Il WWF Litorale Pontino è ancora qui

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Il WWF Italia ha attraversato negli ultimi decenni diversi momenti di ristrutturazione con tutti i traumi conseguenti di adattamento al livello locale e anche oggi ci troviamo in un simile passaggio. Ci sono difficoltà ma come nel passato potremo superarle con spirito di collaborazione tra tutti i livelli istituzionali. La notizia apparsa ieri su un quotidiano online non proviene dagli organi dell’associazione ma da voci raccolte all’esterno. Ecco la smentita con le firme del presidente del WWF Litorale Pontino e del Delegato regionale del WWf Lazio.

 

 

 

 

Il WWF Litorale Pontino non è a rischio di estinzione.

La Struttura Territoriale Locale “WWF Litorale Pontino” ed il WWF Lazio, in merito all’articolo comparso sul sito “H24Notizie” on line, vuole rassicurare soci e simpatizzanti: l’ombrello del “Panda” non si chiude, ed in particolare non si chiude sul “WWF Litorale Pontino” che in 30 anni ha portato avanti, e continua tutt’ora, ad affrontare importanti battaglie per l’ambiente con il sostegno, la fiducia e la collaborazione di tutto il WWF. Le notizie riportate sono frutto di informazioni fornite da persone evidentemente poco a conoscenza dei fatti e che comunque non rappresentano il WWF.

E’ vero che nella struttura del WWF sia in corso un processo di riorganizzazione, ma si tratta di un processo che ha l’obiettivo di integrare maggiormente tutte le dimensioni in cui il WWF opera – ed è la sua forza da tutti riconosciuta – ovvero quella internazionale, nazionale, regionale e locale. “Pensare globalmente ed agire localmente” non è per il WWF un semplice slogan, ma uno stile di lavoro che ne ha fatto la più importante organizzazione ambientalista a livello mondiale.

Presidente del WWF Litorale Pontino   Domenico Carafa

Delegato regionale WWF Lazio            Andrea Filpa

A Ecomondo 2014 si è parlato anche dei mozziconi di sigarette a terra

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Tra i tantissimi espositori presenti a Rimini alla Fiera di Ecomondo dedicata a Rifiuti, Acqua, Energia e Mobilità sostenibile c’era anche chi è impegnato nella raccolta differenziata dei mozziconi di sigarette.

 

 

 

 

 

 

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Questa azienda propone una campagna di sensibilizzazione ambientale che “ha l’intento di divulgare una corretta raccolta dei mozziconi di sigaretta, attraverso l’utilizzo di contenitori idonei e nel contempo sensibilizzare le varie categorie di utenti (amministrazioni pubbliche, enti, associazioni di categoria, imprese, scuole, attività commerciali/industriali/artigianali….) a un maggior rispetto dell’ambiente.”

 

 

 

 

 

Punto di forza dell’azienda è lo studio dell’ENEA presentato a Roma quattro anni fa <<L’impatto ambientale del fumo di tabacco. Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato.>>

Questo rifiuto che in Italia proviene da circa 13 milioni di fumatori che consumano ogni anno circa 72 miliardi di sigarette rilascia nell’ambiente:

  • Nicotina                                            324  tonnellate
  • Polonio-210                                1.872  milioni di Bq
  • Composti Organici volatili    1.800  tonnellate
  • Gas tossici                                      21,6  tonnellate
  • Catrame e condensato           1.440  tonnellate
  • Acetato di cellulosa              12.240  tonnellate

Lo studio mette in evidenza che la maggior parte dei mozziconi buttati a terra finisce nelle fognature e nelle acque superficiali contaminandole.

 

 

A Ecomondo 2014 presentato il Progetto pilota di riutilizzo dei rifiuti

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A Rimini il 7 novembre è stato presentato il Progetto PRISCA, il progetto pilota di riutilizzo su scala a partire dal flusso dei rifiuti solidi urbani.

 

 

 

 

Nella gerarchia europea degli interventi nella gestione dei rifiuti dopo la RIDUZIONE viene la PREPARAZIONE AL RIUTILIZZO che è al centro dell’interesse del Progetto PRISCA. Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea attraverso il Programma Life+Ambiente 2011.

