Presentato oggi a Roma il Rapporto rifiuti 2016

Stamani l’ISPRA ha presentato il nuovo Rapporto rifiuti urbani con i dati relativi al 2015.

 

Continua il calo della produzione dei rifiuti urbani che non si può spiegare in questo ultimo anno solo con considerazioni economiche come le spese delle famiglie italiane perché alcuni fattori economici sono in controtendenza. Ci sono altri fattori che agiscono sulla produzione dei rifiuti urbani e tra questi il Rapporto cita, ad esempio:

 

  • la diffusione di sistemi di raccolta domiciliare e/o di tariffazione puntuale che possono concorrere, tra  le altre cose, ad una riduzione di conferimenti impropri;
  • la riduzione della quota relativa ai rifiuti assimilati, a seguito di gestione diretta da parte dei privati, soprattutto nel caso di tipologie economicamente remunerative;
  • le azioni di riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte a seguito di specifiche misure di prevenzione.

 

 

 

La raccolta differenziata cresce ancora anche se continua la diversità di comportamento nelle tre macro aree. (Non tutto il materiale differenziato, però, si avvia al riciclo a causa delle impurità presenti in esso)

 

 

 

 

 

La raccolta differenziata regione per regione presenta questo quadro.

 

 

 

 

 Occorre monitorare la raccolta differenziata per aumentarne le quantità raccolte curandone nel contempo la qualità.

 

 

Il Rapporto presenta anche un’analisi dei costi della gestione dei rifiuti tirando fuori una media in campo nazionale.

 

Pubblicato il VI Rapporto Anci-Conai, 9 Regioni e 3.549 Comuni oltre l’obiettivo UE del 50% di riciclo dei rifiuti

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Nel Rapporto che copre il 95% del territorio nazionale si legge che sono in crescita la raccolta differenziata e l’avvio al riciclo e scendono le emissioni di CO2. L’Italia viaggia ancora a due velocità ma dal Sud arrivano segnali incoraggianti.

 

Nove Regioni italiane hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e Valle D’Aosta.  Mentre la Campania, la Toscana e l’Abruzzo sono prossimi a raggiungere l’obiettivo il Lazio è ancora molto lontano.

3.549 sono i Comuni che hanno già raggiunto il traguardo fissato dalla Direttiva Europea , il 13% in più rispetto al 2014 e il 58,29% rispetto al 2013.

Nel Lazio i Comuni che hanno superato il 50% di avvio al riciclo sono oltre 80; la distribuzione provinciale vede Roma con 39 comuni, Viterbo con 19, Latina con 10, Frosinone con 9, Rieti con 4.

I comuni della provincia di Latina sono Campodimele, Castelforte, Formia, Lenola, Monte  San Biagio, Norma, San Cosma e Damiano, Sermoneta, Sonnino,Spigno. Terracina non appare nel Rapporto, forse rientra nel 5% del territorio nazionale non raggiunto dallo studio dell’ANCI-CONAI.

Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti.

Si legge nel Rapporto:

“Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%. Il rapporto evidenzia inoltre un aumento della quantità dei materiali conferiti ai Consorzi del Conai e successivamente reimmesso nei cicli produttivi, a prova di una consolidata attitudine dei cittadini alla separazione delle matrici recuperabili; ciò nonostante, si assiste a un leggero peggioramento della qualità dei materiali stessi, a testimonianza di quanto sia importante continuare a informare i cittadini sulle corrette pratiche da seguire nella raccolta differenziata.”

Separa bene i rifiuti per migliorare la raccolta differenziata!

 

Segui le indicazioni del glossario  glossario-rifiuti

 

Il decreto SbloccaItalia e la malagestione dei rifiuti urbani

L’articolo 35 del Decreto Sbloccaitalia ignorando le opzioni Rifiuti Zero di tante città italiane, Roma compresa, e le direttive europee che spostano l’attenzione dalla differenziazione dei rifiuti al loro effettivo riciclo introduce nuovi impianti di incenerimento su tutto il territorio italiano definendoli infrastrutture di interesse nazionale, sottraendo così alle popolazioni locali ogni potere decisionale in merito.

Art.35 Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita’ dei rifiuti nonche’ per il recupero dei beni in polietilene.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita’ complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacita’ di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita’ di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi’ individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.

