Siamo ancora lontanissimi dal 65% di raccolta differenziata, il minimo previsto dalla legge.

ManifeSchiavone

In Campania le popolazioni stanno prendendo coscienza e se pur tardivamente stanno reagendo di fronte alle malattie indotte dall’avvelenamento di acqua, aria e terreno. La stessa reazione, con ugual forza, deve avvenire in provincia di Latina perché non possiamo lasciare soli a lottare i campani su una questione che tocca anche noi.

SABATO  16  NOVEMBRE  MANIFESTAZIONE  A  NAPOLI  CONTRO  LA  STRAGE  IN CORSO  DA  ANNI  

Questa le motivazioni che il fiumeinpiena, organizzazione onnicomprensiva di tante realtà campane, ha messo alla base della manifestazione:

È un fatto che in Campania le aspettative di vita siano più basse che nel resto dell’Italia. È un fatto che i casi di tumore siano in costante aumento. Ed è un fatto che ogni notte, nella Terra dei Fuochi, vengano dati alle fiamme copertoni e residui industriali. È un fatto che a Caivano, dopo gli scavi della Guardia Forestale, siano stati ritrovati bidoni di materiale tossico, fusti di metalli e residui industriali. Non è populismo, non è vittimismo; non è nemmeno disfattismo. Sono, lo ripetiamo, fatti. Ed è in virtù di questi fatti – di questi ed altri cento, mille, diecimila fatti – che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È in virtù di questi fatti che ci siamo raccolti, sotto un’unica bandiera, quella del diritto alla vita e alla salute, del diritto alla nostra terra, per urlare contro un sistema colpevole; per aprire gli occhi non ad una regione ma all’Italia intera. È del rapporto con il nostro territorio che stiamo parlando: di tonnellate e tonnellate di rifiuti sotterrati, di donne, uomini e bambini che muoiono; di fuochi che non si spengono mai, della camorra e della criminalità, della mala politica, della cattiva amministrazione, di un piano gestionale che non abbiamo scelto noi. Noi, i diretti interessati. Noi, i cittadini. Ed è per questo che il 16 Novembre scenderemo in piazza.

È per questo che il 16 Novembre saremo a Napoli,  in piazza  Mancini alle 14.30: per essere un#fiumeinpiena. Insieme faremo sentire la nostra voce di protesta pacifica e apartitica; insieme ribadiremo la nostra sete di verità e di riscatto: chiediamo giustizia, che vengano individuati e processati i responsabili, coloro che hanno consentito questa vergogna. Vogliamo decidere noi tutti, insieme, il Piano di Gestione dei Rifiuti in Campania.

  •  Stop ai roghi, agli sversamenti e ai traffici di rifiuti tossici!
  •  Sì alle bonifiche solo dopo aver bloccato le attività illecite e solo sotto il controllo delle comunità!
  • No agli inceneritori e ad ogni forma di combustione dei rifiuti!
  • Sì all’individuazione dei suoli contaminati, alla tutela e alla promozione del settore agroalimentare campano sano!
  • No all’attuale piano di gestioni rifiuti della regione Campania!

 

Un impianto alle Morelle per produrre CDR? No, grazie!

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COMUNICATO  STAMPA

La stampa ha pubblicato in questi giorni il comunicato di un consigliere provinciale terracinese in cui fa conoscere all’opinione pubblica il suo interessamento per una serie di finanziamenti pubblici destinati all’impianto di via Morelle.

 

 

Questa la lista:

245 mila € per l’impermeabilizzazione del terreno, la recinzione, la sistemazione dei locali per i dipendenti e i lavori per le acque di recupero.

330 mila € per il trattamento (con metodo non specificato) della parte secca.

Un milione per la sperimentazione (sperimentare una tecnologia pluridecennale che ha prodotto solo compost grigio!?) del cilindro DANO che consentirebbe la produzione di Cdr e un ulteriore vaglio del residuo secco di qualità.

