Dichiarazione di Malta MedFish4Ever ultima opportunità per salvare la pesca del Mediterraneo

Alla fine della conferenza ministeriale sulla pesca nel Mediterraneo a Malta, il WWF ha espresso pieno sostegno alla Dichiarazione di Malta MedFish4Ever  sul futuro della pesca nel Mediterraneo, firmata oggi dai ministri della pesca della regione.

La Dichiarazione Malta MedFish4Ever è un piano strategico ambizioso per trasformare il settore della pesca del Mediterraneo e garantire la sostenibilità e la disponibilità degli stock ittici a lungo termine sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili. Questo settore è estremamente importante per il Mediterraneo, che impiega oltre 250.000 persone (il 55% sono pescatori artigianali) direttamente, oltre al lavoro fornito da mercati del pesce, produzione, distribuzione e altri settori connessi con la pesca nel Mediterraneo. La strategia definita nella presente Dichiarazione integra con forza gli aspetti socio-economici e una migliore gestione in mare.

Gli stock ittici del Mediterraneo non possono più essere sostenuti da parole e buone intenzioni. Abbiamo bisogno di azioni concrete, visibili lungo le coste, in mare e a livello di governance. La Dichiarazione di Malta è l’ultima occasione per salvare gli stock ittici del Mediterraneo e garantire i mezzi di sussistenza a lungo termine per le generazioni future”, ha detto Giuseppe Di Carlo, Direttore della Mediterranean Marine Initiative del WWF.

Il WWF ha lavorato per oltre 15 anni allo sviluppo e supporto di soluzioni per superare lo stato terribile degli stock ittici del Mediterraneo e per promuovere una nuova e più efficace governance per la pesca. Il WWF ha mostrato che il processo partecipativo – in cui il settore della pesca, l’amministrazione, la scienza e le ONG hanno pari dignità – è la chiave per fermare il declino degli stock ittici, gestire lo sforzo di pesca in modo più efficace e migliorare la selettività in mare.

L’unione delle forze ha dimostrato di essere lo strumento più efficace. Attraverso la cogestione stiamo vedendo risultati che superano le nostre speranze. D’ora in avanti ci aspettiamo di vedere azioni concrete a seguito degli accordi presi in questa dichiarazione, che possano via via consegnarci un Mediterraneo sano e produttivo. A tal fine il WWF offre un supporto completo alla Commissione Europea, ai paesi del Mediterraneo e alla CGPM per plasmare insieme un futuro migliore per la pesca nel Mediterraneo”, ha aggiunto Giuseppe Di Carlo.

Roma, 30 marzo 2017
 
Wwf Italia
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Il comune di Terracina recepisce (e non realizza) i documenti di Agenda 21 (3)

L’Agenda 21 propone, l’amministrazione accetta e talvolta ripone i documenti nel cassetto.

Questa volta poniamo in evidenza documenti che hanno avuto un avvio per poi bloccarsi negli uffici comunali.

Il ciclo delle acque, per esempio.

Il Piano di Azione per il Ciclo delle Acque è stato approvato con Deliberazione di G.C. n. 3 del 15/01/2014 (DGC-2014-0003-0) ma l’iter tecnico amministrativo è stato avviato e attuato solo in parte.

Oppure il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima/PAESC

Il cosiddetto “Patto dei Sindaci” è stato approvato con Deliberazione di C.C. n. 112/XII del 7/12/2012  (DCC-2012-0142-0) ma l’iter tecnico amministrativo avviato nel 2013 e confermato nel 2014 è stato sospeso nel 2015.

O ancora il Piano di Riassetto Analitico delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali/PRAEET

Il Piano venne approvato con Deliberazione di C.C. n. 44/XI del 20/06/2014 – (DCC-2014-0044-0) e l’iter tecnico amministrativo in questo caso è stato avviato e completato ma il Piano deve essere riadeguato, secondo le indicazioni fornite dal TAR.

Ci uniamo al Forum di Agenda 21 Locale che, a partire dall’insediamento della nuova Amministrazione Comunale (non avendo l’Amministrazione Commissariale competenza per le politiche di Piano), ha sollecitato l’attuazione delle deliberazioni richiamate in questo e nei precedenti post, in quanto azioni prioritarie e integrate.

IL WWF SI MOBILITA PER DIFENDERE I PARCHI NAZIONALI

Il WWF Italia ha acquistato una pagina su la Repubblica in vista dell’apertura del dibattito alla Camera sulla riforma della Legge Quadro dei Parchi.

