Salva il suolo: è il tempo dell’azione

L’iniziativa dei cittadini europei (I.C.E.) “SALVA IL SUOLO“, portata avanti dal WWF e da oltre 350 organizzazioni non governative di 26 Paesi europei, ha l’obiettivo di sostenere la proposta di una Direttiva Europea sul consumo di suolo, che stabilisca una volta per tutte come il suolo sia una risorsa strategica per assicurare la sicurezza alimentare, la tutela della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti climatici.

 

Bisognerà raccogliere da oggi all’11 settembre 2017 in tutti i Paesi membri un milione di firme di cittadini europei in calce ad una scheda su cui riportare i dati anagrafici (con il riferimento alla sola carta di identità). Il successo di questa iniziativa nel nostro paese servirà anche a sollecitare il Parlamento italiano ad approvare al più presto norme per limitare il consumo di suolo (in discussione da due anni) che servano a dare un quadro di regole  e di strumenti che siano veramente efficaci.

La raccolta di firme “SALVA IL SUOLO” in Italia è promossa da una task force di associazioni formata da ACLI, Coldiretti, FAI, INU, Legambiente, LIPU, Slow Food, WWF, che organizzeranno iniziative insieme al più vasto coordinamento italiano degli aderenti alla I.C.E. costituito da 80 realtà associative e comitati.

E’ diffusa ormai la consapevolezza che il suolo, risorsa non rinnovabile e bene comune, svolge funzioni vitali per l’ecosistema, la produzione alimentare, la conservazione delle risorse idriche, l’assorbimento dell’anidride carbonica. Contenere il consumo di suolo, a giudizio del WWF, è fondamentale per limitare il rischio idrogeologico, garantire la capacità di ripresa dei sistemi naturali e di adattarsi ai cambiamenti climatici.

                                                      FIRMA ANCHE TU!

 

“Il mare deve vivere”dopo i primi trent’anni continua a caratterizzare la presenza del WWF a Terracina

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L’impegno del WWF Litorale laziale nella tutela del mare e della costa della nostra regione ha ricevuto in questi giorni un contributo di analisi dello stato dei luoghi da parte del WWF Italia.

Venerdì 5 agosto, infatti, il WWF Italia ha reso pubblico l’ultimo dossier sullo stato dei mari e delle coste italiane dal titolo significativo:

“ITALIA-L’ULTIMA SPIAGGIA” : RIDURRE SUBITO FATTORI DI PRESSIONE SU MARI E COSTE ITALIANE

Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola”

 In 50 anni 2000 km di costa cementificati, 1860 km i tratti di costa liberi a buon grado di naturalità

Partiamo dai 1860 km  di tratti lineari di costa più lunghi di 5 km del nostro Paese (isole comprese) ancora liberi e con un buon grado di naturalità (il 23% dei nostri litorali, su complessivi 8000 km circa)  e puntiamo su quattro grandi aree strategiche per la biodiversità dei nostri mari : la zona tra il Mar Ligure ed il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il canale di Sicilia, il Mare Adriatico settentrionale e l’area del canale di Otranto nell’Adriatico meridionali. E’ qui infatti che si concentra la maggiore ricchezza delle nostre risorse marine e costiere. La loro tutela ci porta sulla rotta di uneconomia blu sostenibile insieme al contenimento significativo dei fattori di pressione e degli impatti ambientali a mare (delle attività economiche di ricerca e coltivazione di idrocarburi, trasporti marittimi, dragaggi, turismo, pesca, acquacoltura, impianti da fonti rinnovabili offshore, attività militari) e a terra causati da uno sviluppo urbanistico che ha divorato 10 km  lineari di coste l’anno per 50 anni.

