L’impegno del WWF Litorale Pontino nell’operazione “Caretta caretta”

Si è conclusa ieri 30 agosto alle ore 4:42 l’avventura del nido di Caretta caretta deposto sul litorale di Fondi (LT).

Alcuni volontari del WWF Litorale Pontino hanno partecipato, fin dall’inizio, a tutte le fasi di questa meravigliosa avventura.

Il nido è stato deposto alle prime luci dell’alba il 4 luglio. Fortunatamente le manovre di mamma Tartaruga non sono sfuggite ad alcuni giovani, presenti in spiaggia, che hanno allertato subito la Capitaneria di Porto di Gaeta e Terracina.

Da quel momento è scattato il protocollo ormai collaudato di TARTALAZIO, settore specializzato sul recupero e tutela delle tartarughe marine afferente all’UFFICIO TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL MARE E DELLE COSTE della Regione Lazio.

Sono subito intervenuti Nicola Marrone e Fabio Giannetti del Parco Riviera d’Ulisse ed esperti Tartalazio che hanno subito messo in sicurezza il nido e coordinato tutte le operazioni necessarie alla buona riuscita della deposizione e cioè il viaggio verso il mare e la libertà delle tartarughine.

Appena saputa la notizia il WWF Litorale Pontino, gruppo attivo del Litorale Laziale, si è messo in contatto con i referenti dell’operazione per essere completamente a disposizione per tutto quanto fosse necessario.

Abbiamo quindi sorvegliato la costa ad iniziare dalle 5:30 del mattino fino all’arrivo delle persone e degli operatori degli stabilimenti balneari. Questa operazione si è resa necessaria per evidenziare le tracce di una seconda deposizione, probabile dopo la prima e in prossimità di questa.

Nel frattempo gli esperti raccoglievano dati di temperatura e umidità della sabbia grazie a sensori posti in prossimità del nido. L’analisi di questi dati e la loro elaborazione ha permesso così di prevedere la schiusa delle uova in un periodo compreso tra il 25 e il 31 agosto.

Insieme ad una quindicina di volontari, quindi, ci siamo alternati giorno e notte, a cominciare dal 26 agosto, nei pressi del nido, pronti a cogliere l’attimo della emersione dalla sabbia delle piccole tartarughine.

E il momento è arrivato!

Alle 5:55 di sabato 29 agosto, alle prime luci dell’alba le prime tartarughine hanno cominciato a liberarsi della protezione della sabbia e ad emergere all’esterno.

Si è passati così all’ultima e più delicata fase. Le piccole nate sono state delicatamente prelevate, portate nel punto di registrazione dei dati; sono state pesate, misurato il carapace, esaminato lo stato di salute e poi …via!!  Verso il mare attraversando un corridoio lungo alcuni metri necessario a ricevere l’imprinting del luogo dove erano nate. E noi lì, con il cuore in gola a le lacrime pronte, ognuno di noi con il compito di seguire una o più tartarughine per verificare che il percorso non si interrompesse e arrivassero finalmente in mare. Le prime 60 tartarughe, belle vivaci e sanissime.

Alle 7:30 questa prima risalita si è fermata, ma la sorveglianza è continuata con maggiore attenzione poiché ci si aspettava da lì a poche ore il prosieguo.

Alle 2:20 di sabato di nuovo 2 emersioni poi più nulla. Il tempo però cominciava a cambiare, il mare ad ingrossarsi e così dopo una serie di tentativi di far defluire l’acqua che avanzava verso il nido, gli esperti si sono visti costretti a scavare, trarre in salvo le ultime 20 tartarughe vive e pronte a riemergere dalla sabbia e smontare il campo alle 4:42 di domenica. Poco dopo alcune persone del nucleo di esperti a bordo di una motovedetta della Capitaneria di porto di Terracina hanno preso il largo per riportare le piccole nel loro ambiente naturale. Un successo straordinario, 83 tartarughe!!

Le giovani biologhe marine che hanno preso parte a quest’ultima fase ci hanno raccontato e trasmesso, con estrema delicatezza, le emozioni provate in quei momenti

…tutte magicamente hanno riconosciuto quel liquido salato in cui venivano immerse come la loro CASA, innata sapienza che la madre lascia in loro…la Natura è perfetta e meravigliosa.

Noi ci sentiamo solo di fare nostre queste riflessioni e di essere felici di aver fatto parte di un sogno così bello e inaspettato.

In un mondo di uomini in eterna guerra con la Natura queste persone ci fanno pensare che c’è speranza in un futuro diverso, basta solo volerlo e le generazioni che verranno dopo di noi ce ne saranno grate.