In applicazione di tale art.35 è arrivato sulla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale n.233 del 5 ottobre 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 dal titolo:

Individuazione della capacita’ complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.

Per la nostra regione viene presentato questo quadro degli impianti di incenerimento in esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Colleferro 1 52 12 110.000 80.000
Frosinone San Vittore 2 108 28,8 224.480 224.480

Mentre questa è la situazione degli impianti di incenerimento autorizzati ma non esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Roma 2 236 38,4 182.500 182.500
Frosinone San Vittore 1 52 12,5 98.750 98.750

Il DPCM conclude che nel Lazio occorre insediare un altro impianto di incenerimento dalla capacità di trattamento di 210.000 ton/a di rifiuti urbani e assimilati.

Nessuno sforzo verso la società del riciclo in una regione dove la raccolta differenziata nell’ultimo Rapporto dell’ISPRA si attesta al 32,7% mentre la media italiana è del 45,2% con la Lombardia al 56% e il Veneto addirittura sopra il 67%.

Aver stabilito la necessità di un quarto inceneritore nel Lazio significa non prevedere e non incentivare un aumento progressivo della raccolta differenziata fino ai valori previsti dalle norme e che tanti Comuni italiani, anche della nostra regione, hanno già raggiunto.

Calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, un decreto lo rende uniforme in tutto il Paese

Il 26 maggio 2016 il ministro dell’Ambiente Galletti ha emanato un decreto per rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati.

Il decreto, pubblicato il 24 giugno sul n.146 della Serie Generale della Gazzetta Ufficiale, mette in campo, per la prima volta, delle linee guida nazionali per il calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati che dovranno essere seguite da tutte le Regioni.

L’applicazione del decreto permetterà un confronto obiettivo tra i diversi ambiti territoriali anche per una più coerente e giusta applicazione deIle imposizioni comunali dipendenti dalle percentuali di raccolta raggiunte e verificate dagli Enti superiori.

Sarà possibile considerare anche il compostaggio domestico nella raccolta differenziata e di inserire nel calcolo tutti i rifiuti che sono conferiti nelle isole ecologiche. Ciò da una parte incentiva il compostaggio domestico e di comunità ma dall’altra obbliga le amministrazioni comunali a disciplinare con proprie delibere queste attività per garantirne il controllo pubblico.

«L’Italia della raccolta differenziata – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

La nuova amministrazione terracinese dovrà quindi attivarsi in tal senso ma soprattutto dovrà organizzare tramite l’azienda che realizza il servizio in città il controllo della qualità dei materiali differenziati. Una raccolta differenziata al 70% che non specifichi la fascia in cui si pongono i materiali ai fini del corrispettivo CONAI non garantisce una pari percentuale di materiali avviati al riciclo.  

Gli allegati tecnici dell’Accordo ANCI-CONAI oltre a indicare le fasce di qualità dei materiali che danno luogo a corrispettivi decrescenti per i Comuni convenzionati presentano le percentuali massime di impurità presenti nei materiali differenziati (tabella sottostante) oltre le quali non si ha diritto ai corrispettivi (i materiali stessi andranno a smaltimento- alcuni addirittura negli inceneritori- e non a riciclo).

Acciaio Alluminio Carta Legno Vetro Plastica
Impurità oltre 20% 15% 10% 5% 8% dal 10 al 22%

(a seconda dei flussi)

 

Il WWF e quattro candidati a sindaco di Terracina, un incontro positivo

Giovedì 19 maggio si è tenuto l’incontro richiesto dal Gruppo LP del WWF Litorale laziale a tutti i candidati a sindaco del comune di Terracina per conoscere le loro posizioni sulle questioni ambientali di maggior rilevanza. Hanno accettato l’invito e per questo sono stati ringraziati Alessandro Di Tommaso, Fabrizio Ferraiuolo, Agostino Pernarella e Nicola Procaccini.

 

L’incontro inizialmente previsto nel parco della Rimembranza è stato spostato  per le condizioni meteo non favorevoli nella sala parrocchiale della Cattedrale.

 

 

 

Dopo l’introduzione di Franca Maragoni, presidente della O.A. WWF Litorale laziale, Patrizia Parisella, coordinatrice del Gruppo Litorale pontino, ha moderato gli interventi dei quattro candidati.

