L’Italia del riciclo, bene i rifiuti speciali un pò meno quelli urbani

Oggi a Roma la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese REcupero) hanno presentato il Rapporto L’Italia del riciclo 2016 .

Dal Rapporto si ricava che le aziende italiane hanno raggiunto livelli altissimi di riciclaggio dei rifiuti, il 72%, ponendo il nostro Paese tra i più virtuosi in Europa sulla strada dell’economia circolare.

 

Per i rifiuti urbani invece non siamo al top essendoci attestati al 43% anche se per gli imballaggi abbiamo raggiunto il 67% dell’immesso in commercio.

In complesso, da oltre 15 milioni di tonnellate di rifiuti di carta, vetro, plastica, legno e organico abbiamo prodotto 10,6 milioni di tonnellate di materie prime seconde.

Durante gli interventi i relatori hanno posto l’attenzione sulla maggiore importanza dell’avvio al riciclaggio rispetto alla raccolta differenziata che senza una buona comunicazione ai cittadini e senza controlli da parte dell’azienda cui è affidato il servizio non garantisce una buona qualità dei materiali. Non a caso già a partire dal 2014 il MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), una sorta di dichiarazione dei redditi riferita ai rifiuti prodotti da una comunità, contiene una sezione dove registrare le quantità di materiali riciclati.

Questo impone una riflessione seria sul controllo della raccolta differenziata affinché i materiali contengano meno impurità possibile. Uno dei relatori, il presidente di Fise Assoambiente, Roberto Sancinelli, ha dichiarato che dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani occorre togliere in media il 30% per gli scarti di lavorazione e per i rifiuti prodotti dallo stesso riciclaggio.

Il Rapporto può essere scaricato dal sito della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Il mare: turismo, alimentazione e rifiuti; tre seminari del Progetto MARINA

Sul sito dell’ISPRA sono annunciati tre seminari sul mare in cui saranno affrontati gli aspetti legati al turismo e all’alimentazione senza trascurare il grave problema dei rifiuti marini.

Ispra è partner del Progetto MARINA.

“Nell’ambito del Progetto MARINA – “Marine knowledge sharing platform” finanziato dal programma Science with and for Society di Horizon 2020 si terranno dal 13 al 15 dicembre tre seminari di mobilitazione e apprendimento reciproco con l’obiettivo di approfondire la cooperazione tra scienza e società.

I temi affrontati saranno i seguenti:

13 dicembre: Vivere il mare con chi vive di mareIl turismo come fonte di sviluppo sostenibile delle città costiere                                   flyer_mml-local-ecoturismo                                           

14 dicembre: I prodotti ittici italiani scompariranno dai nostri piatti?                                        flyer_mml-local-prodotti                                   

15 dicembre: Rifiuti marini: dalla terra al mare e dal mare al nostro piatto?”                           flyer_mml-local-rifiuti                               

Tutte tematiche interessanti ma quella dei rifiuti marini desta grandi preoccupazioni e richiede interventi seri, in mare e sulla terraferma, almeno per mitigarne le ricadute sulle altre due.

A dicembre arrivano i dati sull’ambiente e sui rifiuti urbani prodotti e il loro riciclo

La conoscenza di dati relativi a qualsiasi questione è indispensabile per cercare di risolverla positivamente e se questo principio vale in generale a maggior ragione occorre applicarlo per le questioni ambientali data la loro complessità.

Martedì 6 dicembre l’ISPRA presenterà a Roma l’Annuario dei dati ambientali.

leadimage_mini“L’Annuario dei dati ambientali, giunto alla quattordicesima edizione, offre un quadro chiaro sullo stato di salute del sistema delle componenti ambientali e delle complesse interrelazioni che lo caratterizzano, fornendo a decisori politici, pubblici amministratori, tecnici e cittadini informazioni puntuali, oggettive e rigorose a livello scientifico.
Il prodotto è il risultato delle attività di raccolta, monitoraggio, controllo e ricerca svolte dall’ISPRA con il concorso delle Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome.”

