Terracina aderisce all’Earth Hour 2012

Il Sindaco, Nicola Procaccini, ha risposto positivamente alla richiesta di fare aderire Terracina alla grande iniziativa internazionale, l’Ora della Terra, mirante a dare un messaggio per la riduzione dei consumi e contro il riscaldamento globale.

Il 31 marzo l’illuminazione del tempio posto su Monte sant’Angelo sarà spenta dalle ore 20.30 alle ore 21.30.

Finora le città laziali che aderiscono all’iniziativa sono Roma, Ostia, Corchiano e Terracina.

Tutti i cittadini sono invitati a partecipare il prossimo 31 marzo a questo evento globale del WWF per la lotta ai cambiamenti climatici. In tutto il mondo, per un’ora, si spegneranno città intere, monumenti, singole abitazioni. Dalle 20.30 spegniamo le luci per un’ora e testimoniamo il nostro impegno per dare al Pianeta e a tutti noi un futuro sostenibile.

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IL WWF Litorale Pontino chiede a tutti i ristoratori di partecipare all’Ora della Terra spegnendo le luci delle sale lasciando accese soltanto quelle di servizio (cucina, ingresso e servizi igienici) in modo da dare con le candele sui tavoli anche un tocco di romanticismo alle cene del 31 marzo. L’evento diventerebbe occasione di una riflessione sulla insostenibilità dei nostri stili di vita.

Il WWF Litorale Pontino consegnerà a tutti gli esercenti che ne faranno richiesta una locandina riguardante l’evento.

WWF: “IN ARRIVO SCURE SUI BOSCHI ‘AMICI’ DELL’AGRICOLTURA SOSTENIBILE REALIZZATI CON 20 ANNI DI FONDI UE”


Il D.L. Semplificazioni” modifica la classificazione dei boschi e cancella gli investimenti degli ultimi 20 anni per un’agricoltura sostenibile
realizzati grazie agli accordi agroambientali della P.A.C.

 “Una scure pronta ad abbattersi sui boschi ‘amici’ dell’agricoltura sostenibile. E’ la conseguenza che potrebbe derivare dall’articolo 26 del Decreto Semplificazioni – in questi giorni all’esame delle Commissioni competenti della Camera – in base al quale, una volta scaduti i vincoli di destinazione d’uso dei suoli, sarebbero escluse dalla classificazione di ‘bosco’ le formazioni forestali di origine artificiale realizzate su terreni agricoli da tutti quegli agricoltori che, grazie ai fondi previsti dalle misure agroambientali delle Politiche di Sviluppo Rurale dell’Unione Europea, hanno finora garantito un modello di buona convivenza tra coltivazioni, tutela della biodiversità e difesa del suolo dal rischio idrogeologico”. E’ quanto denuncia in una nota il WWF Italia, che chiede al Parlamento di dare un segnale importante, a cominciare dalla cancellazione dell’art. 26 del D.L. Semplificazioni, sull’utilizzo coerente ed efficace delle risorse finanziarie, assicurate in passato dall’Unione Europea al nostro Paese, per potersi presentare con autorevolezza al negoziato per la definizione del futuro bilancio comunitario e le nuove regole per la Politica Agricola Comune (P.A.C.) post 2013.

“Il WWF segnala come il provvedimento, nato per snellire la burocrazia e semplificare la gestione quotidiana delle nostre imprese, nasconda la volontà di cancellare i risultati di decenni d’investimenti per il miglioramento degli agroecosistemi del nostro Paese realizzati con i finanziamenti dell’UE”.