E’ un ulteriore tentativo che il WWF Italia sta facendo, dopo un lavoro infinito prodotto in sede parlamentare sotto forma di osservazioni ed emendamenti,  per evitare che con le nuove norme facciamo un passo indietro rispetto la legislazione attuale.

OGGI IN AULA ALLA CAMERA UNA LEGGE CHE RISCHIA DI PORTARE INDIETRO DI 40 ANNI  IL SISTEMA DI PROTEZIONE DELLA NATURA

Parte oggi la campagna di mobilitazione del WWF Italia per difendere i Parchi Nazionali che sono messi in pericolo da una legge che rischia di indebolire i principi e le garanzie di tutela della natura e far fare un salto indietro di quarant’anni al sistema delle Aree Protette”. Lo dichiara la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “La proposta di riforma che approda domani in Aula alla Camera, dopo essere stata approvata al Senato, è una grande opportunità perduta: se il testo non verrà emendato ma licenziato frettolosamente, anziché rilanciare e rafforzare i Parchi italiani li indebolirà”.

Nonostante la Costituzione attribuisca allo Stato il compito di proteggere la natura, con la legge su cui da oggi saranno chiamati ad esprimersi i deputati, di fatto, le Aree protette passerebbero sotto la diretta influenza degli Enti territoriali, rischiando di essere ostaggio di logiche partitocratiche e localistiche.

Oggi il Parlamento sembra incapace di ascoltare il mondo al di fuori del Palazzo mentre con la Legge Quadro del 1991 (la 394) si aprì al confronto con la società civile e la comunità scientifica – conclude Donatella Bianchi –. Ma c’è ancora una possibilità per correggere la rotta: per questo il WWF si rivolge a tutti i deputati che da oggi affronteranno, in Aula, la proposta di legge affinché accolgano una serie di modifiche sostanziali per modificare il testo che rischia di stravolgere il sistema delle Aree protette e di indebolire la “Natura D’Italia”.

I Parchi possono rappresentare una grande opportunità di sviluppo sostenibile, per questo occorre una riforma innovativa e proiettata al futuro. 

Cosa prevede la proposta.

  • che i Presidenti dei Parchi abbiano solo generiche qualifiche di gestione amministrativa senza che sia richiesta nessuna competenza in materia di tutela ambientale;
  • che nel Consiglio Direttivo degli Enti-Parco siano inserite rappresentanze di portatori di interessi economici, indebolendo gravemente la tutela degli interessi generali rappresentati dallo Stato;
  • che i Direttori dei Parchi non abbiano più una nomina nazionale, ma locale  e senza che siano richieste competenze ambientali o naturalistiche e che ne sia garantita l’indipendenza;
  • che le Aree Marine Protette siano ancor più governate attraverso un sistema frammentario e disomogeneo fortemente condizionato dagli interessi locali;
  • che la gestione della fauna dei parchi non sia chiaramente ancorata alle Direttive comunitarie, aumentando anche le possibilità di coinvolgimento dei cacciatori per gli abbattimenti selettivi.

Come mobilitarsi insieme al WWF in questa battaglia fondamentale:

Sul Web per informazioni sulla mobilitazione vai su www.wwf.it/parchi

Scrivi al deputato della tua Circoscrizione: “S.O.S. Natura d’Italia: Le chiedo d’intervenire sul Disegno di Legge sui Parchi in discussione alla Camera per garantire le piene competenze dello Stato nella tutela e gestione del sistema di aree protette più importante d’Europa. #sosparchi”.

Fai un twitt con #sosnaturaditalia con il testo @lauraboldrini @PietroGrasso perché stravolgere la più importante legge italiana per la tutela della natura? #sosparchi con @WWFitalia

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L’Ora della Terra 2017 nei comuni di BASSIANO, CASTELFORTE, FORMIA, GAETA, ITRI, SEZZE e TERRACINA

Sabato 25 marzo dalle ore 20.30 alle ore 21.30 si realizzerà il grande evento globale dedicato alla sfida contro i cambiamenti climatici.

In ogni parte del mondo si spegneranno monumenti, palazzi, strade, piazze.

In provincia di Latina hanno aderito i comuni di

BASSIANO  Spegnimento del tratto di Viale dei Martiri, tratto della strada che corrisponde con i plessi scolastici del Comune di Bassiano.

