FSC® Italia e WWF Italia insieme per promuovere la buona gestione forestale

COMUNICATO STAMPA

imagesCollaborare per promuovere la conoscenza e la diffusione della certificazione di gestione forestale responsabile: ecco il motivo dell’accordo tra il Forest Stewardship Council® (FSC) Italia e il WWF Italia, siglato nella sede dell’associazione ambientalista.

 

L’accordo, diviso in 5 punti, parte dal ruolo di primo piano ricoperto dall’Italia nel mercato dei prodotti forestali soprattutto come importatore; ruolo a cui – si legge nel documento – “dovrebbe corrispondere un’assunzione di responsabilità per quello che riguarda la corretta gestione forestale, la promozione della certificazione, e l’attivazione di politiche convincenti di sostegno ai Paesi produttori nella responsabilizzazione delle pratiche forestali”. Di qui l’intesa su azioni congiunte che valorizzino la certificazione FSC come elemento portante negli strumenti di programmazione nel settore forestale, a livello nazionale e regionale, concorrendo alla definizione degli Standard nazionali di gestione forestale responsabile e al procurement sostenibile, sia pubblico che privato.

WWF Italia, socio di FSC Italia dal 2005, ha da sempre appoggiato lo schema del Forest Stewardship Council ritenendolo il più rigoroso fra quelli esistenti sul mercato, informando aziende e consumatori sui vantaggi della gestione forestale responsabile: vantaggi non solo di tipo ambientale (attenzione alle aree ad alto valore di conservazione; protezione della biodiversità; minimizzazione degli impatti nelle aree di taglio), ma anche sociale (formazione degli operatori forestali; coinvolgimento delle comunità locali e di tutti i portatori di interesse) ed economico.

Mentre le ultime foreste remote e selvagge del Pianeta ci regalano ancora specie di animali e piante sconosciute alla scienza e gli ecologi comprendono più a fondo i meccanismi con cui le foreste sostengono gli equilibri del pianeta, la degradazione degli stessi ecosistemi aumenta e la deforestazione avanza a ritmo incalzante”. Dichiara Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia che aggiunge: “Accordi come quello tra WWF e FSC rappresentano un’opportunità per contribuire alla promozione di un nuovo paradigma di sostenibilità di cui possano beneficiare la biodiversità in primis ma anche i governi, le imprese e le comunità locali”.

“La firma di questo documento rappresenta un ulteriore passo verso una più generale e diffusa ‘cultura delle foreste’ e siamo contenti di essere sostenuti in questo da un partner come il WWF Italia” spiega Diego Florian, direttore di FSC Italia, che aggiunge “A questo accordo seguirà la definizione di un piano di azione concreto e dettagliato sullo sviluppo delle singole attività, dalla comunicazione al corporale engagement alle politiche per gli acquisti pubblici verdi. Per noi è un altro tassello verso il compimento della nostra promessa: foreste per tutti, per sempre”.

Roma, 15 giugno 2016

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213/266/332

340 9899147 – 329 8315725

TwitterFacebookYoutube

 

 

 

Il treno Terracina-Fossanova andata e ritorno, sui binari virtuali della campagna elettorale

10958582_10203722803366803_6220026798822261445_nLa linea ferroviaria Terracina-Fossanova interrotta come ormai è noto a tutti dal settembre 2012, si è riattivata nelle polemiche elettorali come se dopo quasi quattro anni stesse per partire il primo treno dalla nostra città.

Diradate le nebbie sollevate dalle parti in causa abbiamo trovato sul BUR-Lazio n.41 del 24 maggio 2016 la Determinazione n. G05407 del 16 maggio 2016 dal titolo  POR FESR Lazio 2014-2020 – Azione 5.1.1 “Interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera” dell’Asse prioritario 5 – Rischio idrogeologico. Approvazione elenco proposte di intervento ammissibili.  

Ecco la Determinazione AMB_DD_G05407_16_05_2016

La Determinazione parla di interventi ammissibili a finanziamento per opere di difesa idraulica (35 milioni in tutto) e per il contrasto al dissesto gravitativo (55 milioni in tutto).

A

 

Nell’elenco sono contenute centinaia di interventi e per quanto riguarda Terracina ne sono indicati tre

 

  1. Crolli diffusi sul versante ovest di Punta della Cucca 9.221.500,75 € (SIRDIS MI674)
  2. Pericoli di crolli sulversante meridionale di Monte Leano 4.000.000 € (SIRDIS XX4303)
  3. Problematiche geomorfologiche dell’area di Pisco montano e via della Cave 4.000.000 € (SIRDIS MI101)

Ecco l’elenco AMB_DD_G05407_16_05_2016_Allegato1

Sembrava già finanziata la nostra linea ma avrebbe dovuto imporsi su centinaia di altre realtà regionali appropriandosi di oltre 9 milioni sui 55 disponibili (non parliamo dei 17 complessivi necessari alla nostra città!).