Siamo d’accordo sulla sistemazione dell’area e anche sull’inserimento di un eventuale impianto nel Piano regionale dei rifiuti, non capiamo però il silenzio del consigliere sul 65% di rd che dovremmo raggiungere prima possibile (la Servizi Industriali ha vinto l’appalto anche perché ha proposto il 70% al secondo anno!).

Il miglioramento della raccolta differenziata si effettua nei centri di riciclo dove vengono conferiti i materiali raccolti separatamente e non in un impianto dove tutt’al più si farà della frazione organica stabilizzata (FOS) e del combustibile per gli inceneritori (CDR). Entrambi questi trattamenti non differenziano, anzi producono materiale per gli inceneritori, e fin quando ci sarà combustibile per gli inceneritori il rischio per il territorio sarà sempre molto alto, senza contare che il non raggiungimento della percentuale di raccolta differenziata dovuta dà luogo a sanzioni elevatissime da parte dell’Europa che non pagherà il politico di turno che tira fuori, ad effetto, il coniglio dal cilindro ma tutti i cittadini.

Il consigliere si impegnasse a far arrivare soldi per iniziative nel solo interesse della città in termini di ambiente pulito, aria e acqua salubri e risparmio economico;  attivi iniziative sulla riduzione della produzione dei rifiuti, sul riuso tramite isole ecologiche in cui si preveda lo scambio degli oggetti dopo l’uso, sulla raccolta differenziata come stabiliscono le norme. Alla fine di questo processo si accorgerà che il trattamento meccanico-biologico diventerà un pretrattamento prima del conferimento in discarica di una piccola frazione del totale dei rifiuti.

In sintesi, i materiali secchi (carta, cartone, plastica, vetro, metalli) andranno in una piattaforma CONAI per il riciclo, l’organico in un impianto di compostaggio e il residuo al pretrattamento. Tutto questo non è frutto di nostre fantasie ma il rispetto delle leggi.

Se tutta la provincia arrivasse non al 65% come vuole la legge ma anche a meno del 50% l’impianto di pretrattamento del residuo sito a Latina basterebbe a soddisfare le esigenze di tutti i comuni. Allora, in via delle Morelle non c’è alternativa ad un impianto di compostaggio di qualità.

I cittadini devono sapere che aldilà di quanti soldi possono essere erogati al comune di Terracina dalla Provincia o dalla Regione, è importante chiedere un tipo di impianto che, in perfetta conformità con la legge, assicuri la salvaguardia dell’ambiente e della salute degli stessi cittadini.

E’ ora che non si perda più tempo a formulare ipotesi senza inserirle in un contesto di legalità.

Così, a Terracina che si aspetta ad avviare la preparazione dei cittadini verso il nuovo sistema di gestione dei rifiuti previsto dal capitolato d’appalto?

La Corte dei Conti della Liguria ha condannato l’amministrazione di un comune per danni erariali derivanti dagli scarsi livelli di raccolta differenziata e nel Lazio cittadini di Albano hanno denunciato i propri amministratori alla Corte dei Conti della nostra regione per i miseri ed inefficienti risultati della raccolta differenziata. Dobbiamo arrivare a tanto?

Terracina, 19 ottobre 2013                                                      WWF Litorale Pontino

Poche reazioni in provincia di Latina alle dichiarazioni del camorrista pentito, si attiva l’associazione Caponnetto

La risposta da parte delle amministrazioni pubbliche alle pesanti dichiarazioni del pentito o ex-pentito Carmine Schiavone, fatta qualche rara eccezione, è stata debole. Non così da parte delle associazioni che hanno nella loro mission il rispetto della legalità, tra queste l’associazione Caponnetto.  Ecco l’ultimo intervento programmato nei prossimi giorni a Formia.

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“Riutilizziamo l’Italia”, seminario WWF all’interno del convegno -Europa diseguale 6-8 settembre- organizzato a Roma da Sbilanciamoci

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Tra la certezza di una crisi economica e sociale sempre più profonda e le avvisaglie di una imminente crisi di governo, con un autunno rovente alle porte, riparte da Roma il calendario degli appuntamenti della campagna Sbilanciamoci!. Da venerdì 6 a domenica 8 settembre, la città capitolina ospiterà l’undicesima edizione del Forum della campagna, quest’anno intitolato “Europa diseguale. Le alternative alla recessione e alle diseguaglianze”.