E’ questo il segnale e l’invito lanciato dal WWF nel suo dossier “Italia: l’ultima spiaggia – Lo screening dei mari e delle coste della Penisola” in cui  chiede subito di invertire le tendenze che negli ultimi 50 anni ha visto sorgere una barriera di cemento e mattoni lunga 2000 km (un quarto delle nostre coste) e che vede nei nostri mari il 25% della piattaforma continentale italiana interessata da attività di estrazione degli idrocarburi (con 122 le piattaforme offshore attive e 36  istanze per nuovi impianti), il trasporto via mare fare  dell’Italia il Paese in Europa (dopo Olanda e Regno Unito) per quantità di merci containerizzate movimentate, uno sviluppo turistico che vede il 45% dei turisti italiani e  il 24%  di quelli stranieri scegliere le nostre località costiere, un’attività di pesca in caduta verticale, visto che il 93% dei nostri stock ittici sovra sfruttato, e la proliferazione di impianti di acquacoltura (in 10 anni aumentati in Italia del 70%).

Il dossier del WWF, fotografa la situazione attuale e indica le aree più ricche dal punto di vista ecologico da cui partire per salvare i nostri mari grazie alle elaborazioni contenute nello studio “MedTrends”, coordinato dal Mediterranean Programme Office del WWF Internazionale, in coerenza con le linee di intervento comunitario per la pianificazione dello spazio marittimo: Mar Ligure e Arcipelago Toscano (dove la grande ricchezza di plancton favorisce un’elevata concentrazione di cetacei, come testimoniato anche dall’istituzione del Santuario internazionale dei Cetacei “Pelagos”); il Canale di Sicilia (con montagne sottomarine dove si trovano cumuli di coralli bianchi e zona di deposizione delle uova per tonni, pesci spada e acciughe e area di nursery dello squalo bianco); Mare Adriatico settentrionale (che vede una delle popolazioni più importanti di tursiopi del Mediterraneo ed è una delle aree di alimentazione più importanti della tartaruga marina Caretta caretta, zona di riproduzione della verdesca e dello squalo grigio), Canale di Otranto Mare Adriatico meridionale (dove ci sono habitat importanti per lo zifio, il diavolo di mare, la stenella striata, la foca monaca e il pesce spada).

Anche nella nostra fascia costiera non bisogna ridursi all’ultima spiaggia. Negli ultimi 50 anni, come documentato nel dossier WWF, grazie agli studi dell’equipe coordinata dal professor Bernardino Romano dell’Università dell’Aquila, la densità dell’urbanizzazione in una fascia di 1 km dalla linea di costa è passata nella Penisola dal 10 al 21%, mentre in Sicilia ha raggiunto il 33% e in Sardegna il 25%. Tra il 2000 e il 2010, secondo l’ISTAT,  sono stati costruiti 13.500 edifici, 40 edifici per Kmq, nella fascia costiera di un km dalla battigia (nei versanti tirrenico e adriatico) e più del doppio sulla costa jonica.  E se il ritmo delle nuove edificazioni fosse quelle registrato tra il 2000 e il 2010, nei prossimi 30 anni avremmo  su scala nazionale almeno altri 40.500 nuovi edifici nella fascia di 1 km dalla battigia.

Ma si possono ancora salvare le aree con alto grado di naturalità se si interrompe subito l’ulteriore consumo di suolo. Il WWF, al di là delle perle di valore naturalistico, paesaggistico e storico-artistico diffuse in maniera puntiforme in tutto il Paese, individua: sulle costa tirrenica 16 segmenti più lunghi di 5 km, liberi dall’urbanizzazione, da preservare integralmente per il loro valore ambientale per un totale di 144 km (15 km tra Viareggio e Pisa, 20 km tra Grosseto e Orbetello, in Toscana; 15 km da Latina a Sabaudia, nel Lazio;; 12 km tra Camerota e San Giovanni Piro, in Campania); sulla costa adriatica sono circa 200 i km preservati che vanno pienamente tutelati (i segmenti più lunghi si trovano in Friuli Venezia Giulia, Marano Lagunare; in Veneto, 50 km tra Porto Viro e Goro; e in Puglia, 14 km lungo la costa del Lago di Lesina). Anche nelle isole maggiori il WWF richiama l’attenzione sugli alti indici di saturazione urbanistica delle coste che obbligano alla difesa attiva dei significativi valori ambientali e paesaggistici, che si rinvengono ancora in un quarto delle coste siciliane (poco più di 300 km) rimasto libero e in quel 64% (oltre 1.200 km) di territorio costiero di pregio, per fortuna, rimasto ancora libero in Sardegna (vedi nell’allegato la scheda relativa agli approfondimenti sullo screening delle coste).