Essere stata inserita nell’elenco delle opere finanziabili non si configura nemmeno nel bicchiere mezzo pieno ma appena in una goccia insufficiente neanche a bagnarsi le labbra.

Siamo in attesa di una ricostruzione di un tasso di credibilità da parte delle forze politiche attualmente soltanto sconcertante.

 

 

Inaugurata a Roma la mostra sull’Appia ritrovata

uno

Ieri nell’Auditorium-Expo del Parco della Musica di Roma è stata inaugurata la mostra L’Appia ritrovata-In cammino da Roma a Brindisi.

 

unobisAlla presenza del ministro Franceschini e di un pubblico fatto di responsabili di enti della tutela dei beni culturali, di amministratori dei mezzi di comunicazione, della stampa e di tanti camminatori appassionati Paolo Rumiz ha tratteggiato gli esiti dell’avventura del suo gruppo (Rumiz, Carnovalini, Scillitani e Zambon).

dueHa parlato di restituzione al Paese della prima “autostrada” che il mondo ha visto e ha insistito che occorre riprenderne i brandelli prima che scompaiano del tutto.

 

treIl Ministro ha confermato i finanziamenti previsti in questo 2016 dedicato ai Cammini esponendo cifre e elencando le destinazioni delle stesse, l’Appia-la via Francigena-il Cammino di Francesco. Inoltre ha dichiarato che la mostra si muoverà lungo le quattro regioni attraversate dalla Regina viarum.

 

setteTerracina, ovviamente, nella mostra occupa un posto rilevante (è attraversata da due vie Appia) e in alcune immagini esposte appare con tutto il suo splendore.

 

Piazza Palatina ha incantato i camminatori.

cinque

sei

 

 

 

 

quattroUna curiosità.

 

 

La mostra è collegata ad un film ed un libro che presenteremo entrambi a Terracina. Il film Il cammino dell’Appia antica di Alessandro Scillitani verrà proiettato nel parco della Rimembranza alla presenza del regista il 2 luglio, mentre del libro Appia di Paolo Rumiz ce ne parlerà l’autore ai primi di settembre.

Intanto, per gli appassionati del camminare lento la Feltrinelli che ha pubblicato il libro di Rumiz ha messo a disposizione gratuita tutte le mappe del cammino di Rumiz e compagni.

TIRRENO POWER ANNUNCIA CHIUSURA DEFINITIVA CENTRALE A CARBONE –VADO LIGURE

Comunicato stampa

 WWF: “UNA VITTORIA PER LA SALUTE E IL CLIMA”

“Ora creare subito alternative occupazionali nella economia verde e no carbon” 

Il sito della Campagna WWF – http://stopcarbone.wwf.it/

Il WWF esprime grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Amministrazione di Tirreno Power di chiudere definitivamente i due gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure.

downloadTirreno Power ha riconosciuto l’assenza delle condizioni necessarie alla riapertura dello stabilimento, posto sotto sequestro dalla Procura di Savona nel Marzo 2014 a causa del mancato rispetto delle prescrizioni AIA e della gravità dell’inquinamento arrecato dalla centrale stessa, con danni molto seri per la salute dei cittadini. Nel decreto di sequestro si parlava infatti di disastro ambientale e sanitario nelle aree di ricaduta delle emissioni della centrale, come provato dalle indagini ambientali ed epidemiologiche condotte, che avevano anche evidenziato un aumento della mortalità attribuibile alle emissione della centrale stessa.

Ci auguriamo che la volontà, annunciata dall’azienda, di implementare un “progetto di reindustrializzazione del sito, volto a favorire l’insediamento di nuove aziende con l’obiettivo di contribuire alla ricerca di soluzioni che possano offrire un futuro occupazionale ai lavoratori e una prospettiva di sviluppo al territorio” non resti nel novero delle buone intenzioni, ma sia un sincero impegno a ridurre al minimo le ricadute sociali della chiusura. L’impianto, infatti, ha rappresentato per lungo tempo un’importante fonte di occupazione per gli abitanti del luogo. Il prezzo pagato dalla popolazione, però, è stato altissimo.