“Con le misure agroambientali dei Programmi di Sviluppo Rurale delle Regioni – strumento per l’attuazione a livello territoriale della P.A.C. europea (che rappresenta il 41% del bilancio dell’UE) – sono stati finanziati ai nostri agricoltori interventi per la riforestazione di terreni agricoli. Centinaia di migliaia di euro di fondi europei negli ultimi venti anni sono stati incassati dagli agricoltori italiani per realizzare interventi utili per migliorare l’ambiente in aree spesso degradate da un’agricoltura intensiva e industriale, come nel caso della Pianura padana. Ora il Parlamento italiano si appresta ad approvare nel “Decreto Semplificazioni” proposto dal Governo una norma che rischia di cancellare i risultati raggiunti finora per l’ambiente, grazie ai finanziamenti della P.A.C, con l’ulteriore conseguenza di un notevole spreco degli investimenti economici fatti finora”.

“Il risultato pratico dell’articolo 26 (che modifica il comma 6 dell’art. 2 del Dlgs n. 227/2001 sull’orientamento e modernizzazione del settore forestale) – rileva il WWF – sarebbe quello di consentire l’eliminazione di tutte le formazioni forestali realizzate con l’utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea escludendo tutti i vincoli ambientali e le procedure previste dalle attuali Leggi forestali nazionali e regionali. Queste formazioni forestali costituiscono quasi sempre elementi di naturalità diffusa indispensabili per la continuità ecologica degli agroecosistemi, in particolare in aree ad agricoltura intensiva”.

“La norma proposta dal Governo Monti risulta essere in palese contrasto con gli obiettivi della nuova Strategia 2020 dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità che indica l’obiettivo del mantenimento e potenziamento delle ‘infrastrutture verdi’ funzionali alla continuità ecologica dei territori. E’ inoltre in contrasto con le proposte della Commissione UE per la riforma della PAC per il prossimo periodo di programmazione 2014 – 2020, che prevede l’obbligo per ogni azienda agricola di destinare il 7% della propria superficie ad aree d’interesse ecologico (proposta della Commissione UE per il regolamento del greening nel primo pilatro della PAC)”.

Questo modo di impiegare i finanziamenti dell’Unione Europea da parte del Governo italiano ricorda la famosa tela di Penelope, tessuta di giorno e sfilata di notte”, sottolinea Franco Ferroni, Responsabile Policy Biodiversità, Aree protette e Agricoltura del WWF Italia. “Non si può pensare di chiedere misure e finanziamenti per un’agricoltura sostenibile, nell’ambito del processo di riforma della Politica Agricola Comune –PAC, post 2013  e nel contempo misconoscere i risultati ottenuti sinora grazie ai fondi europei. Un pessimo segnale per la credibilità del nostro Governo rispetto all’utilizzo sostenibile, coerente ed efficace delle risorse del prossimo bilancio comunitario”.

In conclusione il WWF ricorda che in un periodo di scarsità di risorse e austerità, è cruciale investire in politiche che rafforzino l’agricoltura sostenibile, il ripristino e mantenimento degli ecosistemi, la cura del territorio per la prevenzione del rischio idrogeologico.

Roma, 1 marzo 2012

I NOSTRI MARI SONO IN PERICOLO FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI

FIRMA ORA: SALVA I NOSTRI PESCI E I NOSTRI MARI.
AIUTACI A CAMBIARE LA POLITICA EUROPEA SULLA PESCA.

    Al Presidente e ai membri della Parlamento Europeo ai parlamentari europei e         al Ministro dell’Agricoltura e Pesca
La pesca eccessiva ha consumato gli stock ittici in Europa e nel mondo e anche i pescatori stanno lottando per sopravvivere.Abbiamo bisogno di una riforma ambiziosa della politica europea sulla pesca.
Vi chiediamo di:

  • gestire la pesca in maniera coerente, costante e con prospettive di lungo termine, a livello di bacino, per consentire agli stock di ricostituirsi
  • stabilire un insieme di regole condivise che consentano ai pescatori di prendere ciò che è ragionevole, scientificamente deciso, e soprattutto quando è necessario
  • di applicare questi stessi principi a tutti i pescherecci europei ovunque essi operino nel mondo

Per firmare:

http://e-activist.com/ea-action/action?ea.client.id=14&ea.campaign.id=13094