Oggi a Roma il Forum Salviamo il Paesaggio presenta una proposta di legge per la tutela del suolo e del paesaggio italiano

Stamani  nella sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Paolo Berdini, Domenico Finiguerra, Paolo Maddalena, Manlio Lilli, Alessandro Mortarino, Michele Munafò, Riccardo Picciafuoco, Federico Sandrone e (in video) Luca Mercalli e Paolo Pileri presentano la proposta di legge elaborata da un gruppo di esperti per conto del Forum Salviamo il paesaggio.

Ecco il testo della proposta di legge.

“Il suolo è da intendersi come lo strato superficiale della Terra, la pelle viva del pianeta Terra.
Una pellicola fragile. Nel suolo vivono miliardi di creature viventi, un quarto della biodiversità di tutto il pianeta. Il suolo è una risorsa finita non rinnovabile e per questo preziosa almeno al pari dell’acqua, dell’aria e del sole.

Secondo l’ISPRA il consumo di suolo in Italia non conosce soste e continua, sistematicamente e ininterrottamente, a ricoprire aree naturali e agricole con asfalto e cemento, fabbricati residenziali e produttivi, centri commerciali, servizi e strade.
Il suolo consumato è passato dal 2,7% degli anni ’50 al 7,6% stimato per il 2016. In termini assoluti, il consumo di suolo si stima abbia intaccato ormai oltre 23.000 chilometri quadrati del nostro territorio: una superficie pari all’Emilia Romagna.”

ISPRA evidenzia inoltre, i costi generati dal consumo di suolo in termini di perdita di servizi ecosistemici (l’approvvigionamento di acqua, cibo e materiali, la regolazione dei cicli naturali, la capacità di resistenza a eventi estremi e variazioni climatiche, il sequestro del carbonio e i servizi culturali e ricreativi), solitamente non contabilizzati.

Per queste ragioni il contrasto al consumo di suolo dovrebbe essere considerato una priorità e diventare una delle massime urgenze dell’agenda parlamentare, ma la “Politica” fino ad oggi non è stata neppure in grado di approvare al Senato una “timida” legge per contenere il consumo di suolo agricolo.

Per questi motivi il Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio (più noto come Forum Salviamo il Paesaggio) – Rete civica nazionale cui aderiscono attualmente oltre 1.000 organizzazioni e molte migliaia di cittadini a livello individuale – ha ritenuto indispensabile elaborare un proprio originale testo normativo, in conformità con i dettami costituzionali, volto a mettere fine al consumo di suolo e non limitarlo al suo semplice “contenimento”, da proporre come riferimento per iniziative parlamentari tese a dotare il nostro Paese di una chiara, inequivocabile, costruttiva normativa a tutela dei suoli ancora liberi, compresi quelli all’interno dell’area urbanizzata, utile a risolvere anche i problemi dell’enorme patrimonio edilizio inutilizzato ed in stato di abbandono. (dal sito del Forum Salviamo il paesaggio)

Fermiamo il consumo del suolo a Terracina e in tutta la provincia di Latina!

Campagna elettorale del WWF per portare l’ambiente nell’attualità politica

La Campagna apartitica del WWF

il WWF ha deciso di intervenire nel dibattito politico attraverso una provocazione: una vera e propria campagna elettorale per portare l’ambiente nell’attualità politica. È, infatti, evidente a tutti anche in questa campagna elettorale che le tematiche ambientali, i mattoni del nostro futuro prossimo, non rientrano tra le priorità della politica.

Mettiamo l’ambiente al centro della politica

Cambiamenti climatici, sostenibilità, inquinamento e capitale naturale: il nostro programma elettorale, dalla parte del Pianeta.

Parlare di ambiente significa parlare di futuro.

Vogliamo riportare la tutela dell’ambiente al centro del dibattito politico. 

Vogliamo che il mare, i parchi, le energie rinnovabili, le specie simbolo del nostro Paese diventino una priorità per tutta la classe politica. 