CASTELFORTE  Saranno spente le luci della piazza antistante il Palazzo Comunale

FORMIA  Spegnimento dell’illuminazione pubblica di Piazza Aldo Moro

ITRI  Spegnimento del Palazzo comunale

SEZZE   Spegnimento della facciata della Cattedrale di Santa Maria

TERRACINA  Spegnimento del monumento simbolo della città, il tempio di Giove Anxur

Anche le associazioni si sono attivate

A Terracina il Gruppo pontino del WWF Litorale laziale ha organizzato l’iniziativa “Aspettando l’Ora della Terra”

Alle ore 17 proiezione ad ingresso libero del film Before the Flood nell’aula magna del Liceo “Da Vinci”
Alle ore 20.30, al momento dello spegnimento del tempio di Giove deciso dal Comune, cena a lume di candela (prenotarsi al 0773 733680).

A Gaeta l’associazione Atargatis ha aderito all’iniziativa mondiale del WWF organizzando una fiaccolata notturna a Monte Orlando, Gaeta (nel Parco Riviera d’Ulisse) dalle ore 20.30 alle ore 21.30, seguita dalla visione delle volta celeste mediante telescopio grazie agli amici di “Astri e Natura”.

Aspettando l’Ora della Terra, a Terracina proiezione pubblica del film di Leonardo Di Caprio “Before the Flood”

Aspettando l’Ora della Terra

Il 25 Marzo 2017 torna Earth Hour – l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico, promossa dal WWF Internazionale che quest’anno compie 11 anni.

Le luci si spegneranno per un’ora anche quest’anno: dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche. La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo la significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale.

 Anche Terracina parteciperà a questo evento mondiale spegnendo per un’ora le luci del Tempio di Giove.

 In attesa dell’Ora della Terra in città si mobiliteranno alcuni studenti del Liceo “Da Vinci” che nell’alternanza Scuola/Lavoro hanno scelto il gruppo Eventi nazionali e internazionali.

 

Nel pomeriggio alle ore 17 nell’aula magna del Liceo verrà proiettato il docu/film “BEFORE THE FLOOD”, in italiano “PUNTO DI NON RITORNO“, di Leonardo Di Caprio in collaborazione con il National Geographic (2016).

 

 “Punto di non ritorno” ha come unico protagonista lo stesso Leonardo Di Caprio, che in un viaggio durato due anni in giro per il mondo, intervista scienziati e politici per capire gli effetti che il cambiamento climatico ha avuto e sta avendo sulle nostre vite.

Di Caprio durante il suo discorso di ringraziamento dopo la vittoria dell’Oscar come migliore attore nel 2016 per Revenant disse:

“Penso alla vergogna che proveremo, quando i nostri figli e i nostri nipoti capiranno che noi avevamo la possibilità di fermare questo scempio, ma che semplicemente non c’era la volontà politica di farlo.” 

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI ALLA PROIEZIONE DEL FILM CHE AVRA’ INGRESSO LIBERO

In serata, al momento dello spegnimento del nostro monumento simbolo è possibile partecipare ad una cena a lume di candela presso l’Albergo Neapolis di via Lombardia ad un costo contenuto se ci si prenota.

 

 

 

 

 

 

22 marzo 2017 – Giornata Mondiale dell’Acqua

L’acqua è l’elemento essenziale per la vita sul nostro pianeta, occorre farne un uso sobrio riducendo i consumi inutili e gli sprechi intollerabili.

 

Il 22 marzo di ogni anno viene celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua istituita nel 1992 dall’ONU nella Conferenza di Rio.

A Terracina l’Agenda 21 ha preso l’iniziativa di ricordarla in maniera attiva con la collaborazione della nostra associazione.