Se la maglia nera della densità urbanistica (con indici di urbanizzazione che vanno dal 50 al 60%) è da assegnare al versante tirrenico (con quasi tutta la costa della Liguria, il Lazio centro-meridionale e la Campania centro-nord) e al settore emiliano-romagnolo/marchigiano/abruzzese del versante adriatico, c’è da notare che il sistema dei 100 parchi e riserve e degli oltre 200 siti costieri della Rete Natura 2000 costituisce un argine alla espansione edilizia. Ciò è vero in particolare sul versante tirrenico con i parchi nazionali del Pollino e del Cilento che scardinano la continuità edificatoria nel Sud d’Italia, mentre sul versante adriatico si rileva la mancanza di aree protette di estensione significativa che possano al momento fare da diga. Ciò avviene in una situazione in cui comunque le aree tutelate sono sottoposte ad un crescente assedio, visto che, secondo elaborazioni originali su foto satellitari contenute nel dossier WWF, che hanno raffrontato la situazione dal 1988 ad oggi, i 167 interventi che hanno cambiato la morfologia della nostra fascia costiera sono per il 95% causati dall’espansione edilizia (per il 58.7% strutture turistiche, per il 19% insediamenti residenziali, per l’11%  infrastrutture portuali) e vanno ad interferire con 107 siti di interesse comunitario (SIC), tutelati dall’Europa, sui circa 400 siti comunitari marini e costieri.

Ecco delle schede informative SCHEDE INFORMATIVE

Qui si può scaricare l’intero dossier dossier_italia_l_ultima_spiaggia

Domenica 7 agosto il WWF di Terracina festeggerà i suoi primi trent’anni

Il World Wide Fund for Nature è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Nato nel 1961, è presente nel mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma in 96 paesi.

In Italia è nato nel 1966 e quest’anno si festeggiano quindi i 50 anni di vita e di importanti attività a favore dell’ambiente e della natura.

Nel 1986 venne creata la prima aggregazione nella nostra Città. Tante le tematiche affrontate, in continuità con quelli che erano via via i grandi progetti nazionali dell’associazione ma declinati a livello locale, molte invece le problematiche specifiche del nostro territorio che avevano bisogno di essere poste all’attenzione dell’opinione pubblica e del governo della Città.

Con tenacia e passione i Volontari hanno dedicato alla cura dell’ambiente tanto del loro tempo e delle loro capacità.

Senza clamore ma con impegno sono state affrontate emergenze ambientali di varia natura come incendi o particolari situazioni critiche e sono state condotte azioni quotidiane e programmate come l’educazione ambientale nelle scuole e visite guidate o escursioni per adulti e bambini.

Oggi la nostra associazione locale compie 30 anni, ha una nuova denominazione in seguito alla riorganizzazione a livello centrale, non è più WWF Terracina ma WWF Litorale Laziale, e questo è indicativo della dimensione che ha assunto il nostro impegno, ma i Volontari sono quelli che tutta la Città conosce e che da anni sono sempre presenti e si impegnano in favore dell’ambiente.

Per ribadire il nostro impegno e rendervene partecipi con uno sguardo al passato invitiamo i cittadini il giorno 7 agosto p.v. presso il Parco della Rimembranza alle ore 11.00 per l’apertura dell’evento che svilupperà un programma per l’intera giornata.

 

Nella Settimana del mare alla Rimembranza due esempi di ricerca marina, la stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e la Spedizione Tara Oceans

La settimana del mare

Sabato 16 luglio ore 21

La ricerca: la stazione zoologica A.Dohrn di Napoli e la spedizione Tara oceans

Lo studio degli organismi marini per approfondirne la loro biodiversità ha anche scopi applicativi nell’industria e nella farmaceutica. La stazione zoologica di napoli si è strutturata per realizzare al meglio la ricerca sui processi fondamentali della biologia marina.