Sui rifiuti due sono gli appuntamenti, uno dell’ISPRA e l’altro della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

leadimage_mini-1“Il Rapporto Rifiuti Urbani, giunto alla sua diciottesima edizione, è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Servizio Rifiuti dell’ISPRA, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art. 189 del d.lgs. n. 152/2006.
Attraverso un efficace e completo sistema conoscitivo sui rifiuti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati, per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.

Il Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2016 fornisce i dati, aggiornati all’anno 2015, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Riporta, inoltre,  le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario.

Infine, presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2016.”

La presentazione del Rapporto Rifiuti 2016 dell’ISPRA era prevista per il giorno 30 novembre ma è saltata a causa di impegni improvvisi e non procrastinabili. La nuova data sarà comunicata sul sito dell’ISPRA.

La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presenterà a Roma il 13 dicembre il rapporto L’Italia del riciclo 2016.

italia_del_riciclo_2016“Torna l’appuntamento annuale con Rapporto “L’Italia del Riciclo 2016”, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e FISE UNIRE. Il Rapporto, che sarà presentato a Roma il 13 dicembre prossimo, oltre al consueto aggiornamento del quadro del riciclo e del recupero dei rifiuti in Italia e delle dinamiche europee e internazionali, presenterà anche un focus sulle Materie Prime Seconde prodotte in Italia.

L’approfondimento della settima edizione del Rapporto è, infatti, dedicato alle quantità di rifiuti effettivamente trasformate in Materie Prime Seconde in Italia, al fine di analizzare la capacità produttiva delle aziende italiane che perseguono i principi dell’economia circolare.

Oggetto specifico dell’analisi sono i rifiuti tipici, ossia quelli che concorrono direttamente alla produzione di materiali secondari, come carta, plastica, vetro, legno e organico, ad esclusione dei rifiuti inerti destinati alla produzione di aggregati riciclati.”

Differenziare i rifiuti è bene, ridurli e riciclarli è meglio.

 

L’incentivo migliore alla riduzione dei rifiuti urbani? La tariffa puntuale

Anche quest’anno è arrivata la Settimana europea della riduzione dei rifiuti e molti comuni hanno programmato iniziative volte alla diffusione del messaggio.

E’ iniziata sabato 19 novembre e terminerà domenica 27 e si pone l’obiettivo di contenere l’uso degli imballaggi e di diffondere pratiche per ridurne l’impatto ambientale.

serrlogo2Sul sito http://www.menorifiuti.org si possono apprendere buoni suggerimenti per avviare a riciclo gli imballaggi.

 

Poco tempo fa, però, la Regione Lazio ha approvato una legge che impone a tutti i comuni il passaggio alla tariffa puntuale secondo la quale per i rifiuti non si paga più in base alla superficie dell’abitazione e al numero degli abitanti ma soltanto quantificando i rifiuti prodotti. E’ quanto avviene per gas, luce ed acqua: la bolletta è collegata ai consumi.

Con la tariffa puntuale si ottengono due risultati, si riduce la produzione dei rifiuti e aumenta la raccolta differenziata con l’effetto rilevante di arrivare finalmente ad una gestione sostenibile con un risparmio per le famiglie e la società. Riciclare i materiali raccolti in maniera differenziata costa molto meno che smaltirli indifferenziati.

Nessun messaggio ha più forza di quello che comporta un risparmio nella spesa delle famiglie! Quindi il passaggio alla tariffa puntuale è il vero incentivo alla riduzione dei rifiuti perché i cittadini producendo meno rifiuti e differenziandoli correttamente pagherebbero di meno. Avviene in tutti i Comuni italiani che hanno abbandonato il calcolo della tariffa sulla superficie e il numero degli abitanti.

La nuova norma nel Lazio sarà operativa entro il 2020 ma se i comuni si organizzassero per anticiparne l’applicazione senza attendere l’ultimo giorno farebbero una scelta accorta e apprezzata dai cittadini. 

 

 

 

 

Pubblicato il VI Rapporto Anci-Conai, 9 Regioni e 3.549 Comuni oltre l’obiettivo UE del 50% di riciclo dei rifiuti

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Nel Rapporto che copre il 95% del territorio nazionale si legge che sono in crescita la raccolta differenziata e l’avvio al riciclo e scendono le emissioni di CO2. L’Italia viaggia ancora a due velocità ma dal Sud arrivano segnali incoraggianti.