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Allungare la vita degli oggetti dopo l’uso dando opportunità di lavoro è l’obiettivo del progetto.

Ecco il video di presentazione      http://www.youtube.com/watch?v=Ra_tgoskBw0#t=33

Maggiori informazioni sul sito    http://www.progettoprisca.eu

A Ecomondo 2014 gli Stati generali della Green Economy

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Gli Stati generali della Green Economy tenutisi a Rimini nei giorni 5 e 6 novembre hanno avuto al centro lo sviluppo delle imprese della green economy per uscire dalla crisi italiana.

 

 

 

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L’importanza dell’appuntamento è sottolineata dalla presenza nei due giorni dei ministri Gian Luca Galletti, Ambiente e Tutela del territorio e del Mare, e Giuliano Poletti, Lavoro e Politiche sociali.

 

 

Dopo la presentazione introduttiva del primo giorno i lavori si sono sviluppati in sette sessioni tematiche di approfondimento e consultazione:

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Le relazioni dei coordinatori delle sette sessioni hanno fatto da trampolino di lancio alle premiazioni di tre aziende che hanno realizzato grandi prestazioni sulla strada della sostenibilità ambientale:

Saint-Gobain Vetri-Verallia  Primo premio per l’ecodesign  

Cascina Pulita Primo premio per lo sviluppo ecosostenibile nella gestione dei rifiuti in agricoltura

GreenApes Primo premio per le start up per la green economy con un’App che misura nella quotidianità i comportamenti ecosostenibili delle persone

Altre aziende sono state segnalate per le loro ottime prestazioni.

 

Prevenire è meglio che curare, dal Festival della scienza di Genova un appello per un’economia basata sul valore della natura

Dopo Genova 2014, clima, suolo e futuro. L’appello del WWF

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E’ partito dalla città simbolo degli effetti disastrosi del cambiamento climatico l’Appello firmato da oltre 30 esponenti del mondo della scienza e delle scienze sociali italiani dal titolo emblematico “Dopo Genova 2014 – Clima, suolo e futuro: per un’economia basata sul valore della natura” . 

 

Promosso  dal WWF Italia, in collaborazione con l’Associazione Festival della Scienza e Telecom Italia, l’Appello è stato presentato il primo novembre nell’ambito del Festival della Scienza di Genova.

Gli scienziati vogliono richiamare l’attenzione del mondo della politica, dell’economia, delle imprese e dei media per scongiurare nuovi episodi come quello recente di Genova evidenziando nove categorie di potenziali impatti attesi dei cambiamenti climatici e le principali vulnerabilità per il nostro paese insieme ad una lista di sei punti urgenti, veri e propri ‘pacchetti di azioni’ che, nella direzione della Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, si chiede vengano attuate subito dal Governo e dalle istituzioni territoriali.

Nell’Appello si sottolinea l’esigenza non solo di sbloccare finanziamenti per un risanamento del territorio, ma di ‘instradare’ in maniera efficace ed efficiente tali risorse.

Gli scienziati richiamano la necessità  di uno straordinario salto di qualità innovativa ed anticipatrice per passare da politiche che continuano a perseguire azioni che provocano uno stravolgimento di un territorio delicato e intrinsecamente fragile dal punto di vista idrogeologico come quello della nostra Italia, a politiche che inseriscano prioritariamente la difesa, il ripristino e la riqualificazione del nostro territorio.

Nell’Appello è ribadita con forza soprattutto la necessità che nei processi di programmazione economica venga dato valore alla natura e ai servizi offerti dagli ecosistemi al benessere e allo sviluppo umano.

“Appare evidente come le questioni ambientali restino ancora ‘ghettizzate’ nell’ambito delle funzioni di un solo Ministero – dichiarano gli scienziati –Chiediamo l’istituzione di un Comitato Nazionale per il Capitale Naturale ai massimi livelli istituzionali (con la presenza anche del Ministro dell’Economia e delle Finanze, del Ministro per lo Sviluppo Economico e del Governatore della Banca d’Italia nonché dell’ISTAT e gli altri enti di ricerca ed esperti di chiara fama sulla materia) che produca un rapporto sul capitale naturale italiano inserito nel processo annuale di programmazione economica. Questo punto è già inserito nel disegno di legge del collegato ambiente alla scorsa legge di stabilità  ed è in discussione alla Camera dei Deputati. Chiediamo inoltre sistemi di contabilità nazionale capaci di tenere in conto le dimensioni ambientali”.
Tra le richieste, l’adozione della Strategia nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici, l’applicazione delle direttive europee sulle acque e sul rischio alluvionale, la promozione di un rilevamento delle situazioni di compromissione che abbiano turbato le naturali condizioni di deflusso dei corsi d’acqua, la promozione di un’azione diffusa di ripristino ecologico, indispensabile per le politiche di adattamento e infine, la manutenzione del territorio.

