Il polo dei trasporti di Terracina orfano del treno, fino a quando?

Il polo dei trasporti di Terracina è nato sotto una cattiva stella, non bastavano l’improvvisazione dell’allestimento dell’area e i disagi degli studenti e dei pendolari costretti questi ultimi all’uso dell’auto per raggiungere la partenza verso i luoghi di lavoro o dei servizi, dal 20 settembre non parte e non arriva alcun treno nella stazione, punto focale del polo stesso.

La frana caduta sui binari ha interrotto sia la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova che la strada Frosinone -mare.

La crisi nella Regione Lazio si ripercuoterà anche sui lavori di ripristino di queste due importanti arterie?

Le foto mostrano danni seri ma soprattutto evidenziano la necessità di mettere in sicurezza la montagna sovrastante;  le reti parasassi non hanno retto all’urto dei massi. I tecnici forse diranno che andavano installate molto più in alto integrate da altre poste in basso.

Al solito, anche la frana ha fatto scoprire una discarica di rifiuti, alcuni pericolosi.

A proposito di pesticidi in agricoltura, come stiamo in provincia di Latina?

 

Una signora preoccupata per la salute della propria famiglia ha scritto ad una sezione WWF del trevigiano che sta battendosi contro l’uso dei pesticidi utilizzati nella coltivazione del prosecco le cui vigne sono piantate in mezzo alle abitazioni.

Buongiorno sono una mamma seriamente preoccupata per i suoi piccoli perché da
circa un anno e mezzo abitiamo in un casale adiacente a colture intensive di
carote
nel comune di Fiumicino nel Lazio e nei mesi di settembre e ottobre
l’aria e’ irrespirabile
, mi chiedevo se avete qualche indirizzo al quale posso
rivolgermi  per verificare i danni subiti fino ad ora.
Stiamo pensando di trasferirci ma non è così semplice.

 

La risposta non è rassicurante.

Gentile signora,
anche qui da noi ci sono questi suoi problemi con famiglie che traslocano nel periodo dei trattamenti (da aprile a settembre), oppure che tentano di vendere le case, anche in bellissimi posti ma circondate da vigneti e nessuno le compera, oppure che si mettono dei filtri per l’aria che respirano in casa come nei rifugi antiatomici.
Siamo all’autodistruzione lenta da pandemia silenziosa di pesticidi sparsi nebulizzati scientificamente a migliaia di tonnellate, inquinanti “totipotenti” che toccano aria, acqua, terra e cibo (i beni comuni) e minano i valori fondamentali della salute e della biodiversità attraverso l’avvelenamento di tutta la catena trofica.
Il problema del trattamento dei pesticidi nelle colture dovrebbe essere regolamentato da regolamenti comunali di polizia rurale, che in genere derivano dalla direttiva 128/2009 sull’utilizzo dei pesticidi dal regolamento correlato1107/2009, prodotti però da un forte condizionamento delle lobby a Bruxelles che hanno inventato l’eufemistica “agricoltura integrata” dove tutti possono mettere in sostanza ciò che vogliono, a differenza del regolamento europeo sull’agricoltura biologica, molto più preciso e salubre.
Quindi, essendo il discorso molto lungo, la invito a vedere se c’è un qualche regolamento comunale a Fiumicino sul tema, e nei casi in cui lei subisca degli effetti acuti in seguito ai trattamenti, di andare subito al pronto soccorso o dal suo medico di famiglia e farsi fare una minuta con descrizione della sua dichiarazione di malessere. E poi magari ce ne invia copia.
Inoltre faccia delle foto quando trattano vicino e chieda agli agricoltori il nome dei pesticidi che  mettono nei trattamenti.
Il referente responsabile della salute dei cittadini è il sindaco (art 32 della costituzione) che approva anche l’eventuale regolamento di polizia rurale e regola la sua applicazione attraverso anche i vigili comunali.
Cerchi di costituire qualche comitato contro i pesticidi perchè oramai siamo alla frutta per quanto riguarda l’incidenza tumorale nelle aree agricole a coltura intensiva. 
A questo link  può trovare il manuale per difendersi dai pesticidi, in PDF, manuale che abbiamo stampato e distribuito alla popolazione dell’alto trevigiano in 40.000 copie.