Vogliamo continuare a difendere la natura, per dare ai nostri figli un Paese e un Pianeta migliori. 

LE NOSTRE RICHIESTE

 

Lunga nuotata nel mare di Terracina di Enzo Favoino per richiamare l’attenzione pubblica sui rifiuti marini

 

Ieri Terracina è stata al centro di un evento simbolico ma altamente significativo, una nuotata nel mare invernale per denunciare lo stato di pattumiera in cui è stato ridotto il mare in ogni parte del mondo.

Protagonista è stato Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza, esponente del Movimento Rifiuti Zero europeo.

All’arrivo sulla spiaggia l’hanno accolto numerosi studenti e alcune associazioni locali tra cui il WWF Litorale laziale.

 

 

Bilancio lusinghiero del biennio 2016/17 di Agenda 21 di Terracina

In questi giorni è arrivato a conclusione un altro biennio dell’Agenda 21 di Terracina e il presidente ha comunicato al Comune il bilancio delle numerose iniziative realizzate dal Forum, molte delle quali, tra l’altro, hanno favorito la riconferma della Bandiera Blu.

Il Forum che conta 239 iscritti può vantare una notevole produttività che sinteticamente si evidenzia nei seguenti punti

  • sono stati realizzati n. 101 riunioni e incontri istituzionali
  • sono stati elaborati, presentati e consegnati al protocollo comunale, oltre che pubblicati sul sito web e sulla pagina Facebook di A21L, e inviati alla stampa, n. 57 documenti
  • a seguito delle richieste avanzate e delle proposte presentate, sono stati approvati n. 41 atti amministrativi (di cui n. 6 Deliberazioni di Consiglio Comunale, n. 26 Deliberazioni di Giunta Comunale e n. 9 Determinazioni Dirigenziali), mentre rimangono in attesa di essere avviati n. 11 atti amministrativi

I risultati sono venuti in seguito all’azione pressante preso l’Istituzione comunale nel rispetto dei riferimenti fondamentali dell’Agenda 21, relativi alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica e con riferimento agli indirizzi programmatici del mandato assembleare del Forum di A21L.

Nel corso del biennio sono stati promossi e richiesti:

  1. Il rinnovo dell’indirizzo di Politica Ambientale e del Piano di Azione Ambientale, nell’ambito del processo di Agenda 21 Locale, sulla base dei principali e aggiornati indicatori di sostenibilità.
  2. L’adozione e l’attuazione di appositi strumenti di piano (il Piano di Azione del Ciclo delle Acque, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, il Piano Generale del verde urbano e territoriale, il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima, il Piano PRAEET per la telefonia mobile, ecc.).
  3. La realizzazione di specifici interventi di sostenibilità (la valorizzazione e la gestione del SIC marino e dell’Area Marina Protetta, la valorizzazione e gestione delle acque superficiali – Progetto Rewetland, la valorizzazione e sviluppo degli obiettivi connessi al riconoscimento della Bandiera Blu, la valorizzazione e gestione delle grandi aree protette, la valorizzazione e gestione del patrimonio culturale, ecc.).
  4. Iniziative di educazione e di informazione ambientale (la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, la “Giornata Mondiale della Terra”, la “Giornata Mondiale dell’Ambiente”, la “Giornata Nazionale degli Alberi”, la “Settimana Unesco per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile”, la “Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile”, ecc.)
  5. Interventi di sostenibilità sociale (iniziative per contrastare lo spreco alimentare e per la lotta alla povertà, misure di sostegno per le fasce più deboli della popolazione e per l’integrazione degli stranieri residenti, oltre che per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, ecc.).
  6. Interventi di sostenibilità economica (il “Bilancio Partecipativo”, il “Bilancio di Sostenibilità”, il “Bilancio del consumo di suolo”, la “Tariffa Puntuale” per il ciclo dei rifuti, ecc.).
  7. Nuovi diritti di cittadinanza e di partecipazione (il Regolamento per l’istituzione degli “Ausiliari Ambientali”, il nuovo disciplinare per il “Tavolo Permanente per il Turismo e la Cultura”, la “Carta dei Servizi” per la gestione del ciclo dei rifiuti, il Regolamento per l’assegnazione degli “Orti Urbani” e “Orti Sociali”, il Regolamento per il “Consiglio Comunale dei Ragazzi”, ecc.).