Fissato un tempo massimo entro cui articolare le risposte gli argomenti sottoposti alla discussione sono stati

1) Rifiuti, 2) Mobilità, 3)Parco della Rimembranza e Convento di S.Francesco, 4) Territorio, 5) Ciclo delle acque e mare, 6) Antenne, 7) Amianto.

Alla fine degli interventi sui diversi temi le due rappresentanti del WWF hanno illustrato di volta in volta la posizione dell’associazione, concordando o contrastando quelle espresse dai quattro candidati.

 

 

 

In estrema sintesi queste sono le posizioni emerse sui diversi temi

 

TABELLA

 

 

Terracina, compostaggio di qualità a Morelle?

Sulla gazzetta Ufficiale, serie Generale n. 91 del 19 aprile 2016, è stato pubblicato il DPCM del 7 marzo 2016 (Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell’offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni) che all’articolo 1 recita:

Art. 1

Finalità e oggetto

  1. Per prevenire e ridurre il più possibile gli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana  derivanti  dalla  gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, e per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili, il presente decreto indica le necessità impiantistiche per la corretta  gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
  2. Ai sensi dell’art. 35, comma 2, del decreto-legge 12  settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre 2014, n. 164, il presente decreto:
  3. a) effettua la ricognizione dell’offerta esistente di impianti di recupero della frazione organica dei  rifiuti  urbani,  raccolta  in maniera differenziata, articolata per regioni;
  4. b) individua il fabbisogno teorico di trattamento della frazione organica  dei  rifiuti  urbani  raccolta  in  maniera  differenziata, articolato per regioni;
  5. c) individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione  organica   dei   rifiuti   urbani   raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni.

Per la Regione Lazio il DPCM presenta questo quadro:

Individuazione dell’offerta esistente di trattamento  della  frazione organica dei rifiuti urbani

tre

Individuazione del fabbisogno teorico di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti  urbani raccolta in maniera differenziata

due

Individuazione del fabbisogno residuo di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata

uno

Dai dati presenti nelle tabelle si deduce che nel Lazio occorrono altri impianti di compostaggio per coprire il fabbisogno residuo di 300-400 mila tonnellate all’anno.

In provincia di Latina l’impiantistica presente copre abbondantemente la produzione locale di rifiuti compostabili e riceve già materiali dall’esterno.

Stando così le cose e per evitare anche tentazioni di un uso insostenibile dell’area di Morelle ritorna attuale l’idea di insediarvi un impianto di compostaggio di qualità così come si era espresso all’unanimità il disciolto Consiglio comunale di TerracinaDeliberaConsComunTerracina

Morelle

 

 

La gestione dei rifiuti dal nuovo Collegato ambientale alle nostre case

La legge n.221 del 28 dicembre 2015 (Collegato ambientale) ha introdotto alcuni elementi positivi nella gestione dei rifiuti tra i quali, come si legge nel commento allegato alla legge,