Giornata Mondiale dell’Acqua 2017

Nel 1968, a Strasburgo, il Consiglio d’Europa promulgò la “Carta Europea dell’Acqua”. Nel 1992, nella Conferenza di Rio, l’ONU istituì la “Giornata Mondiale dell’Acqua”, prevista all’interno delle direttive di Agenda 21. Essa cade regolarmente ogni 22 marzo e costituisce un momento importante per promuovere, da parte delle istituzioni, una maggiore conoscenza e consapevolezza dei cittadini, delle imprese, degli organismi sociali e di categoria in genere, verso la tutela e l’uso responsabile, corretto e sostenibile delle risorse idriche naturali, oltre che verso l’accesso all’acqua dolce, la prevenzione dei rischi per la salute umana e la sostenibilità degli habitat acquatici. Il tema annuale della “Giornata Mondiale dell’Acqua” 2017 è “FRESHWATER” e “WASTEWATER”: il primo termine si riferisce alle azioni mirate per la rimozione dei microinquinanti nelle acque potabili; il secondo termine si riferisce invece ai reflui che vengono scaricati nei corpi d’acqua dagli impianti di depurazione civili e industriali e alle azioni per prevenire, in senso più ampio, le possibilità che tutte le acque inquinate raggiungano le acque superficiali. Per l’occasione, il Forum di Agenda 21 Locale ha invitato tutti gli organi competenti a promuovere iniziative di conoscenza, di informazione, di educazione, di sensibilizzazione e di concreta azione per sostenere la tutela, l’uso responsabile delle risorse idriche naturali, il contrasto allo spreco, la salvaguardia della salute e l’ecosostenibilità della città e del territorio. Il Forum di Agenda 21 Locale, inoltre, come negli anni passati, ha organizzato, per la ricorrenza del 2017, in collaborazione con il WWF Litorale Pontino e l’Archeoclub d’Italia-Sede di Terracina, una visita culturale ad alcuni dei più significativi “Luoghi dell’Acqua” cittadini, dal titolo “Sorgenti, acquedotti, fontane, reti idriche ed altro ancora attraverso il Centro Storico alto e il Centro Storico basso di Terracina”. L’iniziativa si svolgerà domenica 26 marzo 2017, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, con appuntamento, per i partecipanti, fissato alle ore 9.30 presso il Parco della Rimembranza, in Via S. Francesco nuova.

La Regione Lazio ha approvato le linee guida per l’applicazione della tariffa puntuale nella gestione dei rifiuti urbani, ora tocca ai Comuni regolamentarla

Finalmente anche nel Lazio si muove qualcosa nella direzione giusta.

La gestione dei rifiuti urbani si avvierà verso il riciclo totale soltanto con la raccolta differenziata porta a porta sostenuta da una tariffazione incentivante come appunto quella puntuale, si paga per i rifiuti che effettivamente vengono prodotti.

Ecco un passaggio della delibera di GR:

“….. con il presente documento si vogliono stabilire le linee guida sulle modalità di applicazione della tariffazione puntuale. Gli aspetti che risulta necessario definire sono i seguenti:

  • I criteri della misurazione puntuale sono finalizzati a determinare la quota variabile della tariffa
  • La misurazione puntuale prevede almeno la misurazione della frazione del  rifiuto urbano residuo (RUR)
  • La misurazione della quantità di rifiuto deve essere associata all’utenza che l’ha prodotta. A tal fine si utilizzano sistemi univoci di riconoscimento dell’utente o del contenitore
  • I sistemi di misurazione devono identificare il soggetto che effettua i conferimenti attraverso l’identificazione dello specifico utente o di uno specifico contenitore associato a un utente o a una utenza aggregata e registrare il numero dei conferimenti
  • Misurazione della quantità attraverso pesatura diretta o sulla base del volume dei contenitori.
  • Sono ammessi i sacchi chiaramente identificabili
  • Laddove non sia possibile la misurazione diretta è ammessa la misurazione presuntiva che rappresenta una misurazione indiretta del rifiuto urbano residuo

 Trattandosi di una opportunità e non di un obbligo appare importante delineare brevemente le motivazioni a favore della scelta della tariffazione puntuale:

  • La tariffa puntuale è la modalità più equa di far pagare ai cittadini il servizio di gestione dei rifiuti: oltre ad una parte fissa, ogni utenza paga in base ai rifiuti realmente prodotti e conferiti.                                                                                                                             

 