Una buona notizia: l’Ordine dei medici della provincia di Latina aggiorna i propri iscritti sui rischi sanitari derivanti da un ambiente malsano

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Latina

Latina 13 Ottobre 2012
Sala conferenze Ordine dei Medici
Piazza Angelo Celli, 3 – Latina

                1° CORSO
Ambiente e Salute
Il medico e le patologie ambientali

L’idea del Corso nasce dall’applicazione pratica dell’art. 5 del vigente Codice di Deontologia Medica, il quale affida a tutti i medici il compito di tutelare l’ambiente in cui si vive per salvaguardare la salute delle persone. L’interesse dell’Ordine dei Medici di Latina su tale articolo diventa più consistente nel luglio 2009, quando, in seguito allo stimolo ricevuto dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici per la costituzione di una Commissione per l’ambiente, fu creato un gruppo di lavoro composto da alcuni consiglieri dell’Ordine. Tale gruppo partecipò nel settembre del 2009 al Congresso Nazionale di Firenze su “Salute e Ambiente” organizzato dall’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE Italia). In tale Convegno, in cui si parlava di inquinamento globale del nostro pianeta, fu approvato un Documento-Appello, sottoscritto dalla FNOMCeO, da presentare al Congresso mondiale di Copenaghen del dicembre 2009, organizzato dall’ONU. Tale documento, preparato da Medici, Ricercatori e Scienziati italiani intendeva indirizzare i governi mondiali ad un Accordo, e in particolare ad un confronto tra Scienza , Etica e Politica, per limitare le future quote di emissione dei gas che alterano il clima, riducendone le emissioni dell’80% entro il 2050 nei Paesi ricchi, rispetto al 1990, e di conseguenza evitare il più possibile i cambiamenti climatici legati ad essa, promuovendo nel contempo scelte dei cittadini per bassi consumi, e favorendo tali scelte da parte dei governi con adeguate politiche per il risparmio dell’energia.

Relativamente agli effetti sulla salute l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato un incremento della morbilità e della mortalità soprattutto tra gli anziani, i bambini e le persone con malattie croniche cardiache e polmonari, una maggior insorgenza e diffusione di malattie infettive dovute allo spostamento, dalle zone tropicali al nord e al sud del pianeta, di vettori di malattie infettive, una minore disponibilità di acqua potabile a causa della siccità e delle inondazioni, una maggior incidenza di malattie provocate dall’uso di acque contaminate, effetti dannosi sugli organismi terrestri e acquatici e conseguente compromissione della produzione alimentare su tutto il pianeta. Da questi dati si evince che compito del Medico, per tutelare la salute delle persone è soprattutto dare il “buon esempio” e fare opera di sensibilizzazione e di educazione sanitaria, affinché ogni soggetto dia il suo piccolo contributo per limitare l’inquinamento atmosferico, delle acque e dell’ambiente in cui viviamo, perché:

“GLI UOMINI SONO RESPONSABILI DELLA SALUTE
DELL’AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE”

L’Ordine dei Medici di Latina, pertanto, ha promosso, nell’ambito della propria sfera di azione, la realizzazione di un primo corso “Ambiente e salute: il medico e le patologie ambientali”, che si svolgerà a Latina presso la sua sala conferenze sita in Latina, piazza Celli 3, sabato 13 ottobre 2012.

Il Corso verrà realizzato nel quadro del progetto “Salute e Ambiente” e si avvarrà per la sua realizzazione, anche del contributo dell’Azienda USL Latina in virtù del protocollo d’intesa “Sinergie”, sottoscritto
nel 2011 con il nostro Ordine.

Tutti gli iscritti sono invitati a partecipare.

PROGRAMMA
9.00 iscrizione partecipanti
Saluto delle autorità
9.30 Ruolo del medico nella prevenzione
delle patologie correlate all’ambiente
Gruppo di lavoro Salute e Ambiente
dell’Ordine dei Medici di Latina
10.00 inquinamento ambientale: rischio biologico,
fisico e chimico
ERNESTO BURGIO
10.30 inquinamento ambientale e malattie:
allergie, malattie cardiovascolari, obesità,
diabete, autismo e malattie degenerative
ERNESTO BURGIO
discussione
11.30 l’Arsenico nelle acque destinate a consumo
umano nel lazio: problematiche sanitarie,
ambientali e proposte di intervento
ANTONELLA LITTA
12.00 Cancerogenesi ambientale e
prevenzione primaria
ERNESTO BURGIO
discussione e conclusioni. Verifica con questionario

Relatori
Ernesto Burgio
Pediatra – Presidente ISDE Scientific Committee
Commissione Ambiente e Salute della SIP
(Società Italiana di Pediatria)
Antonella Litta
Referente della sezione ISDE Italia della provincia di Viterbo
Medico di Medicina Generale – Reumatologo