CONSUMO DI SUOLO: ecco una buona proposta di legge per salvaguardare quello che resta del territorio italiano

Il Forum Salviamo il Paesaggio con il suo Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare ha completato il proprio compito con la redazione della Proposta di Legge Popolare “NORME PER L’ARRESTO DEL CONSUMO DI SUOLO E PER IL RIUSO DEI SUOLI URBANIZZATI”.

“Dopo 13 mesi di impegnativo lavoro dei nostri Esperti e gli “emendamenti” che ognuna delle oltre 1.000 organizzazioni e delle decine di migliaia di persone nostre aderenti hanno potuto presentare, ecco pronto questo nuovo contributo che il nostro Forum offre a tutta la nostra Società per effettuare una scelta ormai non più rinviabile: una norma nazionale in grado di tutelare i suoli ancora liberi, i territori e i paesaggi.”

La proposta di legge arriva in un momento opportuno entrando nella campagna elettorale in corso; tutti i partiti sono chiamati ad esprimersi sulla salvaguardia di quello che resta del nostro territorio. Nella provincia di Latina l’abusivismo edilizio non si è mai fermato e i ripetuti condoni l’hanno assecondato ma anche i piani di sviluppo delle diverse amministrazioni comunali hanno consentito la cementificazione di ampie aree.

Salviamo il Paesaggio-Difendiamo i territori.

Ecco la Proposta di legge Proposta-di-legge-iniziativa-popolare-Forum-SiP-agg.-31-1-2018

Politica Agricola Comune, le proposte della coalizione ‘Cambiamo agricoltura’

 

“Riformare in modo radicale la Politica agricola comune per una maggiore sostenibilità verso la natura, la salute e la biodiversità e una maggiore equità sociale ed economica”. E’ il messaggio centrale lanciato dalle associazioni della Coalizione “Cambiamoagricoltura” (Legambiente, Lipu, WWF, Fai, Aiab, Federbio, Pronatura, Isde e Associazione per l’agricoltura biodinamica) al convegno Metropoli Agricole che si è svolto all’Università degli Studi di Milano e organizzato da Fondazione Cariplo, Università degli Studi di Milano, Lipu-BirdLife Italia e altri enti  in collaborazione con le altre associazioni di Cambiamo agricoltura.

Mentre alla Fiera di Verona si celebrava il vecchio modello della Pac che tanti danni ha causato alla salute dei cittadini e all’ambiente, le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica lanciavano le loro proposte:

  • profonda revisione dei pagamenti diretti che incentivano in modo iniquo e distorto la produzione,
  • una riforma radicale delle politiche in modo da premiare gli agricoltori che nello svolgere la loro attività partecipano attivamente al mantenimento delle risorse naturali e paesaggistiche del territorio,
  • un forte ridimensionamento nell’uso di pesticidi e prodotti chimici di sintesi,
  • una politica di educazione alimentare e un cibo di qualità.

Cifre impressionanti sono emerse in merito all’impatto del settore agricolo sull’ambiente e la salute, come per esempio le emissioni in atmosfera di ammoniaca, il principale precursore delle polveri sottili secondarie, pari a 100mila tonnellate all’anno nella sola Pianura padana, che si sommano a quelle di metano e ossidi d’azoto; l’altissima densità di allevamenti di regioni come la Lombardia (2,75 unità di bestiame per ettaro rispetto a una media italiana di 0,77); il calo del 42,4%, in pianura, degli uccelli tipici dell’ambiente agricolo negli ultimi 15 anni.