  • Il Comune può applicare una tariffazione più equa, facendo in modo che ogni cittadino paghi realmente in proporzione al servizio richiesto ed utilizzato, è assolutamente in linea con il principio di “chi inquina paga “;
  • La conseguenza è meno e meglio conferisco e meno pago;
  • L’applicazione della tariffa puntuale garantisce di norma delle positive variazioni nelle abitudini dei cittadini. La tendenza ad esporre il meno possibile il contenitore (o il sacco) dei rifiuti indifferenziati, per risparmiare il costo di esposizioni dovute soltanto a sacchi e/o bidoni non pieni, può permettere di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta, consentendo di ottimizzare i costi del servizio di raccolta;
  • Il cittadino ha la sicurezza di pagare solo per il numero di conferimenti realmente operati oltre al numero di conferimenti già incluso nella parte fissa della tariffa. La possibilità di controllare in maniera facile ed immediata la quota variabile della tariffa è una garanzia sulla trasparenza dei processi messi in atto;
  • Il cittadino vede premiati i propri sforzi per aumentare la differenziazione dei propri rifiuti e, conseguentemente, di ridurre la produzione di rifiuto indifferenziato. I comportamenti virtuosi hanno un riconoscimento monetario pressoché immediato.

I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani dovranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze.”

Metodo utilizzato

  1. Le utenze sono articolate in due fasce secondo quanto disposto dall’art. 4, comma l del DPR 158/99:
  • utenza domestica: comprendente tutte le abitazioni civili;
  • utenza non domestica comprendente non solo tutte le attività economiche presenti sul territorio comunale (fabbriche, attività commerciali, laboratori artigianali, uffici di società private, banche, laboratori di analisi, gabinetti medici, ) ma anche gli enti, le comunità, gli ospedali, le case di riposo, i circoli, le associazioni  culturali, politiche,  sindacali, sportive mutualistiche,  benefiche, ecc..
  1. l costi totali vanno ripartiti tra i due tipi di utenze in modo da assicurare l’agevolazione per l’utenza domestica di cui all’art. 238 del Lgs. 3 aprile 2006, n. 152.
  2. I costi  fissi  e i  costi variabili  sono attribuiti  ai  due  tipi  di utenze  in percentuale da stabilire in proporzione  all’incidenza degli stessi sul totale dei costi  sostenuti.
  3. Le percentuali di attribuzione di cui ai comma 2 e 3 vengono stabilite annualmente con la deliberazione che determina la tariffa.

**Utenze domestiche**

Quota fissa calcolata in base ai componenti del nucleo familiare

+

Quota variabile legata agli svuotamenti del secco non riciclabile

***Utenze non domestiche***

Quota fissa calcolata in base alla superficie dell’utenza e del volume dei contenitori in dotazione

+

Quota variabile legata agli svuotamenti del secco non riciclabile e alla volumetria dei contenitori dei riciclabili

Sabato 25 marzo torna l’Ora della Terra, una ola di buio girerà intorno al Pianeta

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Il 25 Marzo 2017 torna Earth Hour – l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale dei cittadini e delle comunità di tutto il Pianeta per la lotta al cambiamento climatico, promossa dal WWF Internazionale che quest’anno compie 11 anni.      VIDEO
Le luci si spegneranno per un’ora anche quest’anno: dalle ore 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche. La partecipazione all’iniziativa si fonda sulla semplicità ma nello stesso tempo la significatività di un gesto: spegnere la luce di una casa, di un edificio, di un monumento, l’illuminazione di una strada o di una particolare area di una città per un’ora, partecipando ad un’iniziativa di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale.

Gli eventi legati al cambiamento climatico diventano sempre più evidenti e preoccupanti, ma siamo in tempo per evitare che sconvolga gli ecosistemi, le specie e la vita di milioni di persone e delle future generazioni: bisogna azzerare le emissioni di gas serra e scegliere le tecnologie del futuro, quelle rinnovabili ed efficienti. In tal senso Earth Hour è un invito a unirsi per “moltiplicare le energie”.

Nel 2017, l’evento assume ancor maggiore significato dopo che, con la Conferenza ONU sul clima, COP 22, che si è tenuta a Marrakech il 19 novembre scorso, 196 paesi hanno deciso di dare gambe all’Accordo di Parigi, chiedendo ai Governi nazionali e locali, agli investitori e agli imprenditori privati di accelerare la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Occorre porsi obiettivi davvero ambiziosi per la drastica riduzione, da subito, delle emissioni di CO2: questa è la condizione venga vinta la sfida posta dall’Accordo di Parigi (già ratificato da 122 Paesi e in vigore in tempi record), rimanere entro 1,5%° C di aumento medio della temperatura globale rispetto all’era preindustriale.

Partecipando all’Ora della Terra, le Istituzioni possono cogliere l’occasione per dichiarare quali siano le azioni che hanno compiuto e intendono compiere nella propria realtà per affrontare la crisi climatica e quindi per: azzerare le emissioni di anidride carbonica; diminuire drasticamente l’uso di combustibili fossili; adottare nuove strategie basate su risparmio, efficienza ed energie rinnovabili, mobilità sostenibile.