 

La spedizione internazionale Tara Oceans ha rappresentato lo sforzo internazionale più importante per lo studio dei cambiamenti in atto sulla riserva fondamentale di vita rappresentata dal plancton. Durante un percorso di 115.000 km attraverso gli oceani gli scienziati della goletta Tara hanno studiato la biodiversità del plancton e delle barriere coralline. Tara Oceans costituisce quindi uno sforzo senza precedenti che ha creato la più grande collezione moderna sulla vita in mare aperto.

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Domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni si apre a Terracina il cartellone delle iniziative estive preparato dal WWF

1986-2016 Tre decenni di presenza sul territorio non sono pochi per un’associazione ambientalista che ha la sua forza nel volontariato e nell’autonomia. Nell’impegno per la tutela della natura sicuramente non abbiamo coperto tutti i fronti ma da soli o insieme ad un paio di altre associazioni abbiamo posto dei punti fermi sulla strada della sostenibilità anticipando di anni quanto poi è diventato, almeno a parole, patrimonio comune.

Il mare deve vivere, il contrasto del progetto dell’Appia-bis, la difesa del Canale di navigazione, le Fonti di Terracina, la gestione corretta dei rifiuti, Città sostenibile anticipatrice di Agenda21L, la mobilità sostenibile con la difesa della ferrovia, la gestione della Rimembranza, le escursioni realizzate per far conoscere il territorio, l’educazione ambientale nelle scuole, la difesa dell’ambiente di Campo Soriano dalla cava e dalle attività imprenditoriali che hanno  modificato il paesaggio naturale originario, la collaborazione con enti e organi di polizia per sensibilizzare la popolazione, difendere il territorio o far conoscere i più comuni reati ambientali, l’impegno nella difesa della costa-dai ripascimenti devastanti ai progetti di portualità altrettanto impattanti-, le iniziative culturali ormai consolidate sui cammini della via Appia e della via Francigena del sud sono alcune delle iniziative in cui l’associazione è stata impegnata in questi decenni.

Non ci sarebbe stato il WWF a Terracina senza la presenza di Emilio Selvaggi che all’inizio agì da catalizzatore mettendo insieme persone diverse per i percorsi culturali seguiti ma unite da un forte amore per la natura.

Nel 1986 Emilio fondò la sezione WWF a Terracina e da allora con l’avvicendarsi di responsabili e non senza fatica anche a causa della crisi della partecipazione l’associazione è riuscita a reggere mantenendo il suo carattere di autonomia nel perseguire la propria missione:  Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

Oggi vogliamo ricordare questo nostro passato che ci rende forti per il futuro e invitiamo i cittadini a frequentare il parco della Rimembranza nelle prossime serate estive dove potranno partecipare alle tante iniziative in cartellone.

Si inizia domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni che ha questo programma

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L’appuntamento è nel parcheggio alle spalle della scuola Montessori

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TIRRENO POWER ANNUNCIA CHIUSURA DEFINITIVA CENTRALE A CARBONE –VADO LIGURE

Comunicato stampa

 WWF: “UNA VITTORIA PER LA SALUTE E IL CLIMA”

“Ora creare subito alternative occupazionali nella economia verde e no carbon” 

Il sito della Campagna WWF – http://stopcarbone.wwf.it/

Il WWF esprime grande soddisfazione per la decisione del Consiglio di Amministrazione di Tirreno Power di chiudere definitivamente i due gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure.

downloadTirreno Power ha riconosciuto l’assenza delle condizioni necessarie alla riapertura dello stabilimento, posto sotto sequestro dalla Procura di Savona nel Marzo 2014 a causa del mancato rispetto delle prescrizioni AIA e della gravità dell’inquinamento arrecato dalla centrale stessa, con danni molto seri per la salute dei cittadini. Nel decreto di sequestro si parlava infatti di disastro ambientale e sanitario nelle aree di ricaduta delle emissioni della centrale, come provato dalle indagini ambientali ed epidemiologiche condotte, che avevano anche evidenziato un aumento della mortalità attribuibile alle emissione della centrale stessa.