La scelta migliore: riqualificare il costruito

Tutti siamo coscienti che la situazione economica del Paese e della Città sia in grave affanno e che, per dare un aiuto alle imprese, si possa e si debbano incentivare gli interventi per migliorare e rinnovare gli edifici con il doppio effetto di migliorare l’aspetto della città e di aiutare le imprese edili e chi ci lavora.

Ma non si può uscire da questa contingenza negativa con la scelta più facile, andrebbe fatto non improvvisando ma facendo la scelta migliore!

Da troppo tempo oramai, Terracina è devastata da previsioni e realizzazioni di nuove cubature edilizie, talvolta rimaste inutilizzate. E improvvisamente spuntano nuove colate di cemento, si  spianano terreni e si alzano muretti anche a pochi metri dalla battigia senza controllo e senza un piano generale che non hanno niente a che fare con l’ecobonus.

Sarebbe invece necessaria una riqualificazione edilizia che, nella sua realizzazione generalizzata, porti un concreto miglioramento architettonico e ambientale.

Un provvedimento come il Decreto Rilancio, relativamente alle possibilità di recupero di cubature esistenti e di incremento della sostenibilità ambientale, potendo cambiare radicalmente l’impronta di una Città come la nostra, si pone come importante alternativa alla realizzazione di nuove cubature, in quanto, oltre a dare nuovo impulso all’ economia locale, renderebbe adeguati ai tempi gli immobili esistenti, oltre ad aumentarne il valore venale.

Da ultimo ma non ultimo gli interventi sarebbero completamente gratuiti per i cittadini, ma solo se comportano un miglioramento energetico ed ambientale.

Umanità, Pace, Natura

Prendersi cura della Natura è un grande atto di democrazia (e la Costituzione ce lo ricorda in molti dei suoi articoli), ma soprattutto rappresenta la cura del Bene Comune.
Prendersi cura del bene comune, disinteressatamente e volontariamente, come fa il WWF, può portare solo alla Pace e alla Condivisione tra i cittadini.

Questo ci hanno insegnato e lasciato in eredità i
fondatori del WWF a Terracina, Emilio Selvaggi e Giovanni Iudicone:
lavorare per la Natura, per la Pace e per la Democrazia.

Ieri invece abbiamo assistito alla umiliazione di questi principi: vedere approvata una mozione di intitolazione di una piazza a Giorgio Almirante, e ciò che è peggio, associandolo alla figura di Berlinguer, è stato davvero doloroso.
Siamo donne e uomini liberi, nati in un paese liberato dalla dittatura fascista. Per questo siamo contrari a tutte quelle forme di ossequio a fatti e persone che possano ricordare quel terribile periodo e, soprattutto, riabilitarne la memoria, calpestando e riscrivendo la Storia.

La “cattiva stagione” delle piante

di Elisabeth Selvaggi

Ora che la primavera è finita le nostre colline si tingono di oro.

Dove la macchia mediterranea non è abbastanza fitta, magari a causa degli incendi che si sono succeduti nel tempo, alcune piante affrontano la loro “cattiva stagione”, calda e arida e vanno in estivazione. Piante come l’euforbia dopo essersi tinte di rosso violaceo in primavera, ora perdono le foglie e rimangono completamente spoglie. Da noi mantenere verde un prato non è facile, siamo costretti ad annaffiarlo di continuo e se la gramigna si insedia è lei la prima a creare quelle simpatiche macchie gialle di foglie secche nel prato che non a caso si chiama “inglese”. Non avendo una estate piovosa come in Inghilterra il prato verde costa una gran fatica ed energia in un ambiente mediterraneo come il nostro. Ora in nord Europa il grano è ancora verde, mentre da noi è già bello dorato. E i fili d’avena dondolano al vento estivo come i capelli biondi di una fanciulla. Pochi sono i fiori rimasti: i fiori di rovo, i cardi, le scabiose, belle solo se guardate da vicino e le alte carote selvatiche che fanno da posatoio per le leggere farfalle.  

Tra tutte le piante che si seccano d’estate la più significativa è la “stramma” con le sue foglie sottili e i pennacchi bianchi. Guai provare a strapparne le foglie! Piccoli peli silicei vi tagliano le mani. Tanti sono i nomi di questa che è una delle piante più caratteristiche della natura e della cultura mediterranea come il suo nome scientifico racconta: Ampelodesmos muritanicus. L’indicazione geografica nord africana ci dà una connotazione sul tipo di ambiente in cui vive, mentre il nome del genere che significa “legaccio per le viti” ci ricorda la viticultura per l’uso che si faceva delle sue foglie. Ma tanti altri erano gli usi di questa pianta: le foglie essiccate e battute venivano intrecciate per farne corde, cestini, cappelli, impagliare fiaschi e sedie, per rivestire le capanne e non ultimo come “strame” nelle stalle. La cultura agrosilvopastorale utilizzava molto questa pianta anche perché lasciarla era immangiabile per gli animali e spesso veniva bruciata in modo da farla ricrescere più tenera in autunno.

