Il comune di Terracina recepisce (e non realizza) i documenti di Agenda 21 (1)

L’Agenda 21 propone, l’amministrazione accetta e talvolta ripone i documenti nel cassetto.

Da quando esiste in città questo organo di partecipazione democratica molti cittadini, variamente interessati, iscrittisi al Forum hanno elaborato documenti su tematiche contenute nel Piano di Azione Ambientale di Terracina approvato in Consiglio Comunale il 26/10/2007.

Molti documenti sono stati approvati e realizzati mentre alcuni, proprio quelli che caratterizzano la sostenibilità ambientale secondo le indicazioni contenute nella Carta di Aalborg delle Città Europee Sostenibili, sono stati recepiti ma non attivati.

Esaminiamo uno per uno i documenti che non trovano applicazione partendo da quello che dovrebbe garantire una migliore vivibilità della città regolando la mobilità delle persone.

Il 22 aprile del 2014 la Giunta comunale approva con delibera n.94 il Piano urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e Piano Quadro della Ciclabilità che, successivamente, il 15 dicembre dello stesso anno, viene deliberato in Consiglio comunale (del.n.322).

Nell’occasione Agenda 21 scriveva

“Su proposta del Forum di Agenda 21 Locale il Comune di Terracina, con deliberazione di G.C. n. 94 del 22/04/2014, ha approvato l’avvio del procedimento per l’adozione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile/PUMS. Con tale atto viene ufficialmente sancito l’impegno a realizzare un processo di svolta e di rilevante portata culturale, ambientale, sociale ed economica. Un processo fondato sul definitivo superamento dei Piani Urbani del Traffico, centrati sulla viabilità degli autoveicoli, a favore invece dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, basati invece sulle diversificate esigenze di mobilità dei cittadini e sulla sostenibilità di sviluppo della città e del territorio. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Terracina è dunque lo strumento necessario per affrontare e governare, oggi, nell’ambito degli obiettivi strategici Nazionali ed Europei (fissati nel periodo 2014-2020), la migliore efficienza ed efficacia dei complessi servizi di mobilità richiesti dalla città contemporanea, per garantire la qualità della vita e dell’ambiente, per assicurare una più ampia possibilità sociale all’uso degli spazi urbani e per favorire una economia turistica ecocompatibile.”

Nel documento si ipotizzava tra l’altro una ciclabilità cittadina non più dedicata soltanto al tempo libero ma sviluppata in modo da permettere di raggiungere i servizi e i luoghi più frequentati in alternativa ai mezzi motorizzati.

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Con questi due Piani approvati si riorganizzava quanto realizzato episodicamente in precedenza: la pista lungo i fiumi Linea Pio e Mortacino (deliberata in Consiglio comunale nel 2004 e realizzata nel 2008), la pista ciclabile di Via Pantano da Basso (passata in Consiglio comunale nel 2005 e realizzata nel 2008) e la pista sul Lungomare Circe ( deliberata in Consiglio comunale nel 2014 e compiuta nel 2015).

Il Piano Quadro della Ciclabilità, poi, avrebbe favorito la realizzazione di un anello ciclabile urbano attraverso la diretta connessione tra la pista ciclabile realizzata lungo i fiumi Linea Pio e Mortacino e la pista ciclabile sul Lungomare Circe. L’anello, recepito e approvato dal Comune di Terracina nel 2011 ed inserito nel vigente Piano Urbano del Traffico ancora non è stato attuato.

Il comportamento di un’amministrazione comunale che accetta le proposte avanzate da cittadini, con le loro competenze e l’amore per la città, e poi non le concretizza non è esemplare.

Addirittura le ignora se in questa situazione il Comune invece di partecipare a bandi regionali per il completamento di opere pubbliche lasciate a metà ha preferito proporre la pista ciclopedonale fuori Porta Napoletana, ricevendo oltretutto un brusco diniego.

Il bando regionale in questione  è rivolto ai comuni costieri per finanziare opere di riqualificazione all’interno dei 300 metri dai limiti demaniali e nella nostra città la zona dello sviluppo della ciclabilità trovandosi  tra mare e fiumi vi ricade pienamente. Quindi, ragioni di opportunità e di saggia amministrazione avrebbero dovuto ispirare l’ente comunale a chiedere il finanziamento per impiantare il sistema ciclabile cittadino, d’altra parte già approvato nelle sedi competenti.