“L’Appello che viene rivolto al Governo e alle istituzioni che gestiscono il territorio è quello di cambiare rotta dal punto di vista culturale in maniera da dare finalmente valore alla natura – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia –  Se i sistemi naturali sono vulnerabili gli effetti che si hanno sui sistemi sociali provocheranno un incremento delle situazioni di vulnerabilità anche per essi. Una natura sana è la vera garanzia per il benessere e lo sviluppo umano. Il nuovo quinto Assessment dell’IPCC che ha rilasciato in questi giorni a Copenhagen il suo rapporto di sintesi lo conferma in maniera molto chiara: è ora di dire basta all’inazione, più tardi agiremo più costoso (economicamente, ecologicamente e socialmente) sarà il conto”.

Ecco l’appello dopogenova2014_festscienzaappello

Per approfondimenti  www.wwf.it/il_pianeta/clima_ed_energia/

Si sentono già in alcune giornate i primi colpi di fucili, sta iniziando la stagione della caccia. Vogliamo parlarne?

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Il WWF è impegnato per favorire in Italia misure di conservazione della fauna selvatica, anche attraverso una migliore regolamentazione della caccia.

La caccia non è il principale problema ambientale in Italia. Non è la minaccia numero uno per la biodiversità. Ma, in un territorio già provato dalla cementificazione e la perdita di habitat naturali, dall’inquinamento e dai cambiamenti climatici, la caccia rappresenta l’ennesima aggressione alla fauna.

 

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Un’immagine storica, la serenata WWF contro la caccia: è il 1980 e all’iniziativa era presente anche l’allora Segretario generale del WWF Italia, Staffan de Mistura

 

Per avere in merito elementi di giudizio si può leggere l’inchiesta http://www.imperialbulldog.com/2014/09/18/le-ali-spezzate/

Un ambiente sano è alla base della prevenzione primaria dai malanni ma dell’ospedale non si può fare a meno

Il WWF Litorale Pontino ritiene preferibile la prevenzione rispetto alla cura e un ambiente ben tenuto è la prima diga contro le malattie.

Una struttura ospedaliera efficiente e ben organizzata però è necessaria per un’area che ospita normalmente centinaia di migliaia di cittadini e che nel pieno del flusso turistico estivo vede almeno raddoppiate le presenze.

Il Presidio Ospedaliero Centro costituito dagli ospedali di Fondi e di Terracina sta subendo ridimensionamenti che ne pregiudicano l’efficienza operativa nonostante le eccellenze in alcune specialità. Dobbiamo difenderlo.

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A Terracina è sorto un comitato che da un anno è impegnato a difesa dell’ospedale contro atti aziendali che ne intendono ridurre le prestazioni e in questi giorni in cui si sta decidendo il futuro della struttura chiama la cittadinanza ad un’assemblea popolare.

 

 

 

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Il WWF LP è a fianco del comitato fin dalla sua costituzione.

 

L’assessore regionale Fabio Refrigeri alla Rimembranza di Terracina

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Oggi l’assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente della Regione Lazio è stato a Terracina.

 

E’ venuto per affrontare la questione dei lavori interrotti in via Santi Quattro nel centro storico alto ma grazie all’intercessione della consigliera regionale Gaia Pernarella ha incontrato le associazioni Archeoclub, Cultura e Territorio e WWF Litorale Pontino.

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Le tre associazioni avevano chiesto tempo fa un incontro per presentare la loro proposta ormai nota in città e che è stata sostenuta da migliaia di firme di cittadini in merito al destino dell’ex-convento di san Francesco.

