Il Gruppo Litorale pontino del WWF Litorale laziale incontra i candidati a sindaco della città di Terracina

Il WWF Litorale laziale-Gruppo Litorale pontino ha invitato ad un incontro pubblico i candidati alla carica di Sindaco alle prossime elezioni  comunali.

Come nella scorsa campagna elettorale, anche questa volta il WWF desidera incontrare i candidati alla carica di Sindaco. L’incontro sarà utile ai candidati stessi e all’associazione per riflettere sui tanti temi legati all’ambiente che possono essere elementi di promozione turistica, culturale ed economica, ma che possono anche intervenire pesantemente sui vari aspetti della vita cittadina influenzandone negativamente la qualità.

Per anni, precisamente 30, la nostra associazione ha vissuto i problemi ambientali della città facendosene carico per una soluzione che fosse sostenibile per i cittadini e per la natura.

Ha sempre collaborato con le amministrazioni che si sono succedute in questo lasso di tempo mantenendo la propria autonomia nel rispetto della mission associativa: COSTRUIRE UN MONDO IN CUI L’UOMO POSSA VIVERE IN ARMONIA CON LA NATURA.

foto_3Per questo motivo saremo lieti di ospitare presso il Parco della Rimembranza giovedì 19 maggio 2016 alle ore 18.00 i candidati a sindaco di Terracina per discutere intorno alla natura ed ai temi ambientali della nostra Città. Già sono arrivate numerose adesioni.

Nel caso di tempo inclemente l’incontro si terrà in luogo chiuso.

Ieri la Camera dei deputati ha approvato una legge ancora troppo debole per contrastare il consumo di suolo!

 

Le Associazioni FAI, Legambiente, Slow Food, Touring Club Italiano e WWF  : “Ora ci aspettiamo che il Senato renda il testo più incisivo, eliminando le troppe deroghe”

 

 

“Il contenimento del consumo del suolo è una priorità nazionale che necessita di norme chiare e strumenti efficaci e il testo approvato oggi alla Camera in prima lettura deve essere modificato al Senato in modo da consolidare quello che deve costituire un passo in avanti per chiudere definitivamente nel nostro Paese l’epoca dei piani urbanistici sovradimensionati, degli abusi edilizi e dei successivi condoni (sono stati 3 negli ultimi 40 anni, 1985, 1995  e 2003)e della sub-urbanizzazione che fa scempio del territorio”. Per questo FAI, Legambiente, slow Food e Touring Club italiano e WWF chiedono al  Senato di non perdere altro tempo e aprire subito il confronto su un testo che contiene anche norme innovative, ma ancora molti punti contraddittori e pericolosi.
Le associazioni chiedono a Governo e Parlamento un’assunzione di responsabilità nel portare a termine l’iter parlamentare della legge, migliorandone le parti più contraddittorie, macchinose e incoerenti. L’ISPRA (l’istituto dipendente funzionalmente dal Ministero dell’Ambiente a cui il legislatore nel Ddl, affida giustamente il monitoraggio della situazione), il quale attesta nel suo Rapporto 2015 come in termini assoluti il consumo di suolo in Italia abbia già intaccato ormai circa 21.000 chilometri quadrati del nostro territorio, con un valore di suolo consumato pro-capite che passa dai 167 metri quadrati del 1950 per ogni italiano, a quasi 350 metri quadrati nel 2013.

Tra gli aspetti positivi e innovativi del disegno di legge approvato oggi le associazioni ricordano: il divieto di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente e di mutamento di destinazione d’uso per le superfici agricole che hanno beneficiato di aiuti dall’unione europea; l’introduzione di un censimento degli edifici e delle aree dismesse, non utilizzate o abbandonate, come precondizione per approvare qualsiasi nuovo consumo di suolo;  la definizione di obiettivi di contenimento del suolo e di rigenerazione urbana, fino ad oggi ancora non presenti nel nostro ordinamento. Un Ddl che, ricordano le associazioni, ha come finalità principale quella di contenere il consumo di suolo quale bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi eco sistemici, in funzione della prevenzione e mitigazione degli eventi di dissesto idrogeologico e delle strategie di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici (art. 1, c. 1 del ddl).

Tra gli aspetti critici, secondo le associazioni, il disegno di legge approvato oggi garantisce troppi spazi a deroghe che rischiano di rendere meno incisiva la tutela della risorsa del suolo: si considerino ad esempio i commi aggiuntivi introdotti all’articolo 1 in cui vengono descritte le finalità della legge (comma 3) o tutte le eccezioni ormai datate (vista la riforma del Codice Appalti) riservate alle opere strategiche; restano ancora critiche le definizioni di “consumo di suolo”, “superficie agricola naturale e seminaturale” e di “area urbanizzata”, mentre ancora poco chiari sono i principi e i criteri su cui improntare la delega sulla “rigenerazione delle aree urbanizzate degradate” (art. 5 del ddl) e la norma sui “compendi agricoli neorurali” (art. 6 del ddl); infine, molto preoccupante è la norma transitoria di applicazione della legge, in cui addirittura vengono fatti salvi i piani urbanistici attuativi per i quali i soggetti interessati abbiano anche solo presentato istanza prima dell’entrata in vigore della legge (art. 11 del ddl).
Dotare il Paese di una norma innovativa ed efficace sul consumo di suolo è indispensabile – ribadiscono le associazioni –  che si ripromettono, dopo l’approvazione alla Camera, di incalzare i senatori perché questo accada.