Un brutto esempio di gestione (in)sostenibile del territorio.

 

Sabato 25 febbraio-Giornata Mondiale delle Zone umide

Sabato 25 febbraio il Parco Nazionale del Circeo celebra la Giornata Mondiale delle Zone umide con un importante convegno che si terrà a Sabaudia nell’Auditorium Centro visitatori del Parco in via Carlo Alberto, 188.

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Per conoscere il mondo delle zone umide, dai laghi agli stagni, dagli animali e piante all’uomo il Parco ha predisposto un calendario di visite guidate gratuite con prenotazione.

Ancora un sollecito inviato da Agenda 21 al comune di Terracina, questa volta si parla di orti urbani

Agenda 21 scrive al Comune di Terracina

Orti Urbani. Richiesta di completamento del progetto.

Come è noto, l’importante obiettivo degli “Orti Urbani e Periurbani” e degli “Orti Urbani Sociali” è stato approvato dal Comune di Terracina, su proposta del Forum di Agenda 21 Locale nell’ambito del Piano di Azione Ambientale di Terracina, sulla base dell’adesione alla Carta di Aalborg delle Città Europee Sostenibili e con riferimento a quanto stabilito dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lazio in tema di Sviluppo Sostenibile. Tale obiettivo è stato inoltre approvato, sempre su proposta di Agenda 21 Locale, a seguito del Progetto Nazionale “Orti Urbani” e del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2013 dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, dall’ANCI e da Italia Nostra, al fine di aderire all’iniziativa e di consentire l’inserimento e l’iscrizione del Comune di Terracina nella Lista dei Comuni Italiani che perseguono la qualità ambientale, la qualità della vita e la sostenibilità dello sviluppo. Tale obiettivo, infine, è stato inserito dall’Amministrazione Comunale nel procedimento istruttorio per l’obiettivo Bandiera Blu. Tuttavia, a distanza di oltre un anno, nessun iter amministrativo viene avviato dal Dipartimento e dal Settore competente per dare esecuzione agli obiettivi stabiliti dall’Amministrazione Comunale.

……. Pertanto, il Forum di Agenda 21 Locale chiede agli organi responsabili, ognuno per la propria competenza, di intervenire con urgenza al fine di: 1) Dare immediata esecuzione alle Deliberazioni approvate. 2) Realizzare con urgenza, secondo quanto stabilito dal Regolamento degli “Orti Urbani”, gli adempimenti comunali necessari per l’uso funzionale delle aree. 3) Consegnare ufficialmente le aree agli aventi diritto per l’avvio della gestione degli “Orti Urbani” e dell’”Orto Urbano Sociale”. 4) Comunicare al Ministero competente e all’ANCI, con trasmissione della relativa documentazione, l’avvenuta realizzazione degli “Orti Urbani” e dell’”Orto Urbano Sociale” e l’avvio della loro gestione, richiedendo l’iscrizione del Comune di Terracina nella Lista dei Comuni Italiani riconosciuti nel Progetto Nazionale “Orti Urbani”, anche ai fini dell’acquisizione di ulteriori requisiti per la Bandiera Blu. 

Ecco la lettera di Agenda 21

Piano Lupo: WWF scrive a ministero Ambiente e Regioni

APPROVARE IL PIANO STRALCIANDO PARAGRAFO CHE PREVEDE ABBATTIMENTI LEGALI

“Il Piano lupo ritorni nei prossimi giorni in discussione in sede tecnica, con un confronto aperto a tutte le parti interessate, partendo però da un punto fermo, l’abbattimento legale del Lupo non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche”. Lo scrive la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi in una lettera in cui il WWF chiede al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, ai presidenti e agli assessori regionali competenti una rapida approvazione del Piano per la conservazione e gestione del Lupo in Italia con lo stralcio del paragrafo III.7 in cui è prevista la possibilità di abbattimenti legali.