 

L’incontro si è tenuto nella parco della Rimembranza per la sua contiguità con l’ex-ospedale che successivamente l’assessore Refrigeri ha potuto visitare constatando l’orribile stato in cui versa.

A margine dell’incontro il WWF LP ha sollevato la vicenda del treno e non poteva essere diversamente visto lo striscione RIDATECI IL TRENO!  che ha accolto l’assessore mentre saliva le scale del parco.

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All’assessore il WWF LP ha consegnato una nota sintetica corredata dell’immagine che ha potuto vedere direttamente chiedendogli una risposta scritta che è stata promessa per i prossimi giorni.

 

 

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Secondo l’assessore l’opera è cantierabile almeno per il primo lotto necessario alla sicurezza della tratta ferroviaria ma ha preteso dalle Ferrovie l’impegno a mantenere aperta la linea una volta eseguiti i lavori.

 

 

 

Da che parte stai? Ferma i crimini di natura

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Il WWF ha avviato la campagna FERMA I CRIMINI DI NATURA 

 

 

C’è una guerra in corso, ma nessuno ne parla. È una guerra che sta massacrando rinoceronti, tigri, elefanti, gorilla e tante altri animali innocenti, e che sta devastando i nostri mari e le nostre foreste.

Il bracconaggio, il traffico illegale di specie, la deforestazione, la pesca illegale sono un business da 213 miliardi di dollari, che alimenta iltraffico di droga e di armi, il terrorismo e le guerre che affliggono tanti Paesi in via di sviluppo in Asia e in Africa. Sono questi i crimini di Natura: sanguinose rapine che sottraggono al nostro Pianeta enormi risorse economiche su cui fondare un futuro migliore.

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Scarica il dossier 

 

 

 

In questa guerra noi del WWF siamo in prima linea: combattiamo ogni giorno e ovunque nel mondo in difesa dei nostri mari, delle nostre foreste e delle specie animali in pericolo, per garantire un futuro al nostro Pianeta e alle generazioni future.

Aiutaci a vincere questa sfida! I crimini contro la Natura sono crimini contro tutti noi e solo grazie al tuo sostegno possiamo fermare questo massacro.

STOP AI CRIMINI DI NATURA IN ITALIA

Come nel resto del mondo, anche l’Italia è vittima di Crimini di Natura. Firma la petizione per chiedere sanzioni più severe per l’uccisione di animali selvatici e precise garanzie per il mantenimento e il rafforzamento del Corpo Forestale dello Stato.  

 

Oggi in Confindustria a Roma si è discusso del mercato della raccolta e riciclo dei rifiuti urbani

Il mercato della raccolta e riciclo dei rifiuti urbani e assimilati tra libertà d’impresa e diritti esclusivi.

 

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Questo il titolo del convegno tenuto oggi a Roma in via dell’Astronomia, sede della Confindustria, da FISE UNIRE e FISE ASSOAMBIENTE.

 

 

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L’Unione delle Imprese del recupero (UNIRE) e l’Associazione delle Imprese dei servizi ambientali (ASSOAMBIENTE), entrambe aderenti alla Confindustria, rappresentano l’imprenditoria privata attiva nella gestione dei rifiuti urbani.

 

Da molti anni vedono il loro ambito di intervento ridotto dal sistema dei Consorzi che costituiscono il CONAI.

Esse lamentano la mancata apertura alla concorrenza, la persistenza degli affidamenti in-house e il rafforzamento dei monopoli pubblici che producono inefficienze nella gestione dei rifiuti e costi più alti per i cittadini.

Il piatto è ricco e intendono partecipare al banchetto. Infatti, affermano che il mercato della gestione dei rifiuti urbani esprime oggi un valore economico complessivamente pari ad oltre 9,43 miliardi di euro di fatturato ed occupa oltre 68.000 addetti distribuiti tra le imprese private e pubbliche che gestiscono circa 30 milioni di tonnellate di materiali l’anno.

Le conclusioni sono state affidate alla senatrice Laura Puppato, componente della XIII Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato che pur accogliendo una serie di indicazioni venute dal dibattito ha posto l’accento per un Paese povero di materie prime come il nostro sulla necessità del  recupero di materia dai rifiuti.

Quindi, raccolta differenziata monomateriale di qualità.