15 marzo 2012: assemblea dei soci del WWF Litorale Pontino

Giovedi 15.03.2012 nel Parco della Rimembranza in Via S. Francesco nuovo a Terracina si terrà la prima assemblea dei soci del WWF Litorale Pontino.
Prima convocazione ore 15.30
Seconda convocazione ore 16.30
Possono partecipare tutti i soci regolarmente iscritti al WWF Litorale Pontino.

Ordine del giorno:
1)Relazione attività svolte anno 2011
2)Approvazione bilancio anno 2011
3)Deleghe e rinnovo del direttivo

Il WWF Lazio interviene nel procedimento per la realizzazione della discarica nei pressi di Villa Adriana

Domani il WWF presenzierà alla conferenza dei servizi insieme ai 15 soggetti chiamati ad esprimere i pareri previsti nell’iter per la realizzazione della discarica di Corcolle, nei pressi di Villa Adriana, sito archeologico patrimonio dell’UNESCO.

 Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio a questo proposito ha dichiarato:

Saremo presenti nella Sala Liri della Regione Lazio avendo notificato questo pomeriggio l’intervento nel procedimento previsto dalla legge. Siamo fiduciosi che anche in questa sede, come auspichiamo al TAR del Lazio, sia scongiurata l’apertura dell’ennesima inutile discarica in uno dei luoghi più belli del mondo”.

 Roma, 7 marzo 2012  

Anche quest’anno avremo i pellegrini della Via Francigena

 

 

 

I camminatori, laici o credenti, si preparino perché in aprile passeranno per le nostre zone i pellegrini della Via Francigena del sud ai quali è possibile aggregarsi.

Il 23 aprile si farà il tratto da Fondi San Magno a Terracina dove l’accoglienza avverrà nel Parco della Rimembranza.

Il 24 aprile dalla Cattedrale di Terracina si raggiungerà l’Abbazia di Fossanova passando per Camposoriano.

Coloro che volessero fare più di una tappa possono conoscere l’intero percorso da Teano a Roma al link

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=304365262Anteprima961188&id=304361596294888

Il WWF Litorale Pontino offre collaborazione “critica” al Comune di Sabaudia

Terracina, 6 marzo 2012                                                                         Al Sindaco

                                                                               del Comune di SABAUDIA

         Il WWF Italia nel corso degli ultimi tre anni ha proceduto ad una riorganizzazione interna con l’obiettivo di dare maggiore autonomia al volontariato locale.

Modifiche statutarie, nuovi regolamenti e procedure, anche tenendo conto dei legami con il WWF internazionale, hanno comportato una posizione di stand by di tutta l’associazione per un lungo tempo.

Da pochi mesi, finalmente, si è costituita anche nella nostra zona una struttura territoriale locale che ha come ambito di intervento i territori dei comuni di Sabaudia, San Felice e Terracina; la struttura ha preso il nome di WWF LITORALE PONTINO, registrata presso l’Agenzia delle Entrate di Latina e dotata di un proprio codice fiscale.

Due soprattutto sono gli impegni della nuova associazione, intensificare gli interventi di educazione ambientale e aumentare il controllo del territorio anche in collaborazione con tutte le forze dell’ordine.

Il WWF LP è consapevole  del pregio del territorio di Sabaudia che Le comporta un poderoso impegno quotidiano nel far rispettare le norme del vivere civile mentre cerca di tenere alta la qualità della vita dei cittadini.

Le ricadute sull’ambiente, come Lei ben sa, non entrano nel bilancio di una qualunque opera  e i reati ambientali vanno repressi, ma meglio ancora vanno prevenuti con attività di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, soprattutto i più giovani.

Nel dichiarare la disponibilità dell’associazione ad una collaborazione “critica”, così come viene offerta a tutti i Comuni, con l’Amministrazione da Lei guidata che si potrebbe meglio manifestare e chiarire in un eventuale incontro, Le invio i migliori saluti.

Il presidente del WWF Litorale Pontino

( Domenico Carafa )

Terracina aderisce all’Earth Hour 2012

Il Sindaco, Nicola Procaccini, ha risposto positivamente alla richiesta di fare aderire Terracina alla grande iniziativa internazionale, l’Ora della Terra, mirante a dare un messaggio per la riduzione dei consumi e contro il riscaldamento globale.

Il 31 marzo l’illuminazione del tempio posto su Monte sant’Angelo sarà spenta dalle ore 20.30 alle ore 21.30.