 

Il tema delle diseguaglianze – e della lotta alle diseguaglianze – al centro della tre giorni di lavori verrà declinato nelle sue molteplici dimensioni e ricadute, con una particolare attenzione alla compenetrazione tra gli indirizzi delle politiche europee e di quelle nazionali. E alla discussione sulle cause dell’aumento delle disparità di reddito, ricchezza, accesso a beni e servizi fondamentali, si accompagnerà l’elaborazione di proposte politiche alternative per rilanciare l’economia, creare nuovo lavoro, dare speranza ai giovani, assicurare i diritti di cittadinanza.

Il Forum di Sbilanciamoci! sarà ospitato dalle Officine Zero (venerdì 6) e dal Teatro Valle Occupato (sabato 7 e domenica 8 settembre), due realtà che sperimentano nuove forme di riappropriazione di spazi di socialità e democrazia, alternative contro disoccupazione e precarietà, percorsi di riconversione ecologica e sostenibilità ambientale e di contrasto alla mercificazione della cultura e dei saperi.

Il programma completo del Forum è disponibile su www.sbilanciamoci.org

untitledSABATO 7 SETTEMBRE – ORE 9.00 – 12.00 – SEMINARIO WWF: “Riutilizziamo l’Italia
la questione del consumo del suolo al centro dell’agenda politica”

Nei prossimi 20 anni nel nostro paese, ai ritmi attuali, altri 680.000 ettari rischiano di ricoprirsi di “grigio” (un territorio più esteso della Basilicata). Tra gli anni 50 e il 2000 abbiamo assistito ad una urbanizzazione del territorio del nostro Paese che ha fagocitato 2 milioni e 250 mila ettari (un’area grande come Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia insieme) queste sono le tendenze in atto, come risultano dalla indagine originale (realizzata raffrontando cartografia storica) coordinata dal professor Bernardino Romano dall’Università dell’Aquila a cui il WWF Italia sta collaborando.

In questa situazione, che vede un’accresciuta sensibilità della società civile sul consumo del suolo e a tutela della biodiversità, del paesaggio e della qualità urbana,il WWF Italia ha lanciato nel 2012 la campagna “Riutilizziamo l’Italia” che mira a contrastare il consumo del suolo e a recuperare e riqualificare a fini sociali e ambientali il patrimonio dismesso o abbandonato (v. wwf/riutilizziamolitalia/).
Sempre nel 2012 per iniziativa dell’allora Ministro delle politiche Agricole e Forestali Mario Catania il Governo Monti ha presentato un disegno di legge sul contenimento del suolo nelle aree agricole, a cui hanno seguito nel 2013 oltre 11 proposte di legge di iniziativa parlamentare sul consumo del suolo presentate da tutti gruppi parlamentari e il disegno di legge di iniziativa governativa a firma dei Ministri Bray (Beni Culturali), Di Girolamo (Politiche agricole), Lupi (Infrastrutture) e Orlando (Ambiente).
Il seminario servirà a fare il punto sul dibattito istituzionale e sui contenuti delle diverse elaborazioni normative e  a valutare i punti di forza della proposta di legge elaborata dal WWF e fatta propria da esponenti dei gruppi parlamentari di SEL e Cinque Stelle in cui tra l’altro vengono definiti tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi.
Ma senza la costante pressione dal basso si rischia che il dibattito politico sia inconcludente o si insterilisca, per questo il WWF Italia ha lanciato l’idea della istituzione in tutta Italia di Laboratori territoriali che interloquiscano con le amministrazioni locali su proposte concrete di recupero e riuso di spazi ed edifici dismessi, abbandonati, sottoutilizzati. A Roma nel Comprensorio “Ad Duas Lauros” il WWF Lazio e il WWF Pigneto-Prenestino stanno avviando un percorso di lavoro che (con il contributo tecnico-scientifico dell’università e degli attori locali) intende formulare proposte per la riqualificazione del Parco delle Energie, il recupero dei Casali del Comprensorio Casilino, la realizzazione del Parco di Centocelle.