La lettera al Ministero e alle Regioni è accompagnata da un documento in cui l’Associazione spiega, nel dettaglio, le motivazioni della propria opposizione all’ipotesi di abbattimenti legali. In particolare il WWF sottolinea che per l’oggettiva carenza di dati attendibili sullo status della popolazione della specie (in particolare per la sottopopolazione appenninica), sull’incidenza della mortalità dovuta al bracconaggio, sulla reale entità e localizzazione dei danni alla zootecnia e la carente applicazione delle soluzioni e tecniche per la loro prevenzione in molte regioni, non sussistano le condizioni per l’applicazione di deroghe.

Oggi è possibile un accordo per lo stralcio del paragrafo III.7, come auspicato anche dalla maggioranza dei Presidenti delle Regioni: 11 su 20 hanno, infatti, pubblicamente dichiarato la loro posizione contraria ad un Piano che contempli anche la possibile autorizzazione agli abbattimenti legali.

Per il WWF è vitale che l’accordo della Conferenza Stato-Regioni indichi anche le fonti per il finanziamento dell’attuazione del Piano di gestione del Lupo: infatti, per evitare che le azioni previste restino prive di copertura e, quindi, sostanzialmente inapplicate, i costi non possono essere a carico solo delle Regioni. Per l’Associazione esiste il rischio che, una volta approvato, il Piano possa rimanere sostanzialmente non attuato, come già accaduto con la precedente versione del 2002. Per questo è importante prevedere l’immediata attivazione, da parte della Direzione Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, della “Piattaforma Nazionale Lupo” indicata al paragrafo II.3.4 del Piano, per un opportuno coordinamento e monitoraggio dell’attuazione delle azioni previste, con il coinvolgimento di tutte le parti sociali ed economiche interessate e non solo dei soggetti istituzionali competenti.

Il Piano dovrà dare priorità agli interventi per la prevenzione ed un equo risarcimento dei danni subiti dagli allevatori, per la lotta al bracconaggio, per il contrasto del randagismo canino e dell’ibridazione cane-lupo ed alla ricerca scientifica per determinare lo stato di conservazione della specie nel nostro paese e la reale incidenza dei danni alla zootecnia.

Nei giorni che ci separano dalla riunione della Conferenza Stato-Regioni chiamata ad approvare il documento (informazioni attendibili parlano del 23 febbraio) è possibile trovare un accordo per arrivare ad un Piano che, in tutti i suoi aspetti, riconosca il valore del lupo come componente del capitale naturale della Nazione, senza trascurare il valore che le attività del settore zootecnico hanno per l’economia rurale del nostro Paese.

Il WWF auspica la ripresa del confronto in sede tecnica e politica, tra Ministero dell’Ambiente e Regioni, ma è pronto alla mobilitazione insieme ai tantissimi cittadini che lo scorso 2 febbraio hanno fatto sentire, forte e chiara, la propria voce in difesa del lupo.

Sul sito web del WWF il testo integrale del Piano sulla gestione del lupo in Italia predisposto dal Ministero dell’Ambiente.

Leggi la lettera del WWF al ministro dell’Ambiente e alle Regioni

Roma, 15 febbraio 2017
 

Wwf Italia

Ufficio Stampa WWF Italia

Tel. 06-84497 213 – 266 – 332

Cel. 340 9899147 – 329 8315725

A Terracina l’Agenda 21 Locale sollecita il comune sull’attivazione del “Punto Acqua”

Il Forum di Agenda 21, organo di partecipazione popolare in cui vengono elaborate proposte per il raggiungimento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica della città e del territorio comunale, continua nella sua azione di stimolo nei confronti dell’amministrazione pubblica.

“Richiesta di attivazione del punto acqua comunale.

Il Forum di Agenda 21 Locale, con riferimento a quanto stabilito nel Piano di Azione Ambientale del Comune di Terracina, ha richiesto l’istituzione del “Tavolo permanente sul Ciclo delle acque nel territorio comunale”. Il positivo lavoro svolto dal Tavolo è stato successivamente approvato con relativa Deliberazione, avente come oggetto il “Ciclo delle acque nel territorio del Comune di Terracina”: deliberazione contenente gli obiettivi, le azioni e il crono programma triennale di attuazione. Tra gli obiettivi qualificanti della Deliberazione, è stato inserito l’istituzione del “Punto Acqua” comunale, in quanto strumento informativo di primo livello al servizio della città e dei cittadini, nell’ambito della più generale attività di conoscenza, educazione, informazione e comunicazione ambientale, così come previsto negli indirizzi della Carta di Aalborg delle Città Europee Sostenibili e del Programma Internazionale della FEE per la Bandiera Blu. È stata individuata, come sede del “Punto Acqua” comunale, quella dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico/URP, che per apposita norma legislativa è l’organismo preposto per tali funzioni. Tuttavia, dopo un anno e quattro mesi da tali fatti, quanto stabilito e deliberato dall’Amministrazione Comunale non ha avuto alcuna esecuzione, non avendo il Settore competente avviato alcun procedimento per la realizzazione del “Punto Acqua” e per l’attivazione del servizio pubblico previsto. Pertanto, il Forum di Agenda 21 Locale ha chiesto agli organi competenti di intervenire con urgenza.”