 

(dal sito del WWF Italia)

Antenne, avanti un’altra!

A Terracina si continua ad autorizzare l’installazione di antenne in assenza di un piano aggiornato delle emissioni facendo correre rischi ai cittadini inconsapevoli.

Dopo l’autorizzazione dell’antenna  all’incrocio tra Viale Europa e Piazzale Donatori di sangue che ha giustamente allarmato i residenti fattisi promotori  di una raccolta di firme che non ha prodotto finora alcuna reazione, eccone un’altra da inserire in una zona adiacente, nei pressi di via Jurmala in sostituzione di un’altra preesistente.

Si trovano a distanza di qualche centinaia di metri l’una dall’altra e a chi passa o vive nella zona tocca una dose doppia di radiazioni elettromagnetiche.

Pur trascurando l’osservazione che il Piano delle emissioni (P.R.A.E.E.T.) non è mai stato aggiornato dal 2009 né per la misura del flusso radiativo locale né per gli aspetti tecnologici, come si possono autorizzare installazioni di due antenne in una stessa area? E, pare, addirittura ignorando la destinazione a verde pubblico prevista dal Piano Regolatore? Un’area destinata a verde pubblico viene frequentata assiduamente  da bambini che vi amano giocare, da mamme con piccoli e da anziani pensionati.

Non siamo contrari  alla diffusione delle tecnologie destinate alla comunicazione quando queste siano al servizio dei cittadini senza creare loro disagi di qualsiasi natura, per questo chiediamo il blocco di tutte le autorizzazioni in attesa dell’aggiornamento scientificamente realizzato del P.R.A.E.E.T.

I danni che le radiazioni possono produrre non sono dovuti soltanto ai loro effetti termici ma soprattutto agli effetti biologici; esistono ormai numerosi studi scientifici sull’interazione delle onde elettromagnetiche con la materia vivente. Sono considerazioni tratte da documenti prodotti da medici, fisici, ricercatori e avvalorate dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro.

E’ l’impegno che viene chiesto alla prossima amministrazione comunale; intanto, la nostra associazione chiederà l’accesso agli atti di tutte le ultime autorizzazioni.

Secondo l’ISDE-Medici per l’ambiente  l’elettrosmog è sicuramente uno dei principali problemi del nostro tempo e del mondo moderno in cui viviamo, fatto di wi-fi liberi e illimitati. Proprio per questo è facile accusare dei malesseri dovuti all’inquinamento da elettrosmog.

L’Istituto Superiore di Sanità nella pagina Salute e campi elettromagnetici del sito pur non accettando una causalità stretta tra radiazioni e effetti sanitari suggerisce l’adozione di un principio di precauzione.

Consumo suolo: da FAI, Legambiente, Slow Food e WWF appello a relatori e Governo in vista voto domani

Comunicato stampa

“DITE NO A EMENDAMENTO CHE FAVORISCE CORSA A CONSUMO SUOLO”

“Dite di no a quell’emendamento, si rischia la corsa al consumo di suolo”. FAI, Legambiente, Slow Food e WWF hanno inviato una lettera questa mattina in cui lanciano un appello ai Relatori Chiara Braga (Commissione Ambiente) e  Massimo Fiorio (Commissione Agricoltura) del disegno di legge in discussione in prima lettura in Aula alla Camera dei Deputati sul consumo del suolo” (ddl n. 2039-902-948-1176-1909-A) e alla sottosegretaria all’Ambiente Sandra Velo, che per il Governo sta seguendo l’approvazione del testo, perché ritirino l’assenso dato all’emendamento 11.9 al testo del ddl in questione esprimendo invece il loro orientamento negativo alla modifica richiesta su cui l’Aula di Montecitorio è previsto che voti domani.

Le associazioni chiedono ai relatori e al governo un chiaro segnale di ripensamento entro martedì 10 maggio, quando  si avrà la discussione e il voto nell’Aula di Montecitorio dell’articolo 11 del disegno di legge, che smentisca il via libero dato all’emendamento 11.9 (presentato dagli onorevoli Massa e altri) con cui si intende – modificando il testo approvato dalle Commissioni unificate Ambiente e Agricoltura dell’articolo 11, comma 1 del ddl – far salvi i piani urbanistici attuativiper i quali i soggetti interessati abbiano presentato istanza per approvazione prima dell’entrata in vigore della presente legge.