Ci auguriamo che la volontà, annunciata dall’azienda, di implementare un “progetto di reindustrializzazione del sito, volto a favorire l’insediamento di nuove aziende con l’obiettivo di contribuire alla ricerca di soluzioni che possano offrire un futuro occupazionale ai lavoratori e una prospettiva di sviluppo al territorio” non resti nel novero delle buone intenzioni, ma sia un sincero impegno a ridurre al minimo le ricadute sociali della chiusura. L’impianto, infatti, ha rappresentato per lungo tempo un’importante fonte di occupazione per gli abitanti del luogo. Il prezzo pagato dalla popolazione, però, è stato altissimo.

Una  riconversione dell’area che sia capace di garantire occupazione, nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini, è quindi assolutamente necessaria.  In tal senso devono intervenire Governo, Regione Liguria ed Enti Locali, anche facendo tesoro dei suggerimenti contenuti nel Report Liguria Proposte per un modello di sviluppo Nearly Zero Emissions commissionato all’Enea dal WWF (http://www.enea.it/it/comunicare-la-ricerca/events/wwf/liguriazeroemission ) . Va assicurata una visione di insieme che faccia di questa chiusura con le tecnologie del passato un’occasione per rendere la Liguria modello dell’economia del futuro.

Il WWF si adopererà per controllare che l’area venga bonificata e riqualificata, in un’ottica di re-industrializzazione green che vada nel senso della decarbonizzazione e dell’economia del futuro e che non preveda impianti dannosi per la salute e il clima.

 

Roma, 7 giugno 2016 –

Twitter: @WWFitalia

unnamedUfficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497.213 /266/332

329 8315725, 340 9899147

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Liberiamoci del glifosato, basta proroghe all’uso dell’erbicida!

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COMUNICATO STAMPA
 
#STOPGLIFOSATO : ENNESIMO RINVIO, MANCA LA MAGGIORANZA QUALIFICATA.
SUCCESSO DEI CITTADINI E DELLA COALIZIONE
LA COALIZIONE: “NON ABBASSEREMO LA GUARDIA E CI BATTEREMO PER L’ABOLIZIONE TOTALE DEL GLIFOSATO” 
 
Roma, 06 giugno 2016 – L’empasse europeo sul glifosato che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hannosottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia.
“Un successo dei cittadini e della coalizione StopGlifosato – dice Maria Grazia Mammuccini, la portavoce – che  ci fa ben sperare per il voto finale. La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficolta’ a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”.
La decisione è ora rinviata al Comitato di appello e la coalizione non ha intenzione di smuoversi dalle sue posizioni
“L’unica risposta adeguata è l’applicazione rigorosa del principio di precauzione – dice Mammuccini – con la messa al bando definitiva dell’erbicida”.
L’Italia si è astenuta insieme a Germania, Francia, Grecia, Austria e Portogallo e Lussemburgo. Solo Malta ha votato contro.
“La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”.
 
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook (hashtag #StopGlifosato)
Per firmare la petizione Avaaz e dire StopGlifosato: https://secure.avaaz.org/it/monsanto_dont_silence_science_loc_it/?media
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI – AIAB –  ANABIO- APINSIEME – ASSIS – ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA – ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ – CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali – CONSORZIO DELLA QUARANTINA – COSPE ONLUS – DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA – EQUIVITA – FAI – FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO – FEDERAZIONE PRO NATURA – FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA – FIRAB – GREEN BIZ – GREEN ITALIA – GREENME – GREENPEACE – IBFAN- ITALIA – IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST – ISDE Medici per l’Ambiente – ISTITUTO RAMAZZINI – ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE – LIPU-BIRDLIFE ITALIA – MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO – NAVDANYA INTERNATIONAL – NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE – PAN ITALIA – Pesticide Action Network – REES-MARCHE – SLOW FOOD ITALIA – TERRA NUOVA – TOURING CLUB ITALIANO – UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO – VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ – WWF ITALIA – WWOOF-ITALIA
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A Scientifiqua 2016 del Liceo di Terracina il contributo del WWF sui cambiamenti climatici

 

IMG_5410Oggi al Liceo Leonardo da Vinci di Terracina la rassegna sulla cultura scientifica 2016 Scientifiqua ha avuto al centro i cambiamenti climatici e l’accordo COP21 di Parigi.