Una  riconversione dell’area che sia capace di garantire occupazione, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, è quindi assolutamente necessaria.  In tal senso devono intervenire Governo, Regione Liguria ed Enti Locali, anche facendo tesoro dei suggerimenti contenuti nel Report Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions commissionato all’Enea dal WWF (http://www.enea.it/it/comunicare-la-ricerca/events/wwf/liguriazeroemission ) . Va assicurata una visione di insieme che faccia di questa chiusura con le tecnologie del passato un’occasione per rendere la Liguria modello dell’economia del futuro.

Il WWF si adopererà per controllare che l’area venga bonificata e riqualificata, in un’ottica di re-industrializzazione green che vada nel senso della decarbonizzazione e dell’economia del futuro e che non preveda impianti dannosi per la salute e il clima.

 

Roma, 7 giugno 2016 –

Twitter: @WWFitalia

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497.213 /266/332

329 8315725, 340 9899147

TwitterFacebookYoutube

L’Appia ritrovata, il cammino da Roma a Brindisi di Paolo Rumiz e compagni.

 

Giovedì 9 giugno 2016 alle ore18.00  verrà inaugurata all’AuditoriumExpo- Parco della Musica di Roma in Viale Pietro de Coubertin la mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo “L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi”  che “sancisce la riscoperta e la restituzione al Paese dell’intero percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell’estate 2015, a 2327 anni dall’inizio della sua costruzione da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. Il loro itinerario – conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi – ha consentito di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza”. 

La mostra viene inaugurata in concomitanza con l’edizione romana de La Repubblica delle Idee e nell’occasione sarà presentato al pubblico anche il libro “Appia” di Paolo Rumiz edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore e sarà disponibile il DVD in versione cinematografica di Alessandro Scillitani “Il Cammino dell’Appia Antica” prodotto da Artemide Film

La mostra resterà aperta fino al 18 settembre 2016, tutti i giorni dalle 12.30 alle 20.30 (ad eccezione del periodo di chiusura estiva dell’Auditorium dal 1 al 28 agosto).

Il gruppo di Paolo Rumiz è passato per le nostre zone una prima volta nel viaggio verso sud fermandosi alcuni giorni a Terracina e poi è ritornato in una sorta di grand tour alla rovescia per raccontare in una serata alla Rimembranza cosa resta della Regina viarum nelle quattro regioni attraversate.

Liberiamoci del glifosato, basta proroghe all’uso dell’erbicida!

unnamed2
COMUNICATO STAMPA
 
#STOPGLIFOSATO : ENNESIMO RINVIO, MANCA LA MAGGIORANZA QUALIFICATA.
SUCCESSO DEI CITTADINI E DELLA COALIZIONE
LA COALIZIONE: “NON ABBASSEREMO LA GUARDIA E CI BATTEREMO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DEL GLIFOSATO” 
 
Roma, 06 giugno 2016 – L’empasse europeo sul glifosato che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hannosottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia.
“Un successo dei cittadini e della coalizione StopGlifosato – dice Maria Grazia Mammuccini, la portavoce – che  ci fa ben sperare per il voto finale. La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficolta’ a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”.
La decisione è ora rinviata al Comitato di appello e la coalizione non ha intenzione di smuoversi dalle sue posizioni
“L’unica risposta adeguata è l’applicazione rigorosa del principio di precauzione – dice Mammuccini – con la messa al bando definitiva dell’erbicida”.
L’Italia si è astenuta insieme a Germania, Francia, Grecia, Austria e Portogallo e Lussemburgo. Solo Malta ha votato contro.
“La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”.
 
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Per firmare la petizione Avaaz e dire StopGlifosato: https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_it/?media
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – Pesticide Action Network – REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA
unnamed3


5 GIUGNO Giornata Mondiale Ambiente dedicata al bracconaggio e al traffico illegale di natura

Comunicato stampa del WWF Italia

WWF, I CRIMINI DI NATURA NEL MONDO VALGONO 213 MLD DI DOLLARI

La campagna del WWF “Stop ai crimini di natura” –  http://criminidinatura.wwf.it/

VIDEO

Il bracconaggio insieme a tutte le forme di appropriazione illegale di risorse naturali con un fatturato annuale di 213 miliardi di dollari rappresenta il quarto mercato criminale del Pianeta.