Finora le città laziali che aderiscono all’iniziativa sono Roma, Ostia, Corchiano e Terracina.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare il prossimo 31 marzo a questo evento globale del WWF per la lotta ai cambiamenti climatici. In tutto il mondo, per un’ora, si spegneranno città intere, monumenti, singole abitazioni. Dalle 20.30 spegniamo le luci per un’ora e testimoniamo il nostro impegno per dare al Pianeta e a tutti noi un futuro sostenibile.

Condividiamo sul web. Facciamo il passaparola.

IL WWF Litorale Pontino chiede a tutti i ristoratori di partecipare all’Ora della Terra spegnendo le luci delle sale lasciando accese soltanto quelle di servizio (cucina, ingresso e servizi igienici) in modo da dare con le candele sui tavoli anche un tocco di romanticismo alle cene del 31 marzo. L’evento diventerebbe occasione di una riflessione sulla insostenibilità dei nostri stili di vita.

Il WWF Litorale Pontino consegnerà a tutti gli esercenti che ne faranno richiesta una locandina riguardante l’evento.

Sabaudia: problemi nella raccolta differenziata dei rifiuti

La stampa locale sta mettendo in evidenza una serie di problemi sorti all’avvio della raccolta differenziata domiciliare, dai ritardi nella consegna dei kit al rifiuto da parte di alcuni cittadini di  passare alla nuova modalità di raccolta. Sembra un avvio che non promette nulla di buono.

La necessità di passare alla raccolta porta a porta è fuori discussione. I materiali da avviare a riciclo, infatti, hanno un valore economico tanto maggiore quanto minori sono le impurità presenti in essi; soltanto una raccolta differenziata domiciliare ben organizzata e monitorata può garantirlo.

L’organizzazione si fonda su una comunicazione capillare, senza la quale si va incontro ad un sicuro fallimento che non ci possiamo permettere, fatta attraverso assemblee pubbliche decentrate coinvolgenti anche il folto gruppo di stranieri presenti in città, manifesti, e radio  Tv e stampa locali.

I cittadini ai quali viene chiesto un cambio radicale di abitudini devono essere informati esaurientemente in anticipo e tutta l’esperienza deve essere seguita da un apposito “sportello della raccolta differenziata”almeno fino a regime, ma i comuni che da anni sono passati a questo sistema non hanno mai interrotto la comunicazione aperta all’avvio. Da solo un numero verde non basta.

Siamo certi che i cittadini, una volta messi in condizioni ottimali di operare, si faranno coinvolgere dalla nuova modalità di raccolta dei rifiuti urbani; è ormai diffusa tra loro una apprezzabile sensibilità su temi ambientali. Sono consapevoli che le risorse naturali utilizzate per la produzione degli oggetti non sono infinite e occorre conservarle per le generazioni future.

A tale scopo appare senza alternative una gestione dei rifiuti basata su Riduzione, Riuso e Riutilizzo cui faccia seguito una raccolta differenziata porta a porta che avvierà i materiali al Riciclo.

Per gli eventuali e pochi renitenti, dopo un mese di tolleranza (così è avvenuto in tanti comuni italiani) varrà l’Ordinanza del Sindaco n. 05/2012 che prevede sanzioni per gli inadempienti; in linea di principio occorre accettare che la raccolta differenziata porta a porta è assimilabile all’introduzione del semaforo, all’obbligo della cintura nella guida di auto e all’uso del casco per chi utilizza ciclomotori. Questi accorgimenti sono stati introdotti dalla società a tutela dei cittadini.

WWF: “IN ARRIVO SCURE SUI BOSCHI ‘AMICI’ DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE REALIZZATI CON 20 ANNI DI FONDI UE”


Il D.L. Semplificazioni” modifica la classificazione dei boschi e cancella gli investimenti degli ultimi 20 anni per un’agricoltura sostenibile
realizzati grazie agli accordi agroambientali della P.A.C.

 “Una scure pronta ad abbattersi sui boschi ‘amici’ dell’agricoltura sostenibile. E’ la conseguenza che potrebbe derivare dall’articolo 26 del Decreto Semplificazioni – in questi giorni all’esame delle Commissioni competenti della Camera – in base al quale, una volta scaduti i vincoli di destinazione d’uso dei suoli, sarebbero escluse dalla classificazione di ‘bosco’ le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli da tutti quegli agricoltori che, grazie ai fondi previsti dalle misure agroambientali delle Politiche di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, hanno finora garantito un modello di buona convivenza tra coltivazioni, tutela della biodiversità e difesa del suolo dal rischio idrogeologico”. E’ quanto denuncia in una nota il WWF Italia, che chiede al Parlamento di dare un segnale importante, a cominciare dalla cancellazione dell’art. 26 del D.L. Semplificazioni, sull’utilizzo coerente ed efficace delle risorse finanziarie, assicurate in passato dall’Unione Europea al nostro Paese, per potersi presentare con autorevolezza al negoziato per la definizione del futuro bilancio comunitario e le nuove regole per la Politica Agricola Comune (P.A.C.) post 2013.