Un esempio virtuoso per la costruzione di un corretto paradigma agroecologico viene invece dall’agricoltura biologica e biodinamica dove l’ aumento di imprenditori agricoli e l’incremento delle vendite è stato pari al 20%, con forte presenza di giovani nelle vesti di nuovi imprenditori.

Le opportunità di lavoro che offre un diverso modello di agricoltura sono notevoli – afferma Maria Grazia Mammuccini, di Federbio, associazione membro della Coalizione Cambiamo agricoltura– così come i benefici per l’ambiente e la salute dei consumatori. Serve inoltre un fondo dedicato alla biodiversità dato il grave stato di crisi della stessa”.

“Siamo aperti anche per il futuro a un confronto con gli altri stakeholders per trovare punti in comune – conclude Claudio Celada, di Lipu-BirdLife Italia in nome della coalizione – e lavorare insieme per un cambiamento serio di un modello che si è dimostrato insostenibile e dannoso a livello sociale, economico e ambientale”. (dal sito del WWF Italia)

Il 56% dei pesticidi distribuiti nel Lazio vanno in provincia di Latina

Pubblicato online il testo “NOTE SULL’INQUINAMENTO DA PESTICIDI IN ITALIA” a cura di Massimiliano Pietro Bianco e di alcuni esperti di ISDE, tra i quali anche Patrizia Gentilini conosciuta a Terracina nel convegno su Agricoltura e salute organizzato dal WWF Litorale laziale il 20 maggio scorso .

Vengono affrontati temi caldi quali

  • La contaminazione diffusa – inquinamento progressivo dell’aria, dell’acqua, del suolo e del cibo
  • Esposizione a pesticidi e rischi per la salute umana
  • Esposizione cronica a pesticidi
  • Principali patologie umane correlate a pesticidi
  • Costi economici per danni alla salute da pesticidi
  • Casi di contaminazione della popolazione
  • L’inquinamento da pesticidi in Italia
  • I pesticidi nelle acque
  • I pesticidi nel cibo
  • I pesticidi nel vino

Passando all’analisi regionale, oltre alla Toscana e all’Emilia Romagna, viene presa in considerazione la nostra regione.

Vengono riferiti i dati ISTAT relativi all’anno 2015 dei pesticidi distribuiti per uso agricolo in tutte le province italiane. Tra fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi, composti vari in provincia di Latina sono arrivati 3.789.872 kg pari al 56% di quanto arrivato nell’intera regione.

Come già rilevato nel convegno terracinese del 20 maggio il Lazio fornisce pochi dati al Sistema Informativo Nazionale per quanto riguarda l’inquinamento delle acque.

In particolare non vengono analizzate sostanze costantemente inquinanti le acque italiane in ambito agricolo quali il Glifosate e il suo metabolita AMPA che, dove cercato in altre regioni, è stato trovato con frequenze spesso superiori al 50 %.

Si legge nello studio La maggior parte dei campionamenti riguarda sostanze proibite ai sensi degli attuali regolamenti nazionali e europei.Tenendo presente i limiti di cui sopra relativamente alle sostanze cercate, dai dati del 2016 è evidente la connotazione rispetto all’agricoltura intensiva essendo i pesticidi in particolare diffusi nelle acque della piana di Rieti e della pianura Pontina.