  • Un’addizionale del 20% al tributo speciale per il deposito dei rifiuti solidi in discarica (c.d.”ecotassa“) a carico dei comuni che non abbiano raggiunto le percentuali di RD. Il superamento di determinati livelli di RD fa scattare riduzioni del predetto tributo speciale. Viene altresì disciplinato il calcolo annuale del grado di efficienza della RD e la relativa validazione;
  • l’introduzione di incentivi economici, da parte delle Regioni, per incrementare la raccolta differenziata e ridurre la quantità dei rifiuti non riciclati  nei comuni. Viene altresì prevista l’adozione di programmi regionali di prevenzione dei rifiuti (o, in alternativa, la verifica della coerenza dei programmi regionali già approvati) e la promozione di campagne di sensibilizzazione;
  • la possibilità per i Comuni di prevedere riduzioni tariffarie ed esenzioni della tassa sui rifiuti in caso di effettuazione di attività di prevenzione nella produzione di rifiuti. Le riduzioni tariffarie dovranno essere commisurate alla quantità di rifiuti non prodotti (nuova lettera e-bis) del comma 659 della  147/2013);
  • la modifica delle modalità (stabilite dal comma 667 dell’art. 1 della L. 147/2013) con cui disciplinare i criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati;
  • disposizioni finalizzate ad incentivare il compostaggio aerobicosia individuale che di comunità, tramite l’applicazione di una riduzione della tassa sui rifiuti per le utenze domestiche e non domestiche (attività agricole e vivaistiche) che effettuano il compostaggio aerobico individuale, nonché attraverso la semplificazione del regime di autorizzazione degli impianti dedicati al cosiddetto compostaggio di comunità di rifiuti biodegradabili derivanti da attività agricole e vivaistiche o da cucine, mense, mercati, giardini o parchi, che hanno una capacità di trattamento non eccedente 80 tonnellate annue;
  • l’introduzione, in via sperimentale (per la durata di 12 mesi) e su base volontaria del singolo esercente, del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo (nuovo art. 219-bis del Lgs. 152/2006);
  • il contrasto al fenomeno dell’abbandono nell’ambiente dei rifiuti di prodotti da fumo di altri rifiuti di piccolissime dimensioni (scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare, …), prevedendo il divieto di abbandono di tali rifiuti nel suolo, nelle acque e negli scarichi (previste apposite sanzioni pecuniarie in caso di inosservanza); i comuni installino nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo;
  • l’istituzione di un credito d’imposta per gli anni 2017-2019 (nel limite di spesa di 5,7 milioni di euro per ciascuno degli anni considerati), per le imprese che effettuano nell’anno 2016 interventi (di importo unitario non inferiore a 20.000 euro) di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive. Al fine di promuovere la realizzazione di interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto, viene altresì prevista l’istituzione, presso il Ministero dell’ambiente, del Fondo per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica di beni contaminati da amianto, con una dotazione finanziaria di 17,5 milioni di euro per il triennio 2016-2018.

Tutto questo non basta ancora se i cittadini non collaborano con azioni quotidiane

Cassonetti

Per la riduzione

  • scegliamo prodotti sfusi e se ciò non è possibile con imballaggi ridotti o riutilizzabili

Per il riuso

  • riutilizziamo bottiglie e barattoli, il lato bianco delle stampe per prendere appunti, passiamo ad altri abiti che non usiamo, ripariamo gli oggetti allungandone la vita

Per il riciclo

  • partecipiamo attivamente alla raccolta differenziata, in generale e’ possibile riciclare tutti i contenitori e gli imballaggi
  • rispettiamo i giorni e gli orari indicati dall’azienda che effettua la raccolta porta a porta
  • conferiamo negli specifici contenitori SOLTANTO il materiale selezionato per tenerne alta la qualità
  • poniamo i farmaci scaduti nei contenitori in prossimità delle farmacie e le pile scariche nei cassonetti posti all’esterno della grande distribuzione
  • le apparecchiature elettriche ed elettroniche possono essere consegnate al rivenditore in caso di nuovo acquisto, altrimenti vanno portati all’isola ecologica
  • portiamo gli oggetti ingombranti all’isola ecologica o prenotiamo il ritiro a domicilio chiamando il numero verde 800/992990; il calendario delle isole ecologiche itineranti del Comune di Terracina e tutti i materiali che vi si possono conferire sono indicati qui http://www.comune.terracina.lt.it/amministrazione_trasparente/scheda.html?codice=124
  • per ogni altra informazione visitiamo il sito http://www.differenziataterracina.it/ (sito che andrebbe continuamente  aggiornato!)

 

A Terracina l’amministrazione trasparente mostra sconcertanti indecenze

Sul sito del Comune di Terracina è apparsa una nota in cui si invitano i cittadini che intendano documentarsi sulla produzione dei rifiuti urbani a rivolgersi alla pagina dello stesso sito in cui sono disponibili i soli dati ufficiali. I dati si raggiungono con il percorso Amministrazione trasparente—>informazioni ambientali—>produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Ebbene, alla fine del percorso si raggiunge questa tabella relativa alla produzione dei rifiuti urbani dell’anno 2015.

RSU ANNO 2015

Bene, questa tabella non informa il cittadino bensì lo confonde.