Ecco il documento 20170211181652_292richiestaattivazionepuntoacqua10022017

404011_351674464921887_1242485677_nTutti i cittadini, le associazioni e i portatori di interessi possono iscriversi al Forum.

Partita oggi a Roma la raccolta europea di firme per bandire il glifosato, presenti soci del WWF pontino

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Come già annunciato anche in un nostro post è cominciata in tutta Italia la raccolta delle firme per bandire con una norma europea il  micidiale erbicida.

 

https://wwflaziogruppoattivolitoralepontino.com/2017/01/24/mobilitazione-europea-contro-i-pesticidi/

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A Roma stamani presso il Colosseo sono apparsi i primi banchetti gestiti da volontari che stanno raccogliendo le firme per questa Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE).

Hanno partecipato all’avvio di questa campagna anche soci del WWF pontino.

 

Nel corso dell’anno occorre raggiungere almeno centomila firme in Italia e un milione in almeno sette Paesi europei.

Ovviamente, è possibile firmare la petizione europea anche online.

FIRMA ANCHE TU  https://sign.stopglyphosate.org/

 

 

“Inquinamento ambientale. Centrali a biogas e a biomasse”, importante convegno sabato 4 febbraio a Latina.

Inquinamento ambientale. Centrali a biogas e a biomasse.

Lo stato dell’arte nel territorio della provincia di Latina

Sabato 4 febbraio alle ore 8.30 nella Sala Conferenze dell’Ordine dei Medici in Piazza Celli, n.3, a Latina, l’ISDE terrà un convegno in cui i relatori faranno il punto sulle ultime conoscenze sull’uso delle biomasse e del biogas nella produzione energetica.

logoisdeltL’ISDE-Medici per l’ambiente di Latina affronta un tema che ha tante implicazioni sul piano sanitario e ambientale in una provincia in cui sono presenti due centrali nucleari dismesse, impianti industriali chiusi e mai bonificati, una megadiscarica di rifiuti, centrali attive di produzione d’energia, alcune falde inquinate da arsenico e da cloruro di vinile.

Ecco il programma del convegno

Nuovo Piano Lupo: se dovesse essere approvato, sarebbe come tornare indietro di quarant’anni!

È dalla metà di gennaio che nella Conferenza Stato-Regione sono ricominciate le discussioni circa l‘approvazione del nuovo Piano di Conservazione e gestione del Lupo in Italia.

Un Piano palesemente inefficace e dannoso per tutte le parti coinvolte: per i pastori e per gli allevatori, perché incapace di risolvere i loro problemi, ed eccessivamente dannoso per il lupo, specie simbolo del nostro Paese.

Nell’ultima versione del Piano, infatti, si prevede la possibilità da parte delle Regioni di applicare la deroga alla tutela della specie.

Per tentare di scongiurare gli abbattimenti legali e sostenere la nostra richiesta di rinvio in sede tecnica del Piano abbiamo pensato di far sentire la nostra voce e quella dei tanti cittadini italiani contrari a questo provvedimento con  un Twitter Storm da concentrare

lupo1GIOVEDI’ 2 febbraio dalle ore 11.00 alle ore 12.00 e rivolto al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ed ai propri Presidenti delle diverse Regioni per rafforzare il nostro ultimo appello già inviato con lettera venerdì 27 gennaio u.s. lettera-presidenti-regioni-piano-lupo

#soslupo il lupo non si uccide. @PaoloGentiloni @glgalletti @sbonaccini stop al piano che permette di abbattere i lupi @WWFitalia  