La ISDE Italia – Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (www.isde.it) rappresenta nel nostro Paese la
International Society of Doctors for the of Environment e ha contribuito alla realizzazione del Corso.
EVENTO ECM lAZiO-FOR1705 – n.2 CREDITI
Ordine dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri
della Provincia di Latina
Piazza Angelo Celli, 3 • 04100 Latina
Tel. 0773.693665 r.a. • Fax 0773.489131
info@ordinemedicilatina.it
http://www.ordinemedicilatina.it

1-7 ottobre 2012: Settimana mondiale dell’allattamento

Il latte materno è un Bene Comune di inestimabile valore. È forse il primo bene, il primo dono d’amore che un piccolo riceve nella vita. Non è uguagliabile da alcun sostituto artificiale o animale. È fonte di benessere e salute per la mamma e per il bambino, ma anche per la società e per l’ambiente, ma mai come oggi, al pari di altri beni comuni, è minacciato dal profitto e dall’inquinamento e va pertanto difeso e salvaguardato.

L’inquinamento ambientale colpisce l’alimento base della vita umana; Lorenzo Tomatis scriveva: Le generazioni a venire non ci perdoneranno i danni che stiamo loro facendo.

Un piccolo contributo è venuto dai bambini di una scuola e dalle loro mamme  che hanno messo il loro impegno e la loro fantasia al servizio di Un mondo da salvare.

La prevenzione primaria cala e i tumori crescono. L’analisi di un esperto.

“In Italia, il numero di tumori diagnosticati e’ in costante aumento.  Questo è quello che mostra la Figura a lato, che riporta l’andamento annuale del numero di diagnosi di tumori, ogni 100.000 abitanti: in rosso per gli  uomini e in verde per le donne.
I dati vanno dal 1989 al 2001, ultimo anno, al momento, disponibile e la linea tratteggiata riporta l’andamento medio del periodo studiato, con i tumori femminili che mostrano un aumento maggiore di quello maschile.
La fonte di queste informazioni sono sei registri tumore  in funzione in Italia (Firenze, Modena, Parma, Ragusa, Emilia Romagna, Torino).
Nel 1989, in una popolazione di 100.000 donne e di altrettanti uomini, si diagnosticavano, rispettivamente, 217 e 305 tumori.
Nel 2001 (ultimo dato disponibile), i casi diagnosticati sono passati a 261 donne e 337 uomini.
Questi dati denunciano una costante perdita di salute in una importante parte della popolazione italiana ( quella controllata dai sei registri),  peraltro una minoranza rispetto al resto dei connazionali che non hanno ancora un adeguato monitoraggio tramite Registi Tumori.
Questi  dati sono anche il bilancio tra alcuni specifici tumori in calo (stomaco, per entrambi i sessi e tumore polmonare, solo negli uomini) e tutti i tumori in aumento o stabili che colpiscono gli altri organi.
Chi fosse interessato, può andare a vedere anche questi andamenti, non solo in Italia, ma in tutti i cinque Continenti.
Un simile andamento in crescita risulta in altri registri tumori italiani, non compresi in questa statistica, come il Registro Tumori della Liguria  e quello della provincia di Varese, il primo avviato in Italia, nel 1979.
La concordanza di tutti i dati disponibili e la serietà della Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro che li ha validati, non lascia dubbi: a prescindere dall’invecchiamento della popolazione, che e’ stato opportunamente corretto nei dati riportati, gli italiani negli ultimi anni, si ammalano di tumore più facilmente di alcune decadi or sono.
Il grafico mostrato, ha un chiaro significato: in Italia, complessivamente,  la prevenzione primaria dei tumori non ha funzionato.
Nel tempo, nuove cause di tumore (campi elettromagnetici? ftalati? nanopolveri? distruttori sistema endocrino? Chernobil? …) si sono aggiunti alle vecchie cause (amianto, sigarette, esposizioni professionali, cancerogeni ambientali) e non siamo riusciti, in modo adeguato, ad individuarle e ad eliminarle.
Questo scoraggiante risultato non e’ casuale.
In Italia si e’ investito poco o nulla nella ricerca sulla prevenzione primaria dei tumori e sulla ricerca in generale.
Anzi, con la scusa del debito, si stanno, di fatto,  smantellando tutti i centri di ricerca che si erano occupati di prevenzione.
Il motivo e’ terribilmente semplice: ricerca e prevenzione non rendono!
I cancerogeni di origine ambientale, professionale ed industriale, noti e ancora ignoti, e chi continua a produrli ed usarli, ringraziano.”