A parte la grammatica, i dati non sono di facile lettura in quanto sono stati utilizzati i codici CER per individuare le tipologie dei rifiuti e questo è obbligatorio per la compilazione dei formulari che li accompagnano a destinazione. I cittadini, però, giorno per giorno utilizzano cassonetti individuati con nomi (plastica e metalli, carta e cartone, vetro, organico, indifferenziato) ai quali andrebbero aggiunti gli ingombranti, i rifiuti da costruzione e demolizione, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e i rifiuti pericolosi, quindi per loro i dati andrebbero sintetizzati in queste categorie anche mettendo insieme materiali simili ma di origine diverse (es. rifiuti biodegradabili di cucine e mense+rifiuti biodegradabili+altri rifiuti biodegradabili,…).

Analizzando i numeri, poi, si notano vistosi errori dovuti presumibilmente ad un operatore distratto o poco esperto nella costruzione di un foglio excel. Se sommiamo tutti i totali di riga salta all’occhio una discrepanza macroscopica con la somma dei totali di colonna, la differenza supera le 1500 tonnellate. 

Come giustificare questa differenza?

I totali di colonna della produzione dei dodici mesi divisi tra rifiuti differenziati e indifferenziati sono tutti precisi ad eccezione di gennaio dove quelli differenziati hanno avuto un ritocco aggiuntivo di circa 70 tonnellate. Giusto quel tanto per raggiungere in cifra tonda la percentuale del 60% di raccolta differenziata su base annua?

“A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina” usava dire un noto politico.

In conclusione, l’invito apparso sul sito del comune a documentarsi soltanto con i dati ufficiali in esso presenti questa volta almeno pare avventato.

A proposito di gestione dei rifiuti a Terracina

E’ da un po’ di tempo che non ci interessiamo della gestione dei rifiuti a Terracina; ormai dopo aver superato l’inerzia iniziale e con l’assistenza di tanti volenterosi pare essere sulla buona strada.

Si  può fare di più e meglio? Crediamo di sì.

Per entrare nel tema riportiamo alla memoria alcuni punti salienti.

  1. In epoche passate il WWF aveva inventato le “domeniche degli ingombranti”, iniziativa che se non la madre è almeno una parente delle attuali “isole ecologiche itineranti”. In quelle occasioni i cittadini potevano portar via gli oggetti ancora utilizzabili riducendo così la quantità di rifiuti da smaltire. Ora perché non avviare un mercatino dell’usato gratuito nelle isole ecologiche o altrove?
  2. Abbiamo da sempre caldeggiato la raccolta differenziata anche per ridurre l’uso della discarica di cui era facile prevedere la chiusura per raggiungimento dei volumi previsti dalle autorizzazioni.
  3. Abbiamo osteggiato la gara di appalto che non prevedeva nessun incentivo nei confronti dei cittadini invitati a cambiare abitudini consolidate e nello stesso capitolato avevamo notato l’anomalia dell’alta produzione di rifiuti indicati nell’anno 2012, l’anno dell’appalto, quando si proveniva da sei anni in cui la produzione oscillava intorno alle 30 mila tonnellate; ci era parso molto strano, come se i residenti fossero improvvisamente aumentati di alcune migliaia. In effetti subito dopo la produzione è scesa a valori nella media fino a scendere addirittura a poco più di 23 mila tonnellate nel 2015.

RDaTerracina1

La raccolta differenziata

Da un paio di anni la Comunità europea sta preparando una nuova direttiva sui rifiuti in cui non si parla più di percentuale di raccolta differenziata ma di effettivo riciclo dei materiali. Quasi un assist alla nostra posizione che formalmente traduce l’espressione Zero Waste in Riciclo Totale.

La Comunità europea pone alcuni obiettivi per il 2030, non proprio coraggiosi come il 65% di riciclaggio dei rifiuti urbani (all’inizio si parlava di almeno il 70%) e il 75% di riciclaggio dei rifiuti da imballaggio. Resta comunque il superamento del parametro riferito soltanto alla raccolta differenziata.

RDaTerracina2

Come si vede dal grafico la raccolta differenziata a Terracina è arrivata al 60% ma non si conoscono gli scarti di lavorazione della stessa.

A Terracina non viene effettuato alcun controllo sulla qualità del differenziato per cui verosimilmente la raccolta differenziata presenterà una grande quantità di materiale spurio (in base alla convenzione stipulata con il CONAI i materiali differenziati forniscono un corrispettivo che dipende dalla percentuale di impurità presenti; nell’accordo ANCI-CONAI sono stabilite alcune fasce di qualità e quando il carico non rientra nemmeno nell’ultima fascia lo si rigetta, per la plastica per esempio impurità del 25% ne determinano non il riciclo ma l’avvio in discarica o peggio ancora in un inceneritore, per la carta basta una piccola quantità di impurità perché non venga avviata a recupero).