 

Nove Regioni italiane hanno raggiunto, con ben 5 anni di anticipo, l’obiettivo UE del 50% di avvio a riciclo fissato per il 2020: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Sardegna e Valle D’Aosta.  Mentre la Campania, la Toscana e l’Abruzzo sono prossimi a raggiungere l’obiettivo il Lazio è ancora molto lontano.

3.549 sono i Comuni che hanno già raggiunto il traguardo fissato dalla Direttiva Europea , il 13% in più rispetto al 2014 e il 58,29% rispetto al 2013.

Nel Lazio i Comuni che hanno superato il 50% di avvio al riciclo sono oltre 80; la distribuzione provinciale vede Roma con 39 comuni, Viterbo con 19, Latina con 10, Frosinone con 9, Rieti con 4.

I comuni della provincia di Latina sono Campodimele, Castelforte, Formia, Lenola, Monte  San Biagio, Norma, San Cosma e Damiano, Sermoneta, Sonnino,Spigno. Terracina non appare nel Rapporto, forse rientra nel 5% del territorio nazionale non raggiunto dallo studio dell’ANCI-CONAI.

Lo studio evidenzia un lieve aumento (+0,78%) della produzione dei rifiuti urbani nel 2015, che si attesta a 512 kg per abitante, mentre la percentuale di raccolta differenziata (+3,32%) cresce più velocemente rispetto a quella di avvio al riciclo (+1,77%), una forbice dovuta in larga parte alla qualità dei materiali raccolti.

Si legge nel Rapporto:

“Grazie all’incremento delle quantità di rifiuti avviati al riciclo, si sono evitate emissioni di CO2 equivalenti pari a 1.792.064 tonnellate, un dato in aumento del 32,75%. Il rapporto evidenzia inoltre un aumento della quantità dei materiali conferiti ai Consorzi del Conai e successivamente reimmesso nei cicli produttivi, a prova di una consolidata attitudine dei cittadini alla separazione delle matrici recuperabili; ciò nonostante, si assiste a un leggero peggioramento della qualità dei materiali stessi, a testimonianza di quanto sia importante continuare a informare i cittadini sulle corrette pratiche da seguire nella raccolta differenziata.”

Separa bene i rifiuti per migliorare la raccolta differenziata!

 

Segui le indicazioni del glossario  glossario-rifiuti

 

A Terracina è in funzione l’isola ecologica, utilizziamola

Da qualche mese è stata aperta a Borgo Hermada l’isola ecologica comunale per il conferimento dei rifiuti domestici.

Si è aggiunta alle isole itineranti che ogni sabato sono operative nelle diverse piazze cittadine dove è possibile depositare ingombranti e tutto quanto non viene conferito nella raccolta differenziata calendarizzata.

Il centro di raccolta di Borgo Hermada non ha una grande superficie e quindi non contiene gli scarrabili necessari per il deposito di grandi ingombranti ma presenta una batteria di piccoli cassonetti.  Meglio di niente!

 

Sul cancello di ingresso un foglietto volante, reso quasi illeggibile dalle intemperie, informa i cittadini sugli orari di apertura e sulle tipologie di rifiuti conferibili.

 

 

 

Le isole ecologiche itineranti o fisse sono il sostegno indispensabile al successo della raccolta differenziata che però necessita anche di un controllo della qualità dei materiali differenziati che a Terracina si insiste a non effettuare.

Il decreto SbloccaItalia e la malagestione dei rifiuti urbani

L’articolo 35 del Decreto Sbloccaitalia ignorando le opzioni Rifiuti Zero di tante città italiane, Roma compresa, e le direttive europee che spostano l’attenzione dalla differenziazione dei rifiuti al loro effettivo riciclo introduce nuovi impianti di incenerimento su tutto il territorio italiano definendoli infrastrutture di interesse nazionale, sottraendo così alle popolazioni locali ogni potere decisionale in merito.

Art.35 Misure urgenti per la realizzazione su scala nazionale di un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti urbani e per conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio. Misure urgenti per la gestione e per la tracciabilita’ dei rifiuti nonche’ per il recupero dei beni in polietilene.

Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacita’ complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati degli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacita’ di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalita’ di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti cosi’ individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.