“Il WWF segnala come il provvedimento, nato per snellire la burocrazia e semplificare la gestione quotidiana delle nostre imprese, nasconda la volontà di cancellare i risultati di decenni d’investimenti per il miglioramento degli agroecosistemi del nostro Paese realizzati con i finanziamenti dell’UE”.

“Con le misure agroambientali dei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni – strumento per l’attuazione a livello territoriale della P.A.C. europea (che rappresenta il 41% del bilancio dell’UE) – sono stati finanziati ai nostri agricoltori interventi per la riforestazione di terreni agricoli. Centinaia di migliaia di euro di fondi europei negli ultimi venti anni sono stati incassati dagli agricoltori italiani per realizzare interventi utili per migliorare l’ambiente in aree spesso degradate da un’agricoltura intensiva e industriale, come nel caso della Pianura padana. Ora il Parlamento italiano si appresta ad approvare nel “Decreto Semplificazioni” proposto dal Governo una norma che rischia di cancellare i risultati raggiunti finora per l’ambiente, grazie ai finanziamenti della P.A.C, con l’ulteriore conseguenza di un notevole spreco degli investimenti economici fatti finora”.

“Il risultato pratico dell’articolo 26 (che modifica il comma 6 dell’art. 2 del Dlgs n. 227/2001 sull’orientamento e modernizzazione del settore forestale) – rileva il WWF – sarebbe quello di consentire l’eliminazione di tutte le formazioni forestali realizzate con l’utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea escludendo tutti i vincoli ambientali e le procedure previste dalle attuali Leggi forestali nazionali e regionali. Queste formazioni forestali costituiscono quasi sempre elementi di naturalità diffusa indispensabili per la continuità ecologica degli agroecosistemi, in particolare in aree ad agricoltura intensiva”.

“La norma proposta dal Governo Monti risulta essere in palese contrasto con gli obiettivi della nuova Strategia 2020 dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità che indica l’obiettivo del mantenimento e potenziamento delle ‘infrastrutture verdi’ funzionali alla continuità ecologica dei territori. E’ inoltre in contrasto con le proposte della Commissione UE per la riforma della PAC per il prossimo periodo di programmazione 2014 – 2020, che prevede l’obbligo per ogni azienda agricola di destinare il 7% della propria superficie ad aree d’interesse ecologico (proposta della Commissione UE per il regolamento del greening nel primo pilatro della PAC)”.

Questo modo di impiegare i finanziamenti dell’Unione Europea da parte del Governo italiano ricorda la famosa tela di Penelope, tessuta di giorno e sfilata di notte”, sottolinea Franco Ferroni, Responsabile Policy Biodiversità, Aree protette e Agricoltura del WWF Italia. “Non si può pensare di chiedere misure e finanziamenti per un’agricoltura sostenibile, nell’ambito del processo di riforma della Politica Agricola Comune –PAC, post 2013  e nel contempo misconoscere i risultati ottenuti sinora grazie ai fondi europei. Un pessimo segnale per la credibilità del nostro Governo rispetto all’utilizzo sostenibile, coerente ed efficace delle risorse del prossimo bilancio comunitario”.

In conclusione il WWF ricorda che in un periodo di scarsità di risorse e austerità, è cruciale investire in politiche che rafforzino l’agricoltura sostenibile, il ripristino e mantenimento degli ecosistemi, la cura del territorio per la prevenzione del rischio idrogeologico.

Roma, 1 marzo 2012

I NOSTRI MARI SONO IN PERICOLO FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI

FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI.
AIUTACI A CAMBIARE LA POLITICA EUROPEA SULLA PESCA.

    Al Presidente e ai membri della Parlamento Europeo ai parlamentari europei e         al Ministro dell’Agricoltura e Pesca
La pesca eccessiva ha consumato gli stock ittici in Europa e nel mondo e anche i pescatori stanno lottando per sopravvivere.Abbiamo bisogno di una riforma ambiziosa della politica europea sulla pesca.
Vi chiediamo di:

  • gestire la pesca in maniera coerente, costante e con prospettive di lungo termine, a livello di bacino, per consentire agli stock di ricostituirsi
  • stabilire un insieme di regole condivise che consentano ai pescatori di prendere ciò che è ragionevole, scientificamente deciso, e soprattutto quando è necessario
  • di applicare questi stessi principi a tutti i pescherecci europei ovunque essi operino nel mondo

