Altre due lupe uccise: i bracconieri incrementano la lista della strage nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

 

Nell’anniversario dei 90 anni del Parco

non arrivano regali ma notizie di altre uccisioni

 

Ad una settimana dai festeggiamenti dei 90 anni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise non arrivano regali ma solo cupe notizie delle attività criminali di bracconieri assassini.

Le ultime due lupe trovate morte nei giorni scorsi si uniscono alla lunga lista di animali selvatici che, nel tempo, sono caduti per mano umana in un territorio che invece doveva proteggerli.

E, purtroppo, una delle due lupe (uccisa a fucilate!) aveva partorito solo un paio di mesi fa, per cui i suoi piccoli, forse cinque, sono sicuramente morti poco dopo, se non prelevati da colui che imbracciava il fucile, magari per venderli nei mercati illegali. Un fatto simile era accaduto appena tre mesi fa, ad inizio giugno, sempre nella stessa località (Val Canneto, versante laziale del Parco), cosa che potrebbe far pensare che dietro ci sia la stessa mano. Viceversa sarebbe drammatico se nella stessa località ci fossero più persone dedite a simili gesti!

E’ alquanto preoccupante vedere come in un’area protetta storica continuino a perpetrarsi atti di bracconaggio e di violenza gratuita nei confronti degli animali selvatici, alcuni dei quali sono al limite dell’estinzione (basti pensare all’orso bruno marsicano, anch’esso oggetto frequente di azioni brutali).

Le aree protette, oltre ad essere dei luoghi selezionati nei quali tutelare ancor più che altrove la biodiversità e gestire in modo razionale le risorse naturali, dovrebbero essere dei laboratori privilegiati in cui sviluppare stili di vita e modelli comportamentali dell’uomo volti al rispetto di ciò che ci circonda.

Quanto racconta la cronaca quotidiana ci fa ritenere, invece, di essere ancora lontani dal raggiungimento di questi obiettivi, anche laddove le aree protette sono state istituite da tantissimi anni (Abruzzo, Circeo, Simbruini, Posta Fibreno, ecc.).

“Chiediamo alla gestione del PNALM – dichiara Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio – di investire con urgenza nell’educazione e nella sensibilizzazione dei cittadini,  affinché diventi un sentimento unanime la condanna di queste condotte così violente ed insensate nei confronti degli animali selvatici”.

Ci auguriamo che i responsabili di tali atti possano essere identificati e puniti e che queste due recenti morti possano essere davvero le ultime. Nelle aree protette è oggi necessario avviare un percorso di rinnovamento delle modalità di gestione, troppo spesso attente più agli equilibri politici esterni o ai benefici economici di alcuni, piuttosto che alla conservazione dei beni comuni e ad un vero sviluppo sostenibile.

 

Roma, 2 settembre 2012                                           

 

Contatti stampa:  Cesare Budoni – cell. 349 6040937

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