Chiediamo un piccolo sforzo, rilanciamo la raccolta differenziata con una campagna di comunicazione (art. 5.02 del Regolamento comunale per la gestione dei rifiuti urbani) magari con una lettera da inviare a tutte le famiglie e le attività economiche nella quale vengano indicati gli impegni da rispettare insieme alle penalità cui si andrebbe incontro in caso di inottemperanza (art. 6.03 del Regolamento). E’ quanto avviene in tutti i comuni passati alla raccolta differenziata. Nella stessa comunicazione si presentino i dati distinti per materiali che motivano l’invio della comunicazione

Tipo materiale Periodo di riferimento Azienda di conferimento Quantità lorda Quantità netta
Carta
………….

 

e si annuncino i controlli a campione o a tappeto che saranno eseguiti da personale indicato dall’azienda.

Positivo incontro con la vice Commissaria Antonietta Orlando

th (1)

Stamani un gruppo di soci del WWF Lazio Gruppo attivo Litorale Pontino ha incontrato nella sala Giunta del Comune di Terracina la dott.ssa Antonietta Orlando, in sostituzione della Commissaria Erminia Ocello.

 

L’incontro al quale ha partecipato anche l’ing. Sperlonga si è svolto in un clima cortese e produttivo andando ben al di là dei convenevoli; la dott.ssa infatti portava con se la memoria che in anticipo le era stata inoltrata e che durante la discussione ha mostrato di aver letto con attenzione.

Questo documento sintetico le era stato inviato dal Gruppo alcuni giorni prima proprio perché potesse documentarsi IncontroCOMMISSARIA

20150630_il_sub-commissario_antonietta_orlando

La dott.ssa Orlando ha apprezzato lo spirito collaborativo e ha voluto esaminare insieme alla delegazione WWF tutte le questioni presentate.

 

StriscioneRimembranza

 

 

In sintesi, dal lungo incontro estrapoliamo alcuni punti.

 

  • Rimembranza: ha chiesto di fornire un preventivo di massima per gli interventi di messa in sicurezza, del rifacimento della superficie dell’ingresso monumentale e della messa in opera di una targa esterna; inoltre ha voluto conoscere l’entità dell’ultimo furto subito dal parco. Esaminerà con gli uffici la bozza di nuova convenzione per la gestione del parco.
  • Cemento-amianto: l’esistenza di un regolamento obbliga l’Ente ad avviare il censimento dedicando allo scopo almeno un impiegato comunale e una somma iniziale da inserire nel bilancio 2016; si prenderà contatto con il Centro Regionale Amianto per acquisire opportunità di finanziamenti.
  • Treno: la dott.ssa Orlando dopo aver ascoltato le vicende della tratta ferroviaria Terracina-Fossanova, alla quale il WWF tiene particolarmente, si è impegnata a fare un intervento urgente sulla Regione, se non altro per conoscere lo stato dell’iter del progetto di messa in sicurezza della linea.
  • Rifiuti: gli uffici stanno studiando la possibilità di modificare l’orario di raccolta nel centro storico per evitare l’impatto insostenibile con la frequentazione notturna delle strade e delle piazze, abbiamo chiesto che si facessero assemblee pubbliche per la scelta degli orari; saranno resi noti periodicamente i dati della produzione dei rifiuti.
  • Lungomare: c’è stata ampia condivisione delle preoccupazioni espresse nella memoria; in particolare la dott.ssa Orlando ha chiesto che le venga inviato il documento che il Gruppo presenterà alla Regione Lazio dopo aver acquisito tutte le informazioni tramite l’accesso agli atti relativi al progetto delle opere rigide di discesa a mare.

L’incontro ha toccato anche altri punti come la sosta dei camper, i parcheggi, il controllo del territorio e altro ancora in uno spirito di collaborazione e di scambio di opinioni sulle diverse questioni ambientali.

Il Gruppo ringrazia la dott.ssa Orlando per la sua cortesia e per la disponibilità mostrata nel voler risolvere le questioni.