Ai lavori daranno il loro contributo: Stefano Ficorilli, ufficio legislativo WWF Italia, Andrea Filpa, Università Roma Tre e Rete Docenti “Riutilizziamo Italia”,  Stefano Gizzi, WWF Pigneto-Prenestino, Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia, Chiara Pirovano, responsabile dell’iniziativa WWF “Riutilizziamo l’Italia”, Bernardino Romano, Università dell’Aquila e Rete docenti “Riutilizziamo l’Italia”  e Alessandro Urbani, vicepresidente WWF Lazio

Un brutto segnale, i comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina non rispondono al censimento del patrimonio edilizio indetto da “Salviamo il paesaggio”

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175484_comune-di-terrac_1WCENTER 0WMFBJRFME  -  ( Agenzia Pirazzi - COMUNE CIRCEO1.JPG )

 

 

 

 

Nel marzo 2012 i promotori del censimento scrivono ai sindaci

<<Illustrissimo Signor Sindaco,

con la presente provvediamo formalmente a richiederLe, a nome e per conto del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio e delle 589 organizzazioni attualmente ad esso aderenti (64 associazioni nazionali -tra cui il WWF Italia- e 525 tra associazioni e comitati locali), di voler provvedere ad attivare con urgenza massima un capillare censimento del patrimonio edilizio presente all’interno dei confini del Comune da Ella guidato.

Tale necessario censimento viene in questi giorni richiesto a tutti i Comuni italiani, allo scopo di mettere in luce con assoluta esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio di ciascun municipio e, in particolare, il numero di quelle sfitte, vuote, non utilizzate (ed eventualmente la superficie), le superfici edificabili residue del vigente piano urbanistico e quelle previste da eventuali piani adottati. Questo elemento è ritenuto di estrema importanza per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare – senza pregiudizi e con precisi dati di ausilio – il fenomeno del consumo di suolo e tutte le necessarie pianificazioni conseguenti.

La scheda in allegato – preparata da un folto gruppo di cittadini, da professionisti del settore e da amministratori – si compone di due parti:

– la prima parte riassume i punti nevralgici indispensabili richiesti a tutti i Comuni;

– la seconda parte enuclea altri elementi importanti e facoltativi che ci auguriamo possano comunque essere segnalati, onde rendere ancora più efficace il monitoraggio. scheda_censimento_comuni

La scheda è stata ideata allo scopo di offrire un metodo di lavoro che possa guidare ogni nuova futura pianificazione dello strumento urbanistico comunale e favorire una discussione basata su informazioni certe ed aperta ai contributi di tutti i cittadini.

La portata delle informazioni previste, ci portano anche ad invitarla a valutare, successivamente, la decisione di adottare, per il tramite di idonea modifica/revisione del vigente piano urbanistico, una moratoria per le nuove edificazioni su aree libere previste dallo strumento urbanistico attualmente in vigore e/o da sue varianti: i dati che il Suo Comune avrà modo di mettere in luce, infatti, potrebbero profondamente modificare il quadro complessivo delle pianificazioni attualmente definite in assenza di riferimenti metodologici che abbraccino l’intero assetto urbanistico comunale.

Il nostro invito è di dar corso anche nel Suo Comune a questo specifico lavoro censuario e, rispettando gli impegni amministrativo-burocratici degli uffici di riferimento, avviarlo possibilmente entro uno o due mesi dal ricevimento della presente e completarlo entro i 6 mesi successivi.

È possibile inviare i risultati del censimento in formato digitale (alla mail censimento@salviamoilpaesaggio.it ) oppure in formato cartaceo al seguente indirizzo:

COMITATO SALVIAMO IL PAESAGGIO
Via Mendicità Istruita, 14
12042 – Bra (CN)

 Restiamo a completa disposizione Sua e dei tecnici e funzionari comunali per ogni necessaria ulteriore delucidazione.