In applicazione di tale art.35 è arrivato sulla Gazzetta Ufficiale-Serie Generale n.233 del 5 ottobre 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 2016 dal titolo:

Individuazione della capacita’ complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati.

Per la nostra regione viene presentato questo quadro degli impianti di incenerimento in esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Colleferro 1 52 12 110.000 80.000
Frosinone San Vittore 2 108 28,8 224.480 224.480

Mentre questa è la situazione degli impianti di incenerimento autorizzati ma non esercizio

Provincia Località N. linee Carico termico

(MW)

Capacità oraria autorizzata

(ton/h)

Capacità di trattamento autorizzata

(ton/a)

Capacità di trattamento

dei rifiuti urbani e assimilati

(ton/a)

Roma Roma 2 236 38,4 182.500 182.500
Frosinone San Vittore 1 52 12,5 98.750 98.750

Il DPCM conclude che nel Lazio occorre insediare un altro impianto di incenerimento dalla capacità di trattamento di 210.000 ton/a di rifiuti urbani e assimilati.

Nessuno sforzo verso la società del riciclo in una regione dove la raccolta differenziata nell’ultimo Rapporto dell’ISPRA si attesta al 32,7% mentre la media italiana è del 45,2% con la Lombardia al 56% e il Veneto addirittura sopra il 67%.

Aver stabilito la necessità di un quarto inceneritore nel Lazio significa non prevedere e non incentivare un aumento progressivo della raccolta differenziata fino ai valori previsti dalle norme e che tanti Comuni italiani, anche della nostra regione, hanno già raggiunto.

Calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti, un decreto lo rende uniforme in tutto il Paese

Il 26 maggio 2016 il ministro dell’Ambiente Galletti ha emanato un decreto per rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati.

Il decreto, pubblicato il 24 giugno sul n.146 della Serie Generale della Gazzetta Ufficiale, mette in campo, per la prima volta, delle linee guida nazionali per il calcolo della raccolta differenziata dei rifiuti urbani e assimilati che dovranno essere seguite da tutte le Regioni.

L’applicazione del decreto permetterà un confronto obiettivo tra i diversi ambiti territoriali anche per una più coerente e giusta applicazione deIle imposizioni comunali dipendenti dalle percentuali di raccolta raggiunte e verificate dagli Enti superiori.

Sarà possibile considerare anche il compostaggio domestico nella raccolta differenziata e di inserire nel calcolo tutti i rifiuti che sono conferiti nelle isole ecologiche. Ciò da una parte incentiva il compostaggio domestico e di comunità ma dall’altra obbliga le amministrazioni comunali a disciplinare con proprie delibere queste attività per garantirne il controllo pubblico.

«L’Italia della raccolta differenziata – afferma il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – viaggia ancora a diverse velocità, anche a causa della confusione generata da strumenti di calcolo differenti da una Regione all’altra, cui segue un’ovvia difficoltà nel rendere omogenea l’applicazione del tributo. Queste linee guida nazionali sono funzionali a portare tutto il nostro Paese verso l’economia circolare, adeguandolo agli standard europei di differenziata e superando la realtà delle discariche in cui purtroppo va ancora gran parte dei rifiuti nazionali».

La nuova amministrazione terracinese dovrà quindi attivarsi in tal senso ma soprattutto dovrà organizzare tramite l’azienda che realizza il servizio in città il controllo della qualità dei materiali differenziati. Una raccolta differenziata al 70% che non specifichi la fascia in cui si pongono i materiali ai fini del corrispettivo CONAI non garantisce una pari percentuale di materiali avviati al riciclo.  

Gli allegati tecnici dell’Accordo ANCI-CONAI oltre a indicare le fasce di qualità dei materiali che danno luogo a corrispettivi decrescenti per i Comuni convenzionati presentano le percentuali massime di impurità presenti nei materiali differenziati (tabella sottostante) oltre le quali non si ha diritto ai corrispettivi (i materiali stessi andranno a smaltimento- alcuni addirittura negli inceneritori- e non a riciclo).