Federico Valerio

Lunga gestazione del bando per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina

Che fine ha fatto il capitolato della gara di appalto

per la nuova gestione dei rifiuti a Terracina?

“Le SS.LL. sono invitate a partecipare ai lavori delle commissioni congiunte I^ e VII^, programmati per il giorno 23.07.2012, ore 17.30, presso la sede del Consiglio Comunale, sita in Corso A.Garibaldi n. 62, con all’ordine dei lavori ” Servizi di raccolta e trasporto rifiuti urbani ed assimilati, nettezza urbana ed altri servizi connessi. – Discussione”.

Era luglio quando il WWF Litorale Pontino fu invitato a partecipare ad una audizione presso le due Commissioni congiunte durante la quale espose le proprie osservazioni alla bozza di capitolato. Da allora non se ne è saputo più niente, il bando sembra essersi volatilizzato, probabilmente è caduto nel tritacarne degli accordi politico-amministrativi che hanno caratterizzato l’estate terracinese.

Ne uscirà sconvolto?

La posizione del WWF LP è ben sintetizzata in questo link.

Il nostro 11 settembre: sgombero delle macerie del prefabbricato di via Cambellotti

Dopo una lunga attesa finalmente il prefabbricato-monstre di via Cambellotti è venuto giù.

C’è voluta tutta l’insistenza di mamme e insegnanti della Scuola dell’infanzia e delle Elementari perchè l’abbattimento avvenisse in un periodo non scolastico.

Lo sgombero delle macerie, però, sta avvenendo nelle ultime ore prima dell’apertura dell’anno scolastico.

Sarà tutto pulito per giovedi 13 settembre quando una folla di bambini e genitori girerà nei dintorni?

ILVA di Taranto: il sequestro dopo 20 anni di inerzia

Ora si stringa un patto di ferro contro inquinamento e per la riconversione industriale

Dopo il recentissimo sequestro dello stabilimento dell’ILVA di Taranto non si ricada nell’errore di separare la questione ambientale dalla questione occupazionale, pensando che le soluzioni possano essere disgiunte, ricorda il WWF Italia, e si stringa un patto di ferro che da una parte diminuisca l’inquinamento e  parallelamente porti avanti la riconversione industriale.

La magistratura, venti anni dopo l’inizio del caso,  con il sequestro ha attuato un atto dovuto  dopo lunghissime indagini e perizie. Certamente tutto ciò doveva arrivare ben prima, visto che l’area industriale dell’ILVA è stata dichiarata prima sito a alto rischio ambientale e poi sito di bonifica di interesse nazionale senza che, prima di tutto la proprietà, avviasse un processo di risanamento e riconversione industriale.

Il ricatto occupazionale per troppi anni ha avuto la meglio sull’impatto ambientale che è ricaduto sulla città. Come richiesto dal WWF in precedenza, meglio sarebbe stato se l’autorizzazione unica ambientale rilasciata congiuntamente da molti enti, tra cui il Ministero dell’Ambiente e la Regione Puglia, fosse stata data chiedendo in via preventiva interventi di riduzione degli impatti.

Oggi la strada si fa più difficile e inevitabilmente occorre oggi garantire l’aspetto sociale e quindi l’occupazione purchè si abbia l’assoluta certezza che sin da subito si pongano in essere procedure e misure per diminuire emissioni e carichi inquinanti, purchè si riprenda con forza il tema della riconversione dello stabilimento che in assenza di alternative ha purtroppo il destino segnato nell’ambito di un mercato globale.

Su queste vicende sempre alta è stata l’attenzione del WWF, che aveva depositato un ricorso avverso l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente a favore dello stabilimento tarantino, ritenendolo carente degli strumenti burocratici, tecnici e tecnologici idonei a garantire l’ambiente e quindi la salute dei cittadini. Nel pieno rispetto dei principi di precauzione, integrazione ambientale e dell’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, il WWF ha sempre richiesto un concreto abbattimento delle emissioni prodotte dalle cokerie tarantine, un campionamento continuo e “a monte” della produzione di diossina, nonché ulteriori, più incisive, prescrizioni a tutela della salubrità ambientale della città di Taranto e della regione tutta.

Recentemente il WWF si è costituito parte offesa al processo per all’inquinamento generato dagli impianti ILVA, incaricando l’avvocato Francesco Di Lauro per la difesa legale.