Le associazioni ricordano che, nel tempo, la disposizione contenuta all’art. 11, c. 1 del ddl sul consumo del suolo (ex art. 9 nel testo originario presentato dal Governo alla Camera) faceva salvi nel periodo transitorio solo i procedimenti in corso relativi ai titoli abilitativi presentati da privati prima dell’entrata in vigore della legge; quindi sono intervenute modifiche successive in Commissione che volevano estendere la sanatoria ai piani attuativi approvati e, poi, a quelli anche solo adottati (testo arrivato in Aula), mentre, ora, si vuole appunto fare addirittura salvi i piani attuativi per i quali sia stata presentata anche una semplice istanza.

Le  Associazioni fanno notare, come l’apertura nel periodo transitorio anche alle sole istanze presentate sui piani attuativi sia totalmente ingiustificato posto che: a) il ddl consumo del suolo contiene già molti, troppi strumenti di trasformazione del territorio (quali ad esempio la delega sulla “rigenerazione della aree urbanizzate degradate” e la norma sui “compendi agricoli neorurali”); che rischiamo anche di favorire ulteriore consumo di suolo; b) il percorso per approvare il decreto governativo per contenere il consumo di suoloè articolato (un anno e mezzo) e inclusivo (visto ampio coinvolgimento degli enti territoriali), c) il ddl ha come finalità principale, appunto, l’effettivo contenimento del consumo del suolo.

Per questi motivi nella loro lettera inviata stamane, le associazioni chiedono ai Relatori e al Governo di esprimere il proprio orientamento negativo sull’emendamento 11.9 al testo in discussione in Aula a Montecitorio.

Roma, 9 maggio 2016

Ufficio Stampa WWF Italia

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340 9899147 – 329 8315725

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Terracina, compostaggio di qualità a Morelle?

Sulla gazzetta Ufficiale, serie Generale n. 91 del 19 aprile 2016, è stato pubblicato il DPCM del 7 marzo 2016 (Misure per la realizzazione di un sistema adeguato e integrato di gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, ricognizione dell’offerta esistente ed individuazione del fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione organica di rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni) che all’articolo 1 recita:

Art. 1

Finalità e oggetto

  1. Per prevenire e ridurre il più possibile gli effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana  derivanti  dalla  gestione della frazione organica dei rifiuti urbani, e per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione europea in tema di riciclaggio e di riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti biodegradabili, il presente decreto indica le necessità impiantistiche per la corretta  gestione della frazione organica raccolta in maniera differenziata.
  2. Ai sensi dell’art. 35, comma 2, del decreto-legge 12  settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  novembre 2014, n. 164, il presente decreto:
  3. a) effettua la ricognizione dell’offerta esistente di impianti di recupero della frazione organica dei  rifiuti  urbani,  raccolta  in maniera differenziata, articolata per regioni;
  4. b) individua il fabbisogno teorico di trattamento della frazione organica  dei  rifiuti  urbani  raccolta  in  maniera  differenziata, articolato per regioni;
  5. c) individua il fabbisogno residuo di impianti di recupero della frazione  organica   dei   rifiuti   urbani   raccolta in maniera differenziata, articolato per regioni.

Per la Regione Lazio il DPCM presenta questo quadro:

Individuazione dell’offerta esistente di trattamento  della  frazione organica dei rifiuti urbani

tre

Individuazione del fabbisogno teorico di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti  urbani raccolta in maniera differenziata

due

Individuazione del fabbisogno residuo di impianti di trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata

uno

Dai dati presenti nelle tabelle si deduce che nel Lazio occorrono altri impianti di compostaggio per coprire il fabbisogno residuo di 300-400 mila tonnellate all’anno.

In provincia di Latina l’impiantistica presente copre abbondantemente la produzione locale di rifiuti compostabili e riceve già materiali dall’esterno.

Stando così le cose e per evitare anche tentazioni di un uso insostenibile dell’area di Morelle ritorna attuale l’idea di insediarvi un impianto di compostaggio di qualità così come si era espresso all’unanimità il disciolto Consiglio comunale di TerracinaDeliberaConsComunTerracina

Morelle

 

 

Primo maggio, camminatori sulla Via francigena a Terracina

IMG_5216Un gruppo di camminatori sulla Via francigena del sud è arrivato oggi a Terracina proveniente da Fondi e diretto a Roma dove arriverà domenica 8 maggio.

 

 

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I camminatori, appartenenti al Gruppo dei Dodici, sono passati per Piazza Palatina dove è stato affissa lungo il percorso la mattonella riproducente il San Michele il cui bassorilievo si trova a Porta San Sebastiano a Roma all’imbocco dell’Appia antica.

 

 

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Ovviamente, come sempre i camminatori sono rimasti affascinati dallo splendido paesaggio di cui si gode la vista passando per Piazza Palatina.

 

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Sosta obbligata a Terracina prima di raggiungere il luogo del pernottamento è il parco della Rimembranza dove i viandanti hanno potuto apprezzare una rigogliosa fioritura delle piante.

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