Purtroppo la sua alta infiammabilità contribuisce agli incendi estivi: brucia velocemente e il pennacchio dissemina scintille trasportate dal vento. La stramma domina là dove la frequenza degli incendi ha fermato lo sviluppo della successione vegetazionale che normalmente avrebbe portato da stramma, ginestra spinosa e cisti a cespugli di lentisco, mirto e alaterno fino all’insediamento della macchia alta di leccio. Basta molto poco per un piromane che conosce la macchia provocare un incendio proprio partendo da questa pianta.

Ma forse proprio la stramma potrebbe trovare un nuovo utilizzo, più attuale, più moderno, per poter aiutare a difendere le nostre montagne dagli incendi estivi.

Al via #amolamiaterra, la campagna di crowdfunding ideata da Lisa Tibaldi in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

#AmolamiaTerra

perchè non siamo solo parole …

Presentazione della Campagna di Crowdfunding.

in collaborazione con il WWF Litorale Laziale

27 Giugno ore 11:00

Sala Ribaud Comune di Formia

Piazza Municipio, Formia (Latina)

Si può dare un contributo all’ecosostenibilità anche scegliendo degli accessori moda.

Questo è il filo conduttore, l’idea, da cui scaturisce la campagna di crowdfunding #AmolamiaTerra promossa dall’azienda “Lisa Tibaldi Terra Mia”, nata alla fine del 2018 con l’idea e il sogno di creare delle collezioni haute couture di accessori moda donna ecosostenibili, a forte connotazione territoriale, destinate ad un mercato di eccellenza.

Sabato 27 giugno alle ore 11:00 presso la sala Ribaud del Comune di Formia (Latina) verrà presentata e lanciata ufficialmente la campagna promossa in collaborazione con il WWF Litorale Laziale. Interverranno la stilista e ideatrice della campagna Lisa Tibaldi Grassi, il Sindaco del Comune di Formia Paola Villa, Franca Maragoni Vice Presidente del WWF Litorale Laziale, Carmela Cassetta, Presidente del Parco Riviera di Ulisse, Giorgio De Marchis, Direttore del Parco dei Monti Aurunci, Roberta D’Annibale, Presidente della Cna di Latina e Vicepresidente del Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA di Latina e Alfieri Vellucci, Presidente della XVII Comunità montana dei Monti Aurunci.

La campagna di crowdfunding terminerà il 6 settembre 2020.

Inizialmente la campagna era stata schedulata per l’8 marzo scorso, data, purtroppo di inizio del lockdown. Lisa Tibaldi Terra Mia ha deciso di mettere ugualmente on-line il sito di riferimento www.lisatibalditerramia.com anche per sottolineare il ruolo della donna nell’imprenditoria, quale promotrice attiva di una visione ecosostenibile.

Durante la quarantena la startup sud-pontina ha aderito anche al progetto nazionale “Filiera Moda per l’Italia- Emergenza Covid-19”;  progetto, nato dalla volontà di CNA Federmoda, supportata da altri partner quali Unindustria, Sportello Amianto e SMI – Sistema Moda Italia,   con l’importante compitodi creare una rete di imprese per la produzione di materiale sanitario, dai dispositivi medici, al materiale ad uso della collettività.

Accessori moda ecosostenibili a forte connotazione territoriale, questo è il fulcro della collezione bijoux creata da Lisa Tibaldi Grassi, rivisitando in chiave “haute couture” l’uso della “stramma”, fibra vegetale tipica della Terra Aurunca, arricchendola di lavorazioni innovative. 

Già nel 2015 Lisa Tibaldi Grassi era stata ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”, denominata “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio”. Esposizione che ha avuto come location d’eccezione, tra le altre, il prestigioso Museo delle Civiltà – Arti e Tradizioni Popolari di Roma.

#AmolamiaTerra” permetterà con un contributo variabile, non solo di ricevere “special gifts” originali, esclusivi, in edizioni limitate o numerate dal valore ben superiore a quanto donato, ma anche di dare un supporto reale e concreto al WWF Litorale Laziale, al quale una parte del crowdfunding è destinato, per progetti legati alla prevenzione degli incendi, alla tutela e al ripristino del patrimonio boschivo.

La presentazione sarà trasmessa in diretta streaming Facebook, sulle seguenti pagine:

su https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

su https://www.facebook.com/Telegolfo/ 

su https://www.facebook.com/radioantennaverde

In diretta radio  e video sulle frequenze di  RAV Radio Antenna Verde (media partner dell’evento): https://www.radioantennaverde.it/video.html e video su RTG Telegolfo (media partner dell’evento) canale 810 del digitale terrestre.