 Ecco le sostanze rinvenute nei Comuni della nostra provincia

Aprilia   Chlorpyrifos

Gaeta    Ddt Totale

Latina   Chlorpyrifos, Ddt Totale, Metalaxyl, Metolaclor, P,P’ – Ddt, Terbutilazina

Pontinia    Aldrin, Atrazina, Metalaxyl, Ddt Totale, P,P’ – Ddt, Metolaclor, Terbutilazina

Prossedi     DDT Totale, P,P’ – DDT

Sabaudia    Alachlor, Metolaclor

Sabaudia    DDT Totale, P,P’ – DDT

Sermoneta    Chlorpyrifos, DDT Totale, P,P’ – DDT

Terracina    Metalaxyl, Oxadixyl

Terracina    DDT Totale, P,P’ – DDT

Ed ecco le sostanze rinvenute nei corpi idrici pontini nel 2015 (dati ARPA Lazio)

 (I dati sono presentati con il codice stazione, comune, corpo idrico (μg/L) e le sostanze rinvenute)

F2.02 Sermoneta    Fiume Cavata 1            Chlorpyrifos, DDT, p,p’ – DDT

F2.05 Terracina       Fiume Ufente 2            DDT, p,p’ – DDT

F2.07 Terracina       Fiume Amaseno 3       DDT, p,p’ – DDT

F2.10 Latina             Fosso Spaccasassi 3    Chlorpyrifos

F2.12 Latina             Canale Acque alte/Moscarello 2       Chlorpyrifos

F2.14 Latina            Canale Acque medie/Rio Martino 2  DDT, p,p’ – DDT

F2.19 Pontinia        Canale Botte 1                                       DDT, p,p’ – DDT

F2.35 Latina            Fiume Ninfa Sisto 2                               DDT, p,p’ – DDT

F2.74 Aprilia           Fiume Astura 1                                       Chlorpyrifos

M2.73 Gaeta          Acqua marina costiera, Da Punta Stendardo a Vindicio DDT

T2.20 Latina           Lago Di Fogliano                      DDT

T2.21 Sabaudia     Lago Di Caprolace                   DDT, p,p’ – DDT

T2.63 Sabaudia     Lago Di Monaci                         DDT

 Non c’è da essere allegri!

Ecco lo studio 2017.12.-Contaminazione-pesticidi-Italia

La Via Francigena del sud (direttrice Appia) ha una Guida

La via Francigena del sud (direttrice Appia) dopo un rodaggio durato un decennio comincia ad essere sempre più frequentata dai camminatori che amano calpestare pietre e attraversare luoghi entrati nella storia.

E’ un muoversi lento nella natura e tra i monumenti dei nostri territori che ha molto della modernità della mobilità sostenibile così cercata oggi.

Recentemente è stata pubblicata una guida dettagliata di questo cammino e giovedì 25 gennaio sarà presentata a Terracina. Vi sono descritti i sentieri e le strade che congiungono le nostre città, i monumenti più significativi, l’ospitalità che i viandanti possono trovare e che speriamo possa allargarsi ulteriormente in un futuro prossimo.

 

La Regione Lazio introduce i biodistretti, finalmente un primo passo verso il recupero di un’agricoltura che ha cuore la biodiversità

Da sempre il WWF insiste sulla necessità di un’agricoltura sostenibile e senza pesticidi, ma è arrivata l’ora di sostenere le aziende che adottano sistemi di agricoltura biologica e agricoltura integrata presenti nel territorio attraverso la costituzione di un biodistretto.

Viene a proposito la legge regionale del 14 agosto 2017, n.9 che nell’articolo 17 inserisce nella legge regionale del 30 giugno 1998, n.21 (Norme per l’agricoltura biologica) dopo l’art.7, l’art. 7bis (Distretti biologici). Ecco l’articolo 7bis   Distrettibiologici

Le ragioni per cui ci si batte per un’agricoltura diversa da quella convenzionale  sono importanti non solo perché essa è legata alla sicurezza alimentare, che già di per sé rappresenta un valore, ma perché significa valorizzazione dell’ambiente e soprattutto  conservazione della  biodiversità.

La costituzione di un  bio-distretto  nella nostra provincia ma soprattutto nella nostra zona, oltre che  valorizzare i prodotti della terra, significa far scoprire il nostro ambiente:  la collina, la pianura, il mare, i laghi, i parchi.