Anche i singoli cittadini possono dare un contributo all’iniziativa spegnendo per un’ora tutti gli apparecchi energivori (tv, riscaldamento, illuminazione,…).

Glifosato, le associazioni scrivono al ministro Martina

europarlamento_eu_flags_ep__strasbourg_fotofrank_paul_wwf_canon_377345 Associazioni scrivono al Ministro Martina in vista del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura UE fissato per il 6 marzo.

Ecco la lettera

 

Parte lunedì prossimo la discussione sulla revisione della PAC – la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini o a finanziare l’inquinamento, lo spopolamento delle campagne e l’impoverimento della qualità dei cibi. Dopo la recente decisione della regione Toscana di allinearsi alla Calabria, eliminando il glifosato dai disciplinari dell’agricoltura integrata finanziati con il PSR, e il successo che in tutta Europa sta raccogliendo l’iniziativa dei cittadini europei (ICE) per raccogliere 1 milione di firme contro il glifosato – 45 Associazioni (riunite in Italia nella Coalizione #StopGlifosato), chiedono al Ministro Martina, in vista del Consiglio dei Ministri europei dell’agricoltura del 6 marzo, che l’Italia assuma una posizione chiara e si schieri nettamente a favore di una modifica dell’intera PAC.

La Politica Agricola Comune della UE, infatti, nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. E’ ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi delle aziende agricole e non contribuirà a risolvere la crisi ambientale globale.

Per Maria Grazia Mammuccini, portavoce delle Associazioni, “E’ possibile agire subito con scelte concrete per una riforma radicale della PAC, perché i primi dati sull’attuazione del periodo di programmazione 2014 – 2020 confermano che questo strumento finanziario dell’Unione Europea è iniquo ed insostenibile”.

I dati presentati recentemente nell’ambito della Rete Rurale Nazionale dimostrano infatti che la PAC attuale, attraverso i Piani di Sviluppo Rurale, assegna a pratiche agricole che consentono l’uso della chimica di sintesi come l’agricoltura integrata e quella conservativa 2,4 miliardi di euro, contro gli 1,7 miliardi destinati all’agricoltura biologica e biodinamica, due pratiche agronomiche che non utilizzano sostanze chimiche di sintesi, ben il 30% in meno.

Il comune di Terracina recepisce (e non realizza) i documenti di Agenda 21 (2)

L’Agenda 21 propone, l’amministrazione accetta e talvolta ripone i documenti nel cassetto.

Da quando esiste in città questo organo di partecipazione democratica molti cittadini, variamente interessati, iscrittisi al Forum hanno elaborato documenti su tematiche contenute nel Piano di Azione Ambientale di Terracina approvato in Consiglio Comunale il 26/10/2007.

E’ la volta del verde urbano e periurbano sul quale l‘ente con saggia decisione ha deliberato ma ancora non se ne vedono le realizzazioni se si esclude l’episodio delle nuove piante di tamerici collocate sul lungomare.

In molte città si sta procedendo ad una loro rigenerazione con la natura e i politecnici producono studi sul tema come quello del Dipartimento di architettura e studi urbani di Milano che fornisce “Strumenti per la progettazione degli spazi pubblici tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici” che si può leggere qui  rigenerare_la_citta_con_la_natura

Era il 2014 quando la Giunta comunale con delibera n.217 del 17 settembre approvò una proposta del Forum di Agenda 21 con un “Atto di indirizzo per l’adozione del Piano e del Regolamento Comunale delle Aree Verdi Urbane e Peri-Urbane della città e del territorio, secondo il principio di sostenibilità e di gestione eco-sistemica, con avvio immediato dell’iter tecnico-amministrativo”. Ecco la delibera dgc-2014-0217-0

Sono evidenti l’importanza e la consistenza di tale delibera che avrebbe affrontato la questione del verde pubblico proprio nella logica della mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici con un “Piano di Azione per la Tutela, la Valorizzazione, la Fruizione e lo Sviluppo del Verde pubblico.”

L’iter tecnico amministrativo, però, non è stato ancora avviato.

E non dimentichiamo la vicenda degli orti urbani che si è bloccata addirittura dopo l’assegnazione dei minilotti ai cittadini!