Per firmare:

http://e-activist.com/ea-action/action?ea.client.id=14&ea.campaign.id=13094

LEGAMBIENTE E WWF SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MONTI “NEI DL SALVA-ITALIA, LIBERALIZZAZIONI E SEMPLIFICAZIONI RISCHIO DEREGULATION SU CONTROLLI AZIENDE, BONIFICHE E IMBALLAGGI”

 

In una lettera al premier Monti le associazioni ambientaliste evidenziano alcune norme ‘critiche’ per ambiente e salute
e chiedono un rafforzamento del sistema dei controlli e pene più severe

Una deregulation sui controlli per le aziende certificate, sulle bonifiche dei siti contaminati – che di fatto costituisce un condono –, sulla gestione dei rifiuti da imballaggio e sulle norme del dragaggio dei porti: sono solo alcune delle criticità più rilevanti derivanti da alcune norme contenute nel cosiddetto decreto ‘Salva-Italia’ e nei decreti legge Liberalizzazioni e Semplificazioni, che Legambiente e WWF Italia evidenziano in una lettera congiunta inviata oggi al Presidente del Consiglio, Mario Monti.

Nella lettera le due associazioni ambientaliste, pur riconoscendo “come, in questi pochi mesi, siano stati approvati provvedimenti che hanno consentito alle istituzioni italiane di recuperare sotto il profilo economico non solo una credibilità interna, ma soprattutto sul piano internazionale”, auspicano “un confronto ampio sul modello di sviluppo che il nostro Paese intende assicurare alle future generazioni”, che sia “imprescindibile dalla sostenibilità ambientale e si ispiri al principio di precauzione riferito alla direttiva comunitaria”.

LE NORME ‘CRITICHE’ PER AMBIENTE E SALUTE. In particolare sulle norme ‘critiche’ evidenziate del decreto ‘Salva-Italia’ e nel D.l. Liberalizzazioni, le associazioni osservano: “Pur consapevoli della difficoltà incontrate finora nel risanamento delle aree contaminate a terra e a mare, non crediamo che le soluzioni previste siano il modo migliore per rilanciare le bonifiche in Italia. In proposito è bene ricordare come, secondo un recente studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, nei 54 siti contaminati di interesse nazionale, la mortalità per patologie connesse all’esposizione da inquinanti è superiore del 15% rispetto alla media nazionale e corrisponde a circa 10mila decessi in più ogni anno. Da qui si può comprendere quale sia l’entità dei valori economico sociali relativi alle cure, anche per le patologie che non portano al decesso, e l’urgenza di intervenire per sbloccare un settore in evidente difficoltà ormai da troppi  anni”.

“Sulla gestione dei rifiuti da imballaggio il Governo è intervenuto con l’intenzione di consentire in alternativa al Conai la costituzione di sistemi collettivi per assolvere agli oneri di riciclaggio e recupero dei relativi rifiuti. Si tratta di una modifica normativa che si basa solo su motivazioni economiche ma non ambientali e che rischia di far fare dei passi indietro al nostro Paese sul recupero dei rifiuti da imballaggio, come già avvenuto nel 2010 con la modifica del sistema consortile riguardante le batterie, le pile e gli accumulatori. L’intervento normativo ha provocato inoltre una pericolosa lacuna sul sistema di controllo e di indirizzo per il corretto adempimento di tali compiti”.

Più in generale ci permettiamo di evidenziare che gli interventi normativi finora messi in campo dal Governo non hanno affrontato un problema irrisolto del nostro Paese, fondamentale anche per lo sviluppo industriale oltre che per quello sostenibile: il rafforzamento del sistema dei controlli ambientali in capo all’Ispra e alle Agenzie regionali per protezione dell’ambiente. Sui controlli incombe una nuova minaccia di deregulation: in base all’articolo 14 del decreto semplificazioni verrebbero addirittura soppressi i controlli per le aziende certificate.

DUE RIFORME ‘SALVA-AMBIENTE’: CONTROLLI E PENE PIU’ SEVERE. “Siamo d’accordo – concludono le associazioni – sull’utilità di eliminare le norme ridondanti che, invece di garantire il rispetto dell’ambiente, in alcune situazioni hanno sortito l’effetto opposto, ma questo processo di semplificazione va affiancato con due riforme altrettanto importanti: un deciso rafforzamento del sistema dei controlli ambientali e il contestuale inasprimento delle pene per alcuni reati più gravi, che danneggiano l’ambiente, la salute dei cittadini e l’economia sana, obiettivo ultimo questo da conseguire, grazie all’inserimento dei delitti ambientali nel codice penale, più volte richiesto anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti”.

Roma, 29 febbraio 2012