Le tipicità della nostra terra (vino, olio, ortofrutta, latte, allevamenti bufalini…)  saranno i punti di forza di un’agricoltura sostenibile, legata alle  colture e agli animali del territorio pontino.

Pur con i limiti dell’assenza di controlli pubblici sulla gestione dell’agroecosistema che dovrebbe tutelare il suolo, l’acqua, il paesaggio e l’ecosistema l’introduzione dei biodistretti va sostenuta.

Pertanto,  ben venga la nascita del comitato proponente così come previsto dalla legge “Le imprese agricole, singole e associate, le organizzazioni di prodotto e i soggetti pubblici e privati che ricadono nell’ambito del distretto biologico possono costituire un comitato proponente incaricato della rappresentanza delle istanze amministrative, economiche e commerciali del medesimo distretto, anche attraverso la predisposizione di modelli semplificati per la gestione delle pratiche amministrative”.

Ecco in maniera schematica l’illustrazione della vita di un biodistretto nei pannelli di una mostra organizzata da ENEA e AIAB in collaborazione con il Comune di Roma.

Antenne, avanti un’altra, anzi due!

In questi giorni a Terracina si riprende a parlare di antenne e di ripetitori in una situazione di stallo totale in merito al Piano delle emissioni; due impianti addirittura, uno in Viale Europa, bloccato l’anno scorso dalla Commissaria, e l’altro, nuovo, in via Bernini.

In merito possiamo riprodurre integralmente quanto scritto negli scorsi anni sulla diffusione dell’inquinamento elettromagnetico in città.

In particolare, a maggio 2016, in occasione dell’autorizzazione dell’antenna in Viale Europa, scrivevamo

“A Terracina si continua ad autorizzare l’installazione di antenne in assenza di un piano aggiornato delle emissioni facendo correre rischi ai cittadini inconsapevoli.”

E di seguito

trascurando l’osservazione che il Piano delle emissioni (P.R.A.E.E.T.) non è mai stato aggiornato dal 2009 né per la misura del flusso radiativo locale né per gli aspetti tecnologici, come si possono autorizzare installazioni di due antenne in una stessa area? E, pare, addirittura ignorando la destinazione a verde pubblico prevista dal Piano Regolatore? Un’area destinata a verde pubblico viene frequentata assiduamente  da bambini che vi amano giocare, da mamme con piccoli e da anziani pensionati.

Non siamo contrari  alla diffusione delle tecnologie destinate alla comunicazione quando queste siano al servizio dei cittadini senza creare loro disagi di qualsiasi natura, per questo chiediamo il blocco di tutte le autorizzazioni in attesa dell’aggiornamento scientificamente realizzato del P.R.A.E.E.T.

I danni che le radiazioni possono produrre non sono dovuti soltanto ai loro effetti termici ma soprattutto agli effetti biologici; esistono ormai numerosi studi scientifici sull’interazione delle onde elettromagnetiche con la materia vivente. Sono considerazioni tratte da documenti prodotti da medici, fisici, ricercatori e avvalorate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

E’ l’impegno che viene chiesto alla prossima amministrazione comunale.”

 

L’AMMINISTRAZIONE NEL FRATTEMPO E’ STATA ELETTA MA LA SITUAZIONE NON E’ CAMBIATA!

 

Eppure rendevamo noto che “secondo l’ISDE-Medici per l’ambiente  l’elettrosmog è sicuramente uno dei principali problemi del nostro tempo e del mondo moderno in cui viviamo, fatto di wi-fi liberi e illimitati. Proprio per questo è facile accusare dei malesseri dovuti all’inquinamento da elettrosmog.

L’Istituto Superiore di Sanità nella pagina Salute e campi elettromagnetici del sito pur non accettando una causalità stretta tra radiazioni e effetti sanitari suggerisce l’adozione di un principio di precauzione.”

 

SENZA UN PIANO AGGIORNATO DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE CONTINUIAMO A CHIEDERE IL BLOCCO DI TUTTE LE AUTORIZZAZIONI.