OPPURE

 Ogni anno muoiono 300 lupi. @glgalletti @PaoloGentiloni @sbonaccini  Stop al piano che ne prevede uccisione legale #soslupo @WWFitalia  

e subito dopo per rinforzare il messaggio twittare al presidente della Regione Lazio all’indirizzo  Lazio @nzingaretti

ATTENZIONE: chi non avesse la possibilità d’inviare un Tweet può comunque inviare una email con una delle frasi sopra indicate ai seguenti indirizzi:

gentiloni@governo.it

segreteria.ministro@minambiente.it

segreteriapresidente@regione.emilia-romagna.it

presidente@regione.lazio.it

Rispettare l’orario 11/12 e comunque non superare l’inizio della Conferenza Stato-Regioni previsto per le ore 15.

Grazie, il Lupo Vi ringrazia.

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Piano Lupo: Da Bologna l’appello dei giovani WWF al premier Gentiloni

“PRESIDENTE, IL FUTURO DELLA CONVIVENZA TRA LUPI E ALLEVATORI È NELLE SUE MANI. GLI ABBATTIMENTI SONO UN ERRORE CHE SA DI PASSATO: IL SUO GOVERNO È ANCORA IN TEMPO PER MODIFICARE IL PIANO”

Da Bologna dove, nella simbolica location della stazione Dynamo, tempio della mobilità sostenibile, è stata ufficialmente lanciata la Community WWF YOUng, della quale fanno parte giovani attivisti e ricercatori di tutta Italia, è partito un appello indirizzato al premier Paolo Gentiloni al quale i giovani del WWF chiedono di intervenire affinché nel Piano Lupo sia scongiurato il rischio di abbattimenti.

“Le chiediamo, signor Presidente, di non riportarci indietro di quarant’anni, al tempo del ‘lupo cattivo’ delle favole”, si legge nella richiesta indirizzata a Palazzo Chigi. “Studi internazionali dimostrano che l’uccisione di singoli esemplari, destruttura i branchi d’origine, come accade nei numerosi casi di bracconaggio e può spingere gli altri lupi ad aumentare le predazioni sugli animali domestici. L’unica strada è quella della prevenzione dei danni, praticabile grazie ai fondi già disponibili dei Piani Sviluppo Rurale, per aiutare concretamente gli allevatori e rendere i metodi di allevamento compatibili con la presenza spontanea del lupo”.

“Le esperienze di altri paesi europei come Spagna e Francia, hanno dimostrato come il prelievo dei lupi non abbia affatto diminuito i conflitti ma, al contrario, aumentato il bracconaggio. Perché in Italia vogliamo percorrere strade che già altrove si sono dimostrate fallimentari?”, concludono i giovani del WWF YOUng che chiedono al premier Gentiloni di intervenire per modificare il Piano Lupo.

“Mi auguro che il presidente Gentiloni raccolga questo appello, e intervenga. Dopo anni di battaglie e il grande successo di reintroduzione della specie oggi si pensa di legalizzarne l’uccisione. I giovani del WWF Italia, come primo atto della nuova Community, hanno voluto dire la loro su un tema di grande attualità e delicatezza, e lo hanno fatto con la competenza e la passione che li contraddistingue, a dimostrazione di come le nuove generazioni vogliano mettersi in gioco e contribuire alle scelte politiche e strategiche in difesa della natura e dell’ambiente”. Ha dichiarato la presidente del WWF Donatella Bianchi da Bologna dove, insieme al vicepresidente Dante Caserta e al consigliere nazionale Paolo Anselmi, ha partecipato al lancio della Community.

“Molti di loro hanno alle spalle già anni di volontariato o importanti esperienze scientifiche, sono competenti e determinati, altri sono semplici soci o amanti della natura. Insieme, in questo spazio WWF YOUng, daranno vita ad un movimento per condividere esperienze, problemi e proposte in difesa del nostro, anzi del loro capitale naturale, per affermare stili di vita sostenibili, per far nascere un’economia realmente green e amica dell’ambiente”, continua la presidente del WWF che conclude: “WWF YOUng è una iniezione di nuove energie che serve all’ambientalismo e serve all’Italia che deve cominciare ad investire con iniziative e politiche mirate sui propri giovani”.