Di seguito i link dove è possibile visionare la compagna in anteprima e le pagine ufficiali sui social di Lisa Tibaldi Terra Mia:

https://amolamiaterra.lisatibalditerramia.com/index.html

Facebook: https://www.facebook.com/LisaTibaldiTerraMia/

Instagram: https://www.instagram.com/lisatibalditerramia/

Twitter: https://twitter.com/TibaldiMia

Linkedin: https://www.linkedin.com/company/lisa-tibaldi-terra-mia/

Il programma dell’evento di presentazione

Brevi cenni biografici su Lisa Tibaldi Grassi

Stilista e designer romana, per diversi anni ha ricoperto il ruolo di Creative Director in aziende di elegante Donna in Italia e in Spagna, ideando e coordinando collezioni nazionali ed internazionali con diversi partners, soprattutto in Cina, India ed Indonesia.

Da anni ha scelto di tornare nella sua terra d’origine dove lavora nell’Atelier di Santi Cosma e Damiano (Latina)  realizzando abiti sartoriali d’Alta Moda e Sposa.

Nel 2013 è stata invitata a chiudere la Montecarlo Fashion Fair, ha vestito l’orchestra ed il coro del Festival di Sanremo e dal 2014 veste trasmissioni televisive nazionali di successo come «Uomini e Donne», «Temptation Island» «Temptation Island Vip» su Canale 5 ed il cambio look di «Detto fatto» su Rai 2.

Dal 2015 è stata impegnata nel progetto “Trama Aurunca… Emozioni e Creatività di un Territorio” che l’ha vista ideatrice e protagonista, in collaborazione con l’Ente Parco Naturale dei Monti Aurunci, di una mostra itinerante dedicata alla “Stramma”.

Dal 2018 è ideatrice e fondatrice della start up Lisa Tibaldi Terra Mia. Vincitrice del Bando regionale Fondo della creatività 2018. L’Impresa è stata scelta quale Testimonial 2018 per la presentazione del Bando 2019 e come Impresa Donna per la presentazione del Bando Imprenditoria femminile presentato a Roma. L’Azienda ha ottenuto l’ambito riconoscimento di Impresa iscritta nell’albo regionale dell’artigianato artistico e tradizionale.

CI HA LASCIATI GIOVANNI IUDICONE

Questa mattina ci ha lasciati, dopo una breve malattia, Giovanni Iudicone. E’ una perdita immensa, per tutta la città, la famiglia, gli amici e tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo. Se n’è andato un un uomo di cultura, un ambientalista attivo da sempre, un professore amato e stimato, un uomo saggio e gentile, sempre aperto, disponibile e curioso nei confronti della vita. Siamo infinitamente addolorati, ma anche grati di averlo avuto con noi e di aver condiviso con lui tante avventure e battaglie. Non lo dimenticheremo mai.Ciao Giovanni.

LE STELLE DI ALFREDO Terracina ricorda il suo Alfredo

Emozionante serata ieri sera al Parco della Rimembranza per ricordare Alfredo Fiorini

Anche quest’anno, il 24 agosto, l’Associazione Alfredo Fiorini ha voluto ricordare Alfredo nel 27° anniversario della sua morte. Un folto pubblico ha presenziato a questa serata speciale dal titolo “Le stelle di Alfredo” nella magica cornice del Parco della Rimembranza che ha ospitato l’iniziativa nell’ambito degli incontri culturali che fanno parte del nutrito calendario estivo.

La prima stella è stata la presentazione che l’artista Andrea Neri ha fatto del suo Trittico, dedicato ad Alfredo Fiorini, e donato all”Associazione. Il trittico rappresenta simbolicamente in tre cerchi le tre fasi della vita di Alfredo ed è la riproduzione dell’opera regalata all’Ospedale Alfredo Fiorini.

La seconda stella è stata la presentazione da parte dello scrittore e giornalista Luca Attanasio dell’edizione aggiornata, con la prefazione di Roberto Saviano, del suo libro “Il bagaglio”. L’autore ha descritto in maniera appassionata la situazione dei migranti minori non accompagnati che arrivano in Italia, raccontando storie dolorose e commoventi e smontando alcuni luoghi comuni che purtroppo inquinano la realtà dei fatti.

La terza stella è stata la presenza vibrante di un migrante senegalese, Omar Faye, che ce l’ha fatta, ad arrivare in Italia, a integrarsi e a realizzarsi come musicista. Omar, accompagnato dal Gruppo Muiravale Free-Town, che ha preso il nome dalla città in cui è stato ucciso Alfredo, ha cantato alcuni brani musicali dimostrando una notevole bravura. E i brani che i Muiravale Free- Town hanno suonato e cantato fra una stella e l’altra, sono stati sicuramente la quarta stella, in una serata intensa, commovente e piena di vita, per ricordare la vita bella e luminosa di Alfredo.