RingraziandoLa anticipatamente per la Sua attenzione, porgiamo le nostre più vive cordialità restando in attesa di cortese ed urgente risposta.

Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio>> 

www.salviamoilpaesaggio.it
censimento@salviamoilpaesaggio.it

I tre comuni non rispondono e gli organizzatori del censimento inviano un primo sollecito a giugno e un secondo a settembre 2012 senza ricevere risposta. La corrispondenza è avvenuta sempre tramite posta certificata; siamo in possesso della mail di ricezione e del nome del dipendente comunale che l’ha inviata.

Il censimento non ha scadenza e il WWF Litorale Pontino solleciterà continuamente le amministrazioni perchè si attivino in questa iniziativa che ha l’obiettivo di salvaguardare il territorio da un consumo insostenibile nell’interesse delle future generazioni.

La raccolta differenziata dei rifiuti fa bene all’economia

Balle di contenitori metallici

dal blog di Danilo Ballanti “Sotto la terra il treno”

Il Paese ha bisogno di rilanciare la raccolta differenziata.

Il raddoppio della raccolta differenziata può determinare un effetto complessivo sull’economia per effetto delle interdipendenze settoriali per 30 miliardi di euro, garantendo una robusta crescita del PIL del 2%.

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http://sotto-terra-il-treno.blogspot.it/2013/08/la-raccolta-differenziata-crea-sviluppo.html

Proposta di legge del WWF per riqualificare il Belpaese

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“Con la campagna Riutilizziamo l’Italia vogliamo dare vita ad un risveglio culturale ed economico-sociale che punti  sulla riqualificazione dell’ambiente urbano, la rigenerazione del  paesaggio e della biodiversità e liberi il Bel Paese dalla morsa dell’asfalto e del cemento che lo sta soffocando”.

PUOI FIRMARE L’APPELLO QUI

Lo dice il WWF che lancia la sua ricetta contro l’aggressione del territorio, per la riqualificazione del bel Paese: una Proposta di legge nazionale sul consumo del suolo – proprio quando alla Camera dei Deputati vengono presentati da molti gruppi parlamentari testi normativi innovativi; uno Strumentario di interventi immediati, consentiti dalle leggi vigenti, per frenare e invertire la tendenza che nei prossimi 20 anni, ai ritmi attuali, rischia di coprire di grigio altri 680.000 ettari (un territorio più esteso della Basilicata); e dei Laboratori territoriali che coinvolgeranno i cittadini in tutta Italia nella riqualificazione di specifiche aree degradate come modello e primo passo di un riuso possibile.

In occasione del convegno “Riutilizziamo l’Italia – Idee e proposte per contenere il consumo del suolo e riqualificare il Bepaese” (31 maggio – 1 giugno – Roma – Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre, nell’area dell’ex Mattatoio) il WWF Ha messo a disposizione dei gruppi parlamentari e del governo, e ha presentato ai cittadini, una Proposta di legge organica che consenta di dare chiari segnali per una consapevole inversione di tendenza rispetto all’attuale “rapina di territorio”. L’Italia è ancora oggi un Paese a rischio, visto che ancora c’è chi irresponsabilmente propone di guardare con condiscendenza a condoni e sanatorie dell’abusivismo edilizio che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi (75mila l’anno, 207 al giorno), favoriti dai 3 condoni che si sono succeduti negli ultimi 16 anni (nel 1985, nel 1994 e nel 2003).

La Proposta di legge, elaborata dall’Ufficio legislativo del WWF e sottoposta sabato al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando presente al Convegno,  vuole indicare un terreno più avanzato che tenga conto della sensibilità diffusa, anche in settori rilevanti delle stesse forze economiche, verso il recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente.