Cos’è WWF YOUng
WWF YOUng è la nuova rete che mette in contatto giovani tra i 18 e i 35 anni, provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno voglia di appassionarsi di natura e desiderano fare qualcosa per tutelare il nostro patrimonio naturale, insieme. Per tutti quelli che vogliono difendere il nostro Pianeta e per chi crede che solo lavorando insieme sia possibile proteggerlo. La Community sarà innanzitutto un canale virtuale di scambio di idee per identificare i problemi cruciali del nuovo millennio (quali i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e i traffici illeciti a danno della natura), ideare iniziative innovative, influenzare dal basso le politiche sui temi ambientali e di sviluppo sostenibile. WWF YOUng promuoverà anche progetti in collaborazione con il mondo universitario e della ricerca, favorendo l’incontro tra nuove energie e punti di vista diversi sul futuro del nostro pianeta.

Mobilitazione europea contro i pesticidi

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Il 2017 sarà un anno importante a livello europeo per il futuro dell’utilizzo dei pesticidi a base di glifosato; entro dicembre, infatti, il parlamento europeo dovrà esprimersi sull’autorizzazione al suo utilizzo.

 

Dal blog dell’oncologa pediatrica, Patrizia Gentilini

Il glifosate fu brevettato come erbicida dalla Monsanto Company nel 1974, multinazionale specializzata in biotecnologie agrarie, sementi e leader mondiale nella produzione di alimenti Ogm;  agisce bloccando  nutrienti minerali essenziali per la vita di piante, microorganismi e animali e, anche se era stato presentato come una sostanza rapidamente biodegradabile e non tossica, è invece ampiamente diffuso nell’ambiente insieme al suo metabolita Ampa. Il glifosate altera gli ecosistemi con cui entra in contatto e compromette la stabilità dei terreni, riduce  la biodiversità  e contribuisce in modo determinante al dissesto idrogeologico: la sempre più frequente franosità in coincidenza di eventi metereologici è anche conseguenza della carente azione di assorbimento da parte della cotica erbosa – distrutta dall’erbicida – e della lisciviazione del terreno. Glifosate ed Ampa sono le sostanze maggiormente presenti nelle acque italiane, come segnala il rapporto Ispra e purtroppo ricercate sistematicamente solo in Lombardia. Di recente anche in Toscana è stata ricercata questa sostanza su un centinaio di campioni di acque destinate al consumo umano ed è emerso che; “l’erbicida glifosate, per quanto ricercato in un numero limitato di campioni a causa della complessità del metodo di analisi, è stato rilevato in una percentuale elevata di analisi, anche superiori a 1 microgrammo/litro”.

Continua la Gentilini

Il glifosate si può ritrovare non solo in  alimenti e bevande di origine vegetale come la birra che arrivano sulla nostra tavola, ma anche in alimenti di origine animale. Il glifosate, infatti, è “strategico” perché coinvolto a livello mondiale anche nella produzione di organismi geneticamente modificati (Ogm): mais, soia colza – utilizzati ampiamente come mangimi per animali anche in Italia- sono stati resi resistenti all’erbicida che quindi può essere usato in dosi ancora più massicce. Il glifosate entra così nella catena alimentare, e si ritrova in concentrazioni elevate nelle urine sia degli animali così alimentati che delle persone che se ne nutrono.

Contro l’uso di questa sostanza pericolosa per l’ambiente e la salute sono nati in tutta Europa movimenti spontanei, alcuni dei quali si sono messi in rete per lanciare un’ ICE (iniziativa dei cittadini europei con raccolte di firme a livello europeo per ottenere un obiettivo legislativo a livello comunitario) per “vietare il glifosato, riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi di riduzione del loro uso vincolanti in tutta l’Ue” , nell’ottica di costruire un futuro libero dai pesticidi e più sostenibile.

Il 10 gennaio la Commissione europea ha dato il via libera a questa Iniziativa dei cittadini europei (Ice) che sarà registrata ufficialmente il 25 gennaio.
In almeno sette Paesi europei dovranno essere raccolte durante tutto il 2017 non meno di un milione di firme (principalmente online), e  in ITALIA  almeno 100.000 firme.

Se il risultato sarà raggiunto, la Commissione avrà tre mesi di tempo per accogliere o respingere la richiesta, motivando la sua decisione.

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