bracco1Il bisogno di proteggere la flora e la fauna del Pianeta dalla predazione del crimine organizzato è diventata una priorità mondiale. L’Ufficio Drugs and Crime delle Nazioni Unite (UNODC) ha pubblicato in questi giorni il rapporto annuale “World Wildlife Crime Report” dove sono illustrati con estrema chiarezza analisi e dati relativi ai “Crimini di Natura” che insanguinano e condannano all’estinzione specie uniche per il valore ecologico e cruciali per lo sviluppo sostenibile di paesi fragili dal punto di vista politico ed economico ma ricchi di biodiversità.

bracco2L’emergenza bracconaggio ha raggiunto un livello di attenzione talmente elevato da avere targets dedicati nell’importante Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile approvati da tutti i paesi del mondo lo scorso anno all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la cui implementazione è stata oggetto della seconda United Nations Enviroment Assembly (UNEA2), tenutasi a Nairobi presso la sede dell’UNEP dal 23 al 27 maggio scorsi dove è stata lanciata la campagna “Wild for Life” dedicata ad arrestare il traffico di specie che a livello mondiale rischiano l’estinzione.

bracco5Proprio l’assemblea ambiente delle Nazioni Unite è stata un’importante occasione per ricordare che ogni anno in Africa vengono bracconati più di30.000 elefanti e che paesi come la Tanzania e il Mozambico hanno perso in soli 5 anni tra il 50 e il 60% della loro popolazione di questi straordinari pachidermiOgni anno viene ucciso il 10% dei gorilla di pianura. In Zimbabwe è scomparso in pochi anni il 60% della popolazione di rinoceronti e in 10 anni è scomparso quasi il 70% degli elefanti di foresta del bacino del Congo. Anche gli squali sono in drammatico declino (alcune specie in pochi anni hanno subito una riduzione del 98%) mentre in alcune regioni abbiamo perso il 90% delle popolazioni di pangolini. Si è ridotto del 40% il territorio in cui prima viveva la vigogna, un meraviglioso animale sud americano. La tigre dell’Amur è stata ridotta dal bracconaggio a non più di 540 esemplari, in via di estinzione mentre i leoni in Africa occidentale hanno a disposizione solo l’1% del precedente territorio di diffusione.

bracco3Secondo le Nazioni Unite il bracconaggio e il commercio illegale di natura non si ferma alle specie carismatiche: l’indagine dell’UNODC analizzando164.000 sequestri in 164 paesi diversi ha riscontrato la presenza di ben 7000 specie oggetto di crimini. La cattura, l’uccisione, la trasformazione e la commercializzazione illegale di queste specie contamina un’infinità di prodotti e settori: dalla moda (come pelli e avorio) all’arredamento (come alberi e altre piante in via d’estinzione), dal cibo (come scimmie e pangolini) ai prodotti farmacologici tradizionali (come parti di tigre e corna di rinoceronti) e agli animali domestici (come pappagalli e rettili). Sempre secondo l’ufficio UNODC tutti siamo potenzialmente complici del bracconaggio e tutti abbiamo la responsabilità di agire, anche attraverso la diffusione della consapevolezza, dell’informazione e delle pratiche di un consumo responsabile.

bracco6Purtroppo anche in Italia la piaga del bracconaggio fa strage di animali protetti. Milioni di uccelli ogni anno vengono uccisi da doppiette, trappole e reti. Le 300 guardie del WWF, in prima linea nella lotta ai crimini di natura italiani, ogni anno sequestrano migliaia di richiami, munizioni, armi illegali. Il WWF chiede per la giornata dell’ambiente che l’Italia si doti di un piano nazionale per fronteggiare il fenomeno illegale della cattura, uccisione e importazione di specie selvatiche. Non solo a difesa degli uccelli (rispetto ai quali il ministero dell’Ambiente ha appena avviato un processo di consultazione per la redazione di un piano, su sollecitazione dell’Unione Europea), ma a difesa di tutte le specie vittime di lacci, trappole, veleno e armi da fuoco. Fra questi, è doveroso ricordarlo, ci sono ogni anno centinaia di lupi. Il WWF chiede, inoltre, un maggiore coordinamento tra le forze dell’Ordine per rafforzare l’efficacia della sorveglianza, accurate indagini, condanna dei responsabili e un inasprimento delle sanzioni e delle pene per i reati contro la fauna selvatica.

bracco7Proprio in questi giorni si è concluso lo storico campo anti-bracconaggio WWF sull’Isola di Ischia, una delle “aree trappola” per i migratori primaverili che sostano sulle isole tirreniche esausti dopo il lungo viaggio, e dove da sempre il bracconaggio è esercitato con tutti i mezzi a disposizione. I risultati sono stati importanti: in collaborazione con la Polizia di Stato sono stati sequestrati 4 fucili da caccia, di cui 2 rubati (uno clandestino e un altro con la matricola abrasa); 3.800 cartucce, 6 richiami acustici, 56 trappole per uccelli e 5 tagliole. Una persona è stata arrestata e 4 denunciate. 

