TERRA E CIBO ALLA RICERCA DI VALORI

Nell’ultimo periodo non c’è manifestazione che si concluda con un bicchiere di vino, o con i prodotti del nostro territorio: formaggi, olive, mozzarelle, pane focacce, dolci, salsicce, ecc.

Sulle nostre tavole di ogni giorno troviamo tanti prodotti freschi, molti di questi rappresentano molto bene il territorio, la cultura, le passioni e le tradizioni.

Il nostro territorio è la Pianura Pontina insieme ad altre aree circostanti come la Valle dell’Amaseno, la Piana di Fondi, la Piana del Circeo.  È qui che si sviluppano prevalentemente molte attività agricole.

I prodotti di queste terre sono delle vere e proprie “Eccellenze” si, oggi si usa chiamare così i frutti della terra.

Le fragole di Terracina, la famosa “favetta”, la mozzarella di bufala, le olive di Gaeta DOP, l’olio extravergine “Colline Pontine DOP”, la salsiccia di Monte San Biagio P.A.T. (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) ed altri.

Gli allevamenti di bestiame, le aziende orticole e florovivaiste, nel dopoguerra erano gestiti in questa zona da famiglie provenienti dal Veneto, dalla Romagna, dalle Marche ecc. Tutti noi li chiamavano “tisc-tosc” per via della loro parlata, della loro cultura e del loro stile di vita; erano migranti interni del Nord Italia, i cosiddetti “Coloni”. C’erano anche persone della “Ciociaria”

Con il passare degli anni questi migranti/ imprenditori, abbandonando il lavoro manuale, hanno assunto nelle loro aziende braccianti quasi tutti di origine straniera e la nostra agricoltura, cosi florida e ricca di “Eccellenze”, non sopravviverebbe se non ci fossero loro; i lavori dei campi o negli allevamenti non li farebbe più nessuno e quanto detto è ampiamente documentabile soprattutto dai risultati del lavoro ormai decennale del Dott. Marco Omizzolo.

Le nostre eccellenze si fondano quindi sullo sfruttamento di braccianti stranieri ritenuti “SCHIAVI” e socialmente “INVISIBILI” che sui campi si ammalano fino a morire di fatica, soprusi e a volte per mano stessa del “padrone” o di un caporale.

Ecco perché noi del WWF Litorale Pontino non potevamo tacere di fronte all’immane tragedia avvenuta in questi giorni in Calabria, le nostre campagne sono pieno di questi “Invisibili” con destini simili ai morti di Amendolara (CS). E non potevamo tacere perché il WWF è stato l’unico Ente che a Terracina, tramite regolare convenzione con il Comune, ad accogliere un gruppo di questi ragazzi per aiutare i volontari nel ripristino dell’area del Parco della Rimembranza dopo l’uragano del 2018 (foto). E lo abbiamo fatto perché crediamo che l’Etica e la Morale debbano diventare i veri valori di convivenza in ogni comunità anche in quelle economiche.

Per il WWF Litorale Pontino

Patrizia Parisella

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