Nella proposta di legge del WWF:
1. si sancisce il principio di garantire la funzione ecologica del suolo e si consente l’urbanizzazione di nuovo suolo nel caso in cui non esistano alternative quali la sostituzione o la riorganizzazione degli insediamenti;

2. si definiscono i principi di utilizzo programmato e di utilizzo contenuto del suolo attraverso interventi di riqualificazione e riutilizzazione del patrimonio esistente (in primis quello pubblico);

3. si istituisce un Registro nazionale del suolo, in cui confluiscano anche i dati locali sul consumo del suolo, e un Bilancio dell’uso del suolo redatto dagli Enti locali;

4. si propongono tre diversi strumenti di fiscalità urbanistica per incentivare la rigenerazione urbana e disincentivare il consumo del suolo attraverso: a) l’introduzione di un nuovo contributo che renda più gravoso il consumo di nuovo suolo, b) la rimodulazione del contributo di costruzione esistente, prevedendo una riduzione o una esenzione nel caso si proceda ad interventi di riqualificazione, riutilizzazione e ricostruzione urbanistica; c) l’incentivo al riuso attraverso gravami fiscali selettivi per chi possiede immobili che non siano utilizzati o siano rimasti incompiuti per 5 anni.

Dal convegno in corso a Roma “Riutilizziamo l’Italia”: la terra rubata, consumo di suolo nelle regioni italiane

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Stamani a Roma il prof. Bernardino Romano, coordinatore di un gruppo di studio dell’Università dell’Aquila, presenta una ricerca iniziata nel 2008 che sta costruendo un database nazionale sulla evoluzione della conversione urbana dei suoli in Italia dal secondo dopoguerra (1949-1956) al primo decennio degli anni 2000.

cemento_fotosarabragonzi_4840Le aree urbanizzate degli anni ’50 sono state estratte dalle carte IGM 1:25.000 e i dati vengono confrontati con le superfici urbanizzate derivate dalle carte regionali digitali di uso del suolo.

Le regioni analizzate finora costituiscono il 58% dell’intero territorio nazionale e nel mezzo secolo considerato circa un milione di ettari di territorio nel complesso è diventato urbanizzato con un incremento medio del 300% ma con un punte in alcune regioni che superano il 400%.

Nell’intero territorio delle regioni esaminate il tasso medio di urbanizzazione è passato dall’ 1,9% degli anni ’50 al 7,5% dopo il 2000 e l’urbanizzazione pro-capite da meno di 120 mq/abitante ai quasi 380 mq/abitante dopo il 2000.

Le velocità medie giornaliere di trasformazione urbana dei suoli variano da alcune migliaia di metri quadrati ad oltre 10 ettari. L’urbanizzazione è stata particolarmente veloce sulle coste: la linea di costa adriatica nei 500 metri dal mare in 50 anni è stata urbanizzata al ritmo medio di quasi 10 km/anno, circa 30 m/giorno.

Nel Lazio l’incremento di urbanizzato (1950-2000) è stato del 4,01% e la velocità media di urbanizzazione dei suoli 60.343,78 mq/giorno, mentre la densità di urbanizzazione è passata nel mezzo secolo da 0,015% al 0,077% e l’urbanizzazione pro-capite da 78,89 mq/abitante a 259,50 mq/abitante.

Riutilizziamo l’Italia, il WWF convoca due giorni di convegno a Roma

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Convegno Nazionale “Riutilizziamo l’Italia”

IDEE E PROPOSTE PER CONTENERE IL CONSUMO

DI SUOLO E RIQUALIFICARE IL BELPAESE

Venerdì 31 maggio e Sabato 1 giugno 2013

 Roma, nuova Aula Magna Dipartimento di Architettura di

  Uni-Roma Tre (ex Mattatoio)

il WWF Lazio è lieta di invitarLa al Convegno Nazionale “Riutilizziamo l’Italia” che si terrà nelle giornate di venerdì 30 e sabato 1 giugno 2013 a Roma, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura di Uni-Roma Tre (ex Mattatoio).

 

In allegato il programma provvisorio dell’iniziativa. RiutilizziamoItalia_Volantino Convegno_2

La segreteria organizzativa a cui confermare la Sua partecipazione è: Carmelina Pani, c.pani@wwf.it – 0684497454.

 Distinti saluti

WWF Lazio

Via Po  n.25/c

00198 Roma

Tel.06.84497206