Acciaio Alluminio Carta Legno Vetro Plastica
Impurità oltre 20% 15% 10% 5% 8% dal 10 al 22%

(a seconda dei flussi)

 

Domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni si apre a Terracina il cartellone delle iniziative estive preparato dal WWF

1986-2016 Tre decenni di presenza sul territorio non sono pochi per un’associazione ambientalista che ha la sua forza nel volontariato e nell’autonomia. Nell’impegno per la tutela della natura sicuramente non abbiamo coperto tutti i fronti ma da soli o insieme ad un paio di altre associazioni abbiamo posto dei punti fermi sulla strada della sostenibilità anticipando di anni quanto poi è diventato, almeno a parole, patrimonio comune.

Il mare deve vivere, il contrasto del progetto dell’Appia-bis, la difesa del Canale di navigazione, le Fonti di Terracina, la gestione corretta dei rifiuti, Città sostenibile anticipatrice di Agenda21L, la mobilità sostenibile con la difesa della ferrovia, la gestione della Rimembranza, le escursioni realizzate per far conoscere il territorio, l’educazione ambientale nelle scuole, la difesa dell’ambiente di Campo Soriano dalla cava e dalle attività imprenditoriali che hanno  modificato il paesaggio naturale originario, la collaborazione con enti e organi di polizia per sensibilizzare la popolazione, difendere il territorio o far conoscere i più comuni reati ambientali, l’impegno nella difesa della costa-dai ripascimenti devastanti ai progetti di portualità altrettanto impattanti-, le iniziative culturali ormai consolidate sui cammini della via Appia e della via Francigena del sud sono alcune delle iniziative in cui l’associazione è stata impegnata in questi decenni.

Non ci sarebbe stato il WWF a Terracina senza la presenza di Emilio Selvaggi che all’inizio agì da catalizzatore mettendo insieme persone diverse per i percorsi culturali seguiti ma unite da un forte amore per la natura.

Nel 1986 Emilio fondò la sezione WWF a Terracina e da allora con l’avvicendarsi di responsabili e non senza fatica anche a causa della crisi della partecipazione l’associazione è riuscita a reggere mantenendo il suo carattere di autonomia nel perseguire la propria missione:  Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

Oggi vogliamo ricordare questo nostro passato che ci rende forti per il futuro e invitiamo i cittadini a frequentare il parco della Rimembranza nelle prossime serate estive dove potranno partecipare alle tante iniziative in cartellone.

Si inizia domenica 26 giugno con il Festival dei Rondoni che ha questo programma

Rondoni

L’appuntamento è nel parcheggio alle spalle della scuola Montessori

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A Scientifiqua 2016 del Liceo di Terracina il contributo del WWF sui cambiamenti climatici

 

IMG_5410Oggi al Liceo Leonardo da Vinci di Terracina la rassegna sulla cultura scientifica 2016 Scientifiqua ha avuto al centro i cambiamenti climatici e l’accordo COP21 di Parigi.

 

A parlare dell’attualissimo tema è stato chiamato il dottor Domenico Gaudioso dell’ISPRA, membro del Comitato tecnico scientifico del WWF Italia e nel passato presidente del WWF Lazio.

IMG_5407Il dottor Gaudioso ha presentato l’accordo di Parigi illustrando gli obiettivi e i risultati con gli impegni per gli Stati che in aprile lo hanno sottoscritto per contenere l’aumento della temperatura del pianeta sotto i 2 °C.

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Di fronte alle classi quinte dell’Istituto Gaudioso  ha presentato gli impatti dei cambiamenti climatici sulle attività umane.

 

uno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ passato poi ad analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici sull’Europa e sull’Italia.

 

due

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Gaudioso ha invitato gli studenti a ritenersi coinvolti personalmente in una strategia di contrasto ai cambiamenti climatici con la riduzione drastica dell’uso delle fonti energetiche fossili responsabili dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera. Ha rinforzato tale argomento presentando la parte dell’accordo di Parigi riservata agli Enti locali che in Italia è stata assegnata al Patto dei sindaci. 

quattrocinque

 

 

 

 

La lotta ai cambiamenti climatici inizia qui con attività di contenimento dei consumi energetici e i sindaci sono chiamati ad organizzare la vita sociale dei cittadini in linea con i principi che gli Stati hanno sottoscritto.