Un maiale vietnamita alla Ciana, come ci sarà arrivato?

Stamani un gruppo di escursionisti guidati da Pino Forlenza dopo aver percorso quasi tutto lo stradone della Ciana, nel momento di iniziare un sentiero nella boscaglia in direzione Santo Stefano si è imbattuto in un grosso animale.

Molti si sono spaventati temendo di essere in presenza di una femmina di cinghiale magari con prole al seguito, poi notando l’atteggiamento pacifico dell’animale che ha apprezzato un biscottino buttatogli da una fervida animalista del gruppo si sono rassicurati.

Comunque, la previdenza non è mai troppo, così il gruppo dei sedici escursionisti ha preferito fare un lungo giro pur di evitare qualunque contatto anche visivo con l’animale.

Ecco la foto    

Come è arrivata alla Ciana questo animale?

E’ fuggito da una casa? E’ oggetto di esperimenti a fini venatori?

Quest’ultima ipotesi ci viene suggerita da una notizia apparsa sul sito dell’Agenzia di stampa GeaPress.

Tre giorni di costante impegno per i volontari della LAC e della LAV che hanno portato a termine il recupero di un cinghiale frutto di un incrocio con maiale vietnamita. Da due mesi si faceva vedere per le strade nei pressi di Gavorrano, in provincia di Grosseto. Qualcuno, si era vociferato in loco, aveva provato l’esperimento per fini venatori, ovviamente illeciti. Non solo un rischio per la fauna ma anche per l’incolumità degli automobilisti. L’animale, del tutto inadatto alla vita selvatica, aveva con la sua presenza già causato incidenti stradali. Oltretutto, rischiava di finire impallinato.

Si trattava di una femmina di tre anni e mezzo di vita che si era, infine, avvicinata nei pressi del cimitero di Bagno di Gavorrano. Alcuni abitanti si erano poi presi cura di lei. Quanti altri fratelli e sorelle dell’incrocio di maiale e cinghiale vietnamita vi sono ora nel posto? Le notizie, infatti, riferivano di una intera cucciolata lasciata libera. Papà cinghiale e mamma di maiale vietnamita. Ed ora? Non c’è voluto molto a risalire al proprietario. Messo alle strette anche grazie alle continue domande poste dalle persone del posto si sarebbe presentato spontaneamente, ma solo dopo l’avvenuta cattura. L’uomo non aveva mai denunciato la detenzione dell’animale né tanto meno la sua fuga e/o scomparsa.
La persona è stata segnalata all’autorità Giudiziaria, mentre l’animale è stato inviato al Centro recupero della fauna selvatica di Semproniano. Ancora una volta si parla di animali non autoctoni liberati (come il cinghiale ungherese), per il solo scopo venatorio, in quanto molto più proliferi e di dimensioni più grosse, oggi ormai causa di estinzione del cinghialetto mediterraneo. Possibili danni e non solo per l’agricoltura e per gli incidenti stradali.

In conclusione, quel maiale che gira libero per la Ciana deve essere preso e tolto dal bosco, il proprietario va individuato e denunciato se ha trasgredito le norme che governano il caso.

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