Fermare il traffico di specie selvatiche e dei prodotti che da queste derivano, alimentato dal bracconaggio, è una responsabilità anche europea. Il WWF sta interloquendo, proprio in questi giorni, con i ministeri dell’Ambiente dei paesi membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, in vista dell’approvazione, il 20 giugno prossimo a Bruxelles, del Piano d’azione europeo sul traffico di specie selvatiche in coerenza con gli obiettivi della Convenzione CITES (Convenzione sul commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione). Negli incontri avuti recentemente con gli uffici competenti della Direzione Protezione della Natura e del Mare del Ministero dell’Ambiente italiano il WWF ha auspicato che al più presto vengano impiegate al meglio le risorse derivanti dal gettito fiscale generato dai diritti di prelievo, opportunamente adeguati, che gravano sulle attività commerciali consentite per finanziare le attività di contrasto all’illegalità (finanziamento per i nuclei specializzati del CFS, conservazione degli esemplari confiscati, marcaggio, controlli delle certificazioni) e ha chiesto che l’Italia valuti un inasprimento del quadro sanzionatorio, definito nel nostro Paese a partire dal 1992, per chi violando le leggi vende, espone o detiene per la vendita, o trasporta specie selvatiche in via di estinzione introducendo pene più severe per le attività che vedono il coinvolgimento della criminalità organizzata o di gruppi terroristici (in linea con la Convenzione ONU contro il Crimine Organizzato Transnazionale). Su scala europea il WWF ritiene che nel contrasto ai traffici illegali in ogni paese membro, oltre a garantire adeguati finanziamenti, debbano essere coinvolte nelle attività di prevenzione e contrasto dell’illegalità tutte le amministrazioni competenti che si occupano di giustizia e ordine pubblico, crimine organizzato, commercio, affari esteri. Infine, per il WWF è importante che tutti i Paesi europei garantiscano il supporto ai Paesi Terzi.

Roma, 3 giugno 2016

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213/266/332

340 9899147 – 329 8315725

TwitterFacebookYoutube

Il 3 e il 4 giugno San Felice Circeo omaggia M.R. de La Blanchère, Terracina l’aveva già fatto

 

Il Comune di San Felice Circeo dedica un convegno internazionale di due giorni allo studioso delle terre pontine Marie René de La Blanchère.

 

 

 

Il convegno è stato organizzato dal Comune di San Felice Circeo in collaborazione con l’École française de Rome, la “Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, l’Università degli Studi della Tuscia, Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e prevede una ricca serie di interventi. Ecco il programma Programme_La_Blanchere

Anche Terracina ha omaggiato questo studioso che ha lasciato diversi scritti sul nostro territorio da lui studiato in lunghi soggiorni tra il 1879 e il 1881. L’iniziativa sollecitata dalle associazioni Archeoclub di Terracina, Cultura e Territorio e WWF si concretizzò nel 2002 con l’intitolazione della Cappella del Palazzo della bonificazione pontina, appena restaurata, a M.R. de La Blanchère.

Dopo una delibera del Consiglio comunale dell’estate del 2002 in settembre venne organizzata una cerimonia celebrativa che vide la partecipazione oltre che del sindaco e dell’assessore alla cultura, dell’allora direttore dell’École française de Rome, Andrè Vauchez, e del presidente dell’Associazione culturale Altra Città, Paolo Tramonti.

La cerimonia che servì anche a ricordare la figura di Giovanni Rocci-l’artefice principale della riscoperta di La Blanchère-fu arricchita dalla lettura da parte di studenti dell’ITC Bianchini di alcune pagine delle opere dello studioso accompagnata da brani musicali eseguiti al pianoforte.

 

 

 

 

 

Nell’occasione un cittadino donò all’Archivio storico del Comune una copia originale del libro Terracine-essai d’histoire locale del 1884.

 

 

 

 

La recente inaugurazione dell’intero Palazzo della bonificazione pontina con l’assegnazione di ruoli precisi alle sale dei diversi piani non deve cancellare la destinazione della Cappella alla memoria di M.R. de La Blanchère, anzi dovrà rinforzare tale dedica arricchendo il luogo con materiali illustrativi dell’opera di questo studioso che ha lasciato scritti essenziali per la storia della città e del territorio limitrofo.