 

A parlare dell’attualissimo tema è stato chiamato il dottor Domenico Gaudioso dell’ISPRA, membro del Comitato tecnico scientifico del WWF Italia e nel passato presidente del WWF Lazio.

IMG_5407Il dottor Gaudioso ha presentato l’accordo di Parigi illustrando gli obiettivi e i risultati con gli impegni per gli Stati che in aprile lo hanno sottoscritto per contenere l’aumento della temperatura del pianeta sotto i 2 °C.

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Di fronte alle classi quinte dell’Istituto Gaudioso  ha presentato gli impatti dei cambiamenti climatici sulle attività umane.

 

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E’ passato poi ad analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’Europa e sull’Italia.

 

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Gaudioso ha invitato gli studenti a ritenersi coinvolti personalmente in una strategia di contrasto ai cambiamenti climatici con la riduzione drastica dell’uso delle fonti energetiche fossili responsabili dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Ha rinforzato tale argomento presentando la parte dell’accordo di Parigi riservata agli Enti locali che in Italia è stata assegnata al Patto dei sindaci. 

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La lotta ai cambiamenti climatici inizia qui con attività di contenimento dei consumi energetici e i sindaci sono chiamati ad organizzare la vita sociale dei cittadini in linea con i principi che gli Stati hanno sottoscritto. 

Dopo l’offshore e l’air show aspettiamo la prossima grande idea sulla strada della sostenibilità ambientale

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Tra rombi d’aerei e fumo acre la Giornata delle oasi WWF a Terracina è trascorsa come da programma annunciato.

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La mattina il parco della Rimembranza ha visto i suoi sentieri percorsi oltre che da visitatori singoli da una visita guidata condotta da Pino Forlenza che ha illustrato agli ospiti, in gran parte turisti, la ricchezza botanica del sito.

Nel pomeriggio, alla fine dell’air show che ha messo a dura prova volatili e animali domestici con il rumore e i cittadini oltre che con alcune autentiche deflagrazioni dei motori degli aerei con i fumi che un vento spingeva verso la parte alta della città si è  svolta la conversazione di Emilio Selvaggi.

 

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Diradati i fumi e riottenuto il classico sottofondo di una città  normale il professore da tempo affascinato dal binomio “memoria e storia” dopo aver introdotto ad un pubblico attento alcuni elementi della storia terracinese ha parlato di modi di dire dialettali. Ha allargato la conversazione illustrando anche temi richiesti dal pubblico.

 

Erosione, vogliamo parlarne?

 

images (1)L’erosione in atto sulle coste italiane è causata da fenomeni planetari ai quali si aggiungono interventi locali come l’estrazione di sabbia dai fiumi, la costruzione di moli foranei, la cementificazione della costa fino alle spiaggia,….

 

 

 

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La lotta all’erosione diventa una battaglia di Sisifo se si interviene a posteriori, occorre prevenirla evitando di mettere le mani con interventi che la favoriscono su territori già in un equilibrio precario.

 

 

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Oggi pomeriggio a Sabaudia alle ore 17.30 nella sala A.Mazzoni della Biblioteca Comunale di Sabaudia si terrà  una conferenza organizzata dal Comitato Spontaneo sulla Tutela Ambientale con un focus particolare sull’erosione provocata dall’ampliamento del porto di Anzio.

 

La conferenza avrà un relatore per ogni zona Pontina, coinvolgendo quindi tematiche locali collegate alle città di Latina, Sabaudia,San Felice Circeo e Terracina. Nell’occasione si allargherà la discussione anche ad altre questioni come rifiuti, pesticidi, amianto etc, scoperti negli ultimi giorni dai volontari dell’ Ass.ne “ATTIVA”.